Categoria: Salute

  • Salgono a 25 i casi di West Nile confermati in Italia

    MILANO Salgono a 25, in Italia, i casi confermati di infezione da West Nile Virus (Wnv) nell’uomo dall’inizio di maggio. Erano 6 nel precedente bollettino del 27 luglio, che dava notizia anche di un decesso in Lombardia.

    Diventano 34 le province con dimostrata circolazione di Wnv appartenenti a 7 regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia e Sardegna. Questi alcuni dati del bollettino aggiornato oggi dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Tra i 25 casi riportati, 5 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva (4 in Piemonte, 4 in Lombardia, 7 in Emilia Romagna), 6 sono i casi identificati in donatori di sangue (1 in Piemonte, 4 in Lombardia, 1 in Emilia Romagna), 4 i casi di febbre (3 in Lombardia, 1 in Veneto), dettaglia l’Iss, ricordando che il primo caso della stagione di infezione da Wnv nell’uomo è stato segnalato dall’Emilia Romagna nel mese di luglio nella provincia di Parma. Nello stesso periodo, è stato segnalato 1 caso di Usutu virus in Piemonte (Novara). Quest’anno – ricorda l’istituto nel bollettino – la stagione di trasmissione di malattie trasmesse da insetti ha avuto un inizio precoce in Italia. La circolazione del virus West Nile, infatti, è stata infatti confermata dalla presenza del virus in pool di zanzare e in avifauna nel Paese già nel mese di maggio 2023. Sono state di conseguenza attivate precocemente le misure di prevenzione su trasfusioni e trapianti nelle aree interessate. Recentemente anche l’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha lanciato un alert sulle zanzare invasive e i conseguenti rischi per la salute.

  • ANAAO sul commissariamento del Pio Albergo Trivulzio: “Il Comune appoggi Regione Lombardia”

    Le notizie di questi giorni sul commissariamento del Pio Albergo Trivulzio, dato per scontato a giorni alterni, rendono l’idea di una politica che fatica ad assumersi le proprie responsabilità. A questa conclusione è giunto il sindacato ANAAO-ASSOMED Lombardia che, dopo mesi di denunce sul pessimo clima avvertito dal personale, medici in primis, ha dimostrato per tabulas come i procedimenti disciplinari siano stati utilizzati a scopo intimidatorio, con l’unico risultato di battere ogni record regionale in termini di dimissioni, pensionamenti anticipati e allontanamenti.

    MILANO – “Non c’è da stupirsi – spiega Stefano Magnone, Segretario Regionale ANAAO-ASSOMED Lombardia – che la ‘due diligence’ dell’Agenzia di Controllo del Servizio Sanitario Lombardo abbia certificato una forte tensione finanziaria e di cassa, un budget 2023 sostanzialmente insostenibile e addirittura ricavi non correlati a quanto fatturato, con la necessità di restituire soldi in primis ad ATS Milano. Ricordiamo anche che non è sostenibile l’ipotesi che questa situazione venga da lontano: una sofferenza di questa portata non si era mai vista prima. Anche le considerazioni fatte dalla Presidente del Consiglio di Indirizzo non ci trovano d’accordo: il Pio Albergo Trivulzio è sempre stato ben più di una RSA, ma le scelte organizzative e dirigenziali effettuate negli ultimi anni hanno portato a una contrazione delle attività che non ha avuto pari in enti simili e da cui ancora non ci si è ripresi”.

    ANAAO-ASSOMED Lombardia altro non è, infatti, che un sindacato di medici che vogliono riaffermare, dal proprio punto di vista, che le maggiori responsabilità dell’attuale gestione stanno nell’aver sbagliato a scegliere dove puntare (es. vaccini, invece di ricominciare con il core business quali RSA e riabilitazione, restando paralizzati dal COVID, quando altre realtà regionali sono ripartite in fretta e meglio di prima) e nell’aver instaurato un clima che ha privato il PAT delle migliori e più esperte risorse professionali, causando il pensionamento o le dimissioni anticipate dei medici, anche se neoassunti.

    “È per questo – conclude Magnone – che ancora una volta chiediamo al Comune di Milano di appoggiare Regione Lombardia nel commissariamento del PAT. Serve davvero un cambio di passo, serve scrivere una pagina nuova per salvare un’istituzione che per Milano e i milanesi significa secoli di storia e, per noi medici, un posto che deve tornare a essere attrattivo”.

