Oggi, giovedì 13 maro 2025, ci ha lasciato Walter Todaro. Abitava lungo la ‘Molinara’ di Castano Primo con la moglie Renata e i due figli. Classe 1963 non era pronto ad andarsene. Ha lottato come un leone, com’era nel suo stile, contro la malattia che l’aveva assalito a tradimento. Ma stavolta non ce l’ha fatta…
Fotografo professionista collaborava con il quotidiano ‘La Prealpina’ da oltre 15 anni, ma aveva lavorato anche per altre testate.
La sua grande vitalità e disponibilità ci ha accompagnato per un lungo periodo, quando da cronisti in erba dovevamo correre dietro alla notizia: “Vai avanti tu a scattare la foto che arrivo…” Bisognava cogliere il momento e il ritardo avrebbe dato ‘buca’. Lui non è mai arrivato in ritardo, lui c’era sempre. Lui era lì con il suo sorriso che assomigliava a una smorfia, ma di contentezza. Sempre. Le sue foto sono comparse sulle pagine della ‘Prealpina’- come dicevamo – ma prima ancora su ‘Città Oggi’ (il settimanale dell’Altomilanese che chiuse i battenti nel 2013), palestra di tanti giornalisti che oggi scrivono su quotidiani e settimanali. Fu proprio a ‘Città Oggi’ che cominciammo a lavorare insieme…ricordo che un giorno volle che gli mostrassi le tracce del passato tra Tornavento e Tinella. Di lui mi è rimasta l’immagine di copertina della mia pagina di Facebook, che mi scattò al tempo, e che ho conservato e conserverò in sua memoria…Ciao Walter
Categoria: Cronaca
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Walter Todaro, fotografo, ci ha lasciati a soli 61 anni
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Magenta, lunedì 17 Giornata dell’Unità Nazionale con i nostri Bersaglieri
Lunedì 17 marzo, in occasione della Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, l’Associazione nazionale Bersaglieri Nino Garavaglia, nell’ambito del Piano del Diritto allo Studio del Comune di Magenta, organizza la cerimonia dell’alzabandiera presso la sede di Via Matteotti.
Sarà presente una rappresentanza di 200 alunni della Scuola Primaria Santa Caterina insieme agli assessori Mariarosa Cuciniello e Giampiero Chiodini.
Inizio fissato per le 9,30
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Abbiategrasso: grave incidente sulla ss 494, due feriti
È di due feriti in codice giallo il bilancio di un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio intorno alle 16.30 sulla statale 494 per Abbiategrasso.
Due auto si sono scontrate per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia locale. A bordo delle vetture due donne che a seguito delle ferite riportate sono state trasferite dai sanitari del 118 negli Ospedali Humanitas e San Carlo. Sul posto i Vigili del Fuoco del vicino Distaccamento di Abbiategrasso.
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Il carcere “Beccaria” è una polveriera: intossicati tre agenti e tre minori
Riesplode la violenza nel carcere minorile di Milano. Lo denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, per voce del segretario regionale Alfonso Greco: “Ieri sera, intorno a mezzanotte circa, alcuni detenuti hanno dato fuoco al materasso della propria cella, creando poi disordini all’interno della Sezione dove erano ristretti.
Immediato l’intervento del personale di Polizia Penitenziaria che, con non poca fatica, è riuscito a spegnere l’incendio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco carabinieri e polizia di Stato. Un collega è rimasto intossicato ed è stato trasportato presso il pronto soccorso del nosocomio cittadino dove è stato poi dimesso con una prognosi di quattro giorni. Nell’incendio sono rimasti intossicati anche tre minori che sono stati trasportati a mezzo 118 in ospedale per le cure del caso. Un forte senso di vicinanza il SAPPE lo esprime a favore del collega, augurandone una pronta guarigione”.
