(Adnkronos) – Come sta evolvendo il rapporto degli italiani con la cucina nell'era della digitalizzazione? Quali sono le tendenze emergenti che ridefiniscono le abitudini alimentari nel nostro Paese? La nuova indagine 'Cucinare oggi: tra tradizione, sperimentazione e desiderio di semplificazione', commissionata da Vorwerk Italia ad AstraRicerche nell'aprile 2025, offre un quadro dettagliato analizzando un campione rappresentativo di oltre 1000 italiani tra i 25 e i 65 anni. L'indagine rivela che per gli italiani contemporanei il cibo rappresenta innanzitutto una fonte di piacere (29,9%), seguito da un veicolo di benessere e salute (24,1%) e un importante momento di condivisione sociale (21,8%). La tradizione culinaria mantiene un ruolo rilevante (16,7%), mentre si fa strada un approccio più ludico e personale all'esperienza gastronomica (7,6% cita il divertimento). L'analisi di genere evidenzia differenze significative: il piacere di cucinare è più accentuato tra gli uomini (34% contro il 26% delle donne), con picchi particolarmente elevati (45%) nella fascia 35-44 anni. Le donne, invece, tendono a valorizzare maggiormente la dimensione relazionale dell'esperienza culinaria (25% contro 18% degli uomini). Uno degli aspetti più significativi emersi dalla ricerca condotta da AstraRicerche è il forte legame con la tradizione culinaria, particolarmente evidenziato dalle generazioni più giovani. Secondo i ricercatori, il 21% degli intervistati tra i 25 e i 44 anni associa il cibo alla tradizione, un dato che sottolinea come i Millennials e la generazione Z stiano riscoprendo e valorizzando il patrimonio gastronomico italiano. “La cucina e il nostro rapporto con essa – afferma Giovanni Rainoldi, Consumer Insight Manager di Vorwerk Italia – rappresentano una fonte interessantissima attraverso la quale osservare la nostra società. L’ascolto delle persone è intrinseco nell’attività della nostra azienda, dalle nostre incaricate a contatto con i clienti quotidianamente fino all’analisi dei bisogni e della soddisfazione delle persone di cui questa collaborazione con AstraRicerche ne è esempio”. Nonostante l'accelerazione dei ritmi di vita contemporanei, la passione per la cucina non solo resiste ma si rafforza: il 69% degli italiani dichiara di amare dedicare tempo alla preparazione dei pasti e il 59% si considera competente ai fornelli. Emerge con forza la dimensione terapeutica dell'esperienza in cucina: per il 61% degli intervistati, cucinare rappresenta un momento di relax e decompressione dallo stress quotidiano. La cucina conferma inoltre la sua centralità come spazio di relazione interpersonale: oltre l'80% degli italiani considera il pasto un momento fondamentale di connessione con famiglia e amici. Il pranzo domenicale, emblema della tradizione gastronomica nazionale, conserva la sua importanza rituale per due italiani su tre, con percentuali che raggiungono il 76% nelle regioni meridionali. L'indagine documenta una significativa trasformazione nelle abitudini alimentari degli italiani: il 67,6% ha modificato orari e modalità dei pasti rispetto al passato, privilegiando una maggiore flessibilità (44,9%) in linea con i cambiamenti degli stili di vita. Sebbene il 60% continui a consumare i pasti a casa quotidianamente, emerge un quadro di crescente mobilità alimentare: il 55% mangia fuori almeno una volta a settimana, principalmente per ragioni professionali. Il food delivery è ormai parte integrante delle abitudini alimentari per oltre il 30% degli intervistati, che vi ricorre con cadenza settimanale, con una frequenza che si è stabilizzata negli ultimi anni per il 52,4%. Tuttavia, i ricercatori evidenziano anche come il 34,7% degli intervistati dichiara di aver ridotto il ricorso al delivery. La diffusione del lavoro agile ha avuto un impatto significativo sulle routine alimentari degli italiani: il 35% dichiara di mangiare in modo più sano grazie alla flessibilità lavorativa, il 23% dedica più tempo alla cucina, mentre il 21,8% sperimenta maggiormente con nuove ricette. Particolarmente rilevante l'impatto sui giovani professionisti: tra gli uomini under 35, quasi uno su due (46%) afferma di aver incrementato il tempo dedicato alle preparazioni culinarie grazie alla possibilità di lavorare da casa, ridefinendo il rapporto tra sfera professionale e domestica. Il 69 % degli italiani vive oggi la cucina come un'opportunità di esplorazione e scoperta gastronomica. Tra le tendenze emergenti, spiccano le ricette 'svuotafrigo' che soddisfano il 61,4% degli intervistati, rivelando una crescente attenzione alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi alimentari, mentre il 32,2% si cimenta nella riproduzione domestica di piatti etnici assaggiati al ristorante. La consapevolezza alimentare guida molte delle scelte in cucina: l'80% cucina per mangiare in modo più sano, mentre il 77,4% lo fa per preservare i valori nutritivi degli alimenti. Si diffonde anche la pianificazione settimanale dei pasti, adottata dal 21% degli intervistati, con percentuali che raggiungono il 41% tra le donne nella fascia 25-34 anni, evidenziando una crescente attenzione all'organizzazione e all'efficienza domestica. “Gli italiani – conclude Rainoldi – mettono in luce un crescente investimento in cucina, dalla preparazione alla fruizione dei pasti ed è interessante notare come emerga un panorama di esperienze ed esigenze diverse, che solo superficialmente possono apparire in contrapposizione”. L'indagine evidenzia anche l'importanza crescente della dimensione estetica dell'esperienza culinaria: il 60,2% degli italiani considera importante l'impiattamento, con percentuali che