Categoria: Salute

  • L’intelligenza artificiale per la cura del tumore al pancreas

    L’intelligenza artificiale per la cura del tumore al pancreas

    L’intelligenza artificiale può interpretare le immagini tac del pancreas, vedendo un tumore duttale che il Radiologo può non riuscire a diagnosticare perché troppo piccolo. È questo il principio guida del progetto di sperimentazione in corso all’Ospedale Cardarelli di Napoli, sviluppato insieme al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Il carcinoma duttale del pancreas ad oggi in Italia registra circa 14.300 nuove diagnosi e presenta un’aspettativa di vita estremamente esigua, se confrontata con altre patologie oncologiche. Difatti solo il 3% dei pazienti sopravvive alla malattia a 10 anni dall’esordio e molti pazienti sono inoperabili già quando sviluppano i sintomi. L’esame Tac consente una diagnosi accurata del carcinoma duttale del pancreas ed è la metodica diagnostica indicata nel sospetto clinico di questa patologia. Purtroppo anche con l’utilizzo di apparecchiature TC di ultima generazione, nel 27% dei casi le neoplasie di dimensioni inferiori a 2 centimetri possono non essere correttamente diagnosticate.

    Con l’obiettivo di migliorare la performance della metodica in questo ambito, ai fini della individuazione precoce del cancro pancreatico, i Radiologi del Cardarelli hanno elaborato un algoritmo di lettura delle immagini TAC, sottoponendo un gran numero di esami TAC del pancreas all’intelligenza artificiale. Il risultato è in corso di valutazione da parte degli Ingegneri e dell’Equipe Radiologica, ma i primi dati appaiono estremamente promettenti. L’inserimento dell’intelligenza artificiale in questo ambito diventerà a nostro parere fondamentale per fornire con maggiore sicurezza ai Chirurghi le informazioni necessarie sull’effettuabilità dell’intervento chirurgico. Dice Luigia Romano, Direttore dell’UOC Radiologia Generale e di Pronto Soccorso del Cardarelli “Ci sono molte sperimentazioni in corso in questi anni sull’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nella diagnostica per immagini.

    La grandissima esperienza diagnostica della nostra Unità Operativa ha fatto nascere la partnership con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università Federico II, con l’obiettivo di migliorare la nostra capacità di fornire risposte ai cittadini. I primi riscontri ci sembrano estremamente interessanti e promettenti e già oggi l’intelligenza artificiale ci permette di fornire valutazioni innovative rispetto a quelle tradizionali”.

    Il progetto è stato presentato nel corso del Convegno per i 25 anni della Federazione Italiana Aziende Sanitarie ed Ospedaliere (FIASO) in corso a Roma in questi giorni. Nello stesso contesto l’Ospedale Cardarelli ha presentato altri tre diverse esperienze di alto rilievo: il protocollo innovativo per il trattamento farmacologico dell’ICTUS già nella fase diagnostica, realizzato dalla UOC di Neurologia; il monitoraggio ospedale-territorio della Broncopneumopatia, realizzato dalla UOC di Pneuomologia; il miglioramento dell’efficienza nel trattamento dei pazienti, realizzato dall’UOC di Neurochirurgia. Dice Antonio d’Amore, Direttore Generale dell’AORN Cardarelli e Vice Presidente FIASO: “Ringrazio tutti coloro che al Cardarelli portano avanti il proprio lavoro trovando soluzioni innovative utili a migliorare la qualità dell’assistenza. Le competenze e le capacità dei nostri professionisti sono tali da essere di esempio per altre realtà ospedaliere italiane ed internazionali. Abbiamo necessità di moltiplicare queste occasioni di confronto per rivendicare la qualità della sanità campana e rafforzare la nostra capacità innovativa, indispensabile per migliorare l’assistenza.”

