Categoria: Cronaca

  • A Magenta, da DODO Kids, è arrivata la primavera

    A Magenta, da DODO Kids, è arrivata la primavera

    In una Magenta dove molte attività commerciali mordono il freno e devono chiudere, ce ne sono altre che con coraggio aprono, ma soprattutto c’è chi resiste e in questo caso, ci verrebbe da dire, si consolida essendo sempre più un punto di riferimento per propria clientela.

    Stiamo parlando dell’ormai storico negozio di via Roma: DODO Kids di Federica Nosotti (nella foto sotto) . Qui, grazie a una grande attenzione per il cliente, che parte dalla selezione dei brand per arrivare a qualità a fronte di un prezzo corretto, le famiglie dei bimbi e dei ragazzi fino a 16 anni hanno trovato un porto sicuro.

    Indubbiamente – spiega Federica a Ticino Notizie – la scelta accurata delle marche è un nostro plus da Saint Barth a Blauer, continuando con Calvin Klein, Save The Duck, Tommy Hilfiger fino a Kwait e molte altre marche tra le più gettonate del momento.

    Da rimarcare che con l’arrivo della primavera oltre che scoprire le nuove collezioni, un altro buon motivo per passare da DODO Kids è dato dagli abiti da cerimonia. Del resto, con la bella stagione è anche il momento di battesimi, cresime, comunioni, matrimoni ….

    Quale posto migliore per trovare il look giusto per bimbi e teenager ? “Anche su questo aspetto – sottolinea la titolare – c’è massima attenzione. Stiamo cercando di soddisfare un po’ tutti i gusti. Sia dai look più classici sino a quelli più contemporanei”.

    Infine in questo spazio in cui Federica ci racconta le novità stagionali, ecco quella che a nostro avviso è davvero una proposta interessante per lo shopping delle mamme.

    “Si – spiega Federica Nosotti – in un’epoca in cui andiamo sempre tutti di corsa e il tempo è tiranno, abbiamo pensato ad uno spazio donna con taglie dalla 38 alla 44. Qui si potranno trovare capi d’abbigliamento sia più casual per tutti i giorni, sia più eleganti.

    E’ una proposta – conclude Federica – che speriamo possa trovare il favore della nostra clientela. Un modo anche per consentire alla mamma di fare acquisti e dedicarsi dello spazio, mentre magari porta i figli con sé per rinnovare il guardaroba. Anche qui garantiamo il giusto mix tra qualità e prezzo così cercar sempre di incontrare al meglio i desiderata del pubblico”.

  • Ciao Senatùr, eri uno di noi

    C’è stato un tempo in cui un ragazzo del Nord non aveva riferimenti. Eravamo gli “indigeni” di una terra considerata solo per il suo PIL, destinati al dimenticatoio o, peggio, alla vergogna delle nostre radici. Per i “benpensanti” eravamo semplicemente i ricchi, quelli che non prendevano il treno o la 90 a Milano, ignorando che dietro quel benessere c’era un malcontento profondo che nessuno voleva ascoltare.

    La solitudine dei dialetti
    Il nostro dialetto era sbeffeggiato, un fardello di cui vergognarsi davanti a una cultura ufficiale che parlava solo “italiano e basta”. La Rai non ci apparteneva, il cinema era un monopolio romano, e le istituzioni – dalla scuola all’università – sembravano orientate a un pensiero unico che ci escludeva. Eravamo un motore senza anima, o meglio, con un’anima colonizzata.

    Poi, nel 1987, arrivò lui: il Senatùr.

    La scossa del 1987: quando il ventre molle divenne carne
    L’arrivo di Umberto Bossi non portò solo uomini in Parlamento; portò le nostre passioni sull’altare della politica nazionale. Mentre il “professore arrogante” lo liquidava come un ignorante che “non sapeva nulla”, lui vedeva e capiva tutto. Bossi ha inciso il ventre molle di un Paese anestetizzato, con la precisione di chi sa che un maiale deve essere lavorato per diventare cibo, per diventare vita e sostentamento.

