Categoria: Salute

  • Influenza, altri 400mila casi con la primavera

    Influenza, altri 400mila casi con la primavera

    E’ ‘influenza di primavera’ per poco meno di mezzo milione di italiani. Nella settimana dal 17 al 23 marzo sono stati circa 431mila i casi di sindromi simil-influenzali segnalati dai medici sentinella della rete RespiVirNet curata dall’Istituto superiore di sanità, per un totale di quasi 14,5 milioni di connazionali (14.493.000) colpiti dal mix di virus da inizio sorveglianza.

    “Nella dodicesima settimana del 2025 – si legge nel report epidemiologico – l’incidenza delle sindromi similinfluenzali è in diminuzione e si mantiene ad un livello di bassa intensità”. Se “nella scorsa stagione in questa settimana l’incidenza era vicina ai livelli basali”, anche quest’anno “la curva si avvicina ai livelli basali”. Nella popolazione generale l’incidenza è pari a 7,3 casi per mille assistiti, rispetto agli 8,3 casi su mille dei 7 giorni precedenti. “L’incidenza è in diminuzione in tutte le fasce di età, maggiormente nei bambini sotto i 5 anni in cui è pari a 20,5 casi per mille assistiti (22,2 nella settimana precedente)”. Sono 7 le regioni/province autonome in cui l’incidenza generale è già tornata ai livelli di base: Valle d’Aosta, Pa di Bolzano, Pa di Trento, Veneto, Toscana, Umbria e Molise. Basilicata e la Calabria non hanno mai attivato la sorveglianza epidemiologica.

    Ma che virus circolano nella Penisola? Il rapporto virologico indica che “durante la settimana 12/2025 continua a diminuire la percentuale dei campioni risultati positivi per influenza (15,5%), rispetto alla settimana precedente (21,2%)”. Nel dettaglio, “tra i 2.148 campioni ricevuti dai laboratori della rete RespiVirNet 334 sono risultati positivi per influenza, di cui 182 di tipo A (117 di sottotipo H3N2, 25 H1N1pdm09 e 40 non ancora sottotipizzati) e 152 di tipo B. Tra i campioni analizzati nella dodicesima settimana, 163 (7,6%) sono risultati positivi per virus respiratorio sinciziale, 19 (0,9%) per Sars-CoV-2 e i rimanenti 467 sono risultati positivi per altri virus respiratori: 201 (9,3%) rhinovirus, 124 metapneumovirus, 57 coronavirus umani diversi da Sars-CoV-2, 53 adenovirus, 16 bocavirus e 16 virus parainfluenzali”.

  • Avviso per i maschi: digiuno intermittente aumenta desiderio sessuale

    Avviso per i maschi: digiuno intermittente aumenta desiderio sessuale

    Affamati di cibo, e d’amore. Il digiuno intermittente, da mesi sotto i riflettori e tanto di moda, complici alcune testimonianze Vip, continua a finire sotto la lente degli scienziati e stavolta un nuovo studio ne esplora un risvolto inedito: sembra infatti che questo schema alimentare seguito per un periodo di tempo aumenti il desiderio sessuale nei maschi.

    La ricerca è stata condotta nei topi. Nel dettaglio, gli autori hanno osservato che un digiuno prolungato scandito in cicli di 24 ore è in grado di aumentare la libido nei roditori di sesso maschile abbassando la concentrazione del neurotrasmettitore serotonina nel cervello. Questo effetto è legato a una carenza indotta del precursore triptofano, amminoacido che si ottiene tramite il cibo. I ricercatori del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative Dzne, insieme a un team cinese della Qingdao University e della University of Health and Rehabilitation Sciences, sulla rivista ‘Cell Metabolism’ suggeriscono che meccanismi simili potrebbero esistere anche negli esseri umani. Tanto da considerano il digiuno come un potenziale approccio per trattare la perdita patologica del desiderio sessuale. Il digiuno è un argomento ricorrente di ricerca perché la riduzione dell’assunzione di cibo e quindi la restrizione calorica hanno una serie di effetti sull’organismo che vanno oltre la perdita di peso comunemente osservata. Dan Ehninger (Dzne) autore principale dello studio, lavora col suo gruppo su questo fronte da tempo.

