Categoria: Salute

  • Carovana della prevenzione contro tumore al seno, tappa a Trecate

    Carovana della prevenzione contro tumore al seno, tappa a Trecate

    Sono state in tutto cinquanta le donne trecatesi che, dalla mattinata al tardo pomeriggio di sabato 9 novembre, hanno aderito alla “Carovana della Prevenzione”, programma nazionale itinerante di promozione della salute di “Komen Italia”, organizzazione basata sul volontariato in prima linea nella lotta ai tumori del seno che offre attività gratuite di sensibilizzazione e prevenzione delle principali patologie oncologiche di genere.

    L’iniziativa gratuita, giunta al suo terzo anno consecutivo per la Città di Trecate, ha visto l’esecuzione di mammografie per le donne non inserite nelle liste di screening della Regione Piemonte di età compresa fra i 40 e i 45 anni e over 75 (in tutto trentanove esami effettuati) e di ecografie senologiche per le under 40 (complessivamente undici) a bordo dei camper posteggiati in piazza Cavour.

    L’ottima notizia, come comunicato da “Komen Italia” al termine della giornata, è che tra le cinquanta donne che si sono sottoposte agli accertamenti non è emerso alcun caso sospetto da approfondire.
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    Da parte di Claudia Breschi, vicedirettore della Raffineria Sarpom, e di Barbara Ingignol, public affair di Ip Gruppo Api, è stata ribadita <>.

  • Cancro alla mammella, donne sopravvissute crescono del 20%

    Cancro alla mammella, donne sopravvissute crescono del 20%

    In Italia, le donne che vivono dopo la diagnosi di carcinoma della mammella sono aumentate del 20% in otto anni (da 692.955 nel 2015 a 834.200 nel 2023). Diagnosi precoce e progressi nelle terapie hanno contribuito a questo importante risultato.

    Si stima che siano circa 13mila, ogni anno, le potenziali candidate ai test genomici, in grado di identificare le pazienti con malattia in stadio iniziale in cui, dopo l’intervento chirurgico, la chemioterapia è effettivamente utile e i casi in cui è sufficiente la terapia ormonale. Ma nel 2024 in Italia, in base alle stime, saranno soltanto 9.000 i test eseguiti. Da più di tre anni, questi esami di profilazione genica sono effettivamente disponibili e gratuiti in tutti e 21 i sistemi sanitari regionali italiani, però restano ancora difficoltà nell’accesso in determinate zone della Penisola. Per sensibilizzare le Istituzioni, i clinici e i pazienti sull’importanza di queste analisi molecolari e sulla necessità di ampliare il numero di donne eleggibili, parte il primo Osservatorio sui test genomici. Si tratta di un vero e proprio Tavolo di lavoro, coordinato da Fondazione Aiom e presentato in conferenza stampa al 26esimo Congresso nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), in corso a Roma.

    “La prima iniziativa dell’Osservatorio è un position paper, cioè un documento di indirizzo per le Istituzioni Regionali e le Direzioni generali degli ospedali, che sarà pronto entro metà 2025 – afferma Saverio Cinieri, presidente Fondazione Aiom -. L’Italia si è adeguata solo nel 2021 all’utilizzo di queste analisi molecolari, consolidate nel resto d’Europa da oltre un decennio, e stiamo ancora scontando un forte ritardo rispetto alle pratiche adottate in altri Paesi. La diminuzione dell’utilizzo improprio della chemioterapia si traduce in un beneficio clinico per le pazienti, che non vengono più esposte a un eccesso di trattamento e al relativo rischio di tossicità, con un miglioramento della qualità di vita. Non somministrare chemioterapie inutili, oltre a ridurre l’ansia e il carico di sofferenza e disagio per migliaia di donne, determina un impatto favorevole anche sulla spesa sanitaria, che rappresenta un elemento fondamentale, con cui anche i clinici devono confrontarsi. Il costo medio dei cicli di chemioterapia ammonta, infatti, a più di 7.000 euro per ogni paziente. Dall’altro lato, i test genomici possono consentire di individuare le pazienti in cui la chemioterapia è necessaria e in cui non verrebbe eseguita senza queste analisi.

