Categoria: Politica

  • Trecate, elezioni: per Criscuolo arriva Pozzolo con la benedizione del Generale

    Trecate, elezioni: per Criscuolo arriva Pozzolo con la benedizione del Generale

    A volerla raccontare con un piccolo di malizia, la si definirebbe con una gioiosa rimpatriata di ex esponenti di Fratelli d’Italia. Perché questo sono, i protagonisti che siederanno allo stesso tavolo venerdì sera a Trecate.

    Una “rimpatriata” di ex Fratelli d’Italia
    Con Federico Binatti, già sindaco e presidente della Provincia di Novara, con Rosa Criscuolo, sua ex assessora ed ora candidata a succedergli al municipio di Trecate ci saranno Davide Titoli, già segretario provinciale di FDI del Verbano Cusio Ossola e soprattutto Emanuele Pozzolo, deputato vercellese salito agli onori della cronaca per la vicenda, mai del tutto chiarita, del ferimento di un uomo alla festa di Capodanno 2024 a Rosazza, in alta valle Cervo in provincia di Biella. Una festa alla quale – e il ricordo assume oggi colori più vivi alla luce dei recenti fatti – partecipava anche il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro.

    La prima apparizione ufficiale di Futuro Nazionale
    In realtà non di rimpatriata si tratta, ma della prima apparizione ufficiale sul territorio del nuovo partito fondato dall’ex generale Roberto Vannacci, Futuro Nazionale. Partito al quale Pozzolo ha aderito, dopo essere stato espulso da FdI, primo di un manipolo di tre parlamentari.

    L’occasione di venerdì servirà da palcoscenico per l’annuncio della presenza di una lista “vannacciana” a fianco a Rosa Criscuolo: non ci sarà il simbolo ufficiale del partito perché il generale ha deciso che il simbolo non sarà concesso ad alcuno se non dopo la celebrazione del congresso previsto per giugno.

    La lista si chiamerà “Futuro Trecatese”
    Troppo tardi per Trecate dove, come è noto, si vota a fine maggio: ci sarà invece la lista “Futuro Trecatese”, con una grafica ispirata a stile e colori del simbolo del partito nazionale,

    Sicurezza e identità: un programma tutto a destra
    L’alleanza tra la Criscuolo e Futuro Nazionale – stando alle anticipazioni della candidata sindaco – poggia su tre pilastri “che più di destra non si può”: sicurezza urbana, controllo delle residenze, legalità e tutela dell’identità territoriale.

    “L’alleanza con Futuro Nazionale non è solo un accordo elettorale, ma una sintesi di valori,” commenta la candidata sindaco Rosa Criscuolo. “Per Trecate, il nostro primo impegno sarà la sicurezza: vogliamo che ogni cittadino, dalle famiglie agli anziani, possa tornare a vivere gli spazi pubblici senza timore. Vogliamo una città che torni a splendere, orgogliosa delle proprie tradizioni e pronta per le sfide del futuro”.

    Le curiosità
    Restano molte curiosità, anzitutto su chi saranno i componenti della lista: come abbiamo anticipato nei giorni scorsi i due esponenti trecatesi che erano dati come certi aderenti al progetto di Futuro Nazionale, si sono tirati indietro: Giorgio Ingold è ritornato nell’alveo di Fratelli d’Italia e sarà candidato, mentre Alessandro Pasca, salvo smentite, ha deciso di non candidarsi né con Vannacci né con nessun altro.

    Ma a Trecate, si sa, le sorprese sono sempre di casa.

    (articolo tratto dal sito partner Malpensa 24)

  • Bossi: Lega Lombarda, minuto silenzio in Consigli comunali per ricordarlo

    Bossi: Lega Lombarda, minuto silenzio in Consigli comunali per ricordarlo

    I consiglieri comunali lombardi della Lega depositeranno nei rispettivi Consigli comunali una richiesta con l’invito a osservare nella prossima seduta un minuto di silenzio in memoria di Umberto Bossi. Lo riporta una nota della Lega Lombarda.

