Categoria: Politica

  • Cassinetta, rotazione in giunta: entrano Anna Montagna e Domenico Palladino

    Cassinetta, rotazione in giunta: entrano Anna Montagna e Domenico Palladino

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Il sindaco Domenico Finiguerra, in applicazione del criterio della rotazione degli incarichi previsto dalle linee della lista Per Cassinetta di Lugagnano, ha nominato con proprio decreto la nuova Giunta Comunale. Dal primo gennaio 2024 le cariche di Vicesindaco e di Assessore, ricoperte dal 2021 rispettivamente da Riccardo Barlaam e da Tamara Maggi, saranno coperte da Anna Montagna e da Domenico Palladino.

    La ripartizione delle deleghe stabilite dal sindaco prevede che al Vicesindaco Montagna siano affidate le competenze su educazione, servizi sociali, cultura ed eventi, mentre all’assessore Palladino spetteranno i lavori pubblici, la manutenzione del verde, il decoro urbano, l’ambiente e il patrimonio.

    “Ringrazio Riccardo Barlaam e Tamara Maggi per l’intenso lavoro svolto in questa prima parte del mandato, un lavoro portato avanti con costanza e con grande collaborazione e che continuerà anche negli anni prossimi in consiglio comunale e all’interno del nostro gruppo”, afferma il sindaco Finiguerra. “La nostra lista, che prevedeva tra i propri principi quello del ricambio delle cariche, ha concordato la nomina a Vicesindaco di Anna Montagna e ad Assessore di Domenico Palladino, due consiglieri comunali che hanno già dato grande prova di impegno a favore della comunità, che ringrazio per aver accettato questo importante incarico nell’organo esecutivo del Comune”.

  • Quelle panchine rosse contro la violenza

    Quelle panchine rosse contro la violenza

    Le violenze in questo mondo sono molte e, se proprio ne vogliamo parlare, non c’è che da coglierne “fior da fiore”: si fa violenza a chi, mediante aborto, viene eliminato prima di nascere (in Italia sette milioni, legali, dal 1978), se ne fa con l’ucciderlo quando è già nato per sbaglio o perché non gradito (lo chiamano con un neologismo mezzo latino “aborto post-natale”); se ne fa ai figli quando i genitori si dividono; se ne fa al giovane papà che, abbandonato dalla moglie/compagna, rischia di finire sotto un ponte senza il soccorso dei genitori anziani e talvolta non gli permettono neanche di vedere i figli; c’è anche la violenza contro le donne di cui in questi giorni, giustamente, si fa tanto parlare.

    Per frenarle tutte, anche quelle contro le donne, sono convinto che non bastano le panche rosse nei parchi, né le passatoie e le scarpe rosse nella scalinata del Municipio, né il fiocco, anch’esso rosso, sulle auto della Polizia locale, come c’è scritto su “Rozzano News” di dicembre.

    Sì, possono servire anche quei “segni” se ci aiutano a ricordare il gravissimo problema e a stimolare qualche riflessione sensata o almeno un moto del cuore; ma non bastano, anzi, senza un discorso più ampio e “a monte”, come si suol dire, rischiano di sembrare perfino innocuo folklore.

    Sicuramente, invece, non sono “folklore” le adunate di donne arrabbiate contro il cosiddetto “patriarcato”. Mi spiego. Qualche “manovratore” occulto, in alto – il “Grande Fratello” o il “Padrone del mondo”… – ha inventato per loro quel vocabolo orwelliano e tramite i servi delle televisioni, lo ha dato in pasto a torme di ragazzette poco più che bambine – volto dipinto, anelli al naso – che, ubbidienti, hanno urlato slogans in rima e a comando nelle piazze, mostrando il vecchio simbolo femminista degli indici e pollici a rombo. Ora, se per “patriarcato” costoro intendono – come sembra – la figura del “padre” e la vogliono distruggere, allora per la società futura “senza padri” non ci sarà salvezza perché è destinata a regredire sempre di più nella barbarie e nella violenza che tutti, a parole, vorremmo frenare.