    L’Osservatorio vuole contribuire a un utilizzo più ampio e consapevole dei test genomici e a una loro migliore conoscenza. Sarà realizzata anche una campagna social con video interviste e talk show”. Nel 2023, in Italia, sono stati stimati 55.900 nuovi casi di carcinoma della mammella, il più frequente in tutta la popolazione. Sono stati compiuti importanti progressi nel trattamento della malattia, che fa registrare una sopravvivenza a 5 anni pari all’88%.

  • Al via ‘Voci di pancia”, la campagna per “rompere il silenzio” sulla colite ulcerosa

    Al via ‘Voci di pancia”, la campagna per “rompere il silenzio” sulla colite ulcerosa

    Esistono persone che ogni giorno affrontano battaglie invisibili. Persone con patologie di cui si parla poco, poiché i sintomi invalidanti e imbarazzanti che portano con sé sono spesso taciuti dagli stessi pazienti, che scelgono di nascondersi dietro al muro del silenzio. La colite ulcerosa rientra in questo gruppo di patologie insidiose e con un forte impatto sulla qualità di vita di chi ne soffre. Si tratta di una malattia infiammatoria cronica intestinale che colpisce 150mila persone solo in Italia, con una media di circa 4mila nuove diagnosi ogni anno. La sintomatologia ‘imbarazzante’, che comprende frequenza evacuativa e urgenza di correre in bagno anche decine di volte al giorno, è ciò che impedisce di parlare apertamente di colite ulcerosa. Il senso di vergogna e imbarazzo che questi sintomi portano con sé, rendono difficile per chi soffre di questa malattia cronica esprimere il proprio disagio in famiglia, sul luogo di lavoro e in generale nella vita quotidiana.

    UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE PER “SUPERARE L’IMBARAZZO E LA VERGOGNA“
    Ed è proprio dalla necessità di rompere il silenzio, superando l’imbarazzo e la vergogna, che nasce ‘Voci di pancia‘, la campagna di informazione e sensibilizzazione promossa da Lilly con il patrocinio di AMICI Italia, IG-IBD ed EFCCA. L’azienda, impegnata da tempo sul fronte della divulgazione scientifica, sposa la causa di chi vive con colite ulcerosa, proponendo una serie di strumenti pratici per facilitare un dialogo aperto e informato. “Si tratta di una malattia caratterizzata da periodi di remissione e di riacutizzazione- ha spiegato la dottoressa Cristina Bezzio, gastroenterologa presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano– Quando la patologia riesplode, i sintomi che compaiono sono diarrea, sanguinamento rettale, urgenza intestinale. Tutto questo impatta sulla quotidianità del paziente, toccando profondamente anche la sfera familiare, sociale e professionale. Spesso ci si rinchiude in sé stessi e si evitano l’intimità e le occasioni di socializzazione perché si teme che la colite ulcerosa, con i suoi sintomi dirompenti, possa rovinare tutto. Una campagna come quella di Lilly, che fornisce strumenti utili per aprirsi al dialogo, è una vera e propria porta verso la comprensione e l’empatia, con l’obiettivo di aiutare pazienti e familiari ad affrontare la malattia in modo più sereno e contribuire al loro benessere”.

    IL TARGET, NON SOLO I MALATI
    A descrivere nel dettaglio gli strumenti pratici realizzati nell’ambito della campagna è stato Salvo Leone, Direttore Generale di AMICI Italia e Chairman della European Federation of Chron’s and Ulcerative Clitis Associations (EFCCA): “Poiché tantissimi pazienti con colite ulcerosa sono giovani, e quindi con un’alta aspettativa di vita che induce all’auto isolamento che a sua volta genera uno stigma, volevamo che la campagna sensibilizzasse chi per sua fortuna non ha la malattia e che allo stesso tempo aiutasse i pazienti a comunicare il proprio disagio facilitando il dialogo con le persone attorno a loro, dai familiari ai medici, passando per i colleghi di lavoro. Sono nati così il decalogo delle ‘Domande dell’imbarazzo’, che contiene quelle domande che molto spesso non si ha il coraggio di porre al proprio medico, e il ‘Diario delle emozioni’, dove il paziente trova storie di vita di chi conosce la quotidianità spezzata dalla malattia e spazi bianchi per annotare i propri pensieri e dare libero sfogo alle proprie loro emozioni”.