    “Siamo interessati agli effetti del digiuno sull’invecchiamento”, afferma lo scienziato di Bonn. E i risultati pubblicati oggi si basano su una scoperta fortuita. L’idea iniziale era di indagare su altro, cioè sull’impatto del digiuno sulla prole dei topi maschi. Tuttavia, una scoperta particolare ha deviato lo studio verso una nuova direzione: i topi maschi ‘anziani’ che avevano digiunato per lunghi periodi erano insolitamente prolifici. E questo fenomeno non era dovuto a effetti sugli organi riproduttivi. “E’ stato un po’ un lavoro da detective scoprire la vera causa”, afferma Ehninger. “Alla fine, ci siamo resi conto: è una questione di comportamento. I maschi a digiuno avevano molti più contatti sessuali rispetto ai topi che potevano mangiare liberamente. La frequenza di accoppiamento era insolitamente alta” e di conseguenza anche la numerosità della prole.

    “Il loro comportamento di accoppiamento – continua Ehninger – compensava le limitazioni fisiologiche legate all’età”. Nello studio i topi maschi sono stati sottoposti a una forma specifica di digiuno intermittente a partire dai 2 mesi di vita. Il loro accesso al cibo seguiva uno schema ricorrente: cibo senza limitazioni per 24 ore, seguite da 24 con accesso solo ad acqua.

  • Con Regione Lombardia il Primo Soccorso arriva nelle scuole

    Con Regione Lombardia il Primo Soccorso arriva nelle scuole

    Insegnare le tecniche di primo soccorso sin dai primi anni di scuola. È quanto prevede un progetto contenuto in una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, di concerto con l’assessore all’Istruzione, Simona Tironi, per la promozione della cultura della sicurezza nelle scuole lombarde.

    Il progetto, realizzato in collaborazione AREU e con il supporto delle associazioni sul territorio, mira a fornire agli studenti conoscenze pratiche fondamentali per affrontare situazioni di emergenza. Il programma prevede l’insegnamento di manovre salvavita come la rianimazione cardiopolmonare di base (RCP), l’uso del defibrillatore (DAE) e la disostruzione delle vie aeree.

    Attraverso percorsi formativi mirati, il progetto coinvolgerà le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, contribuendo non solo alla crescita culturale e personale degli studenti, ma anche all’incremento della capacità di risposta in caso di emergenze mediche da parte di studenti e personale scolastico.

    GLI STUDENTI COINVOLTI

    Il programma formativo è strutturato per diversi livelli scolastici e mira a educare gli studenti sull’importanza del Numero Unico di Emergenza 112 e sulle tecniche di primo soccorso. Scuola dell’infanzia (4-5 anni): introduzione al 112 e riconoscimento delle emergenze; scuola primaria (8-10 anni): concetti base di primo soccorso e gestione delle chiamate di emergenza, scuola secondaria di primo grado (11-14 anni): formazione più avanzata su gestione emergenze e rianimazione cardiopolmonare; scuola secondaria di secondo grado (16-18 anni): corso BLSD con certificazione regionale, esercitazioni pratiche per 5.000 operatori laici.

    PROGRAMMA ACCESSIBILE ANCHE AL PERSONALE SCOLASTICO

    Le iniziative di formazione saranno accessibili, su base volontaria, anche ai docenti e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario. È infatti ritenuto essenziale che il personale scolastico acquisisca o perfezioni le conoscenze sulle tecniche di primo soccorso, contribuendo così a incrementare il livello di sicurezza all’interno degli istituti scolastici e garantendo interventi tempestivi e potenzialmente salvavita in caso di emergenza. Gli insegnanti saranno inoltre coinvolti nei progetti di formazione sul primo soccorso verso i propri studenti.