    “Un gesto semplice, ma di grande valore simbolico e affettivo: un tributo doveroso a chi ha dedicato l’intera vita a combattere per dare voce ai territori, alle comunità, alle persone. A chi ci ha insegnato che la politica, quando è autentica, cambia davvero le cose”, dichiara Andrea Monti, coordinatore regionale degli amministratori locali leghisti della Lombardia.Nel testo delle mozioni presentate dai consiglieri comunali leghisti verrà così ricordata la figura di Umberto Bossi: “Uno dei padri dell’autonomismo e del federalismo in Italia: figura che ha segnato in modo indelebile la storia politica della seconda metà del Novecento e del nuovo millennio.

    Bossi ha portato le grandi idee federaliste — ignorate dai palazzi del potere — fin dentro le case, le piazze, i bar di ogni paese della Lombardi, del Nord e di tutta l’Italia. Ha saputo tradurre un messaggio politico raffinato in parole semplici, capaci di accendere la passione civica e l’amore per la propria terra a milioni di cittadini comuni. La sua visione — un’Italia più giusta, più vicina ai territori, rispettosa delle identità locali — non è rimasta un semplice sogno. È diventata legge. L’autonomia differenziata, oggi in fase di attuazione, porta la sua impronta”.

  • Magenta: domani Consiglio comunale senza le minoranze

    Magenta: domani Consiglio comunale senza le minoranze

    Un ordine del giorno denso di scadenze tecniche e temi di forte impatto quotidiano attende i consiglieri comunali di Magenta nella seduta di domani sera. La convocazione, firmata dal Presidente del Consiglio, prevede una serie di passaggi cruciali per la gestione finanziaria dell’ente e risposte attese su servizi chiave per la cittadinanza.

    Focus sul Bilancio e Programmazione
    La parte iniziale della seduta sarà dedicata alla ratifica di variazioni d’urgenza apportate dalla Giunta al Bilancio di previsione 2026-2028. Si tratta di passaggi amministrativi necessari per allineare le risorse finanziarie alle necessità correnti dell’amministrazione. In discussione anche la prima variazione alla Nota di aggiornamento del DUP (Documento Unico di Programmazione), l’atto che traccia le linee guida dell’attività amministrativa per il prossimo triennio.

    Sicurezza Idraulica e Territorio
    Tra i punti tecnici di rilievo spicca l’adozione del Documento di Polizia Idraulica. Questo atto, che segue le direttive regionali della fine del 2024, servirà ad aggiornare la mappatura e la gestione del “reticolo idrico minore”, un elemento fondamentale per la prevenzione del dissesto idrogeologico e la corretta manutenzione di fossati e canali nel territorio del Magentino.

    Il dibattito politico si sarebbe dovuto accendere soprattutto nella parte finale della serata con due interrogazioni presentate dal gruppo del Partito Democratico (Centri Estivi e Velostazione). Ma domani sera come potete leggere sotto i gli scranni delle opposizioni resteranno vuoti.

    Come seguire i lavori
    La cittadinanza è invitata a partecipare in presenza presso la sala di Via Fornaroli 30. Per chi non potesse recarsi fisicamente in aula, sarà garantita la diretta streaming sulla piattaforma dedicata: magenta.consiglicloud.it.

    In caso di mancanza del numero legale, la seconda convocazione è già fissata per giovedì 26 marzo alla stessa ora.

    LA PROTESTA DELLE MINORANZE: BANCHI VUOTI

    “Esprimiamo piena solidarietà al Gruppo consiliare di Progetto Magenta, al quale è stata negata la possibilità di partecipare al Consiglio comunale del prossimo 25 marzo.
    Di fronte all’ennesimo atteggiamento grave da parte della maggioranza che governa la nostra città, abbiamo deciso di non partecipare al prossimo Consiglio comunale.
    Non riteniamo corretto farlo in assenza della piena rappresentanza di tutte le forze politiche, comprese quelle di minoranza. Abbiamo scelto di non voltarci dall’altra parte.
    Abbiamo scelto di prendere posizione, non per un interesse di parte, ma nell’interesse dell’intera comunità”

    Così i Dem spiegano la loro posizione in vista del consiglio comunale di domani sera. Dunque, ci sarà solo la maggioranza. Banchi vuoti dall’altra parte. Nè gli esponenti di Progetto Magenta, nè tanto meno quelli del Partito Democratico interverranno alla seduta consiliare.