salgono al 68% per gli uomini nella fascia 35-44 anni, più influenzata dalla cultura visuale dei social media. Un dato sorprendente emerge dall'analisi delle abitudini di condivisione: più che alla pubblicazione sui social network (praticata solo dal 17,8%), gli italiani preferiscono una condivisione più intima e personale delle loro creazioni culinarie, con il 27,3% che invia fotografie dei piatti ad amici e familiari attraverso messaggistica privata. Nonostante l'entusiasmo diffuso, l'attività culinaria presenta ancora delle sfide quotidiane: il 66,6% degli italiani cerca costantemente ispirazione per piatti appetitosi e accessibili. Le fonti principali di questa ispirazione restano la tradizione familiare (48,1%), seguita dai social network (33,4%, con picchi tra i 25-34enni) e dai programmi televisivi dedicati alla cucina (33,1%). La semplificazione emerge come un'esigenza sempre più diffusa nell'attuale contesto socioeconomico: il 47,2% degli intervistati cerca soluzioni per cucinare bene in minor tempo. Un italiano su quattro (26%) lamenta la necessità di troppi strumenti per determinate preparazioni, mentre il 36% vorrebbe poter adattare più facilmente le ricette alle proprie esigenze alimentari. I dati dell'indagine delineano l'emergere di un nuovo modello di cucina domestica in Italia, caratterizzato da maggiore consapevolezza, flessibilità e attenzione al benessere. Questi trend suggeriscono una crescita del mercato per prodotti e servizi che facilitano la preparazione di cibi sani, riducono gli sprechi alimentari e ottimizzano i tempi di preparazione, mantenendo al contempo un forte legame con la tradizione gastronomica italiana. L'analisi condotta mostra come la cucina italiana del 2025 stia evolvendo verso un paradigma che integra innovazione tecnologica e tradizione culturale, efficienza e piacere, individualità e condivisione, confermando la centralità dell'esperienza culinaria nell'identità culturale e nelle abitudini quotidiane degli italiani contemporanei. E' in questo scenario in continua trasformazione che si inserisce il nuovo Bimby, l’evoluzione del celebre robot da cucina multifunzione di Vorwerk. Con oltre 40 anni di storia accanto agli italiani, Bimby ha saputo evolversi in un vero sous-chef domestico, capace di adattarsi alle esigenze della cucina contemporanea. Semplice da usare e tecnologicamente avanzato il nuovo modello unisce un design elegante e compatto, un’interfaccia intuitiva e un display immersivo. La connessione ancora più fluida con le oltre 100.000 ricette disponibili su Cookidoo lo rende uno strumento potente e versatile, pensato per chi cerca performance e stile in un unico elettrodomestico. Svolge il lavoro di 20 elettrodomestici in uno solo, semplificando con efficienza le operazioni più complesse e lasciando spazio alla creatività. Che si tratti di piatti della tradizione o di nuove sperimentazioni, di cucinare per sé o per gli altri, per chi è esperto o alle prime armi, Bimby è l’alleato ideale per vivere la cucina, oggi e domani, come uno spazio personale, creativo e autentico. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Categoria: Lavoro
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Int, formazione necessità assoluta per il tributarista
(Adnkronos) – Per l’Istituto nazionale tributaristi (Int) la formazione professionale non è solo un obbligo collegato al rilascio dell’attestato di qualità e di qualificazione professionale ai sensi della legge 4 del 2013 e delle norme statutarie, ma è una necessità assoluta per il tributarista che voglia offrire un’assistenza di qualità ai propri iscritti. “Per offrire ulteriore supporto alla formazione professionale obbligatoria, per le tributariste e i tributaristi dell’Int, gli approfondimenti della commissione nazionale fiscalità non saranno solo più solo utilizzati per il confronto istituzionale sulla normativa tributario-economica ma, ove non soggetti a riservatezza se non richiesta dagli interlocutori istituzionali o per ragioni di opportunità, saranno pubblicati in un’apposita pagina dell’ area riservata nel portale dell’Int", dichiara il presidente nazionale Riccardo Alemanno, che aggiunge: "per supportare il lavoro svolto dalla commissione fiscalità si é provveduto a implementarne i componenti che sono passati da 5 a 8 e saranno sempre coordinati dal vice presidente nazionale Giuseppe Zambon, inoltre, sempre per sviluppare alcune tematiche di particolare interesse, è stato costituito il centro studi dell’Istituto nazionale tributaristi i cui primi componenti saranno i tributaristi Int della commissione fiscalità, in questo caso il ruolo di coordinatore sarà però ricoperto dal direttore generale Roberto Vaggi, potranno in seguito partecipare altri tributaristi Int ed esperti esterni". "Ringrazio di cuore le colleghe e i colleghi che sono resi disponibili a dare il loro contributo fattivo per lo studio e l’approfondimento delle norme, incarico che hanno assunto con profondo spirito di servizio verso l’Int e i suoi iscritti. La formazione e l’aggiornamento dei tributaristi Int avranno ulteriori supporti per navigare nel mare tempestoso delle normativa tributaria e poter fornire servizi di qualità nell’ambito della consulenza tributaria e contabile", conclude. I componenti della Commissione nazionale fiscalità, che già collaborano con importanti riviste del settore o svolgono attività di relatore in incontri di studio, sono: Alessio Argiolas (Cagliari), Fabrizio Artizzu (Roma), Anna Briozzo (Brescia), Andrea Cartosio (Genova), Monica Cerva (Cuneo), Salvatore Cuomo (Roma) e Davide Scandaletti (Padova), oltre al già citato Coordinatore Giuseppe Zambon (Sondrio). Alle riunioni, sia della commissione che del centro studi, potrà partecipare il presidente Alemanno. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Startup, Costabile (Luiss): “Pochi investimenti in AgriFoodTech, invertire rotta o declino”
