Categoria: Salute

  • San Gerardo di Monza tra i migliori centri nascita d’Italia

    San Gerardo di Monza tra i migliori centri nascita d’Italia

    Il San Gerardo di Monza è tra i migliori Centri nascita italiani. La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori ha infatti partecipato allo studio ‘Indagine sull’assistenza in gravidanza: il vissuto delle donne’ condotto dal Reparto Salute della Donna e dell’Età Evolutiva dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in 18 Centri Nascita italiani che offrono cure di alta qualità con lo scopo di migliorare gli esiti di salute durante il percorso nascita e di valutare la qualità percepita dalle donne in attesa, dalla visita preconcezionale ai primi tre mesi di vita del bambino.

    Al progetto ha preso parte un campione di 320 donne (delle 3642 totali) che hanno partorito presso l’ospedale San Gerardo di Monza. Per la raccolta delle informazioni sono stati somministrati due questionari: il primo durante il ricovero in ospedale dopo il parto, prima del rientro a casa; il secondo a tre mesi dalla nascita del bambino, tramite un’intervista proposta da personale in formazione.”La gravidanza, il parto e il periodo postnatale – sottolinea la prof.ssa Locatelli – originano dalla naturale capacità della donna di vivere l’esperienza della nascita. Il vissuto di questi eventi pone le basi per creare la salute successiva della mamma, del bambino e delle intere famiglie. La letteratura scientifica ci dice che la presa in carico da parte di un’ostetrica in un modello di continuità assistenziale è una cura di qualità e si associa a esiti rilevanti per la salute della mamma, del feto e del neonato.

    In particolare chi ha ricevuto cura continua da parte di un’ostetrica, ha una maggiore probabilità di avere un parto per via vaginale, maggior probabilità di ricorso a metodi di contenimento del dolore non farmacologici, una maggiore soddisfazione dopo il parto e un minor ricorso a interventi inappropriati e riduzione del tasso di episiotomie (l’incisione chirurgica del perineo per facilitare il parto) e parti operativi”.Così è accaduto per le 320 donne intervistate presso il San Gerardo dove la quasi totalità, pari al 99%, ha avuto modo di ricevere un supporto continuativo da parte dell’ostetrica durante il travaglio e il parto, “a dimostrazione che l’ostetrica rappresenta la figura professionale di riferimento durante l’evento nascita nel nostro ospedale”, prosegue la professoressa.

  • Lombardia, esami idoneità donatori di sangue nel fascicolo elettronico

    Lombardia, esami idoneità donatori di sangue nel fascicolo elettronico

    In Lombardia chi dona il sangue potrà consultare sul Fascicolo sanitario elettronico gli esiti dei test medici ai quali deve sottoporsi. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all’unanimità una proposta avanzata da Avis Lombardia per l’integrazione nel Fse dei dati degli esami di idoneità alla donazione di sangue e plasma. “Una decisione che consentirà ai donatori di avere l’accesso immediato e trasparente ai propri dati sanitari, facilitando il monitoraggio continuo del proprio stato di salute”, sottolinea la sezione regionale dell’Associazione volontari italiani sangue.

    “L’accesso agli esami di idoneità attraverso il Fse, che ad oggi viene offerto solo su iniziativa di alcune strutture ospedaliere – evidenzia l’Avis – offrirà numerosi benefici ai donatori, che potranno verificare facilmente i risultati dei propri esami e consultare i propri dati in qualsiasi momento e luogo, riducendo le tempistiche e gli eventuali spostamenti per le visite mediche. Un passo avanti significativo verso un sistema sanitario più efficiente e digitalizzato”. “Siamo molto felici che la Commissione Sanità di Regione Lombardia abbia accolto la nostra proposta di inserire i dati relativi agli esami di idoneità nel Fse e che il Consiglio regionale abbia recepito all’unanimità – afferma il presidente di Avis Lombardia, Oscar Bianchi – La condivisione delle strategie tra istituzione e associazione è fondamentale per realizzare azioni efficaci in ambito sanitario. Continueremo a lavorare in sinergia per assicurare una rapida ed efficace implementazione di questa importante iniziativa. L’obiettivo è rendere il processo quanto più semplice e accessibile per tutti i donatori, valorizzando ulteriormente il loro contributo inestimabile alla società.

