Categoria: Politica

  • Elezioni Europee, liste chiuse: corrono Mario Mantovani, Isabella Tovaglieri, Vincenzo Sofo e Patrizia Toia

    Elezioni Europee, liste chiuse: corrono Mario Mantovani, Isabella Tovaglieri, Vincenzo Sofo e Patrizia Toia

    Ultimi ritocchi, inserimenti e uscite, alla fine l’ufficialità: è tutto pronto per le elezioni europee 2024. Si voterà, assieme a tutti gli altri paesi del Vecchio Continente, l’8 e 9 giugno. Si vota con metoto proporziobnale, potendo esprimere tre preferenze (con necessaria alternanza di genere: 1 uomo e 2 donne, 2 uomini e 1 donna, 1 donna e 1 uomo, NON si possono votare due uomini o due donne).

    Nell’Est Ticino e nell’ovest Milanese si presenteranno nomi di peso.
    Quello di maggiore eco è senza dubbio Mario Mantovani: a 25 anni dalla prima elezione a Bruxelles, uscito trionfalmente a testa alta dalla vicenda giudiziaria che lo investì, l’ex Vicepresidente di Regione Lombardia punta all’exploit. Ossia, essere il primo degli eletti di Fratelli d’Italia. La sua ben nota e poderosa macchina, fatta di una vastissima rete di relazioni e rapporti istituzionali, è pienamente in marcia.

    Una posizione al sole l’ha ottenuta Isabella Tovaglieri da Busto Arsizio. Una delle under 40 più emergenti della Lega di Matteo Salvini, che ha ottenuto endorsement di grande peso, da Attilio Fontana a Giancarlo Giorgetti. Le punte di diamante del Carroccio sono Angelo Ciocca, Silvia Sardone e (in ultima posizione) Roberto Vannacci-

    Dopo i 30mila voti raccolti nel 2019 al Sud si sposta nella natia Milano Vincenzo Sofo, identitario forgiato dal Talebano, uno dei volti emergenti del conservatorismo europeo. Correrà per Fratelli d’Italia qui da noi, mentre in Francia ci sarà sua moglie Marion Le Pen.

    Al Rhodense e a Vanzago è storicamente legata Patrizia Toia del Partito Democratico: 80mila voti nel 2019, è stata eletta ininterrottamente dal 2004. Un’altra autentica macchina da consenso.

    In lizza anche Elena Nai, già sindaco di Gambolò, con Fdi.


    TUTTI I CANDIDATI DEL NORD OVEST ( E DELLA LOMBARDIA)

    Questi i candidati nella circoscrizione Nord Ovest:

    Fratelli d’Italia: Giorgia Meloni Detta Giorgia, Carlo Fidanza, Vincenzo Amich, Patrizia Baffi, Stefano Balleari, Federica Barbero, Marco Colombo, Giovanni Crosetto, Pietro Fiocchi, Eleonora Frigerio, Franco Giancarlo, Giovanna Giolitti, Paolo Inselvini, Lara Magoni, Mario Mantovani, Elena Nai, Federica Picchi, Vincenzo Sofo, Antonella Tosi, Mariateresa Vivaldini.

    Forza Italia: Antonio Tajani, Letizia Maria Brichetto Arnaboldi detta Letizia Moratti, Paolo Damilano, Massimiliano Salini, Stefania Zambelli, Andrea Costa, Roberto Cota, Laura D’incalci detta Dincalci, Firial Cherima Fteita, Gustavo Gili, Luigi Grillo, Clara Marta, Laura Menardi, Dina Nobili, Matteo Passoni, Silvia Piani, Claudia Porchietto, Marco Giovanni Reguzzoni, Beatrice Rizzi, Giuseppe Andrea Romeo.

    Lega: Sardone Silvia, Panza Alessandro, Bruzzone Francesco, Tovaglieri Isabella, Gancia Gianna, Ciocca Angelo, Lancini Oscar, Bordonali Simona, Borroni Alessia, Botta Eraldo, Cozzi Marco, Fermi Alessandro, Ganelli Dino, Lucchini Elena, Malanchini Giovanni, Patelli Cristina, Rosso Lorenza, Sento Astrid, Snider Silvana, Vannacci Roberto.