  • Vittuone, elezioni: il campo largo del Csx sostiene il “Bonfadini Bis”

    Vittuone, elezioni: il campo largo del Csx sostiene il “Bonfadini Bis”

    I partiti e le forze politiche di centrosinistra del territorio annunciano con forza e unità il
    sostegno alla ricandidatura di Laura Bonfadini come Sindaca di Vittuone per le prossime
    elezioni amministrative.

    Questa candidatura è il risultato del lavoro svolto dai partiti e dalle forze politiche nell’ascoltare i cittadini, analizzare i problemi e sviluppare un programma adeguato e coerente con le esigenze di questo Paese, ma soprattutto attraverso competenze ed esperienze costruire una squadra in cui Laura Bonfadini fosse il degno capitano.

    È stata una scelta chiara e responsabile, nata dalla volontà di dare continuità ad un’amministrazione seria, capace di governare con attenzione e lungimiranza ma, soprattutto, per i risultati ottenuti, ha meritato ampiamente la nostra valutazione positiva.

    Dagli interventi sulle scuole e sugli spazi pubblici al rafforzamento dei servizi, fino alla capacità di pianificare lo sviluppo del paese – rappresentano la dimostrazione concreta
    di un metodo di lavoro fondato su responsabilità, competenza e visione.

    Conseguentemente Laura Bonfadini non poteva che essere la soluzione migliore e siamo orgogliosi che voglia continuare con le forze politiche del centro sinistra, questo percorso.

    Laura si è dimostrata una guida autorevole, capace di assumersi responsabilità e di garantire continuità con un percorso amministrativo solido e credibile, nonostante le numerose difficoltà incontrate.

    L’obiettivo è proseguire con decisione nel lavoro avviato, rafforzare i servizi, sostenere il tessuto sociale ed economico del paese e continuare a costruire una Vittuone sempre più viva, curata e attenta alle persone.

    Oggi con Laura Bonfandini, ci sarà un gruppo in parte rinnovato che unisce l’esperienza maturata di questi anni, nuove competenze professionali ma anche l’entusiasmo dei giovani necessario per diventare una squadra vincente. Nei prossimi giorni saranno presentati ufficialmente la squadra e il programma
    amministrativo.

    Viviamo Vittuone
    Sinistra di Vittuone
    Movimento 5 Stelle
    Partito Democratico
    Casa Riformista
    Alleanza Verdi e Sinistra

  • Referendum, i commenti a Novara: scrivi referendum, leggi elezioni amministrative

    Referendum, i commenti a Novara: scrivi referendum, leggi elezioni amministrative

    Tutti i commenti dell’immediato dopo voto hanno una caratteristica comune: quella di proiettare l’esito del referendum costituzionale in una prospettiva di medio periodo, guardando ai prossimi appuntamenti politici del territorio.

    Sozzani (FI): riflettere sul risultato di Novara
    Il più netto è il segretario provinciale di Forza Italia, Diego Sozzani. Con il suo partito è stato fin dall’inizio il più attivo nel centrodestra nella campagna elettorale, mentre altre forze – come avevamo avuto modo di notare – erano apparse inizialmente più defilate. Ed ora è lo stesso Sozzani a commentare l’affermazione del no senza infingimenti: « Una sconfitta chiara senza se e senza ma. In provincia – aggiunge – vi è stato un risultato in controtendenza fra la città dove ha prevalso il no rispetto al resto della provincia. Ovviamente – conclude sottintendendo una valutazione sul quadro politico del capoluogo – questo pone una profonda riflessione»

    Rossi (PD) :risultato significativo in vista delle amministrative
    Anche il segretario regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi, legge in filigrana il risultato delle urne referendarie pensando soprattutto alla scadenze elettorali del 2027

    «Siamo di fronte a una vittoria importante – dice il segretario – con un’affluenza oltre le aspettative che manda un messaggio chiaro: la Costituzione non si cambia con forzature e per volontà esclusiva del Governo ma con equilibrio e condivisione».