    I donatori di sangue svolgono un ruolo cruciale nel sistema sanitario – rimarca Bianchi – Per questo siamo convinti che l’integrazione degli esami di idoneità nel Fascicolo sanitario elettronico rappresenti un significativo miglioramento per la gestione della loro salute e per l’intero sistema trasfusionale”. Secondo i dati dell’ultimo bilancio – riporta una nota dell’associazione – nel 2023 Avis regionale Lombardia ha segnato un aumento del 10,39% di nuovi iscritti rispetto al 2022 (23.827 nel 2023 contro 21.584 nel 2022) e un incremento del numero totale dei donatori (261.811). Tuttavia, l’andamento delle donazioni è rimasto stabile (463.822, suddivise in 382.546 sacche di sangue intero, 76.237 di aferesi e 5.039 di altre donazioni). Attraverso la consultazione dei risultati degli esami di idoneità alla donazione tramite Fse, lo scopo è sensibilizzare ancora di più la popolazione e ampliare la base di donatori volontari, con il fine ultimo di raggiungere l’autosufficienza di sangue e plasma. Non solo un obiettivo operativo, ma anche un traguardo di grande valore sociale e sanitario.

  • Procreazione assistita: infertilità maschile o femminile?

    Procreazione assistita: infertilità maschile o femminile?

    La dottoressa Marina Bellavia, direttrice sanitaria di Next Fertility ProCrea di Lugano, risponde ai quesiti più frequenti e attuali: sapere quando è il momento di rivolgersi a degli esperti del campo e conoscere quali sono le nuove frontiere della tecnologia per avere dei figli col proprio corredo genetico senza ricorrere a un donatore.

    Quante coppie presentano una diagnosi di infertilità?

    Il 15% delle coppie in età fertile presentano una diagnosi di infertilità.

    Perché si fa ricorso alle terapie della procreazione medicalmente assistita (PMA)?

    Le terapie della PMA consentono di aumentare le possibilità di concepire se si presenta una diagnosi di infertilità femminile, maschile o mista.

    Da cosa dipende il successo di queste terapie?

    Sicuramente dalle cause alla base dell’infertilità e dall’età dei pazienti. Per aumentare le possibilità di riuscita è fondamentale un approccio diagnostico e terapeutico mirato e basato sulla medicina dell’evidenza. Bisogna assolutamente evitare esami inutili, che non hanno nessuna evidenza scientifica e che inoltre aumenterebbero solo i costi per i pazienti. Inoltre, è importante che il centro di PMA, come ad esempio Next Fertility Procrea che gestisce molti pazienti sia svizzeri che da tutta Europa, abbia una casistica ed esperienza tali da permettere di risolvere anche i casi più difficili o quelli dove apparentemente sembra tutto normale, ma in realtà esistono fattori nascosti che ostacolano la gravidanza o l’evoluzione della stessa. Per ultimo non bisogna dimenticare il partner maschile perché troppo spesso il fattore maschile è ignorato o non gestito correttamente.

    Quando bisogna rivolgersi ad uno specialista della PMA per aumentare le possibilità di diventare genitori?

    Bisogna rivolgersi agli specialisti in medicina della riproduzione dopo 1 anno di tentativi infruttuosi se la donna ha meno di 35 anni o dopo 6 mesi se invece ha più di 35 anni. Ugualmente non bisogna attendere se si è a conoscenza di avere una patologia come l’endometriosi, l’ovaio policistico, un’ostruzione delle tube o un problema maschile noto. In quest’ultimo caso una consulenza andrologica è fondamentale.

