L’Italia dei pagamenti digitali accelera anche se rimane ancora un forte attaccamento al contante. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Community cashless society di The European House – Ambrosetti, secondo la quale sono 8 su 10 gli esercenti che accettano pagamenti digitali, sebbene solo una piccola percentuale accetti modalità ‘Pay to Pay’.
L’indagine, condotta quest’anno per la prima volta da Teha su un panel di 500 esercenti, evidenzia come sia l’aumento della domanda da parte della clientela a spingere l’accettazione del cashless. Il 58% degli esercenti ha introdotto i pagamenti digitali per venire incontro alla richiesta dei clienti. Infatti, senza pagamenti digitali, gli esercenti stimano di perdere in media il 26% della clientela, con picchi superiori al 60% in settori come alimentari, abbigliamento, bar/tabacchi e hotel/strutture ricettive.
Oltre il 50% degli intervistati ha registrato un aumento delle vendite con l’introduzione del cashless, con il Forum finale della Community cashless society di The European House – Ambrosetti che si terrà il 4 aprile prossimo a Villa d’Este di Cernobbio.
Tuttavia, nonostante la percezione di maggiore sicurezza dei pagamenti digitali rispetto al contante, solo il 13,7% degli intervistati ha aumentato l’adozione del cashless per questo motivo. Anzi, il 20% degli esercenti considera ancora il contante il metodo di pagamento più sicuro, rivelando una certa resistenza al cambiamento. Evidenziata anche la presenza di forti divari Nord-Sud relativi all’accettazione e all’utilizzo del cashless.
