Categoria: Salute

  • A novembre quattro giornate di prevenzione gratuita contro i tumori della pelle grazie alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

    A novembre quattro giornate di prevenzione gratuita contro i tumori della pelle grazie alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

    Novembre sarà un mese all’insegna della prevenzione della salute della pelle, con quattro giornate organizzate da CCR Insieme ETS, braccio operativo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che gestisce anche la mutua di comunità dei soci della banca.

    L’iniziativa è rivolta ai soci della mutua della Bcc e ai residenti di Corbetta, Dairago, Arluno e Busto Garolfo e mira a offrire screening dermatologici mirati alla prevenzione del tumore alla cute con il controllo dei nevi, alterazioni cutanee spesso trascurate che possono rivelarsi indicatrici di problemi più seri.

    I nevi, comunemente chiamati “nei,” sono accumuli di melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina. In genere, sono formazioni benigne, ma possono evolversi in senso patologico, motivo per cui è consigliabile sottoporli a controlli regolari, specialmente se si notano cambiamenti di colore, forma, dimensione o se si verificano sintomi come prurito o sanguinamento.

    «Come Bcc, il nostro impegno non si limita a sostenere economicamente le iniziative locali, ma si estende al benessere complessivo delle comunità in cui operiamo», ha dichiarato Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «Siamo convinti che la sensibilizzazione e la prevenzione siano strumenti fondamentali per ridurre l’incidenza delle malattie e per offrire a tutti una migliore qualità di vita. Investire in progetti che promuovono la prevenzione non è solo una scelta di responsabilità sociale, ma un modo per dimostrare quanto ci sta a cuore la salute delle persone, accanto alla loro sicurezza economica. La salute è un valore prezioso, e contribuire alla sua tutela significa costruire un futuro più sicuro per tutti.»

    «Le visite puntano a promuovere una maggiore consapevolezza sui segnali di rischio per la salute della pelle, incoraggiando la diagnosi precoce. L’Ottobre Rosa, mese che la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate dedica tradizionalmente alla prevenzione oncologica non è finito e continua a novembre con quattro giornate dedicate allo screening della pelle, per prevenire eventuali neoplasie», ha commentato l’iniziativa Maria Carla Ceriotti, presidente di CCR Insieme ETS.

    I dati contenuti nel rapporto AIOM-AIRTUM 2023 «I numeri del cancro in Italia» parlano chiaro: il melanoma rappresenta nel nostro Paese il terzo tumore più frequente prima dei 50 anni in entrambi i sessi; negli ultimi anni tuttavia l’età di insorgenza si è abbassata drammaticamente tanto da essere ormai uno dei tumori più diffusi tra gli under 30.

    Programma degli appuntamenti

    Gli ambulatori si svolgeranno secondo il seguente calendario:

    5 novembre – Corbetta, ambulatorio comunale: controllo della cute
    12 novembre – Dairago, ambulatorio comunale: controllo della cute
    19 novembre – Busto Garolfo, ambulatorio Olcella: controllo della cute
    27 novembre – Arluno, ambulatorio comunale: controllo della cute
    Come prenotare

    Per prenotare la visita o ottenere maggiori informazioni, per gli iscritti alla mutua della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate chiamare il numero 331.7511341, per i residenti nei comuni dove vengono effettuate le visite chiamare il numero di Salute Donna 320.6887338, attivo il martedì e il mercoledì dalle ore 17.00 alle 19.00.

  • Asst Ovest Milano: partita la campagna vaccinale per prevenire il virus respiratorio sinciziale

    Asst Ovest Milano: partita la campagna vaccinale per prevenire il virus respiratorio sinciziale

    Parte oggi negli ospedali di Legnano e Magenta la campagna di prevenzione della infezione da virus respiratorio sinciziale (VRS) per i neonati.

    “Si tratta di una importante opportunità di difesa contro il VRS che rappresenta una delle principali cause di infezione acuta del tratto respiratorio nei bambini al di sotto dei 2 anni – commentano il dott. Stefano Fiocchi, Direttore UOC Pediatria dell’ASST Ovest Milanese, Ospedale di Magenta e la dott.ssa Laura Pogliani, Direttore S.C. Pediatria/Neonatologia dell’ASST OVEST Milanese, Ospedale di Legnano – e che nei neonati e piccoli lattanti può avere un decorso particolarmente impegnativo. L’infezione si trasmette per via aerea ed è tipica dei mesi invernali. Clinicamente il virus può provocare una sintomatologia che va dal banale raffreddore fino a una infezione grave delle piccole vie aeree (Bronchiolite) con conseguente alta probabilità di ricovero ospedaliero e, in qualche caso, anche di terapia intensiva”.

