Categoria: Cronaca

  • Magenta: presentato dal parroco don Giuseppe nella basilica di San Martino il nuovo Consiglio Pastorale

    Magenta: presentato dal parroco don Giuseppe nella basilica di San Martino il nuovo Consiglio Pastorale

    E’ stato presentato questa mattina, nella basilica di San Martino in occasione della ricorrenza di Santa Crescenzia, il nuovo Consiglio Pastorale della Comunità di Santa Gianna e San Paolo VI a Magenta.

    Tra eletti e nominati “il Consiglio Pastorale”, ha detto il parroco don Giuseppe Marinoni, “è l’immagine della fraternità della comunione dell’intera Comunità Pastorale. Suo compito è l’applicazione del progetto pastorale”.

  • Magenta: da San Rocco alla basilica di San Martino in processione, la città celebra Santa Crescenzia Martire

    Magenta: da San Rocco alla basilica di San Martino in processione, la città celebra Santa Crescenzia Martire

    Dalla chiesa di San Rocco alla basilica di San Martino a Magenta. Anche questa mattina la processione dedicata a Santa Crescenzia Martire, accompagnata dalla Banda Civica, ha seguito questo percorso toccando via Garibaldi, piazza Liberazione e via Roma per arrivare in chiesa dove il parroco don Giuseppe Marinoni ha celebrato la santa messa durante la quale è stata accesa la palla di fuoco.

    Un momento solenne al quale non sono mancate le autorità cittadine con il Sindaco Luca Del Gobbo e gli assessori, il comandante dei Carabinieri e alcune associazioni cittadine, Avis, Carabinieri, Polizia di Stato e altre ancora. La storia narra che il 7 gennaio 1817, dalle catacombe di san Callisto arrivarono a Magenta le reliquie di questa giovane martire del IV secolo.

    Nulla si sapeva di lei, neppure il suo nome, solo che era giovanissima e che aveva versato il suo sangue per Cristo. Le fu dato il nome ‘Crescenzia’. Oggi le reliquie di santa Crescenzia Martire sono conservate nella basilica di San Martino.

  • Magenta, la storia di Pier Gabriel, atleta del Fukai Karate: “Quando entro in palestra tiro fuori tutta la rabbia che nascondo dentro”

    Magenta, la storia di Pier Gabriel, atleta del Fukai Karate: “Quando entro in palestra tiro fuori tutta la rabbia che nascondo dentro”

    Il Karate è una disciplina che ti prende anima e corpo. Una volta che cominci ad amarlo non lo lasci più. Pier Gabriel Torrente ha cominciato a praticarlo quando era un bambino. A soli sette anni faceva judo in Germania, dove è nato e viveva con i genitori. E non l’ha mai lasciato perché oggi di anni ne ha 50 e non ha certo intenzione di smettere. Lo incontriamo in palestra dove sta festeggiando con il suo Maestro Antonio Montagna e gli altri atleti, il quarto secolo di vita della sua società, il Fukai Karate. Persona mite nella vita Torrente quando pratica il karate si trasforma.

    “Butto fuori in questo modo tutta la rabbia che tengo dentro”, confessa. E’ cintura nera terzo Dan, ha lavorato tanto per raggiungere i risultati che è riuscito ad ottenere. E ne va fiero. “Quando mi sono trasferito in Italia a Corbetta ho conosciuto diverse persone molto brave con il Karate – ricorda – ma è stato Forges Scauri a trasmettere in me l’amore per questa disciplina. Un uomo che è stato importantissimo per me”. Scauri insegna tutto quello che sa del Karate a Torrente. E lui ci mette del suo perché non può farne più a meno. L’altra sera in palestra ci ha detto: “Se salto tre lezioni di fila non mi sento bene. Comincia a mancarmi come l’aria. Devo entrare in palestra, non riuscirei mai a smettere”.

    Alla fine diventa qualcosa di più di una passione. Diventa vero e proprio amore. Parte integrante della propria vita. Torrente è bravo, vince anche alcune competizioni. Lo conosciamo e se c’è una cosa che apprezziamo in lui è l’autocontrollo che riesce sempre a mantenere, anche nelle situazioni più stressanti. Quell’autocontrollo che solo una disciplina nata in oriente come il Karate può trasmettere. L’altra sera si è esibito nel Kumitè, strappando applausi ai presenti. Dopo il Maestra Scauri è toccato al Maestro Montagna e oggi Torrente è uno degli atleti del Fukai. “Se la vita non mi ha dato grandi soddisfazioni in palestra divento un altro e mi torna il sorriso – conclude – il Karate per me è una valvola di sfogo. Se un giorno dovessi smettere andrei a pezzi”.

