Categoria: Salute

  • Cerba HealthCare annuncia la nomina di Julien Samson come CEO del Gruppo

    Cerba HealthCare annuncia la nomina di Julien Samson come CEO del Gruppo

    Cerba HealthCare, attore globale di riferimento nella biologia medica, annuncia la nomina di Julien Samson come CEO del Gruppo, con effetto a partire dal 30 giugno 2025.

    Grazie a una carriera brillante e a una solida esperienza nel settore sanitario, Julien porta con sé una profonda conoscenza del settore, un’esperienza internazionale e una comprovata capacità nella gestione di trasformazioni complesse. Questa nomina rappresenta una tappa fondamentale per l’azienda, rafforzando il suo impegno verso il progresso e l’innovazione per rispondere sempre meglio alle esigenze di pazienti, professionisti sanitari e istituzioni pubbliche.

    Julien Samson vanta oltre 20 anni di esperienza nei settori della sanità pubblica e privata. Recentemente è stato CEO del gruppo Maisons de Famille, operatore europeo specializzato nell’assistenza personalizzata agli anziani. In precedenza ha ricoperto ruoli esecutivi di alto livello presso GSK, dove ha guidato le operazioni nei paesi di Francia e Corea del Sud, e ha supervisionato i team commerciali globali in stretta collaborazione con la R&S per lo sviluppo di nuovi farmaci respiratori e vaccini. Ha anche ricoperto il ruolo di Vice Direttore Generale degli Hospices Civils de Lyon ed è stato consigliere senior del Presidente della Repubblica francese per le questioni di sicurezza sociale, iniziando la sua carriera dopo aver conseguito la laurea a Sciences Po e all’École Nationale d’Administration. Negli ultimi 15 anni ha anche sostenuto diverse aziende sanitarie supportate da fondi di investimento, come membro del consiglio di amministrazione in ambiti quali biotecnologie, servizi alle cliniche, cure primarie e biologia medica.

    In Cerba HealthCare, Julien Samson guiderà la prossima fase di crescita dell’azienda, con un focus sulla trasformazione delle persone e del business per rafforzare la leadership in tutte le attività e garantire i più alti standard di servizio a pazienti, professionisti della salute e partner.

    La nomina di Julien segna la conclusione dell’incarico ad interim di Paul Navarre come CEO di Cerba HealthCare, che tornerà a svolgere a tempo pieno il ruolo di Presidente del Consiglio di Sorveglianza. Grazie alla sua profonda conoscenza del gruppo, Paul Navarre assicurerà una transizione fluida.

    «Sono molto soddisfatto della nomina di Julien Samson come CEO di Cerba HealthCare. La sua profonda conoscenza dell’ecosistema sanitario, la sua comprovata esperienza nella trasformazione di organizzazioni complesse e i suoi solidi valori culturali saranno risorse preziose per guidare Cerba HealthCare e i suoi team verso un futuro di successo», ha dichiarato Paul Navarre, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Cerba HealthCare.

    «È un onore per me ricevere la fiducia per guidare Cerba HealthCare in un momento così cruciale del suo percorso. Da quasi 60 anni, Cerba è un attore chiave dell’ecosistema sanitario nei paesi in cui opera, con un forte valore di marca e una reputazione consolidata. Insieme ai team, continueremo a portare avanti la missione di Cerba HealthCare, offrendo il miglior livello di servizio a pazienti, professionisti sanitari e partner, promuovendo al contempo una performance sostenibile e un ambiente di lavoro attrattivo per i nostri collaboratori», ha dichiarato Julien Samson, CEO di Cerba HealthCare.

    Informazioni su Cerba HealthCare:
    Cerba HealthCare, attore di riferimento nella biologia medica, ha l’ambizione di accompagnare l’evoluzione dei sistemi sanitari verso una maggiore prevenzione. Si basa su oltre 50 anni di esperienza in biologia medica per valutare meglio il rischio di sviluppo delle malattie, individuare e diagnosticare le patologie in fase più precoce, e ottimizzare l’efficacia dei trattamenti rendendoli più personalizzati. Ogni giorno, nei 5 continenti, i 15.000 collaboratori del Gruppo contribuiscono alla trasformazione della medicina, guidati da una profonda convinzione comune: far progredire la diagnostica significa far progredire la salute.

    Cerba HealthCare, illuminare la salute.