    Partito Democratico: Cecilia Strada, Brando Benifei, Irene Tinagli, Alessandro Zan, Antonella Parigi, Giorgio Gori, Eleonora Evi, Pierfrancesco Maran, Patrizia Toia, Davide Mattiello, Elena Accossato, Emanuele Fiano, Monica Romano, Fulvio Centoz, Lucia Artusi, Fabio Pizzul, Donatella Alfonso, Luca Jahier, Paola Giudiceandrea, Fabio Bottero

    M5S: Danzì Maria Angela, Pedullà Gaetano, Pepe Antonella, Sacco Sean, Lanfranchi Ester Luisa, Allario Giorgia, Gobbo Daniela, Verni Simone, Mazzola Paola, Calogero Elena, Parini Isabella, Romano Fabio, Sala Carolina, Colombo Luca, Aleotti Fabio, Sturaro Mariangela, Nunga Lodi Denis, Volpe Claudio, Boudard Jean François Camille, Bertolami Fabrizio

    Alleanza Verdi Sinistra: Ilaria Salis, Ignazio Roberto Maria Marino, Massimiliano Smeriglio, Benedetta Scuderi, Domenico Lucano detto Mimmo, Giovanni Mori, Arianna Bettin, Mario Salomone, Andrea John Dejanaz, Stefano Apuzzo, Andrea Cegna, Daniele Cicala, Simona Cosso, Angela Fedi, Erica Innisi, Simona Merisi, Chiara Minelli, Suad Omar Sheikh Esahaq detta Su, Jessica Todaro detta Jessica Todaro Bellinati, Giorgio Vacchiano

    Azione: Elena Bonetti, Giuseppe Zollino, Mariapia Abbracchio detta “Mapy”, Alessandro Tommasi detto “Sandro”, Caterina Avanza detta “Caterina”, detta “Cate”, Cuno Jakob Tarfusser detto “Cuno”, Daniela Di Cosmo, Daniele Nahum, Simonetta Fiaccadori, Leonardo Lotto, Antonella Girardi, Federico Giacobbe, Cristina Lodi, Riccardo De Giorgi, Marina Lombardi, Salvatore Carrara, Laura Marchini, Giovanni Barosini, Federica Valcauda, Carlo Calenda

    Stati Uniti d’Europa: Emma Bonino, Gianfranco Librandi, Raffaella Paita detta Lella, Marco Taradash, Paolo Giovanni Micheli detto Paolo Micheli, Alessandro Cecchi Paone detto Cecchi detto Pavone, Patrizia De Grazia, Enrica Cattaneo, Nadia Gallo, Maria Mikaelyan, Vittorio Barazzotto, Matteo Di Maio, Federico Rossi, Simona Emanuela Anna Carolina Viola, Luca Perego, Davide Falteri, Daria De Luca, Alessandra Franzi, Antonella Soldo, Matteo Renzi.
    I candidati al Nord Est

  • 11 maggio, Matteo Renzi ad Abbiategrasso

    11 maggio, Matteo Renzi ad Abbiategrasso

    Sabato 11 maggio avremo il piacere di ospitare l’edizione 2024 della Teodolinda, l’evento politico
    di Italia Viva Lombardia.

    Nata lo scorso anno come iniziativa di Italia Viva Monza e Brianza, da questo il nome Teodolinda,
    l’evento si svolgerà ad Abbiategrasso, presso l’ex Convento dell’Annunciata di Via Pontida, dalle
    ore 10.30 (inizio registrazione partecipanti dalle ore 9.20) e si chiuderà intorno alle 17.30.
    Durante la giornata si alterneranno momenti condivisi con panel e interventi di parlamentari di Italia
    Viva, rappresentanti politici dei partiti che compongono la Lista Stati Uniti d’Europa, esperti,
    candidati alle Elezioni Europee e tavoli di lavoro tematici e provinciali (il programma definitivo sarà
    disponibile all’inizio della prossima settimana).

    L’evento si chiuderà con l’intervento di Matteo Renzi.

    Ringraziamo Roberto Cociancich – Presidente di Italia Viva Lombardia – per aver scelto, insieme
    alla cabina di regia regionale, la città di Abbiategrasso per ospitare questo momento di
    approfondimento e confronto; un ulteriore momento importante per l’Area Magentino e Abbiatense
    dopo le recenti iniziative del tour metropolitano di Italia Viva organizzate a Magenta e Arluno.

    Chi volesse partecipare può registrarsi all’evento utilizzando il seguente modulo online:
    https://forms.gle/oAMHUfdyzRBEXKbp9

    Andrea Sfondrini – Cabina di Regia Italia Viva Lombardia
    Loredana Pianta – Referente Italia Viva Magentino e Abbiatense
    Federico Veronelli – Presidente Italia Viva Città di Abbiategrasso
    Sergio Corba – Presidente Italia Viva Zona Abbiatense
    Alberto Fornaroli – Presidente Italia Viva Zona Magenta

  • Per il bene del Paese, la Lega ritorni al federalismo.  A cura di Domenico Bonvegna

    Per il bene del Paese, la Lega ritorni al federalismo. A cura di Domenico Bonvegna

    Il 12 aprile scorso la Lega ha compiuto quarant’anni di attività politica, l’anniversario è stato festeggiato un po’ in sordina. Soprattutto è stato celebrato separatamente dal fondatore, Umberto Bossi, nella sua Gemonio, con un po’ di antichi militanti e a Varese, pochi giorni dopo, dall’attuale segretario della Lega, Matteo Salvini assente polemicamente proprio Bossi che l’ha fondata.