  • Droga agganciata all’auto: in manette 18enne albanese a Cologno Monzese

    Droga agganciata all’auto: in manette 18enne albanese a Cologno Monzese

    Un 18enne di origine albanese, incensurato, è stato arrestato per spaccio a Cologno Monzese (Milano) nonostante un ingegnoso sistema inventato per trasportare la droga senza farsi scoprire. Lo ha riferito il Comando provinciale di Milano.

    Secondo i militari prima è stata documentate la cessione di due dosi di cocaina in favore di un acquirente italiano, e poi durante una perquisizione, sono state trovate altre 28 dosi (per un peso di 9 grammi e mezzo circa) custodite in un contenitore a forma cilindrica, di plastica, completamente avvolto in un nastro da elettricista nero dentro il quale era stata applicata una calamita, in modo da mantenerlo agganciato sotto la scocca del veicolo che usava

  • Mortara: estorce 38mila euro ad una donna, arrestato 18enne

    Mortara: estorce 38mila euro ad una donna, arrestato 18enne

    I carabinieri di Pavia hanno arrestato un 18enne del posto, incensurato, per estorsione in flagranza di reato. Il giovane, vantando la sua appartenenza ad organizzazione criminali, dal mese di gennaio scorso ha richiesto alla vittima, una 51enne, svariate e sempre più cospicue somme di denaro per rifondere i presunti debiti contratti dal figlio della donna. Nel corso dei mesi, la donna è stata minacciata più volte, e in un’occasione anche con l’uso di una pistola. Spaventata per le minacce ricevute, ha versato al suo estorsore circa 38mila euro.

    I militari della Stazione di Mortara, dopo aver raccolto la denuncia della vittima, esasperata per aver ricevuto l’ennesima richiesta di denaro, hanno predisposto un servizio ad hoc volto ad individuare e bloccare l’uomo. Venerdì mattina alle 9 in piazza Marconi a Mortara, la vittima ha consegnato al ragazzo 450 euro in banconote precedentemente segnate dai carabinieri che si sono appostati nelle vicinanze e sono intervenuti tempestivamente bloccando l’uomo dopo aver tentato una breve fuga a piedi. La perquisizione personale ha permesso di rinvenire le banconote segnate consegnate dalla donna, che le sono state subito restituite ed un telefono cellulare utilizzato per le richieste estorsive.

  • Tragico incidente a Biandrate: un morto e due feriti

    Tragico incidente a Biandrate: un morto e due feriti

    Un morto (un giovane di 26 anni) e due feriti è il tragico bilancio di un incidente stradale avvenuto venerdì sera fra un’auto e un mezzo pesante al chilometro 127 dell’A26 in direzione nord. Sul posto, poco prima delle 23, sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco dei comandi di Vercelli e Novara oltre ai sanitari del 118 e agenti della polizia stradale.

    Ci sono statu anche altri due feriti, nell’incidente coinvolto anche un cane, rimasto intrappolato tra le lamiere. Sul posto i vigili del fuoco del comando provinciale di Vercelli, impegnati a liberare dalle lamiere le persone coinvolte, il 118 e le forze dell’ordine al lavoro per ricostruire la dinamica dello schianto, avvenuto in direzione Gravellona Toce. Per consentire soccorsi e rilievi il tratto di autostrada tra Vercelli Est e il nodo A26/A4 è stato chiuso al traffico.

  • Magenta: auto in fiamme in via Murri, fumo invade la strada

    Magenta: auto in fiamme in via Murri, fumo invade la strada

    Una coltre di fumo ha invaso, poco dopo le 16 di oggi, la zona tra via Nurri e strada per Robecco a Magenta.

    Tutto a causa di una Mercedes nera che si è incendiata. Il conducente arrivava da Robecco e si stava dirigendo verso il centro di Magenta, quando si e’ accorto del fumo che usciva. La Polizia locale di Magenta ha bloccato la strada, mentre i vigili del fuoco si sono occupati delle operazioni di spegnimento. La Mercedes è andata completamente distrutta.

  • Gli adolescenti del Teatro dei Navigli alla ribalta

    Gli adolescenti del Teatro dei Navigli alla ribalta

    Hanno frequentano il corso di recitazione a Magenta, nella sede di via Pacinotti, ma il palco calcato è stato quello del teatro San Pietro in Abbiategrasso, i ragazzi che mercoledì scorso hanno presentato ’Chi è di scena?’, adattamento teatrale de ‘L’amore delle tre melarance’ di Carlo Gozzi, a cura dell’attrice Michela Lo Preiato.

