In largo anticipo rispetto alle previsioni, e’ stato riaperto ieri alle 18.00 il ramo Cuggiono del canale derivatore (oggetto di recenti atti vandalici) grazie al personale di ETVilloresi, che si sta prodigando in queste ore per un ritorno alla normalita’.
Categoria: Cronaca
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Somma Lombardo: 140 anni di Panperduto
A settembre un convegno per celebrare l’opera idraulica.
Quest’anno ricorre il 140esimo della costruzione della diga di Panperduto (Somma Lombardo, VA) e del Canale Villoresi, l’opera idraulica che ha mutato il destino economico (e non solo) della pianura a nord di Milano.
Per celebrare questa ricorrenza e la figura di Eugenio Villoresi, il Consorzio ha organizzato per il prossimo 13 settembre un momento di riflessione e discussione sul futuro del canale e della fitta rete irrigua derivata a fronte dei cambiamenti climatici in corso e delle crisi idriche ricorrenti. Parteciperanno al confronto amministratori regionali, rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e delle Università Bocconi, degli Studi e del Politecnico di Milano.
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Magenta, immobili Santa Gianna a Pontenuovo: regna il degrado, il cantiere non parte
Quando aprirà il cantiere per rimettere a nuovo l’area di Pontenuovo con gli immobili dove visse santa Gianna Beretta Molla? Ad onor del vero si sarebbe dovuto aprire nel mese di luglio dello scorso anno, ma siamo ancora in alto mare. E’ un luogo importante che venne inserito dallo stesso Arcivescovo Mario Delpini nei cosiddetti tre poli del culto di santa Gianna: Magenta, Mesero e Pontenuovo. Ma pare proprio che la frazione magentina sia stata lasciata un po’ indietro. Lasciando con l’amaro in bocca i residenti di Pontenuovo, agglomerato urbano tagliato dalla strada statale 11 e da sempre sconvolto dai problemi di inquinamento, traffico e degrado.
Il restauro degli immobili di Santa Gianna era visto un po’ come la luce in fondo al tunnel, un qualcosa che avrebbe ridato vita alla frazione dimenticata. Proprio nel degrado versano la chiesa e la casa sponsale. Don Giuseppe, trasferitosi da pochi giorni a Saronno, anche se l’ufficialità avverrà all’inizio di settembre, parlò di un luogo della memoria e di una casa pastorale. Un problema è emerso. Perché la chiesa e la piccola portineria della casa sponsale risultano essere ancora della vecchia proprietà Reno De Medici (area ex stabilimento Saffa) in quanto c’era stato un errore nell’accatastamento degli immobili. «Da qualche anno il cantiere doveva essere partito, ma ad oggi nulla – affermano i residenti di Pontenuovo – basta passare da lì per rendersi conto del degrado». L’iter per il recupero partì nel 2015 con la proprietà (ex Saffa) che promise di donarla alla Diocesi. Cosa che si concretizzò qualche anno più tardi, tanto che la firma arrivò il 18 dicembre del 2020.
«Ma la cosa più brutta, per chi abita a Pontenuovo – continuano – è di non sapere nulla e di non essere coinvolti. Di essere sempre ricettacolo di promesse mai mantenute. Ringraziamo tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita di questa operazione, ma ad oggi non vediamo ancora nulla di concreto. Vorremmo solo che si potesse avverare quanto detto dall’Arcivescovo che ha considerato Pontenuovo al pari di Magenta e Mesero come luogo di culto per Santa Gianna».
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Robecco: donna cade nel canale, subito estratta e accompagnata in ospedale
E’ caduta accidentalmente nel canale, ma è stata estratta subito e accompagnata in ospedale. E’ accaduto oggi, poco dopo mezzogiorno a Robecco sul Naviglio nella zona di via Giordano Bruno.
La donna, di circa 90 anni, è stata affidata ai soccorritori della Croce Bianca di Sedriano e all’equipe dell’automedica e trasferita, in codice rosso, al pronto soccorso del Fornaroli. Sul posto i Carabinieri.
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16 anni di Strade Sicure nelle città
Il 4 agosto 2024 l’Esercito Italiano celebra l’anniversario di Strade Sicure, un’operazione che dal 2008 vede i militari impegnati a difesa della collettività e a fianco delle forze di polizia per il presidio del territorio e la sorveglianza di punti sensibili.
Un presidio capillare del territorio che vede la presenza dell’Esercito in 57 province su oltre 920 siti con lo schieramento di oltre 6.600 uomini e donne.