    Solo nel 2023, in Italia, si sono registrati 15mila ricoveri per bronchiolite distribuiti fra i reparti di Pediatria e le terapie intensive neonatali rappresentando nel periodo epidemico una sfida assistenziale e organizzativa.

    Nel 2024 è arrivata anche in Italia la possibilità di somministrare un anticorpo monoclonale anti-VRS che ha dimostrato di poter ridurre le ospedalizzazioni fino al 90 per cento. Regione Lombardia offre per tutti i nati dal 1’ novembre questo anticorpo nei primi giorni di vita, prima delle dimissioni dal nido.

    “Inoltre per tutti i bambini nati nel 2024 – aggiunge il dott. Giovanni Guizzetti, Direttore Socio Sanitario dell’ASST Ovest Milanese – i Pediatri di libera scelta che aderiscono alla campagna di prevenzione si stanno occupando di proporre lo stesso farmaco cercando di dare priorità alle categorie fragili. In alternativa, la stessa opportunità per i nati nel 2004 è fornita nei nostri centri vaccinali”.

    “Le nostre struttura si sono allineate per tempo con le disposizioni regionali e nazionali, offrendo l’opportunità di proteggere tutti i bambini durante la loro prima stagione epidemica – spiega il dott. Valentino Lembo, Direttore Sanitario dell’ASST Ovest Milanese -. È fondamentale che i genitori siano informati di questa campagna di prevenzione poiché la salute dei piccoli dipende da scelte consapevoli e tempestive”.​

  • Dengue, 667 casi in Italia

    Dengue, 667 casi in Italia

    Salgono a 667 i casi confermati di Dengue in Italia dall’1 gennaio al 29 ottobre 2024 e segnalati al sistema di sorveglianza nazionale. Di questi, 460 sono associati a viaggi all’estero e 207 sono casi autoctoni.

    E’ il bilancio contenuto nell’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità, che non conteggia ancora gli ultimi 2 casi registrati a Fano nelle Marche, dove al momento è attivo il focolaio più grande registrato nel Paese. L’età mediana dei casi segnalati è di 45 anni e il 50% è di sesso maschile. Restano a quota zero i decessi. Al 29 ottobre, sono stati identificati diversi eventi di trasmissione locale del virus Dengue in Italia, ricorda l’Iss. Il focolaio autoctono di dimensioni maggiori, con 141 casi confermati tutti sintomatici (ai quali vanno ancora aggiunti gli ultimi 2 censiti) è localizzato appunto a Fano e “non è ancora dichiarato chiuso”, si precisa, essendo ritenuta “possibile la presenza di ulteriori casi limitati nelle prossime settimane”. Così come avvenuto proprio in questi ultimi giorni. (s

  • Lombardia, in arrivo 200 infermieri argentini

    Lombardia, in arrivo 200 infermieri argentini

    Negli ospedali lombardi arriveranno, nei primi mesi del 2025, oltre 200 infermieri argentini. La conferma arriva dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso.

    Regione Lombardia e l’Istituto Universitario Italiano di Rosario (IUNIR), infatti, sono pronti per sottoscrivere un accordo di cooperazione internazionale per promuovere la formazione e la mobilita’ del personale sanitario. Il documento, che sara’ siglato entro meta’ novembre, mira a rafforzare la preparazione professionale di medici e infermieri ed e’ finalizzato anche a superare le attuali carenze d’organico. Avra’ una durata di tre anni e Regione Lombardia facilitera’ l’inserimento temporaneo negli ospedali di operatori sanitari formati da Iunir, con un approccio integrato che comprende tirocini, corsi di aggiornamento e percorsi accademici. Questa collaborazione consentira’ a Iunir di migliorare le competenze tecniche e culturali del proprio personale sanitario attraverso esperienze dirette nelle strutture ospedaliere lombarde, mentre la Lombardia beneficera’ del know-how e delle competenze internazionali dei professionisti coinvolti

  • Ospedale Cantù di Abbiategrasso, le ‘ultime’ dal Gruppo Promotore

    Ospedale Cantù di Abbiategrasso, le ‘ultime’ dal Gruppo Promotore

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Nel febbraio scorso si è tenuta un’assemblea pubblica per conoscere e approfondire l’esperienza dell’Ospedale di Suzzara che 20 anni fa, in fase di chiusura , è stato ripotenziato.