    Mi domando, infatti: come si può bestemmiare il nome del “padre” senza con ciò demolire la Famiglia vera – uomo-padre, donna-madre che possono generare figli – e, quindi, l’intera società? È tragico che una verità così semplice e lampante venga ignorata e calpestata da tanta parte delle nuove generazioni. Ed è ancora più tragico che tale “ignoranza” venga avvalorata da politici qualificati eletti dal popolo sovrano! La cosa, comunque, non deve meravigliare ove si guardi a quanto è stato insegnato da molti “cattivi maestri” ai giovani almeno in questi ultimi 50 anni: il processo degenerativo, infatti, non avviene mai improvvisamente come un fungo dopo una pioggia di fine estate, esso matura in tempi lunghi anche di decenni e perfino di secoli.

    Così, posso dire di essere stato testimone diretto di un segmento importante di tale “processo” fin da quando – protagonista, 1968, nelle università – l’ho potuto studiare man mano che esso procedeva nella corruzione della società; insomma ho avuto la ventura di vedere con qualche anno di anticipo i risultati negativi a cui saremmo andati incontro e lo dicevo ai miei “cinque” amici.

    E, infatti, in quell’ “anno” furono poste le premesse che in seguito, un po’ alla volta e con strategie studiate dei “tre passi avanti e due o uno indietro”, ci avrebbero regalato quel mondo di cui oggi godiamo. Ricordo bene quando si cominciò a parlare di rivoluzione sessuale, di distruzione della morale detta con disprezzo “tradizionale”, di auspicata abolizione di ogni freno agli istinti, quando si separò il sesso dall’amore, si ridusse l’accoppiamento a sola attività meccanica, si diffuse la pornografia e si “democratizzò” la droga nel “basso popolo” dicendo perfino che essa avrebbe aperto la mente e la fantasia; ricordo che già allora un caro e indimenticabile amico, Emanuele Samek Lodovici, studiando bene l’argomento, aveva intuito con lucidità profetica che il nucleo del femminismo radicale era quello che in seguito sarebbe sfociato nella teoria del gender: puoi essere quello che vuoi, o maschio o femmina! E tutto ciò fu chiamato “libertà” e “progresso”.

    I libri di Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Herbert Marcuse, “cattivi maestri”, furono in quel periodo letti da molti nelle università e citati come oracoli indiscutibili.

    Da qui un capovolgimento epocale di tutto quello che – anche se con evidenti umani difetti – aveva, comunque, sostenuto la civiltà cristiana fino ad allora. Le vestali femministe, che, vecchie, compaiono ancora e applaudite nelle televisioni per raccontare le loro prodezze giovanili, invocarono all’epoca tutti i “diritti” possibili in una corsa folle che dura ancora ai nostri giorni; gridavano allora “non più madri, non più figlie, distruggiamo le famiglie!”, uno slogan sciagurato che ritorna ancora nelle femministe a distanza di decenni, infatti “Dio, patria, famiglia, che vita de mer..” c’era scritto in un cartello che una senatrice del Partito Democratico non si vergognava di esibire anni fa a Verona dove si era recata per impedire un convegno di cattolici sulla Famiglia.

    Le ragazze urlatrici di adesso, di cui dicevamo, sono “nipoti” magari inconsapevoli di quelle vestali; le “migliori”, poi, sfuggono loro di mano e si scontrano con la polizia per dare l’assalto alla sede di “Pro Vita e Famiglia”, l’associazione cattolica di volontari che aiutano le donne povere che decidono di non abortire.

    Perché meravigliarsi? In breve, voglio dire che allora si preparò un mondo capovolto e sicuramente più squilibrato rispetto a quello che conoscevamo prima: nel relativismo incipiente, nella distruzione di riferimenti precisi e di principi fermi, quello che in passato era creduto bene fu scambiato per male e viceversa: un disastro.

    Così, il cosiddetto “femminicidio” e le violenze di oggi possono essere alcuni dei prodotti più tragici di questo capovolgimento che qualcuno si ostina ancora a chiamare “progresso”. Forse si vorrebbe che tale disordine che io, raffazzonando tra le cose che ho visto nella vita, cerco di interpretare e descrivere con mezzi artigianali, producesse pace, quiete, assuefazione e magari rassegnazione, atarassia, panacea, insomma felicità; purtroppo non è e – a viste umane – non sarà così; i più deboli, i più fragili, i più soli, i falliti, gli impazziti e presi nel vortice, sbandano, perdono il lume e uccidono perfino o si uccidono…; anche loro, però, sono vittime del disordine morale, civile e fisico preparato da chi ora ha i capelli bianchi e, dagli schermi televisivi, pretende ancora di catechizzarci! Può esserci una via di salvezza?