    «Questo voto – aggiunge Rossi – considerato anche il dato record sull’affluenza, ha chiaramente un significato politico a livello nazionale e per il Piemonte. Rappresenta, infatti, l’opposizione della maggioranza degli italiani al tentativo del Governo di condizionare la magistratura e dimostra che la sfida per le politiche del 2027 è aperta. Allo stesso modo il NO sfiora il 65% a Torino e sopra il 51% a Novara è indicativo anche in vista delle amministrative del prossimo anno».

    «In Piemonte resta il tema – conclude Rossi – della differenza tra voto nelle città e nelle aree interne di cui dobbiamo lavorare. Ora è il tempo della responsabilità: le forze politiche progressiste devono riflettere e trovare le migliori modalità anche per connettersi con quei territori».

    Nastri (FDI) : c’è una base solida per il centrodestra
    Complessivamente ottimista la valutazione di Gaetano Nastri, senatore e leader novarese di Fratelli d’Italia. «Nel Novarese – commenta – esce un dato chiaro per il centrodestra: in molti Comuni, ha prevalso il Sì, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Non è un fatto secondario. Significa che sul nostro territorio c’è una parte importante di cittadini che ha capito la proposta e ha scelto il cambiamento. È un risultato che nasce dal lavoro fatto in questi mesi, dalla presenza costante e dal rapporto diretto con le persone».

    «Per noi – aggiunge – è un segnale concreto: la direzione è quella giusta e il consenso c’è. Quando si spiegano le cose, quando si sta tra la gente, i risultati arrivano. A livello nazionale il risultato è diverso e lo rispettiamo, ma proprio per questo il dato del Novarese pesa ancora di più. Ci dice che esiste una base solida da cui ripartire e che il lavoro fatto non è stato vano».

    «Noi – conclude Nastri mandando un segnale ad alleati ed avversari – da qui andiamo avanti, con determinazione, senza arretrare, continuando a lavorare con serietà sui territori e per i cittadini».

    Pirovano (PD): Non pensino di avere a Novara consenso garantito
    Guarda alle prossime elezioni amministrative anche il commento del segretario provinciale del Partito Democratico Rossano Pirovano. «La vittoria del “No” al referendum sulla giustizia – sostiene – è una bocciatura netta di una proposta sbagliata e ideologica. I cittadini hanno respinto un tentativo della destra di piegare un tema complesso a logiche propagandistiche, che avrebbero rischiato di indebolire la qualità e l’equilibrio che i nostri padri costituenti avevano previsto nel nostro sistema giudiziario».

    «Ancora più significativo è il dato di Novara: in una città governata dalla destra – ribadisce Pirovano – prevale il “No”. Un segnale politico chiaro, che smentisce la narrazione di chi pensa di avere il consenso automatico della città. I novaresi hanno dimostrato senso critico e autonomia, scegliendo responsabilità al posto della semplificazione«.

    «Ora basta slogan – è la conclusione del segretario Dem – questo risultato dimostra che anche a Novara esiste uno spazio politico vivo, consapevole e alternativo alla destra. Il Partito Democratico sarà protagonista in città anche per il futuro, rafforzando la propria presenza e costruendo un progetto credibile, vicino ai cittadini e capace di interpretarne davvero i bisogni».

    Iacopino (M5S) :«Necessario lavoro serio sulle riforme»
    Infine il Movimento 5 Stelle, con il capogruppo a Palazzo Cabrino, Mario Iacopino che sottolinea: « Ha vinto il No. Un No che ho fortemente sostenuto. Ma è giusto riconoscere che anche chi ha votato Sì ha espresso una domanda reale: quella di una magistratura più efficiente e di una giustizia più capace di dare risposte».