    L’IMPORTANZA DEL SOSTEGNO PSICOLOGICO E I PROGRESSI DELLA RICERCA
    Il sostegno si fa dunque anche psicologico, ma buone notizie arrivano dai progressi della ricerca scientifica. “Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto un’evoluzione nel trattamento della colite ulcerosa- ha spiegato la dottoressa Bezzio- Sono stati approvati nuovi farmaci utili a indurre e a mantenere la remissione. Inoltre, a seconda del paziente, abbiamo la possibilità di ricorrere a trattamenti personalizzati per una medicina di precisione”.

    Lilly ha presentato con soddisfazione questa nuova tappa nel mondo della sensibilizzazione in quest’area terapeutica, ma il suo impegno non finisce qui. “Siamo orgogliosi- ha affermato Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italia– di essere al fianco dell’Associazione di pazienti AMICI Italia e delle Società scientifiche di riferimento per rispondere ai bisogni di salute delle persone che vivono con una diagnosi di colite ulcerosa. Con questo nuovo progetto siamo felici di ribadire il diritto alla salute di ognuno, sopra ogni cosa, con la volontà di incidere positivamente sul benessere a tutto tondo, che va oltre l’innovazione terapeutica. Alimentiamo così nuove possibilità di dialogo in grado di migliorare la qualità di vita di pazienti e familiari”.

  • Salute. Nella “Vitiligine Week” oltre mille incontri gratuiti con i pazienti “per mettere KO le fake news”

    Salute. Nella “Vitiligine Week” oltre mille incontri gratuiti con i pazienti “per mettere KO le fake news”

    Dal 25 al 30 novembre SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse, promuove la Vitiligine Week, una serie di appuntamenti gratuiti dedicati ai pazienti con vitiligine.

    Per tutta la settimana in circa 40 centri dermatologici su tutto il territorio nazionale, i pazienti potranno confrontarsi con medici specialisti per comprendere meglio la malattia, discutere la propria condizione e aggiornarsi sulle possibilità terapeutiche.

    La campagna è realizzata da SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia, con il patrocinio dell’Associazione pazienti APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza) con il supporto organizzativo di Sintesi Education e il contributo non condizionato di Incyte.

    Per prenotare un appuntamento è necessario chiamare il Numero Verde gratuito 800226466, attivo dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

    ARGENZIANO (SIDEMAST): “UN PROBLEMA ESTETICO? LA WEEK PER PROMUOVERE LA CORRETTA INFORMAZIONE SULLA VITILIGINE”

    “La vitiligine è stata a lungo considerata una condizione estetica, mentre si tratta di una vera e propria malattia cronica autoimmune, spesso associata ad altri disturbi, quali disfunzioni della tiroide, diabete mellito e alopecia areata- ha commentato Giuseppe Argenziano, Presidente della SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e di Malattie Sessualmente Trasmesse- È importante che i pazienti si confrontino con uno specialista in dermatologia per comprendere la propria condizione e discutere come trattarla e gestirla al meglio, specialmente oggi che la ricerca ha aperto nuove possibilità terapeutiche. La Vitiligine Week nasce dall’impegno di SIDeMaST nel promuovere una corretta informazione, supportare i pazienti e combattere molte delle fake news che ancora circondano questa malattia”.