(Adnkronos) – E' uno dei pilastri dell'economia del nostro Paese, riconosciuto in tutto il mondo. Ma per far sì che mantenga la sua leadership servono investimenti in nuove tecnologie e innovazione. Che in Italia, invece, scendono sempre di più, penalizzando le tantissime startup, che, spesso vanno a cercare fortuna all'estero. Stiamo parlando dell'agroalimentare, settore di punta del made in Italy e traino del nostro Pil, che oggi però si trova davanti a sfide decisive, come spiega ad Adnkronos/Labitalia Michele Costabile, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese (marketing) all'università Luiss di Roma dove dirige Luiss X.ITE – centro di ricerca su tecnologie e comportamenti di mercato, che ha realizzato il primo 'Rapporto sulla trasformazione tecnologica della filiera agroalimentare. Il contributo della startup economy', nell'ambito del progetto promosso da Federalimentare e sostenuto da Confagricoltura. "Noi come Italia -spiega Costabile- oggi arriviamo addirittura ad avere un peso dell'agroalimentare sul Pil che è stabilmente del 30%, con turisti che vengono in Italia attratti alla bellezza del Paese e dal cibo, prima di ogni altra cosa. Visto che il resto del mondo sta investendo tanto sull'agroalimentare per il futuro, per riuscire a soddisfare le esigenze di una popolazione che arriverà nei prossimi 20-25 anni a 9 miliardi di persone, se noi non facciamo questo stesso investimento oggi, il domani che si costruisce oggi ci vedrà con una posizione meno rilevante". E i numeri che emergono dal Rapporto evidenziano invece uno scenario negativo per il sostegno alle startup di settore. Nel 2024, infatti, sono stati investiti in startup agri&foodtech poco più di 100 milioni di euro, in calo rispetto al valore degli investimenti nel 2023 (poco più di 140 milioni di euro; -28%) e nel 2022 (poco più di 150 milioni di euro; -36% il decremento 2024 su 2022). Una situazione drammatica visto che, come sottolinea Costabile, "in tutti i settori del mondo ormai la gran parte dell'innovazione o arriva o è stimolata dalle startup, e non a caso si parla di startup economy". E senza innovazione si ferma la crescita. "I numeri sono da brivido, dobbiamo agire. Perché già oggi, per stare al passo con gli altri Paesi, non per stare meglio degli altri, dovremmo investire 5 volte quello che stiamo facendo", sottolinea Costabile. Confrontando infatti quanto investito in Italia con la media di quattro Paesi europei di riferimento, dal Rapporto emerge che per colmare il gap, per esempio, in rapporto al valore produzione agricola, il valore degli investimenti agri&foodtech dovrebbe essere oltre 500 milioni di euro annui, appunto en 5 volte di più rispetto al dato reale del 2024. Una situazione che sta portando tanti 'cervelli' ad andare a cercare fortuna, e investimenti, fuori dal nostro Paese se è vero che "sulle 2.500 start-up agroalimentari presenti in Europa circa il 10% potrebbe avere un fondatore, o co-fondatore, italiano. E' un dato che si riserviamo di validare in modo più puntuale nella seconda edizione del nostro Rapporto", sottolinea. Non c'è da perdere tempo, insomma, e servono azioni incisive per sostenere un comparto come l'Agri&foodtech che può essere decisivo nell'economia del nostro Paese nei prossimi anni. E per Costabile sono diverse le proposte che "riguardano il mondo dell'università, della ricerca, ma anche delle associazioni in categoria delle imprese. Ad esempio così come a Milano, dopo l'Expo, hanno fatto un investimento colossale per creare il Mind. E all'interno del Mind, la punta di diamante è lo Human Technopole, oggi bisogna creare un agri-food technopole. Qualcosa si sta facendo a Napoli, con il rettore dell'Università Federico II, molto capace e competente, che sta spingendo per lo sviluppo di questo agri-tech center, ma non basta. Data la nostra primazia nella filiera agroalimentare, ne dobbiamo avere almeno due in Italia. Oltre alla Campania penso alla food valley in Emilia, perché così c'è la prossimità con il mondo delle imprese", sottolinea Costabile. Per Costabile questi due agri-tech center sono fondamentali "perchè le persone devono vedere, devono andare a cena insieme, per poter partorire idee nuove e soprattutto per poter trovare la chimica necessaria per realizzarle. L'innovazione passa dall'interazione fisica del corpo delle persone, guardandosi in faccia", sottolinea. E poi per il docente della Luiss è necessario che startup e imprese si 'parlino'. "Bisogna fare in modo che il mondo delle start-up non sia staccato dal mondo corporate, che non siano due mondi separati. Il corporate guarda le start-up come quattro ragazzini fuori di testa e le start-up guardavano il mondo corporate come dei vecchi dinosauri. Non è così. Questi due mondi devono interagire strettamente, ricordando al mondo corporate che ogni grande azienda, prima di diventare grande era una start-up, era bambina, no? Quindi bisogna fare in modo che questi due mondi interagiscono di più. Con risorse economiche, con investimenti, con piani di lavoro congiunto, laboratori di sperimentazione, quindi cose concrete", ribadisce. Ma non basta. "Terzo elemento fondamentale, gli organi governativi e, diciamo, anche le aziende devono capire che gli investimenti devono essere fatti, non solo in misura rilevante, ma anche intelligente. Dobbiamo fare in modo che il mondo privato abbia dei vantaggi