    «Ora – aggiunge – serve questo: meno contrapposizioni e più lavoro serio e condiviso sulle riforme che servono davvero ai cittadini». «Resta un dato positivo – conclude – per tutti: la partecipazione alle urne è sempre un bene per la democrazia».

    (*contributo tratto dal sito partner Malpensa 24)

  • Giustizia: Toccalini, i Magistrati brindano a Milano dentro al Tribunale. “Scena indecente”

    Giustizia: Toccalini, i Magistrati brindano a Milano dentro al Tribunale. “Scena indecente”

    Un applauso fragoroso che rompe il silenzio dei corridoi del Palazzo di Giustizia, brindisi e abbracci tra le toghe per festeggiare l’esito delle urne. È questo il frame che sta scatenando un violento scontro politico tra via Bellerio e l’Associazione Nazionale Magistrati. A sollevare il caso è il deputato della Lega, Luca Toccalini, che punta il dito contro i festeggiamenti avvenuti nella sede milanese dell’ANM subito dopo lo spoglio referendario.

    L’accusa: “Comportamento non imparziale”
    Secondo la ricostruzione dell’esponente leghista, quanto accaduto all’interno del Tribunale di Milano rappresenterebbe una prova di forza ideologica incompatibile con il ruolo della magistratura.
    “I magistrati hanno reagito con un fragoroso applauso, abbracciandosi e brindando all’esito referendario”, ha dichiarato Toccalini in una nota ufficiale. “Un comportamento tutt’altro che imparziale, una scena indecente non rispettosa nei confronti degli italiani”.

    Al centro delle critiche non c’è solo l’episodio milanese: il deputato ha infatti chiesto di fare luce anche su presunti cori e manifestazioni di giubilo che sarebbero stati uditi nella sede di Napoli, delineando un quadro di festa diffusa all’interno degli uffici giudiziari che la politica giudica “inaccettabile”.

    Il fronte della riforma
    Per la maggioranza, l’episodio di Milano non è solo una questione di bon ton istituzionale, ma la conferma di un problema strutturale. “Questa è la dimostrazione plastica che in Italia serve una riforma seria della Giustizia”, ha incalzato Toccalini. Il riferimento è ai temi caldi del dibattito parlamentare: dalla separazione delle carriere alla revisione del sistema delle correnti interne al CSM.

    L’appello al CSM
    La palla passa ora a Piazza Indipendenza. Il deputato della Lega ha infatti auspicato un “immediato intervento del CSM” per fare chiarezza sulla vicenda. L’obiettivo è verificare se i comportamenti segnalati abbiano violato i doveri di riserbo e di immagine che gravano su ogni magistrato, specialmente all’interno delle sedi in cui viene amministrata la giustizia in nome del popolo.

    Dalle sedi dell’ANM, per ora, filtra una linea di difesa legata alla libertà di associazione e al diritto di esprimere soddisfazione per un esito che, secondo il sindacato delle toghe, tutela l’autonomia del potere giudiziario. Ma la polemica è solo all’inizio e promette di infiammare i prossimi lavori in Commissione Giustizia.

    I MAGISTRATI BRINDANO E CANTANO BELLA CIAO GUARDA IL VIDEO:

  • Varese. Vince il No. Alfieri: «Sconfitta pesante per il governo»

    Varese. Vince il No. Alfieri: «Sconfitta pesante per il governo»

    «Il No ha vinto. Pesante sconfitta per il governo. È ora di costruire l’alternativa». Questa la prima reazione del senatore del Partito Democratico Alessandro Alfieri.

    C’è anche la prima reazione del “fronte del Sì” con il governatore della Lombardia Attilio Fontana: «Lombardia terra coraggiosa».

    Fontana: «Lombardia terra coraggiosa»
    «Viva la Lombardia. Oggi più che mai rivendico l’orgoglio di essere lombardo e desidero ringraziare la gente di questa regione. Il risultato elettorale in democrazia va sempre accettato, ma lasciatemi sottolineare come, ancora una volta, la mia Lombardia abbia dimostrato di essere una terra coraggiosa e i lombardi fautori del cambiamento e dell’innovazione. Elementi cardine, questi, che fanno della nostra regione la locomotiva economica-produttiva dell’intero Paese e punto di riferimento per l’intera Europa. Da avvocato, poi la considero un’occasione persa, un’opportunità per rendere l’Italia più moderna e al passo con gli altri Paesi europei».