    L’unica, in teoria, sarebbe l’inversione di marcia, cioè fare il contrario del male che anche dall’alto è stato versato in questi 50 anni! Ma ognuno s’avvede che la mia è solo fantasia di un pover’uomo perché, salvo miracoli di Dio, questo è impossibile in quanto le cose che negli ultimi decenni hanno corrotto la società, imposte anche dalle “leggi” come “conquiste di civiltà”, sono diventate costume radicato; e chi è quel pazzo che oserà discutere le “conquiste”? I politici? Non scherziamo! Molti di loro, post-comunisti di vari colori e gradazioni, sono ancora fermi alla “religione oppio dei popoli”, del vecchio Marx, una sentenza famigerata di condanna che, sebbene aggiornata e riveduta, dopo quasi due secoli resiste ancora nascosta nel cuore di tanti; così, nonostante i sorrisi e i giri di parole edulcorate e di circostanza di cui sono sopraffini maestri, è sempre l’antico odio che ripolla ad ogni occasione.

    Costoro correranno verso sempre nuove “conquiste” e, quindi, è meglio non contare su di loro. Ma neanche sui loro contrari a Destra – adesso detti “conservatori” – si può contare perché per andare controvento dovrebbero avere un coraggio eroico che nessuno, nelle odierne circostanze, onestamente può pretendere! Alla prima mossa del più onesto ministro, il “Padrone del mondo” gli scatenerebbe contro tali orde violente che quelle che abbiamo visto assalire la sede di “Pro Vita e Famiglia” sarebbero solo una pallida immagine. E, infatti, tempo fa, una donna che in un comizio si è permessa di dire ad alta voce “io sono mamma!” è stata lapidata come se avesse proferito una volgare bestemmia. Un segno tragico dei tempi! Scartati i politici, a noi, poveri ma uomini liberi, che non dobbiamo rendere conto a nessuno se non alla nostra coscienza, non resta che una spontanea azione che io chiamo “privata”: parlare apertamente e scrivere a singole persone di buona volontà e cogliere in loro e valorizzarli quei coaguli di bene che esistono e resistono ancora abbondanti nel corpo del vero popolo.

    Le famiglie naturali, cosiddette “tradizionali”, ci sono – grazie a Dio – e operano sicuramente per il bene dei loro figli; su queste bisogna contare, soprattutto sui genitori giovani che hanno bambini e ragazzi nelle scuole statali che rischiano di essere indottrinati da cricche di insegnanti post-sessantottini, nipoti – maschi e femmine – di quelle “vestali” e “cattivi maestri” a cui abbiamo accennato prima: costoro intervengono nella scelta dei programmi cosiddetti “culturali” in cui usano parole apparentemente innocue come “Educazione all’affettività” o “Educazione affettiva” e simili, invitano a parlare a scuola quegli “esperti” che vogliono loro, monopolizzano i consigli di classe e i collegi dei docenti, ostracizzano i pochi professori contrari, nel silenzio della maggioranza degli altri colleghi che, per quieto vivere, più spesso per ignoranza, non sanno e non vogliono intervenire: io ne ho avuto quarantennale esperienza e ne parlo a ragion veduta!

    Ecco perché vorrei che i genitori, in prima persona si informassero e, se del caso, intervenissero con la loro legittima e naturale autorità sulle cose che sono veramente importanti e non su risibili quisquiglie come il più delle volte avviene: i figli li hanno generati loro e non sono “figli della lupa” e della Scuola!”.

