Categoria: Cronaca

  • Gravissimo incidente in tangenziale ovest ad Assago: coppia in fin di vita

    Gravissimo incidente stradale nel primo pomeriggio sulla tangenziale ovest di Milano all’altezza di Assago. Una coppia di origini svizzere ( rispettivamente di 36 e 38 anni ) versa in fin di vita all’ospedale Humanitas di Rozzano trasportata in elisoccorso.

    Preoccupano in particolare le condizioni dell’uomo che era alla guida dell’auto quando, per cause in corso di accertamento da parte di Polstrada, ha perso il controllo del mezzo andando a schiantarsi sul guard rail della corsia di emergenza finendo poi la corsa nella parte centrale della carreggiata. Sul posto i vigili del fuoco del Distaccamento di via Darwin che hanno provveduto ad estrarre dalle lamiere le due persone e consegnarli ai sanitari.

    Le operazioni di messa in sicurezza e bonifica da parte dei Vigili del fuoco sono terminate poco dopo le 16.00. Una lunga coda di auto si è formata a seguito dell’incidente.

  • Monza, incendia quattro auto: denunciato dai CC

    I Carabinieri della Stazione di Desio hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza un cinquantenne italiano, residente a Desio, per i reati di incendio doloso ed evasione dagli arresti domiciliari ai quali era sottoposto nell’ambito di altro procedimento penale.

    L’uomo è gravemente indiziato di aver innescato l’incendio che, la notte dello scorso 11 agosto, in via Alfieri nel predetto Comune, ha distrutto tre autovetture, danneggiandone gravemente una quarta.Le indagini, supportate dall’acquisizione di immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nell’area, già all’esito delle prime risultanze acquisite hanno indirizzato l’attenzione sull’utilizzatore di una delle autovetture incendiate, nella cui disponibilità, a seguito di perquisizione domiciliare, sono stati reperiti indumenti ed oggetti corrispondenti a quelli ritratti nei fotogrammi che immortalano l’autore nell’atto di dirigersi verso le autovetture incendiate trasportando una tanica ritenuta contenere, all’evidenza dei fatti, liquido infiammabile utilizzato per appiccare il fuoco.

    Le indagini proseguono sotto la direzione dell’Autorità giudiziaria brianzola anche al fine di individuare l’esatto movente dell’atto.

  • Operaio di trent’anni precipita da sei metri alla Memc di Novara: è in ospedale in condizioni gravissime

    Un grave infortunio sul lavoro si è verificato nella mattinata di ieri nello stabilimento Memc di viale Gherzi, a Novara. Un operaio di circa trent’anni è precipitato da un’altezza compresa tra i cinque e i sei metri mentre stava svolgendo alcune mansioni all’interno della fabbrica. L’impatto al suolo è stato violentissimo e le sue condizioni sono apparse subito drammatiche.

    I colleghi presenti hanno immediatamente lanciato l’allarme e sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al ferito prima di disporre il trasferimento d’urgenza all’ospedale Maggiore della Carità di Novara. L’uomo è stato ricoverato in codice rosso: ha riportato diverse fratture e traumi interni che mettono seriamente a rischio la sua vita.

    Resta ancora da chiarire la dinamica dell’incidente. Non è escluso che l’operaio stesse lavorando su una piattaforma sopraelevata o impegnato in operazioni di manutenzione. Gli accertamenti sono affidati agli ispettori dello Spresal (Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro) dell’Asl di Novara, che hanno già avviato i rilievi per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul posto di lavoro.

    La vicenda ha destato grande preoccupazione anche tra i sindacati e i colleghi della vittima, che hanno parlato di «un nuovo, ennesimo incidente in un settore dove la sicurezza deve essere la priorità assoluta». Le prossime ore saranno decisive per conoscere l’evoluzione del quadro clinico dell’operaio.

  • Leonka, il Viminale pagò 3 milioni per il mancato sgombero. E Sala difende il centro sociale

    Il 9 ottobre 2024, la Corte d’Appello di Milano, seconda sezione civile, aveva condannato il ministero dell’Interno a pagare oltre 3 milioni di euro al gruppo Cabassi.

