Categoria: Politica

  • Attilio Fontana: ho sempre fatto soltanto l’interesse dei lombardi

    MILANO “Sono contento e mi aspettavo questa conferma perché ho sempre agito nell’interesse dei lombardi che ho l’onore di rappresentare”.

    Lo scrive sui suoi profili social il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in merito alla notizia che la Corte d’Appello di Milano, sul cosiddetto ‘caso-camici’, ha confermato il proscioglimento del governatore perché “il fatto non sussiste”.

    “Hanno parlato in tanti, a sproposito e dal divano di casa, mentre qui in Regione tutti, dirigenti, dipendenti, staff, lottavamo in prima linea lasciando perdere le polemiche” prosegue Attilio Fontana.

    “Voglio ringraziare gli avvocati e chi non ha mai dubitato del nostro operato e ci ha dato la forza di andare avanti, nonostante tutto. Grazie, grazie di cuore. Spero che questa notizia arrivi a quante più persone possibile, perché dopo il discredito, venga ristabilito il giusto riconoscimento a chi, per mesi e anni, ha lavorato sodo e in silenzio” conclude Attilio Fontana.

    “Sono lieto di apprendere che il Governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, sia stato assolto da tutte le accuse a lui mosse sul caso “camici”, la sentenza conferma la sua innocenza e riconosce la correttezza del suo operato. Questa decisione giudiziaria rappresenta un momento di grande soddisfazione per tutti noi”. Cosi’ Marco Osnato, Presidente della Commissione Finanze alla Camera dei deputati, commenta la decisione dela Corte di Appello che h aconfermato il proscioglimento del ropesidente della lombardia per il cosiddetto caso camici. “La lunga e complessa vicenda processuale ha finalmente raggiunto una conclusione che garantisce la verita’ – ha aggiunto – e rende onore alla reputazione del Governatore, e’ evidente che Fontana ha sempre agito nel pieno rispetto delle leggi vigenti”. “L’assoluzione conferma l’integrita’ personale di Fontana e riafferma la fiducia riposta in lui dalla popolazione lombarda. Mi congratulo con il Governatore Fontana per l’assoluzione e per il riconoscimento della sua rettitudine nell’amministrare la Lombardia, resta un importante punto di riferimento” ha concluso Osnato.

    “Finalmente giustizia (tardiva) è fatta! Finalmente sulla vicenda dei camici siamo arrivati al completo proscioglimento di Attilio Fontana, finalmente è acclarata l’assoluta correttezza da parte del governatore, niente di niente. Ma in mezzo ci sono stati tre anni in cui Fontana è stato additato dal PD, soprattutto, e dalle opposizioni e dai loro partiti, come il peggiore dei malfattori.

    Chi gli domanderà scusa per tutto il fango che ha ricevuto in questi anni? Chi gli restituirà tutto questo tempo trascorso sulla graticola degli accusati ingiustamente? Certo alla fine ha prevalso la giustizia, ma soltanto dopo tre anni infernali per Attilio Fontana e per la Lega che lo ha sempre convintamente sostenuto.

    Ora avanti tutta Attilio, avanti a lavorare in serenità, per la Lombardia, il suo territorio e i suoi cittadini!” Lo dichiara l’on. Fabrizio Cecchetti, segretario d’aula alla Camera dei Deputati e coordinatore della Lega Lombarda per Salvini Premier.

  • Flash mob di Fratelli d’Italia contro gli aumenti di Area C della Milano di Sala

    MILANO Flash mob ieri a Milano davanti al varco della Ztl, in piazza Conciliazione per protestare contro l’aumento del ticket di Area C da 5 a 7,50 euro che sarà approvato dalla Giunta Sala.