    È stata la nostra storia a essere finalmente riconosciuta. Ricordo Radio Padania: lavorarci significava esporsi a pregiudizi e nemici, ma era il raggiungimento di uno scopo. Eravamo finalmente rappresentati da un uomo che aveva riportato il Nord al centro del dibattito, rompendo il silenzio di chi doveva solo tacere e accogliere.

    Il seme sotto la neve
    Sono passati molti anni e la malattia ha tolto a Bossi la sua arma più affilata: quella velocità della risposta, quel linguaggio pungente e immediato che fulminava l’avversario. Chi c’era alla Sala Borsa di Novara nel 1999 non può dimenticare il trionfo, l’attesa per stringergli la mano, quel sigaro perennemente acceso che lo rendeva un “Tenente Colombo” delle nostre terre.

    Si può criticare l’uomo, si possono discutere gli affari (perché, si sa, nessun politico regala caramelle), ma non si può negare il cuore impavido. Oggi, forse, le origini sono state sepolte dalle logiche del potere assoluto e molte battaglie della prima ora sembrano perdute.

    Un ritorno alle radici
    Eppure, il seme è ancora lì. La vera svolta per la Lega non può che essere un ritorno alle radici: trasmettere ai “nuovi padani” l’orgoglio di un Nord che vuole essere motore, ma anche anima vibrante.

    Ciao Senatùr. A noi resta l’orgoglio di aver combattuto sul campo. Magari ne usciamo sconfitti, ma certamente non pavidi.

  • Nel 2004, Umberto Bossi a Magenta

    Nel 2004, Umberto Bossi a Magenta

    Una foto di una ventina di anni fa con il ‘senatur’ a Magenta invitato da Simone Gelli

  • Magenta, Piazza Mercato gremita per la festa di fine Ramadan

    Magenta, Piazza Mercato gremita per la festa di fine Ramadan

    Una Piazza Mercato gremita ha ospitato questa mattina le celebrazioni per la fine del mese sacro del Ramadan. Centinaia di fedeli musulmani residenti nel Magentino si sono ritrovati per l’Id al-fitr, il banchetto della rottura del digiuno. L’evento ha visto la partecipazione non solo di uomini, ma di moltissime donne e bambini, testimoniando la vivacità di una comunità radicata nel territorio. Accanto a loro, in un gesto di profonda vicinanza, erano presenti i rappresentanti delle realtà cattoliche e sociali di Magenta: dalla San Vincenzo alla Scuola Senza di italiano per stranieri, fino alle ACLI, a sottolineare un legame di fratellanza che va oltre la fede religiosa.

    Momento centrale della mattinata è stato l’intervento di don Federico Papini, prevosto di Magenta. Il parroco ha portato il saluto della comunità cristiana locale e ha letto un accorato messaggio dell’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini. Nello scritto, l’Arcivescovo ha voluto sottolineare come le religioni debbano essere strumenti di pace. Un appello a restare uniti nel gridare “basta” ai conflitti, definiti un’assurdità per la coscienza umana. Il messaggio ha ricordato che per fermare l’odio, l’arma migliore è la misericordia di Dio. L’invito è di usare le energie raccolte durante il digiuno e la preghiera per costruire opere improntate alla fraternità.

    Don Federico ha concluso il suo intervento con un augurio personale alla comunità islamica, esortando tutti a valorizzare le diversità come una ricchezza: “Siamo invitati a scegliere ciò che più ci unisce invece che ciò che ci divide”. Il suo saluto, un beneaugurante “Pace e bene a tutti”, ha suggellato l’inizio della preghiera rituale in un clima di reciproca stima. Munib Ashfaq, per l’associazione Abu Bakar di Magenta, ha ricordato l’importanza dell’evento di oggi, la festa più importante nel mondo islamico.

  • Milano: furti, droga e armi in casa. Otto arresti

    Milano: furti, droga e armi in casa. Otto arresti

    Mercoledì 18 marzo a MILANO, la Polizia di Stato ha arrestato tre cittadini di cui un cubano 19enne, un 20enne cileno e un 24enne argentino, tutti con precedenti e
    irregolari sul territorio nazionale, per furto aggravato in
    concorso. Un cittadino italiano di 54 anni, con precedenti, è
    stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze
    stupefacenti e detenzione illegale di arma comune da sparo, infine
    quattro cittadini colombiani, di età compresa tra i 34 e 49 anni e
    di cui una donna, sono stati arrestati per furto aggravato
    continuato in concorso.