    “UNA PESANTE ZAVORRA PER I PAZIENTI”
    Sono circa 330.000 mila in Italia le persone che convivono con la vitiligine, nel mondo si stima che siano 65-95 milioni. Si manifesta con la presenza di macchie bianche sulla pelle di dimensioni variabili che possono aumentare e confluire nel tempo. La vitiligine ha un forte impatto psicologico e sociale sui pazienti, non a caso ansia e depressione risultano rispettivamente il 72% e il 32% più diffuse nelle persone affette da questa patologia rispetto al resto della popolazione.
    “La vitiligine costringe chi ne soffre a misurarsi costantemente con la capacità di accettarsi. Spesso induce insicurezza, chiusura, ansia e depressione. In una recente indagine svolta da Elma Research i pazienti hanno paragonato questa malattia a una gabbia, una pesante zavorra, un enigma incomprensibile- spiega Valeria Corazza, Presidente dell’Associazione Pazienti APIAFCO– Il confronto con uno specialista è fondamentale per supportare i pazienti in una gestione consapevole della propria condizione e, soprattutto, combattere la disinformazione, tema su cui APIAFCO è da sempre impegnata in prima linea”.

    DAL 25 AL 30 NOVEMBRE OLTRE MILLE INCONTRI GRATUITI CON I DERMATOLOGICI

    Nella settimana dal 25 al 30 novembre saranno messi a disposizione dei pazienti affetti da vitiligine oltre mille incontri gratuiti presso i centri specialistici in dermatologia distribuiti su tutto il territorio nazionale.
    “In Incyte crediamo che il ruolo di un’azienda vada oltre lo sviluppare e portare ai pazienti soluzioni terapeutiche innovative, ma comprenda anche una forte responsabilità sociale. Per questo, siamo costantemente impegnati al fianco della comunità scientifica e di pazienti per promuovere e supportare iniziative capaci di generare valore per la comunità in cui operiamo. La Vitiligine Week ne è un esempio concreto”, ha concluso Onofrio Mastandrea, Vicepresidente e General Manager di Incyte Italia. L’empowerment dei pazienti affetti da vitiligine è anche l’obiettivo della campagna ‘La scelta è nelle tue mani. Vitiligine: scopri nuove possibilità’, lanciata nel mese di giugno da Incyte con il patrocinio di SIDeMaST e APIAFCO. All’interno della campagna sono stati coinvolti alcuni pazienti che hanno affrontato lo stigma e che hanno prestato la propria immagine e la propria esperienza per promuovere una maggiore consapevolezza della vitiligine e stare al fianco di chi convive con questa malattia.

    Per ulteriori informazioni sulla Vitiligine Week visitare il sito
    https://www.sidemast.org/blog/vitiligine-week-2024

  • “Siamo quello che mangiamo?”. Seconda conferenza, su salute e benessere, della dottoressa Olivares a Vittuone

    “Siamo quello che mangiamo?”. Seconda conferenza, su salute e benessere, della dottoressa Olivares a Vittuone

    “Siamo quello che mangiamo?”. Seconda conferenza, su salute e benessere, della dottoressa Olivares a Vittuone

    Martedì 12 novembre alle 21, in sala conferenze del Comune a Vittuone, è in programma il secondo appuntamento del ciclo di conferenze su salute e benessere della dottoressa Donata Olivares. In questo incontro sarà trattato un tema importante e sempre molto sentito: “Siamo quello che mangiamo?”. Verranno affrontati argomenti quali l’esistenza o meno di alimenti “nemici”, responsabili di malessere e patologie, e se è realmente necessario assumere integratori alimentari.

    L’ingresso è libero e gratuito. Al termine della conferenza ci sarà per tutti una tisana della buonanotte a cura dell’Associazione Camperisti Vittuone.

  • Vaccino influenzale, nel week end Open Day nei 4 ospedali dell’Asst Ovest Milanese

    Vaccino influenzale, nel week end Open Day nei 4 ospedali dell’Asst Ovest Milanese

    La campagna di vaccinazioni contro l’influenza avviata da Regione Lombardia dal 1’ ottobre scorso prosegue per tutti i cittadini sul territorio dell’ASST Ovest Milanese e anche per il personale interno degli ospedali.

    Oggi a Legnano si sono vaccinati contro l’influenza i componenti della Direzione Strategica: il Direttore Generale Francesco Laurelli, il Direttore Amministrativo Maria Luigia Barone, il Direttore Sanitario Valentino Lembo e il Direttore Socio Sanitario Giovanni Guizzetti.