    L’ingresso, da cinque euro, passerà a 7,5 euro con la novità tra 6 mesi dell’estensione degli ingressi a pagamento anche al sabato e alla domenica: “dunque non più un’Area C dalle 7.30 alle 19.30 solo per cinque giorni a settimana, dal lunedì al venerdì, ma una “gabella” – hanno sottolineati i partecipanti – che di fatto non si spegnerà mai. Tariffa d’ingresso a 7,5 euro, sette giorni su sette” ‘Sala vampiro. Giù le mani dalle tasche dei milanesi’ è il testo del volantino che i manifestanti hanno mostrato con una foto di Sala con i canini allungati. “Questo è un provvedimento nato male e finito peggio” ha commentato il coordinatore milanese di FdI Stefano Maullu, un provvedimento “che serve solo per fare cassa. Sette euro e mezzo sono una cifra enorme che deve essere fermata. E crediamo che l’amministrazione non possa continuare con questa politica che serve a penalizzare chi viene a lavorare in città”. “Ho preso parte con colleghi parlamentari, consiglieri comunali, di municipio e regionali di Fratelli d’Italia, alla nostra protesta, Questa è l’ennesima ‘gabella’ del sindaco ‘green’ e dell’amministrazione di centrosinistra che – ha sottolineato Riccardo De Corato, deputato del partito – continuano, imperterriti, a perseguitare gli automobilisti milanesi! Dopo aver introdotto senza successo il provvedimento di area B, ritenuto inutile al punto che anche lo stesso capogruppo dei Verdi Monguzzi continua a contestare, ora vogliono fare ulteriormente cassa aumentando ulteriormente la tassa per entrare nel centro della città, inclusi i fine settimana. Questa è una vergogna che solo Milano, in Italia, subisce”.

    DECORAMBO «Ieri mattina, assieme a colleghi Parlamentari, Consiglieri Comunali, di Municipio e Regionali di Fratelli d’Italia, ho partecipato al flash mob organizzato in piazza Conciliazione angolo via Boccaccio a Milano, per dire no all’aumento dell’ingresso in area C che passerà a breve dagli attuali 5 euro a 7,5! Questa è l’ennesima “gabella” del Sindaco “green” e dell’Amministrazione di Centrosinistra che continuano, imperterriti, a perseguitare gli automobilisti milanesi! Dopo aver introdotto senza successo il provvedimento di area B, ritenuto inutile al punto che anche lo stesso capogruppo dei Verdi Monguzzi continua a contestare, ora vogliono fare ulteriormente cassa aumentando ulteriormente la tassa per entrare nel centro della città, inclusi i fine settimana! Questa è una vergogna che solo Milano, in Italia, possiede»! Così diciara Riccardo De Corato.

  • Filippo Facci e il caso la Russa, parla l’accusa

    MILANO Si è scatenata la bufera perfetta dopo l’editoriale di Filippo Facci pubblicato sul quotidiano Libero sabato 8 luglio e dedicato al caso del figlio di Ignazio La Russa.

    I contenuti espressi da Filippo Facci sono incompatibili con i valori e le policy del servizio pubblico, per quanto riguarda la tutela della parità di genere e un forte impegno contro ogni forma di violenza sulle donne. I vertici Rai sospendano la striscia del giornalista”. Così Francesca Bria, componente del Cda della Rai, su Twitter.

    “La ragazza ha lamentato che ”la mia infanzia è stata rubata”. Per quella cifra [un miliardo di dollari di risarcimento per lo stupro subito] è lecito chiedersi quanti si farebbero derubare dell’infanzia, non una, ma anche due, tre volte…» Filippo Facci, 2018. “Risulterà che una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo Apache La Russa…”, Filippo Facci, 2023. Passano gli anni, ma non passa il disprezzo di Facci per il genere femminile, reiterato nel tempo in svariate occasioni. Evidentemente, incolpare le vittime di stupro ed essere misogini sono diventati precondizioni per ottenere la conduzione di una striscia quotidiana su Rai2. Vergogna assoluta per chi ha sostenuto questa scelta. Per Giorgia #Meloni, prima donna Presidente del Consiglio, va tutto bene? Come per le inqualificabili esternazioni del sottosegretario #Sgarbi, anche qui nulla da dire?”. Lo scrive su twitter la deputata del Pd, Laura Boldrini.

    “La parole di Facci sono intrise di sessismo, misoginia, disprezzo per le donne. Il servizio pubblico non può accogliere un giornalista che parla così. Il silenzio della presidente del consiglio Giorgia Meloni è imbarazzante, mentre è indecoroso che la ministra Roccella difenda Larussa come padre coinvolto e non dica nulla sul rispetto dovuto alla parola femminile. Si parla delle donne come corpi da usare, come sprovvedute che se la vanno a cercare. Possibile che la ministra non abbia un sussulto di indignazione, proprio nulla da dire contro questa narrazione tossica?”. Lo dichiara la senatrice del Pd Cecilia D’Elia, portavoce nazionale della conferenza delle democratiche.