    ASSESSORE BERTOLASO: CONTENUTI ADEGUATI ALL’ETÀ

    “Quando si verifica un’emergenza sanitaria – ha sottolineato Bertolaso – chi si trova vicino alla persona colpita può fare la differenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Ci sono gesti, come la rianimazione cardiopolmonare o la manovra di Heimlich per disostruire le vie aeree, che possono salvare vite. Per questo è fondamentale diffondere la cultura del primo soccorso già dai primi anni di scuola: se riusciamo a sensibilizzare i nostri ragazzi, potremo formare generazioni di adulti consapevoli e pronti a intervenire in caso di necessità. Con questo progetto, realizzato in collaborazione con AREU, vogliamo offrire un percorso strutturato che accompagni gli studenti dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, con contenuti formativi adeguati all’età e il coinvolgimento diretto degli insegnanti. Inoltre, per gli studenti di quarta e quinta superiore, attiveremo corsi di BLSD, in linea con la legge 116 del 2021 che promuove la diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni. Ricordo che chiunque può utilizzare un defibrillatore e praticare le manovre di rianimazione: chiamando il 112, si viene messi in contatto con operatori specializzati che forniscono istruzioni in tempo reale. Il massaggio cardiaco può essere eseguito con le sole mani ed è un gesto salvavita che tutti dovremmo essere pronti a compiere”.

    ASSESSORE TIRONI: QUESTO PROGETTO COINVOLGERÀ LE SCUOLE DELL’INFANZIA, PRIMARIE E SECONDARIE DI PRIMO E SECONDO GRADO

    “La salute e la sicurezza dei nostri giovani – ha sottolineato l’assessore Tironi – sono priorità assolute per la Regione Lombardia.
    Con il progetto di introduzione del primo soccorso nelle scuole, in collaborazione con AREU e il supporto delle numerose associazioni locali, vogliamo dare ai ragazzi gli strumenti concreti per affrontare qualsiasi situazione di emergenza. Insegnare manovre salvavita, l’utilizzo del defibrillatore e la disostruzione delle vie aeree sin dai primi anni di scuola è un passo fondamentale per promuovere una cultura della sicurezza e responsabilizzare le nuove generazioni, affinché i nostri giovani diventino cittadini consapevoli e pronti ad agire nei momenti del bisogno. Questo progetto, che coinvolgerà tutte le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, non solo contribuirà alla crescita culturale e personale degli studenti, ma rafforzerà anche la capacità di risposta in caso di emergenze mediche, sia da parte degli studenti che del personale scolastico. Il nostro impegno è garantire un futuro più sicuro e consapevole per tutti, con i giovani protagonisti di un cambiamento importante per la comunità”.

  • Peste suina, vertice in Prefettura a Milano

    Peste suina, vertice in Prefettura a Milano

    Il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia ha incontrato oggi il direttore generale di Ats Città Metropolitana, Walter Bergamaschi, il direttore del Parco Ticino, Claudio De Paola, e il sub commissario per arrestare la diffusione della Peste suina africana, Mario Chiari, per un approfondimento sulle problematiche relative all’attuazione delle misure di controllo della peste suina africana, con particolare riferimento all’area del Parco del Ticino.

    Nell’occasione – informa la prefettura in una nota – si è constatato l’assiduo impegno profuso dall’Ente Parco, volto a contenere la diffusione del contagio tramite una continua e intensa attività di monitoraggio del territorio. Ai fini di un più efficace contenimento dell’espansione virale, si è convenuto che tali attività vengano intensificate nei prossimi mesi a cura degli operatori del parco, in collaborazione con la polizia provinciale, anche con un maggior impiego dei cani molecolari. L’Ats Città Metropolitana ha assicurato ogni supporto utile al riguardo, favorendo intese per possibili iniziative da assumere volte a debellare ogni forma di contagio.

    Parallelamente, è stata evidenziata l’opportunità di un’adeguata informazione rivolta agli utenti del Parco del Ticino, in modo da evitare che escursionisti e gitanti siano essi stessi portatori involontari del virus.