nell'investire in venture capital. E i vantaggi sono detrazioni vere e immediate. Io, per esempio, mi trovo a Londra, dove se un privato come me o come lei investe anche solo 10.000 euro in una start-up, gli arrivano 4.000 euro sul bonifico in banca, appena l'investimento viene registrato dalla banca. O come in Canada dove avevano gli stessi problemi dell'Italia e hanno fatto una legislazione per incentivare l'interesse dei privati", sottolinea. Oggi lo scenario in Italia non è esaltante, come spiega Costabile. "Oggi in Italia ci sono solo due Fondi che investono veramente sulle start-up. Uno grande e importante che si chiama 'Linfa Agrifoodtech innovation fund' e un altro, più piccolo, 'Maia'. Sono pochi, hanno una dotazione di 100 milioni di euro da investire in 5 anni, noi ne dobbiamo investire 500 milioni all'anno. Quindi mancano 2 miliardi e 300 milioni di euro per arrivare a quanto dovremmo investire per essere al passo con gli altri Paesi", sottolinea il docente della Luiss. E per salvare la competitività di un settore, l'agroalimentare, che "è -ricorda Costabile- un elemento essenziale della cultura italiana tanto decantata e apprezzata nel mondo. E gli investimenti in Agrifoodtech hanno un impatto straordinario sul clima perchè l'agricoltura e agroalimentare sono i principali responsabili di emissione di Co2 ed è normale che quando innovo abbasso queste emissioni con un impatto molto positivo sul clima. Moltissime innovazioni che arrivano dalle startup di questo settore hanno poi un impatto su energia, salute, su nuovi materiali circolari, sulla giustizia sociale rendendo più accessibile l'alimentazione", conclude —lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Milano, sabato 17 sciopero dei dipendenti McDonald’s
Sabato 17 maggio, sciopero di 8 ore per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori Mc Donald’s Milano con un presidio in Piazza Duomo dalle ore 11:00 alle ore 14:00 organizzato da Filcams Cgil Milano, Fisascat Cisl Milano e Uiltucs, a livello provinciale. La protesta – in coordinamento con quella nazionale che ha visto nelle scorse settimane scioperare migliaia di lavoratrici e lavoratori di tutte le province italiane – nasce dal persistente rifiuto della multinazionale e di alcuni licenziatari a sedersi al tavolo con i sindacati per definire un contratto integrativo aziendale di gruppo, richiesto da tempo a livello nazionale e territoriale.
“Un contratto di secondo livello – previsto dal CCNL della Ristorazione, rinnovato il 5 giugno 2024 – rappresenta uno strumento essenziale per migliorare salari, tutele e condizioni di lavoro per oltre 4.000 dipendenti diretti di McDonald’s Company e circa 31.000 lavoratori dei franchising”, spiegano i sindacati che hanno proclamato lo sciopero. “McDonald’s è oggi il principale datore di lavoro della ristorazione commerciale in Italia nonché tra le azienda del fast food al mondo di maggior fatturato.
Eppure, migliaia di lavoratrici e lavoratori continuano a operare con condizioni economiche e normative inferiori a quelle garantite in altre realtà del settore. Sabato 17 maggio, in Piazza Duomo, faremo sentire la nostra voce”.
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Anteprima d’estate evento promosso da Artigiano in Fiera
(Adnkronos) – Dal 29 maggio al 2 giugno, tutti i giorni dalle 10 alle 22.30, a Fieramilano Rho, in provincia di Milano, 760 artigiani da 50 paesi del mondo daranno vita ad Anteprima d’estate, il nuovo appuntamento promosso da Artigiano in Fiera. A dare vita a questo format saranno 760 artigiani da 50 Paesi del mondo: un'esperienza per celebrare la bella stagione, accompagnata da eventi dedicati alle culture e tradizioni dal mondo. Anteprima d’Estate propone un’esperienza tra i sapori dall’Italia e dal mondo nelle sei Grandi Piazze, ognuna legata da un fil rouge gastronomico e con la presenza di balli e spettacoli tipici dei territori. Nel padiglione 13 “Sapori senza confini” è un vero e proprio concentrato di eccellenze artigianali che attraversa l’Italia, l’Europa e il mondo. L’Austria e la Baviera dialogano con l’Irlanda, la Campania incontra la Sicilia e l’Asia svela i suoi segreti con specialità da Sri Lanka, Cina e Giappone. Dalle zeppole ai Kurtoskalacs, dal fish&chips ai baozi, ogni assaggio è una scoperta accompagnata da musiche tradizionali irlandesi. La limitrofa area “Paella, Fuoco e Fiesta” risuona di griglie ardenti e chitarre latine. Empanadas argentine sfidano paelle fumanti, mentre i panini tex-style abbondano di pulled pork e salsa affumicata. A rinfrescare, gelati tropicali battuti a mano e boccali di birra artigianale. Nell’area “Braci Esotiche & Fiamme Vive” all’interno del padiglione 22 le braci sfrigolano sotto tagli di carni argentine, pollo tandoori e tamales. Tutto intorno, il profumo del caffè arabo intreccia note di cardamomo con la freschezza di birre artigianali per un’esperienza multisensoriale: calore, spezie, musiche e storie si fondono in una straordinaria festa estiva con spettacoli dal mondo. Nel padiglione 15 batte il cuore gastronomico d'Italia. L’area “Cuore Italiano: Sole, Sapore, Passione” è un’accurata selezione di specialità regionali. Ogni piatto, dalle paste ai fritti, dalle carni ai prodotti caseari, racconta una storia di territorio e passione artigianale, dalla Liguria alla Campania, passando dalle Marche, dalla cucina romana e dalle specialità valtellinesi, passando dal Piemonte, l’Abruzzo e la Toscana. Sempre nel padiglione 15 l’area “Tesori del Sud: Gusto e Tradizione” è un tripudio di specialità gastronomiche dal Sud Italia. Spaghetti all’assassina, bombette pugliesi, porchetta dei Nebrodi e arrosticini dell'Agro Pontino sono solo alcuni dei grandi classici, a cui si affiancano i dolci più famosi, come cannoli, tette delle monache ed altre specialità a completamento di un’esperienza intensa, riscaldata dalla pizzica salentina. Il viaggio gastronomico ad Anteprima d’Estate si chiude nell’area “Nord, Sud, Ovest, Est: un viaggio inaspettato”, dove il mondo è servito in tavola. Dai risotti veneti alle specialità romagnole, alla pizza campana, dalle specialità tunisine e cinesi a quelle iraniane, l’area è un concentrato di culture e sapori artigianali, perfetto per condividere un'esperienza unica nelle sere d'estate accompagnata da musiche e spettacoli dal mondo. Sarà anche presente, in anteprima, il panettone ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Stati generali della pelletteria italiana, urgente fare sistema