  • Più mezzi e personale per il 118 in Sicilia, presto nuove assunzioni

    Salute e Medicina: scopri gli aggiornamenti di oggi su ticinonotizie.it

    PALERMO (ITALPRESS) – “Sin da quando mi sono insediato ho visto che c’erano alcune criticità legate ai pensionamenti. Il lavoro dell’autista-soccorritore del 118 è chiaramente usurante, quindi abbiamo attivato subito tutte le procedure amministrative per implementare l’organico. Lavoriamo per le procedure concorsuali: da questo punto di vista c’è la chiara volontà di potenziare il personale che ha bisogno di essere infoltito”. Ad annunciarlo, in un’intervista all’Italpress, Riccardo Castro, il presidente della Seus, la Società consortile che cogestisce il servizio di emergenza-urgenza 118 in Sicilia. Anche per quanto riguarda il parco mezzi sono in arrivo dei rafforzamenti: “Nel 2020 è stata pubblicata la gara che ha visto, nel biennio 2021-22, consegnare ben 234 ambulanze e siamo in itinere per quanto riguarda la gara per altre 89 ambulanze – prosegue -. Da questo punto di vista il nostro parco è ben strutturato ed è uno dei migliori della nostra nazione”.
    Riconoscimenti anche per gli impiegati amministrativi della Seus, per gli aventi diritto che hanno ottenuto il via libera alle progressioni economiche orizzontali, con un avanzamento di carriera all’interno delle stesse categorie contrattuali di appartenenza. A questi si aggiungono i due istituti contrattuali che sono stati garantiti per la prima volta: sia i buoni pasto sia il riconoscimento all’interno dell’orario di lavoro del cosiddetto “tempo tuta”. “Sin dal primo giorno del mio insediamento ho voluto imprimere un’accelerazione per quanto riguarda aspetti che ritengo fondamentali per un buon rapporto e per una giusto riconoscimento dei nostri dipendenti”, prosegue.
    Tra le principali novità che hanno interessato il servizio 118 nell’Isola, infine, il recente decreto dell’assessorato alla Salute che introduce regole più stringenti nel sistema di gestione delle cosiddette “eccedenze”: “L’obiettivo del governo regionale è quello di rafforzare l’attività di verifica nella gestione del servizio di emergenza-urgenza. E’ chiaro che la Seus avrà un ruolo molto importante, in un’ottica di vigilanza e trasparenza, anche per quel che riguarda le valutazioni delle certificazioni antimafia. Un lavoro che in passato veniva già realizzato, ma che adesso verrà rafforzato”, conclude.

    – foto Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Italo Cucci nominato Commissario Ente Parco Nazionale Pantelleria

    Salute e Medicina: scopri gli aggiornamenti di oggi su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza Energetica ha nominato Italo Cucci, direttore editoriale dell’Italpress, commissario nazionale dell’Ente Parco Nazionale dell’isola di Pantelleria. L’incarico avrà una durata di sei mesi e può essere prorogato non oltre la nomina e l’insediamento del presidente.

    – foto. Italpress

    (ITALPRESS).

  • Regione Lombardia riorganizza i Pronto Soccorso, obiettivo ridurre i tempi di attesa: 3 miloni e mezzo di accessi nel 2022

    Regione Lombardia riorganizza i Pronto Soccorso, obiettivo ridurre i tempi di attesa: 3 miloni e mezzo di accessi nel 2022

    Riordinare strutture, attività e ruoli del personale medico nell’ambito della rete emergenza urgenza ospedaliera, lo prevede la delibera approvata ieri dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso.

    MILANO – Nel corso del 2022 sono stati quasi 3,5 milioni gli accessi di pazienti ai servizi di Pronto Soccorso della Regione Lombardia che attualmente conta 99 strutture (esclusi i Punti di Primo Intervento): 13 ospedali con DEA (Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione) di II Livello, 44 con DEA di I Livello e 42 con solo Pronto Soccorso.

    La delibera si inserisce in un percorso già avviato da Regione Lombardia per migliorare l’efficienza del sistema di Emergenza-Urgenza, in un’ottica di gestione complessiva e unitaria del paziente, dal momento dell’evento (malore o trauma) alla dimissione.

    “Cambiamo l’approccio – sottolinea Bertolaso – e con esso l’organizzazione non solo del Pronto Soccorso ma di tutto il settore dell’emergenza e dell’urgenza, dal momento della chiamata al 112 o della richiesta di aiuto del paziente fino alla conclusione del percorso di assistenza. È una riorganizzazione davvero importante che ci impegnerà per diverso tempo e che ci porterà al traguardo finale di un sistema tra i più moderni al mondo”.