  • Infermieri in Svizzera? Spunta la tassa. Guadagnano fino a 98mila euro

    Infermieri in Svizzera? Spunta la tassa. Guadagnano fino a 98mila euro

    Arriva un freno alla fuga degli infermieri italiani in Svizzera. Forse. Un tentativo di arginare un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più grandi. Sono infatti oltre 90 mila i transfrontalieri che lavorano oltreconfine, di questi 5 mila sono infermieri. La maggior parte di loro partono dalle zone di confine per andare a lavorare specialmente in Canton Ticino. Il motivo è semplice: lo stipendio di un infermiere nel servizio pubblico svizzero oscilla, a seconda dall’anzianità, tra i 66 mila (circa 68 mila euro) e i 95 mila franchi (circa 98 mila euro).

    Mentre nel privato si attesta sui circa 72 mila franchi (circa 74 mila euro). Stipendi di gran lunga superiori rispetto a quelli italiani.Ed ecco quindi la mossa del Governo. Nella legge di bilancio è spuntata una norma che stabilisce una nuova tassa che sarà applicata ai lavoratori che esercitano la propria professione nella confederazione elvetica. L’importo dell’imposta sarà calcolato in base al reddito netto annuale del contribuente e varierà tra il 3% e il 6% affinché il lavoratori versi una quota di compartecipazione al Servizio sanitario nazionale calcolata sul reddito. La norma riguarda Valle d’Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano e la Lombardia, che ha il numero nettamente maggiore di transfrontalieri. Il contributo andrà “prioritariamente a beneficio del personale medico e infermieristico, quale trattamento accessorio, in misura non superiore al 20 per cento dello stipendio tabellare lordo”.

    “La tassa che il governo ha proposto per bloccare i trasfrontalieri non serve a nulla, non fermerà l’emorragia degli infermieri verso la Svizzera”, spiega a LaPresse Donato Cosi, coordinatore regionale Nursind Lombardia e membro della direzione nazionale del sindacato.”Per far rimanere gli infermieri in Italia bisogna incentivare il benessere lavorativo: oggi in Italia lavorano a ritmi insostenibili, a situazioni di demansionamento, risolvendo situazioni che dovrebbero gestire gli Oss. Inoltre in Svizzera ci sono scatti di anzianità ogni anno, cosa che in Italia non esiste”, aggiunge Cosi.

  • Fontana: 1 milione di vaccinazioni antinfluenzali in Lombardia

    Fontana: 1 milione di vaccinazioni antinfluenzali in Lombardia

    “Superato oggi in Lombardia il milione di somministrazioni di vaccinazioni antinfluenzali. Un traguardo raggiunto prima dello scorso anno e che fa ben sperare che un numero considerevole di persone sia protetto dalle forme piu’ gravi di influenza, prima che arrivi il picco”. Lo ha reso noto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana che proprio oggi si e’ sottoposto alla doppia vaccinazione: antinfluenzale e anti-Covid. “E’ un ottimo segnale – ha sottolineato il presidente – significa che le campagne di sensibilizzazione fatte da Regione Lombardia stanno funzionando e che i nostri cittadini hanno acquisito consapevolezza dell’importanza del vaccino, in particolare le categorie piu’ a rischio”. Il 66% delle vaccinazioni antinfluenzali effettuate, attualmente 1.004.101, infatti, hanno riguardato gli over 60 e il 13% soggetti con patologie.

    Il resto e’ stato somministrato alle altre categorie in target. Il governatore ha inoltre ricordato che dal 20 novembre sia la vaccinazione anti-Covid che quella antinfluenzale saranno offerte gratuitamente a tutti, non solo alle categorie target, comprese in questa fase inziale della campagna. Intanto la sorveglianza delle sindromi simil-influenzali in Lombardia, il cui report viene pubblicato settimanalmente sul sito di Regione Lombardia, mostra che al momento non e’ stato rilevato alcun virus influenzale, ma altri virus respiratori come Rhinovirus ed Enterovirus.