    (*comunicato stampa ricevuto in redazione)

  • Tumore seno avanzato,nuova terapia ormonale riduce rischio morte

    Tumore seno avanzato,nuova terapia ormonale riduce rischio morte

    Nuovi risultati positivi per il trattamento del tumore al seno avanzato HR-positivo: la terapia ormonale di nuova generazione camizestrant, in combinazione, ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte del 56% in pazienti con mutazione emergente del gene Esr1 nello studio di Fase III Serena-6.

    Si tratta del primo studio nel tumore al seno che dimostra la validità clinica di un nuovo approccio: il monitoraggio del Dna tumorale circolante – attraverso la biopsia liquida con un semplice esame del sangue – per individuare e trattare la resistenza emergente alla terapia di prima linea, per passare quindi alla nuova terapia ormonale, prima della progressione della malattia e anticipando, quindi, il peggioramento dello stato della paziente.

    I risultati dello studio sono presentati nella sessione plenaria del congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) e saranno pubblicati contemporaneamente sul The New England Journal of Medicine. La combinazione con camizestrant è stata anche associata a un significativo ritardo nel tempo di deterioramento della qualità di vita: ha infatti ridotto il rischio di deterioramento dello stato di salute globale e della qualità di vita del 47%. Il tempo mediano al peggioramento dello stato di salute globale è stato di 23 mesi nelle pazienti trattate con la combinazione con camizestrant, rispetto a 6,4 mesi nelle pazienti che hanno continuato il trattamento standard.

    Con la nuova terapia ormonale, spiega Alberto Zambelli, professore associato di Oncologia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, “è possibile trattare la resistenza in via di sviluppo, prima che causi la progressione di malattia e il peggioramento della qualità di vita. Per la prima volta, la strategia terapeutica non viene modificata al momento della progressione clinica e radiologica, ma al momento della ‘progressione molecolare’, con l’obiettivo di interferire precocemente con un noto meccanismo di resistenza, appunto la mutazione di Esr1.

    Si introduce cioè il farmaco precocemente, alla comparsa della mutazione di Esr1, prima della progressione di malattia”. E’ il primo studio nel tumore al seno, concludono gli esperti, che dimostra la validità clinica del monitoraggio del Dna tumorale circolante per individuare e trattare la resistenza emergente alla terapia di prima linea, prima cioè della progressione clinica della neoplasia.

  • Giornata mondiale contro il fumo, le iniziative programmate da ATS e ASST a Pavia

    Giornata mondiale contro il fumo, le iniziative programmate da ATS e ASST a Pavia

    Anche quest’anno l’ATS di Pavia partecipa alla Giornata mondiale senza tabacco, istituita nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e celebrata ogni 31 maggio, per mettere in guardia sugli effetti nocivi delle sigarette e di altri prodotti del tabacco sulla salute generale delle persone e delle comunità. A livello globale il fumo di tabacco è causa di morte di oltre 8 milioni di persone, incidendo sulla qualità e durata della vita, contribuendo all’incremento del carico di malattie croniche e dei costi sociali e sanitari. In Italia il consumo di tabacco resta una delle principali cause di morte e di malattia prevenibile.

    Per la 37^ ricorrenza della giornata, l’ATS di Pavia ha organizzato un calendario ricco di iniziative rivolte a scuole, aziende, università e comunità locali, finalizzate alla prevenzione e sensibilizzazione sui danni causati dal consumo di tabacco. In ambito scolastico, nei giorni scorsi gli studenti dell’Istituto Roncalli di Vigevano, dell’Istituto Gallini di Voghera e dell’Istituto Comprensivo di Santa Maria della Versa hanno svolto attività di raccolta di mozziconi di sigaretta; un’iniziativa analoga verrà realizzata il prossimo 5 giugno con i dipendenti dell’ATS, che raccoglieranno i mozziconi nell’area adiacente alla sede di via Indipendenza.

    Inoltre, in collaborazione con il Dipartimento Funzionale di Prevenzione dell’ASST di Pavia – Ambulatorio antifumo, la SC Promozione della Salute e prevenzione dei fattori di rischio comportamentale dell’ATS di Pavia, provvederà a organizzare e curare i seguenti eventi:

    05/06/2025 (dalle 09:00 alle 12:30) – attività di sensibilizzazione e counseling presso l’Università di Pavia, sede centrale;
    06/06/2025 (dalle 09:00 alle 12:30) – attività di sensibilizzazione e counseling presso l’Università di Pavia, sede Cravino;
    07/06/2025 (dalle 09:00 alle 12:30) – attività di sensibilizzazione e counseling presso Piazza della Vittoria, Pavia.