    Quando è opportuna una consulenza andrologica?

    Potrei rispondere “quasi sempre”, dato che un fattore maschile è l’unica causa di un terzo delle infertilità di coppia e la concausa di un altro terzo delle stesse. Test funzionali, che definiamo di “secondo livello” e che da noi sono routine, vengono attualmente eseguiti sul liquido seminale da meno di un quarto dei centri di infertilità, e la letteratura dimostra che un loro risultato patologico, presente addirittura in circa un quinto degli esami seminali che risultano normali all’esame tradizionale, può costituire un elemento prognostico pesantemente negativo al raggiungimento di una gravidanza anche ricorrendo alla PMA.

    È ancora molto diffusa l’inseminazione da donatore?

    Discretamente, ma meno di quindici anni fa. Tuttora è usata come trattamento di quelle coppie in cui l’uomo è azoospermico, cioè senza spermatozoi nel liquido seminale, in modo incurabile. Fortunatamente oggi, anche nelle forme più frequenti e severe di azoospermia, quelle non-ostruttive, in poco più della metà di questi pazienti è possibile recuperare da un testicolo con una tecnica microchirurgica, la Microtese, spermatozoi da usare in PMA, permettendo a questi uomini di avere un figlio geneticamente proprio. In Procrea opera uno dei massimi esperti internazionali in questo campo, il professor Giovanni Maria Colpi, e grazie alla sua esperienza e alle innovazioni introdotte, mediante questo intervento in day hospital, senza alcuna complicanza e virtualmente indolore, stiamo da oltre tre anni permettendo a numerosissime coppie, già disperate e molte delle quali reduci da incredibili vie crucis, di riuscire ad avere finalmente almeno un figlio.

    Ci sono delle novità in questo campo della medicina?

    Assolutamente si. Molto importante è un approccio integrato con altre specialità mediche perché l’apparato genitale femminile e maschile sono correlati alla corretta funzionalità di altri organi come ad esempio l’intestino. Le disbiosi, cioè le alterazioni della flora batterica, sono correlate ad uno stato infiammatorio che altera la qualità degli ovociti e degli spermatozoi. Pertanto è molto importante una visione diagnostica e terapeutica a 360 gradi che consente di migliorare non solo i tassi di riuscita per diventare genitori, ma il benessere stesso dei pazienti.

    Queste sono solo alcune delle domande più frequenti che una coppia si pone al momento della decisione di farsi aiutare quando una tanto desiderata gravidanza non arriva. Nel corso dell’anno la clinica Next Fertility ProCrea propone diversi incontri dove si possono avere maggiori informazioni e ascoltare le testimonianze delle persone che hanno già intrapreso con successo questo percorso.

    Inoltre la clinica propone vari servizi aggiuntivi, tra cui l’agopuntura, le consulenze genetiche, il carrier test e il matching genetico e le consulenze per la nutrizione.

    Prenotare un primo colloquio: https://nextfertilityprocrea.ch/prenotazione/

    Altre informazioni: https://nextfertilityprocrea.ch/contatti/

    Next Fertility ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione da oltre 20 anni. Next Fertility ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera italiana ed è un polo di riferimento internazionale dove opera un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Tra i primi centri svizzeri ad avere al suo interno un laboratorio di Embriologia (IVF) certificato ISO15189, offre analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia e percorsi per ottenere una gravidanza. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. www.nextfertilityprocrea.ch

  • Salute. Pediatri, virus emergenti minaccia per i bimbi, ecco come difenderli

    Salute. Pediatri, virus emergenti minaccia per i bimbi, ecco come difenderli

    Prendere misure per controllare la diffusione delle zanzare e per prevenire le punture (dalle zanzariere ai prodotti repellenti specifici per bambini e da applicare solo su parti scoperte evitando la pelle irritata), così da proteggere i bambini e sé tutta la famiglia; impedire alle zanzare di deporre le uova nell’acqua o nelle sue vicinanze, svuotando le raccolte di acqua e mantenendo asciutti i luoghi umidi e i contenitori, ad es. i sottovasi e le piscinette per bambini, che vanno sempre svuotate e capovolte, se non in uso.