  • Bareggio e bilancio, Linda Colombo: investimenti e servizi mantenuti

    Bareggio e bilancio, Linda Colombo: investimenti e servizi mantenuti

    “Grazie a un lavoro meticoloso su tutti i capitoli e a qualche sacrificio, riusciamo nonostante le difficoltà a mantenere tutti i servizi alla popolazione, compreso il trasporto scolastico, e a dare corso a numerosi investimenti”. Così l’assessore Nico Beltramello presenta il bilancio 2024. “Il bilancio di previsione, che pareggia per poco meno di 18 milioni di euro, risente notevolmente degli effetti negativi legati all’inflazione – spiega l’assessore Beltramello -. L’incremento dei prezzi ha avuto un effetto sulle previsioni di spesa dell’Ente, sia per l’acquisto di beni, sia per quello indiretto, legato ad appalti ed affidamenti in corso per la prestazione di servizi. Negli ultimi anni l’incremento ISTAT dei prezzi ha raggiunto anche aumenti di due cifre e sino agli inizi del 2020 risultava sostanzialmente pari a zero. Gli incrementi delle tariffe sono stati tuttavia ampiamente contenuti rispetto al reale incremento ISTAT”.

    Tra gli investimenti che troveranno attuazione nell’anno che sta per iniziare ci sono la rotonda di via Roma, la pista ciclabile di via De Gasperi (fondi regionali), la manutenzione straordinaria del centro sportivo Magistrelli e la manutenzione di scuole, alloggi Erp, strade e parchi pubblici. Messo a bilancio anche l’efficientamento energetico della scuola secondaria di via Matteotti (in attesa dell’esito del bando regionale a cui il Comune ha partecipato) e della scuola secondaria di San Martino finanziato in parte con fondi ministeriali.

    Tra i principali progetti che vedranno la luce negli altri settori, il controllo del vicinato, il potenziamento dei turni serali della Polizia Locale per concentrarsi in particolare sulla lotta contro lo spaccio, il proseguimento della rigenerazione urbana delle aree dismesse, l’apertura della nuova farmacia comunale in zona nord e la pianificazione degli interventi nell’ambito del PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche). Confermati tutti i servizi alla persona e gli eventi, verrà riproposto anche il progetto “Giovani Smart” in collaborazione con Bareggionauti.

    b, che era il nostro obiettivo principale – afferma il sindaco Linda Colombo -. Anche questo bilancio, come era prevedibile, risente ancora delle forti ripercussioni della pandemia, che ha portato a un aumento generalizzato dei costi che si ripercuotono inevitabilmente anche sugli Enti locali. La nostra Amministrazione vuole comunque continuare a dare uno sguardo al futuro tornando alla normalità. Il 2024 sarà infatti l’anno in cui inizieremo a raccogliere i frutti e a vedere i risultati tangibili del lavoro svolto in questi anni, con opere e interventi che vedranno finalmente la loro attuazione concreta: penso soprattutto alla via Santo Stefano, alla rotatoria di via Roma e al processo di rigenerazione delle aree dismesse”.

  • Appalto strada Malpensa, Scurati: ottima notizia

    Appalto strada Malpensa, Scurati: ottima notizia

    In merito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando di gara per l’affidamento dei lavori di realizzazione della Tratta C, da Albairate a Ozzero, della cosiddetta Vigevano-Malpensa, è intervenuto il consigliere regionale della Lega, Silvia Scurati: “Finalmente dopo vent’anni d’attesa è arrivato il passaggio concreto che tutto il territorio attendeva: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando di gara per la realizzazione del Tratto C della Vigevano-Malpensa.

    Una tratta di circa sette km che vede la realizzazione anche di cavalcavia, ponti e gallerie artificiali per connettere al meglio le diverse realtà e anche i tratti interessati dal trasporto su ferro. Un’opera fondamentale di mobilità per le imprese e per i cittadini che potranno contare su una connessione sempre più veloce. Ringrazio il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini che ha sempre creduto in quest’opera recependo le istanze del territorio”.

  • Luca Del Gobbo e la Magenta che verrà

    Luca Del Gobbo e la Magenta che verrà

    Dopo aver “messo in bolla” il Documento di Piano e il Bilancio approvato poco prima di Natale, per Luca Del Gobbo e la sua Giunta il 2024 dovrà essere l’anno in cui cambiare decisamente marcia rispetto al rilancio della Città.

    Di questo ne è convinto anche il Primo cittadino che ad onore del vero dall’atto del suo insediamento (luglio 2022) aveva sempre detto “che prima c’era da ricostruire le fondamenta (ossia la macchina comunale)”.