    Marco Invernizzi ha provato a ripercorrere la storia del partito più longevo del Parlamento italiano (40 anni di Lega, 22.4.24, alleanzacattolica.org) E in particolare ha analizzato la sua crisi. La Lega negli anni ’80 è stato il primo post ideologico, cioè il primo partito ad anticipare la fine delle ideologie che avevano caratterizzato il ‘900. Essa nasce come un partito territoriale dal legame fra Bossi e Bruno Salvadori (1942-1980), un dirigente dell’Union Valdôtaine.

    Bossi riprende il suo percorso intellettuale e politico sostenendo la battaglia per l’autonomia dei popoli dell’arco alpino, ponendo così all’attenzione della politica la cosiddetta “questione settentrionale”. Egli contesta un punto importante della storia italiana: il modello di Stato centralista, scelto nel 1861 imitando la Francia e mantenuto sia dalla monarchia sabauda che durante il regime fascista e la Prima Repubblica. L’Unità d’Italia avrebbe potuto essere conseguita in altri modi, ma le forze politiche che la perseguirono scelsero due punti fermi: il centralismo dello Stato e l’ostilità alla Chiesa, in particolare al Pontefice romano.

    Così, accanto alla Questione cattolica ci fu sempre una questione relativa all’assetto dello Stato, da cui nacquero sia la Questione del Meridione, occupato e umiliato dall’invasione del Regno di Sardegna, sia la Questione settentrionale, emersa nel tempo, soprattutto dopo i grandi spostamenti della popolazione negli Anni Sessanta del ‘900. E’ un tema toccato dal libro (un intero capitolo) che ho letto in questi giorni, “L’invenzione della Padania. La rinascita della comunità più antica d’Europa”. Autore, Gilberto Oneto, Foedus Editore (Bergamo, 1997)

    “Il percorso dell’unificazione politica della penisola italiana è infatti passato attraverso una doppia forzatura: si è prima inventata una Nazione per giustificare la formazione di uno Stato, poi si è utilizzato lo Stato per cercare di formare una Nazione che non c’era mai stata”. Sostanzialmente il processo di unificazione, non è stato altro che “il processo di crescita imperialista di un piccolo Stato (il Piemonte sabaudo) che è diventato grande fagogitando altre entità sostanzialmente estranee[…]”.

    Oneto sostiene che sono state messe insieme delle realtà estremamente eterogenee. “Gli elementi di comunanza erano essenzialmente quasi solo di tipo geografico”, come del resto aveva brutalmente, ma lucidamente affermato il conte Metternich. Altro elemento di comunanza poteva essere la lingua, ma la parlava solo una piccolissima minoranza. La maggior parte parlava il cosiddetto “dialetto”, che poi erano delle lingue come il Veneto, il Piemontese, il Napoletano e soprattutto il francese, naturalmente tra i letterati e nobili piemontesi. “Per il resto tutto divideva i popoli della penisola: la diversa origine etnica, la storia, la cultura”. Tuttavia, anche Oneto è convinto che,“l’Italia è nata ‘contro’ entità ritenute nemiche (l’Austria, la Chiesa)”.

    Del resto c’era la necessità di “fare gli italiani”, pertanto, “non si è trovato di meglio che di forgiarli ‘col ferro e col fuoco’, nel vivo dell’azione, nel crogiolo delle guerre e delle battaglie. L’unità– insiste Oneto –è stata perseguita nelle caserme in disastrose avventure belliche si è perciò principalmente espressa nella funesta retorica dei sacrari, dei monumenti ai caduti e dei cimiteri di guerra”.

    In pratica alla retorica patriottica unitaria, si mescola “una cupa atmosfera mortifera”. Basta osservare l’inno di Mameli, per non parlare del patriottico macello della Prima Guerra mondiale (con i popoli italiani finalmente unificati nelle trincee e nei cimiteri), per poi finire ai lugubri simboli fascisti.
    Purtroppo quando fu raggiunta l’unità del Paese, venne abbandonata ogni visione federalista, che peraltro era presente in quasi tutti i progetti di unificazione. Alla fine fu costruito “uno stato giacobino-prefettizio e iper-centralista che fosse in grado di tenere assieme un paese che non voleva stare assieme”.