  • Salute. In Lombardia 17 mila persone affette dalla malattia di Crohn

    Salute. In Lombardia 17 mila persone affette dalla malattia di Crohn

    In Lombardia sono oltre 44mila le persone con malattie infiammatorie croniche intestinali, come evidenziato da Alessandro Armuzzi, Responsabile UO IBD, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano e Professore Ordinario di Gastroenterologia, Humanitas University.

    Di queste, circa 17.000 convivono con malattia di Crohn, con una stima di oltre 900 nuove diagnosi all’anno.

    Per queste persone c’è da oggi un’importante novità nel trattamento della malattia di Crohn: la Commissione Europea ha approvato mirikizumab di Lilly per il trattamento della forma attiva da moderata a grave della malattia nei pazienti adulti.

    Questa approvazione rappresenta un passo significativo per la comunità scientifica e per le persone che convivono con la malattia di Crohn, offrendo una nuova opzione terapeutica che mira selettivamente alla subunità p19 di IL-23, con l’obiettivo di ridurre l’infiammazione intestinale e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

    IL CONTRIBUTO DI LILLY

    L’Azienda farmaceutica Lilly ha annunciato che la Commissione Europea (CE) ha approvato mirikizumab, antagonista dell’interleuchina-23p19 (IL-23p19), per il trattamento della malattia di Crohn in fase attiva da moderata a grave nei pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un trattamento biologico. Mirikizumab era già stato approvato nel 2024 in Italia dall’AIFA come trattamento per gli adulti con colite ulcerosa attiva da moderata a grave.
    Mirikizumab agisce nel ridurre l’infiammazione del tratto gastrointestinale prendendo di mira una proteina specifica, l’interleuchina-23p19, fattore chiave dell’infiammazione intestinale nella malattia di Crohn.
    La malattia di Crohn è una delle principali Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI); si stima colpisca in Italia circa 100.000 persone, con esordio soprattutto in età giovanile, tra i 15 e i 40 anni, sebbene possa manifestarsi a qualunque età. È associata a progressivo danno intestinale, disabilità e peggioramento della qualità di vita . “
    In Regione Lombardia vivono oltre 44mila persone con MICI; di questi, circa 17.000 convivono con malattia di Crohn. Ogni anno si stimano oltre 900 nuove diagnosi. Una malattia che, se non adeguatamente controllata, può portare a complicazioni che – spiega Alessandro Armuzzi, Responsabile UO IBD, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano e Professore Ordinario di Gastroenterologia, Humanitas University – richiedono l’ospedalizzazione e l’intervento chirurgico. I pazienti, inoltre, spesso si rassegnano a una ridotta qualità della vita, con sintomi come diarrea cronica, dolore addominale e urgenza intestinale che hanno un forte impatto sul loro benessere psicologico, sulla socialità e sulla vita lavorativa. È necessario dunque agire con trattamenti target che possano rappresentare una svolta nella gestione della malattia e della sintomatologia. Mirikizumab rappresenta dunque un ulteriore strumento, con un ottimo profilo di sicurezza ed efficacia, per aiutare i nostri pazienti a raggiungere la remissione a lungo termine, nonostante precedenti fallimenti terapeutici”.

    L’approvazione di mirikizumab da parte della CE rappresenta un importante avanzamento nella gestione della malattia di Crohn, offrendo ai pazienti un trattamento mirato in grado di migliorare significativamente la loro qualità di vita. Molti pazienti non raggiungono la remissione completa, nonostante i trattamenti, o non mantengono la malattia sotto controllo a lungo: fino al 40% dei pazienti non risponde ai farmaci inibitori del TNF e il 50% di quelli che ottengono risultati quando iniziano il trattamento perdono i benefici nel corso del primo anno di cure.