(Adnkronos) – Il solenne salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze ha ospitato ieri la quinta edizione de 'Gli stati generali della pelletteria italiana', organizzata da Assopellettieri – l’Associazione che rappresenta le imprese italiane di pelletteria, aderente a Confindustria e a Confindustria Accessori Moda – in partnership con The European House – Ambrosetti e in co-promozione con il Comune di Firenze. L’evento ha registrato un grande successo con la registrazione di oltre 300 persone e 14 sponsor che hanno supportato l’iniziativa, a testimonianza della grande attenzione al comparto e alle tematiche legate al futuro di una delle filiere più importanti del Made in Italy. Con oltre 12 miliardi di euro di fatturato nel 2024 e un saldo commerciale tra i più attivi d’Europa (seppur in lieve decrescita rispetto all’anno precedente, -9%) la pelletteria italiana si conferma un pilastro strategico del Made in Italy. L’Italia è oggi infatti il secondo esportatore mondiale dopo la Cina, grazie a un modello produttivo diffuso, competitivo e fortemente identitario. Ma per mantenere saldo questo ruolo centrale nel mercato, l’eccellenza non basta. “Il nostro primato nel mondo non può essere dato per scontato”, ha dichiarato Claudia Sequi, presidente di Assopellettieri. “Servono interventi strutturali e una reale politica industriale condivisa, per assicurarci tale primato anche nel futuro”. Proprio la Presidente ha inaugurato il convegno dando il benvenuto agli ospiti e lasciando poi la moderazione degli interventi in programma alla giornalista Mediaset, Costanza Calabrese. Non sono mancati i saluti istituzionali; Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana e Jacopo Vicini, assessore allo Sviluppo economico, Turismo, Fiere e Congressi del Comune di Firenze hanno rimarcato il legame tra il settore e i valori economici e culturali del territorio. Dario Fabbri, direttore del mensile Domino, ha offerto un’accurata lettura dello scenario-geopolitico, andando oltre l’attualità delle tensioni internazionali per approfondirne le radici strategiche e gli effetti di ricaduta a livello economico sulla manifattura italiana. A seguire, il videomessaggio di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha ribadito l’importanza del comparto pelletteria per l’economia nazionale, sottolineando la necessità di fare sistema tra tutti gli attori della filiera. Cuore pulsante dell’edizione 2025 è stata la presentazione ufficiale del nuovo studio strategico sul settore della pelletteria italiana frutto del lavoro condiviso tra Teha, Assopellettieri e uno Steering Commitee di sei persone, rappresentanti delle tre anime del settore pellettiero italiano: brand, grandi produttori e pmi a marchio proprio. La prima parte dello studio, restituisce una panoramica dettagliata del settore da cui sicuramente emerge la conferma della leadership italiana nella pelletteria di alta gamma: con 4.532 imprese attive, circa 49.000 addetti e un fatturato di 12 miliardi di euro nel 2024, l’Italia si attesta come il primo produttore europeo, rappresentando da sola il 47% del giro d’affari continentale. Un primato ottenuto nel tempo grazie a un tessuto imprenditoriale coeso e performante, strutturato in distretti industriali che favoriscono qualità, flessibilità e un elevato grado di integrazione tra le fasi della filiera; primato che però va difeso e sostenuto. A presentare la ricerca è stato Flavio Sciuccati, Senior Partner di The European House – Ambrosetti. Il suo intervento ha inquadrato con lucidità le fragilità e le potenzialità del comparto. Guardando al futuro ha lanciato un monito chiaro: “abbiamo un sistema unico al mondo, ma non siamo abbastanza bravi a raccontarlo. Se non rafforziamo leadership e attrattività, rischiamo di perderlo”. Le sue parole hanno accompagnato i numeri del report, stimolando la riflessione corale sull’urgenza di fare sistema e sottolineando la necessità di rafforzare la competitività e l’attrattività del sistema nel suo complesso, promuovendo un modello di cooperazione lungo tutta la filiera, in grado di valorizzare la complementarità tra grandi gruppi, pmi e fornitori. Ma è nella seconda parte del report che si delinea con chiarezza la proposta strategica per il futuro da parte dell’Associazione. Un vademecum articolato in sei raccomandazioni operative per il settore e allo stesso tempo un appello alle Istituzioni per affrontare le sfide attuali con strumenti efficaci e per rafforzare e consolidare la leadership internazionale del Made in Italy. La prima raccomandazione invita a promuovere la sostenibilità economica lungo tutta la filiera, attraverso misure fiscali dedicate, incentivi alla crescita e alla stabilità, e una più equa distribuzione del valore. Segue l’indicazione a costruire un patto di legalità