    Dallo scorso 4 ottobre in Lombardia e’ partita anche la sorveglianza virologica negli individui che accedono nei Pronto Soccorso delle strutture pubbliche e private, in risposta all’esigenza di monitoraggio e contenimento delle epidemie da virus respiratori. Nelle prime otto settimane di sorveglianza sono stati analizzati complessivamente 1.955 campioni respiratori, il 16,1% dei quali e’ risultato positivo per SARSCoV-2, il 15,2% per Rhinovirus e il 13% per Rhinovirus/Enterovirus. Il 3,8% dei campioni e’ risultato positivo per virus parainfluenzali

  • Salute: in Lombardia otto centri Car-t, il futuro della lotta ai tumori

    Salute: in Lombardia otto centri Car-t, il futuro della lotta ai tumori

    Otto Centri sul territorio di alto profilo e competenza con elevati standard di qualità e sicurezza, autorizzati alla somministrazione delle CAR-T (Azienda Socio-Sanitaria Territoriale Papa Giovanni XXIII a Bergamo, Istituto Nazionale dei Tumori, Ospedale San Raffaele, Humanitas, Ospedale Niguarda e Policlinico a Milano, Spedali Civili a Brescia e Ospedale San Gerardo pediatrico a Monza), con la partecipazione di specialisti e ricercatori allo sviluppo e alla sperimentazione delle terapie.

    Sono alcuni fattori che collocano la Lombardia all’avanguardia sul fronte di quelle che con un acronimo vengono definite le cure che ingegnerizzano i linfociti T per aiutarli a combattere i tumori e che rappresentano la grande speranza nel trattamento delle malattie oncologiche e oncoematologiche.

    Sono sei le CAR-T già approvate a livello europeo, con tassi di remissione completa fino all’82% per la Leucemia Linfoblastica Acuta, il tumore più frequente in età pediatrica; tra il 40% e oltre il 50% per i Linfomi non-Hodgkin molto aggressivi (Linfoma diffuso a grandi cellule B, Linfoma a cellule B di alto grado e Linfoma primitivo del mediastino); una risposta completa nel 53% dei pazienti con Linfoma follicolare e nel 67% dei pazienti con Linfoma a cellule mantellari recidivante o refrattario; e un importante miglioramento della sopravvivenza (2 anni per oltre il 50% dei pazienti) nel Mieloma. Attualmente queste terapie vengono studiate anche per l’impiego contro altre malattie ematologiche e contro i tumori solidi.

    Le CAR-T sono una speranza sempre più concreta per quei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali, ma sollevano anche interrogativi su aspetti quali sicurezza, organizzazione, costi e modalità di accesso. Quali sono gli effettivi benefici delle CAR-T? Quali forme di tumore possono curare? Quali sono i pazienti che possono beneficiarne? Dove vengono somministrate? Come vengono gestiti gli effetti collaterali? E come renderle sostenibili per il Servizio Sanitario Nazionale, alla luce dei loro costi?

    Il ‘laboratorio lombardo’ è il punto di osservazione ottimale per rispondere a queste domande e per questo motivo giunge a Bergamo ‘CAR-T-Destinazione futuro’, campagna itinerante e online promossa da AIL-Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma e realizzata con il supporto non condizionante di Bristol Myers Squibb: un vero e proprio “viaggio nel futuro” della lotta ai tumori, al quale sono invitati a partecipare pazienti, familiari, caregiver, medici e Istituzioni, articolato in eventi sul territorio e attività digitali finalizzate ad accrescere l’informazione, misurare le aspettative, far emergere bisogni e criticità.

    “Le cellule CAR-T rappresentano una forma di immunoterapia innovativa- dichiara il docente di Ematologia del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia Università di Milano e ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo Alessandro Rambaldi – e il meccanismo d’azione di questo nuovo trattamento biologico “si basa sulla modificazione genetica dei linfociti T di un paziente affetto da linfoma, leucemia acuta linfoblastica o mieloma”.

    La modificazione genetica, come spiega il professore permette ai linfociti T di “riconoscere in modo molto specifico dei bersagli che sono espressi dalle cellule tumorali”. Come sottolinea Rambaldi, “prima di questa forma di terapia, i pazienti di cui stiamo parlando non avevano a disposizione terapie potenzialmente curative o molto efficaci quando la malattia giungeva nelle fasi più avanzate, cioè era ricaduta o non aveva risposto mai alle terapie convenzionali. Queste terapie si sono dimostrate estremamente efficaci in pazienti che erano e sono in fase avanzatissima della loro storia di malattia”.