    “Tenuto conto che la superficie locativa e’ stata calcolata in mq. 10.130,50 e dei criteri secondo cui il danno puo’ essere fatto decorrere dal 2014 (nove anni dopo il primo accesso)- avevano argomentato i giudici – si ritiene equo liquidare all’attualita’, comprensiva, quindi, di rivalutazione e interessi, la somma di euro 3.039.150,00 (euro 303.915,00 all’anno per dieci anni) a titolo di risarcimento del danno alla societa’ L’Orologio”.

    Nei giorni scorsi, il Leoncavallo aveva lanciato una raccolta fondi, alla quale ha aderito anche l’ANPI milanese, in vista dello sgombero che sarebbe dovuto avvenire il 9 settembre ma e’ stato anticipato a oggi. “Da molti anni produciamo un bilancio sociale trasparente – e’ l’appello sui social -.Il Leoncavallo e’ un luogo simbolo di Milano che ha sempre voluto che socialita’ e cultura fossero per tutti senza differenza di classe, genere o qualsivoglia discriminazione razziale”.

    Il sindaco di Milano Giuseppe Sala non è stato informato preventivamente dell’esecuzione dello sfratto del centro sociale Leoncavallo, anche se in prefettura si è svolta una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza a cui Sala aveva delegato il vicecomandante della polizia locale.

    “In quella sede non è stato fatto cenno ad alcuno sfratto esecutivo del centro sociale Leoncavallo” ha detto sala convinto che “per un’operazione di tale delicatezza, al di là del Comitato, c’erano molte modalità per avvertire l’Amministrazione milanese”.

    E’ stato il prefetto Claudio Sgaraglia, con una telefonata ad avvisare il primo cittadino che ribadisce il valore del Leonka. “Un valore storico e sociale nella nostra città”. “A mio parere – ha aggiunto – , questo centro sociale deve continuare ad emettere cultura, chiaramente in un contesto di legalità. Da anni e anni è un luogo pacifico di impegno. Confermo la volontà di mantenere aperta l’interlocuzione con i responsabili delle attività del centro sociale”.

  • Quattro arresti dei CC tra Rho e Garbagnate

    Nel pomeriggio di mercoledì i Carabinieri hanno eseguito quattro arresti nei comuni di Rho, Garbagnate Milanese e Senago. Nel primo comune, i militari della Stazione di Arese hanno fermato per resistenza a pubblico ufficiale, possesso ingiustificato di armi o strumenti atti a offendere, ricettazione e detenzione di sostanze stupefacenti, due cittadini marocchini di 36 e 37 anni, senza fissa dimora e pregiudicati, sorpresi a bordo di un’auto a noleggio risultata oggetto di appropriazione indebita.

    Alla vista della pattuglia i due non si sono fermati all’alt e si sono dati alla fuga, per le vie cittadine di Arese, Bollate e Baranzate, conclusosi a Rho dove sono stati raggiunti e bloccati. I due uomini sono stati sottoposti a perquisizione e trovati in possesso di due coltelli, circa 45 grammi di cocaina e 1.650 euro in contanti. L’auto e il materiale rinvenuto sono stati sequestrati.

    Nello stesso pomeriggio a Garbagnate Milanese, i Carabinieri hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalita’, un cittadino romeno di 48 anni che, sotto l’effetto di alcol, stava molestando clienti e gestori di un bar-tabacchi. Alla vista dei militari ha rifiutato di fornire le proprie generalita’, opponendo resistenza e tentando di aggredirli.

    Bloccato dopo una breve colluttazione, ha riportato una lieve ferita al sopracciglio destro, medicata dal personale del 118. Infine, nel Parco delle Groane a Senago, i Carabinieri di Cesate hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di droghe, un cittadino marocchino di 25 anni, irregolare e senza fissa dimora, sorpreso subito dopo una cessione di stupefacente. Bloccato mentre tentava di fuggire nella vegetazione, e’ stato trovato in possesso di un borsello contenente 11 dosi di cocaina per un peso complessivo di oltre 8 grammi, 4 involucri di hashish e 536 euro in contanti.