    Per tutti i dipendenti sono stati definiti momenti e percorsi specifici all’interno dei reparti degli Ospedali dove è possibile vaccinarsi.

    “La vaccinazione antinfluenzale è la difesa più efficace contro la diffusione dell’influenza e tutti coloro che operano nel settore sanitario sono chiamati a dare il buon esempio – sottolinea il Direttore Generale Francesco Laurelli – Grazie alla somministrazione del vaccino si determina una netta diminuzione della circolazione del virus e quindi del numero delle persone che possono infettarsi, proteggendo così anche chi è gravemente immunodepresso. La campagna di vaccinazione dell’ASST Ovest Milanese si sviluppa sul territorio in collaborazione con i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, attraverso gli Open Day organizzati nei centri vaccinali dell’azienda e in farmacia”.

    Gli OPEN DAY VACCINALI promossi dall’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Ovest Milanese nell’ambito della campagna antinfluenzale proseguono durante il prossimo fine settimana. Il nuovo appuntamento è fissato per sabato 9 e domenica 10 novembre, dalle 9.00 alle 13.00 nei seguenti luoghi:

    · Distretto di Legnano – c/o il Vecchio Ospedale di Legnano, via Candiani, 2 (Padiglione nr. 23 – Centro Prelievi)

    · Distretto di Magenta – c/o Ospedale «Fornaroli» di Magenta, via Al Donatore di Sangue, 50 (Centro Vaccinale)

    · Distretto di Abbiategrasso – c/o Ospedale «C. Cantù» di Abbiategrasso, P.zza Mussi, 1 (Casa di Comunità)

    · Distretto di Castano Primo – c/o Cuggiono, Via Rossetti, 3 (Casa di Comunità)

    I cittadini possono prenotarsi direttamente sul portale Regionale: https://prenotasalute.regione.lombardia.it

    Durante i precedenti Open Day si sono vaccinati: 770 cittadini il 5 e 6 ottobre, 804 cittadini nelle giornate del 26 e 27 ottobre.

    “Ricordiamo che nel corso degli OPEN Day – conclude il Direttore Generale Laurelli – le nostre strutture offrono anche la possibilità di vaccinarsi contro il Covid”.

  • Farmaci di automedicazione, il 90% degli italiani vuole essere più consapevole sul loro uso

    Farmaci di automedicazione, il 90% degli italiani vuole essere più consapevole sul loro uso

    Oggi, in uno scenario di trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale, il 90% degli italiani ritiene importante avere una maggiore consapevolezza della propria salute e chiede di essere maggiormente sensibilizzato sulle possibili soluzioni di cura per evitare abusi, sprechi di risorse e accessi impropri al sistema pubblico.

    È il dato principale che emerge dalla ricerca promossa da Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione), parte di Federchimica, realizzata dall’Istituto di Ricerca SWG, presentata in occasione dell’evento dal titolo ‘La trasformazione in atto del SSN. L’impegno del settore dell’automedicazione per la sanità territoriale’. All’evento hanno preso parte diverse istituzioni e rappresentanti di categorie professionali di medici e farmacisti oltre che organizzazioni di cittadini.

    La ricerca, condotta su un campione di 1.686 cittadini maggiorenni (rappresentativi della popolazione italiana per genere, età, zona geografica di provenienza e titolo di studio) è in continuità con quella svolta nel 2022 e analizza le abitudini di cura degli italiani e il loro il rapporto con i medicinali di automedicazione, nonché il ruolo cruciale dei professionisti sanitari di prossimità nel favorire una sanità territoriale più sostenibile e accessibile ai cittadini.

    “Gli italiani risultano, ancora una volta, ampiamente soddisfatti dei servizi offerti da farmacie e medici di famiglia con un gradimento elevatissimo e generalizzato- hanno fatto sapere- Medici di medicina generale e farmacisti restano i primi interlocutori di salute sul territorio, a partire proprio dai più comuni disturbi di salute: le farmacie si confermano presidi sanitari diffusi e capillari e, in molti casi, rappresentano un fondamentale hub informativo per orientarsi tra i servizi e le prestazioni sanitarie possibili e per risolvere malanni quotidiani, mentre il medico di famiglia resta una figura chiave, un riferimento costante per la malattia e la cura delle famiglie italiane”.