    Attualmente, come racconta il professor Rambaldi, “stiamo già spostando la terapia CAR-T in fase più precoce nel trattamento di questi pazienti e nei prossimi anni ci aspettiamo che le indicazioni al trattamento con queste cellule aumentino”. C’è poi un aspetto più politico e sociale, su cui a detta di Rambaldi bisogna accelerare. “Viviamo in un Paese che ha lo straordinario sistema sanitario nazionale che i nostri genitori hanno creato, che noi dobbiamo difendere e che sostanzialmente dà la possibilità a tutti i pazienti di avere accesso progressivamente.

    Sapete, certe volte si dice che in America la terapia è già sul mercato. Certo, lo è però per quelli che pagano mezzo milione esatto per il prodotto, poi c’è l’assistenza. Il nostro sistema sanitario come quelli europei, arriva con una velocità un pochino più moderata perché ha la grande ambizione, e fino adesso è stato possibile, di offrire questa cura e queste cure a tutti, e il valore di un sistema centralizzato come il nostro è anche quello di poter contrattare sui prezzi e quindi coniugare equità a sostenibilità”.

    Tuttavia, come spiega Rambaldi, “una parte fondamentale di questa sostenibilità nasce dal fatto che il sistema sia attrattivo per chi fa ricerca, per chi fa ricerca accademica, laboratori in Italia, ma anche per l’industria, perché se noi siamo un sistema attrattivo, noi possiamo accogliere i nuovi prodotti che arriveranno sul mercato qualche anno prima e quindi- osserva- gli ospedali hanno il grande dovere di rendere la ricerca fattibile. Questo invece- prosegue l’ematologo- è qualcosa che nel nostro Paese non sempre accade, fortunatamente non a Bergamo. Ma nel nostro Paese c’è un po di difficoltà a fare ricerca e bisogna che l’opinione pubblica se ne accorga”.

    Ospite della mattinata anche l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, collegato da Palazzo Lombardia. “Il problema della lotta di carattere generale contro i tumori- spiega- è uno degli aspetti principali che noi ancora una volta metteremo in luce e in grande evidenza nel rapporto sociosanitario in quelli che sono gli approfondimenti sui tumori più rari, per i quali Regione Lombardia di fatto ha creato una rete che è assolutamente un punto di riferimento per tutto il nostro paese.

    Parleremo dunque anche di queste nuove terapie, di questi straordinari risultati che comunque si riescono a ottenere nel campo di questo genere di patologie, con queste nuove metodologie di intervento e con queste terapie tipo appunto quelle del CAR-T”, le quali per Bertolaso “hanno una serie di problematiche che dobbiamo affrontare per la gestione di queste procedure, l’organizzazione di una rete che sia in grado di sostenere quelle che sono le problematiche, e di dare risposte concrete”.

  • Cosa c’entrano i denti con la postura? Lo spiegano gli esperti del Poliambulatorio Santa Crescenzia a TG Imprese

    Cosa c’entrano i denti con la postura? Lo spiegano gli esperti del Poliambulatorio Santa Crescenzia a TG Imprese

    Combattere lo stress è il primo obiettivo per chi oggi soffre di alcuni disturbi. Lo stile di vita non regolare e alcune abitudini sbagliate costringono il nostro corpo a vivere sotto pressione, nascondendo a volte la vera causa di alcuni malesseri.
    Nel nuovo appuntamento con l’informazione di Ticino Notizie si parla quindi di postura con gli specialisti del Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta: la dottoressa Annalisa Benetti, Odontoiatra, e il dottor Roberto Bosoni, Fisioterapista Osteopata.

  • Medici e farmacisti lanciano l’allarme: “E’ necessario riformare il Servizio Sanitario Nazionale”

    Medici e farmacisti lanciano l’allarme: “E’ necessario riformare il Servizio Sanitario Nazionale”

    Un ampio confronto tra esponenti delle forze politiche, vertici delle categorie professionali di medici e farmacisti, oltre che della società civile, sulla crisi di sostenibilità e della reale capacità di garantire l’universalismo del Servizio sanitario nazionale.