    Infine, proprio in occasione della giornata di venerdì 31/05, dalle 09.00 alle 10.30 l’ASST di Pavia organizza presso l’Ospedale di Broni-Stradella un ambulatorio pneumotisiologico ad accesso gratuito per l’effettuazione di 4 prime visite pneumologiche e spirometria (slot di 30 minuti) da effettuarsi presso l’Ambulatorio MAC 3° Piano – reparto di Medicina Interna. Le prenotazioni potranno essere effettuate contattando direttamente il reparto al n. 0385/582017, dal lunedì al venerdì dalle ore 14:00 alle ore 17:00.

    Secondo la dott.ssa Lorella Cecconami, Direttore generale di ATS Pavia, “Anche quest’anno ATS Pavia rinnova con convinzione il proprio impegno nella promozione della salute pubblica, mettendo in campo una serie di iniziative rivolte a studenti, lavoratori, cittadini e comunità. È fondamentale sensibilizzare in modo diffuso e continuativo sui rischi legati al consumo di tabacco, soprattutto tra i più giovani, affinché possano fare scelte consapevoli per il proprio benessere. Promuovere uno stile di vita sano significa anche educare al rispetto dell’ambiente e alla responsabilità individuale nei confronti della collettività.”

  • Lombardia, plasma e globuli rossi nelle cinque basi di elisoccorso

    Lombardia, plasma e globuli rossi nelle cinque basi di elisoccorso

    Tutte le cinque basi di elisoccorso in Lombardia (Milano, Bergamo, Brescia, Como e Sondrio) gestite da Areu a partire da oggi saranno dotate di plasma e globuli rossi a bordo, per consentire un intervento immediato in caso di shock emorragico, una delle principali cause di mortalità evitabile nei traumi maggiori, soprattutto nei giovani.

    Lo ha annunciato in una conferenza stampa a Palazzo Lombardia, l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, affiancato dal direttore generale di Areu, Massimo Lombardo e da Francesco Daminelli, anestesista rianimatore e referente della base elisoccorso di Bergamo che è stata la prima a sperimentare il progetto ‘Blood on Board’.

    “Con questa iniziativa – ha dichiarato Bertolaso – la Lombardia si pone come modello a livello nazionale, assicurando a tutti i cittadini la possibilità di ricevere una trasfusione precoce direttamente sul luogo dell’emergenza”. c

  • Lo IEO: niente più bisturi per il tumore al seno

    Lo IEO: niente più bisturi per il tumore al seno

    Una palla di ghiaccio per congelare il tumore al seno e ucciderlo. L’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano traccia l’identikit di una chirurgia oncologica che sta cambiando: sempre più soft, in questo caso ‘frozen’. Passi avanti che puntano verso il traguardo all’orizzonte: un futuro senza bisturi.

    A fare il punto sullo stato dell’arte sono stati gli specialisti dell’Irccs cresciuto sotto l’ala dell’oncologo Umberto Veronesi, ‘padre’ dell’approccio che punta a ridurre l’invasività del trattamento per il cancro al seno. Quest’anno, ha ricordato Paolo Veronesi, direttore del Programma senologia dell’Ieo aprendo il consueto appuntamento ‘Ieo con le donne’, “festeggiamo 100 anni dalla nascita di mio papà Umberto”, classe 1925, scomparso nel 2016 alla soglia dei 91 anni. La sua eredità scientifica è viva, è il messaggio rivolto alle 1.500 donne che da tutto il Paese hanno aderito all’invito dell’Istituto a riunirsi al Teatro Manzoni di Milano, dove ospite d’eccezione è stata Emma Marrone.

    La cantante, oltre ad aver condiviso la sua esperienza, ha emozionato la platea con una versione più intima di alcuni suoi successi – ‘Apnea’ e ‘Amami’ – accompagnata dalla chitarra. All’appuntamento annuale con le donne operate per tumore del seno l’Ieo ha annunciato dunque i nuovi studi clinici che mirano a ridurre al minimo l’invasività chirurgica sul corpo delle donne. “La chirurgia è il trattamento standard per le donne con tumore del seno ed è il caposaldo delle cure per questa malattia”, ha spiegato Veronesi.

