La 39° edizione della ‘Festa d’In Giò’

TURBIGO – La festa della quarta domenica di ottobre, vede i turbighesi raccogliersi attorno al ‘faro’ (balon) che brucia in memoria delle ‘vite bruciate’ dei SS. Cosma e Damiano. C’è addirittura un quadro di Carlo Bonomi, d’inizio Novecento, dov’è rap-presentato il ‘Comitato d’in Gio’, che già allora si preoccupava di mantenere in vita la memoria di quello che fu un Comune autonomo.
Infatti, fu solamente alla fine dell’Ottocento che i due poli ‘parlanti’ del paese (Castel-lo e Naviglio) si unirono congiunti dal’asse longitudinale dell’Allea, progettato dall’ingegner Paolo Tatti, e da allora il Comune divenne unico.
Bilanci del post Unità d’Italia parlano ancora di ‘Turbigo Superiore’ e di ‘Turbigo in-feriore’, quest’ultimo contava un maggior numero di abitanti e aveva il suo centro re-ligioso-civile nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano, quella stessa chiesa nel cui co-rollario si è svolta – domenica scorsa – la 39° edizione della festa del ‘Turbigh in Gio’ (rivitalizzata dopo il Palio del 1984) con grande partecipazione di pubblico al quale è stata offerta una cioccolata calda mentre assistevano allo spettacolo.
I proventi che si raccolgono, grazie anche alle donazioni di alcuni fedeli, sono nelle mani del ‘Comitato’ che li impegna nella manutenzione della chiesa secentesca, cen-tro religioso civile del villaggio sorto sulla riva sinistra del Naviglio un migliaio di anni fa.