    Chi conosce la Storia sa come i popoli meridionali hanno dimostrato diversi sintomi di insofferenza a cominciare dal cosiddetto “Brigantaggio”, al vistoso fenomeno delle diserzioni durante la Grande Guerra. Per porre rimedio alla “gravosa cappa del centralismo unitario”, i migliori pensatori politici hanno proposto rimedi di tipo federalista. Ma a porre una “lastra tombale sulle legittime aspirazioni di autonomia dei popoli italiani”, ci ha pensato, “il fascismo che ha portato alle estreme conseguenze la finzione ideologica di Nazione italiana […]imponendola con ogni sorta di repressione violenta e di negazione ottusa di ogni diversità”.

    Il fascismo ha continuato a “fare gli italiani”, si è riscritto il loro passato, puntando tutto sull’Impero Romano. Praticamente “tutto quello che è compreso fra la caduta di Roma e il Risorgimento, cioè fra due periodi di violenze militari”. Per fortuna secondo Oneto non è bastata “l’opera di oppressione culturale esercitata nelle scuole e nelle caserme né l’azione corrosiva e omologante dei più moderni e ossessionanti media (soprattutto della televisione) a cancellare le reali strutture culturali dei popoli d’Italia che resistono ai tremendi attacchi di’pulizia culturale’”.

    Nonostante questo sono nate iniziative, movimenti autonomisti, prima legati alle minoranze tradizionali (Tirolesi, Siciliani, Sardi) e poi la Lega Veneta e negli anni ’80 la Lega Nord di Umberto Bossi, che divenne una sorta di sindacato del territorio, radicato nelle campagne del Veneto, e nelle valli lombarde, in particolare nel Varesotto.

    Riprendo il racconto di Invernizzi; la Lega “sfruttò la crisi della Prima Repubblica e lo sfaldamento di tutti i partiti postbellici, costretti a cambiare profondamente per adeguarsi al nuovo mondo che stava nascendo”. Ottenne risultati politici importanti, ma non poteva governare l’Italia e non aveva la forza per separare il Nord dal resto del Paese. Era una forza politica “nuova”, “perché andava oltre la destra e la sinistra, inglobando militanti provenienti da entrambi gli schieramenti, ed era efficace e attrattiva, perché toccava una questione sentita in un tempo di passaggio dalle appartenenze ideologiche al relativismo nichilista. Essa offrì così una speranza a molti, basata sull’identità locale”.

    Il libro di Oneto, ormai scritto più di vent’anni fa, è la prova che in molti credevano nell’aver ritrovata, riscoperta, la Padania, una specie “Terra di Mezzo”, a cui in molti credevano e si identificavano. Tuttavia il movimento di Bossi, diventa sempre più un partito che rischia di isolarsi e di non incidere a livello politico, si allea con Berlusconi e vince le elezioni del 1994. Successivamente dal 1996 la Lega rimane fedele al progetto politico di Centro-destra, sia con Bossi, che con Maroni e infine Salvini.

    “Quest’ultimo, però, le ha cambiato fisionomia, trasformandola in un partito sempre più nazionalista e cercando di impiantarla anche al Sud, senza peraltro risultati positivi. Salvini raccolse la Lega al 4% e da segretario, in soli sei anni, la portò al 34% delle elezioni europee del 2019. Ma era un consenso effimero, non radicato né nei valori né sul territorio e si sciolse come altri prima di lui, in primis Matteo Renzi”.

    La Lega oggi è in evidente difficoltà, priva di un consenso importante, ma soprattutto di una fisionomia politica specifica. Possiamo affermare che è in stato confusionale, soprattutto sui temi eticamente sensibili. Tuttavia, il partito, scrive Invernizzi, “ha avuto un ruolo importante nella storia italiana successiva al 1989 e anche all’interno del centro-destra, contribuendo a mantenere viva l’attenzione verso uno degli errori più gravi del Risorgimento e della successiva storia nazionale.

    Abbandonata la politica della secessione, alla Lega spettava il compito di portare il federalismo nella cultura e nelle istituzioni. A un certo momento della sua storia ha smesso di interpretare questo ruolo per dedicarsi alla ricerca del consenso a tutti i costi. Sarebbe importante, per il bene del Paese, che riprendesse il suo vero ruolo”.

  • Nerviano, una fiera di San Giorgio sotto tono. L’accusa della Lega

    Nerviano, una fiera di San Giorgio sotto tono. L’accusa della Lega

    Per esserci c’è stata. Ma, afferma Massimo Cozzi, ex sindaco e ora esponente della Lega nel consiglio comunale di Nerviano, in tono ben minore a quello in cui si sarebbe dovuta presentare.

    L’ex primo cittadino si dice rammaricato del fatto che la Fiera di San Giorgio sia stata a suo avviso sottotono.