    E’ stato possibile grazie a una legge di R.L., riconfermata lo scorso 22 gennaio che prevede che l’immobile rimanga di proprietà pubblica ma la gestione venga affidata a un privato convenzionato che , a Suzzara, ha riportato e potenziato i servizi sanitari alla cittadinanza. Il Gruppo Promotore ha invitato , nel luglio scorso, i 14 sindaci dei Comuni dell’abbiatense , per riparlarne. L’incontro si è concluso con la richiesta di preparare una bozza di delibera da condividere e presentare agli organi istituzionali competenti. Giovedì 3 ottobre il Gruppo Promotore ha condiviso e discusso con i Sindaci la ‘Mozione d’Indirizzo ‘ che chiede di istituire con R.L., Asst, Ats, un tavolo tecnico-politico per considerare la richiesta di sperimentare anche al Cantù, una gestione pubblico-privata che riporti un P.S.h24 e servizi sanitari adeguati alle esigenze degli 83.000 abitanti dell’abbiatense. Il Comune di Ozzero ha approvato la ‘Mozione d’indirizzo’ il 22 ottobre, altri la porteranno in Consiglio entro il 30 novembre. Quando tutti i Consigli Comunali si saranno espressi , la ‘Mozione di indirizzo in merito al futuro dell’Ospedale C.Cantù’ sarà recapitata a Regione Lombardia per iniziare un percorso condiviso che riporti il Cantù ad essere punto di riferimento sanitario per il territorio dell’abbiatense.

    Il Gruppo Promotore

  • L’Humanitas di Rozzano è il miglior ospedale d’Italia

    L’Humanitas di Rozzano è il miglior ospedale d’Italia

    “L’Humanitas di Rozzano e due strutture pubbliche, ovvero l’ospedale di Ancona e il Careggi di Firenze, sono risultati essere i tre migliori ospedali italiani”. Lo ha detto Domenico Mantoan, direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), a margine della presentazione del Programma nazionale esiti. L’obiettivo, precisa Mantoan, “non è dare premi o penalità ma spingere verso il miglioramento dell’assistenza”.

    Il report ha valutato le performance di ospedali pubblici e privati, in sette aree cliniche principali: cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, nefrologia, gravidanza e parto, osteomuscolare.

    “L’Humanitas, per il terzo anno consecutivo – ha precisato – si conferma ospedale di eccellenza e otto aree su quelle monitorate hanno livelli altissimi, questo mostra l’impegno costante di questa struttura”.

    Sul podio, assegnato in base alla valutazione effettuata con il sistema del treemap, ci sono due ospedali pubblici: “L’azienda ospedaliera di Ancona che era tra i migliori anche lo scorso anno e ha fatto un balzo ulteriore migliorando ancora di più il risultato, con 7 aree di eccellenza. La sorpresa è un altro ospedale pubblico, che ha fatto un grande investimento, l’azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze”, che raggiunge l’eccellenza in tutte e 8 le aree considerate

  • Salute. Sclerosi laterale, scoperta possibile cura in un vecchio farmaco

    Salute. Sclerosi laterale, scoperta possibile cura in un vecchio farmaco

    Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla), verso nuove possibilità di cura, offerte da un ‘vecchio farmaco’ già in uso per altre indicazioni, per la forma genetica più comune della malattia, quella causata da mutazioni del gene C9orf72: è la promessa che arriva da un lavoro coordinato dal National Institute on Aging (NIH) e pubblicato su Cell Genomics, che ha visto la partecipazione italiana.

    Lo studio suggerisce che l’acamprosato, farmaco già approvato per il trattamento della dipendenza da alcol, è una potenziale terapia per rallentare la progressione della malattia nei pazienti con mutazioni del gene C9orf72. Gli esperimenti condotti in provetta su cellule di pazienti hanno dimostrato che l’acamprosato ha un effetto neuroprotettivo paragonabile o superiore a quello del riluzolo, l’attuale standard di cura per la Sla.

    I ricercatori del “Centro Dino Ferrari” dell’Università degli Studi di Milano sia della Fondazione IRCCS Istituto Auxologico Italiano che della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico – hanno contribuito a questo importante studio che ha analizzato dati genomici di oltre 41.000 individui colpiti dalla malattia. Il gruppo italiano fa parte del Consorzio SLAGEN per favorire la ricerca genetica sulla SLA. I ricercatori hanno anche scoperto che i fattori genetici che influenzano il rischio di sviluppare Sla sporadica possono modificare l’età di esordio nei pazienti con mutazioni di C9orf72, fornendo nuove informazioni sulla variabile espressione clinica della malattia.

    All’inizio gli esperti hanno studiato varianti geniche che influenzano l’età di esordio della malattia nei pazienti con mutazione nel gene C9orf72, spiega Nicola Ticozzi, direttore dell’UO di Neurologia dell’Auxologico San Luca di Milano; poi questa strategia è stata usata per identificare possibili terapie.