    Lo ha promosso oggi Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica. Ospitato a Roma presso palazzo Ferrajoli, l’evento dal titolo ‘SSN al bivio: pubblico o privato?’ si inserisce nel contesto dell’acceso dibattito in corso sulla riforma delle politiche sanitarie in Italia e le numerose scadenze economiche di fine anno che attendono il nostro Paese.

    Indirizzato a tracciare uno stato dell’arte rispetto a criticità e barriere di accesso alla sanità, nei suoi risvolti legati ai territori e alla prossimità di cura, all’innovazione e alle fonti di informazione, il dibattito ha poi delineato, insieme ai protagonisti dell’ecosistema salute, le differenti modalità di integrazione necessarie per la corretta implementazione dei diversi modelli assistenziali e di governance possibili.

    Nel quadro di un percorso di dialogo con le Istituzioni e, soprattutto, di ascolto della visione dei cittadini sulla sanità del futuro avviato ormai da alcuni anni, Assosalute ha voluto offrire il proprio contributo al dibattito, in virtù della collaborazione esistente con i principali referenti per la salute dei cittadini, in prima battuta medici di famiglia e farmacisti, e delle diverse attività pluriennali portate avanti con i suoi partner per favorire l’alfabetizzazione sanitaria quale elemento fondamentale per una presa in carico della salute ad iniziare dal piano individuale.

    All’interno di una filiera della salute realmente integrata, il comparto dell’automedicazione intende porsi, infatti, come osservatore privilegiato del dibattito, da un lato sostenendo le professionalità specifiche del farmacista e del medico di famiglia, i primi interlocutori del cittadino in tema di salute, e valorizzando, al contempo, l’importanza di un approccio olistico alla salute che, a partire dalla prevenzione, implica l’affermarsi di una responsabilità condivisa affinché tutti possano accedere al sistema pubblico quando serve e possano trovare tempestivamente le risposte ai propri bisogni di cura.

    Il dibattito si inserisce infatti in una fase storica quanto mai cruciale, in vista delle complesse riforme che la classe politica e gli stakeholder sanitari sono chiamati a implementare sui territori, con la comune sfida di proseguire il percorso di trasformazione e riforme in atto verso una sanità del futuro più accessibile e prossima a tutti i cittadini, in grado di ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire la sostenibilità economica, sociale e ambientale del Sistema.

    “L’impegno di Assosalute, radicato nella sua mission e riflesso nelle diverse attività che portiamo avanti nel corso dell’anno- ha affermato il presidente di Federchimica Assosalute, Salvatore Butti– è aiutare i cittadini nel prendersi cura della propria salute responsabilmente e consapevolmente”.

    “Proprio per una questione di responsabilità e consapevolezza- ha proseguito- abbiamo invitato qui oggi esponenti politici delle forze di maggioranza e opposizione, a confrontarsi con i referenti della salute dei cittadini per contribuire alla definizione di una futura governance territoriale del Servizio sanitario nazionale e consegnare alle future generazioni una sanità a misura di persona e realmente universalistica”.

    “Le nostre analisi- ha evidenziato in apertura di dibattito il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta– rilevano numerose criticità nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022: dalle differenze regionali nei modelli organizzativi al fabbisogno di personale; dalle modalità di coinvolgimento di medici di famiglia alla carenza di personale infermieristico; dagli ostacoli all’attuazione della telemedicina al carico amministrativo di Regioni e Aziende sanitarie. Come Fondazione Gimbe siamo impegnati ad analizzare le grandi criticità del sistema per richiamare al rispetto dei principi di università, uguaglianza ed equità, rimettendo la sanità pubblica al centro dell’agenda politica”
    .
    Nella prima tavola rotonda sono intervenuti per raccontare la visione dei territori, con un focus particolare sulle sfide e le opportunità di accesso ai servizi per i cittadini e sull’health literacy, il vicesegretario nazionale Fimmg, Fiorenzo Corti, il presidente Simg, Claudio Cricelli, il presidente Fofi, Andrea Mandelli, la vice segretaria generale di Cittadinanzattiva, Francesca Moccia, e il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia.