    “Negli ultimi 40 anni, tuttavia, l’impegno di tutti i senologi del mondo – e in prima linea all’Ieo – si è concentrato nel ridurre al minimo l’invasività dell’atto chirurgico per ottenere il minore impatto possibile sulla vita della donna a parità di sicurezza oncologica. Vanno in questa direzione gli studi sulla chirurgia robotica o sull’eliminazione della chirurgia dopo la terapia medica preoperatoria, e i trattamenti percutanei come la crioablazione”. La cura che arriva dal gelo, per l’appunto. “E’ un intervento meno invasivo” della chirurgia classica, “perché non ha cicatrici – sottolinea a margine Franco Orsi, che all’Ieo dirige la Divisione di Radiologia interventistica – Stiamo definendo il setting ideale. Per il momento, sulla base dei dati che già abbiamo e ci dicono che è efficace, le pazienti che possono beneficiare di questo trattamento hanno dai 50 anni in su e piccoli tumori della mammella entro i 15 millimetri”.

    Tecnicamente, continua, “utilizziamo gli stessi strumenti con i quali viene fatta una diagnosi, quindi l’ecografia. Il tumore è già stato sottoposto a biopsia e di lui sappiamo vita, morte e miracoli grazie ai patologi, dobbiamo sapere qual è il nostro nemico. Poi lo eliminiamo: taglio millimetrico, inseriamo una sonda sotto guida ecografica e la posizioniamo per ricoprire il tumore con questa palla di ghiaccio. Dall’ago infatti fluisce azoto liquido, che abbassa la temperatura della sonda a -190 gradi” e avvolge nel ghiaccio “un diametro intorno ai 4 centimetri. Sfruttiamo al massimo il margine di sicurezza” intorno al tumore “e a -40 gradi, la temperatura citotossica, lo uccidiamo”.

  • Donazione organi, all’Asst Ovest Milanese il riconoscimento della Fondazione Trapianti

    Donazione organi, all’Asst Ovest Milanese il riconoscimento della Fondazione Trapianti

    L’ASST Ovest Milanese ha ricevuto ieri la “Stella” assegnata dalla Fondazione Trapianti Onlus, quale riconoscimento per l’intensa attività svolta e per l’impegno nella promozione della cultura della donazione.

    La premiazione si è tenuta ieri mattina, a Milano, a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio Regionale.
    A ricevere il prestigioso riconoscimento erano presenti il Direttore Generale Francesco Laurelli, il Direttore Sanitario Valentino Lembo, insieme al responsabile della struttura di “procurement” aziendale dott. Luca Ferla, con la dott.ssa Paola Fassini e la Coordinatrice infermieristica Gabriella Lanzillotti (nelle foto), in rappresentanza di tutta l’equipe dell’ASST Ovest Milanese che si occupa di prelievi di organi e tessuti.

    Un attestato che si aggiunge a quello rilasciato dal Centro Regionale Trapianti nelle scorse settimane.
    Nel 2024, l’attività svolta dei professionisti dell’ASST Ovest Milanese” ha consentito attraverso i prelievi di organi, per volontà espresse dai donatori, una nuova speranza di vita a 49 persone “riceventi” e ha contribuito con 621 prelievi di tessuti alla cura di oltre 4.500 pazienti.
    “Un risultato significativo e importante – commenta il Direttore Generale dell’ASST Ovest Milanese Francesco Laurelli – che sottolinea come un atto di generosità possa regalare una nuova speranza di cura a chi ne ha bisogno.

    I nostri professionisti sanitari lavorano quotidianamente, con il massimo impegno, per salvare la vita dei cittadini e dei pazienti anche nelle situazioni di emergenza più disperate. Quando però le cure intensive non riescono ad avere più alcuna efficacia, a fronte della volontà espressa da parte del donatore e confermata dai familiari, le nostre equipe sono pronte ad intervenire con tempestività per attivare i percorsi necessari per i prelievi di organi e tessuti”.

    Il Direttore Sanitario Valentino Lembo ha voluto estendere “il ringraziamento dell’intera Direzione Strategica a tutte le figure professionali dell’ASST Ovest Milanese coinvolte in queste delicate operazioni, a partire dal responsabile aziendale della struttura di “procurement” dott. Luca Ferla, e alle associazioni che quotidianamente contribuiscono a diffondere la “cultura del dono” sul territorio”.

    “Il tasso attuale delle donazioni di organi – hanno spiegato ieri i referenti del Centro Regionale Trapianti nel corso dell’evento di premiazione – consente un aumento significativo del numero d’interventi e al contempo una riduzione dei tempi d’attesa in lista. Inoltre, i tassi attuali di donazione dei tessuti consentono di soddisfare il fabbisogno regionale e di rispondere alle richieste che provengono da altre regioni e dall’estero”.