Di questi, circa 200 conducono attività di contrasto e prevenzione dei reati ambientali nella cosiddetta ‘Terra dei Fuochi’. Inoltre, 800 soldati sono impegnati a rafforzare i dispositivi di controllo e sicurezza delle principali infrastrutture ferroviarie del Paese, nell’ambito della cosiddetta esigenza ‘Stazioni Sicure’ che prevede la vigilanza di 20 stazioni nelle città di Genova, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Palermo.Un impegno concreto con risultati tangibili: oltre 48 milioni di controlli a persone e veicoli, oltre 102.000 persone fermate, arrestate o denunciate, 1.790 armi sequestrate, 16.800 veicoli e più di 2,5 tonnellate di droga sequestrate. Un’attenzione particolare alla ‘Terra dei Fuochi’, dove sono stati individuati e tempestivamente bonificati più di 1.720 roghi dolosi e più di 7.050 siti di sversamento illecito di rifiuti. Numeri che testimoniano l’efficacia dell’operazione e la dedizione dei militari.
“Una professionalità – si legge in una nota – determinata anche e soprattutto dal continuo addestramento che permette al personale dell’Esercito di essere sempre pronto ad operare in tutto lo spettro dei possibili impieghi dello strumento militare. Preparazione che consente di intervenire con gradualità e tempestività in ogni situazione determinando così l’efficacia di questa operazione. Con professionalità, dedizione e altruismo gli uomini e le donne dell’Esercito, rinnovano l’impegno ogni giorno, garantendo l’assolvimento dei propri compiti al servizio dei cittadini”.
“L’operazione ‘Strade Sicure’ – conclude la nota – rappresenta un esempio concreto del ruolo centrale dell’Esercito Italiano nel fornire un contributo alla sicurezza delle nostre città e delle loro periferie, la cui efficacia è garantita dalla tempestività di intervento, dalla capillare distribuzione delle forze sul territorio e dalla capacità di rischieramento delle unità in ogni condizione ambientale, fattori decisivi che in molteplici circostanze assicurano la salvaguardia della vita umana e la tutela del bene comune”.
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Magenta, tre anni fa ci lasciava Valentina Caso: appassionata di triathlon e innamorata della vita
Sono passati tre anni da quando Vale ci ha lasciati. Ragazza piena di vita, appassionata di corsa e, soprattutto, di triathlon. Morta mentre faceva quel che le piaceva, mentre si allenava in bicicletta. Il papà Giovanni da allora corre nel suo nome.
“Tre anni sembrano tanti, ma sembra che tutto questo sia avvenuto solo ieri – ha scritto questa mattina sul suo profilo facebook – talmente grande è il vuoto che hai lasciato e acuto il dolore che si prova. Mi piace pensarti così, che corri felice con quel tuo bellissimo sorriso. Corro Vale, corri, non ti fermare mai!”.
Anche oggi la sua società, il Tapascione Running Team di Robecco ricorderà Valentina Caso con un momento di raccoglimento e una corsetta. Si ritroveranno, in modo del tutto informale, alle 19 nel piazzale del cimitero di Robecco per poi recarsi sul luogo della tragedia, all’altezza della rotonda. Una preghiera per Vale, troppo presto strappata alla vita e all’affetto di chi le ha voluto bene.
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Finto infermiere molesta donna in clinica milanese
Un presunto maniaco sessuale è stato scoperto e arrestato, ancora all’interno di un ospedale pediatrico, subito dopo aver molestato una donna incinta nel reparto di Ostetricia. Lei però ha chiamato aiuto e dopo l’allarme dei medici l’uomo è stato rintracciato e arrestato. Si era travestito da infermiere per poter agire indisturbato.
L’episodio è accaduto ieri poco prima delle 19 alla clinica Mangiagalli di Milano, una delle più famose strutture ostetriche del Paese, ed è stato riferito stamani dalla Polizia di Stato. Una paziente ricoverata in reparto, che si era assopita, si è sentita toccare e si è svegliata di soprassalto vedendo l’uomo e mettendolo in fuga urlando e azionando il pulsante di emergenza. Anche il personale medico lo ha visto, con l’uniforme bianca da paramedico e la mascherina, e ha subito allertato il 112.
Una ‘Volante’ del Commissariato Mecenate, che era in zona, è arrivata subito e gli agenti lo hanno individuato mentre ancora cercava di nascondersi nei corridoi. L’uomo, 24 anni, senza dimora e con precedenti, ha detto di essere argentino ma risulta avere diversi alias e quindi per la sua compiuta identificazione sarà necessario attendere gli esiti dattiloscopici.
Bloccato nonostante la sua resistenza con calci e pugni, è stato arrestato per violenza sessuale aggravata dallo stato di gravidanza della donna, dalla sua situazione di paziente ricoverata e dalla sostituzione di persona operata fingendosi infermiere, e indagato per resistenza. Ora si trova nel carcere di San Vittore in attesa dell’interrogatorio di convalida dell’arresto.