    Intorno alle 12, gli agenti della Sesta
    Sezione della Squadra Mobile milanese, transitando in viale da
    Cermenate, hanno notato i tre giovani che, alla fermata del bus,
    si scambiavano dei cenni d’intesa poco prima di salire sul
    convoglio. Giunti alla fermata di piazzale Bande Nere, i tre sono
    scesi dall’autobus e si sono posizionati sulla pensilina situata
    sul lato opposto della strada. Durante l’attesa, i tre hanno visto
    giungere un 78enne con una borsa a tracolla e approfittando di un
    momento favorevole, dopo essere saliti a bordo dell’autobus, si
    sono impossessati di un portafogli contenuto all’interno della
    borsa dell’anziana vittima per poi tentare di allontanarsi,
    venendo intercettati dai poliziotti in via delle Tuberose. Intorno
    alle 15, gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato un
    appartamento in via Novara, quale probabile luogo di detenzione e
    spaccio di droga.

    Appostati in zona, hanno notato il 54enne, dipendente di un
    esercizio della zona, e lo hanno fermato per un controllo. L’uomo
    è stato trovato in possesso di due cellulari e denaro contante
    pari a 1100 euro; all’interno dell’abitazione sono stati trovati
    due involucri vuoti, un’agenda con appunti e un cucchiaio sporco
    di sostanza stupefacenteIn un armadietto privo di serratura,
    situato a metà scala che univa l’abitazione dell’uomo al solaio,
    sono stati trovati oltre un chilo di cocaina, due pacchetti di
    buste trasparenti, un involucro con altri 6 grammi e mezzo di
    cocaina, un cucchiaio sporco di sostanza stupefacente e un
    bilancino di precisione. Inoltre, all’interno del solaio, sono
    stati rinvenuti e sequestrati un sacchetto nero griffato, una
    pistola revolver calibro 38 poi risultata essere provento di furto
    e vario munizionamento. Al termine degli accertamenti, il 54enne è
    stato anche indagato per ricettazione.

    Infine, intorno alle 19, un
    poliziotto della Squadra Mobile, mentre si stava recando a lavoro,
    ha notato un 31enne cittadino cubano, a lui noto in quanto
    arrestato in passato per furto, che si stava riunendo con altre
    quattro persone in corso Buenos Aires. Poco dopo il gruppo è
    giunto davanti l’ingresso di un noto esercizio commerciale; il
    31enne è rimasto all’esterno, i quattro cittadini colombiani sono
    entrati all’interno e mentre il 49enne distraeva l’addetta alle
    vendite, il 34enne, coperto dagli altri due complici, ha asportato
    sei profumi dal valore totale di 460 euro, riponendoli in un
    sacchetto che aveva con sè.

    Una volta usciti tutti, il gruppo si è allontanato in piazza
    Oberdan dove il 34enne ha riposto i profumi precedentemente
    asportati in uno zaino in uso alla donna 36enne, per poi dirigersi
    nuovamente in corso Buenos Aires.

    Giunti davanti a un altro esercizio commerciale della via, il gruppo, seppur scambiandosi i ruoli, ha fatto accesso all’interno con le stesse modalità; nella
    circostanza sono stati asportati quattro paia di pantaloni e un
    giubbotto per un valore totale di circa 2600 euro per poi tentare
    la fuga in direzione di piazza Oberda

    Gli agenti della Sesta Sezione, giunti sul posto, hanno intercettato i quattro cittadini colombiani mentre il 31enne cubano si è allontanato facendo
    perdere le proprie tracce, motivo per il quale è stato denunciato
    in stato di irreperibilità. A seguito di perquisizione personale
    sono stati trovati i capi e i prodotti precedentemente asportati
    dai due negozi, un uncino metallico utilizzato per rimuovere
    l’antitaccheggio e una sacca rigida contenente un involucro
    schermato. Infine, il 34enne è stato anche denunciato in quanto
    trovato in possesso di un martelletto frangi vetro e in quanto ha
    mostrato documenti d’identità difformi rispetto ai canoni di
    autenticità.