    Adesso diversi tasselli del mosaico stanno iniziando ad andare al loro posto, pertanto, il già Sindaco di Magenta nel decennio 2002/2022 può dedicarsi nei prossimi dodici mesi a dare un’impronta più forte e decisa nel processo di sviluppo della Città.

    Per poi arrivare dopo la convocazione degli Stati generali fissati per il 20 di gennaio, alla costruzione del ‘suo’ Pgt.

    Perchè se il Documento di Piano è tutta farina di Del Gobbo e della sua Giunta (in primis dell’Assessore alla partita Simone Gelli) non è un caso che la svolta si può avere con il nuovo Piano di Governo del Territorio che viene chiamato anche ‘Il Piano del Sindaco’.

    Sulla questione Del Gobbo e la sua squadra hanno le idee piuttosto chiare: ‘Altro che cementificatori! come già abbiamo fatto in passato, partiremo dal recupero delle aree degradate e da riqualificare. In questo modo non c’è consumo di suolo e, soprattutto vengono riconsegnati alla Città pezzi importanti per la sua vivibilità e, più ancora, per la sua sicurezza”.

    In evidenza nell’agenda del Sindaco l’area ex Novaceta. “Qui la bonifica è già in corso, per il resto la partita è aperta”.

    Tradotto il Sindaco in più di una circostanza ha fatto intendere che la prospettiva indicata dalla vecchia Giunta Calati, certamente non basta.

    Perchè trattasi di un sito produttivo ricco di potenzialità, senza dimenticare gli aspetti dei servizi per il quartiere e tutta la città.

    Nell’agenda del Sindaco ci sono i parcheggi che però saranno ricavati anche all’interno del vecchio scalo merci delle Ferrovie – anche questo progetto di antica memoria poi interrottosi – ma anche il totale rifacimento della piazza Kennedy così da costruire quell’idea di un centro diffuso (già indicato nel vecchio Pgt dell’amministrazione Del Gobbo bis) che parta da Villa Naj Oleari e, di fatto, arrivi sino all’area ex Laminati, ormai, da tempo recuperata e diventata fulcro nevralgico nella zona di via Mazzini/via Milano.

    Del Gobbo nel suo mandato, clausole permettendo, ha già più volte ribadito l’idea di riportare libero l’AutoSilos di via Alcide De Gasperi e appena possibile di rivedere tutta la gestione dei parcheggi che di fatto l’Amministrazione Invernizzi ha demandato ad ASM.

    Sempre a proposito di parcheggi c’è piazza Mercato dove il progetto attuale ‘cuba’ 350 mila euro. In buona sostanza, ai 250 mila euro che sono arrivati da Regione Lombardia, con l’ormai famoso ‘Emendamento Comazzi’ si sono andati ad aggiungere altri 100 mila euro messi dall’Amministrazione Del Gobbo.

    “Perchè l’idea è di fare un discorso più complessivo e completo così che anche in termini di percezione di sicurezza Piazza Mercato venga ad essere un’area pienamente fruita da Magentini e non”.

    Per quanto riguarda le aree verdi, beh, qui il lavoro da fare è notevole. Perché notevole è senz’altro il numero di parchi cittadini da gestire.

    “La nostra volontà – ha anticipato il Sindaco – è quello di fare in modo che ogni Parco abbia una propria vocazione e, soprattutto, creare (cosa che ad oggi non esiste e che sarebbe un unicum) un parco dedicato alla lettura”.

    Il filone di tutto il progetto di città è quello di far tornare Magenta polo attrattivo baricentrico per tutto il territorio.

    “In questo ragionamento rientra anche l’idea di riportare il vecchio ‘Business Park’ ai confini con Robecco sul Naviglio ad area produttiva. Non ci interessa – ha sottolineato Del Gobbo – né la logistica, né l’agricolo come destinazione. Non perché siamo dei cementificatori, bensì perché vogliamo cogliere ogni opportunità possibile per rilanciare appieno il nostro territorio”.

    Altro doppio grande tema: le aree ex Saffa e ATM. “Sono aree strategiche – ha osservato il Sindaco – di sicuro, non si può risolvere tutto con la bacchetta magica, però, ciò che conta è che con il nuovo anno parta una interlocuzione fruttuosa e costruttiva”.

    Perché indubbiamente da qui può passare davvero molto nel “cambio di pelle” di Magenta.