  • La classifica del Sole 24 Ore: Bonaccini governatore più apprezzato, tra i sindaci vince Sala

    MILANO – Stefano Bonaccini (Emilia Romagna, Pd) e Beppe Sale (Milano, centrosinistra) conquistano il primo posto della classifica degli amministratori locali più popolari in Italia, rispettivamente col 69% e il 65% delle preferenze. E’ quanto emerge dalla ‘Governance Poll delle Regioni’ de ‘Il Sole 24 Ore’, il sondaggio sul consenso dei governatori di regione e dei sindaci dei Comuni capoluogo.

    Tra i governatori di regione, Stefano Bonaccini conquista la prima posizione con un consenso del 69% (la percentuale di elettori che oggi lo voterebbe nuovamente), in aumento del 17,6% rispetto al momento dell’elezione e in miglioramento rispetto alla 3° posizione dello scorso anno. Perde il primo posto il veneto Luca Zaia, che resta comunque su percentuali ragguardevoli con il 68,5%, così come scende al 3° posto Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia) al 64 per cento, entrambi in lieve calo rispetto allo scorso anno. In coda Christian Solinas (Sardegna) con il 35% e Michele Emiliano con il 43 per cento. Nella top ten delle regioni tutti esponenti del centrodestra tranne Vincenzo De Luca (Campania) al 9° posto con il 54,5% di consenso: da notare il piazzamento ex-aequo al 4° posto con il 59% di gradimento i due Governatori di centrodestra non leghisti, Roberto Occhiuto (Calabria) e Giovanni Toti.

    Sala aumenta il suo consenso di 7,3 punti rispetto al risultato ottenuto nelle urne – si legge in una lunga nota – nessun altro primo cittadino di centrosinistra fa meglio di lui. L’unico a segnare un incremento maggiore è un collega di centrodestra,Luigi Brugnaro a Venezia (63%), che segna un più 8,9. Nella Top 10, tra i sindaci delle grandi città, oltre a Milano, Bari e Venezia, si trova Firenze con Dario Nardella forte del 61% di gradimento. A Napoli e Genova, Gaetano Manfredi e Marco Bucci (56.5%) sono in sedicesima posizione, Stefano Lo Russo (53,5%) di Torino in quarantasettesima. Mentre è sessantasettesimo il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il cui apprezzamento scende di 10,2 punti rispetto al giorno delle elezioni e arriva al 50%. Va detto che quest’anno soltanto 29 sindaci migliorano le performance di gradimento rispetto al dato elettorale. Tra gli altri capoluoghi di regione il primo cittadino di Bologna Matteo Lepore è al sedicesimo posto, pur calando di 5,4 punti rispetto al giorno delle elezioni. Il Sindaco di Palermo Roberto Lagalla invece aumenta di 4,8 e si piazza al 54° posto con il 52,5%. Tra i presidenti di Regione, dopo dodici anni di primato, scende in seconda posizione Luca Zaia (Veneto 68,5%) superato di un soffio da Stefano Bonaccini (Emilia Romagna 69%). Scende di una posizione rispetto all’anno scorso anche Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia 64%) oggi terzo. Bonaccini è forte oggi di un gradimento personale maggiore di 17,2 punti rispetto alla sua elezione. È l’unico governatore di centrosinistra a crescere. Tra gli eletti del centrodestra è invece Renato Schifani (Sicilia) che aumenta maggiormente rispetto al giorno delle elezioni con un + 8,9%, attestandosi all’undicesimo posto. Un gradino sotto il podio sono a pari merito altri due leader del centrodestra: al quarto posto i governatori di Calabria e Liguria, Roberto Occhiuto e Giovanni Toti (59%), seguiti da un’altra coppia dello stesso schieramento, Attilio Fontana e Alberto Cirio (56,5%), che guidano Lombardia e Piemonte. Nella Top Ten dei Governatori va sottolineato il nono posto di Vincenzo De Luca, presidente della Campania, il quale, pur perdendo 15 punti rispetto al suo risultato nelle urne, conserva l’ampio e consistente consenso del 54,5% dei campani. Il Presidente della Regione Lazio Rocca consolida quanto già conquistato nelle urne in occasione delle elezioni dello scorso febbraio e con il 54% conquista la decima posizione. Tra i presidenti di Regione testati, in nove aumentano il gradimento contro gli otto in calo. “Si può affermare – dice Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi – che nel giudizio della comunità cala il ‘pregiudizio’ della appartenenza politica. Chi governa è valutato più per l’attività amministrativa che per il partito di appartenenza. Il fatto che i due vincitori del Governance Poll 2023 appartengano ad uno schieramento diverso dalla maggioranza di governo è una ulteriore indicatore di come il riferimento politico dell’amministratore passi in secondo piano rispetto alle sue capacità di gestione. In pratica, il filo che lega Bonaccini e Sala non è la coalizione di centrosinistra, ma quello di essere percepiti dalla popolazione come i difensori di tutta l’opinione pubblica, indipendentemente dalle ideologie, e portatori di interesse degli stessi cittadini. È questo il fattore che decreta il successo del consenso”.

