Categoria: Salute

  • Tumore al pancreas: Regione Lombardia crea rete di diagnosi e cura, ‘prima in Italia’. C’è anche Legnano

    Tumore al pancreas: Regione Lombardia crea rete di diagnosi e cura, ‘prima in Italia’. C’è anche Legnano

    Regione Lombardia ha definito l’elenco delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate identificate quali Centri Hub e Centri Spoke della Rete regionale delle ‘Pancreas Unit’. La delibera approvata in Giunta, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, individua 11 Centri Hub per la diagnosi e cura dei tumori del pancreas, i Centri Spoke per l’Oncologia medica, i Centri Spoke per l’Endoscopia Digestiva Diagnostica e Interventistica Gastroenterologia e i Centri Spoke per la Radioterapia.

    Il modello a rete consente di avere centri diffusi sul territorio che garantiscono la diagnosi, i trattamenti oncologici, endoscopici e radioterapici di questa tipologia di tumori, nelle strutture indicate come ‘spoke’. Quelle invece individuate come ‘Pancreas Unit Hub’ a decorrere dal 1° aprile 2024 saranno le uniche a poter erogare a carico del SSN gli interventi di resezione di tumore del pancreas, concentrando così l’attività in centri altamente specializzati.

    IN RICORDO DI GIANLUCA VIALLI – “Abbiamo mantenuto l’impegno di creare una specifica rete per le patologie oncologiche del pancreas – ha detto l’assessore Bertolaso – anche nel segno di Gianluca Vialli e di tutte le persone che hanno sofferto di questo male. L’obiettivo è riuscire a trattare sempre più efficacemente questo tumore che nella stragrande maggioranza dei casi ad oggi, purtroppo, non consente un’aspettativa di vita sufficiente. L’organizzazione multidisciplinare della rete permetterà ai malati di seguire un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale predefinito e integrato, erogato da centri con adeguate tecnologie, personale competente e con elevati volumi di trattamento. Continuiamo a impegnarci per contrastare questa terribile patologia con la tenacia che ci ha insegnato Gianluca”.


    ELENCO 11 PANCREAS UNIT

    MILANO

    ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Milano
    ASST Ovest Milanese – P.O. Legnano (Milano)
    Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori Milano
    IRCCS Istituto Clinico Humanitas Milano
    IRCCS Ospedale San Raffaele Milano

    BERGAMO
    ASST Papa Giovanni XXIII – P.O. Papa Giovanni XXIII Bergamo

    BRESCIA
    ASST Spedali Civili di Brescia – P.O. Spedali Civili Brescia
    Casa di Cura Poliambulanza di Brescia

    CREMONA
    ASST di Cremona – P.O. Cremona

    PAVIA
    Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo Pavia

    VARESE
    ASST Sette Laghi – Ospedale di Circolo e Fond. Macchi Varese.

  • Dolore toracico: tecnologie di precisione riducono morti e infarti. Anche al Monzino di Milano

    Dolore toracico: tecnologie di precisione riducono morti e infarti. Anche al Monzino di Milano

    La prestigiosa rivista Jama Cardiology ha recentemente pubblicato i risultati di due analisi dello studio clinico internazionale “Precise” – che vede il Centro Cardiologico Monzino come principale arruolatore a livello mondiale, oltre che unico ospedale italiano partecipante – che cambiano la pratica clinica nella gestione del dolore toracico e il rischio di infarto nelle persone che non hanno mai avuto problemi di cuore. Le analisi dei dati di 2103 pazienti arruolati fra dicembre 2018 e maggio 2021 hanno dimostrato che quando un paziente si presenta con dolore al petto, sintomo sospetto per problemi alle coronarie, l’approccio diagnostico di precisione, che prevede l’utilizzo della Tac coronarica in casi specifici ed eventualmente lo studio del parametro Ffrct (fractional flow reserve CTderived), ottiene risultati molto migliori dell’approccio tradizionale, che implica invece il ricorso a una serie di esami, fra cui la coronarografia, procedura invasiva. A distanza di un anno dall’arruolamento, nel gruppo sottoposto a procedura di precisione, si sono osservati meno decessi, meno infarti, meno coronarografie: mediamente nel paziente con sospetta malattia coronarica l’utilizzo selettivo della Tac può ridurre il rischio di morte e di infarto del 65%, evitando esami invasivi inutili.