e trasparenza, rafforzando gli strumenti di tracciabilità, ma anche la compliance normativa e contrattuale, per generare fiducia e ridurre le distorsioni. Puntare alla sostenibilità ambientale e sociale come tratto distintivo del Made in Italy, per rafforzare l’immagine del comparto sui mercati internazionali, è la terza raccomandazione. Emerge poi la necessità di attrarre e formare nuovi talenti, costruendo uno storytelling condiviso che valorizzi i mestieri tecnici e artigianali, promuovendo collaborazioni con istituti formativi e incentivando l’integrazione della forza lavoro straniera. Altrettanto centrale è il tema dell’innovazione artigianale: non si tratta di sostituire il sapere manuale, ma di affiancarlo con tecnologie avanzate, digitalizzazione e interazione uomo-macchina per migliorare qualità, tracciabilità e attrattività del lavoro. Infine, l’associazione focalizza l’attenzione sul potenziamento dell’internazionalizzazione, chiedendo supporto per le aziende nell’intercettare nuovi mercati, semplificando l’accesso agli strumenti di finanziamento per l’export e consoli-dando il ruolo strategico delle fiere come piattaforme di visibilità. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Imprese, Smact, ricavi per 10 mln ed ebitda a 1,5 mln: fatturato triplicato in ultimo triennio
(Adnkronos) – Smact competence center ha chiuso il 2024 con ricavi per 10 milioni di euro (di cui 1,4 di contributi erogati dal Mimit), triplicando il dato dei 3 milioni di euro registrato nel 2021, anno di subentro dell’attuale governance. Dati positivi anche sul fronte della redditività, con un ebitda caratteristico pari a 1,5 milioni. Nel business plan da poco approvato Smact punta ad una sostenibilità di medio termine, anche oltre la fine dell’attuale ciclo di finanziamento legato al Pnrr e prevede un’ulteriore crescita dei ricavi a 15 milioni di euro, e della redditività a 1,9 milioni, al termine dell’anno in corso. Il competence center del Nordest chiude dunque un anno con risultati che ne rafforzano la capacità di mettere a sistema le eccellenze 4.0-5.0 e di creare meccanismi virtuosi di 'contaminazione' tra provider di tecnologie, end user, atenei e centri di ricerca. "I risultati raggiunti sono il frutto di un modello di business orientato alla concretezza e alla sostenibilità" dichiara Massimo Guglielmi, presidente di Smact competence center. "Smact è cresciuta grazie all’opportunità del Pnrr, ma la solidità raggiunta ci consente di guardare ai prossimi anni con ottimismo e di puntare a generare ancora più valore per i nostri partner. Smact sta sempre più trovando un suo ruolo come aggregatore di un ampio ecosistema di innovazione che in esso trova le opportunità di collaborare sia dal punto di vista tecnologico che nella costruzione di proposte a valore aggiunto per il mercato". "Il 2024 – spiega dichiara Matteo Faggin, direttore generale di Smact – ha rappresentato un anno di significativa crescita per Smact, non solo in termini di solidità finanziaria, ma soprattutto per l'impatto concreto che stiamo generando sul tessuto imprenditoriale. Il numero crescente di progetti di innovazione e di servizi di consulenza dimostra quanto sia sentita da parte delle imprese, soprattutto le pmi, l'esigenza di rivolgersi ad una realtà super-partes per avviare percorsi di transizione digitale e ambientale. Smact, insieme ai suoi partner accademici e tecnologici, è in grado di rispondere a queste necessità con competenza e proponendo soluzioni efficaci, assistendo le imprese nel proprio percorso di evoluzione tecnologica, ciascuno necessariamente unico". Le attività e i servizi offerti da Smact alle imprese crescono di pari passo con i risultati che ne certificano la solidità finanziaria. Le aziende partner dell’ecosistema Smact hanno superato quota 100. Nel solo 2024 sono stati avviati progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, che hanno coinvolto università e partner tecnologici, per un valore di 4,5 milioni di euro, mentre i servizi di consulenza hanno generato 2,8 milioni di euro, servendo più di 200 imprese. A questo si affianca l’offerta formativa: nell’anno a bilancio sono stati erogati 50 corsi del valore di 800mila euro, per un totale di 1.800 ore di formazione. Il tutto grazie ad un team cresciuto nel tempo fino a toccare le 27 unità, con 14 nuovi ingressi nel 2024. Sul fronte del cofinanziamento di progetti di ricerca e sviluppo sperimentale con fondi Pnrr Smact ha avviato nell’ultimo triennio un totale di 98 progetti, di cui 39 nel 2024, coinvolgendo 111 aziende (55 grandi, 17 medie, 39 piccole o micro) e 10 diverse università e centri di ricerca, attivando collaborazioni con 77 gruppi di ricerca. In totale sono stati erogati 14,6 milioni di euro di cofinanziamento, di cui 12,7 negli anni 2023-24. Nel 2024, inoltre, Smact si è attivata su tre progetti europei, Guardians e Teapots, dedicato alle imprese dell’agrifood, e Friend Europe, focalizzato sull’internazionalizzazione delle imprese. Proprio l’ecosistema Smact, e la sua capacità di generare valore per le imprese italiane, è stato al centro dell’evento che il competence center ha organizzato martedì 13 maggio al centro culturale Altinate San Gaetano di Padova dal titolo 'Open innovation: la sfida per l’evoluzione delle imprese'. Un incontro pubblico e istituzionale pensato per mettere attorno allo stesso tavolo stakeholder nazionali, imprese, enti di ricerca e istituzioni per discutere insieme il futuro dell’innovazione. L’appuntamento è stato un momento di confronto strategico su sfide, opportunità e visioni condivise per potenziare il ruolo delle tecnologie innovative come leva di sviluppo aziendale. All’evento sono intervenuti, tra gli altri, Valentino Valentini, viceministro del Mimit, Daniela Mapelli, Rettrice dell’Università di Padova, Elena Donazzan, vicepresidente commissione per l’Industria, la ricerca e l’energia del Parlamento Europeo, Gianluigi Rozza, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Smact, e Antonio Santocono, presidente Unioncamere del Veneto. L’incontro è stato moderato da Luca Barbieri, giornalista e co-founder di Blum. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Veterinaria, inizia tirocinio matricole Tor Vergata a Istituto zooprofilattico Lazio e Toscana