    Partiamo da lei, dall’entusiasmo con cui ha introdotto la serata con parole di elogio caloroso per i suoi “fantastici” allievi ai quali ha insegnato con piacere e – è parso evidente guardandola e ascoltandola – con sincera passione. Così poi i risultati si ottengono.
    A proposito del frutto dell’attività di un anno – primi mesi dedicati a esercizi vari, da gennaio lavoro sul testo e poi col copione – Michela Lo Preiato ha detto: “Quello che abbiamo fatto non è uno spettacolo, anche se è ovvio che vedrete uno spettacolo … che però non è uno spettacolo”. Roba insolita . “Vedrete quello che abbiamo fatto in questi mesi. Vi prego di guardalo con un altro occhio”. L’occhio di chi vede anche quanto accade durante la preparazione di una recita quando si è vicini al debutto, quanto sta dietro le scene canoniche cui poi si assisterà.

    C’è la ‘prima donna’ che arriva in ritardo alle prove e vorrebbe stare sempre al centro della scena, c’è chi non è soddisfatta della propria parte e preferirebbe quella di un’altra, chi ambisce a un numero maggiore di battute, chi è imbarazzata per quel che deve dire, chi lamenta la mancanza di oggetti, maschere e scenografia, chi indossa una maglia color viola e questo a teatro è proibito, chi, “No, per carità!!!”, fa cadere il copione e allora deve buttarlo a terra altre tre volte, come per tre volte, prima di andare in scena, tutti in cerchio si grida ‘merda, merda, merda’ per propiziarsi il successo.

    C’è la direttrice che richiama alla concentrazione, la capocomica stressata e stressante che teme un fiasco e il fallimento della Compagnia. Però, a un certo punto, ecco gli attori impegnarsi a declamare, pronti anche a improvvisare per salvare la situazione, solerti nel rispetto delle regole di fare arrivare la voce in fondo alla sala perché tutti possano sentire e di non voltare le spalle alla platea e, ancora, eccoli mettersi all’ascolto dell’altro, pronti alla collaborazione, a esprimersi col corpo oltre che con la parola, alla sottolineatura delle intenzioni, “che sono importanti!!!” e infine … ecco i Nostri – Alessia, Andrea, Asia, Cecilia e Cecilia, Dennis, Emma, Flavia, Francesca, Irene, Leonardo, Lorenzo, Lucia, Marta, Mattia e Natalia- , attori e attrici in erba, divertirsi. Ah! Infine anche gli applausi del pubblico.

    Franca Galeazzi

  • Magenta e i ragazzi del 4 Giugno. A cura di Franca Galeazzi

    Magenta e i ragazzi del 4 Giugno. A cura di Franca Galeazzi

    Del ‘4 Giugno dei bambini’, bella iniziativa che non è certo novità di quest’anno, e del Concerto al campo, a cura degli insegnanti e degli studenti del Liceo Musicale ‘Salvatore Quasimodo’, già si è data notizia. Allora perché ritornarvi? Per ribadire – da sempre si dice ‘repetita iuvant’ – il valore della partecipazione dei più giovani – i liceali sono stati per altro i protagonisti dell’evento musicale della sera del 2 giugno nel parco di villa Naj Oleari – in occasione di una ricorrenza importante non solo per la Storia della nostra città.

    Ci auguriamo che i quasi 400, 393 per l’esattezza, allievi delle scuole primarie magentine, oltre alle dettagliate informazioni – che i loro testi scolastici non contengono – sulle vicende accadute qui nel lontano 4 giugno 1859, fornite da Pietro Pierrettori, possano aver acquisito, visitando Casa Giacobbe e l’Ossario, maggior consapevolezza – chiediamo troppo ? – del rispetto dovuto e del valore che va riconosciuto ai luoghi fisici simbolo di un evento di indubbia rilevanza storica. Monumenti che ricordano una battaglia, una guerra, la morte di moltissimi soldati, la vittoria di una parte su di un’altra, occupazione e liberazione. Il presidente Sergio Mattarella (lo citiamo perché lui mette sempre tutti, o quasi, d’accordo) nel discorso del 2 giugno, Festa della Repubblica, ha parlato di un filo tessuto tra Risorgimento e Resistenza, sottolineando quanto sia fondamentale trasmettere ai giovani valori e cultura. E, per quanto riguarda quelli dell’epoca risorgimentale, farli vivere e trasferirli è tra i principali intenti delle celebrazioni del 4 Giugno.