    “Precise è uno degli studi più importanti per la gestione del dolore toracico e il rischio di infarto dell’ultimo decennio – commenta Gianluca Pontone, Direttore del Dipartimento di Cardiologia Peri Operatoria e Imaging Cardiovascolare del Monzino, Principal Investigator per il Monzino di Precise – I suoi straordinari risultati erano già stati presentati al congresso dell’American Heart Association nell’aprile 2022 ed ora la pubblicazione su Jama Cardiology decreta l’entrata ufficiale di Tac Cardiaca e Ffrct nella pratica clinica. Ffrct è un’analisi, che il Monzino ha iniziato ad usare e a sviluppare sin dal 2013, che si effettua in caso di Tac positiva, per capire se i restringimenti riscontrati nelle arterie hanno effettivamente la capacità di causare una ischemia, cioè un’ostruzione rilevante al flusso di sangue. Finalmente abbiamo un percorso chiaro ed efficiente per risolvere il grande problema del dolore toracico, che causa sofferenza e stress ai pazienti e pressione su gli ospedali e i Pronto Soccorso. Si calcola che solo negli Usa si effettuino 4 milioni di test ogni anno per indagare l’origine del dolore al petto. La maggioranza di questi esami è inutile e sottrae risorse e personale ai sistemi sanitari. Un problema che in Italia in questi giorni è particolarmente attuale”.

    In sintesi oggi quasi tutti i soggetti che si presentano con dolore al torace o al braccio vengono sottoposti a esami che vanno, a seconda dei Paesi e le tradizioni locali, dal test da sforzo all’ecocardiogramma fino alla coronarografia, pressoché indipendentemente dal loro rischio individuale di malattia coronarica. Questo avviene perché gli attuali score clinici del rischio (età, genere, stili di vita?) sono disomogenei e poco performanti. Nessun cardiologo quindi osa aspettare a procedere con gli esami diagnostici di fronte al ‘doloretto’: è difficile mandare a casa un paziente senza fare nulla, nell’incertezza di ciò che può succedere. “L’idea dello studio Precise nasce dall’esigenza di superare l’incertezza gestionale dei medici di fronte al mare magnum del dolore toracico, o angina. Grazie alle tecnologie di precisione abbiamo trovato la soluzione che prevede che tutti i medici applichino un unico score clinico (Pmrs) e lo utilizzino per decidere cosa fare. Se il Pmrs è basso il paziente non fa nulla, se è alto viene sottoposto a Tac cardiaca e, se risulta necessario, i dati della Tac vengono anche analizzati con Ffrct Questa procedura è oggi validata e i medici possono applicarla senza timori. Anzi, nella certezza di fare il bene del paziente”, conclude Pontone.

  • Tumori: mortalità ancora in calo

    Tumori: mortalità ancora in calo

    Mortalità per cancro in calo in Europa. I tassi di mortalità standardizzati per età per tumore diminuiranno del 6,5% negli uomini, passando da 132 per 100.000 nel 2018 a 123 per 100.000 nel 2024, e del 4% nelle donne, passando da 82,5 a 79 per 100.000. Ancora più marcata la riduzione nel Regno Unito, dove per il 2024 si prevede una diminuzione della mortalità di quasi il 14% negli uomini, passando da un tasso di 120 a 104 per 100.000, e del 10% nelle donne, passando da 92,5 a 83 per 100.000. La stima arriva da uno studio, coordinato dall’Università degli Studi di Milano assieme all’Università di Bologna e sostenuto da Fondazione Airc, pubblicati sulla rivista ‘Annals of Oncology’. Tuttavia, a causa dell’invecchiamento della popolazione – chiariscono i ricercatori – nell’Ue si prevede un aumento del numero di decessi per tumore da 675.265 nel 2018 a oltre 705.100 nel 2024 negli uomini, e da 535.291 a oltre 565.700 nelle donne, arrivando a 1.270.800. Nel Regno Unito si stima un aumento da 91.059 a 92.000 negli uomini e da 79.631 a 80.900 nelle donne, per un totale di 172.900 morti attese per il 2024. I ricercatori hanno, inoltre, calcolato il numero di decessi per tumore evitati tra il 1989 e il 2024, ipotizzando che i tassi rimanessero costanti rispetto ai livelli del 1988. Si stima che complessivamente sono stati evitati 6.183.000 decessi nell’Ue (4.244.000 negli uomini e 1.939.000 nelle donne) e 1.325.000 nel Regno Unito (899.000 negli uomini e 426.000 nelle donne).

    Il cancro del polmone si conferma un ‘big killer’. Sebbene si registri un andamento favorevole negli uomini, questo tumore è caratterizzato dai tassi più elevati per entrambi i sessi, sia nell’Unione Europea che nel Regno Unito. Per il 2024 i ricercatori stimano tassi di mortalità di 28 uomini e 13,6 donne ogni 100.000 abitanti nell’Ue, con una riduzione rispetto al 2018 del 15% negli uomini e nessuna nelle donne. Nel Regno Unito si stimano tassi di mortalità per il cancro ai polmoni di 19 uomini e 16 donne ogni 100.000, con una riduzione del 22% negli uomini e del 17% nelle donne rispetto al 2018.