    La decisione della CE fa seguito al parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) nel dicembre 2024 e si basa principalmente sui risultati dello studio randomizzato controllato con placebo di fase 3 VIVID-1, i cui risultati mostrano che i pazienti trattati con mirikizumab hanno riscontrato un miglioramento significativo sia della remissione clinica (54,1% vs 19,6% di pazienti trattati con placebo) sia della risposta endoscopica a un anno, con una guarigione visibile del rivestimento intestinale (48,4% vs 9% di pazienti trattati con placebo). Mirikizumab è attualmente in fase di studio anche nel VIVID-2, che valuta l’efficacia e la sicurezza del farmaco fino a tre anni in adulti con malattia di Crohn da moderata a severa.

    Lo studio VIVID-2 evidenzia l’efficacia di Mirikizumab nei pazienti con due anni di trattamento continuo: tra coloro che hanno raggiunto una risposta endoscopica dopo un anno nello studio VIVID-1, oltre l’80% ha mantenuto la risposta endoscopica. Inoltre, quasi il 90% dei pazienti che ha ottenuto risposta clinica ed endoscopica dopo un anno in VIVID-1, ha mantenuto la remissione clinica nel secondo anno di trattamento nel VIVID-2.

    Lo studio VIVID-1 ha inoltre messo in evidenza come il 32,5% dei pazienti trattati con mirikizumab ha ottenuto un miglioramento della risposta endoscopica a tre mesi (rispetto al 12,6% con placebo), un risultato importante nel trattamento di una patologia che ha un impatto significativo sulla vita dei pazienti.

    L’estensione dell’indicazione di mirikizumab per la malattia di Crohn, dopo l’approvazione in Europa e in Italia per il trattamento della colite ulcerosa da moderata a grave nei pazienti adulti, è un passo in avanti nel percorso di Lilly al fianco delle persone che vivono con Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali.
    “Questa approvazione rappresenta un’importante opportunità per migliorare la qualità di vita dei pazienti con malattia di Crohn – afferma Elias Khalil, Presidente e Amministratore Delegato Italy Hub di Lilly – Il nostro impegno è quello di offrire soluzioni terapeutiche innovative e sicure, collaborando con la comunità scientifica per rispondere ai bisogni insoddisfatti di chi convive con questa patologia. Siamo convinti che mirikizumab possa contribuire in modo significativo alla gestione della malattia e al miglioramento del benessere generale dei pazienti”.

  • Prevenzione Uro Andrologica. Scurati (Lega): “Iniziativa importante per sensibilizzare più giovani su prevenzione”

    Prevenzione Uro Andrologica. Scurati (Lega): “Iniziativa importante per sensibilizzare più giovani su prevenzione”

    “Questa mattina ho avuto il piacere di partecipare a un convegno che è stato un importante spunto di riflessione e approfondimento che ha unito l’esperienza medico – scientifica con la conoscenza del territorio. Una campagna di prevenzione dedicata ai ragazzi e sostenuta da Regione Lombardia, con il coinvolgimento delle ATS e ASST, che ha approfondito i tanti progetti dedicati svolti nelle scuole.

    Giusto coinvolgere i ragazzi nella prevenzione delle patologie uro-andrologiche e nei comportamenti sessuali sicuri e grazie al Prof. Matteo Maggioni per il lavoro intrapreso volto a dare maggiore consapevolezza dei rischi e delle conseguenze delle patologie. Fondamentale quindi puntare sulla prevenzione verso le fasce più giovani creando una connessione di fiducia tra ragazzi e medici”.

    Così Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega, presente questa mattina al convegno sull’importanza della campagna di prevenzione uro-andrologica presso le scuole superiori svolto a Palazzo Lombardia a Milano.

  • Salute, Ieo, primo test per diagnosi precoce tumori orofaringei

    Salute, Ieo, primo test per diagnosi precoce tumori orofaringei

    In uno studio internazionale, coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia, IRCCS e sostenuto dalla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, un gruppo di ricercatori ha messo a punto un test di altissima sensibilita’ e specificita’ per la diagnosi dei carcinomi dell’orofaringe correlati all’infezione con HPV. I risultati, appena pubblicati sull’ autorevole Journal of Medical Virology, hanno dimostrato che con l’esame della saliva ottenuta con un semplice gargarismo e’ possibile rilevare la presenza nel cavo orale del virus del Papilloma Umano (HPV). Quest’ultimo e’ la causa della maggioranza dei tumori orofaringei, in forte aumento nel mondo occidentale. Il test salivare potrebbe dunque segnalare la presenza di eventuali lesioni tumorali prima che siano rilevabili dagli esami di imaging o dall’esame clinico, permettendo cure piu’ tempestive e mirate.