  • Caporalato a Baranzate: blitz dei CC di Rho, mezzo milione di multa

    I carabinieri della compagnia di Rho, insieme ai militari del Nucleo ispettorato del lavoro, hanno fatto un’ispezione all’interno di una palazzina industriale a Baranzate, a Nord del capoluogo lombardo.

    All’interno della struttura sono stati identificati complessivamente 28 cittadini cinesi, di cui 7 risultati irregolari e quindi denunciati in stato di liberta’ in relazione alla violazione delle norme sull’immigrazione. Sono cinque uomini, di eta’ compresa tra i 55 e i 28 anni e due donne di 40 e 25 anni, tutti senza fissa dimora. Ulteriori accertamenti hanno poi permesso di individuare tre diverse societa’ tessili, tutte operanti abusivamente all’interno della palazzina, i cui titolari, tutti cinesi di 51, 48 e 42 anni, sono stati denunciati a piede libero per reati legati al fenomeno del caporalato.

    Inoltre, per le numerose violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro gli stessi sono stati sanzionati amministrativamente per le violazioni inerenti il lavoro irregolare nonche’ per la mancata tracciabilita’ delle retribuzioni. All’esito del controllo ispettivo le tre aziende sono state sospese nell’immediatezza e sanzionate complessivamente per la somma di quasi mezzo milione di euro.

  • Tir due volte contromano, paura sulla tangenziale di Pavia

    Attimi di paura ieri mattina sulla tangenziale di Pavia, dove un Tir con targa straniera ha imboccato per ben due volte la carreggiata contromano, creando sconcerto e preoccupazione tra gli automobilisti in transito. Fortunatamente, nonostante la gravità della manovra, non si sono registrati incidenti né feriti.

    Secondo quanto ricostruito, il mezzo pesante ha prima percorso in senso contrario la corsia di uscita utilizzata da chi proviene dalla tangenziale Nord per immettersi su quella Ovest o dirigersi verso il centro città. Pochi minuti più tardi, lo stesso Tir ha imboccato contromano anche un altro tratto della tangenziale, questa volta in direzione di Certosa di Pavia e Milano.

    La scena non è passata inosservata agli automobilisti, che hanno immediatamente segnalato l’accaduto alle forze dell’ordine, temendo il peggio. Nonostante l’allarme e la pericolosità della condotta, il camionista è riuscito ad allontanarsi facendo perdere le proprie tracce.

    Al momento, secondo quanto riferito, non sarebbe stata elevata alcuna sanzione: il conducente non è stato infatti intercettato. Restano però le indagini per risalire all’identità del camionista e chiarire i motivi di una manovra così spericolata, che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

  • Rapine e aggressioni, 23enne egiziano in manette a Novara

    La polizia di Stato ha arrestato un giovane di 23 anni, egiziano, disoccupato, irregolare sul territorio nazionale, dovendo lo stesso espiare un cumulo di pena di 4 anni e 10 mesi.

    Negli ultimi sei anni il giovane aveva commesso un consistente numero di reati, tutti commessi a Novara e contraddistinti da diversi episodi, anche violenti. Era dedito per lo più allo spaccio di droga, ai furti, alle rapine e alla ricettazione, nonché autore di diverse aggressioni nei confronti degli operatori delle forze dell’ordine.

    Viveva in uno stato di totale clandestinità e senza fissa dimora: gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato un’abitazione che lo stesso utilizzava, poco distante da Corso XXIII Marzo, e quindi, nella giornata del 19 agosto, hanno atteso il suo rientro, arrestandolo. Il giovane è stato accompagnato alla casa circondariale di Novara

  • Gravellona Lomellina, due finti Carabinieri arrestati per truffa ad anziani

    I Carabinieri del Comando Stazione Carabinieri di Gravellona Lomellina, hanno tratto in arresto due 21enni incensurati, poiché ritenuti responsabile del reato di truffa in concorso.I carabinieri nel corso del servizio perlustrativo, hanno proceduto al controllo di un’autovettura Fiat 500, con a bordo i due prevenuti.