    Sia nell’Ue che nel Regno Unito, attualmente, il cancro al colon-retto è per gli uomini la seconda causa di morte dopo il tumore ai polmoni e per le donne la terza causa di morte dopo il tumore alla mammella e ai polmoni. Gli andamenti di mortalità per questo tipo di tumore sono favorevoli, tranne che nelle donne nel Regno Unito. Nell’Ue, per il 2024 si stima una diminuzione, rispetto al 2018, di mortalità per tumore al colon-retto del 5% negli uomini, con un tasso previsto di 15 per 100.000, e del 9% nelle donne, con un tasso di 8 per 100.000. Nel Regno Unito si prevede un calo del 3% negli uomini, con un tasso di 14 per 100.000, mentre i numeri resteranno stabili nelle donne, con un tasso di 10 per 100.000. “I tassi di mortalità tendono a diminuire nei Paesi con un migliore accesso ai programmi di screening e diagnosi precoce. Tuttavia l’aumento della mortalità tra i giovani è preoccupante”, commentato Carlo La Vecchia, docente di Statistica medica ed Epidemiologia alla Statale di Milano. Gli andamenti di mortalità per tumore alla mammella continuano a essere favorevoli nell’Ew e nel Regno Unito.

    Nel 2024 si prevede una diminuzione del 6% nell’Unione, passando da 14 per 100.000 donne nel 2018 a 13 nel 2024, e dell’11% nel Regno Unito, passando da 15 a 13 per 100.000 donne. “I progressi nella diagnosi del tumore alla mammella hanno un ruolo fondamentale nel sostanziale calo dei tassi di mortalità, ma i progressi nei trattamenti e nella gestione della malattia sono le ragioni principali dell’aumento del numero di persone che sopravvivono”, sottolinea Eva Negri, docente di Epidemiologia ambientale e medicina del lavoro al Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna e co-leader della ricerca. Il tumore al pancreas è l’unico per cui non si prevede un andamento favorevole nella mortalità nell’Unione Europea (ma non nel Regno Unito) per entrambi i sessi. Rappresenta oltre il 3% delle nuove diagnosi di tumore in Europa, ma circa il 7% dei decessi per cancro, ed è la quarta causa di morte per tumore. Si prevede che i tassi di mortalità nell’Ue aumenteranno dell’1,6% negli uomini e del 4% nelle donne. Le tendenze sono migliori nel Regno Unito, dove si stima un calo del 7% negli uomini e del 2% nelle donne. “Il fumo è il principale fattore di rischio per il cancro al pancreas, ma spiega solo in parte l’aumento dei tassi di mortalità. Anche il sovrappeso, l’obesità, il diabete come anche l’eccessivo consumo di alcolici possono avere un ruolo importante”, afferma Negri

  • Magenta, Sanità. Al Santa Crescenzia anche un ambulatorio dedicato ai problemi della fertilità di coppia

    Magenta, Sanità. Al Santa Crescenzia anche un ambulatorio dedicato ai problemi della fertilità di coppia

    La costante tensione verso il miglioramento delle prestazioni offerte ai pazienti, ma più ancora, la volontà d’incrociare bisogni che diversamente, sarebbero ben difficilmente soddisfabili sul territorio, a meno, appunto, di lunghe trasferte.

    E’ la ‘filosofia’ del Poliambulatorio Medico Santa Crescenzia di Magenta diretto dal dottor Andrea Rocchitelli. Avere, potremmo dire in estrema sintesi, l’eccellenza medica sotto casa.

    Un valore aggiunto non di poco conto in un’epoca in cui la Sanità pare aver perso la sua prima ‘trincea’ costituita da medici di medicina generale, ma che acquista un significato ancora più particolare, quando, ci soffermiamo su tematiche così delicate, com’è quella dell’infertilità di coppia.

    D’altronde, in un Paese che fa sempre meno figli e che è ormai tra i più vecchi d’Europa e non solo, in assoluto, trovare il modo di accompagnare e orientare chi invece un figlio lo vorrebbe eccome, è senza dubbio una gran bella cosa. In primis, sotto il profilo etico.

    Ed è quanto si propone di fare l’ambulatorio che aprirà i battenti sabato 3 Febbraio, presso il Santa Crescenzia.

    A guidarlo Andrea Rocchitelli ha chiamato una figura esperta, dal lungo curriculum e che può davvero, alzar ancor di più l’offerta sanitaria presente nel Magentino.

    Il dottor Cesare Taccani, Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Specialista in Medicina della Riproduzione ed Endocrinologia ginecologica è la figura che ormai da anni si occupa di queste tematiche così importanti per una famiglia, ma che come detto hanno ricadute su tutta la società.

    Taccani è Responsabile del Centro ProVita di Novara che fin dal 2007 è attivo sul fronte della procreazione assistita. (vedi http://www.centroprovita.it/).