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In dieci anni oltre 600 suicidi in carcere
Nell’estate calda delle carceri non si arrestano i suicidi e il 2024 rischia di polverizzare il record del 2022, l’anno orribile con 85 morti dietro le sbarre. La conta ad oggi, sabato 3 agosto, si ferma a 61 suicidi accertati tre i detenuti, uno ogni tre giorni circa. Se il drammatico ritmo non dovesse fermarsi, a fine anno il rischio è di arrivare a livelli peggiori di quelli dell’ultimo biennio.
Nel 2023 i suicidi accertati sono stati 70 e negli ultimi dieci anni (dal 2014) sono 556 i detenuti che hanno perso la vita in carcere. Se si aggiungono i dati del 2024 il bilancio supera le 600 bare, incrociando i dati di Antigone, associazioni che operano nelle carceri e Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Cifre che sostituiscono nomi e cognomi, dati che nascondono storie di disperazione: sono molte le situazioni di presunte o accertate patologie psichiatriche e tanti le persone senza fissa dimora tra le vittime. Due le donne che si sono tolte la vita, una a Bologna e l’altra nel carcere torinese di Le Vallette, per un’emergenza che non conosce anagrafe. L’età media dei suicidi è circa 40 anni, ma il bollettino mortale conta un ultrasessantenne e sei ragazzi (18-25 anni).
Nel recente focus del Garante dei detenuti emerge che circa una persona su due si è tolta la vita nei primi sei mesi di detenzione; di queste sei entro i primi 15 giorni, tre delle quali addirittura entro i primi cinque dall’ingresso. Solo circa il 38% dei morti risulta condannato in via definitiva. Tra le situazioni più allarmanti – con più suicidi – ci sono il carcere Poggioreale a Napoli, gli istituti di Pavia e Verona e le celle di Regina Coeli a Roma
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Maxi rissa in negozio a Busto Arsizio: otto indagati
Sei uomini di cui due minorenni e due donne, sono indagati a vario titolo dalla Polizia di Busto Arsizio, in provincia di Varese, a vario titolo per i reati di tentato furto, lesioni personali aggravate e detenzione di congegni micidiali portati in luogo pubblico. L’indagine e’ partita quando il 23 luglio e’ stata segnalata una lite in un esercizio commerciale tra i dipendenti e alcuni clienti.
Sul posto gli Agenti hanno trovato i dipendenti del negozio bisognosi di urgenti cure mediche, tanto da far intervenire due ambulanze. Dalla ricostruzione dei fatti e’ emerso che tre ragazzi, che avevano tentato di rubare un profumo di poco valore, erano stati sorpresi e allontanati. Poco dopo si era presentato nello stesso negozio il padre di uno dei ragazzi, minorenne, contestando un comportamento eccessivamente aggressivo nei confronti del figlio. Ne scaturiva una violenta lite con percosse e pugni tra i dipendenti del negozio e l’uomo, raggiunto nel frattempo dal figlio e dai suoi amici.
Questi ultimi abbandonavano poi il negozio contro il quale veniva scagliata una molotov che si infrangeva sul marciapiede all’esterno e le cui fiamme si estinguevano in pochi secondi senza danni a persone o cose. Il giorno successivo il dipendente e uno dei ragazzi minorenni hanno sporto le rispettive querele nel Commissariato di P.S. per le lesioni subite. Ricevute le querele, gli agenti dell’ufficio investigativo hanno approfondito la vicenda ricostruendo dettagliatamente i fatti, anche grazie ai filmati della sorveglianza interna del negozio. Sono quindi emerse le responsabilita’ per reati procedibili d’ufficio nei confronti di ciascuno dei sei adulti coinvolti, che dovranno rispondere al Tribunale di Busto Arsizio per i reati di tentato furto, lesioni personali aggravate e detenzione di congegni micidiali portati in luogo pubblico. I due ragazzi minorenni, invece, saranno giudicati dal Tribunale per i Minorenni di Milano.
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Evase otto anni fa dal carcere di Vigevano: albanese arrestato
Otto anni fa, la sera del 30 marzo 2016, non rientrò nel carcere di Vigevano (Pavia) dopo un permesso premio concessogli dal magistrato di sorveglianza. L’uomo, un albanese di 39 anni, stava scontando una pena per reati connessi allo spaccio di droga. Dopo otto anni di latitanza, è stato rintracciato dalla polizia.
Il 39enne è stato fermato nei pressi dell’aeroporto di Barcellona, in Spagna. Ora si trova nel carcere della città catalana, in attesa dell’estradizione in Italia. Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Pavia in collaborazione con il servizio per la cooperazione internazionale di polizia di Roma.