    “Che possa piovere ad aprile non è una novità – afferma in una nota – questo non può giustificare però il flop di una fiera, quella di San Giorgio, che praticamente non c’è stata, delle 72 bancarelle si sono presentate in otto, i tanto sbandierati giochi dei nonni sono saltati, come altre manifestazioni collaterali.

    Le visite guidate al monastero degli Olivetani, in collaborazione con gli studenti del liceo Cavalleri di Parabiago, a differenza degli anni passati, non erano neanche previste e, vista la pioggia, potevano risultare un’interessante alternativa”.

    Cozzi ci aggiunge il fatto che la fiera abbia sofferto, a suo modo di dire, di mancanza di un’adeguata pubblicizzazione perchè “il tradizionale manifesto che pubblicizzava la fiera non viene più fatto e tutto viene fatto online, peccato però che gli anziani guardano molto di più il cartaceo girando a piedi per il paese “. E conclude amaramente: “più che rilanciare le tradizioni, le stanno affondando definitivamente”.

  • Giorgetti: non condivido Vannacci. Fontana: voterò Tovaglieri

    Giorgetti: non condivido Vannacci. Fontana: voterò Tovaglieri

    “Brava, bravissima e risponde sempre presente al territorio, io sono con Isabella Tovaglieri”. Questo il breve intervento del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante la presentazione della ricandidatura di Isabella Tovaglieri per la Lega al parlamento Ue, a Varese.

    “Non condivido”. E’ questo il commento del Ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, riguardo all’intervista rilasciata dal Generale Roberto Vannacci al giornale La Stampa, a margine dela presentazione della ricandidatura di Isabella Tovaglieri al parlamento Ue, a Varese. Vannacci, anche lui candidato alle prossime elezioni Europee con la Lega, aveva, tra le altre cose, definito Mussolini uno “statista” e proposto classi separate per gli alunni disabili. “Non e’ della Lega Vannacci, diciamo cosi’”, ha poi risposto Giorgetti ai cronisti che gli chiedevano se fosse d’accordo con la candidatura del Generale

  • “Insieme per Vanzaghello” attacca sull’inaugurazione ‘solo elettorale’  del nuovo centro sanitario

    “Insieme per Vanzaghello” attacca sull’inaugurazione ‘solo elettorale’ del nuovo centro sanitario

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Centro via Albarina: inaugurazione elettorale ma per ora solo un edificio vuoto”
    Così commenta il capogruppo uscente di “Insieme per Vanzaghello” Dr. Gualdoni: “ omenica abbiamo assistito all’inaugurazione del centro della salute di via Albarina ed al via della campagna elettorale: niente da dire sulle modalità di recupero dello stabile anche se, a tutt’oggi, purtroppo, non sappiamo quale sarà la destinazione d’uso dell’immobile visto che, anche in consiglio comunale, non è stato possibile ottenere certezze. Quello che sappiamo invece è che il rispetto non è una virtù di questa amministrazione, e
    nemmeno la memoria.

    Nel discorso di inaugurazione il Sindaco uscente ha avuto modo di criticare lo stato di incuria dello stabile negli anni antecedenti il 2019.Ricordiamo che lo stabile è stato donato dalla signora Rivolta e dalla figlia all’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Leopoldo Giani. Peccato che si è dimenticato di dire che, quando è stato donato al comune, lo stabile era occupato, ed è stato occupato per anni, da inquilini.

    Peccato che si è dimenticato di dire che lo stabile è stato vittima di un incendio e che, a seguito di questo, sono stati necessari lavori di manutenzione straordinaria che sono stati effettuati dalla precedente amministrazione.

    Peccato che si è dimenticato di dire che la precedente amministrazione aveva già un progetto approvato dal Consiglio Comunale per il recupero dell’immobile che rispettava le indicazioni e le volontà “imposte” dalle donatrici nell’atto della donazione. Tale progetto era a costo zero per i cittadini di Vanzaghello e prevedeva spazi per gli anziani e per le persone fragili.

    Omettere queste notizie in campagna elettorale fa parte del gioco? Può darsi. Noi continueremo però la nostra campagna elettorale con lo spirito che ci ha sempre contraddistinto, quello del dibattito, anche acceso, ma nel rispetto dell’avversario politico.

    Due parole anche del nostro candidato Sindaco Rino Giani:
    “Insieme a tanti amici ho partecipato volentieri all’inaugurazione dell’immobile intitolato “Centro
    Salute Ambrosetti e Calloni”, perché volevamo vederlo bene e capire qualcosa di più rispetto alle scarne informazioni ricevute. Nonostante il sobrio approccio iniziale del Sindaco uscente, per quanto appunto discutibile, ho assistito poi ad una manifestazione in pompa magna con tanto di Banda Musicale e di una
    inutilmente eccessiva esibizione di varie Autorità cioè Sindaci, professionisti e politici amici dell’attuale Amministrazione, che non hanno potuto far altro che spendersi in elogi generici autoreferenziali sul lavoro da loro stessi fatto.