    METODOLOGIA. Il Governance Poll 2023 ha preso in considerazione 87 comuni capoluogo di provincia e le Regioni in cui vige la regola dell’elezione diretta, tranne il Molise dove si è votato a giugno. I comuni non testati sono quelli che hanno eletto il sindaco a maggio-giugno 2023 o commissariati o retti dal vicesindaco. Le interviste sono state effettuate tra maggio e giugno 2023 utilizzando sistemi misti: Cati, Cawi ed il sistema Tempo Reale di creazione dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi. La numerosità campionaria in ogni Regione è stata di 1.000 soggetti e di 600 elettori in ogni Comune, disaggregati per genere, età ed area di residenza. Il committente è Il Sole 24 Ore.

  • Nosate, questa sera alla festa provinciale della Lega arriva Attilio Fontana

    NOSATE Chiusura con ospiti di peso alla festa provinciale del Ticino della Lega, in piazza Borremeo a Nosate: questa sera è previsto il passaggio del presidente lombardo Attilio Fontana.

    Cucina e Bar aperti dalle 19,30 fino alle ore 24. Il Responsabile Provinciale della Lega, Alessio Zanzottera, ha dichiarato: “La Festa Provinciale, grazie anche al supporto della sezione di Turbigo e Castano Primo, rappresenta un’opportunità per tutti i cittadini, e non solo i militanti della Lega, di riunirsi, divertirsi e condividere idee e progetti per il futuro del nostro territorio. L’evento offre in particolar modo l’opportunità di incontrare e ascoltare i rappresentanti politici locali, regionali e nazionali. Invitiamo tutti a partecipare a questi tre giorni di Festa Provinciale, affinché possiamo rafforzare la nostra comunità, divertirci insieme e costruire un futuro migliore per il nostro territorio.”

    Ecco in dettaglio gli ospiti di questa sera: Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, sen. Massimo Garavaglia, on. Isabella Tovaglieri, on. Alessandro Panza, consigliere regionale Silvia Scurati.

  • De Luca: salario minimo a 9 euro? Schlein ne paga 600 per armocromista

    NAPOLI Vincenzo De Luca, governatore della Campania, torna a punzecchiare il segretario del Pd Elly Schlein.

    L’argomento stavolta è la proposta delle opposizioni sul salario minimo a 9 euro. “Misura interessante – esordisce nel suo abituale appuntamento social del venerdì – ma dobbiamo fare attenzione perché nel Sud abbiamo bisogno del lavoro minimo. Forse conviene puntare con più decisione sulla riduzione del cuneo fiscale. In ogni caso – chiosa – materia utile. Non ho capito se si tratta di 9 euro netti o lordi, complessivamente diciamo quasi un quarto di quanto percepisce la consulente del colore dell’on. Schlein che prende 300 euro all’ora, siamo a livelli di cardiochirurghi. Due ore di armocromia fanno 600 euro che valgono più di una pensione al minimo. Mi auguro ovviamente – ha concluso De Luca – che l’on.Schlein si faccia rilasciare perlomeno la ricevuta fiscale quando si avvale di queste fantastiche prestazioni”.

  • “Ticino Summer Fest”: a Nosate è qui la festa della Lega

    Appuntamento di tre giorni con la festa provinciale della Lega Salvini – Provinciale Ticino, organizzata dalle sezioni di Turbigo e Lega Castano Primo.

    Appuntamento a Nosate MI – zona Malpensa, piazza Borromeo presso “Lo Scoiattolo”. Cucina e bar aperti dalle 19,30 con tanti piatti, birre, vino e spritz.