    «Pesante sconfitta per il centrodestra»
    Un grandissimo risultato, anche perché ottenuto con un’alta partecipazione, non prevista alla vigilia. Abbiamo fatto un ottimo gioco di squadra: magistrati, comitati civici con associazioni e sindacati, e i partiti di opposizione.

    Come senatore del PD sono orgoglioso dello straordinario lavoro fatto dai nostri sul territorio, con tante iniziative sul merito della riforma per denunciare il rischio di indebolire l’autonomia della magistratura. All’inizio della campagna elettorale, il SÌ doveva stravincere, poi la rimonta coinvolgendo tutti coloro preoccupati che si tocchi in maniera maldestra la nostra Costituzione.

    Poi c’è stata l’inevitabile politicizzazione, accelerata dalla discesa in campo della Meloni. E sono entrate in campo altre dinamiche, a partire dalla guerra in Medio Oriente e dalle sue conseguenze. A volte i referendum diventano delle occasioni politiche per lanciare dei messaggi. E da questa consultazione ne arrivano più d’uno. Ma il principale è che questo governo subisce una sconfitta pesante dopo aver blindato una riforma costituzionale in parlamento senza accogliere, in maniera arrogante, neanche un emendamento dell’opposizione.

    La subisce in un momento delicato, dove l’incapacità della Meloni di prendere le distanze da Trump e dal suo avventurismo si aggiungono all’incapacità di dare risposte su stipendi e sanità. Ora a noi tocca costruire l’alternativa con tutte le forze di opposizione, coinvolgendo il mondo associativo che si è mobilitato per il no al referendum e quelle persone che sono tornate a votare dopo aver disertato le urne alle ultime politiche. Da oggi lo faremo ancora con maggior determinazione.

    (*articolo tratto dal sito partner Malpensa 24)

  • Novara e Verbania (con Torino) spingono il successo del “no” in Piemonte

    Novara e Verbania (con Torino) spingono il successo del “no” in Piemonte

    Sono state le città di Novara e Verbania – insieme ai risultati di Torino e della sua provincia, che sono risultati decisivi – a far pendere in Piemonte l’ago della bilancia a favore del “no” alla riforma della giustizia del governo Meloni. Un dato di significato politico non irrilevante, soprattutto se si pensa che nella città gaudenziana il prossimo anno sarà tempo di elezioni comunali.

    Novara: nel capoluogo la corsa alle urne ha spinto il “no”
    A Novara è stata la forte partecipazione al voto – che ha raggiunto quota 60,89% – a spingere il prevalere del “no” alle urne. La mobilitazione delle forze progressiste, e soprattutto di una quota rilevante di voto di opinione, ha determinato un risultato complessivo del 51,95% di no distribuito in modo pressoché omogeneo in tutti i quartieri della città.

    In provincia di Novara ha vinto il “si”
    Il dato emerso dalle urne del capoluogo è in controtendenza rispetto al resto del territorio provinciale. Nella maggior parte dei comuni è il Sì a dominare, in particolare nei centri maggiori: a Borgomanero ha votato si il 54,66% degli elettori, così come a Trecate, dove si sono espressi a favore della riforma il 53,86% dei cittadini e a Galliate, dove il si ha prevalso di poco, con il 51,09%. Record di favorevoli alla riforma a Mandello Vitta, piccolo comune nella pianura in direzione Vercelli, dove ha votato si il 73,87.

    Unici tre comuni in linea con il capoluogo sono stati Ameno, Cressa e Mezzomerico dove il no si affermato.

    Verbania: una “rivincita” dopo la sconfitta alle amministrative
    Se è ben chiara a tutti la differenza tra il voto al referedum e quello alle elezioni comunali, è ovvio che il successo del fronte del no a Verbania venga vissuto come una sorta di rivincita dopo la sconfitta del campo progressista alle amministrative dove si è affermato l’attuale sindaco Giandomenico Albertella. Oggi i sostenitori del no hanno raggiunto il 51,89%.