    Prendiamo a prestito le parole che troviamo sulla home page del centro della città di San Gaudenzio per ben descrivere la tematica in oggetto: “Il “problema” sterilità non è semplice da affrontare poiché non basta spiegare la terminologia medica, le tecniche, le terapie farmacologiche per esaurire l’argomento.

    Il Centro ProVita ha sempre posto come priorità quella di considerare ogni paziente come persona “unica e speciale” con la quale interagire e trovare la migliore soluzione per coronare il sogno di diventare genitore.
    L’immensa gioia che si rinnova ogni qualvolta vediamo un bimbo accanto ai nostri pazienti rappresenta il colore della vita e il vero senso della nostra professione”.

    In definitiva il compito non di poco conto, che sta dietro al nuovo ambulatorio che si accinge ad aprire i battenti, presso il Santa Crescenzia è racchiuso esattamente in queste parole.

    E’ quanto ci ha spiegato il dottor Taccani perché la prima cosa da fare quando s’incontra una coppia è capire di quale trattamento abbia realmente bisogno.

    “Oggi viviamo in una società che va sempre più di corsa e che ha finito per posticipare alcune date essenziali nel percorso di una donna e, più nel complesso, di una famiglia. Unico piccolo particolare, l’orologio biologico femminile non è cambiato, il timer verrebbe da dire è sempre lo stesso…”.

    E allora pensare di avere un figlio sopra i 40 anni e oltre (*il timer è posto a 43 ndr) in modo naturale, diventa un’autentica impresa. Ma non per questo si deve rinunciare alla gioia del diventare genitori.

    Il dottor Taccani si occupa delle differenti tecniche di inseminazione, piuttosto che di fecondazione eterologa maschile, che effettua personalmente presso la Clinica ProCrea di Lugano e della preparazione per l’ovodonazione che esegue personalmente presso la Clinica Le Betulle di Appiano Gentile.

    Sono argomenti tecnici sui quali torneremo in seguito, ma tutti uniti da un unico comune denominatore: la “passione per la vita”.
    Al Santa Crescenzia inizia così una nuova avventura che molto potrà dire e, soprattutto, dare alla Persona, oltre il semplice campo medico scientifico.

  • Gaetano Nastri (Fdi) premia in Senato il 17enne novarese Tommaso Caligari, che ha ideato una diagnosi veloce del Parkinson

    Gaetano Nastri (Fdi) premia in Senato il 17enne novarese Tommaso Caligari, che ha ideato una diagnosi veloce del Parkinson

    “Poter premiare Tommaso qui in Senato é per me un motivo di grande orgoglio perché reputo fondamentale far conoscere e sviluppare le nuove formidabili tecnologie create dai nostri giovani geni affinché possano essere messe a servizio delle nostre comunità. Scoperte ingegnose come questa rappresentano un patrimonio immenso per il nostro servizio sanitario nazionale che costituisce un presidio imprescindibile del nostro sistema sociale e offre prestazioni di assoluta qualità che non hanno da invidiare a nessun altro paese.

    Le potenzialità del nostro capitale umano, il genio italiano fatto di invenzioni e di sogni meritano di essere sostenuti da un adeguato livello di investimenti in ricerca da considerare non solo come investimenti strategici per il nostro ma come moltiplicatori di ricchezza in grado di assicurare alla giovane generazioni in futuro più prospero e più Sostenibile. Puntare su questi aspetti ci permetterebbe anche di invertire il trend negativo che vede sempre più under 30 fare la valigia per andare all’estero per trovare porte più aperte retribuzioni migliori”.

    Lo dichiara il senatore questore di Fratelli d’Italia, Gaetano Nastri, a margine del Convegno da lui organizzato a palazzo Madama dal titolo “La malattia di Parkinson: tra diagnosi, terapia e ricerca”.

    Tommaso Caligari è uno studente di Novara di 17 anni. E’ stato premiato per un suo progetto di diagnosi precoce che riguarda il morbo di Parkinson. Che si chiama Parkinson Detector e studia attraverso due telecamere poste una di fronte all’altra il cammino del paziente. Analizzando eventuali alterazioni degli arti superiori che sono impercettibili all’occhio umano. In particolare l’angolo di oscillazione tra spalla e gomito. Poi un algoritmo compara i dati ed emette il responso. Caligari ha lavorato al suo progetto in ricordo del nonno Sergio.

