Categoria: Salute

  • Pavia, nuovo test genetico prevede il rischio di obesità già in bambini

    Pavia, nuovo test genetico prevede il rischio di obesità già in bambini

    Un nuovo test genetico basato sui dati di oltre 5 milioni di persone è in grado di identificare e prevedere il rischio di sviluppare l’obesità nel corso della vita già nei bambini, addirittura prima dei 5 anni di età.

    Pubblicato sulla rivista Nature Medicine, questo test apre dunque alla possibilità di mettere in atto interventi preventivi sullo stile di vita, come alimentazione ed esercizio fisico, ben prima che si manifestino altri fattori di rischio e che la patologia si sviluppi.

    Il test messo a punto dal gruppo coordinato da Roelof Smit dell’Università di Copenhagen funziona come una sorta di calcolatrice: combina gli effetti delle diverse varianti genetiche che una persona possiede e calcola un punteggio complessivo che quantifica il rischio di obesità.

    Il risultato è frutto della collaborazione internazionale Giant che riunisce oltre 600 ricercatori provenienti da 500 istituzioni di tutto il mondo. Ne fanno parte anche diversi ricercatori italiani di Università di Trieste e di Sassari, Istituto di Genetica e Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli, Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica del Cnr di Cagliari, Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia, Usl Toscana Centro e Istituto di ricerca Eurac per la biomedicina di Bolzano.

  • Terapia prenatale corregge difetti genetici nei feti

    Terapia prenatale corregge difetti genetici nei feti

    Corregge i difetti genetici nei feti già durante la gravidanza la procedura sperimentale per la somministrazione di terapie geniche in utero messa a punto da Università degli Studi di Milano e Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta, in collaborazione con il Policlinico di Milano e Avantea di Cremona. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Gene Therapy del gruppo Nature, aprono la strada a interventi prenatali per le malattie genetiche congenite più gravi.

    La procedura, minimamente invasiva, utilizza una tecnica già in uso nella pratica clinica, l’iniezione ecoguidata transaddominale. Applicata ai suini — animali scelti per la loro stretta somiglianza fisiologica con l’uomo — questa procedura ha permesso di somministrare un vettore virale (AAV9) contenente un gene marcatore (GFP) direttamente al feto, attraverso la vena ombelicale o il cuore.

    I suini nati dopo la procedura hanno mostrato un’ampia distribuzione del gene terapeutico in diversi organi, senza effetti collaterali significativi né segni di infiammazione. Anche le madri hanno tollerato bene l’intervento, senza complicazioni. Questo modello potrà così essere utilizzato per testare nuove terapie in malattie rare e devastanti come le malattie mitocondriali e altre patologie multisistemiche che iniziano già durante la vita intrauterina.

    Allo studio hanno partecipato anche Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università di Verona e UCL School of Pharmacy di Londra. Il progetto è stato sostenuto dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, Fondazione Telethon, la Fondazione Mariani, il programma europeo EJP RD e il PNRR.

  • Emilia Magni torna in Azzurro: la giovane magentina convocata per l’Europeo Under 16 di basket

    Emilia Magni torna in Azzurro: la giovane magentina convocata per l’Europeo Under 16 di basket

    Un’altra prestigiosa tappa per Emilia Magni, classe 2009, talento del basket femminile italiano e orgoglio di Magenta e Marcallo. La giovanissima atleta è stata nuovamente convocata dal coach Giovanni Lucchesi per il raduno della Nazionale Under 16 femminile, in vista del Campionato Europeo di categoria che si disputerà dal 15 al 23 agosto a Pitesti, in Romania.

    Il raduno azzurro è iniziato il 18 luglio a Castel San Pietro Terme (BO), dove Emilia e le altre 15 convocate si prepareranno affrontando anche una serie di amichevoli internazionali contro Lettonia, Ungheria e Slovenia. Poi, il 13 agosto, la partenza per la Romania. L’Italia esordirà il 15 agosto contro Israele, per poi affrontare Germania e Croazia nel girone D.

    Un percorso, quello di Emilia, iniziato sui campetti della sua Marcallo, nei Basket Players, proseguito con la Svo Thunder e quindi con le esperienze in BFM Milano e nella Geas Sesto San Giovanni, una delle società più prestigiose del panorama cestistico nazionale femminile. Un talento naturale, certo, ma anche frutto di dedizione, disciplina e grande passione.

    A sostenerla, come sempre, ci sono i genitori Michele “Mitch” Magni – ex giocatore del glorioso basket magentino – e mamma Melissa, entrambi orgogliosi di un traguardo che premia sacrifici e talento.