    Seguito controllo personale e veicolare sono stati rinvenuti 1400,00 euro in contanti, in banconote di diverso taglio e un sacchetto contenenti diversi monili in oro, quest’ultimo occultato sotto il sedile anteriore del veicolo. Successivi accertamenti hanno permesso di appurare che quanto rinvenuto era provento di una truffa perpetrata nelle ore precedenti ai danni di una signora di Broni, classe 1949. La vittima, convocata presso gli uffici del Comando Stazione di Gravellona Lomellina, ha riferito ai Carabinieri che nella stessa mattinata aveva ricevuto una chiamata da una donna, in lacrime, che asseriva essere sua figlia la quale le aveva passato un uomo, qualificatosi come un Carabiniere.

    Quest’ultimo le aveva fatto credere che la figlia fosse stata tratta in arresto per omicidio stradale, chiedendole altresì, per poterla aiutare, 7000,00 euro in contanti o, nel caso in cui non avesse avuto tale disponibilità nell’immediato, le prospettava la possibilità di pagare con oggetti di valore. La donna dunque ha racimolato i contanti presenti in casa e ha raccolto i monili in un sacchetto.

    Poco dopo, mentre l’interlocutore ha continuato a mantenere attiva la telefonata sull’utenza fissa (per evitare che la vittima potesse contattare altre persone o che ricevesse altre telefonate con il rischio di far sfumare l’azione delittuosa), un uomo si è presentato presso la sua abitazione e ha ritirato quanto già raccolto da lei in precedenza per poi allontanarsi a bordo della suindicata Fiat 500, dove lo attendeva il complice. Solo quando il marito è rincasato e hanno contatto la figlia sulla reale utenza telefonica, la vittima si è resa conto della truffa attuata ai suoi dann

  • Appicca incendio a Malpensa e prende a martellate i monitor: disposta la custodia cautelare in carcere

    È stato convalidato l’arresto di Aboubakar Traoré, 28 anni, originario del Mali, fermato nella giornata di ieri all’aeroporto di Malpensa dopo aver appiccato un incendio e danneggiato con un martello alcuni monitor all’interno del Terminal 1. L’uomo, in possesso di un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, è accusato di danneggiamento aggravato.

    Il giudice ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere, ritenendo la misura necessaria vista la gravità dei fatti e il rischio di reiterazione del reato. Le fiamme, divampate nella zona dei check-in, sono state domate rapidamente dai vigili del fuoco, ma hanno creato momenti di grande paura tra i viaggiatori e disagi operativi all’interno dello scalo.

    Non era la prima volta che Traoré finiva al centro di episodi simili. Lo scorso 16 agosto si era presentato nello stesso aeroporto con l’intenzione di imbarcarsi per l’Arabia Saudita.
    In quell’occasione era stato fermato dalla Polizia di Frontiera, che aveva scoperto come il passaporto in suo possesso fosse falso, procedendo quindi al ritiro del documento. Solo pochi giorni più tardi, martedì scorso, era stato denunciato a Milano per danneggiamenti, dopo aver preso a martellate la vetrina di un esercizio commerciale.

    Il susseguirsi di episodi e la crescente aggressività hanno destato forte allarme. La Procura di Busto Arsizio sta valutando l’eventuale contestazione di altri reati oltre al danneggiamento aggravato, mentre proseguono le verifiche sul suo passato e sui suoi eventuali contatti.

    Nel frattempo, SEA – la società che gestisce l’aeroporto – ha rassicurato i passeggeri e sottolineato che la sicurezza operativa dello scalo non è mai stata messa in pericolo, pur ribadendo che episodi simili rendono necessaria la massima attenzione nei controlli.