    Per presentare la visione della politica nazionale e locale per l’implementazione del nuovo modello di sanità territoriale, alla seconda tavola rotonda hanno preso parte l’onorevole Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali, la senatrice Maria Domenica Castellone, vicepresidente del Senato, la senatrice Elena Murelli, capogruppo Lega in Commissione Affari Sociali, e l’onorevole Gian Antonio Girelli, membro Commissione Affari Sociali, oltre a Joseph Polimeni, coordinatore Area nord-est Forum Permanente dei Direttori Generali, Federsanità- Anci.

    Nel corso dell’evento è stato richiamato a più riprese il valore del Servizio Sanitario Nazionale a vocazione universalistica, che deve essere preservato pur nella necessità di garantire efficienza nell’erogazione delle prestazioni sanitarie all’efficacia delle cure.

    Un obiettivo, hanno evidenziato tutti i partecipanti, che può essere raggiunto solo attraverso profonde sinergie tra attori pubblici e privati, così come tra tutti i referenti della salute nei territori attraverso un approccio di prossimità e multidisciplinare, orientato a favorire l’innovazione e a valorizzare il capitale umano.

    Al centro del dibattito rimangono ancora una volta le risorse, economiche ma anche professionali, tecnologiche, strutturali e culturali per ridefinire l’assetto della presa in carico dei cittadini sui territori.

  • Nove ospedali lombardi premiati per la cura del cancro alla prostata

    Nove ospedali lombardi premiati per la cura del cancro alla prostata

    Sono 9 gli ospedali lombardi che hanno ottenuto la ‘menzione speciale’ nella prima edizione del concorso ‘Best Practice’, organizzato dalla Fondazione Onda, riservato alle strutture sanitarie che si sono distinte nella gestione delle complicanze post trattamento per il tumore alla prostata. Si tratta dell’Ospedale Maggiore di Crema (CR), Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia (CO), degli Spedali Civili di Brescia, del Papa Giovanni XXIII di Bergamo, delle Cliniche Gavazzeni di Bergamo, Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, dell’IRCCS San Raffaele di Milano, dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI) e dell’Istituto Maugeri IRCCS di Pavia. Nel corso dell’appuntamento, realizzato in collaborazione con Regione Lombardia, è intervenuto l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.

    ASSESSORE BERTOLASO – Bertolaso ha subito sottolineato quanto sia “fondamentale la prevenzione”. “Nella nostra regione – ha aggiunto l’assessore regionale al Welfare – sono presenti numerose strutture di eccellenza e i riconoscimenti di oggi ne sono una concreta testimonianza. E non è un caso che anche cittadini provenienti da altre regioni vengano a farsi curare e operare in Lombardia. È fondamentale portare avanti iniziative che aiutino a tenere accesa l’attenzione su malattie così importanti e complesse come il tumore della prostata. C’è sempre molto da fare in questo ambito e ringrazio Fondazione Onda per l’impegno e l’attenzione su queste tematiche”.

    I NUMERI – Sono circa 564.000 gli italiani con pregressa diagnosi di tumore della prostata, la neoplasia più frequente nella popolazione maschile, che rappresenta oltre 19,8 per cento di tutti i tumori diagnosticati negli uomini, tanto che solo nel 2022 sono stati diagnosticati 40.500 nuovi casi. Per contribuire a migliorare la qualità e l’accesso ai servizi sanitari per la diagnosi e il trattamento precoce di questa malattia e promuovere un’assistenza multidisciplinare e qualificata, Fondazione Onda, ha indetto il Concorso Best Practice per premiare gli ospedali italiani, partendo dal network del Bollino Azzurro, che si distinguono per l’approccio all’avanguardia e interdisciplinare nella gestione delle complicanze funzionali urinarie e sessuali post trattamento per il tumore della prostata. Nel dettaglio, il Concorso si prefigge di contribuire al miglioramento dei percorsi integrati per eventuali problematiche post-trattamento e di incoraggiare l’implementazione negli ospedali che a oggi ne sono sprovvisti. FRANCESCA MERZAGORA PRESIDENTE ONDA – “Siamo lieti – ha dichiarato Francesca Merzagora presidente della Fondazione Onda – di dedicare quest’edizione del Concorso Best Practice alla salute maschile e in particolare, a quelle strutture che si sono distinte per la creazione di percorsi dedicati alla gestione delle complicanze funzionali post trattamento per tumore della prostata. L’iniziativa parte dal Bollino Azzurro, nato di recente proprio con l’idea di costruire una rete di ospedali che si occupano di tumore prostatico, al fine di offrire alla popolazione l’opportunità di essere correttamente informata, come nel caso delle problematiche funzionali legate al post-trattamento”.

