Prezzi case: Milano +1%, Monza +2

Le rilevazioni sui prezzi degli immobili per il secondo semestre 2023 mostrano un rallentamento delle transazioni nei territori di Milano, Monza Brianza e Lodi, che risentono del rialzo dei tassi e delle maggiori difficoltà nell’ottenere mutui e finanziamenti; si allungano poi i tempi delle compravendite in un mercato più attendista, dove ancora manca l’incontro tra domanda e offerta. Sugli appartamenti nuovi in città a Milano cresce, seppure in maniera contenuta, la zona sud (+2%); a Monza brillante il quadrante est (+4%); a Lodi l’aumento riguarda la periferia (+4%). Dopo mesi di sostanziale fermo delle operazioni ora si tende a riprendere la programmazione in vista di un probabile miglioramento delle condizioni di credito. Da notare uno spostamento di flussi dall’acquisto alla locazione da parte di chi non ha raggiunto gli standard richiesti dalle banche.

Il futuro riequilibrio del mercato potrebbe peraltro comportare un rallentamento degli aumenti di valore dei canoni di locazione. Si rileva una crescita dell’interesse degli acquirenti per le nuove costruzioni già adeguate agli standard energetici più elevati, che nel medio e lungo periodo garantiscono minori spese di gestione dell’immobile. Si privilegia anche, se ci sono le condizioni, l’acquisto di metrature più ampie con spazio e dimensioni idonee per chi può lavorare da casa. Fenomeno recente è lo sviluppo di un mercato della “seconda prima casa”: l’acquisto di un immobile fuori città e in località di solito dedite alla villeggiatura dove però risiedere per periodi anche lunghi. I costi più contenuti rispetto a Milano e la qualità della vita favoriscono le quotazioni a Monza e Lodi nelle zone meglio attrezzate sul fronte dei collegamenti e dei servizi. In particolare, nel Lodigiano la situazione è dinamica nella parte nord e nel capoluogo, meglio collegati con Milano, e più difficile nella Bassa. Il comparto degli uffici, sia in compravendita che in locazione, ha avuto una ripresa dovuta al ritorno delle persone, negli ambienti lavorativi, in presenza.

Le superfici richieste si sono però ridotte in quanto il sistema misto di presenza e smart working è oggi una realtà consolidata. I negozi soffrono ancora dei postumi del Covid, che ha visto il fallimento di numerose attività. Gli unici esercizi che funzionano bene sono quelli dedicati al food, in continua apertura con richieste di superficie fra i 70 e i 100 mq. nelle vie di passaggio.