    Tra le poche parole lineari e centrate sull’argomento, apprezzabili quelle pronunciate dal nostro Parroco Don Armando, che ha benedetto la struttura ed ha invitato a renderla il più possibile amica, ospitale ed accogliente. Gli interventi dei famigliari del Dr. Ambrosetti e del Dr. Calloni, la memoria dei quali ci rende tutti solidali. seguiti dai ringraziamenti, estesi inoltre anche ai medici che svolgono da tanti anni con
    grande impegno e passione la loro attività in paese, come il nostro DR. Gualdoni sono condivisibili e dovuti.

    Senza in alcun modo fare critiche preconcette ad un’opera che sicuramente potrebbe essere molto utile per il nostro Paese se solo fosse stata spiegata con chiarezza e non solo come ipotesi da presentare all’inizio della campagna elettorale.

    Nonostante una discreta partecipazione, l’esito è un successo solo apparente e per molti non
    convincente. Alla fine, quale sarà l’esatta finalità della struttura e chi la gestirà? Un soggetto privato? (quindi a pagamento?) Ribadisco pertanto: Come è possibile progettare e realizzare in modo generico la
    ristrutturazione di un immobile (con ingenti risorse pubbliche) senza aver prima individuato un
    vero obiettivo e i soggetti che dovranno gestire i servizi? E senza una seria, approfondita e preventiva ricerca in condivisione con la popolazione? A giochi fatti, inquadrata com’è, purtroppo non mi sembra la struttura ideale per un Centro Diurno per anziani oppure per un Centro Socio-Educativo per persone con disabilità, solo per citare due esempi, che avrebbero però richiesto uno studio più preciso ed innovativo. Forse è riservabile ad ambulatori di vario genere, sicuramente utili, ma il problema non sono gli spazi per gli ambulatori, ma il personale medico ed infermieristico del Servizio Sanitario Nazionale di cui sì soffre la carenza, come ben sa la popolazione di Vanzaghello e non solo.

    Siamo sicuri che questi ipotetici laboratori rappresentino oggi la priorità per Vanzaghello? Siamo sicuri che non si potesse puntare ad un traguardo migliore? Altrimenti l’inaugurazione è stata solo di uno stabile vuoto, rispetto ad un tema importante che preoccupa molti cittadini come quello della Salute”.

    INSIEME PER VANZAGHELLO

  • Castano Primo: un sabato di festa per la lista AttivaMENTE il prossimo 4 Maggio

    Castano Primo: un sabato di festa per la lista AttivaMENTE il prossimo 4 Maggio

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – La data da mettere a calendario è quella di sabato 4 maggio, le ore sono le 17.30 ed il luogo è il Parco Sciaredo.

    Il momento tanto atteso è arrivato e per ‘svelare’ la lista di candidati che supporterà Federico Cerruto per le elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno ci saranno una serie di iniziative davvero rivolte a tutti.

    Dalle 17.30 infatti, in più postazioni verranno promossi giochi, attività, sfide per bambini, famiglie e adulti, al termine delle quali, sveleranno i cittadini che fanno parte della nostra lista. Con un aperitivo insieme e un po’ di colonna sonora, ci sarà spazio per conoscere meglio il nostro progetto, le nostre idee, ma soprattutto le persone che vogliono essere per Castano Primo ben più di un’alternativa.

    “Sarà un bell’evento in cui, oltre a divertirsi, ci sarà modo di stare insieme e conoscersi – spiega Federico Cerruto – Per fare in modo che PARTECIPAZIONE non sia solo una parola di cui abusare, abbiamo pensato ad estendere l’invito anche ai candidati delle altre liste. Che il voto sia favorevole all’una o all’altra, saremo chiamati nei prossimi anni a collaborare. Chiaro, con ruoli diversi ma tutti sotto il segno della responsabilità e dell’esempio. E allora perché non iniziare già adesso a dare un bel segnale alla nostra città? Aspettiamo tutti, ma davvero tutti, a questo momento così bello e importante per la nostra comunità!”.