    L’approccio innovativo basato sull’analisi dei dati genomici ha permesso inoltre di identificare un farmaco già disponibile che potrebbe essere rapidamente testato in trial clinici, spiegano gli autori del lavoro. I primi esperimenti in provetta con cellule di pazienti confermano questa possibilità, afferma Antonia Ratti.

    “La possibilità di utilizzare un farmaco già approvato potrebbe accelerare significativamente il processo di sviluppo di nuovi trattamenti”, conclude Giacomo Comi.

  • Mercoledì 30 ottobre a Busto Garolfo conferenza “Novità nella prevenzione primaria e terziaria del tumore al seno”

    Mercoledì 30 ottobre a Busto Garolfo conferenza “Novità nella prevenzione primaria e terziaria del tumore al seno”

    A Busto Garolfo mercoledì 30 ottobre alle ore 21.00 presso la Sala Don Besana, si terrà la conferenza conclusiva delle attività di Ottobre Rosa della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, un’iniziativa che ha visto il coinvolgimento di volontari, medici e amministratori locali impegnati nella sensibilizzazione sulla prevenzione dei tumori. L’ingresso è libero.

    Il dottor Marco Galliano, primario del reparto di oncologia dell’ospedale Fornaroli di Magenta, sarà il relatore principale della serata. Presenterà i recenti sviluppi nel campo della prevenzione, con un intervento dal titolo “Novità nella prevenzione primaria e terziaria del tumore al seno”.

    La dottoressa Laura Balzarotti, chirurga senologa presso lo stesso ospedale e referente scientifica di Salute Donna, arricchirà ulteriormente la conferenza con il suo contributo specialistico.

    Nel corso della serata prenderà la parola anche una volontaria dell’AIRC, che condividerà la sua testimonianza personale, offrendo un racconto diretto e toccante della sua esperienza con il tumore al seno.

    Mariella Berra, responsabile della sezione di Magenta di Salute Donna, farà un intervento per sottolineare l’importanza della prevenzione e del supporto alle donne che affrontano questa malattia.

    Tra gli invitati è attesa anche Adalisa Corbetta, presidente dell’associazione InValbossa, che si è distinta per il suo impegno nella promozione di eventi a sostegno della lotta contro il tumore al seno, con cui la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha collaborato per la camminata serale ad Azzate che offre al paese con più partecipanti delle visite oncologiche preventive per le persone in difficoltà.

    «La salute è un bene prezioso, e il nostro impegno non si limita solo al supporto finanziario, ma si estende alla promozione di iniziative che possano realmente fare la differenza nella vita delle persone», ha dichiarato Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «La prevenzione è la chiave per un futuro più sano. Questo evento, che rappresenta il momento culminante di un mese dedicato alla consapevolezza e alla prevenzione del cancro, pone l’accento sull’importanza del sostegno reciproco e della sensibilizzazione per combattere insieme i tumori»

    «Ottobre “in rosa è stato un mese intenso di attività», ha dichiarato Maria Carla Ceriotti, presidente di CCR Insieme, il braccio operativo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, a cui fa capo anche la mutua di comunità dei soci della banca. «Per quanto riguarda l’istituzione che dirigo, daremo una rendicontazione delle visite gratuite di prevenzione effettuate nel 2024, in particolare quelle realizzate durante questo mese, e forniremo qualche dettaglio sulle due manifestazioni, che abbiamo sostenuto per sensibilizzare le persone sull’importanza della prevenzione nella lotta contro il cancro, quella di Azzate e quella di Busto Garolfo, del 29 settembre in collaborazione con Airc».

    Alla conferenza è prevista la presenza delle amministrazioni locali che hanno partecipato alle iniziative di prevenzione oncologica, ci sarà il sindaco di Busto Garolfo, per arrivare a rappresentanti dei comuni di Corbetta, Dairago e Buguggiate a dimostrazione dell’impegno delle istituzioni nel supporto di queste iniziative.

  • Crescono le nuove droghe: cocaina rosa e Fentanil

    Crescono le nuove droghe: cocaina rosa e Fentanil

    “C’è qualcosa che mi preoccupa in tutta questa storia della cocaina rosa, del fentanil, dei nuovi mix” che si affacciano nel mondo delle droghe. A parlare è Riccardo Gatti, medico specialista in psichiatria e psicoterapeuta, da anni al lavoro sul tema delle sostanze psicoattive, delle dipendenze e delle dinamiche che portano al consumo.