    EVENTI:

    ⚽️ Venerdì 7 luglio TORNEO DI BILIARDINO

    ? Sabato 8 luglio concerto dei The Gaina’s

    ?? Domenica 9 luglio DISCO MUSIC: le migliori canzoni anni ’70 e ’80!

    ?‍♂️?Saranno presenti ospiti politici.

    Matteo Salvini Fabrizio Cecchetti Lega Lombarda – Salvini Premier Lega Giovani Ticino

    LA NOTA STAMPA UFFICIALE

    La Lega di Matteo Salvini, il Movimento politico che da sempre si impegna a rappresentare e tutelare gli interessi del territorio, terrà a Nosate la Festa Provinciale del Ticino, presso la Piazza Borromeo, in collaborazione con il locale de “Lo Scoiattolo”. L’evento si svolgerà per tre serate, da venerdì 7 a domenica 9 luglio.
    Ogni sera ci sarà intrattenimento e musica. Venerdì sera ci sarà la serata giovani con un torneo di biliardino. Sabato sera sarà la volta del concerto di “The Gaina’s” mentre domenica andrà in scena la disco music coi migliori successi anni ‘70 e ’80. Cucina e Bar sempre aperti dalle 19,30 fino alle ore 24.
    Il Responsabile Provinciale della Lega, Alessio Zanzottera, ha dichiarato: “La Festa Provinciale, grazie anche al supporto della sezione di Turbigo e Castano Primo, rappresenta un’opportunità per tutti i cittadini, e non solo i militanti della Lega, di riunirsi, divertirsi e condividere idee e progetti per il futuro del nostro territorio. L’evento offre in particolar modo l’opportunità di incontrare e ascoltare i rappresentanti politici locali, regionali e nazionali. Invitiamo tutti a partecipare a questi tre giorni di Festa Provinciale, affinché possiamo rafforzare la nostra comunità, divertirci insieme e costruire un futuro migliore per il nostro territorio.”

    Gli ospiti attesi per ogni serata:
    Venerdì 7 luglio: Ministro per le Disabilità on. Alessandra Locatelli, on. Fabrizio Cecchetti, sen. Massimo Garavaglia, on. Luca Toccalini, on. Laura Ravetto.
    Sabato 8 luglio: on. Fabrizio Cecchetti, on. Silvia Sardone, on. Andrea Crippa, consigliere regionale Silvia Scurati.
    Domenica 9 luglio: Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, sen. Massimo Garavaglia, on. Isabella Tovaglieri, on. Alessandro Panza, consigliere regionale Silvia Scurati.

  • Fdi Lombardia: ‘Niente case sfitte Aler a migranti’

    MILANO Sul tema delle case Aler ai migranti interviene il presidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale della Lombardia, Christian Garavaglia: “La nota degli assessori Franco e La Russa – afferma – sottolinea che il Prefetto di Monza deve aver frainteso le comunicazioni arrivate da Regione Lombardia, per cui oggi hanno nuovamente evidenziato che un ipotetico ampliamento della rete di accoglienza si sarebbe dovuto conciliare con le finalità della legge regionale n. 16/2016, nella quale non c’è alcun riferimento all’accoglienza emergenziale dei richiedenti asilo nelle case Aler”.

    Dunque: “Il messaggio per noi è chiaro: l’accoglimento dei migranti nelle case Aler non è previsto dalla nostra legge, quindi non ci sarà. Ci dispiace se qualcuno ha cercato di strumentalizzare le parole degli assessori, tentando di interpretare estrapolati di comunicazioni e andando oltre il loro significato originale. Siamo certi che con il Prefetto di Monza ci sia stato un semplice fraintendimento, che ora, per quanto ci riguarda, è chiarito. La nostra priorità è cercare di risolvere il problema delle liste d’attesa per l’accesso delle famiglie più fragili alle case popolari. Mentre qualcuno fa polemiche sterili, noi siamo già al lavoro con i nostri assessori e con il Presidente Fontana. Sorprende, tra l’altro, che esponenti del Pd milanese siano tanto impegnati a criticare il nostro operato, mentre sembrano dimenticare la situazione di Milano, dove amministrano da anni, oggi caratterizzata da numerosi alloggi occupati nelle periferie milanesi”.