  • Salute. Un nuovo centro per la tosse cronica al Policlinico di Milano

    Salute. Un nuovo centro per la tosse cronica al Policlinico di Milano

    L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno della Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia OdV, che ha finanziato il progetto con una generosa donazione di 755mila euro.

    Grazie alla donazione di 755mila euro da parte della Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia OdV, al Policlinico di Milano è ora attivo un Centro specialistico per migliorare la diagnosi e il trattamento della tosse cronica in età pediatrica e adulta. Il nuovo Centro rappresenta un punto di riferimento anche nell’ambito della ricerca per identificare i fattori di rischio, valutare le predisposizioni genetiche ed individuare i trattamenti innovativi e la sperimentazione di nuove terapie.

    Spesso trascurata, la tosse può cronicizzarsi già dopo appena quattro settimane.
    A livello globale, il numero di persone colpite da forme persistenti è in continuo aumento, in particolare nelle aree urbane, dove l’inquinamento atmosferico compromette la salute dell’apparato respiratorio. Questo contesto favorisce l’insorgenza di patologie in cui la tosse rappresenta uno dei primi segnali da non sottovalutare. È il caso, ad esempio, delle bronchiectasie: dilatazioni anomale dei bronchi che comportano l’accumulo di muco e un maggiore rischio di infezioni polmonari ricorrenti.

    La tosse cronica non è solo un sintomo, ma può rappresentare essa stessa una vera e propria patologia. È il caso della tosse da iperreattività bronchiale, una condizione simile all’asma caratterizzata da un’eccessiva sensibilità delle vie respiratorie a stimoli di varia natura (infettivi, ambientali ecc.).

    Nei bambini, una delle cause più frequenti è la Protracted Bacterial Bronchitis (PBB), una bronchite batterica persistente che, se non adeguatamente trattata, può evolvere in danni polmonari permanenti. In ogni fascia d’età, la tosse cronica incide profondamente sulla qualità della vita, non solo di chi ne è affetto, ma anche dei familiari coinvolti nella gestione quotidiana della malattia.

    Per garantire un approccio diagnostico e terapeutico altamente specializzato, il nuovo Centro si avvale di un team multidisciplinare. Oltre a pneumologi e pediatri, sono coinvolti fisioterapisti, infermieri, radiologi, tecnici di radiologia, biologi e microbiologi con competenze specifiche nella gestione di questa condizione.

    “La pediatria e la pneumologia del Policlinico di Milano presentano un’esperienza clinica e di ricerca che consente il migliore approccio assistenziale e diagnostico-terapeutico della tosse cronica nel bambino e nell’adulto. L’idea è di sviluppare uno studio osservazionale prospettico di almeno 10 anni che consenta una raccolta dati e biobancaggio di campioni biologici per una migliore definizione della epidemiologia, la identificazione dei fattori di rischio, la definizione di fattori condizionanti la prognosi, inclusi potenziali biomarcatori” dichiara Francesco Blasi, Direttore del Dipartimento Area Medica e della Pneumologia e Fibrosi Cistica del Policlinico di Milano, Professore ord. di malattie dell’apparato respiratorio e Presidente del Comitato di Direzione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, Prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario . “Il Centro si avvale anche della collaborazione della Medicina del lavoro dell’Università degli studi di Milano per la valutazione dell’impatto dell’inquinamento atmosferico nella patogenesi della tosse cronica e con la Humanitas University di Milano, la University of Dundee (UK) e la Lee Kong Chian School of Medicine, Nanyang Technological University, Singapore, per studi particolarmente innovativi sulle interazioni tra microbioma respiratorio e intestinale”.

    “Le cause della tosse cronica in età pediatrica – sottolinea Valeria Daccò, Responsabile della Fibrosi Cistica dell’area pediatrica – differiscono da quelle degli adulti. Oltre alle condizioni più comuni, come l’asma, nei bambini possono essere coinvolte condizioni specifiche che richiedono un’attenta valutazione. È fondamentale prestare attenzione ai bambini che presentano tosse persistente, poiché solo il 20% si risolve spontaneamente, mentre nel restante 80% è possibile identificare una causa specifica e trattabile. Un ritardo nella diagnosi e nella terapia può avere conseguenze significative sulla salute respiratoria del bambino, compromettendone il benessere anche in età adulta. Per garantire un corretto percorso diagnostico e terapeutico, è essenziale seguire linee guida e protocolli dedicati in ambito specialistico”.