  • Carceri: Mirabelli (Pd), interrogazione sulle torture al Beccaria

    Carceri: Mirabelli (Pd), interrogazione sulle torture al Beccaria

    “Il 22 aprile sono stati arrestati 13 agenti della polizia penitenziaria accusati di maltrattamenti sui minorenni detenuti nell’Istituto Penale per i Minorenni di Milano “Beccaria”. La Polizia di Stato e il Nucleo Investigativo Regionale per la Lombardia della Polizia Penitenziaria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano avrebbero eseguito un’ordinanza emessa su richiesta dei Pm del V Dipartimento, con la quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti dei 13 agenti, 12 dei quali tuttora in servizio presso” il carcere di Milano, nonché la “misura della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici nei confronti di ulteriori 8 dipendenti dello stesso corpo di polizia, anch’essi tutti in servizio, all’epoca dei fatti, presso la medesima struttura detentiva per minori”.

    A sottolinearlo in una nota è il senatore milanese Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo PD al Senato, che annuncia di aver presentato sul caso un’interrogazione parlamentare.

    “Vari – ricorda – sono i reati contestati, alcuni risalenti anche al 2022, tra cui ‘maltrattamenti in danno di minori, anche mediante omissione, aggravati dalla minorata difesa e dall’abuso di potere; concorso nel reato di tortura, anche mediante omissione, aggravato dall’abuso di potere del pubblico ufficiale, nonché dalla circostanza di aver commesso il fatto in danno di minori; concorso nel reato di lesioni in danno di minori, anche mediante omissione, aggravate dai motivi abietti e futili, dalla minorata difesa e dall’abuso di potere; concorso nel reato di falso ideologico ed infine una tentata violenza sessuale ad opera di un agente nei confronti di un detenuto’”.

    “Per questo motivo – spiega Mirabelli – ho presentato una interrogazione al Ministro dell’Interno, sottoscritta da molte senatrici e senatori del gruppo dem con la quale chiedo di sapere: ‘Quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, in attesa di conoscere gli esiti processuali dell’inchiesta della magistratura in merito ai fatti esposti in premessa, per garantire all’interno degli istituti penitenziari italiani forme di efficace controllo idonee a prevenire e a contrastare gli episodi di violenza e maltrattamenti ai danni dei detenuti che le cronache degli ultimi mesi purtroppo registrano con preoccupante frequenza, ancor più intollerabili e inaccettabili quando compiute ai danni di minori; quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di ricondurre l’esecuzione della pena, con particolare riferimento a quella minorile, ad un livello adeguato agli standard dei paesi democratici, nel rispetto dei principi costituzionali e di quelli europei e sovranazionali volti al pieno recupero e reinserimento sociale del condannato, garantendo altresì che la detenzione avvenga nel pieno rispetto dei diritti umani’”.

    INTERROGAZIONE

    con richiesta di risposta urgente ai sensi dell’articolo 151 del Regolamento del Senato

    MIRABELLI, MALPEZZI, BAZOLI, VERINI, ROSSOMANDO

    Al Ministro della Giustizia

    Premesso che:

    come riportato da diversi organi di stampa il 22 aprile sono stati arrestati tredici agenti della polizia penitenziaria accusati di maltrattamenti sui detenuti minorenni detenuti nell’Istituto Penale per i Minorenni di Milano “Beccaria”;

    i fatti sono stati resi noti dalla questura di Milano attraverso un comunicato;

    la Polizia di Stato e il Nucleo Investigativo Regionale per la Lombardia della Polizia Penitenziaria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano avrebbero eseguito un’ordinanza emessa su richiesta dei Pubblici Ministeri del V Dipartimento, con la quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di tredici agenti della Polizia Penitenziaria, dodici dei quali tuttora in servizio presso l’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano, nonché la misura della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici nei confronti di ulteriori otto dipendenti dello stesso corpo di polizia, anch’essi tutti in servizio, all’epoca dei fatti, presso la medesima struttura detentiva per minori;

    i reati a vario titolo contestati dalla Procura della Repubblica e positivamente vagliati dal Gip in relazione alle condotte degli agenti, riscontrate a partire almeno dal 2022 ad oggi e reiterate nel tempo nei confronti di diversi detenuti di età minore, corrisponderebbero a reati quali “maltrattamenti in danno di minori, anche mediante omissione, aggravati dalla minorata difesa e dall’abuso di potere; concorso nel reato di tortura, anche mediante omissione, aggravato dall’abuso di potere del pubblico ufficiale, nonché dalla circostanza di aver commesso il fatto in danno di minori; concorso nel reato di lesioni in danno di minori, anche mediante omissione, aggravate dai motivi abietti e futili, dalla minorata difesa e dall’abuso di potere; concorso nel reato di falso ideologico ed infine una tentata violenza sessuale ad opera di un agente nei confronti di un detenuto”;

    le indagini, partite da alcune segnalazioni del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, si sarebbero sviluppate “attraverso diversi servizi tecnici di intercettazione e acquisizione di telecamere interne all’istituto, che hanno permesso di raccogliere indizi di reato per diversi episodi di violenze ai danni dei minori ristretti”;