    Sono alcune delle raccomandazioni stilate dalla Commissione Ambiente e Salute della Società Italiana di Pediatria, alla luce dei problemi emergenti relativi ai cambiamenti climatici che stanno spostando vettori di infezioni prima limitati ai climi tropicali anche nel nostro paese.
    I cambiamenti climatici stanno trasformando il panorama delle malattie virali trasmesse da vettori come zanzare o zecche; pertanto, è importante attuare strategie di prevenzione e protezione adeguate, afferma Vania Giacomet, Professore Associato di Pediatria Università di Milano e componente del Tavolo Tecnico malattie infettive e vaccinazioni SIP.

    Le punture di zanzara e di zecca, oltre che essere molto fastidiose, possono trasmettere malattie che prima erano tipiche dei climi tropicali (Dengue e Chikungunya, TBE ad es.). In Italia (Istituto Superiore di Sanità, luglio 2024) sono stati segnalati 283 casi di Dengue, 5 casi di Chikungunya e 4 casi di Zika-virus, tutti da importazione e su adulti. Nel primo trimestre del 2024, i casi di Dengue sono aumentati di circa sei volte rispetto allo stesso periodo del 2023. Inoltre, sono stati segnalati 20 casi di infezione neuro-invasiva (TBE) da zecche e 12 da Toscana Virus, entrambi autoctoni. Rarissimi tra questi sono i casi riguardanti soggetti in età pediatrica.

    Anche se in Italia abbiamo pochi casi di queste malattie per lo più di importazione su adulti, e senza decessi, è importante che la comunità e le famiglie siano consapevoli delle sfide che il cambiamento climatico comporta e per quanto possibile adottino misure preventive per garantire il benessere dei più piccoli, conclude la Presidente SIP Annamaria Staiano.

  • Sanità. Al Policlinico di Milano l’iter unico in Italia per il trapianto del microbiota fecale da donatore, non più solo di sangue

    Sanità. Al Policlinico di Milano l’iter unico in Italia per il trapianto del microbiota fecale da donatore, non più solo di sangue

    Nel nostro Paese sono pochi i centri dedicati alla cura via trapianto di microbioma dell’infezione da Clostridioides difficile, batterio la cui presenza è associata un’alterazione della flora intestinale che causa diarrea, colite e, nei casi più gravi, la perforazione del colon con un elevato indice di mortalità.

    Da poco, il Policlinico di Milano è stato accreditato dal Centro Nazionale Trapianti per eseguire il trapianto del microbiota fecale umano (FMT) che ha riconosciuto e avallato l’innovativa procedura ideata dai professionisti della Gastroenterologia ed Endoscopia, dalla Medicina Trasfusionale e dalla Microbiologia e Virologia del Policlinico di Milano divenendo così anche il primo centro autorizzato per questo intervento in Lombardia.

    Per comprendere qual è la novità, però, è bene sapere cos’è il trapianto del microbiota fecale: si tratta di somministrare la componente batterica “buona” a persone con patologie associate a un disequilibrio della flora intestinale attraverso le feci di un donatore sano. Questa pratica è autorizzata in Italia soltanto per la cura delle infezioni recidive da Clostridioides difficile, patologia di cui negli ultimi anni si assiste a un aumento dei casi e colpisce soprattutto i pazienti più anziani.