  • Magenta, una bella notizia per la Sanità del territorio: il dottor Miramonti primario alla Multimedica di Castellanza

    Magenta, una bella notizia per la Sanità del territorio: il dottor Miramonti primario alla Multimedica di Castellanza

    Una gran bella notizia per la sanità del nostro territorio. Il dottor Marco Miramonti, medico chirurgo, specialista in chirurgia vascolare, magentino doc e amante del nostro territorio – ora vive nelle campagne del Parco del Ticino in quel di Castelletto di Cuggiono, con sua moglie, anche lei medico anestesista all’Humanitas di Rozzano e la loro figlia 12 enne – è diventato dall’inizio dell’anno, Responsabile U.O. della Chirurgia Vascolare, presso l’Ospedale Multimedica di Castellanza, un polo d’eccellenza sanitario nel comparto dell’est Ticino – Alto Milanese.

    L’incarico a Miramonti è importante, non solo perché è una bella soddisfazione per Magenta, ma più ancora, perché il medico professionista, classe ’77, riceve tutti i mercoledì pomeriggio, presso il Poliambulatorio Santa Crescenzia, di cui è a sua volta, ormai una colonna portante, avendo iniziato la sua collaborazione da dieci anni a questa parte.

    Miramonti, prima di arrivare a Castellanza, ha prestato servizio sempre per conto sempre della Multimedica a Sesto San Giovanni, per oltre quindici anni.

    “Sicuramente il tornare nel mio territorio anche sotto il profilo professionale per me è motivo di soddisfazione – spiega Ticino Notizie – sono molto attaccato alla nostra zona, con una popolazione numerosa e ancora in forte espansione. Siamo uno degli ultimi ‘polmoni verdi’ della provincia di Milano. Perciò anche sotto il profilo dei pazienti da seguire nei prossimi anni continueremo ad assistere ad una crescita esponenziale”.

    Una riflessione affatto banale’ quella del medico del Santa Crescenzia, perché mai come oggi con la medicina di base sul territorio in forte difficoltà, diventa strategico un altro termine “accompagnamento”.

    “Oggi – concorda Miramonti – non essendoci più, o comunque, molto di meno, il filtro del medico di base, è un valore aggiunto avere dei medici di riferimento per le diverse specialità”.
    Ed è quanto offre il Santa Crescenzia non solo con Miramonti ovviamente.

    Ma la sua è una disciplina medico specialistica sempre più importante, ancor più in prospettiva, con l’aumento della popolazione anziana e la crescita dei ‘cronici’.

    “La chirurgia vascolare – aggiunge lo specialista – varia dalle diverse patologie arteriose sino al trattamento delle varici o al fenomeno delle cosiddette ‘gambe pesanti’. Quest’ultimo è un tema più legato alla qualità della vita ma che ha la sua importanza per il benessere della persona. Quello che voglio sottolineare è come nel mio settore, in linea di principio, la prevenzione sia essenziale”.

    Perché mai come in quest’ambito clinico la prevenzione può davvero salvare vite umane.

    “Come ben sappiamo purtroppo le patologie vascolari sono in aumento – prosegue Miramonti – vuoi per i cattivi stili di vita, vuoi perché soprattutto tra la popolazione più anziana, far arrivare certi messaggi diventa più complicato.”

    Eppure, il grande vantaggio della Chirurgia Preventiva è che può davvero fare la differenza. Eseguire tutti gli anni un eco doppler delle carotidi, diciamo dai 60 anni in su, così come un eco color doppler della aorta addominale può voler dire davvero tanto, specialmente, quanto c’è un’ereditarietà di fondo.

    “In questi casi spiace dirlo – rimarca Miramonti – il follow up è essenziale, mi verrebbe da dire insostituibile. Perché su queste patologie, il Dna si fa sentire parecchio, in pratica, non lascia scampo”.

    Ma, come detto, siamo in un campo della Medicina dove si stanno facendo passi in avanti davvero notevoli, con la chirurgia mini invasiva e la sfida del domani che sarà appunto quella della Genetica 3.0.

    Però, se si fanno gli opportuni controlli, se si fanno propri certi comportamenti, allora, anche certi interventi possono essere programmati senza dover agire in emergenza con tutti i rischi del caso.

    “Indubbiamente – chiarisce il dottore- anche da noi, purtroppo, esiste la medicina d’urgenza e come sempre, ci può stare l’irreparabile o meglio, quello che non è preventivabile. Però, in linea di massima, anche rispetto, per esempio, al rischio di un aneurisma aortico, se si lavora sul ‘fattore tempo’ questi possono essere monitorati costantemente e, quindi, prevenuti”.

    Dunque, ci par di capire dalle parole del nostro intervistato che gli strumenti e le competenze davvero non manchino.

    E’ per questo che il dottor Miramonti indugia ancora a lungo sulla questione dei corretti messaggi che debbono fare breccia tra i cittadini.

    “Indubbiamente c’è un tema culturale e generazionale. Per fortuna, da questo punto di vista, debbo riconoscere che le nuove leve sono molto più attente e recepiscono meglio questi messaggi. Ho pazienti di 35 anni che vengono per dei controlli, benché siano in buono stato di salute. Questo è un bel segnale”.

