Categoria: Cronaca

  • Forestami ad Albairate: 1.953 nuove piante al villaggio Ravello

    Forestami ad Albairate: 1.953 nuove piante al villaggio Ravello

    Forestami, il progetto di forestazione urbana* con l’obiettivo di incrementare il capitale naturale e piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 a Milano e nel territorio della Città metropolitana di Milano, arriva ad Albairate.

    Presso l’area incolta del villaggio Ravello, a sud della stazione ferroviaria Albairate-Vermezzo, sorgerà una nuova area boscata: 1.953 piante, di cui 820 alberi e 1.133 arbusti, su una superficie complessiva di 9.758 metri quadri. Il progetto, a cura della Cooperativa Solaris e avviato proprio in questi giorni, prevede il rimboschimento di tutta l’area, in continuità con gli interventi preesistenti e con l’obiettivo di migliorare le connessioni verdi del territorio.

    “La possibilità di una piantagione Forestami qui ad Albairate è per noi motivo di orgoglio. Principalmente per due motivi: da un lato il progetto ci consente la messa a dimora di un importante numero di esemplari, il tutto lavorando in una sinergia pubblico-privato con partner quali Città metropolitana e Microsoft Italia; dall’altro la presenza di un progetto Forestami ad Albairate è la conferma della grande attenzione che la nostra amministrazione comunale ha sempre avuto nei confronti dell’ambiente” ha dichiarato Flavio Crivellin, Sindaco di Albairate.

    Le principali specie arboree utilizzate sono farnia, cerro, carpino bianco, ciliegio, acero campestre e frassino maggiore e cresceranno qui anche arbusti quali nocciolo, evonimo, corniolo e ligustro.

    L’attività di messa a dimora ha visto la partecipazione in due giornate di piantagioni collettive di 35 volontari di Microsoft Italia, che con il suo contributo sostiene la realizzazione del progetto ad Albairate nell’ambito del piano di miglioramento ambientale della sua Cloud Region italiana, e dei cittadini, molti dei quali “custodi” dell’iniziativa congiunta di Forestami, Legambiente Lombardia ed ERSAF Custodiscimi che li aveva visti prendersi cura di una piantina forestale per 7 mesi per poi restituirla per i progetti di forestazione urbana.

  • I docenti del liceo Bramante di Magenta scrivono: “Massimo appoggio ai nostri studenti, ma la scuola non cade a pezzi”

    I docenti del liceo Bramante di Magenta scrivono: “Massimo appoggio ai nostri studenti, ma la scuola non cade a pezzi”

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
    I lavoratori del Liceo Bramante che sottoscrivono il presente comunicato stampa intendono esplicitare la propria posizione in merito alle condizioni strutturali dell’edificio e allo stato di agitazione degli studenti. Esprimiamo il nostro appoggio alle legittime richieste dei nostri studenti nel richiamare Città Metropolitana ai propri doveri, a garanzia dei diritti alla sicurezza, alla salute, al benessere e allo studio di chi accede agli edifici scolastici.

    Fatta questa doverosa premessa, vogliamo sottolineare che, a nostro parere, l’affermazione circolata negli ultimi giorni secondo la quale “La scuola cade a pezzi” è un’evidente esagerazione che rischia di dare un’immagine fuorviante alla cittadinanza. Tuttavia, è innegabile la presenza di notevoli problemi strutturali, alcuni di lunga data (ad esempio le infiltrazioni di acqua piovana in vari luoghi dell’Istituto, in particolare in palestra), altre emerse recentemente (quali il malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento dopo l’installazione delle termovalvole). La situazione dei termosifoni è, oggettivamente, insostenibile: il rumore persistente riscontrato a partire dall’accensione degli impianti crea delle condizioni al limite dell’accettabile, sia per i lavoratori, sia per gli studenti; anche gli altri problemi strutturali, comunque, condizionano notevolmente lo svolgimento regolare della didattica. Non spetta a noi valutare da un punto di vista tecnico l’operato dell’Ente proprietario (Città Metropolitana) e non vogliamo suscitare una sterile polemica, né strumentalizzazioni politiche; tuttavia abbiamo l’evidente percezione di una sottovalutazione e una scarsa consapevolezza delle condizioni che si sono venute a creare negli ultimi anni: è evidente, per esempio, che gli interventi sulle strutture, sia quelli di manutenzione, sia quelli di riparazione o ristrutturazione, non avvengono né nei tempi, né nei modi consoni a garantire la regolare attività di un istituto scolastico, né ottengono effetti davvero risolutivi.