  • Lombardia, Lega: ‘Tagli alla sanità? Pd campione, 36 miliardi in meno”

    Lombardia, Lega: ‘Tagli alla sanità? Pd campione, 36 miliardi in meno”

    Corbetta (Capogruppo della Lega): “dopo i loro tagli da 36 miliardi di € alla sanità con che coraggio Majorino e PD continuano proporre mozioni sulla sanità lombarda”. “Ci chiediamo con che coraggio Majorino e il PD continuino a proporre mozioni sulla sanità dopo che i loro Governi, da Monti a Gentiloni, passando per Letta e Renzi, hanno tagliato ben 36 miliardi di euro alla sanità italiana”. Lo riferisce in una nota Alessandro Corbetta, Presidente del Gruppo Lega – Lega Lombarda Salvini, intervenendo su una mozione del PD. Corbetta e i consiglieri regionali leghisti durante la discussione di ieri in aula del Consiglio regionale hanno esposto dei manifesti riportanti i tagli fatti alla sanità dai governi del centrosinistra dal 2012 al 2018.

    “Purtroppo i tagli subiti hanno impattato in maniera negativa sul comparto sanitario, non solo lombardo ma dell’intero Paese, con riduzione dei posti letto ordinari e di terapia intensiva, taglio dei punti nascita e una programmazione sbagliata in modo totale, visto lo sbilanciamento tra i pensionamenti e i nuovi ingressi previsti nel mondo del lavoro sanitario.

    L’attuale Governo di centrodestra – sottolinea Corbetta – in controtendenza con quanto fatto nel passato dalla sinistra, sta stanziando 3 miliardi di € in più sul fondo sanitario nazionale proprio per risolvere gli errori e i problemi causati dai precedenti governi a guida PD.

    Regione Lombardia, invece, ha destinato solo nell’ultimo periodo 800 milioni di euro per investimenti negli ospedali lombardi e 61 milioni di euro per ridurre le liste d’attesa, confermando la sanità lombarda come un’eccellenza, visto che ogni anno circa 200 mila cittadini dalle altre regioni scelgono gli ospedali della Lombardia per farsi curare. Nel frattempo – conclude Corbetta – il PD, che ha sempre sostenuto i Governi che ci hanno imposto i tagli, continua solo a fare mozioni pretestuose e a portare avanti una campagna mediatica sulla sanità del tutto strumentale e inutile”.

  • Salute: sabato a Milano con il dottor Abatangelo il terzo congresso di dermatochirurgia oncologica

    Salute: sabato a Milano con il dottor Abatangelo il terzo congresso di dermatochirurgia oncologica

    “I tumori cutanei non melanocitari rappresentano una patologia in crescente aumento non solo in età avanzata, ma anche tra giovani e adulti.
    A distanza di quasi 2 anni dalla fine della pandemia si vedono ancora i problematici esiti che questa patologia, non tempestivamente trattata in quel periodo negli ambulatori, nei reparti Ospedalieri e nei Pronti Soccorso ha comportato, con conseguente diagnosi di neoplasie avanzate complicate da sanguinamenti o infezioni”.

    Così viene presentato il 3° CONGRESSO LOMBARDO DI DERMATOCHIRURGIA ONCOLOGICA che si terrà a Milano sabato 4 Novembre.