    Ma c’è l’altra faccia della medaglia legata, come anticipato, alle generazioni un po’ più ‘âgé’ (per dirla alla francese) qui, queste ‘esortazioni’ fanno fatica ad entrare in testa.

    “E’ una sfida culturale contro i famosi fattori di rischio: aumento dei soggetti con ipertensione, colesterolo alto, soggetti diabetici, il fenomeno dell’obesità di cui sarebbe opportuno parlarne di più, onde evitare di trasformarci nei nuovi USA sotto questo punto di vista…”.

    Gli stimoli lanciati dallo specialista della Multimedica di Castellanza e del Poliambulatorio Santa Crescenzia diretto dal dottor Andrea Rocchitelli, sono davvero parecchi e di sostanza.

    “Cuore malato, arterie malate” un vecchio adagio medico che il dottor Miramonti fa suo e rilancia e che ha una doppia valenza: da un lato, il fatto che spesso il Chirurgo Vascolare si trova a doversi interfacciare con il Cardiologo, dall’altro, il fatto che il rischio per questi pazienti è duplice: non solo infarto, tanto per intenderci ed esemplificare, ma anche la possibilità di un ictus dietro l’angolo.

    “Io resto fiducioso – chiosa il medico – perché vedo maggior consapevolezza tra i soggetti meno anziani, anche perché le patologie che mi capita di trattare spesso sono silenti, asintomatiche, dunque, le verifiche constanti e puntuali sono necessarie. D’altra parte, dico anche che dobbiamo tenere alto il nostro orgoglio mediterraneo che parte da una dieta sana a tavola, che è il primo punto di partenza”.

    Da ultimo, per i ‘distratti’ c’è un dato che Miramonti tiene a ricordare: “Bene le campagne contro il fumo, bene tutto ciò che è prevenzione in ambito oncologico, ma non dimentichiamoci mai che nel nostro Paese la prima causa di morte restano ancora le malattie cardiovascolari….”.

    Come dire, che se il tumore fa paura, dovrebbero farne molto di più le seconde, con il vantaggio non di poco conto, che approcciate in un certo modo nei tempi dovuti e con l’accompagnamento di un medico specialista competente, possono essere gestite molto ma molto meglio.
    Basta volerlo e diventarne sempre più consapevoli.

  • Regione Lombardia, via libera allo psicologo di base

    Regione Lombardia, via libera allo psicologo di base

    Via libera in Lombardia alla legge che istituisce lo psicologo di base. L’ok è arrivato nella seduta di ieri del Consiglio regionale. Il provvedimento, composta da 8 articoli, introduce il servizio di psicologia delle cure primarie all’interno della rete territoriale delle strutture di prossimità, tra cui le Case di comunità, aumentando la capacità del sistema sociosanitario di intercettare precocemente situazioni di disagio psicologico, si spiega in una nota regionale. Il nuovo servizio opererà in stretta cooperazione con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le altre figure specialistiche della sanità, con il coordinamento dell’area di psicologia delle Asst. La legge stanzia un finanziamento complessivo di 36 milioni di euro suddiviso sul triennio 2024-2025-2026 (12 milioni per ciascun anno). “La cura della mente merita la stessa importanza e attenzione attribuita alla cura del corpo e, quindi, deve trovare una risposta immediata nella medicina di primo livello. È questa la premessa su cui si basa il nuovo servizio di psicologia delle cure primarie”, sottolinea Patrizia Baffi (Fratelli d’Italia), relatrice e prima firmataria del provvedimento. Quella che si mette in campo, assicura, “è un’offerta che risponde alle necessità dei più fragili, che mette al centro la persona e i suoi familiari, che offre un percorso di prevenzione, che completa un quadro normativo innovativo a vantaggio dei cittadini lombardi e della loro salute”. Il servizio potrà svolgere azioni di prevenzione, diagnosi e intervento precoce rispetto alle diverse forme di disagio psicologico; orientamento e accompagnamento ai servizi specialistici di secondo livello, ai servizi sociosanitari e sociali; interventi di consulenza e supporto psicologico per le forme di sofferenza psicologica per le quali non è necessario ricorrere a interventi specialistici. Prevista anche l’istituzione di un Osservatorio per il monitoraggio dell’assistenza psicologica prestata dal servizio di psicologia delle cure primarie.