    Come esempi citiamo la manutenzione del verde, che viene effettuata spesso in ritardo e durante gli orari di lezione (causando grandi disturbi), oppure gli interventi riguardanti le infiltrazioni di acqua piovana che non hanno mai risolto i problemi. Detto questo, riteniamo importante evidenziare che tutta la comunità scolastica, pur con le attuali difficoltà, sta lavorando con impegno e dedizione per fornire una offerta formativa all’avanguardia (citiamo, ad esempio, i 25 progetti extracurricolari attivati quest’anno o le molteplici proposte sportive). È mortificante constatare che l’immagine dell’Istituzione scolastica sia danneggiata da problematiche strutturali, sempre segnalate tempestivamente all’Ente proprietario, che mettono in ombra quanto di buono e di innovativo i docenti e la Dirigenza stanno, nonostante tutto, proponendo, anche con notevole disponibilità a sostenere ulteriori carichi di lavoro oltre a quelli curricolari.

  • Tragedia a San Giorgio su Legnano: spara alla moglie, poi rivolge l’arma contro sè stesso

    Tragedia a San Giorgio su Legnano: spara alla moglie, poi rivolge l’arma contro sè stesso

    Tragedia in un’abitazione di San Giorgio su Legnano. Verso le 13 di oggi in via dell’Acquedotto un uomo ha afferrato la pistola che deteneva regolarmente, per poi colpire la moglie. La prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri è tutt’ora in fase di investigazione.

    L’uomo, sarebbe poi uscito di casa, per rivolgere l’arma contro sé stesso. Sul posto sono giunti i mezzi di soccorso. La donna è stata trasferita, in codice rosso, all’ospedale di Legnano. Le sue condizioni sono gravissime.

  • Come mitigare la crisi climatica

    Come mitigare la crisi climatica

    Il report dell’Osservatorio ANBI (l’Associazione che raccoglie i Consorzi di bonifica del Paese) in relazione allo stato delle risorse idriche segnala, per il Nord Italia, come i grandi laghi siano colmi di acqua.

    A Como il bacino è tracimato a seguito di un afflusso superiore del 213% alla media. L’invaso si mantiene ora su di un livello di 109,4 cm ed è pieno per l’88,8% mentre il Lago Maggiore è al 100,7% di riempimento. Non molto diverso è lo stato dei laghi di Garda e d’Iseo.

    In questi giorni il Presidente di ANBI Francesco Vincenzi ha evidenziato come, accanto alle quantità straordinarie di pioggia caduta in alcune aree del Paese (come la Toscana) si registrino ancora in novembre temperature molto elevate, dopo un mese di ottobre che si è rivelato come il più caldo da 200 anni (+3,14° sulla media 1991-2020).

    Il Direttore Generale di ANBI Massimo Gargano ha ricordato, invece, la stringente necessità, da parte dei Consorzi di bonifica italiani, di attrarre investimenti per la sicurezza idrogeologica del Paese in modo da poter attuare sistematiche manutenzioni straordinarie sul territorio e realizzare nuove infrastrutture a fronte della fase climatica in corso, implementando al contempo l’innovazione tecnologica nella gestione idraulica.