    Soddisfazioni che coinvolgono anche la comunità: già nel 2024 Emilia era stata omaggiata dal sindaco di Marcallo, Fausto Coatti, per la sua prima convocazione in azzurro. Oggi, a un anno di distanza, non è più tra le riserve ma tra le protagoniste: pronta a rappresentare l’Italia nel torneo continentale e a difendere con grinta la maglia azzurra.

    Emilia prosegue così nella succitata e solida tradizione del basket magentino dei tempi d’oro, divenuto grande coi pionieri Ezio Romolo, Umberto Colombini e tanti altri, con gli anni in serie A1 della Nuvenia Magenta di Massimo Porrati e Valerie Still; un patrimonio importante, da cui la giovane atleta ha certamente potuto ‘attingere’

    Avanti così Emilia: buon sangue non mente… e il bello deve ancora venire.

  • L’Importanza delle cassette in plastica nella filiera alimentare

    L’Importanza delle cassette in plastica nella filiera alimentare

    La catena di distribuzione alimentare moderna è una macchina complessa e delicata. Garantire che i prodotti arrivino intatti e sicuri dal produttore al consumatore è la priorità assoluta, una sfida che si gioca ogni giorno nei magazzini e sui mezzi di trasporto. In questo scenario, la scelta del contenitore giusto non è un dettaglio, ma un fattore decisivo per il successo. L’impiego strategico di cassette in plastica per alimenti si è affermato come la soluzione più affidabile per rispondere a queste esigenze, offrendo un mix vincente di sicurezza, efficienza e resistenza.

    Una barriera attiva per l’igiene e la sicurezza

    Quando si parla di alimenti, l’igiene non ammette compromessi. I contenitori usati devono essere una garanzia, non un rischio. Le cassette realizzate in polimeri specifici per il contatto alimentare, come l’HDPE, nascono proprio per questo. Il materiale è inerte, quindi non contamina il cibo né ne altera le proprietà. Ma il vero punto di forza è la superficie, compatta e non porosa. A differenza del legno o del cartone, non assorbe liquidi né residui, eliminando alla radice il pericolo di muffe e batteri. Questo rende le operazioni di lavaggio e sanificazione incredibilmente efficaci e veloci, un requisito senza dubbio essenziale per chiunque debba seguire le severe normative sanitarie e i protocolli HACCP. La sicurezza, in questo modo, diventa un processo ripetibile e garantito.

    Logistica ottimizzata, lavoro semplificato

    L’efficienza in un magazzino o durante un trasporto si misura in spazio e tempo. Le cassette in plastica sono progettate pensando proprio a questo. Pur essendo estremamente robuste per proteggere il contenuto dagli urti, sono leggere e facili da maneggiare per gli operatori. La loro forma regolare e la capacità di impilarsi in modo stabile sono fondamentali: permettono di sfruttare ogni centimetro disponibile, sia a terra sia in altezza, riducendo i volumi e i costi di trasporto. Molti modelli seguono inoltre misure standard europee, integrandosi alla perfezione con pallet e sistemi di movimentazione automatici. Questa versatilità, che include versioni traforate per l’ortofrutta o a tenuta stagna per le carni, trasforma un semplice contenitore in uno strumento logistico intelligente, in grado di preservare la qualità del prodotto in ogni fase.

    Una scelta durevole che guarda al futuro

    Scegliere un contenitore riutilizzabile è una decisione economica e ambientale di grande valore per moltissimi motivi diversi. La resistenza delle cassette in plastica agli sbalzi termici, all’umidità e all’usura quotidiana assicura un ciclo di vita lunghissimo, ben diverso da quello di soluzioni monouso. Questo comporta meno sprechi e, in particolare, anche un ritorno sull’investimento che si consolida nel tempo. Un contenitore che dura anni riduce la necessità di acquisti frequenti e i costi di smaltimento. Inoltre, al termine della loro vita utile, queste cassette sono completamente riciclabili, pronte a diventare nuova materia prima in un’ottica di economia circolare. In conclusione, investire in soluzioni durevoli e riciclabili non è solo una scelta efficiente, ma anche un segnale di responsabilità verso l’ambiente, sempre più apprezzato dal mercato e dai consumatori finali.

  • Il dott. Alessandro Bottani premiato alla Camera dei Deputati: un medico di Arluno tra i protagonisti della sanità italiana

    Il dott. Alessandro Bottani premiato alla Camera dei Deputati: un medico di Arluno tra i protagonisti della sanità italiana

    C’è anche il nome del dott. Alessandro Bottani, medico di famiglia ad Arluno, tra i vincitori della prima edizione del prestigioso Premio “Dott. Geppino Micheletti”, consegnato giovedì 17 luglio nella solenne cornice della Sala della Regina, presso la Camera dei Deputati a Roma.