    Ultima decisione che il Sindaco difende con orgoglio la destinazione della ‘casa del custode’ di piazza Mercato per un migliore presidio del territorio.

    “Sicuramente il fatto di metterla a disposizione dell’associazione carabinieri può essere un modo per migliorare la percezione di sicurezza nella nostra Magenta”.

    Per Del Gobbo è un discorso molto più ampio, che non si può certamente esaurire con le telecamere.

    “Tutti i cittadini su questo possono fare la loro parte. Dal fenomeno dell’emergenza educativa, al tema delle baby gang. E’ un ragionamento a tutto campo. Io spesso mi chiedo se qualcuno si sia preso la briga di ascoltare i testi della musica che va per la maggiore tra i nostri ragazzi…

    E’ una riflessione che faccio ad alta voce per fare capire quanto l’argomento sia delicato e ricco di sfaccettature. Noi come Amministrazione su questo fronte – ha concluso il Sindaco – cercheremo di fare il massimo, imponendo la ‘tolleranza zero’, ma anche chiedendo un patto educativo con la scuola, i formatori, gli stessi genitori.

    Poi, certamente starà a noi rendere la città più bella e fruibile, però, come detto la videosorveglianza non può davvero essere l’unica soluzione”.

  • I tanti perseguitati nel mondo e le troppe guerre dimenticate

    I tanti perseguitati nel mondo e le troppe guerre dimenticate

    Non dimentichiamo i tanti uomini e donne che trascorreranno un Natale di guerra e di persecuzione. Assieme alle guerre di Ucraina e Gaza è combattuto, negli ultimi due anni, un terzo conflitto alle cui vicende si è prestata, però, molta meno attenzione.

    Mi riferisco al Nagorno Karabakhun territorio dove santuari e monasteri risalenti al primo secolo sono il simbolo dell’essenza cristiana della regione. In questi due anni i 130mila abitanti di quell’enclave cristiana sono stati costretti a un drammatico esodo di massa.

    Eppure la loro tragedia è rimasta sorda e inascoltata. In loro difesa non si è levata una sola voce. Questo sciagurato silenzio ci ricorda come il conflitto del Nagorno Karabakh rientri nell’immensa tragedia delle comunità cristiane perseguitate.

    Alessandro Monteduro direttore di Acs «Aiuto alla Chiesa che soffre»– la Fondazione della Santa Sede, deputata alla salvaguardi della libertà religiosa – affronta così, in vista del Natale, il tema della persecuzione dei cristiani. Un tema spesso dimenticato ignorato o sottovalutato, ma le cui cifre non sono meno tragiche di quelle della guerra in Ucraina o a Gaza. Secondo Acs almeno 360 milioni di cristiani nel mondo sperimentano «alti livelli di persecuzione e discriminazione a motivo della loro fede».

    I Paesi dove la libertà religiosa non viene rispettata sono quelli più popolosi del mondo. Dalla Cina all’India, dal Pakistan al Bangladesh per arrivare in Nigeria, Burkina Faso e Pakistan le violazioni della libertà di fede riguardano, direttamente o indirettamente, quasi 5 miliardi di persone. Di fronte a questa immensa persecuzione il mondo occidentale se ne frega delle libertà religiose. Anche, o soprattutto, quando sono in ballo quelle dei nostri fratelli cristiani.

    «Accettare l’idea che si possa morire per non abiurare alla propria fede– spiega Monteduro –è qualcosa che stride con il relativismo politico e ideale dilagante nella nostre società.

    Accettare l’idea che 120mila cristiani della piana di Ninivein Iraq abbiano abbandonato tutto pur di non rinunciare alla propria identità e alla fede in Cristo significa misurarsi con un’idea di libertà religiosa che l’Occidente non comprende più.Anche perché l’ha relegata a un livello inferiore rispetto alle libertà più di moda come le libertà sessuale o la libertà di genere».

    Prendiamo il caso del Burkina Faso, dove il 50% del suo territorio è in mano a micro-califfati e i cristiani sono costretti alla fuga per timore di quest’avanzata jihadista. Se guardiamo le cifre dei flussi migratori provenienti dalle coste del Nord Africa, tra le prime dieci nazionalità dei migranti sbarcati in Italia quest’anno scopriamo che quelli provenienti dal Burkina Faso sono letteralmente decuplicati passando dai circa 300 del 2022 agli 8.410 di quest’anno. Con un paradossale incremento del 2.512%.