  • Scontri tra tifosi al campo di Parabiago: identificati otto partecipanti

    Scontri tra tifosi al campo di Parabiago: identificati otto partecipanti

    All’alba del 10 novembre, nelle province di Milano e Varese, i carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione a otto decreti di perquisizione domiciliare emessi, sette dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio e uno dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Milano, a carico di sette soggetti indagati – in concorso tra loro – per lesioni personali aggravate dall’aver commesso il fatto travisati, in occasione di manifestazioni sportive e con l’uso di strumenti atti ad offendere.

    Il provvedimento è relativo agli eventi verificatisi a Parabiago l’8 ottobre. quando, nei pressi del campo sportivo comunale, in concomitanza con l’inizio di una partita di calcio valevole per il campionato di terza categoria, un gruppo di facinorosi, travisati e armati di bastoni, aveva aggredito alcuni tifosi della squadra ospite che si apprestavano ad avvicinarsi allo stadio.

    Le indagini condotte dal personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Legnano e della Stazione di Parabiago, dirette dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio in coordinamento con la Procura per i Minorenni, hanno permesso di identificare i sette indagati, di età compresa tra i 17 e i 29 anni, ritenuti responsabili dell’atto criminoso.

    Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati, oltre a telefoni cellulari e dispositivi informatici ritenuti rilevanti, capi d’abbigliamento indossati dagli aggressori il giorno degli eventi, nonché corposo materiale riconducibile a movimenti della destra extraparlamentare milanese.

  • Si fa spedire un chilo di hashish a Malpensa: beccato (e arrestato) dalla Guardia di Finanza

    Si fa spedire un chilo di hashish a Malpensa: beccato (e arrestato) dalla Guardia di Finanza

    La Guardia di finanza di Varese ha arrestato un uomo per aver importato un chilo netto di hashish. La spedizione, arrivata alla Cargo City dell’aeroporto di Malpensa proveniente dalla Spagna, è stata intercettata dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Malpensa che hanno individuato la sostanza stupefacente.Individuato il destinatario del pacco, i finanzieri hanno perquisito l’abitazione dell’uomo ed hanno rinvenuto altro hashish per un totale di due chili di stupefacente sequestrato, materiale per il confezionamento (una sigillatrice sottovuoto, sacchetti per il confezionamento sottovuoto, sacchi e confezioni in cartone relativi a spedizioni tramite corriere), un bilancino di precisione, quattro telefoni cellulari attivi e 12.000 euro in contanti.

    Dai primi accertamenti dei finanzieri è emerso che la grossa disponibilità economica “derivava da un’attività di spaccio abituale”. L’indagato è stato portato in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria di Monza che ne ha convalidato l’arresto. L’arrestato avrebbe abitualmente acquistato la sostanza stupefacente dall’estero, prevalentemente da Paesi della penisola Iberica, per poi riconfezionarla minuziosamente e spedirla ai suoi ”clienti” con veri e propri servizi di ”home delivery”. Da quanto emerso dai primi accertamenti, inoltre, si serviva di almeno quattro identità differenti per poter svolgere in incognito la sua attività illecita e usava anche un cellulare abbinato al nominativo della madre.

  • Ancora una protesta degli studenti: a Corbetta il Mainardi in sciopero, ‘nelle classi 14 gradi’ (VIDEO)

    Ancora una protesta degli studenti: a Corbetta il Mainardi in sciopero, ‘nelle classi 14 gradi’ (VIDEO)

    “Fare lezione con 14 gradi in classe non è accettabile, per gli studenti e per tutto il personale docente e scolastico. Questa mattina i ragazzi del “Mainardi” di #Corbetta hanno deciso di scioperare per far sentire la loro voce, dopo anni di silenzi e problemi irrisolti, e la nostra Assessore all’Istruzione Elisa Baghin ha ascoltato il disagio e le richieste degli studenti. Non li lasceremo soli, come Amministrazione sosterremo le loro richieste supportando le iniziative che porteranno avanti ufficialmente presso Città Metropolitana di Milano e Ministero dell’Istruzione per risolvere i problemi dell’Istituto!”.