    Il premio, promosso dall’On. Andrea Mascaretti insieme alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, nasce per onorare medici che si sono distinti per altruismo, senso del dovere e straordinaria dedizione al prossimo, incarnando lo spirito del dott. Micheletti, medico eroe della strage di Vergarolla, che continuò a operare i feriti pur avendo perso la sua famiglia nell’esplosione.

    Tra i tanti professionisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, spicca la figura del dott. Bottani, residente a Vittuone e medico di medicina generale ad Arluno, dove è punto di riferimento per centinaia di famiglie. Classe 1985, laureato a Pavia e specializzato in Medicina d’Emergenza e Urgenza, ha lavorato a lungo nei Pronto Soccorso del territorio e oggi è stimato non solo per la sua competenza, ma per la sua presenza costante, attenta, silenziosa e umana accanto ai pazienti.

    Il riconoscimento ricevuto alla Camera dei Deputati non è solo un premio individuale, ma un motivo di orgoglio per tutto il nostro territorio, che può contare su una figura medica che incarna i valori più alti della professione: serietà, empatia e dedizione autentica.

    Ad Alessandro Bottani vanno le congratulazioni della comunità di Arluno, con la gratitudine sincera di chi ogni giorno si affida a lui con fiducia.

  • West Nile, cinque casi da gennaio: a Novara e in Lombardia

    West Nile, cinque casi da gennaio: a Novara e in Lombardia

    Da inizio anno sono stati segnalati in Italia 5 casi confermati di infezione da West Nile virus (Wnv) nell’uomo, di cui 4 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (1 in Piemonte, 1 in Emilia Romagna e 2 nel Lazio) e 1 con febbre (in Veneto).

    Lo comunica l’Istituto superiore di sanità nel primo bollettino per il 2025. Il primo caso umano autoctono di infezione da Wnv della stagione è stato segnalato dal Piemonte il 20 marzo nella provincia di Novara, riporta l’Iss; si è trattato di “un caso sporadico in bassa stagione”, precisa. “La sorveglianza veterinaria attuata su cavalli, zanzare, uccelli stanziali e selvatici ha confermato la circolazione del Wnv in Veneto, Piemonte, Sardegna, Emilia Romagna e Lombardia”, si legge nel report. Nello stesso periodo non sono stati segnalati casi di Usutu virus.

    Dall’inizio dell’anno al 15 luglio in Italia sono stati segnalati al sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità anche 83 casi di D
    engue, di cui 82 associati a viaggi all’estero e 1 autoctono in Emilia Romagna. I contagiati sono per il 53% uomini e l’età mediana è 42 anni. La regione con più casi è la Lombardia (20), seguita da Veneto (13), Lazio (12) e Toscana (11).

  • Ecco i primi dati degli Screening Emicrania nelle farmacie lombarde. Oltre 5500 controlli effettuati nelle prime tre settimane di campagna

    Ecco i primi dati degli Screening Emicrania nelle farmacie lombarde. Oltre 5500 controlli effettuati nelle prime tre settimane di campagna

    A sole tre settimane dall’inizio dell’attività, sono stati raggiunti oltre 5500 screening emicrania gratuiti presso le 300 farmacie lombarde aderenti alla campagna di prevenzione emicrania.

    Fino al 30 novembre 2025, i cittadini lombardi possono recarsi in una delle farmacie aderenti per effettuare uno screening anonimo e gratuito volto a individuare i casi sospetti di emicrania.

    L’obiettivo è duplice: sensibilizzare la popolazione sulla differenza tra un comune mal di testa e una vera e propria patologia neurologica, e ridurre i tempi di diagnosi, spesso troppo lunghi, che ostacolano un trattamento tempestivo ed efficace.

    L’emicrania è una condizione debilitante che colpisce milioni di persone, compromettendo la qualità della vita, la produttività e il benessere psicofisico. Eppure, è ancora oggi sottovalutata e spesso non riconosciuta. È proprio in questo contesto che la figura del farmacista assume un ruolo centrale: grazie alla sua presenza capillare sul territorio e al rapporto di fiducia costruito con i pazienti, è in grado di intercettare i segnali d’allarme e orientare i cittadini verso un percorso di cura adeguato.

    Per garantire la massima efficacia dell’iniziativa, i farmacisti coinvolti hanno ricevuto una formazione specifica tramite webinar, con l’obiettivo di accrescere le loro competenze sull’emicrania e sulla gestione delle terapie.