    La provincia del Vco (tranne Omegna) ha premiato il “si”
    Anche in questo caso il voto nel capoluogo non collima con quello nel territorio provinciale, con la sola eccezione di Omegna, dove il no ha prevalso con 52,43%. Tra le altre maggiori città del Vco a Domodossola il si ha vinto con il 54,14%, a Villadossola con il 51,84%, a Gravellona Toce con il 51,16.

    (contenuto tratto dal sito partner Malpensa 24)

  • Beppe Sala: vorrei un futuro politico nazionale

    Beppe Sala: vorrei un futuro politico nazionale

    “Lo so già che c’è qualche mio avversario politico dice, ‘quello pensa ad altro’, però lo dicono da 10 anni e io da 10 anni sono qui che martello, che
    vado avanti e andrò avanti fino all’ultimo giorno. Ciò non
    toglie che se ci fossero le condizioni, e io lo spero, vorrei
    avere un futuro politico e vorrei continuare in questa
    esperienza, poi è chiaro che è da vedere”.

    Lo ha spiegato il sindaco di Milano Giuseppe Sala in collegamento con Rtl 102.5.

    “Io spero che la lezione” che arriva dall’esito del referendum “sia che si puo’ ancora essere seri, pragmatici, non populisti. Secondo me, questo referendum e’
    stato il Papeete della giustizia, cioe’ il crollo del populismo
    giudiziario: se tu evochi Garlasco o la famiglia del bosco, la
    gente si mette a ridere.
    Ha vinto il popolare e ha perso il
    populista, allora cerchiamo di essere popolari e seri e di non
    fare come gli altri”, dice il sindaco di Milano, Giuseppe Sala,
    che, a RTL 102.5, indica come seconda lezione il voto dei
    giovani “che e’ stata anche una sorpresa: vuol dire che dobbiamo
    porre grande attenzione ai giovani”.

    Quanto al tema primarie del centrosinistra, poi, Sala e’ dell’idea che “bisogna andare alleprimarie, Elly Schlein lo sa benissimo e quindi credo che si
    andra’ alle primarie, poi la domanda e’ quando perche’ se devono
    andare a primarie che non ci vadano all’ultimo momento: le
    primarie scateneranno anche la tensione interna, quindi meglio
    assorbirla ben prima del voto, pur non sapendo quando si
    votera’”. Per quanto riguarda invece i risultati a Milano,
    “basta con questa storia del partito della Ztl – osserva – Il no
    ha stravinto nelle periferie, ha vinto di meno in centro ma io
    lascio la retorica agli altri e guardo molto pragmaticamente i
    numeri.

    E aggiungo: sono sindaco dal 2016, ci sono state otto
    elezioni, due comunali, due regionali, due europee e due
    politiche e il centro-sinistra ha sempre vinto, questo significa
    che una forza progressista e’ radicata in Milano”
    . Quanto,
    infine, al suo futuro al termine del mandato, “io andro’ avanti
    fino all’ultimo giorno, cio’ non toglie – ha ribadito Sala –
    che, se ci fossero le condizioni, io vorrei avere un futuro
    politico e vorrei continuare in questa esperienza. Ma e’ chiaro
    che bisogna vedere”.

  • Referendum: in Lombardia e nell’est Ticino vince il SI’. Milano dice ancora NO

    Referendum: in Lombardia e nell’est Ticino vince il SI’. Milano dice ancora NO

    Se il popolo dei SI’ mastica amaro – il dato nazionale aggiornato ad ora parla di un No che ha vinto con il 53% e con un’affluenza alle urne vicina al 59% – resta la consolazione che il popolo lombardo ha votato convintamente per il progetto di riforma della Giustizia. Tant’è che malgrado alcune province storicamente più ‘rosse’, il dato finale parla del SI’ al 53% a livello regionale.

