“Apprezziamo le intenzioni e i passi in avanti compiuti dal Ministro Urso per rilanciare lo sviluppo e la riconversione industriale della filiera automotive, ma le politiche dirette al rinnovo del parco circolante e all’accrescimento della mobilità elettrica richiedono un confronto più ampio al Tavolo automotive attraverso il coinvolgimento di tutti gli stakeholders”. Così Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto commentando il mercato dell’auto di ottobre (+20%).
“Le auto elettriche, seppur in crescita percentuale, restano una goccia nell’acqua. La domanda è fiacca (prezzi decisamente elevati), le auto-immatricolazioni fanno da cuscinetto mentre i fondi dell’Ecobonus restano ampiamente inutilizzati (sulla fascia 0-20 ci sono ancora oltre 118 milioni e 208 milioni per la fascia 21-60, oltre ai residui dello scorso anno): servono misure più incisive per rinnovare il parco circolante che, allo stato attuale, conta poco più di 200mila auto elettriche mentre nel Ddl Bilancio 2024 non c’è alcuna disposizione di revisione in questa direzione”, conclude De Stefani.
IL TOTALE DEL MERCATO AUTO
Il Centro Studi Promotor prevede che quest’anno chiuda con poco meno di 1.600.000 immatricolazioni, il 17,2% in meno del 2019, anno che ha preceduto la pandemia e che era ancora al di sotto di ben il 23% rispetto al volume registrato prima della grande crisi innescata dal fallimento di Lehmann Brothers nel 2008. A ciò si aggiunge – spiega il Csp – che il livello di immatricolazioni che si otterrà nell’intero 2023 sarà ancora una volta insufficiente per garantire il regolare rinnovo di un parco circolante come quello italiano che conta più di 40 milioni di autovetture. E questo comporta un’ulteriore crescita dell’età media delle auto con ripercussioni importanti sulla sicurezza della circolazione e sulle emissioni nocive.
“Dalle situazioni di stallo – afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – si può uscire verso il basso o verso l’alto e questo, per l’attuale situazione dell’auto, significa che non è affatto scontato che i quindici mesi di crescita che ci lasciamo alle spalle saranno seguiti da un’altra serie di crescite che ci riporteranno ai volumi di vendite necessari per impedire ulteriori invecchiamenti del parco con il pericolo quindi di avere più inquinamento e meno sicurezza in una situazione in cui la transizione energetica acquisirà sempre più il carattere di un sogno irrealizzabile. Il settore dell’auto ha fatto tutto quello che gli è stato imposto dalla politica ad anche di più per creare le condizioni perché la transizione energetica diventi realtà. Ora la parola torna però alla politica”. Secondo Quagliano “la possibilità di far uscire il mercato dell’auto dallo stallo a bassa quota delle vendite è ora nelle mani del Governo. Il Paese si attende che non resti con il cerino in mano e che prenda invece i provvedimenti necessari”.