    La difficoltà principale oggi nell’esecuzione del FMT, sta nell’individuare persone idonee alla donazione. Da qui la soluzione avanzata dal team di lavoro del Policlinico di Milano diretto da Flavio Caprioli, gastroenterologo responsabile del Programma e del Centro FMT: attingere dall’ampia platea di quanti donano periodicamente il sangue, ossia soggetti sani, dallo stile di vita bilanciato e propensi ad aiutare il prossimo. In questo modo si ottiene il doppio risultato di aumentare il reperimento di donatori idonei e unire sotto una unica supervisione le fasi di selezione dei donatori; raccolta di unità per la donazione, conservazione e analisi dei campioni; selezione del ricevente e somministrazione del trapianto.

    L’importante risultato è il frutto di un impegno di anni dell’ampio team di ricerca che include la Gastroenterologia ed Endoscopia sotto la direzione di Maurizio Vecchi, insieme alla Medicina Trasfusionale sotto la direzione di Daniele Prati e al team della Microbiologia e Virologia dell’Ospedale diretto da Annapaola Callegaro.

    In pratica, quel che per tutti è materiale di scarto, qui diventa un bene prezioso. La valutazione di idoneità per la donazione delle feci comprende approfondimenti anamnestici, ematici e, solo in seconda battuta, l’analisi biologica e microbiologica dei campioni ricevuti. Altro fattore cruciale è la variabile tempo: le persone che superano la prima fase di osservazione sono considerate idonee per 4 settimane, mentre il tempo massimo che deve passare tra analisi con esito positivo e l’effettiva donazione non può superare i 4 giorni.

    Gli operatori del Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano sono in grado di intercettare durante le donazioni di sangue, profili aderenti a intraprendere l’iter per diventare anche donatori di microbiota. Ogni indagine prevede un doppio controllo prima che il materiale raccolto possa essere effettivamente inserito nella biobanca dell’Ospedale, procedura necessaria per garantire totale sicurezza prima e dopo l’intervento.

    “L’esperienza del Centro Trasfusionale nella gestione delle donazioni e nel mantenimento degli standard di sicurezza favorisce la garanzia del rispetto delle normative, ma la normativa italiana non prevederebbe un coinvolgimento diretto dei reparti di Medicina Trasfusionale – dichiara Daniele Prati, direttore della Medicina Trasfusionale del Policlinico di Milano -. Esperienze positive in questo senso riguardano il Nord Europa e l’Australia e per questo motivo negli ultimi anni in Ospedale abbiamo iniziato un percorso per implementare questo programma con il supporto della Direzione Scientifica”.

    Il trapianto di microbiota fecale è una pratica a basso grado di invasività e di breve durata. La procedura prevede una iniziale terapia antibiotica e la preparazione intestinale prima del trapianto, eseguito in endoscopia tramite una colonscopia, o attraverso clistere. La biomassa da traferire paziente viene rilasciata dalla biobanca dell’Ospedale con una procedura simile a quanto avviene per le unità di sangue. Il paziente è dimesso dopo una degenza che non supera le 72 ore.

    La ricerca, però, non si ferma mai e lo sguardo si allarga già a nuovi sviluppi del trapianto fecale per il trattamento di altre patologie.

    “Le prospettive sono ampie e molte ricerche già avviate nel mondo iniziano a portare solide conferme verso manifestazioni infiammatorie dell’intestino comuni come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn – dichiara Flavio Caprioli, gastroenterologo ed endoscopista al Policlinico di Milano e responsabile del Programma e del Centro FMT -. Nei pazienti oncologici, il trapianto di microbiota intestinale potrebbe contrastare gli effetti collaterali dovuti alle terapie in caso di melanoma, leucemia mieloide acuta, tumore al polmone. Anche nel trapianto del midollo emopoietico esistono dati preliminari relativi alla riduzione o alla prevenzione degli effetti collaterali cronici intestinali”.

    Altri campi già coinvolti nello studio sulle possibilità terapeutiche del trapianto del microbiota intestinale riguardano le patologie neurologiche come il Parkinson e la depressione. Si guarda con fiducia anche ai primi risultati sui benefici nel trattamento delle malattie metaboliche come il diabete mellito di tipo 2.