(Adnkronos) – E' iniziato da pochi giorni il tirocinio teorico pratico degli 80 studenti al primo anno del nuovo corso di laurea in Medicina veterinaria dell'università di Roma Tor Vergata presso la sede romana dell'Istituto zooprofilattico Lazio e Toscana (Izslt) in via Appia Nuova. Accompagnati da Antonio Palladino, docente di Anatomia del Dipartimento di medicina veterinaria presso il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale, gli studenti hanno avuto l’opportunità di osservare, in una vera sala necroscopica, le attività diagnostiche, partecipare a sessioni pratiche di necroscopia e confrontarsi con i medici veterinari e gli specialisti dell’Izslt, entrando nel cuore delle attività quotidiane dell’Istituto. Durante le giornate, sono stati analizzati campioni e organi provenienti da diverse specie, tra le quali puledro, maiale, ovino e bovino, con un focus specifico sullo studio dei cuori bovini per approfondire la conoscenza anatomica e le tecniche di valutazione patologica. L’attività si inseriscono nell’ambito dell’accordo siglato tra Izslt e Università di Roma Tor Vergata, una convenzione finalizzata a promuovere la collaborazione scientifica e didattica tra le due Istituzioni, per integrare la formazione teorica con esperienze pratiche e rafforzare la preparazione degli studenti in linea con le esigenze della Sanità pubblica veterinaria. “In un tempo in cui la complessità delle crisi sanitarie ed ecologiche impone risposte integrate, formare un medico veterinario non significa soltanto trasmettere competenze tecniche: significa accompagnare studentesse e studenti in un percorso che li metta fin da subito in contatto con la realtà concreta della professione”. Dichiara Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. “Il tirocinio presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale Lazio e Toscana rappresenta un’opportunità formativa preziosa, perché permette di osservare da vicino il lavoro sul campo e comprendere il ruolo che la sanità pubblica veterinaria svolge nella tutela della salute collettiva. Esperienze come questa rafforzano una didattica che non si limita all’aula, ma si apre alla collaborazione tra istituzioni, valorizzando la connessione tra sapere e responsabilità, tra studio e servizio. L’Izslt con la sua funzione scientifica e territoriale, si conferma un interlocutore di grande rilievo, con cui condividiamo l’obiettivo di formare professionisti preparati, consapevoli e pronti a contribuire in modo concreto al benessere della società. E' in questo dialogo tra formazione e pratica, tra università e territorio, che si costruisce la sanità pubblica del futuro”. "Siamo entusiasti – commenta Stefano Palomba, commissario straordinario dell’Izslt – di questa collaborazione interistituzionale avviata in questi giorni. Questa iniziativa offre agli studenti un'esperienza formativa concreta, che integra e completa il percorso universitario. L’Izslt è dedicato alla formazione e alla ricerca, e rafforzare il legame tra sapere accademico e pratica sul campo è fondamentale per la crescita professionale dei futuri medici veterinari. Grazie a questo accordo con l'Università di Roma Tor Vergata, gli studenti acquisiranno competenze pratiche essenziali e avranno l'opportunità di confrontarsi con una realtà di riferimento per la salute animale e pubblica. Saranno, se lo vorranno, veterinari pubblici, in prima linea nella difesa contro le zoonosi e le patologie di interesse veterinario sul territorio nazionale, preparandosi così a diventare professionisti competenti e consapevoli. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Fiere: a ‘Codeway Expo’ formazione e Africa per superare mismatch su figure tecniche specializzate
(Adnkronos) – Costruire partenariati solidi tra pubblico, privato e cooperazione internazionale per valorizzare la formazione tecnico-professionale come leva strategica di sviluppo economico e inclusione sociale. In Africa come anche nel nostro Paese, agendo sul mismatch tra domanda e offerta di figure specializzate. Se ne è discusso a 'Codeway Expo 2025', la fiera della cooperazione internazionale organizzata da Fiera Roma e Internationalia e in corso a Fiera Roma fino al 16 maggio, con il tema della formazione tecnico-professionale che è stato al centro del panel 'Tvet Africa Index 2025. Responsabilizzare i giovani africani attraverso la formazione professionale', promosso da De Lorenzo Spa, con la partecipazione di istituzioni italiane e africane, rappresentanti del mondo produttivo, della ricerca e della società civile. Nel corso del panel è stato presentato lo studio inedito di Internationalia e De Lorenzo Spa sulla situazione dell’istruzione tecnico-professionale (Tvet) in Africa, che offre un’analisi comparativa dei dati disponibili in paesi come Ghana, Niger, Etiopia, Ruanda e Costa d’Avorio. Il quadro emerso è quello di un settore in evoluzione, con forti potenzialità ma ancora frenato da limiti strutturali, carenze normative, curricula obsoleti e una diffusa percezione