    ci troveremmo in presenza, dunque, come precisa la Procura di Milano, di una pluralità di condotte risalenti, riscontrate a partire almeno dal 2022 ad oggi e reiterate nel tempo nei confronti di diversi detenuti di età minore;

    già con il precedente atto ispettivo 3-00540 gli interroganti avevano denunciato le preoccupanti condizioni in cui versa l’Istituto penale Beccaria;

    considerato che:

    come denunciato dall’Associazione Antigone nel rapporto Prospettive minori a seguito dell’approvazione del decreto legge 15 settembre 2023, n. 123, c.d. decreto Caivano, si è registrato un preoccupante aumento dei detenuti minori per cui è stata disposta la misura cautelare, mentre nel 2021 gli ingressi registrati erano 835, nel corso del 2023 sono saliti a 1.143, la cifra più alta degli ultimi quindici anni;

    un provvedimento che, come denunciato da più parti mina profondamente l’ordinamento penitenziario minorile da sempre guardato con grande interesse nel resto del mondo, per la particolare sensibilità verso l’istanza di reinserimento sociale del minore e per il carattere sussidiario e minimale dell’intervento penale;

    il predetto decreto legge, invece, ha introdotto un ricorso sproporzionato allo strumento penale – cifra che ha contraddistinto tutti gli interventi in materia penale dell’attuale Governo – e, viceversa, si è caratterizzato per una attenzione minima all’articolazione di politiche educative, sociali e culturali idonee a favorire il recupero dei minori;

    si chiede di sapere:

    quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, in attesa di conoscere gli esiti processuali dell’inchiesta della magistratura in merito ai fatti esposti in premessa, per garantire all’interno degli istituti penitenziari italiani forme di efficace controllo idonee a prevenire e a contrastare gli episodi di violenza e maltrattamenti ai danni dei detenuti che le cronache degli ultimi mesi purtroppo registrano con preoccupante frequenza, ancor più intollerabili e inaccettabili quando compiute ai danni di minori;

    quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di ricondurre l’esecuzione della pena, con particolare riferimento a quella minorile, ad un livello adeguato agli standard dei paesi democratici, nel rispetto dei principi costituzionali e di quelli europei e sovrannazionali volti al pieno recupero e reinserimento sociale del condannato, garantendo altresì che la detenzione avvenga nel pieno rispetto dei diritti umani.

  • Gallera rientra in Forza Italia

    Gallera rientra in Forza Italia

    Il consigliere lombardo di Forza Italia, Giulio Gallera, ha ritirato l’autosospensione dal gruppo del partito in Regione. Gallera aveva criticato la scelta di nominare capogruppo in Consiglio comunale a Milano Luca Bernardi al posto di Alessandro De Chirico.

    “Ringrazio il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani e il coordinatore enti locali del partito Maurizio Gasparri per aver riconosciuto e aver voluto valorizzare la qualita’ del lavoro svolto come capogruppo e come consigliere comunale da Alessandro De Chirico. Ringrazio inoltre l’amico on. Alessandro Sorte, coordinatore regionale di Forza Italia, per il prezioso lavoro politico compiuto in questi giorni”, ha dichiarato Gallera in una nota.
    “Ricomincio a lavorare all’interno del gruppo Forza Italia del Consiglio Regionale della Lombardia – conclude Gallera – e continuo a lavorare sul territorio con ancora maggiore intensita’. Da oggi l’unico obiettivo e’ quello di ottenere un grande risultato alle elezioni europee e contribuire alla vittoria del maggior numero di amministrazioni locali”.

  • Lo Stadio del Milan a San Donato, Di Marco provoca (M5s): «Fontana abdica, a questo punto faccia presiedere Giunta a Ibrahimović»

    Lo Stadio del Milan a San Donato, Di Marco provoca (M5s): «Fontana abdica, a questo punto faccia presiedere Giunta a Ibrahimović»

    Di Marco (Consigliere regionale M5s Lombardia): «Le pilatesche parole di Fontana sul nuovo stadio del Milan rappresentano la resa della politica. Possibile che il Presidente di Regione Lombardia arrivi a sminuire il proprio ruolo abdicando alle esigenze e agli interessi di una multinazionale straniera?

    Davvero Regione Lombardia permetterà al Milan di disporre come meglio ritiene del suo territorio, senza pretendere il rispetto delle basilari esigenze dei cittadini di San Donato e le relative garanzie? A questo punto perché non far presiedere le sedute della Giunta direttamente a Ibrahimović?» così il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Lombardia, in relazione alle dichiarazioni del Presidente Fontana in merito al nuovo stadio del Milan, che dovrebbe realizzarsi nel Comune di San Donato Milanese.