    “Poter organizzare l’intero iter del trapianto del microbiota fecale in Policlinico di Milano è un unicum che ci rende molto orgogliosi – dichiara Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano -. Lo studio e l’analisi della fattibilità di questa procedura è il frutto di un’intuizione dei nostri specialisti e ricercatori che da anni hanno creduto in un metodo che potesse garantire a donatori e riceventi un servizio sicuro, altamente specializzato e vicino alle esigenze dei nostri pazienti e di chi in modo ricorrente dona il sangue al nostro Centro Trasfusionale”

  • Magenta, Sanità: cresce ancora il Santa Crescenzia. Arriva il dottor Fogliani

    Magenta, Sanità: cresce ancora il Santa Crescenzia. Arriva il dottor Fogliani

    Ennesimo nuovo importante ingresso al Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta con il Dott Roberto Fogliani, Primario di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale di Magenta dal 2020, che in questi giorni ha attivato il proprio ambulatorio libero professionale presso il Poliambulatorio Santa Crescenzia.

    Per prenotazioni potete chiamare il numero 0297291401

    Il dottor Roberto Fogliani, Laureatosi in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano si è poi specializzato in Ginecologia e Ostetricia, è stato direttore Uoc Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Città di Sesto San Giovanni e in precedenza responsabile Uos Diagnosi Prenatale e Day Surgery Ostetrico alla Clinica Mangiagalli di Milano.

    Si è occupato negli anni di Chirurgia Ginecologica d’urgenza per la gestione di casi complessi ed emergenze ostetriche (urgenze ginecologiche ed emergenze ostetriche, chirurgia ginecologica maggiore e chirurgia mini-invasiva) e ha conseguito l’Alta Specializzazione per la Diagnosi Prenatale.

    Dunque, un altro acquisto ‘pesante’ per il Poliambulatorio medico diretto dal dottor Andrea Rocchitelli, ma soprattutto un servizio prezioso per il territorio per una Sanità sempre più accessibile e vicina a casa.

  • Christian Garavaglia (Fdi): 3 milioni e mezzo per l’Asst Ovest Milanese

    Christian Garavaglia (Fdi): 3 milioni e mezzo per l’Asst Ovest Milanese

    Abbiategrasso, Cuggiono, ma anche Busto Garolfo, Castano Primo e Gaggiano. Regione Lombardia ha stanziato 3.500.000 euro per arricchire la dotazione strumentale e fornire nuove apparecchiature sanitarie ad ospedali e presidi socio-sanitari nel territorio dell’Asst Ovest Milanese.

    Si tratta di decine e decine di nuovi macchinari, ecografi, holter, elettrocardiografi, microscopi, spirometri, ecotomografi, barelle, defibrillatori. L’intervento consentirà di rafforzare in maniera significativa la capacità di intervento e di cura delle strutture sanitarie (ospedaliere e di altro genere) attive sul territorio. “Questo ulteriore e importante stanziamento di fondi dimostra quanto sia importante, per Regione Lombardia, la sanità territoriale”, dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia, Christian Garavaglia.

    Dopo i 61 milioni per la riduzione delle liste d’attesa ora interveniamo sui presidi che i nostri cittadini frequentano ogni giorno. Abbiamo assunto un impegno preciso all’inizio di questa nuova legislatura in Lombardia: fornire risposte concrete ai bisogni sanitari dei cittadini lombardi, migliorare ancor di più servizi e prestazioni, a vantaggio di tempi ed efficacia delle cure ai pazienti, per una migliore qualità della vita e con trattamenti sempre più rispondenti all’evoluzione del comparto sanitario e patologico. Sono certo che Asst Ovest Milanese, che coordina la sanità pubblica per centinaia di migliaia di persone, sarà ancora di più all’altezza della sfida sanitaria quotidiana. Dal canto nostro, in Regione Lombardia, continuiamo e continueremo a fornire risposte concrete, reali, verificabili, al bisogno di salute e di cura. Sarà un impegno costante di questo e dei prossimi anni. Questi investimenti riguardano tutto il territorio lombardo, a titolo esemplificativo ricordo che per l’ASST Niguarda sono previsti 4,5 milioni, per il Sacco 3,3 milioni, per IRCCS Tumori 1,5 milioni, per l’ASST Melegnano e Martesana 1,6 milioni, per l’ASST Santi 3 milioni, per l’ASST Rhodense 1,8 milioni”, conclude il capogruppo Garavaglia.