    Il dottor Silvio Abatangelo che collabora ormai da tempo con il Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta è tra i promotori di questa importante giornata di studi che vedrà radunati i più grandi specialisti della materia e che vede tra i partner di questo importante momento di approfondimento anche lo stesso Poliambulatorio Medico Santa Crescenzia diretto dal dottor Andrea Rocchitelli
    Specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, il medico del Santa Crescenzia, può vantare già un lungo excursus dopo la laurea presso l’Università di Padova.

    Quello della Chirurgia Dermatologica Oncologica – vedi i cosiddetti ‘tumori cutanei’ – è uno dei campi che da sempre appassiona il professionista che per lungo tempo ha lavorato proprio presso il nostro ospedale Fornaroli diventando uno dei più validi allievi del Professori Piero Di Giuseppe, a sua volta collaboratore di lunga data del Santa Crescenzia, e tra le eccellenze professionali negli anni addietro del nosocomio magentino

    Già nel 2019 il dottor Abatangelo è stato protagonista di questo convegno poi ripetuto anche nel giugno del 2022.

    In questa video intervista il medico in qualità di Presidente CLODO presenta il congresso di sabato illustrando al meglio come l’approccio interdisciplinare sia la strada da seguire per la cura di queste patologie.

    Per ulteriori info sul convegno: vedi anche https://www.expopoint.it/?fuseaction=skdEventi&id=1648

  • Ospedali di Abbiategrasso e Magenta: settimana di sensibilizzazione sul piede diabetico

    Ospedali di Abbiategrasso e Magenta: settimana di sensibilizzazione sul piede diabetico

    Via alle settimana della Sensibilizzazione sul Piede Diabetico presso il Presidio Ospedaliero di Abbiategrasso – Magenta, dal 7 al 14 novembre prossimi. Per sensibilizzare i cittadini al PIEDE DIABETICO, una delle più severe complicanze del diabete, il Centro Regionale di 3° Livello del Piede Diabetico del Presidio Ospedaliero di Abbiategrasso – Magenta, in collaborazione con l’Associazione dei Diabetici della Provincia di Milano e Diabetic Foot International, ha organizzato la Settimana della Sensibilizzazione sul Piede Diabetico, che si terrà dal 7 al 14 novembre 2023.

    Nel corso dell’evento sarà effettuato uno screening gratuito ai cittadini controllando la glicemia capillare mediante reflettometro e al paziente già diabetico sarà eseguita una visita ai piedi per la valutazione del rischio.

    Il programma degli appuntamenti in calendario:
    Mercoledì 8 novembre 2023 – dalle ore 14.00 alle ore 17.00
    presso gli ambulatori di diabetologia e del piede diabetico, al 1° p. della palazzina Bossi – Ospedale di Abbiategrasso, Infermieri e Medici dell’Unità Operativa del Piede Diabetico, eseguiranno screening del diabete e valutazione del piede.

    Venerdì 10 novembre 2023 – dalle ore 15.00 alle ore 19.00
    presso gli ambulatori di diabetologia e del piede diabetico, al 1° p. della palazzina Bossi – Ospedale di Abbiategrasso, Infermieri e Medici dell’Unità Operativa del Piede Diabetico, eseguiranno screening del diabete e valutazione del piede.

    Giovedì 9 novembre 2023 – dalle ore 11.00 alle ore 14.00
    presso il punto prelievi nell’atrio dell’ingresso dell’Ospedale di Magenta, Infermieri e Medici dell’Unità Operativa del Piede Diabetico, eseguiranno screening del diabete e valutazione del piede.

    Martedì 14 novembre 2023 – dalle ore 11.00 alle ore 14.00
    presso il punto prelievi nell’atrio dell’ingresso dell’Ospedale di Magenta, Infermieri e Medici dell’Unità Operativa del Piede Diabetico, eseguiranno screening del diabete e valutazione del piede.

    Per aderire al programma di screening è necessario recarsi direttamente nei presidi ospedalieri indicati, nelle giornate e negli orari prestabiliti.