    Il piano di riordino dà indicazioni affinché le strutture ospedaliere, pubbliche e private, garantiscano l’immediata accoglienza del paziente nelle degenze e la continuità della presa in carico. Il tempo di permanenza in Pronto Soccorso sarà quindi limitato al tempo strettamente necessario per completare l’iter diagnostico terapeutico d’urgenza (di norma inferiore alle 8 ore).

    L’indisponibilità di posti letto nelle sezioni di degenza ospedaliere non potrà essere giustificazione sufficiente a impedire l’immediato ricovero del paziente da parte del medico di Pronto Soccorso: per i pazienti con necessità di trattamenti complessi, nelle strutture sede di DEA di I e II livello, dovrà infatti essere sempre prevista una Unità Operativa complessa di ‘Pronto Soccorso e Medicina d’Emergenza-Urgenza’, che comprenda, oltre al Pronto Soccorso, attività di OBI (Osservazione Breve Intensiva) e degenza di Medicina d’Emergenza-Urgenza.

    AREU monitorizzerà gli indicatori di affollamento dei Pronto Soccorso, i modelli organizzativi del Sistema Emergenza-Urgenza integrato e il flusso dei ricoveri da Pronto soccorso.

    Per i pazienti a bassa complessità (quelli meno gravi), vengono invece implementati due percorsi: uno extraospedaliero, con il potenziamento della Centrale Medica Integrata (creata nel 2022) e dei team di risposta rapida (medico-infermieristico) per le cure domiciliari del paziente anziano e fragile, e un altro intraospedaliero con la predisposizione, in ogni DEA, di un ambulatorio specificatamente dedicato ai codici minori (gestito prioritariamente da personale aggiuntivo).

    “L’obiettivo – spiega Bertolaso – è ridurre i tempi di attesa che, a volte, soprattutto per le situazioni meno gravi, sono davvero troppo lunghi. Mettiamo ordine al processo e sfruttiamo la tecnologia: molti problemi possono essere risolti con la telemedicina, evitando così che i pazienti si rechino in ospedale”.

    “Chi ha bisogno del Pronto Soccorso ha diritto di essere assistito al massimo – conclude l’assessore – ma anche chi ci lavora deve poterlo fare nel migliore dei modi. Per questo vogliamo dare ai medici dell’emergenza urgenza un ruolo primario, una prospettiva e un futuro sempre più avvincente in questo campo”.

    La specialità di Medicina di Emergenza e Urgenza (MEU), registra attualmente una grave carenza di professionisti e progressiva riduzione di attrattività (40% delle borse di Specializzazione MEU non state assegnate negli ultimi anni).

    Regione Lombardia definisce in modo univoco il ruolo e la funzione del medico d’urgenza nel contesto ospedaliero e preospedaliero che svolgerà turni in PS, in Emergenza-Urgenza preospedaliera, nei reparti di Medicina d’Emergenza e Urgenza e nei trasporti sanitari e al quale verrà affidata, previo adeguamento dell’organico, la gestione della guardia medico/chirurgica interdivisionale (secondo il modello ‘RRT’, Rapid Response Team). La formazione, il tutoraggio e le abilitazioni saranno garantiti in collaborazione con AREU.

  • Carenza medici due, Cassinetta risolve: arriva la dottoressa Santi

    Carenza medici due, Cassinetta risolve: arriva la dottoressa Santi

    CASSINETTA DI LUGAGNANO – “Ho appena ricevuto comunicazione formale da ATS e da ASST che è stato nominato nella persona della dottoressa Laura Santi il nuovo Medico di Medicina Generale per Cassinetta di Lugagnano”.

    “La dottoressa Santi, alla quale esprimo il saluto di benvenuto a nome di tutta la comunità cassinettese, prenderà servizio il prossimo 1° settembre.

    L’attività della dottoressa si svolgerà presso l’ambulatorio comunale di via Trento.
    Si tratta di un risultato molto prezioso, vista la grave carenza di medici, che è frutto della fattiva e intensa collaborazione tra Comune, ATS e ASST, orientata a garantire ai cittadini un servizio essenziale quale è quello del Medico di Medicina Generale e che contiamo di proseguire per il futuro.
    Il sindaco, Domenico Finiguerra”.