    Sarà certamente un Natale amaro per Jimmy Lay, l’imprenditore e attivista pro-democrazia, processato a Hong Kong,accusato di sedizione e collusione con forze straniere, reati che ai sensi della Legge sulla sicurezza nazionale verrebbero puniti con la pena dell’ergastolo. Lai – 76 anni, cattolico, fondatore del giornale indipendente Apple Daily, costretto alla chiusura dalle autorità comuniste nel 2021– è già in carcere da più di mille giorni, dopo la stretta imposta da Pechino che nel 2020 ha portato dietro le sbarre tutti i protagonisti del movimento pro-democrazia e sta già scontando una condanna a cinque anni e nove mesi per “frode”, sulla base di accuse legate ai finanziamenti del giornale.

    Jimmy Lai è apparso magro ma sorridente: ha salutato da lontano la moglie Teresa presente in aula, insieme a tanti amici tra cui il card. Joseph Zen,che a 92 anni e dopo essere stato lui stesso alla sbarra come imputato ha voluto in questo modo esprimere il proprio sostegno al fondatore dell’Apple Daily. Fuori dal tribunale – tra le forze dell’ordine in assetto di massima sicurezza, con persino un furgone anti-bomba come parte della narrazione del “pericolo” rappresentato da Jimmy Lai – è andata in scena la protesta pacifica di Alexandra Wong, 67 anni, attivista pro-democrazia conosciuta come “nonna Wong”. Ha gridato “Sostengo Jimmy Lai perché voglio la verità. Voglio leggere di nuovo l’Apple Daily”, prima di essere portata via dalla polizia.

    Jimmy Lai pur avendo come molti cittadini di Hong Kong un doppio passaporto, gli è stata negata nei mesi scorsi la possibilità di essere difeso dall’avvocato britannico Timothy Owen, un giurista di fama internazionale. Jimmy Lai è accusato di aver cospirato per stampare, pubblicare, vendere o distribuire “pubblicazioni sediziose” tra l’aprile 2019 e il 24 giugno 2021 – quando l’ultima edizione dell’Apple Daily è stata pubblicata in seguito a un raid della polizia e all’arresto anche degli altri dirigenti.

    Intanto a favore di Jimmy Lai ieri è intervenuto il ministro degli Esteri di Londra David Cameron, chiedendone la liberazione in quanto cittadino britannico. “Come giornalista ed editore – ha scritto in una dichiarazione ufficiale – èstato preso di mira in un chiaro tentativo di fermare l’esercizio pacifico dei suoi diritti alla libertà di espressione e di associazione. Chiedo alle autorità di Hong Kong di porre fine all’azione penale e di rilasciare Jimmy Lai”.

  • Gioventù Nazionale Altomilanese, raccolta di beni alimentari pro famiglie in difficoltà

    Gioventù Nazionale Altomilanese, raccolta di beni alimentari pro famiglie in difficoltà

    Un grandissimo successo la raccolta di alimenti e beni di prima necessità organizzata ieri da Gioventù Nazionale Altomilanese di fronte al “Gigante” di Canegrate. I militanti del movimento hanno distribuito oltre centro volantini e hanno raccolto grandi quantità di beni che saranno consegnati alle tante famiglie bisognose della zona, purtroppo sempre di più negli ultimi anni. Da diverso tempo a questa parte Gioventù Nazionale si impegna a promuovere iniziative come queste nei territori locali con il solo e unico fine di regalare un sorriso alle tante persone che si trovano in difficoltà.

    Sono azioni che non hanno nessun obiettivo di lucro e che non portano un guadagno ai militanti del movimento, se non quello di vedere che spesso, anche con “piccole” azioni come questa, si può fare davvero la differenza per molti. Nei giorni seguenti i ragazzi consegneranno personalmente i beni alle famiglie segnalate della zona

  • Trecate: via libera dalla Giunta al progetto di riqualificazione dell’impianto di via Bottego

    Trecate: via libera dalla Giunta al progetto di riqualificazione dell’impianto di via Bottego

    Durante la seduta di oggi, giovedì 21 dicembre, la Giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per i lavori di riqualificazione dell’impianto sportivo di via Bottego e dell’annesso bar.