    E’ la pagina Facebook del sindaco di Corbetta Marco Ballarini a dar conto della terza protesta, in pochi giorni, degli studenti magentini e dell’est Ticino. Così stamani, dopo le manifestazioni all’Ipsia e al Liceo Bramante di Magenta (giovedì e venerdì scorsi), è toccato a ragazze e ragazzi del Vasco Mainardi di Corbetta. Una realtà importante, sul territorio. Il 1 settembre 2012 l’IIS Vittuone, con l’Ipsia Mainardi di Corbetta, ha dato vita alla nuova istituzione scolastica autonoma IIS Alessandrini Vittuone. Lo storico istituto tecnico Alessandrini nasce nel 1990 come sezione staccata dell’Itis Cannizzaro di Rho, con indirizzo in Elettronica e Telecomunicazioni. Negli ultimi anni la sede di Vittuone ha visto un costante incremento della popolazione scolastica. Si è passati infatti da 287 alunni dell’anno scolastico 1996/97 agli attuali circa 800 alunni.

    Nel video che pubblichiamo, dove bisogna ancora una volta dare atto all’Arma dei Carabinieri di saper gestire con professionalità e spirito di servizio le situazioni più delicate, si vedono gli alunni a rilevare i problemi dovuti principalmente al riscaldamento. O meglio sarebbe dire al NON riscaldamento: a quanto ci hanno scritto alcuni genitori dei ragazzi iscritti e frequentanti all’istituto di Corbetta, “i nostri figli sono ridotti a stare in classe con i giubbotti e i cappelli; c’è persino chi si porta la coperta per stare al caldo da casa propria”. Situazione difficile, e come abbiamo visto non si tratta certo dell’unica. Ad essere chiamata in causa, ancora una volta, è la Città Metropolitana di Milano. Seguiremo l’evolversi della vicenda nei prossimi giorni.

    GUARDA IL VIDEO DELLA PROTESTA
    https://www.youtube.com/watch?v=xRnvXIq1T9I

    -foto tratte dalla pagina Facebook di Marco Ballarini-

  • Attivisti di Ultima Generazione bloccano il traffico a Milano. Evidentemente non lavorano

    Attivisti di Ultima Generazione bloccano il traffico a Milano. Evidentemente non lavorano

    Un automobilista inferocito ha strappato uno striscione dalle mani di alcuni attivisti di Ultima Generazione che questa mattina hanno bloccato il traffico in viale Lucania a Milano. Gli attivisti si sono seduti sulle strisce pedonali con uno striscione tra le mani e diversi automobilisti sono scesi dalle auto per parlare con loro, mentre tanti altri hanno preferito attaccarsi al clacson. “Bravo fai la foto, fai vedere che siamo violenti” ha detto ai manifestanti l’uomo che ha strappato loro di mano lo striscione. “Devo andare a lavorare” ha aggiunto un altro.

    La protesta di Ultima Generazione è iniziata intorno alle 8:40 in viale Lucania all’altezza di Piazzale Bologna quando sei manifestanti hanno bloccato il traffico srotolando striscioni con la scritta Fondo Riparazione. “Durante la protesta, – scrivono in una nota gli attivisti di Ultima Generazione – alcuni automobilisti hanno insultato e provato a rimuovere i manifestanti di loro iniziativa. Un cittadino in moto ha persino rischiato di schiacciare la gamba di un manifestante pur di forzare il blocco. Le forze dell’ordine sono arrivate sul luogo e hanno sgomberato la carreggiata”.