    Problema risolto nella piccola Cassinetta; meno di duemila persone, ossia i residenti, rimasti scoperti (al pari di molte altre persone nell’est Ticino) dal servizio medico, che dal primo settembre sarà risolto grazie all’arrivo della dottoressa Santi. Una bella soddisfazione, comprensibile, quella manifestata dal primo cittadino, anche perché trattandosi di un piccolo paese, seppure adiacente ad Abbiategrasso, per le fase più anziane e deboli della popolazione sarebbe stato un problema doversi risolvere altrove.

    L’emergenza medici, anche se qualche correttivo è stato introdotto, si fa ancora sentire in particolare nell’Ats Milano (che comprende oltre all’area metropolitana anche la provincia di Lodi) dove lo scorso 11 aprile si è chiuso il bando che metteva a disposizione 424 posti di medicina generale: a candidarsi sono stati solo in 48. In un precedente bando, sempre per la stessa azienda sanitaria, la Regione Lombardia aveva deciso di aprire il concorso anche a medici non lombardi: erano arrivate solo due domande.

  • Carenza medici uno, a Inveruno da domani ambulatorio temporaneo

    INVERUNO Per rispondere alle esigenze dei pazienti momentaneamente privi di un medico di riferimento a seguito della cessazione dell’attività della Dr.ssa Puricelli, ATS attiverà, a partire da domani, 2 agosto 2023, il servizio di Ambulatorio Medico Temporaneo (AMT) attivo tre giorni a settimana (esclusi festivi e prefestivi), presso i locali messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Inveruno siti in piazza Don Rino Villa 2 (dietro Palazzina APAI).

    CHI POTRÀ ACCEDERE? L’AMT è ad accesso libero ma gli assistiti che potranno accedere all’ambulatorio sono esclusivamente i cittadini senza Medico di Medicina Generale. QUALI DOCUMENTI PORTARE CON SÈ? I cittadini dovranno portare con sé tessera sanitaria, documento d’identità, stampa delle eventuali esenzioni (il medico non avrà accesso al SISS o fascicolo sanitario) ed eventuale documentazione sanitaria pertinente alla visita per la corretta prescrizione di farmaci/visite specialistiche/esami di laboratorio/esami strumentali. ll Medico di AMT NON eroga: ● Prestazioni infermieristiche non correlate alla visita medica; ● Punti di sutura o altre medicazioni. Certificati per attività sportiva, certificati per rientro scolastico o altri certificati medici possono essere redatti a pagamento come per i MMG. Di seguito i turni dell’AMT di Inveruno per il mese di agosto. (SI RICORDA CHE L’AMT RIMARRA’ CHIUSO NEI GIORNI FESTIVI E PREFESTIVI E 14 E 15 AGOSTO)