    Nel quadro di un percorso di responsabilizzazione dei cittadini, in merito alla gestione della propria salute, Assosalute ha voluto quindi offrire il proprio contributo al dibattito sull’accesso alle cure e alla sostenibilità del modello di presa in carico universalistico garantito dal Servizio Sanitario Nazionale, in virtù dell’esistente collaborazione con i principali referenti per la salute dei cittadini e delle diverse iniziative portate avanti con i suoi partner, per “favorire l’alfabetizzazione sanitaria quale elemento fondamentale per una presa in carico della salute a iniziare dalle scelte sul piano individuale”.

    In tal senso, il settore dei farmaci di automedicazione assume e potrà assumere in futuro “un’importanza crescente- hanno sottolineato- promuovendo un approccio alla salute e all’uso dei medicinali più autonomo e consapevole da parte dei cittadini”. In una sanità in evoluzione, il ricorso ai farmaci di automedicazione rappresenta inoltre una “soluzione concreta per ridurre la pressione sul sistema, contribuendo alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”.

    Il 70% degli italiani, intanto, è in grado di identificare il bollino rosso sorridente che contraddistingue i farmaci da banco e 2 italiani su 3 sanno che i farmaci di automedicazione non necessitano di prescrizione medica. “Questo indica una buona conoscenza della popolazione riguardo alle caratteristiche e all’uso appropriato di questi medicinali- hanno aggiunto gli esperti durante l’evento- evidenziando quanto l’educazione sanitaria sia importante per promuovere una corretta gestione della propria salute”.

    Da questo scenario, ha sottolineato infine Michele Albero, presidente di Assosalute-Federchimica, emerge “con chiarezza un quadro dove il territorio esprime un potenziale reale di assistenza che può davvero contribuire a un Servizio Sanitario Nazionale più capace nel dare risposte di cura appropriate e tempestive là dove queste si manifestano”.

    Questo può avvenire anche grazie a un approccio “più maturo delle persone nelle scelte di salute e cura di disturbi lievi, grazie anche al supporto, che si è dimostrato ancora una volta irrinunciabile, di farmacisti e medici di famiglia. Occorre quindi favorire lo sviluppo di modelli di presa in carico da parte dei referenti territoriali- ha aggiunto- per un equo accesso alle cure e prossimità dell’assistenza; incrementare le campagne di informazione e educazione al cittadino sui temi della salute, così da accrescere la cultura sanitaria del Paese.

    E, non da ultimo, favorire un appropriato allargamento dell’offerta di farmaci di automedicazione per rispondere in modo appropriato alla crescente responsabilità dei cittadini nelle decisioni che riguardano la propria salute, contribuendo, al contempo, a una maggiore sostenibilità del sistema pubblico”, ha concluso.

  • Antinfluenzale, in Lombardia oltre 1 milione già vaccinati

    Antinfluenzale, in Lombardia oltre 1 milione già vaccinati

    Regione Lombardia ha esteso a tutti i cittadini, a partire dal 4 novembre, la possibilità di accedere gratuitamente alla vaccinazione antinfluenzale. Questa opportunità, introdotta per rafforzare la protezione della salute pubblica in vista dell’inverno, punta a contrastare la diffusione dell’influenza stagionale riducendo anche la pressione sul sistema sanitario. I cittadini potranno effettuare la vaccinazione presso i centri vaccinali delle ASST, gli ambulatori dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e nelle farmacie aderenti alla campagna.

    “È fondamentale vaccinarsi – ha detto il presidente Fontana oggi presente al centro vaccinale curato da Asst Nord Milano nel piazzale antistante Palazzo Pirelli – quella di quest’anno è una versione particolarmente virulenta che può creare qualche problema soprattutto agli anziani e ai più fragili. E’ importante farlo prima del picco dell’influenza. I dati del 2024 sono in aumento rispetto alla 2023 e questo è certamente un buon segnale ma bisogna aumentare ancora di più”.