    “Gli eventi estremi causati dalla crisi climatica – ha dichiarato Alessandra nel corso della protesta – sono ovunque e sempre più frequenti: a Milano abbiamo visto il nubifragio di luglio che ha provocato la caduta di alberi che hanno fermato la città per settimane e distrutto numerose macchine, e sempre qui due settimane fa mezzo metro d’acqua ha bloccato tutta la zona Niguarda. Chiediamo al governo azioni concrete, subito”. Una nuova protesta che evidenzia un fatto, appunto fattuale: di mattina, quando la gente va a lavorare, queste persone hanno tempo per fare altro.

    -foto archivio-

  • Pizzicato a Como con 800 grammi di cocaina in ovuli in dogana

    Pizzicato a Como con 800 grammi di cocaina in ovuli in dogana

    Un’altra operazione anti spaccio e anti droga in Lombardia, dove negli ultimi mesi la lotta agli stupefacenti si sta intensificando. Aveva ingoiato 74 ovuli di cocaina per un peso di oltre 800 grammi un uomo di nazionalità nigeriana che è stato arrestato dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dai militari della Guardia di Finanza del Gruppo Ponte Chiasso. L’uomo è stato fermato al valico autostradale di Brogeda, a bordo di un bus proveniente da Amsterdam e diretto a Milano. Visto il forte stato di agitazione del passeggero, i militari hanno controllato il suo bagaglio.

    Grazie all’unità cinofila antidroga Caymon, sono stati rinvenuti all’interno del bagaglio 25 ovuli di cocaina che l’uomo aveva già espulso durante il tragitto. L’uomo è stato poi portato all’ospedale Sant’Anna per essere sottoposto a esami radiologici, dai quali è emerso che aveva ancora in corpo altri 49 ovuli. La cocaina, in tutto 821,44 grammi, è stata sottoposta a sequestro e l’uomo portato alla Casa Circondariale di Como-Bassone.

  • Gioielliere ucciso a Milano: dieci anni dopo, 50mila euro al figlio

    Gioielliere ucciso a Milano: dieci anni dopo, 50mila euro al figlio

    Oltre dieci anni fa, il 21 marzo 2013, suo padre, il gioiellerie Giovanni Veronesi, fu ucciso nel corso di una rapina nella centralissima via dell’Orso a Milano, colpito 42 volte con un cacciavite. Ora suo figlio, in assenza di risarcimento del’imputato, Ivan Gallo, condannato all’ergastolo e poi a 30 anni, ha ottenuto, dal giudice civile di Roma, che lo Stato italiano, in particolare la Presidenza del Consiglio, liquidi 50mila euro come indennizzo alle vittime di reati violenti. Un cifra ritenuta “irrisoria” dai legali che lo assistono, Claudio Deflippi e Gianna Sammicheli, i quali ricorreranno in appello e alla Corti europee.

    L’omicida del gioielliere, Ivan Gallo, era un tecnico che era stato da poco licenziato dall’azienda che si occupava anche dell’impianto di videosorveglianza della gioielleria di Veronesi, nel quartiere Brera, e fu fermato dai carabinieri in Spagna dopo una fuga durata cinque giorni. Per il giudice che lo condannò all’ergastolo in primo grado, ”prima di essere catturato dalle Forze dell’ordine”, l’uomo passò “le serate piacevolmente assumendo sostanze stupefacenti e dedicandosi ad attivita’ ludiche”, addirittura facendo ”progetti per il suo futuro”.

    Gallo si era “mostrato totalmente insensibile all’orrendo omicidio commesso”, dimostrando “assoluta indifferenza rispetto ai gravi delitti commessi”. Il movente era la rapina “con il desiderio di racimolare il denaro necessario a recarsi in Spagna in visita alla figlia”. Arrivato a Marbella, però, non si era “dedicato solo alla figlia – aveva scritto il giudice nelle motivazioni -. Un suo amico che vive lì ha riferito ad un comune amico che la sera in cui era arrivato era stato visto al porto ‘tutto fatto’ e mentre ‘giocava a freccette con un altro tossicone”’.