    Il percorso diagnostico e clinico attivato presso il Centro per la Tosse Cronica inizia con una prima visita specialistica, affidata a uno pneumologo o a un pediatra esperto in pneumologia.
    Durante questo primo incontro sono programmati gli accertamenti necessari — esami funzionali respiratori, indagini radiologiche, analisi ematologiche e microbiologiche — insieme a eventuali ulteriori approfondimenti utili a individuare le cause della tosse persistente.

    Segue la presa in carico da parte del team multidisciplinare, con visite specialistiche mirate e controlli periodici per monitorare l’evoluzione del quadro clinico.

    Il nuovo Centro si pone quindi come punto di riferimento per la diagnosi precoce, la ricerca e l’innovazione terapeutica, con l’obiettivo di migliorare il benessere dei pazienti affetti da questa patologia e delle loro famiglie.

    Oltre a questo importante finanziamento, la Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia OdV ha contribuito all’upgrade tecnologico delle attrezzature presenti nel nuovo Padiglione Sforza per lo studio e la cura della insufficienza respiratoria nell’adulto e nel bambino.

    “Si tratta di un centro di eccellenza creato per rispondere in modo concreto alla speranza di cura dei pazienti e delle loro famiglie. Una realtà che nasce anche grazie all’alleanza con la Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia per contrastare questo disturbo offrendo iter diagnostici multispecialistici e risposte innovative” commenta Matteo Stocco, Direttore Generale del Policlinico di Milano.

    “Con l’attivazione di questo Centro – aggiunge Marco Giachetti, Presidente del Policlinico di Milano – confermiamo la nostra vocazione a offrire cure sempre più specialistiche e personalizzate, capaci di rispondere in modo efficace a patologie spesso trascurate ma con un impatto rilevante sulla vita dei pazienti. È un ulteriore passo avanti verso una sanità sempre più attenta, integrata e multidisciplinare. Desidero ringraziare la Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia per il prezioso contributo: realtà come questa dimostrano quanto la collaborazione tra enti del terzo settore e strutture pubbliche sia fondamentale per rafforzare il sistema sanitario e garantire percorsi di cura all’avanguardia, accessibili a tutti.”

    “Come Presidente di LIFC Lombardia, sono orgoglioso di aver sostenuto la nascita del Centro di Eccellenza per la diagnosi e il trattamento della Tosse Cronica al Policlinico di Milano. La tosse è una costante per i pazienti con fibrosi cistica, un sintomo che conosciamo fin troppo bene e che impatta profondamente sulla qualità della vita. Chi meglio di noi caregivers o pazienti può comprendere quanto sia invalidante la tosse cronica? E chi meglio dei nostri specialisti può dedicarsi allo studio e alla cura di questo sintomo? Con questo finanziamento, LIFC Lombardia ha voluto investire in un progetto che non solo migliorerà la vita dei nostri pazienti, ma che rappresenterà un punto di riferimento per tutti coloro che soffrono di tosse cronica, adulti e bambini. Siamo convinti che questo Centro di eccellenza farà la differenza nella ricerca e nella cura di questa patologia, offrendo nuove speranze e soluzioni innovative.” Conclude Fabio Roncoroni Presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia.

  • A Roma Congresso ‘Emergenza-Rianimazione’, simulazioni e manichini ‘hi-tech’

    A Roma Congresso ‘Emergenza-Rianimazione’, simulazioni e manichini ‘hi-tech’