    Lo screening si basa su un questionario digitale composto da 5 domande, somministrato direttamente dal farmacista tramite una piattaforma dedicata. Il tempo medio per completarlo è di circa 35 secondi, rendendolo uno strumento semplice ma efficace per un primo riconoscimento della patologia.

    Per i casi sospetti, i consigli del farmacista saranno accompagnati dalla distribuzione di opuscoli informativi sulla patologia e sui 26 centri cefalea aderenti all’iniziativa in tutta la regione, con il rilascio di contatti telefonici utili alla prenotazione di una visita specialistica.

    Tutti i cittadini lombardi che soffrono di mal di testa frequenti, intensi o invalidanti hanno l’opportunità di recarsi gratuitamente presso una delle farmacie aderenti per effettuare lo screening. Si tratta di un’attività di prevenzione semplice, rapida e non invasiva, che a volte può rappresentare un punto di svolta nella gestione della salute di ogni cittadino.

    L’iniziativa è stata promossa da Pfizer con il patrocinio di Federfarma Lombardia, della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) e dell’Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (ANIRCEF).

  • 111 milioni per i lavoratori della sanità lombarda

    111 milioni per i lavoratori della sanità lombarda

    La Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha approvato la delibera che dà attuazione agli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali del comparto sanità e della dirigenza medica e sanitaria del Servizio sanitario regionale per l’utilizzo delle risorse aggiuntive regionali (Rar) nel 2025. L’investimento regionale complessivo ammonta a 111.471.000 euro.

    In particolare, per il comparto 85.574.568 euro e 25.896.432 per la dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa. L’obiettivo – spiega una nota di Palazzo Lombardia – è riconoscere e incentivare l’impegno quotidiano del personale sanitario, tecnico, amministrativo e dirigenziale operante nelle strutture del Ssr, comprese Ats, Asst, Irccs pubblici, Areu, Aspa, Acss, Istituto zooprofilattico sperimentale e Asp. In particolare – si legge – a dirigenti dipendenti del Ssr spetterà una quota pro capite massima di 1.100 euro ed è prevista una ulteriore quota annua aggiuntiva di 173 euro per i dirigenti medici che effettuano almeno 12 turni notturni nell’anno. Per il personale del comparto sanità Ssr sono previste le seguenti quote pro capite annue: 800 euro per i professionisti della salute e funzionari (area D/DS), 745 euro per gli assistenti (area C), 656 per operatori e personale di supporto (aree A/B/BS). Confermate inoltre ulteriori quote aggiuntive per il personale sanitario e tecnico sanitario: 227 euro per chi opera su turni articolati sulle 24 ore e 100 euro per il restante personale.

    Il 70% delle risorse sarà erogato entro ottobre 2025, il saldo entro aprile 2026. “Questo accordo – dichiara Bertolaso – è un segnale concreto nei confronti di chi ogni giorno lavora con dedizione per la salute dei cittadini. Con le risorse aggiuntive regionali valorizziamo merito e professionalità di tutti gli operatori del nostro sistema sanitario. Abbiamo scelto di riconoscere anche nel 2025 un impegno economico significativo, in un’ottica di stabilità e continuità, per rafforzare il senso di appartenenza al Ssr e sostenere chi lavora nei turni più gravosi e nei servizi più complessi. La sanità pubblica lombarda è fatta prima di tutto di persone, e il nostro dovere è mettere queste persone nelle condizioni di lavorare al meglio”.

  • Terapia genica sviluppata da Maugeri Pavia, al via i trial clinici sull’uomo in Nord America

    Terapia genica sviluppata da Maugeri Pavia, al via i trial clinici sull’uomo in Nord America

    La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato la richiesta di IND (Investigational New Drug) presentata da Solid Biosciences Inc. (“Solid Bio”) per l’avvio della sperimentazione clinica della terapia genica denominata SGT-501 di Solid Bio per la Tachicardia Ventricolare Polimorfa Catecolaminergica (CPVT), una grave patologia aritmogena di origine genetica per la quale, ad oggi, non esistono trattamenti mirati.

    Inizialmente sviluppata dalla prof.ssa Silvia G. Priori, direttrice della Unità di Cardiologia Molecolare dell’IRCCS Maugeri Pavia, e dal suo team, la terapia vedrà l’avvio del primo trial clinico sull’uomo, che valuterà sicurezza, tollerabilità ed efficacia del trattamento, entro la fine del 2025, grazie alla partnership siglata da Maugeri nel 2023 con l’azienda statunitense Solid Biosciences, specializzata in terapie geniche cardiache e neuromuscolari, che si occuperà di sviluppare la fase clinica della terapia.

