Milano: 7 milioni di turisti da gennaio a oggi

“I dati del turismo milanese continuano a migliorare: per il decimo mese consecutivo, con circa 780mila presenze, anche a ottobre sono stati superati i livelli del 2019. Da gennaio, a Milano città, sono stati registrati oltre 7,1 milioni di arrivi: il 2019, fino ad ora il migliore anno della storia, si era chiuso con circa 7,5 milioni di presenze. Questa crescita, estremamente positiva per la città e per il suo tessuto economico, va però anche governata: non possiamo permettere che il turismo riduca la qualità dei servizi per i residenti.

È in quest’ottica che abbiamo deciso di intervenire con una lieve rimodulazione verso l’alto dell’imposta di soggiorno, fin dove ci è consentito fare ad oggi, per poter reinvestire in trasporto pubblico, sicurezza e decoro le maggiori risorse che recupereremo”. Così sui social l’assessore allo sport, turismo e politiche giovanili, Martina Riva. “Milano non ha (ancora) un problema di overtourism, ma ciò non toglie che sia nostra intenzione, oltre che dovere, gestire questo trend, per garantire un’esperienza di qualità ai turisti che scelgono Milano e per evitare che il turismo abbia un impatto negativo sulla nostra città”, aggiunge Riva.

Quando fu istituita l’imposta, nel 2012, i pernottamenti a Milano si attestavano su circa 8 milioni all’anno per circa mille strutture. Nel 2019 sono stati 16,7 milioni. E oggi i numeri sembrano essere anche più alti. Una crescita che sottolinea l’attrattività turistica di Milano. E che ha spinto la giunta a rivedere al rialzo la tassa. Dal primo gennaio 2024, infatti, aumenterà il prezzo che verrà chiesto ai viaggiatori, con incrementi che partono dai 50 centesimi e arrivano all’euro e mezzo. L’aumento dipenderà da alcuni fattori, come classificazione delle stelle dell’hotel o la tipologia dell’alloggio stesso. L’incremento dell’importa però ha una sua giustificazione.