    Questo, nonostante l’ormai consolidata anomalia milanese. Già, perché il capoluogo lombardo, ancora una volta, è stregato per il centrodestra. Quelli del NO, infatti, passano con il 58%. Distacco netto insomma.

    Venendo invece a noi, a nostri territori, ecco che l’est Ticino si conferma feudo del centrodestra. In particolar modo Arconate dove l’effetto Mario Mantovani si è fatto sentire eccome. Con il SI’ al 61,12% e l’affluenza record alle urne sopra il 65%.

    Bene in generale anche altrove anche la battaglia è stata più serrata. A Magenta per esempio con la giunta guidata da Luca Del Gobbo il SI’ ha prevalso per 52,64% a 47,36% con un’affluenza del 63.02%.
    Risultato pressoché analogo in quel di Abbiategrasso: ha vinto il Sì con una percentuale del 52,53% rispetto al 47,47% dei No. L’affluenza locale definitiva è del 61.36%.

    Non si discosta di molto nemmeno Corbetta, comune del Magentino guidato dal civico chiaramente orientato verso il centrodestra Marco Ballarini: anche qui ha vinto il Sì con una percentuale del 51,82% rispetto al 48,18% dei No. L’affluenza locale definitiva è del 63.71%.

    L’effetto Mantovani è fatto sentire un po’ in tutta la ‘sua’ terra, ossia l’Alto Milanese: nel comune capofila ossia Castano Primo, ha vinto il Sì con una percentuale del 60,72% rispetto al 39,28% dei No. L’affluenza locale definitiva è del 61.36%.

    Il SI’ ha trionfato seppur più a fatica anche a Legnano – comune amministrato dal Sindaco Radice a capo di una coalizione di centrosinistra con una percentuale del 51,22% rispetto al 48,78% dei No. L’affluenza locale definitiva è del 63.92%.

    Veniamo ad altre curiosità. Come il dato di Marcallo con Casone un tempo roccaforte leghista e paese del Senatore Massimo Garavaglia – qui i Lumbard hanno amministrato per 25 anni di fila – che malgrado oggi sia in mano ad una civica di centrosinistra, ha fatto bottino pieno con una percentuale vicina al 60% (59,53%). SI’ sopra il 60% anche in riva al Naviglio Grande a Boffalora sopra Ticino anche qui con un’affluenza molto alta superiore al 65%.

    In Lomellina registriamo una leggera flessione sulla partecipazione al voto con il 56,65% di Mortara dove il SI varca la soglia del 61%, invece, nella città ducale di Vigevano si viaggia vicini al 60% e con una vittoria dei SI’ al 58,27%.

    In generale, la buona notizia che è arrivata dal territorio e da tutto il Paese con la gente che è tornata a votare. Alcuni pensavano che la guerra in Medio Oriente potesse diventare un’arma di distrazione di massa per il partito del ‘non voto’. Non è stato così.

    Probabilmente, ha avuto – ma qui ci sarà da ragionare a lungo – un effetto boomerang sul governo e, quindi, sul centrodestra. Ma sono chiavi di lettura da considerare con attenzione. Di certo la mobilitazione è andata oltre le previsioni e ha avuto i suoi effetti sui cittadini.

    Quanto all’Est Ticino si conferma un bacino di voti prezioso per il centrodestra. E il verdetto in materia di Giustizia dalle nostre plaghe è pressoché unanime. Peccato che altrove si andata diversamente.

    Ultima, appunto, forse anche alla luce del voto generale che si sta delineando nel Lombardo Veneto – questa zona d’Italia è l’unica in cui stanno prevalendo i SI’ in modo netto. Del SI’ in Lombardia al 57% dei voti, abbiamo già detto, in Veneto addirittura si va verso il 59%, in Friuli Venezia Giulia dove siamo al 54% – sarebbe bene che il vecchio asse politico tanto caro al compianto Umberto Bossi venga ripreso nella giusta considerazione.

    Forse ripartire dai territori, da quella che era la base non sarebbe così male, in un’epoca in cui il global è morto e vince il glocal torniamo all’idem sentire dei popoli.