    Lo studio e’ nato nell’ambito di Allenza Contro il Cancro (ACC), l’organizzazione di ricerca oncologica italiana che riunisce gli IRCCS oncologici, in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione. “Siamo orgogliosi dei risultati di questa ricerca traslazionale, realizzata fra ricerca in laboratorio e pratica clinica in ambulatorio, che aspettavamo da dieci anni e che potrebbe segnare una pietra miliare nella diagnosi dei tumori orofaringei da HPV. Questo tipo di cancro e’ infatti quello che sta crescendo di piu’ nella popolazione maschile giovane dei Paesi occidentali. Per raccogliere il campione basta un gargarismo: disporre di un test virale facile da eseguire, per niente invasivo, poco costoso e con un’elevata attendibilita’, puo’ permettere di fare diagnosi precoci. In oncologia cogliere un tumore agli esordi permette cure piu’ efficaci e meno invasive”, dichiara Mohssen Ansarin, direttore del Programma Cervico-Facciale IEO, uno dei due autori principali dell’articolo.

  • Regione Lombardia avvia studio pilota per incentivare l’adesione allo screening del colon retto

    Regione Lombardia avvia studio pilota per incentivare l’adesione allo screening del colon retto

    La prevenzione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per migliorare la salute della popolazione e garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, in Italia, l’adesione ai programmi di screening per il tumore del colon retto resta ancora insufficiente: solo un italiano su tre partecipa ai controlli. Un dato che evidenzia la necessità di nuove strategie per incentivare comportamenti salutari.

    Per rispondere a questa esigenza, l’ATS Pavia ha avviato un progetto pilota nell’ambito del Programma di Azione Regionale di Incentivazione della Promozione della Salute (PARI) di Regione Lombardia. L’obiettivo è testare l’efficacia di incentivi premiali per favorire una maggiore adesione allo screening del colon retto.

    Per la gestione e la distribuzione degli incentivi, ATS Pavia è alla ricerca di un fornitore di una piattaforma tecnologica dedicata. Le aziende interessate possono consultare la manifestazione di interesse disponibile al seguente link

    https://www.ats-pavia.it/bandi/manifestazione-interesse-realizzazione-sperimentale-un-progetto-pilota-intervento-volto-ad-incentivare-tramite-premialita-partecipazione-cittadini-al

    I DETTAGLI DEL PROGETTO

    Lo studio pilota ha l’obiettivo di misurare il tasso di partecipazione al programma di screening in seguito all’introduzione di incentivi premiali. L’iniziativa prende spunto da studi internazionali che dimostrano come l’utilizzo di incentivi possa favorire una maggiore partecipazione ai programmi di prevenzione e promozione della salute. Un campione di cittadini, selezionato da ATS Pavia, sarà invitato a partecipare allo screening e, al completamento delle procedure, avrà dei punti utilizzabili per ottenere gratuitamente prodotti e servizi nei settori del benessere e della salute. Il progetto rappresenta un’opportunità per sperimentare soluzioni innovative che coinvolgano tutti gli attori del sistema sanitario e promuovano la salute pubblica.

    ASSESSORE BERTOLASO

    “La prevenzione – ha dichiarato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso – è un pilastro fondamentale della nostra strategia per la salute pubblica e un doveroso impegno verso i cittadini. Questo progetto pilota rappresenta un passo avanti nell’adozione di soluzioni innovative per aumentare l’adesione agli screening e proteggere la salute dei cittadini. Dobbiamo fare tutto il possibile per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, rendendo più accessibili e attrattivi gli strumenti di screening. Investire in prevenzione significa non solo migliorare la qualità della vita delle persone, ma anche garantire un sistema sanitario più efficiente e sostenibile nel lungo periodo. ATS Pavia è alla ricerca di un partner tecnologico che possa supportare al meglio l’implementazione di questa iniziativa, contribuendo in modo concreto al successo del progetto e al benessere della comunità.”