  • Traffico di droga tra Legnano e Parabiago: sgominata dai Carabinieri rete di spaccio

    Traffico di droga tra Legnano e Parabiago: sgominata dai Carabinieri rete di spaccio

    Nei giorni scorsi i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Legnano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini albanesi di 27 e 38 anni, domiciliati a Parabiago e da tempo presenti sul territorio italiano. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine per spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

    L’operazione è il risultato di una complessa attività investigativa, sviluppata anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, che ha permesso agli inquirenti di ricostruire un’intensa rete di traffico di cocaina. In particolare, tra aprile e giugno 2024, i due indagati avrebbero gestito la distribuzione di oltre ventimila dosi di stupefacente, attraverso numerose cessioni nei comuni di Canegrate, Parabiago e San Giorgio su Legnano.

    Secondo quanto emerso, il sistema di spaccio si articolava in incontri rapidi lungo le strade urbane, con scambi veloci destinati a rifornire il mercato locale. Le forniture, spesso di ingenti quantitativi, venivano poi smistate per la vendita al dettaglio, alimentando un giro d’affari stimato in oltre 700 mila euro.

    Nell’ambito della stessa indagine, altri due uomini, anch’essi di nazionalità albanese, sono stati raggiunti da una misura meno afflittiva: per loro è stato disposto l’obbligo di firma, in quanto ritenuti coinvolti a vario titolo nella medesima attività di spaccio insieme ai due connazionali arrestati.

    L’operazione rappresenta un ulteriore intervento delle forze dell’ordine nel contrasto al traffico di droga nell’area dell’Alto Milanese.

  • Belgioioso, cerca di utilizzare una carta di credito rubata e durante la perquisizione viene trovato in possesso di un coltello

    Belgioioso, cerca di utilizzare una carta di credito rubata e durante la perquisizione viene trovato in possesso di un coltello

    I Carabinieri della Stazione di Belgioioso hanno denunciato un ragazzo di 38 anni per tentato uso di carta di debito rubata, ricettazione e porto abusivo di coltello.

    Il tutto è accaduto la mattina del 17 marzo, quando i militari impegnati in un servizio perlustrativo sono intervenuti in un bar di Belgioioso dove, poco prima, un uomo già noto alle forze dell’ordine aveva tentato di pagare una consumazione con una carta di debito il cui furto era stato denunciato la sera prima a Pavia.

    I militari hanno approfondito il controllo perquisendo il veicolo del ragazzo, parcheggiata li vicino; in auto hanno trovato altra refurtiva, tutta riconducibile al furto avvenuto su di un veicolo a Pavia. Oltre a questo i Carabinieri hanno trovato 9 pacchetti di sigarette ed un coltello di 37 cm con una lama di 17 cm.

    Ulteriori accertamenti hanno permesso di appurare che le sigarette erano state acquistate a Bornasco con la stessa carta utilizzata nel bar di Belgioioso.

    Il materiale è stato tutto posto sotto sequestro, mentre il giovane è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Pavia.

  • Vigevano Malpensa, la strada (e la storia) sono finite al meglio. Sala e Scurati (Lega): “Avanti con la tratta A: gara da 148 milioni”. Magenta e Robecco, svolta storica

    “Con la pubblicazione del bando di gara per la tratta A da Magenta ad Albairate compiamo un altro passo concreto verso la realizzazione della superstrada Vigevano-Malpensa. Un’opera da 148 milioni di euro che segna il passaggio definitivo dalle carte ai fatti”.

    Lo dichiarano i consiglieri regionali della Lega in Lombardia Andrea Sala e Silvia Scurati.

    “Parliamo di un’infrastruttura fondamentale per Vigevano, la Lomellina e tutto l’Ovest milanese che permetterà di ridurre i tempi di percorrenza verso Milano e Malpensa, migliorando concretamente la mobilità e dando respiro a un territorio che per troppo tempo ha sofferto un isolamento infrastrutturale. È una risposta attesa da anni – aggiungono Sala e Scurati – con benefici concreti per cittadini, lavoratori e imprese, rendendo il territorio più competitivo e attrattivo.”