    Mentre continuano le segnalazioni sull’avanzata delle new entry nel ‘paniere’ delle sostanze illegali, finiscono sotto i riflettori anche le storie di consumo: solo per richiamare gli esempi più recenti, “giovani ricchi che fanno feste in cui il piatto forte sembra siano lampade di sale imbottite di cocaina rosa”, una miscela di sostanze ormai “leggendaria per i prezzi stellari (forse inverosimili)”, ma anche perché associata al nome di vip, battezzata con “nomignoli accattivanti”, come ‘la tusi’ (richiamando il nome della sostanza psicoattiva che contiene, ‘2CB’). Insomma, evidenzia Gatti all’Adnkronos Salute, “qui è anche questione di marketing”. Il camice bianco mette in guardia dall’effetto ‘spot-testimonial-influencer’. Un tema, quello che attiene al rapporto fra droghe illecite e comunicazione, da lui spesso richiamato: “Se i messaggi diventano molteplici, veicolati in modi diversi, talvolta evidenti, talvolta sottotraccia e meno espliciti della scena di un film, talvolta come opinioni di ‘gente come noi’, talvolta, ancora, come notizie legate a fatti reali conditi, però, con semplici aggettivi che ci fanno capire ad esempio che una sostanza ‘spopola’ (e quindi è particolarmente gradita), anche quando (ancora?) non è così, allora le opinioni cambiano. La propensione al consumo aumenta”, sottolinea anche in un post sul suo blog. Per Gatti tutto questo potrebbe essere successo “anche col fentanil”. Sembra che l’arrivo della novità sul mercato, analizza, sia “preceduto da una sorta di ‘campagna pubblicitaria’. La domanda è: stiamo cadendo in una specie di ‘loop’ in cui tutti hanno bisogno di novità e in cui anche social e media rischiano di diventare, a loro volta ed involontariamente, strumento di presentazione e promozione di prodotti? E intanto chi consuma corre a comprarsi la novità”.

  • Rischio suicidio in aumento tra i giovani

    Rischio suicidio in aumento tra i giovani

    E’ uno degli interrogativi che in quest’epoca di mondi virtuali tormentano genitori, educatori, esperti e istituzioni: esiste una relazione tra l’uso dei social ed effetti negativi sulla salute mentale dei giovani, incluso il rischio di pensieri e comportamenti suicidi?

    Le ricerche attuali identificano dei collegamenti complessi e conflittuali. Mentre ci sono chiare associazioni tra alcuni tipi di utilizzo dei social e il rischio di suicidio, alcuni lavori rilevano anche l’opportunità e le potenzialità di mitigare questo rischio suicidio attraverso i social media. Luci e ombre, e molti aspetti da chiarire. A fare il punto è un’analisi pubblicata su ‘Jama Network Open’ da esperti del National Institute of Mental Health, centro dei Nih statunitensi (National Institutes of Health) a Bethesda, Maryland. Si parte da un dato, che fotografa l’andamento del disagio fra ragazzi e adolescenti: studi epidemiologici – evidenziano gli autori del focus – suggeriscono che l’incidenza del suicidio tra i giovani è in aumento in tempi recenti. I tassi di mortalità per questa causa nella fascia d’età tra 10 e 24 anni sono cresciuti del 62% dal 2007 (6,8 ogni 100.000 persone) al 2021 (11/100.000), anche se i numeri provvisori del 2022 mostrano un leggero calo sia per i 10-14enni che per gli adolescenti e i giovani adulti tra 15 e 24 anni.

    Parallelamente, secondo quanto emerge da una delle principali indagini di sorveglianza sanitaria per i giovani delle scuole superiori degli States, la Youth Risk Behavior Survey, si è osservato un aumento costante delle segnalazioni di pensieri e comportamenti suicidi nel periodo dal 2013 al 2023. Nell’ultimo anno analizzato, le donne e le persone Lgbtq+ sono risultate a rischio più elevato rispetto agli uomini per ogni tipo di comportamento suicida misurato. Questo il quadro. E ci si chiede perché. Protagonisti nel dibattito sui fattori che contribuiscono a questi aumenti sono anche la rapida evoluzione della tecnologia e l’espansione dell’uso dei social da parte dei giovani in questo arco temporale. Il mondo medico chiede che si accenda un faro sul tema. In questa direzione vanno le dichiarazioni dello Us Surgeon General e di varie organizzazioni professionali: serve capire meglio l’impatto di social e tecnologie digitali sulla salute mentale e sullo sviluppo infantile, è il messaggio, e l’industria tecnologica, i ricercatori, gli operatori sanitari, gli educatori e i decisori politici devono identificare dei modi per ridurre i rischi, aumentare la sicurezza e sfruttare i social media e le tecnologie digitali per supportare la salute mentale.