    “Tornare sui miei passi? Non devo fare né passi avanti, né passi indietro, mi pare chiaro che alcuni colleghi di maggioranza non abbiamo letto le mie dichiarazioni nella nota di questa mattina con il presidente Fontana”. Interpellato dall’AdnKronos, Paolo Franco, assessore alla Casa in Lombardia, parla di un “grande malinteso”, dopo le critiche che gli sono piovute addosso per la sua presunta disponibilità a dare alloggi popolari nella disponibilità dei centri di accoglienza. Per l’esponente meloniano “è stata infatti ribadita, insieme al presidente Fontana, a tutti i prefetti che questa disponibilità non c’è”. “Si segue la procedura prevista dalle leggi regionali”, assicura Franco. “Non c’è stata alcuna apertura”, sottolinea. “Con il Prefetto di Monza deve esserci stato un fraintendimento, nonostante la lettera di spiegazioni che le avevo inviato proprio sul tema delle case Aler ai migranti. Può capitare, ma ho comunque provveduto a mandare stamani una nuova comunicazione ai Prefetti lombardi sulla chiara posizione di Regione Lombardia in merito a questo tema”, si legge ancora nella nota cui fa riferimento l’esponente del governo regionale. “Alla dottoressa Palmisani l’Assessorato aveva scritto che avrebbe dato ‘la disponibilità di questo Assessorato di verificare le possibili soluzioni per valutare un ipotetico ampliamento della rete di accoglienza, in coerenza con le finalità della legge regionale n. 16/2016, come da Lei richiesto’”. “Questo chiaramente non comporta nessun esperimento pilota, come è stato detto, e nessuna accettazione del progetto. Mi sembra una indicazione molto chiara, in forma di cortesia istituzionale, che non può essere fraintesa. Oltretutto arriva dopo una serie di incontri con i Prefetti, durante i quali siamo stati molto decisi”, spiegava Franco.

  • Gestione del verde e critiche da social network: la risposta dell’Amministrazione di Vittuone sul filare di alberi da abbattere

    “Con qualche giorno di ritardo sulla Protezione civile, prontamente intervenuta domenica mattina e su chi, dagli uffici comunali, si è adoperato per comprendere le cause dell’accaduto, anche le forze politiche del centrodestra – Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega – si sono accorte che al parco Lincoln è caduto un grosso ramo. E ne hanno dedotto “la pericolosa difficoltà dell’amministrazione Bonfadini anche nella gestione del verde pubblico”. Questo dopo che una nota di Forza Italia aveva sottolineato lo “sbalordimento” perché l’amministrazione comunale “ha progettato e predisposto la realizzazione di una pista ciclabile con l’abbattimento di un numero considerevole di alberi, oltretutto senza confrontarsi con le associazioni ambientaliste del territorio”, facendo evidentemente riferimento ai pioppi cipressini di via Gandhi”.

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA VITTUONE – Ovviamente se un grosso ramo si fosse staccato da uno dei pioppi cipressini in questione adesso i consiglieri del centrodestra si indignerebbero perché l’amministrazione comunale non è ancora intervenuta sui pioppi cipressini. Però quello, secondo il centrodestra “è problema tra l’altro che si è creato senza motivo l’Amministrazione stessa” (affermazione, riportata da alcuni organi di informazione, che si commenta da sola…).

    Quanto al mancato confronto con le associazioni ambientaliste, pur se in un primo momento non sono state coinvolte, l’Amministrazione ritiene importante acquisirne i pareri, ma deve assolutamente affrontare in primis il tema della sicurezza dei cittadini. Dalla prescrizione di RFI, Rete Ferroviaria Italiana, e dalla perizia di un agronomo, emerge la necessità di compiere l’intervento.

    Gli alberi verranno sostituiti con essenze, che potranno essere individuate tra quelle con caratteristiche diverse da quelle esistenti, ma che in futuro non rappresentino rischi per la linea ferroviaria e per i cittadini.