Amare le conclusioni del sindacalista: “Per noi, che conosciamo e viviamo ogni giorno la complessità dell’ambiente carcerario, è sconcertante il continuo ricorso alla violenza da parte dei detenuti, ancor più se ristretti in strutture detentive per minorenni, ma ancora di più lo è in situazioni come questa, dove si è palesato un agire ignobile, incivile e selvaggio. Quello di questa notte è solo l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di episodi di aggressioni, minacce e danneggiamenti ai danni del Personale di Polizia Penitenziaria effettuati dai detenuti del Beccaria negli ultimi mesi. Purtroppo, però, non sorprende, perché questo è lo specchio di una società in cui i fenomeni di violenza ed inciviltà affollano le cronache quotidiane di tutte le città italiane. Interventi concreti e profondi per vincere la sfida culturale alla quale siamo chiamati a rispondere, non sono più rimandabili. Ora però BASTA! Il Personale che opera al Beccaria di Milano è stanco e molto provato e chiede urgenti tutele”.
Tuona Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Il carcere è diventato come l’inferno dantesco e questo non è accettabile e men che meno tollerabile. La denuncia del SAPPe è la urgente necessità di trovare soluzioni concrete a questa spirale di violenza. Per questo, il primo Sindacato del Corpo, il SAPPE, torna a chiedere urgenti provvedimenti per assicurare tutti gli elementi necessari a garantire la sicurezza degli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria”. Capece, che esprime solidarietà al personale del Reparto di Polizia del carcer minorile di Milano, ribadisce ancora una volta che “il SAPPE denuncia ormai da tempo la situazione insostenibile delle carceri della Nazione ma il dato oggettivo è che chi dovrebbe intervenire e tutelare i nostri Agenti continua a tacere ed a restare inerme”
“Sono decenni che chiediamo l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene come anche prevedere la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario”, conclude il leader del SAPPE.
“Ma servono anche più tecnologia e più investimenti: la situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose”.
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Trezzano sul Naviglio: una camminata per sconfiggere il tumore al seno
Camminare insieme per curare (“Walk fore the Cure”) è l’evento in programma per domenica 23 marzo a Trezzano sul Naviglio. Esso ha lo scopo di coinvolgere cittadini e volontari in una passeggiata solidale per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e raccogliere fondi a favore dei progetti promossi dall’Associazione Susan G. Komen Italia.
“É con grande orgoglio che l’Amministrazione Comunale di Trezzano sul Naviglio – commenta l’Assessore agli Eventi Paola Ferrante – sostiene la prima edizione della “Walk for the Cure”, un evento di straordinaria importanza per la nostra comunità. Questa “camminata in rosa” non è solo un momento di condivisione e solidarietà, ma l’occasione concreta per ribadire quanto la prevenzione sia fondamentale nella lotta contro i tumori al seno. Vedere le strade della nostra città colorarsi di rosa significa dare voce a un messaggio forte e chiaro: insieme possiamo fare la differenza. Ogni passo che compiamo in questa giornata rappresenta un impegno collettivo per la salute e il benessere di tutte le donne. Un ringraziamento speciale va alla Pro Loco di Trezzano S/N per l’organizzazione di questo evento, a Komen Italia per il prezioso lavoro che porta avanti ogni giorno e a tutti i volontari che rendono possibile questa iniziativa. Vi invitiamo a partecipare numerosi: camminiamo insieme per un futuro senza tumori al seno!”
La partenza è prevista per le ore 9.30 all’interno del bellissimo Parco del Centenario (strada per Baggio). Tutti i partecipanti sono invitati a unirsi in questa mattinata speciale, contribuendo attivamente alla causa.Le iscrizioni e le magliette per la camminata potranno essere ritirate nei punti fisici indicati in locandina
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Amianto killer nell’Esercito Italiano: il tribunale di Milano condanna la Difesa a riconoscere Francesco Maria Cairo vittima del dovere
Il Tribunale di Milano ha condannato il Ministero della Difesa a riconoscere lo status di vittima del dovere del Militare Francesco Maria Cairo, deceduto per un mesotelioma pleurico da esposizione all’amianto nell’Esercito Italiano, e alla costituzione dei benefici previdenziali in favore della vedova alla quale andrà una speciale elargizione di 285mila euro e assegni vitalizi di 2000 euro mensili.