    “La realizzazione del progetto – spiegano il sindaco Federico Binatti e i consiglieri Mauro Bricco e Michele Musone, rispettivamente incaricati ai Lavori pubblici e allo Sport – ha un valore di 570.850,42 euro al netto dell’Iva e prevede importanti interventi che consentiranno un completo restyling del blocco principale, che ospita spogliatoi, impianti e bar. Nel fabbricato più basso saranno completamente risistemati i servizi igienici e si ricaverà inoltre un bagno per le persone con disabilità.

    Nell’area esterna, oltre alle due nuove tensostrutture con relativa impiantistica per i due campi da tennis, il progetto contempla il completo rifacimento della pista di salto in lungo. Si pensa inoltre alla realizzazione di un nuovo campo da padel coperto.

    L’atto di approvazione da parte della Giunta è un passo importante in quanto è propedeutico alla gara di appalto di concessione con la quale verrà individuato il soggetto attuatore del progetto e concessionario del servizio di gestione del Centro sportivo. Con i primi mesi dell’anno – concludono il sindaco e i consiglieri – si procederà infatti all’indizione della gara per veder partire i lavori entro la prossima estate, restituendo alla città un importantissimo spazio per la pratica sportiva”.

  • Incentivazione fiere internazionali, Scurati: “Regione impegnata potenziare attrattività turistica e grandi eventi in Lombardia”

    Incentivazione fiere internazionali, Scurati: “Regione impegnata potenziare attrattività turistica e grandi eventi in Lombardia”

    Nell’ambito di discussione del Bilancio di previsione 2024-2026 di Regione Lombardia è stato approvato l’ordine del giorno – proposto dal gruppo Lega – in merito all’incremento delle misure in sostegno ai grandi eventi e alle fiere internazionali che coinvolgono la Lombardia. Ne dà notizia Silvia Scurati Consigliere regionale della Lega, vicepresidente della Commissione ‘Attività produttive’, e primo firmatario del testo.

    “La Lombardia è la prima Regione italiana anche per le strategie e le politiche volte a valorizzare i territori, le loro eccellenze e il turismo tramite l’opportunità dei grandi eventi e delle fiere. Nel PRSS e nel Piano annuale della promozione turistica e dell’attrattività di Regione Lombardia è infatti previsto che la Regione possa consolidare la propria posizione sia attraverso il sostegno di eventi nazionali e internazionali, sia promuovendo la realizzazione di Lombardia di grandi eventi internazionali”

    “L’obiettivo di questo testo è quello di potenziare l’attrattività turistica dei territori lombardi sia in Italia che in Europa favorendo l’intero indotto economico locale. Con questo ordine del giorno si impegna quindi la Giunta Fontana a incrementare, nell’ambito delle risorse previste dal bilancio di previsione 2024-2026 il finanziamento delle misure per realizzare i grandi eventi e le fiere internazionali che vedano la partecipazione attiva della Lombardia” conclude Scurati.

  • Sanità Lombardia, investiti oltre 38,5 milioni per le apparecchiature.

    Sanità Lombardia, investiti oltre 38,5 milioni per le apparecchiature.

    Nell’ambito di discussione del Bilancio di previsione 2024-2026 di Regione Lombardia è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno – proposto dal gruppo Lega – in merito ad alcuni investimenti in sanità per l’anno 2024. Ne dà notizia Silvia Scurati Consigliere regionale della Lega, vicepresidente della Commissione ‘Attività produttive’, e firmatario del testo.

    “Questa iniziativa nasce dalle richieste di finanziamento pervenute da undici ASST lombarde per la creazione di nuovi locali e l’introduzione di nuove grandi apparecchiature medicali per oltre 38,5 milioni di euro. In particolare, voglio segnalare il contributo di quasi 3,8 milioni di euro per il nuovo sito di radioterapia nel presidio di Legnano.

    Si tratta di un investimento sanitario importante che rappresenta un volano di innovazione e miglioramento per l’intera ASST ovest Milanese. Grazie quindi a Regione Lombardia prosegue l’impegno per ammodernare e potenziare le strutture sanitarie pubbliche lombarde” conclude Scurati.