  • Prevenzione Andrologica: una sfida da affrontare a partire dalle scuole. In Regione relatori due medici del Fornaroli

    Prevenzione Andrologica: una sfida da affrontare a partire dalle scuole. In Regione relatori due medici del Fornaroli

    Il 18 marzo prossimo, si svolgerà a Milano, h. 10,00 presso la Sala Solesin di Palazzo Lombardia – via Melchiorre Gioia 37 – un importante incontro dedicato all’uroandrologia preventiva nelle scuole.

    “L’urologo torna a scuola: campagna di prevenzione uro-andrologica presso le scuole superiori” è un evento che nasce dalla sensibilità del Dr. Matteo Maggioni, Direttore del Reparto di Urologia dell’Ospedale di Magenta, e rappresenta un primo passo culturale per colmare il divario informativo sulla salute maschile, spesso considerata secondaria rispetto a quella femminile.

    La necessità di sensibilizzare i giovani sulla prevenzione deriva da un fenomeno in crescita in Italia negli ultimi anni. Il ritardo nella diagnosi delle patologie uro-andrologiche è aumentato da quando il servizio militare non è più obbligatorio, con la conseguenza che sempre più uomini si rendono conto di avere una patologia urologica solo dopo molto tempo.

    In particolare, si riscontrano patologie organiche riproduttive e sessuali nel 30-40% dei giovani maschi tra i 14 e i 19 anni, le quali possono essere facilmente risolte se diagnosticate precocemente.
    La Formazione nelle Scuole: Uno Strumento Cruciale Educare nelle scuole diventa quindi essenziale per affrontare temi sociali come la prevenzione e i corretti stili di vita, contribuendo a superare il tabù che circonda la salute maschile. Otto italiani su dieci non si sono mai recati da un urologoandrologo e alcuni addirittura non conoscono la sua esistenza o il suo ruolo.

    È fondamentale costruire un rapporto di fiducia con l’urologo fin dall’adolescenza per supportare i ragazzi durante lo sviluppo sessuale e fornire loro le basi della prevenzione.

    I destinatari di questo importante progetto sono stati identificati nei ragazzi delle scuole superiori del Magentino e nelle loro famiglie, con l’obiettivo di fornire loro le basi per una prevenzione efficace e promuovendo un rapporto di fiducia con i medici specialisti.

    La Prevenzione: L’Arma Vincente
    La prevenzione si conferma come l’arma più efficace contro molte patologie. Con i ragazzi coinvolti nell’iniziativa si affronteranno diversi argomenti: dai rischi del fumo e dell’abuso di sostanze alle malattie sessualmente trasmissibili, fino alle patologie che possono influenzare in modo significativo la salute sessuale e riproduttiva maschile.

    Il convegno, che vedrà la partecipazione di importanti medici, specialisti e rappresentanti politici, sarà quindi un’importante occasione per Regione Lombardia per promuovere la salute maschile e incoraggiare i giovani a prendersi cura della propria salute.

    IL PROGRAMMA

    Prevenzione Andrologica: una sfida da affrontare a partire dalle scuole

    ? Data: Martedì 18 marzo 2025

    ? Orario: 10:00

    ? Luogo: REGIONE LOMBARDIA – Sala Solesin, Palazzo Lombardia

    ? Indirizzo: Via Melchiorre Gioia, 37 – Milano

    L’evento vedrà la partecipazione di esperti del settore, rappresentanti istituzionali e professionisti della salute, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza e prevenzione tra i giovani.

    Saluti istituzionali:
    Guido Bertolaso, Assessore Regionale Welfare
    Federico Romani, Presidente del Consiglio Regione Lombardia
    Silvia Scurati, Consigliere Regionale.