  • Coppie, ascoltate.. L’orgasmo fa bene, un test lo misura

    Coppie, ascoltate.. L’orgasmo fa bene, un test lo misura

    “E’ la funzione meno studiata, e che produce più dibattiti. Più chiacchiere e poca scienza. Eppure, l’orgasmo è in realtà la cosa più importante della nostra funzione sessuale, perché nella nostra specie lo scopo fondamentale del sesso è l’elemento del piacere e dell’unione. Noi non ci accoppiamo con l’obiettivo di riprodurci”. A spiegare all’Adnkronos Salute perché ha senso una Giornata in cui accendere i riflettori sull’orgasmo è Emmanuele Jannini, ordinario di sessuologia medica all’università di Roma Tor Vergata. Un po’ in tutto il mondo questa Giornata si celebra il 31 luglio.

    Anche se esiste una sorta di ‘spin off’ l’8 agosto dedicato esclusivamente a quello femminile (“tema su cui tutti si sentono di poter dire a loro”, osserva tra l’altro Jannini), e c’è chi negli anni ha proposto sfumature diverse, come gli attivisti Donna Sheehan e Paul Reffell, fautori di un Global Orgasm Day da celebrare tra il 21 e il 22 dicembre, in occasione del solstizio d’inverno, come un messaggio universale di pace. Ma l’orgasmo prima di tutto fa bene alla coppia, assicura l’esperto. “E’ infatti anche in grado di produrre una serie di sostanze, in particolare l’ossitocina che è poi il ‘cemento biochimico’ della coppia stessa”. E’ perciò qualcosa che “ha delle solide basi scientifiche”. E fa bene in tanti sensi, anche alla salute, “perché viene a stimolare nel nostro cervello le aree della ricompensa, le aree della zona dopaminergica. Ma c’è di più: l’orgasmo si può misurare”, chiarisce Jannini. Proprio il suo gruppo di ricerca lo ha fatto, sviluppando un test ad hoc. “Questo metodo scientifico per misurare l’intensità dell’orgasmo è stato un po’ come ‘l’uovo di colombo’, noi lo abbiamo creato capovolgendo il test che da cento anni si usa per il dolore”. Stesso modello, oggetto di studio diverso.

    “Lo abbiamo chiamato orgasmometro. Quello maschile è stato pubblicato su ‘Andrology’ e quello femminile su ‘Plos One’, ed è un test molto utilizzato, è entrato nelle linee guida internazionali. Perché, mentre disponevamo da decine e decine di anni di test dedicati all’eiaculazione, alla lubrificazione, al desiderio, a tutte le funzioni sessuali possibili e immaginabili, all’orgasmo non aveva pensato nessuno”. Un tabù anche scientifico? “Sicuramente – riflette – c’è anche questo elemento nella nostra civiltà occidentale, nel senso che una certa lettura della religione è particolarmente negativa nei confronti della dimensione del piacere”. In realtà questo, fa notare l’esperto, “è un problema non banale, perché appunto il sesso è per noi piacere. Non si può andare contro l’evidenza. Tutti gli animali fanno sesso per riprodursi. Noi e i bonobo, con cui abbiamo in condivisione il 98% dei geni, abbiamo imparato ad accoppiarci fuori dal momento della fecondità. La natura, o l’evoluzione o chi per lei, ci hanno dotato di un preciso meccanismo di esclusione della dinamica riproduttiva come motore, come scopo del sesso”