    (Adnkronos) – Si terrà il 18 e 19 giugno al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Roma, il Congresso nazionale teorico-pratico 'Emergenza e rianimazione', ideato e diretto da Fausto D’Agostino, medico anestesista-rianimatore e fondatore del Centro Formazione Medica (Cfm). L’evento, accreditato con 15 crediti Ecm, si distingue nel panorama formativo nazionale per l’approccio integrato tra teoria, pratica e innovazione. Il programma si articola in due giornate: la prima sarà dedicata a sessioni scientifiche, tavole rotonde e relazioni cliniche, mentre la seconda si concentrerà esclusivamente sulla simulazione pratica ad alta fedeltà, rendendo il congresso un’occasione unica per l’aggiornamento professionale degli operatori dell’emergenza sanitaria. Simulazione avanzata e manichini di ultima generazione. "Punto di forza del congresso è l’impiego di manichini intelligenti di ultima generazione, in grado di riprodurre fedelmente condizioni cliniche critiche come arresto cardiaco, trauma grave, shock settico, crisi respiratorie e molto altro. Grazie alla presenza di skill station dinamiche, i partecipanti avranno la possibilità di cimentarsi in scenari realistici, con feedback immediati e supporto da parte di tutor esperti – sottolineano gli organizzatori – I manichini sono programmabili per simulare parametri vitali in tempo reale, risposte farmacologiche, alterazioni neurologiche e perfino interazioni verbali, offrendo un’esperienza formativa immersiva e tecnologicamente avanzata. Questo approccio, ispirato ai modelli della formazione aerospaziale, consente di affinare competenze critiche in un contesto controllato ma estremamente realistico". Alla guida scientifica del congresso c’è Fausto D’Agostino, da anni impegnato nella modernizzazione della formazione medica attraverso la simulazione clinica. La sua visione è chiara: “Formare significa preparare i professionisti alla realtà. E oggi la realtà si può simulare, studiare e affrontare prima che accada davvero". Sotto la sua direzione, il Cfm è diventato un punto di riferimento nazionale per la didattica innovativa nel settore dell’emergenza-urgenza, con un focus specifico sulla medicina pratica, la multidisciplinarietà e la centralità del paziente. Ospiti istituzionali. L’apertura del congresso vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, tra cui il ministro della Salute Orazio Schillaci, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, introdotti dal giornalista Rai Gerardo D’Amico. I relatori del congresso sono esperti del settore e professori universitari: presidente onorario del Congresso è il professor Vito Marco Ranieri, professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione presso l’Università di Bari. Sarà presente anche Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, tra i principali riferimenti nazionali in ambito sanitario e scientifico.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Cardiologi ospedalieri, Massimo Grimaldi nuovo presidente Anmco

    Cardiologi ospedalieri, Massimo Grimaldi nuovo presidente Anmco

    (Adnkronos) – Massimo Grimaldi, direttore della Struttura complessa di Cardiologia dell'Ospedale regionale 'Miulli' di Acquaviva delle Fonti (Bari), è il nuovo presidente dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) che in 3 giorni (15-17 maggio) ha riunito a Rimini oltre 5mila cardiologi per il 56esimo Congresso nazionale di cardiologia ospedaliera dell'Anmco. "Inizio il mio incarico facendo seguito al professor Fabrizio Oliva – le prime parole di Grimaldi – che ha condotto in maniera straordinaria la nostra associazione negli ultimi 2 anni, e continuerò sulla strada tracciata da lui e da Furio Colivicchi perché la forza dell’Anmco sta anche nell'armonia e continuità con cui lavoriamo insieme uno dopo l'altro". Si proseguirà "certamente con la ricerca, fiore all'occhiello della nostra società scientifica – ha assicurato il neo presidente di Anmco – Abbiamo a disposizione molti centri già formati per svolgere studi con grande accuratezza, e allargheremo maggiormente il nostro orizzonte alla prevenzione primaria, uscendo un pochino dagli ospedali per cercare di anticipare le malattie perché in questo campo a parità di energia spesa possiamo guadagnare moltissimo in termini di qualità e quantità di vita degli italiani” Al termine dei lavori Oliva, past president Anmco e direttore della Struttura complessa Cardiologia 1 dell'Ospedale Niguarda di Milano, ha così commentato: "E' stato un congresso di altissimo livello, dove si è discusso delle più rilevanti tematiche in abito cardiovascolare. Abbiamo presentato i dati dello studio 'Bring-up 3 Scompenso' e del progetto di ricerca clinica e formazione 'Bring-Up Prevenzione', due lavori – ha spiegato – di cui siamo molto orgogliosi, che confermano la qualità della cardiologia italiana e quanto la ricerca osservazionale della rete ospedaliera sia fondamentale per raggiungere grandi obiettivi di ricerca continuando a migliorare la qualità delle prestazioni cliniche per cambiare il futuro dei nostri pazienti". Infine Federico Nardi, presidente designato Anmco e direttore Struttura complessa Cardiologia Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato (Alessandra): "E' per me un privilegio avere questa opportunità in una società scientifica sempre più numerosa, coesa e con prospettive future sia per i giovani che per le giovani idee che porteremo avanti sul solco già ben tracciato dai nostri presidenti. La nostra associazione, come si è potuto vedere anche in quest'ultimo congresso, è viva, pulsante come i nostri cuori e protesa verso un futuro sicuro per i professionisti e i nostri pazienti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • “Compiti delle vacanze, ogni anno 250 milioni buttati”. Veto assoluto dal pediatra

    “Compiti delle vacanze, ogni anno 250 milioni buttati”. Veto assoluto dal pediatra