    Relatori:
    Dott. Matteo Maggioni (Direttore UOC Urologia Magenta, Asst-Ovest Milanese): cosa è cambiato dopo l’abolizione dell’obbligo di leva militare e cosa possiamo migliorare.
    Dott.Francesco Gaeta (Specialista Urologo e Andrologo certificato SIA, Rappresentante Lombardia SIA): fimosi,idrocele,varicocele e infertilità, tumore testicolo.
    Prof.Silvana Castaldi (Professore Ordinario Università degli Studi di Milano): malattie a trasmissione sessuale e loro prevenzione.
    Dott.Roberto Fogliani (Direttore UOC Ginecologia Magenta, Asst-Ovest Milanese): HPV nelle giovani donne.
    Germano Lanzoni (Attore): come i social ed i nuovi mezzi di comunicazione possono aiutare a veicolare le informazioni superando il disinteresse tipico dell’età adolescenziale.
    Modera
    Prof. Emanuele Montanari (Direttore Urologia Policlinico di Milano, Direttore Scuola Specialità Urologia Milano)

    DIDA: NELLE IMMAGINI I DUE COLLEGHI PRIMARI DEL FORNAROLI (MATTEO MAGGIONI E ROBERTO FOGLIANI)

  • Legnano, torna l’Ospedale incontra i cittadini

    Legnano, torna l’Ospedale incontra i cittadini

    I rappresentanti della Direzione Strategica dell’ASST Ovest Milanese, dell’Associazione FAMIGLIA LEGNANESE e della Fondazione Ospedali Onlus presentano un nuovo ciclo di incontri rivolti alla cittadinanza.

    Durante i cinque appuntamenti che si terranno nel corso del 2025, tutti organizzati presso Villa Jucker con la partecipazione di noti esperti del settore, saranno affrontati temi medico – sanitari più rilevanti, mettendo in evidenza anche gli innovativi strumenti a disposizione dei medici. Questa interessante iniziativa, aperta alla cittadinanza, porta con sé l’obiettivo di informare quanto più possibile i cittadini su come la tecnologia possa essere un valido alleato sia per fornire un quadro più chiaro dello stato di salute del paziente, sia per affrontare eventuali problematiche di salute in maniera più accurata e meno invasiva.

    Qui di seguito è disponibile il programma dettagliato:

    VENERDI 14 MARZO – ORE 20’30

    LEGNANO – SALA CAIRONI, VILLA JUCKER, via Giacomo Matteotti n.3

    Incontro: “La prognosi sta nella corrente. Attività elettrica del cervello e midollo preserva l’integrità durante l’intervento neurochirurgico’’

    In questo primo incontro verrà spiegato come lo studio delle funzioni elettriche cerebrali durante l’intervento aiutino il neurochirurgo ad ottimizzare i risultati e minimizzare i rischi di complicanze invalidanti per il paziente.

    Durante il corso di questa prima serata di approfondimento in campo medico, parteciperanno il Dott. Roberto Stefini, Direttore di S.C. di Neurochirurgia e la Dott.ssa Lucia Politini, Dirigente FF di Neurologia, entrambi operanti presso l’Ospedale di Legnano.

    VENERDI 9 MAGGIO – ORE 20’30

    LEGNANO – SALA CAIRONI, VILLA JUCKER, via Giacomo Matteotti, 3

    Incontro: “La chirurgia gentile: dalla mininvasività alla intelligenza artificiale’’

    Parteciperà alla seconda serata il Dott. Gianandrea Baldazzi – Primario di Chirurgia Generale di Legnano.

    Gli altri tre appuntamenti, invece, si svolgeranno rispettivamente 16 giugno, il 22 settembre ed infine il 27 ottobre, sempre presso Villa Jucker a Legnano.

    Infine, un altro dato importante emerso è quello relativo all’attività Hot Spot di Legnano e Abbiategrasso dove sono stati registrati gli accessi per un totale di 1893 pazienti visitati. Gli Hot Spot hanno chiuso il 28 febbraio scorso in linea con il piano pandemico regionale e verranno riaperti il prossimo inverno in vista della stagione influenzale.