  • Hai fatto la profilassi al tuo cane per la Leishmaniosi? Ecco perché serve e altri consigli per l’estate

    Hai fatto la profilassi al tuo cane per la Leishmaniosi? Ecco perché serve e altri consigli per l’estate

    Ad Abbiategrasso c’è una struttura che usa tecnologie all’avanguardia per fornire diagnosi accurate e tempestive. Direttore Sanitario di Abbiatecare Clinica Veterinaria è il dottor Samuele Masserini che al TG Imprese ha spiegato perché la salute e il benessere degli animali ci stanno tanto a cuore e soprattutto quali sono le problematiche maggiori in questa stagione.
    In particolare, risulta molto importante la profilassi contro la Leishmaniosi, una malattia infettiva causata da un parassita intracellulare trasmessa spesso da zanzare, che colpisce sia gli animali domestici e selvatici che l’uomo. Sebbene la Leishmaniosi sia presente nelle aree tropicali e subtropicali temperate del mondo si sta diffondendo in tutto il bacino del Mediterraneo e nelle aree lacustri.

  • ASST Ovest Milanese: l’Ospedale di Legnano introduce il “Fibroscan”

    ASST Ovest Milanese: l’Ospedale di Legnano introduce il “Fibroscan”

    Un passo avanti significativo nella diagnosi e nel monitoraggio delle malattie epatiche è stato compiuto presso l’Ospedale di Legnano con l’acquisizione del Fibroscan, un innovativo strumento che permette di valutare la fibrosi e la steatosi epatica (cosiddetto “fegato grasso”) in modo non invasivo e con
    elevata accuratezza.

    Fino ad oggi, la biopsia epatica rappresentava il gold standard per la diagnosi della fibrosi epatica, una condizione patologica caratterizzata da un accumulo di tessuto cicatriziale nel fegato che può portare a cirrosi e insufficienza epatica. Tuttavia, la biopsia epatica è una procedura invasiva
    che non può essere eseguita frequentemente su tutti i pazienti. Il Fibroscan rivoluziona questo scenario offrendo un’alternativa non invasiva e altrettanto precisa.

    L’apparecchiatura utilizza ultrasuoni per generare un’onda elastica che attraversa il fegato. La propagazione di quest’onda è un indicatore diretto della rigidità del fegato, che a sua volta è
    correlata alla gravità della malattia epatica. “Un ulteriore vantaggio del Fibroscan è la sua capacità di valutare la steatosi epatica, oggi la causa più frequente della Cirrosi Epatica” cosi afferma la
    Dr.ssa Francesca Capelli, Responsabile della UOSD di Epatologia del Dipartimento di Area Medica. Il sistema CAP (Controlled Attenuation Parameter) integrato nel Fibroscan permette di quantificare la steatosi con elevata accuratezza, consentendo di iniziare le terapie corrette per evitare
    l’evoluzione in Cirrosi Epatica.

    “L’acquisizione del Fibroscan rappresenta un importante traguardo per la ASST Ovest Milanese”, ha affermato il Prof. Antonino Mazzone, Responsabile S.C. Medicina Generale di Legnano – “Questo strumento permette di offrire ai nostri pazienti una diagnosi più precisa e non invasiva
    delle malattie epatiche, favorendo un monitoraggio più efficace della progressione o della regressione della malattia in risposta al trattamento.”

    “Ringrazio la Direzione Aziendale che ha permesso l’assunzione di giovani Medici Internisti; alcuni di essi stanno finendo la Scuola Avanzata di epatologia della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI), permettendo la creazione di un team progettato per migliorare le
    competenze e aggiornare le conoscenze.”

    L’esame Fibroscan è prenotabile su richiesta del Medico specialista o del Medico di Medicina Generale, presso i CUP della ASST Ovest Milanese.