    “La Lega ha sempre difeso questa infrastruttura perché è utile, necessaria e attesa dal territorio, anche nei momenti più complessi e tra ostacoli e ricorsi che ne hanno rallentato il percorso”.

    “Quest’opera rappresenta un passaggio strategico per lo sviluppo dell’intero territorio – concludono – e continueremo a seguirne ogni fase affinché i tempi vengano rispettati dando finalmente le risposte che il territorio aspetta da anni”.

  • Boffalora Ticino, Sindaco Doniselli: “Sbarra in via XXV Aprile necessaria per la tutela dell’arcata storica”

    Boffalora Ticino, Sindaco Doniselli: “Sbarra in via XXV Aprile necessaria per la tutela dell’arcata storica”

    Riceviamo e pubblichiamo dal Sindaco di Boffalora sopra Ticino Sabina Doniselli:

    La sbarra posizionata in via XXV Aprile che limita il transito ai mezzi superiori ai 2,50 metri di altezza non è stata installata casualmente, ma rappresenta una misura necessaria per la tutela dell’arcata storica situata nelle vicinanze del ponte sul Naviglio, un bene di grande valore per il nostro patrimonio.

    Negli ultimi anni, infatti, si è registrato un aumento significativo di camion che, ignorando le limitazioni, andavano a urtare la sbarra posizionata a protezione dell’arcata, causando danni ripetuti alla struttura storica. Tali episodi hanno comportato interventi di restauro frequenti e particolarmente onerosi per la proprietà, con un impatto economico e conservativo rilevante.

    La decisione di posizionare la sbarra prima dell’accesso al centro storico nasce proprio dall’esigenza di prevenire questi danneggiamenti, bloccando per tempo i mezzi non idonei ed evitando che raggiungano un punto così delicato.

    Per quanto riguarda le caratteristiche della sbarra e le modalità di installazione, si precisa che sono state definite nel pieno rispetto delle normative vigenti e del Codice della Strada, garantendo quindi sia la sicurezza sia la legittimità dell’intervento.
    Si segnala inoltre che le telecamere installate nelle vicinanze consentono di individuare con precisione i responsabili degli eventuali urti, ai quali vengono conseguentemente addebitati i costi degli interventi di riparazione e di eventuale nuova installazione, oltre all’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente.

    Si osserva come l’attenzione si sia concentrata su alcuni episodi recenti, mentre in passato si sono verificati numerosi urti ben più gravi direttamente contro l’arcata sotto il portico, con conseguenze rilevanti.

    Il nostro obiettivo rimane tutelare il patrimonio storico del paese garantendo al contempo sicurezza e rispetto delle regole.

  • Due arresti per maltrattamenti e stalking a Milano

    Un uomo è stato arrestato per stalking e un altro per maltrattamenti in due distinti episodi avvenuti nelle ultime 24 ore a Milano. In entrambi i casi sono
    state le donne vittime dei comportamenti aggressivi a far
    intervenire la Polizia.

    Nel primo caso un 31enne marocchino, con precedenti per spaccio e lesioni, si è introdotto in casa dell’ex fidanzata approfittando di una porta aperta per poi
    costringerla, secondo quanto da lei denunciato, a farsi
    controllare il telefono e a subire minacce. Lui dopo la fine di
    una relazione era tornato a vivere a casa di un’amica nello
    stesso stabile dove abita lei, 41enne con due figli,
    importunandola continuamente.

    Ma ieri notte la donna è riuscita a chiamare la Polizia, che dopo alcuni controlli lo ha arrestato nell’androne del palazzo, in zona Mecenate. Nel secondo
    episodio una donna di 65 anni che era appema stata presa a pugni
    dal marito è uscita di casa, ha fermato una Volante e in lacrime
    ha detto di essere stata picchiata. Una volta a casa sua, in
    zona Sempione, gli agenti hanno avuto conferma dal figlio
    maggiorenne dell’accaduto e hanno arrestato l’uomo, un 66enne.
    La donna è stata trasportata al pronto soccorso in codice verde.