  • Chirurgia fetale e neonatale, Italia all’avanguardia

    Chirurgia fetale e neonatale, Italia all’avanguardia

    Salute e Medicina: scopri gli aggiornamenti di oggi su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Bambini operati nell’utero materno, operati quando sono bambini piuma e così piccoli da stare in una mano, operati a un giorno dalla nascita. Possono essere tante le ragioni per intervenire in queste circostanze, con modalità e tecniche che rappresentano l’estrema e più raffinata evoluzione della chirurgia mini invasiva. La chirurgia fetale e neonatale è un’eccellenza del nostro Paese, anche grazie a un approccio ultra specialistico e multidisciplinare insieme. Alla base di tutto, ci sono diagnosi sempre più precise, che permettono di affrontare malformazioni e patologie minimizzando i danni al momento della nascita, evitare disabilità, e addirittura salvare la vita a chi ha tutta la vita davanti. Sono questi alcuni dei temi trattati da Ernesto Leva, professore associato di chirurgia pediatrica dell’Università degli studi di Milano e direttore della struttura complessa di chirurgia pediatrica del Policlinico di Milano, intervistato da Marco Klinger, per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress. “La chirurgia neonatale è la parte più raffinata della chirurgia pediatrica, abbiamo a che fare con un materiale estremamente delicato. Al Mangiagalli ne operiamo di tutti i pesi, addirittura sotto il kg, di recente anche un bambino di 350 grammi – ha esordito Leva – Sono strutture estremamente delicate, ma con una forza vitale incredibile, è la parte più bella. Per fare chirurgia neonatale bisogna essere un chirurgo pediatrico dedicato alla chirurgia neonatale, chi si occupa solitamente di adulti combinerebbe dei guai. Più casi vengono operati e migliore è il risultato anche a lunga distanza”.
    Sotto questo aspetto, la scienza ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, introducendo anche le operazioni chirurgiche fetali: “Gli orizzonti sono cambiati perchè è entrata proprio ciò che chiamiamo chirurgia fetale – ha spiegato – Oggi alcune patologie malformative già le trattiamo in utero con gli ostetrici, gli outcome di questi trattamenti hanno alzato il livello di aspettativa di vita di questi bambini. In chirurgia fetale lavori su due esseri viventi, feto e mamma, l’attenzione deve essere pertanto molto alta. Il neonato, anche di bassissimo peso, ha intorno un’emotività familiare molto intensa”.
    “La sinergia tra i vari specialisti è fondamentale, l’expertise dei vari specialisti pure, così come il ruolo dei nostri infermieri, che devono essere di altissimo livello – ha aggiunto il professore – I risultati buoni che riusciamo a ottenere sono anche legati al fatto di avere infermieri di alto livello”.
    Tra le principali occupazioni di Leva anche le operazioni chirurgiche nei paesi meno sviluppati: “La chirurgia in paesi in via di sviluppo mi ha sempre affascinato, non hanno le nostre risorse e dobbiamo adattarci, ma i bambini sono sempre bambini – ha raccontato – La soddisfazione di fare queste operazioni in quei posti fa bene al cuore e ai bambini. Lì l’esperienza e l’abilità del chirurgo può sopperire a quella parte di tecnologia che non trovi. La logica con cui faccio queste esperienze è di andare e formare i chirurghi in loco, con i quali manteniamo poi i rapporti e mettiamo in atto iniziative e collaborazioni. Un progetto lanciato di recente, Accademia Polis, è un processo di democratizzazione della medicina – ha concluso – Si tratta di una piattaforma in cui carichiamo degli interventi che facciamo e i medici dei paesi in via di sviluppo possono accedere gratis guardando proprio quegli interventi”.

    – foto Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Primo caso di West Nile in Veneto, ma non c’è allarme

    PADOVA “La Direzione Prevenzione della Regione Veneto comunica che il primo caso umano di West Nile per questa stagione è stato confermato il 27 luglio 2023, dal laboratorio di Padova, in una persona residente in Veneto.

    In genere, quando il primo caso umano si verifica in questo periodo (fine luglio) non ci si attende una stagione di alta circolazione con molti casi nell’uomo: l’anno scorso infatti, il primo caso si era verificato già ad inizio giugno”. E’ quanto si legge in una nota della Regione in cui si fa il punto sull’andamento di West Nile, ricordando come ormai da “diversi anni il virus” circoli “ogni estate nel territorio della Regione Veneto e di altre regioni del nord Italia”. West Nile è un virus che viene trasmesso dalle zanzare, non da persona a persona. L’infezione è spesso asintomatica: in una persona su cinque ci possono essere manifestazioni come febbre, mal di testa, dolori articolari, eritemi cutanei e, raramente (1 caso su 150) possono verificarsi quadri severi, con il coinvolgimento del sistema nervoso (ad esempio meningite ed encefalite). “La situazione ambientale e climatica della scorsa estate 2022 aveva determinato un contesto molto favorevole alla circolazione di questo virus e si sono verificati moltissimi casi di infezione e purtroppo anche dei decessi”, ricordano gli esperti della Regione. “Nelle ultime settimane si sono verificate, come atteso, le prime positività del virus nelle zanzare. La Regione Veneto, in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie e con tutti i Dipartimenti di Prevenzione delle Ulss stanno mantenendo un’attenta sorveglianza sul territorio, al fine di permettere interventi tempestivi ai primi segnali di circolazione virale”.

  • “La Salute in Lombardia è ancora un diritto per tutti?” Oggi con Borghetti a Varese

    RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – “Al Pirellone si è chiusa una tre-giorni di discussione del Bilancio regionale ed è successa una cosa incredibile:

    Non una parola da parte di Fontana e dell’assessore Bertolaso sulla Sanità…”

    Questa Regione e questo Governo nazionale credono ancora che la salute sia un diritto da garantire a tutti, anche per chi non può pagarsi visite ed esami privatamente?

    Il Pd vuole che la Costituzione venga rispettata e applicata: la sanità deve essere un diritto per tutti.

    Ne parliamo a Varese questa sera con il collega Samuele Astuti e altri alla Festa Pd, dove si balla, si mangia e si parla di politica”.