    (Adnkronos) – "Ogni anno le famiglie italiane spendono un totale di 250 milioni di euro in libri per i compiti delle vacanze, con una spesa media di 40 euro ad alunno". Sono "soldi buttati" per il pediatra Italo Farnetani, storico paladino dell'estate libera da esercizi da svolgere e nozioni da apprendere: "Uno stress inutile e controproducente per i bambini e i ragazzi" che nei mesi di pausa dalla scuola dovrebbero avere un unico dovere: svagarsi, fare sport, divertirsi con genitori, parenti e amici, conoscere gente nuova e nuovi ambienti. In poche parole: riposare la mente e arricchirla con esperienze di vita. Mentre si avvicina l'ultima campanella, il medico rilancia il suo "veto assoluto ai compiti delle vacanze. Sempre e soprattuto al mare", dice all'Adnkronos Salute Farnetani, papà delle 'Bandiere Verdi' che contrassegnano le spiagge a misura di bimbo e torneranno a giorni a sventolare. E' atteso infatti per venerdì prossimo, 23 maggio, l'annuncio dei lidi vincitori per il 2025.  "Gli stessi soldi che ogni anno vengono spesi per i libri delle vacanze sarebbe più utile investirli in una pizza insieme, genitori e figli", sentenzia Farnetani, professore ordinario di Pediatria dell'università Ludes-United Campus of Malta. "Le vacanze estive senza pensieri, tantomeno didattici – spiega – sono necessarie per due motivi. Innanzitutto perché le temperature alte della bella stagione, oggi ancora più roventi complice il cambiamento climatico, sono incompatibili con l'apprendimento. E non è neanche giusto invitare allo studio nelle ore fresche – precisa l'esperto – perché al mattino l'organismo ancora non è in piena forma, specie sul piano del ragionamento".  La seconda ragione è che "bambini e adolescenti hanno bisogno di avere un tempo libero dagli impegni scolastici, sia per poter stare di più all'aria aperta – e si sa quanto sia importante il movimento, l'attività fisica – sia per arricchirsi di nuove esperienze. Devono esplorare l'ambiente, conoscere luoghi, situazioni e persone diverse. Anche con tutto questo i compiti delle vacanze sono incompatibili, oltre a essere controproducenti perché si rischia di prolungare lo stress dell'apprendimento. E' chiaro che il ruolo della scuola è fondamentale nella formazione dei giovani – chiarisce Farnetani – ma è opportuno che i ragazzi abbiano un periodo in cui possano svuotare la mente, azzerare gli impegni scolastici e coltivare quella che chiamiamo 'resilienza dalla fatica di imparare'". Una messa in modalità 'off' che, non si stanca di ripetere il pediatra, "è necessaria e imprescindibile".  "Il 23 maggio comunicheremo le nuove Bandiere Verdi che indicano le spiagge adatte ai bambini scelte dei pediatri", ricorda lo specialista. "Ecco, se i compiti delle vacanze sono sconsigliati sempre, durante la vacanza al mare sono vietatissimi – avverte – perché dobbiamo lasciare i bambini e gli adolescenti liberi di potersi immergere completamente nell'atmosfera marina, senza richiamo alcuno alla scuola. La vacanza al mare è" per Farnetani "una delle più grandi esperienze che può fare un minore, quindi per favore lasciamogliela vivere in piena libertà. Non solo sarà un arricchimento affettivo, ma sarà fonte di nuove esperienze che si riveleranno utili anche per facilitare il ragionamento quando, tornato a scuola, il bambino o adolescente sarà chiamato a capire nuove realtà".  "L'unico 'compito' che affido, la sola lezione che ammetto e che anzi consiglio è quella di nuoto", chiosa il pediatra. "Raccomando di promuovere l'attività fisica sempre e comunque, ma in particolare quando siamo al mare: preoccupiamoci che i bambini imparino a nuotare, a stare in acqua in sicurezza", è l'appello del medico. Farnetani ha condotto delle ricerche raccogliendo alcuni dati: "Solo il 30% dei minori sa nuotare in modo efficace", riferisce; "il 30% sa solo galleggiare, il 10% sa nuotare in piscina, ma non al mare, e il 30% non sa nuotare affatto. Cerchiamo allora di colmare questa lacuna", esorta l'esperto. "Non per allevare dei campioni di nuoto, ma per permettere ai ragazzi di vivere il mare in massima sicurezza. Questa – in conclusione – è l'unica lezione a cui i bambini devono assistere, l'unico compito delle vacanze ammissibile, consigliato e utile per la vita". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)