    “Dopo decenni in cui la comunità clinica ha riscontrato limitazioni nelle opzioni terapeutiche per i pazienti affetti da CPVT, è emozionante vedere autorizzata la fase clinica di una terapia che agisce sul meccanismo molecolare alla base della patologia – afferma la prof.ssa Priori –. Il nostro lavoro ha dimostrato che l’aumento dell’espressione della proteina calsequestrina riduce la frequenza e la gravità delle aritmie stabilizzando la chiusura del canale RyR2. Grazie alla collaborazione con Solid Biosciences, crediamo che SGT-501 possa rappresentare il futuro standard terapeutico per la CPVT”.

    Il laboratorio di Cardiologia Molecolare dell’IRCCS Maugeri Pavia ha lavorato per oltre un decennio allo sviluppo di un trattamento che, sfruttando virus inattivati, consenta di aumentare la produzione della proteina calsequestrina nel cuore, stabilizzando il flusso degli ioni calcio e prevenendo le aritmie. Questo approccio è alla base della terapia genica SGT-501, che oggi ha il via libera per gli studi clinici grazie alla partnership con Solid Biosciences. SGT-501 ha ricevuto la designazione di farmaco orfano, nonché la designazione per Malattia Pediatrica Rara dalla FDA.

    “Siamo profondamente orgogliosi di annunciare questo importante traguardo in aggiunta al riconoscimento ufficiale della terapia come farmaco orfano, destinato al trattamento di una malattia rara – dichiara Luca Damiani, Presidente Esecutivo di Maugeri –. Il via libera da parte della FDA non rappresenta solo un importante riconoscimento scientifico, ma soprattutto una speranza concreta per i pazienti e le loro famiglie. È per loro che lavoriamo ogni giorno, ed è a loro che dedichiamo questo risultato. Continueremo a investire nella ricerca d’avanguardia, certi che ogni passo avanti verso nuove terapie sia un passo verso una medicina più equa, accessibile e personalizzata. Da sempre, la nostra missione in Maugeri è mettere la scienza al servizio della vita”.

    Con questo benestare a iniziare la valutazione in trial clinici sull’uomo, IRCCS Maugeri Pavia conferma il proprio ruolo di struttura di eccellenza nella ricerca scientifica, capace di valorizzare i risultati e di trasferirli all’industria e al mondo clinico.

  • Sanita’: 3 di Milano guidano i ’21 Super ospedali’, il Sud è lontano

    Sanita’: 3 di Milano guidano i ’21 Super ospedali’, il Sud è lontano

    Tre strutture milanesi guidano la classifica dei 21 ‘Super ospedali’ italiani che trattano i casi piu’ complessi e attraggono pazienti da altre Regioni: e’ quanto emerge dai dati del 2023 elaborati da Il Sole 24 Ore sulla base delle schede di dimissioni ospedaliere. I dati confermano che queste eccellenze sono concentrate al Centro-Nord, con 12 al Nord, sette al Centro e soltanto due al Sud. La disparita’ alimenta il triste fenomeno dei “viaggi della speranza”: l’8,5% dei ricoveri per acuti riguarda pazienti che si spostano in altra Regione, una percentuale che sale al 20% per i calabresi, mentre la Lombardia e’ la regione che attrae di piu’.


    Sul podio ci sono l’Irccs Galeazzi di Milano, l’Humanitas di Rozzano e il San Raffaele di Milano che raccolgono i punteggi piu’ alti in termini di attrattivita’ e complessita’ dei casi trattati.
    L’Humanitas di Rozzano era gia’ stato indicato dall’Agenas come migliore ospedale d’Italia, insieme al Careggi di Firenze e all’ospedale di Ancona.

    Segue l’ospedale Sant’Orsola di Bologna, poi tre strutture venete (Verona, Don Calabria e Padova), tre toscane (Pisa, Siena, Firenze Careggi) e tre romane (Gemelli, Campus Biomedico e San Camillo). Completano il quadro il Mauriziano di Torino, l’Azienda ospedaliero universitaria di Alessandria, il San Martino di Genova e l’Aou delle Marche.

    Al Sud si distinguono solo due strutture: l’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli e la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, in Puglia.

    In generale nel 2023 sono aumentati del 4,3% sull’anno precedente i ricoveri negli ospedali italiani, arrivati a 7 milioni e 670mila ma comunque piu’ bassi rispetto al pre-pandemia. La spesa per i ricoveri e’ stata di 28 miliardi, uno in piu’ rispetto al 2022.