    “La Storia di questi anni è mosaico di tante storie” (sempre Mattarella ). Senza la conoscenza del passato – e quanto più essa è approfondita, veritiera, critica e non viziata dal pregiudizio, meglio è – non si comprende il presente (questo per la serie dei repetita). Il percorso della conoscenza non è facile, a volte faticoso, richiede volontà, curiosità, meglio iniziare ad allenarsi ed essere a ciò stimolati sin da piccoli.

    Citiamo nel merito anche il particolare progetto interdisciplinare ‘Un colore, una storia, una città’ che, nell’anno scolastico oggi concluso, ha visto il coinvolgimento dell’intera scolaresca della Primaria ‘Santa Caterina’ (rimandiamo il lettore all’articolo di Arabella Biscaro).
    Veniamo al Concerto al campo (per questo sì che si può parlare di ‘prima volta’). Una rassegna di musiche risorgimentali, eseguite dai ‘musicisti’ del ‘Quasimodo’, diretti dal Maestro Lorenzo Di Saverio. Folto pubblico e tanti brani evocativi di quel nostro passato.

    Note vivaci, coinvolgenti, commoventi. Si è iniziato con la ‘Marcia di Radetzky’, composta in onore del Maresciallo allorquando gli Austriaci si riprendevano Milano dopo i moti del 1848, poi è stata la volta di ‘Per la Patria – Inno del Governo Provvisorio’, dedicato ai morti delle Cinque Giornate, quindi di ‘Addio mia bella Addio’, de ‘L’inno di Garibaldi’, de ‘La bella Gigogin’, de ‘La bandiera dei tre colori’ e di ‘Va’ pensiero’, oltre agli Inni nazionali francese e italiano. E per il bis è tornato Radetzsky, non siamo più nemici.
    Dei ragazzi, dei ragazzi europei, sul prato del parco cittadino dove caddero tanti giovani – il cui ricordo richiama dolorosamente tanti altri giovani morti: ucraini, russi, israeliani, palestinesi – hanno offerto note e parole che, forse più di quelle di un libro stampato o di un discorso ufficiale, aiutano a interiorizzare, a livello individuale e sociale, valori irrinunciabili, uno per tutti: quattro lettere, comincia per ‘p’, finisce per ‘e’.

    Franca Galeazzi

  • Fondazione Mantovani  “Giugno in Festa” a San Vittore Olona

    Fondazione Mantovani “Giugno in Festa” a San Vittore Olona

    Alla Casa Famiglia “Don Giovanni Giuliani” di San Vittore Olona di Fondazione Mantovani, sarà un mese di giugno ricco di proposte per far vivere appieno l’arrivo dell’estate a tutti i Residenti della struttura socio sanitaria.

    In particolare, la Direzione della Casa Famiglia, sotto la guida della Coordinatrice Giuliana Soldadino ha messo in agenda un’uscita molto speciale, in uno dei luoghi di fede per eccellenza della nostra regione: il Santuario della Madonna del Fonte di Caravaggio.

    L’uscita è prevista per il prossimo 25 Giugno con partenza alle 9,30. Sarà senz’altro una giornata molto particolare per Residenti ed accompagnatori che potranno ammirare da vicino il Santuario Santa Maria del Fonte e vivere momenti di raccoglimento e preghiera.

    Accanto a quest’iniziativa dal grande valore religioso ma anche storica e culturale, non di meno, l’appuntamento ormai fisso con la festa dei Compleanni, fissata per il prossimo giovedì 27 Giugno dalle 16 in avanti.

    Certamente di tutt’altra natura, ma in Casa Famiglia è ben chiara l’idea che occorre per nutrire lo spirito della Persona, sono necessarie sia occasioni di contemplazione più profonde come la gita a Caravaggio, ma anche momenti che fanno bene all’umore e scaldano ugualmente il cuore in modo più ‘leggero’.

    “Si tratta di un’iniziativa dedicata a tutti i nostri Residenti – commenta la Coordinatrice Soldadino – e che ripetiamo ogni mese con grande piacere.

    Naturalmente con la bella stagione questo pomeriggio di festa diventa un’opportunità in più per portare tanto divertimento e una contagiosa dose di allegria all’interno della nostra Casa Famiglia che si conferma essere un luogo vivo e parte integrante della comunità e del territorio di San Vittore Olona”.