    “Nella fase di attivazione delle Case e degli Ospedali di comunità, l’istituzione di questo servizio è particolarmente importante perché rafforza e implementa l’offerta di queste strutture territoriali, garantendo alle nostre comunità una figura e una tipologia di assistenza oggi sempre più importante”, sottolinea il vice presidente della Commissione Sanità Roberto Anelli (Lega). “Penso in particolare al mondo della scuola, ai giovani e agli adolescenti e alle famiglie, dove il supporto dello psicologo in molti casi può svolgere un ruolo e una funzione di grande utilità”. “Siamo soddisfatti – aggiunge il consigliere segretario Maria Carmela Rozza (Pd) – per l’approvazione di una legge nata da un lavoro bipartisan. Lo psicologo delle cure primarie, che diventerà anche una figura di supporto per medici di base e pediatri di libera scelta, sarà attivo nelle case di comunità, questo per rendere accessibile a tutti il servizio psicologico, essenziale per il crescente e sempre più diffuso disagio psichico, soprattutto fra i giovani. Un risultato positivo, dunque. È la dimostrazione che quando nelle istituzioni le maggioranze si pongono in ascolto delle opposizioni si raggiungono obiettivi comuni e si danno risposte ai cittadini”. L’Aula ha inoltre approvato con voto segreto l’emendamento presentato da Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale) che incrementa di 3 milioni e 700 mila euro la consistenza patrimoniale della Fondazione regionale per la ricerca biomedica (Frrb) per garantire la continuità dei progetti di ricerca anche nell’ambito della salute mentale. Via libera anche all’Ordine del giorno presentato da Claudia Carzeri (Forza Italia) per favorire il dialogo tra lo psicologo delle cure primarie, le reti antiviolenza e le Forze dell’ordine con l’obiettivo di arginare e intercettare la piaga sociale della violenza di genere.

  • Bertolaso: basta ‘gettonisti’ in Lombardia, 851 medici rispondono al bando per i Pronto Soccorso

    Bertolaso: basta ‘gettonisti’ in Lombardia, 851 medici rispondono al bando per i Pronto Soccorso

    Sono 851 le domande pervenute dai medici per il bando dedicato ai liberi professionisti per l’Emergenza Urgenza intraospedaliera gestito da AREU scaduto lo scorso 20 gennaio. “È un segnale molto importante – ha detto l’assessore al Welfare Guido Bertolaso a margine del Consiglio regionale – che conferma la validità della nostra decisione di mettere un freno immediato al ricorso alle cooperative di gettonisti. Siamo stati la prima Regione a farlo”.

    “Abbiamo bandito questo primo avviso – ha proseguito – per i medici che devono lavorare nel campo dei Pronto soccorso e dell’emergenza-urgenza, gli anestesisti e tutti quelli che si devono occupare dei codici ‘minori’. Avevamo bisogno, spalmati nell’arco di tutto l’anno, della copertura di 235 posti in questa particolare specialità e abbiamo ricevuto 851 domande. Quindi mi pare che possiamo tranquillamente considerarlo un grande successo. Primi in Italia abbiamo deciso di interrompere questa vergognosa vicenda dei gettonisti e delle cooperative. Abbiamo sempre ritenuto che fosse la cosa più immorale possibile e immaginabile vedere dei medici lavorare nei Pronto soccorso e nelle sale operatorie, in quelle che sono le situazioni più critiche, con stipendi molto bassi e ingiusti, come pure che fosse assolutamente ignobile che al fianco di questi colleghi ci fossero medici che per 12 ore di lavoro guadagnano 1.500 euro.

    Sappiamo benissimo che molti di questi ‘gettonisti’ lavorano la notte in un ospedale guadagnando 1.500 euro, poi ‘smontano’ per andare in un altro ospedale e lavorano durante la giornata, lo hanno dichiarato loro stessi, guadagnando altri 1.500 euro. In due o tre giorni, questi signori, senza preoccuparsi dei livelli di stanchezza, stress e possibile distrazione, guadagnano quei 5-6.000 euro che poi permettono loro per il resto del mese di fare altro. Questo può accadere in una situazione di libero mercato in strutture che però non possono essere pubbliche”.

    “Quando ho detto che avremmo chiuso questa vicenda – ha continuato l’assessore – ho sempre sostenuto che era un messaggio forte e chiaro di totale supporto a tutti coloro che oggi lavorano begli ospedali pubblici. Anche oggi dico loro di non mollare. Questo numero, inaspettato, di risposte conferma che abbiamo un po’ di credibilità”. Ai primi di febbraio scadranno alcune cooperative e Areu sta già verificando le domande pervenute e iniziando le procedure di selezione.

    “Subentreranno ai ‘gettonisti’ – ha continuato Bertolaso – i medici che si sono detti disponibili a ‘tornare’ a casa e che oggi hanno capito che stiamo ridisegnando la sanità pubblica. Con il ministro Schillaci siamo d’accordo che saranno rivisti anche gli stipendi di coloro che gli ospedali non li hanno mai lasciati”.