    Affrontiamo la questione in modo serio

    Ma affrontando la questione del verde in modo più serio rispetto ai dibattiti da social network, è il caso di ribadire con chiarezza che le piante sono evidentemente importantissime anche per l’ambiente urbano, ma che non è vero che qualsiasi albero può essere collocato in qualsiasi punto del paese. E che negli ultimi anni, con il cambiamento climatico, i periodi di siccità, gli eventi eccezionali, temporali molto forti, addirittura trombe d’aria, e con la crescente difficoltà delle amministrazioni comunali di reperire sufficienti fondi per finanziare gli interventi di manutenzione necessari, sempre più frequenti anche per quanto riguarda il verde, c’è un rischio crescente che si verifichino certi episodi

    Andando indietro di pochi giorni, il 23 giugno in via Paisiello a Monza, un albero è caduto ferendo due persone. Nel pomeriggio del 26 giugno il ramo di una grossa pianta è caduto poco fuori dall’oratorio di Luino, in provincia di Varese, ferendo otto persone, di cui due in modo grave. Non c’era vento, né maltempo, né la pianta presentava segni di ammaloramento all’esterno. Il 2 luglio ad Aprilia, in provincia di Latina, un albero in un parco di fronte ad una scuola è crollato di colpo, senza maltempo né segnali premonitori. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

    Alcuni esempi solo per ribadire che il problema è diffuso e serio. L’amministrazione comunale di Vittuone sta cercando di affrontarlo utilizzando anche una preziosa sponsorizzazione di 130.000 euro all’anno, destinata proprio alla cura del verde, e i fondi utilizzabili in questo settore del PNRR.

    Ovviamente pensare di dover decidere l’abbattimento di decine di alberi non è cosa che si fa a cuor leggero, ma bisogna anche tener presente che un filare di alberi che potenzialmente possono arrivare fino a 30 metri di altezza a pochi metri di distanza dalla ferrovia non è un modo prudente di gestire il verde; né gli alberi possono essere gestiti con continui interventi che, come dimostrato, non riescono ad essere efficaci, non solo per mancanza di fondi per le spese correnti, ma anche per mancanza di risorse umane.

    Oltretutto un albero che dovesse cadere sui binari, fermando il traffico ferroviario, comporterebbe un forte esborso per il Comune per ogni minuto di blocco. Ma è certo più facile guardare, aspettare e poi dire “perché hai fatto” se hai fatto o “perché non hai fatto” se non hai fatto”.

  • Lombardia, il prossimo 21 luglio in Commissione su Autonomia con Fontana e Calderoli

    Lombardia, il prossimo 21 luglio in Commissione su Autonomia con Fontana e Calderoli

    Forte (Fd’I), Malanchini (Lega): “Percorso autonomista prosegue, Lombardia pronta a fare la sua parte”

    LOMBARDIA – I presidenti della II° Commissione ‘Affari istituzionali ed Enti locali’, Matteo Forte (Fd’I), e della Commissione speciale ‘Autonomia’, Giovanni Malanchini (Lega), comunicano in una nota congiunta di aver calendarizzato per il prossimo 21 luglio una seduta nell’aula consiliare di Palazzo Pirelli con a tema l’autonomia differenziata. La seduta congiunta vedrà la presenza del Presidente Attilio Fontana, del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli e del Presidente del Consiglio regionale Federico Romani.

    “Nel comunicare questo importante appuntamento, – spiega Matteo Forte – ribadiamo la volontà politica di proseguire sulla strada dell’autonomia differenziata. La defezione di quattro membri dalla Commissione ministeriale sui Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) – per quanto prestigiosi – non può distogliere lo sguardo dalla necessità di dare attuazione ad una riforma che il Paese aspetta dal 2000 e che i lombardi hanno chiesto a gran voce nel referendum del 2017”.

    “Condivido il sentimento di stupore del Ministro Calderoli – aggiunge Giovanni Malanchini -. Il lavoro di individuazione dei Lep è un’azione doverosa e di equità che ha lo scopo di garantire ai cittadini italiani servizi e prestazioni essenziali su tutto il territorio nazionale. Un lavoro sul quale anche la Commissione speciale ‘Autonomia’ di Regione Lombardia è pronta ad offrire il suo contributo”.

    “Il 21 luglio sarà un’occasione di confronto utile a comprendere l’importanza del lavoro del Comitato per i livelli essenziali delle prestazioni. Anche perché – ricordano in conclusione Forte e Malanchini – la definizione dei Lep è per garantire a tutti i cittadini il godimento di diritti essenziali, e non può essere dunque clausola di riserva a favore dello Stato e contro la possibilità che le autonomie realizzino politiche in questo senso attraverso mezzi e risorse proprie. L’iter prosegue e la Lombardia è pronta a fare la sua parte, come sempre”.

    Nella foto in evidenza una precedente visita del Ministro Calderoli, a Palazzo Pirelli, qui accanto alla Consigliere regionale della Lega Silvia Scurati