negativa da parte dell’opinione pubblica. L’Africa, dove ogni anno entrano nel mercato del lavoro tra i 10 e i 12 milioni di giovani a fronte di soli 3,1 milioni di nuovi posti creati, sconta un paradosso evidente: disoccupazione elevata e carenza di profili tecnici qualificati. Tuttavia, i dati raccolti dimostrano che gli investimenti in Tvet generano un impatto reale in termini di occupabilità. In Costa d’Avorio, ad esempio, il 71% dei diplomati bts trova lavoro entro sei mesi dalla laurea. In Etiopia, gli studenti dei programmi Tvet sono passati da 5.264 nel 1999 a oltre 387.000 nel 2018, mentre in Niger la crescita è stata del 385% tra il 2013 e il 2017. Nel suo intervento a Codeway, il ministro dell’Educazione del Ghana, Haruna Iddrisu, ha sottolineato il ruolo centrale dell’istruzione professionale per trasformare il boom demografico africano in opportunità economiche: “Il Ghana punta a creare smart schools e ad integrare le competenze digitali fin dall’asilo. Il Piano Mattei rappresenta per noi uno strumento monumentale per costruire capitale umano, e la collaborazione pubblico-privato sarà la chiave per non disperdere questo potenziale”. Nel corso dell’appuntamento dedicato alla formazione a Codeway sono stati evidenziati i dati italiani, che rivelano come lo skill gap sia una barriera crescente anche per lo sviluppo industriale nazionale. Stando agli ultimi dati (aprile 2025) del ministero del Lavoro le imprese italiane ricercano 460.000 lavoratori, con il 48,2% delle posizioni difficili da coprire. Per le figure tecnico-ingegneristiche e gli operai specializzati, il mismatch tra domanda e offerta raggiunge il 66-76%. Le cause principali sono la mancanza di candidati (30%) e la preparazione inadeguata (14%). Cresce inoltre il ricorso alla manodopera straniera, passata da 95.000 lavoratori nel 2022 a una stima di oltre 128.000 nel 2024, pari al 22-24% del totale degli ingressi nel mercato del lavoro. Un segnale chiaro della necessità di rafforzare il sistema educativo tecnico anche in Italia, rilanciando i percorsi formativi legati all’industria, all’energia, alla sanità, all’agritech e al digitale. Il panel ha evidenziato l’urgenza di costruire partenariati solidi tra pubblico, privato e cooperazione internazionale per valorizzare la formazione tecnico-professionale come leva strategica di sviluppo economico e inclusione sociale. Codeway si conferma, in questo senso, un osservatorio privilegiato per analizzare i trend globali e costruire soluzioni condivise —lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Milano Cortina, Randstad: 4.500 opportunità lavoro, 28 maggio recruiting day nazionale
(Adnkronos) – I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si avvicinano e Randstad, in qualità di hr partner, avvia la selezione di 4500 lavoratori da inserire nelle diverse aree del grande evento sportivo, tra Milano, Cortina e Anterselva, Valtellina e Val di Fiemme. Nello specifico, la talent company leader globale ricerca 1500 persone per collaborare con Fondazione Milano Cortina 2026 durante i Giochi Invernali di febbraio e marzo 2026. Inoltre, seleziona altre 3000 risorse per aziende operanti in diversi settori legati all'indotto dell'evento. Tra i diversi territori che ospiteranno il grande evento sportivo, Randstad ricerca quasi 2600 profili per l’area di Milano, circa mille per quella di Cortina e Anterselva, 460 per la Val di Fiemme e quasi 500 per la Valtellina, con una varietà di ruoli, livelli di qualifica ed esperienza richiesti. Per selezionare questi profili è stato organizzato un recruiting day nazionale il prossimo 28 maggio in tutte le 270 filiali di Randstad, tra cui quelle dei territori direttamente interessati dai Giochi (Milano, Sondrio, Bormio, Verona, Cortina, Longarone, Trento e Bressanone). Un appuntamento con accesso libero, senza bisogno di prenotazione, aperto alle persone alla ricerca di un impiego che permetta di prendere parte a un evento sportivo di portata globale e di contribuire al suo successo. Per Fondazione Milano Cortina 2026, Randstad ricerca in particolare addetti e manager per l’assistenza di visitatori e staff, assistenti e manager per l’accredito, assistenti e manager per la gestione della forza lavoro, ma anche personale per l’help desk, data entry, fotografi e addetti multimedia, responsabili delle flotte e diversi profili per tutte le attività di facilities. Ma sono molte le opportunità anche nelle aziende dell’indotto, per cui sono disponibili i profili più diversi, che vanno da hostess a tecnici manutentori, dal personale di sala e cucina a consulenti del settore media, dagli addetti alla sicurezza a quelli delle pulizie, dai montatori di ponteggi al personale alle casse, operatori logistici, addetti al contact center e al supporto clienti, field operation manager, bus assistant e accommodation supervisor. “I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 saranno i più estesi di sempre e offrono molte opportunità di lavoro per tanti profili in diversi settori su territori differenti – dichiara Marco Ceresa, Group ceo di Randstad – ogni persona, con il proprio ruolo, sarà fondamentale per la riuscita della manifestazione e potrà dare un contributo ad uno dei più prestigiosi appuntamenti sportivi a livello globale. Sono già migliaia le offerte di lavoro disponibili e altre se ne aggiungeranno, con l’opportunità di vivere un’esperienza unica e acquisire competenze preziose spendibili lungo tutta la carriera professionale”. Per informazioni sugli annunci disponibili: https://www.randstad.it/offerte-lavoro/q-milanocortina26/ —lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