La storia del militare, nativo di Lamello (PV) e residente a Segrate (Mi) con la sua famiglia, è un esempio di impegno e determinazione che purtroppo l’ha condotto inconsapevolmente verso uno drammatico destino. L’infausta diagnosi di mesotelioma pleurico è avvenuta nella primavera del 2019 all’età di 71 anni. Solo dopo l’uomo è venuto a conoscenza della sua elevata e non cautelata esposizione all’amianto, durante il servizio militare dal luglio del 1968 al settembre del 1969, quale aiuto specializzato e meccanico mezzi corazzati e ha così deciso di rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto, e al suo Presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, per ottenere il riconoscimento dello status di vittima del dovere e di tutti i benefici amianto riservati alle Forze Armate.
Cairo muore nel febbraio del 2022 nelle more del processo poi proseguito dalla vedova, a causa di un aggravamento delle sue condizioni di salute.
L’istruttoria del giudizio ha acclarato l’esposizione dell’uomo all’amianto nel contesto dello svolgimento del servizio di leva come meccanico di mezzi corazzati nella Scuola della Motorizzazione e successivamente nel Centro Addestramento Unità Corazzate di Capo Teulada.
“Francesco Maria Cairo si sentiva tradito dallo Stato come uomo, cittadino e militare perché, nell’assolvere un dovere, si è gravemente ammalato e, pur consapevole di dover morire, era determinato ad ottenere i suoi diritti. Finalmente giustizia per un uomo valoroso”, dichiara l’avv. Bonanni.
L’ONA è impegnato nella tutela delle vittime e dei loro familiari tramite il sito www.osservatorioamianto.it e il numero verde 800 034 294.
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Mesero, si sblocca la situazione: barricato in casa, riportato alla calma dai Carabinieri
Si è risolta la vicenda che ha tenuto in apprensione Mesero. Questa mattina un uomo si era barricato in casa e sono dovuti intervenire i carabinieri della stazione di Magenta e per sbloccare la situazione. Oltre ai vigili del fuoco e a un’ambulanza. Giunti in via Roma anche il personale di Ats veterinaria per la presenza di un cane che è stato calmato in modo da consentire l’accesso all’interno dell’abitazione ai militari.
Fortunatamente l’intervento dei carabinieri si è rivelato provvidenziale e l’uomo è stato riportato alla tranquillità. Alla fine non si è reso necessario il suo trasferimento in pronto soccorso per accertamenti.
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Delitto Garlasco, i Cc continuano le indagini
Nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, i Carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, delegati dalla Procura di Pavia, hanno ascoltato non solo il fratello Marco, ma anche altri amici del gruppo di cui faceva parte Andrea Sempio, il 37enne di nuovo indagato per il delitto in concorso con altri soggetti o con Alberto Stasi, quest’ultimo già condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.
Il fratello Marco Poggi, come riportato dai quotidiani, è stato sentito ieri. A quanto si è appreso, gli investigatori si sarebbero recati a casa sua, nel Pavese, dove l’uomo vive. Nell’ambito delle indagini sono già stati ascoltati alcuni di coloro che, all’epoca del delitto, facevano parte della compagnia di Marco Poggi e Andrea Sempio, che conoscevano anche la vittima. Verranno inoltre riconvocate tutte le persone già sentite in passato.
Andrea Sempio e’ andato stamani alla caserma Montebello dei Carabinieri di Milano, dove ci sono gli uffici della sezione investigazioni scientifiche, per farsi prelevare un campione di Dna.
Il 37enne, indagato dalla procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, non ha rilasciato dichiarazioni. Sempio era accompagnato da due legali, tra cui Massimo Lovati.