    “L’ampliamento dell’accesso gratuito alla vaccinazione antinfluenzale – ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – a tutta la popolazione lombarda è essenziale in vista della stagione invernale. La vaccinazione è uno strumento sicuro ed efficace per ridurre le complicanze associate all’influenza, specialmente tra le fasce più vulnerabili della popolazione. Invitiamo quindi tutti a cogliere questa opportunità, visto anche che in Australia, dove l’influenza si è diffusa negli scorsi mesi, si è dimostrata particolarmente aggressiva”.

    I DATI AL 3 NOVEMBRE 2024 (Prima dell’estensione a tutti i cittadini della vaccinazione gratuita)

    Al 3 novembre sono stati somministrati 975.787 vaccini antinfluenzali (+83.707 rispetto al 2023), 137.731 vaccini anticovid 19 (+8.589 rispetto al 2023).

    DATI AL 4 NOVEMBRE 2024 (Compreso il primo giorno dell’estensione a tutti i cittadini della vaccinazione gratuita)

    Al 4 novembre sono stati somministrati 1.021.949 vaccini antinfluenzali (+ 93.664 rispetto al 2023), 144.719 vaccini anticovid 19 (+9.626 rispetto al 2023).

  • 1,6 milioni di obesi italiani ‘aggiuntivi’ in 20 anni

    1,6 milioni di obesi italiani ‘aggiuntivi’ in 20 anni

    In vent’anni, il numero di persone affette da obesità in Italia è cresciuto di 1,6 milioni, arrivando a 6 milioni nel 2023. Il dato, reso noto in occasione del sesto Italian Obesity Barometer Summit, allarma ma non stupisce.

    Purtroppo non coglie di sorpresa neppure leggere che, nello stesso arco di tempo, nella fascia 18-34 anni la percentuale di giovani obesi è più che raddoppiata, passando dal 2,6% al 6,6%. Per Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, “questi numeri fotografano due cose: innanzitutto che è assolutamente necessario e urgente che la società tutta, e le istituzioni in particolare, si facciano carico dell’obesità, così come delle altre patologie legate all’alimentazione, come piaga sanitaria collettiva. Poi, questi dati dimostrano che sempre più consumatori si alimentano in modo non equilibrato, non hanno sufficienti strumenti di scelta e si nutrono distrattamente. È evidente che la povertà alimentare è anche riflesso della povertà educativa: pertanto, con forza, ribadiamo l’assoluta urgenza di inserire l’educazione alimentare nelle scuole italiane”.

    Per prevenire l’obesità occorre mettere in condizione i consumatori di scegliere come alimentarsi, optando per alimenti sani e freschi ed evitando i cibi ultra processati (cioè quelli che contengono numerosi ingredienti aggiunti, come sale, zucchero, coloranti, additivi, e quelli che sono ottenuti attraverso diverse trasformazioni industriali). L’ennesima dimostrazione dei rischi degli alimenti ultra processati è il recente studio, condotto dall’unità di ricerca di epidemiologia e prevenzione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli in collaborazione con l’Università Lum di Casamassima, pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui a un elevato consumo si associa l’accelerazione dell’invecchiamento biologico.

  • Regione Lombardia, screening gratuito contro tumore alla prostata

    Regione Lombardia, screening gratuito contro tumore alla prostata

    Regione Lombardia ha avviato un programma di screening gratuito per la diagnosi precoce del tumore alla prostata. Obiettivo, individuare l’eventuale carcinoma aumentando le possibilità di guarigione e riducendo il rischio di trattamenti invasivi. Il percorso avviato dalla Regione, prima in Italia, è stato presentato in conferenza stampa a Palazzo Lombardia, dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. Al tavolo dei lavori anche Aldo Bocciardi, direttore di Urologia all’ospedale Niguarda di Milano, Marco Cozzoli direttore generale del Welfare di Regione.