    LE COOPERATIVE – Bertolaso, parlando con i giornalisti, ha fatto anche un affondo, sulle cooperative che prevedono contratti con penali “pesantissime per chi avesse lasciato la cooperativa e fosse andato a lavorare negli stessi ospedali dove magari avevano lavorato da gettonisti”. Per l’assessore non è assolutamente legale “Tanto è vero che siamo pronti a denunciare tutti quelli che pensano di andare avanti con questo genere di procedura”.

    “Non stiamo parlando di concorrenza, perché noi non siamo concorrenti di una cooperativa. Pensate – ha precisato – a quando mister Luciano Spalletti ha lasciato il Napoli per andare ad allenare la Nazionale. Qualcuno aveva detto che non poteva, dimenticandosi che la Nazionale non è né la Juventus né l’Inter né la Roma, è qualcosa di superiore, forse di più nobile e più importante. Lo stesso ragionamento vale per i medici. I gettonisti oggi tornano nell’ambito della struttura pubblica, negli ospedali dello Stato, in quello che prevede la Costituzione come assistenza gratuita a tutti i concittadini. Quindi da questo punto di vista il tema non si pone”.

    Nei prossimi giorni, Regione Lombardia aprirà bandi anche per altre specialità perché servono “pediatri e psichiatri, in particolare, anche se con numeri decisamente inferiori”.

    “Diciamo a chiare lettere che qualsiasi penale prevista nei contratti che i contrattisti avevano firmato in passato con le cooperative non ha assolutamente alcun valore giuridico e legale. Noi tuteleremo coloro i quali decideranno di tornare ‘a casa’, nel caso in cui le cooperative volessero rivalersi da un punto di vista giuridico o quello che sia. Quindi quelli che decidono di correre questa sfida saranno completamente tutelati e protetti rispetto al lavoro che dovranno fare”.

    Il bando era rivolto agli specialisti in Anestesia, Rianimazione, Terapia intensiva e del dolore, specialisti in Medicina d’emergenza urgenza, medici in formazione specialistica in tutte le discipline e medici non specialisti. Regione Lombardia completerà a breve le procedure finalizzate alla predisposizione di un elenco di medici idonei cui conferire incarichi libero professionali per i servizi di Anestesia e Rianimazione, Pronto Soccorso e Ambulatori per i ‘codici minori’.

  • Ricerca: Alzheimer, un test del sangue potrebbe svelarlo quindici anni prima

    Ricerca: Alzheimer, un test del sangue potrebbe svelarlo quindici anni prima

    Un semplice esame del sangue potrebbe rilevare il rischio di Alzheimer fino a 15 anni prima che insorgano i sintomi della malattia, aprendo la prospettiva di uno screening nazionale al quale sottoporre la popolazione over 50.

    Una svolta contro la forma più diffusa di demenza. Il test misura i livelli di proteina p-tau217, spia dei cambiamenti che avvengono nel cervello durante l’Alzheimer.

    Messa a punto dalla società ALZpath e già disponibile in commercio – si legge sul quotidiano britannico ‘Independent’ – l’analisi potrebbe identificare le persone con probabilità alta, intermedia o bassa di sviluppare la patologia, escludendo potenzialmente la necessità di ulteriori indagini più invasive.

  • Malati oncologici: da Regione Lombardia 1 milione per le parrucche

    Malati oncologici: da Regione Lombardia 1 milione per le parrucche

    La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini ha approvato il rifinanziamento con un importo complessivo pari a un milione di euro della misura relativa al contributo finalizzato all’acquisto di parrucche e protesi tricologiche in favore dei pazienti sottoposti a terapia oncologica.

    “Per Regione Lombardia – sottolinea l’assessore Lucchini – la qualità della vita e l’inclusione sociale delle persone sottoposte a terapia oncologica, chemioterapiche e radioterapiche restano prioritari. Vedersi meglio per sentirsi meglio è una strategia per far fronte al disagio e alla solitudine che spesso si accompagnano alla malattia.
    Con questo contributo, fino a 250 euro a persona per l’acquisto della parrucca e fino a 400 euro a persona per le protesi tricologiche – prosegue la responsabile della Famiglia – vogliamo sostenere i pazienti che intendono far fronte a uno degli effetti collaterali più comuni come l’alopecia e dimostrare loro un’adeguata attenzione al loro percorso di cura”.

    DESTINATARI – Persone sottoposte a terapie oncologiche chemioterapiche/radioterapiche.

    RISORSE – Contributo massimo di 250 euro a persona per l’acquisto della parrucca. Contributo massimo di 400 euro a persona per protesi tricologica.

    AZIONI – Richiesta mediante la piattaforma Bandi e servizi da parte degli interessati. Possibilità per gli Enti del Terzo settore, con almeno tre anni di esperienza nell’assistenza alle persone con patologie oncologiche, di presentare domanda di contributo per le parrucche, fornite direttamente a chi le richiede.