    CHI PUÒ PARTECIPARE ALLO SCREENING GRATUITO

    In questa fase possono effettuare lo screening gli assistiti in Regione Lombardia nati a novembre del 1974 e successivamente, in aggiunta ogni mese, i cittadini che compiono 50 anni nel mese in corso. In pratica a dicembre 2024 potranno partecipare i nati a dicembre 1974, a gennaio 2025 potranno partecipare anche i nati a gennaio 1975 e così a seguire.

    Il programma di screening per il tumore alla prostata, quando sarà completamente avviato, sarà rivolto agli uomini di età compresa tra i 50 e i 70 anni, residenti e assistiti in Lombardia. In ogni caso chi rientra tra le persone che possono partecipare allo screening ma non aderisce immediatamente, mantiene il diritto di partecipare in qualsiasi momento fino al compimento del 70esimo anno di età.

    ASSESSORE BERTOLASO: “Un’iniziativa unica in Italia – ha detto l’assessore Bertolaso – fondamentale per la salute dei nostri cittadini che si inserisce perfettamente nei nostri obiettivi di prevenzione. Grazie a questo programma, possiamo individuare tempestivamente eventuali tumori alla prostata, offrendo maggiori possibilità di trattamento e di guarigione, riducendo la necessità di trattamenti invasivi.”

    I cittadini che nei 2 anni precedenti hanno eseguito il test del PSA e i cittadini che nei 5 anni precedenti si sono sottoposti ad alcuni esami diagnostici specifici (biopsia prostatica, eco trans-rettale, TAC e RM addome/total body) sono temporaneamente esclusi dallo screening. Il percorso inoltre non è proposto, perché non adatto ai bisogni legati alla loro specifica condizione, ai cittadini che hanno già avuto una diagnosi di tumore maligno della prostata o presentano una mutazione genetica, già diagnosticata in precedenza, che predispone allo sviluppo di tumori e per cui è necessaria una presa in carico dedicata.

    “La tecnologia ha fatto passi da gigante in particolare sulla robotica urologica – ha sottolineato il prof. Bocciardi – ma la diagnosi precoce è fondamentale per una terapia sempre meno invasiva”.

    “In Lombardia parte lo screening su uno dei tumori con maggior incidenza: in Italia ci sono oltre nuovi 40.000 casi l’anno di tumore alla prostata – ha detto il Direttore Generale Welfare Cozzoli – di questi 6.500 nella nostra regione”.

    COME PARTECIPARE AL PERCORSO DI SCREENING

    Per partecipare allo screening, il cittadino deve compilare un questionario disponibile nel proprio Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Il documento raccoglie informazioni sulla storia familiare e personale e permette di determinare l’idoneità ad accedere al programma organizzato di screening e quindi a effettuare il test del PSA. Se il cittadino non ha accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico o preferisce un’assistenza diretta, si può recare presso uno dei punti di accesso (clicca qui ) dove il personale qualificato lo supporterà nella compilazione del questionario.

    TEST DEL PSA, NESSUNA IMPEGNATIVA DEL MEDICO CURANTE

    Per effettuare il test il cittadino può recarsi presso uno dei laboratori aderenti (a questo link i centri). È gratuito e non richiede prenotazione né impegnativa del medico curante. A seconda del valore di PSA rilevato nel sangue e della storia familiare di tumore alla prostata registrata tramite il questionario, il programma di screening si struttura diversamente.

    COME FUNZIONA IL PERCORSO DI SCREENING

    Il percorso si basa sulla misurazione del PSA (Antigene Prostatico Specifico) attraverso un semplice esame del sangue. Il test del PSA è un indicatore che può segnalare anomalie alla prostata, permettendo di individuare precocemente eventuali problemi, anche in assenza di sintomi. Sulla base del rischio individuato tramite il questionario e il test del PSA, vengono previsti, se necessari, ulteriori approfondimenti diagnostici come la visita urologica, la risonanza magnetica e la biopsia.

    COSA SUCCEDE SE VIENE RILEVATO UN TUMORE

    Se, in seguito agli approfondimenti diagnostici, viene rilevato un tumore alla prostata, il paziente sarà immediatamente preso in carico dal Servizio Sanitario Regionale per definire il percorso di cura più adatto.