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  • Lombardia, treni: completato il pieno rinnovamento della flotta

    Lombardia, treni: completato il pieno rinnovamento della flotta

    È giunto in Lombardia da Bologna il 214° nuovo treno destinato ai passeggeri del servizio ferroviario lombardo, un Caravaggio aeroportuale a quattro carrozze. È l’ultimo della commessa di 214 convogli acquistati per Trenord da FNM e FERROVIENORD, grazie a un investimento di 1,7 miliardi da parte di Regione Lombardia.

    Il piano di rinnovo della flotta avviato nel 2020 e concluso nei tempi previsti – il più ampio mai visto in una regione italiana – ha rivoluzionato il servizio sulle linee servite da Trenord, in termini di comfort, performance, tecnologia, sostenibilità.

    I 123 Caravaggio realizzati da Hitachi, 61 Donizetti di Alstom, 30 Colleoni di Stadler viaggiano oggi in tutta la Lombardia. Su 14 linee – compresi i due collegamenti aeroportuali fra Malpensa e Milano – l’intera flotta è costituita da treni nuovi.

    Al piano di rinnovo sarà data continuità con ulteriori investimenti, con l’obiettivo di dotare di una flotta efficiente e giovane il servizio lombardo, che da solo muove poco meno di un terzo dei pendolari ferroviari italiani. Nel 2026 è prevista l’immissione in servizio di 13 convogli ad alta capacità, grazie a un investimento di FNM di circa 130 milioni di euro.

    «Il rinnovamento della flotta promosso e ora completato grazie al piano straordinario finanziato da Regione Lombardia – ha dichiarato il Presidente di FNM Andrea Gibelli – ha un impatto positivo sull’esperienza delle centinaia di migliaia di persone che utilizzano ogni giorno il servizio ferroviario regionale. Il livello di comfort dei nuovi treni cambia l’esperienza di viaggio, rendendo possibile portare avanti le proprie attività personali e quotidiane. Inoltre, dal punto di vista della sostenibilità ambientale, i nuovi convogli garantiscono un risparmio dei consumi energetici mediamente del 30% e sono realizzati con materiali riciclabili per oltre il 90%, secondo il principio dell’economia circolare».

    «Oggi la flotta del servizio ferroviario lombardo ha il volto giovane e confortevole dei nuovi treni – ha commentato Andrea Severini, Amministratore Delegato di Trenord. Questi convogli hanno trasformato l’esperienza di viaggio dei nostri passeggeri e le attività di numerosi colleghi, in particolare di chi lavora a bordo e negli impianti di manutenzione. Gestire un piano di rinnovo di tale portata garantendo, nel contempo, il normale servizio è stata una grande sfida per cui ringrazio tutte le persone di Trenord. La nostra prossima sfida è far fruttare al massimo questo asset di grande valore che ci viene affidato, per migliorare continuamente la qualità del servizio offerto ai clienti».

    «Voglio sottolineare il grade impegno e la professionalità delle strutture tecniche di FERROVIENORD che hanno garantito la corretta ed efficiente gestione delle forniture, rispettando in pieno le tempistiche previste per la consegna dei nuovi convogli – ha ricordato il Presidente di FERROVIENORD Pier Antonio Rossetti –. Si è trattato di un lavoro imponente di verifica puntuale della conformità di ogni treno consegnato secondo quanto previsto dalla commessa, controllando la qualità del prodotto e intervenendo per far sistemare preventivamente i difetti riscontrati, in modo da offrire ai viaggiatori la miglior esperienza di viaggio possibile».

  • Campagna anti influenzale: in Lombardia già superato il totale di dosi della scorsa stagione

    Campagna anti influenzale: in Lombardia già superato il totale di dosi della scorsa stagione

    In Lombardia è in corso l’aumento stagionale delle infezioni respiratorie acute, con un incremento degli accessi ai Pronto Soccorso e un’alta circolazione dei virus influenzali.

    Alla luce del quadro epidemiologico, monitorato attraverso il sistema di sorveglianza ‘RespiVirNet’, e in un contesto di forte adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale (oltre 2,1 milioni di dosi somministrate, già oltre il totale della scorsa stagione), Regione Lombardia ha disposto la fase ‘Attivazione PS’ del Piano epidemico regionale e il rafforzamento dei servizi, con l’attivazione degli hotspot infettivologici entro il 19 dicembre.

    Il dato si inserisce in un contesto di incremento stagionale delle infezioni respiratorie acute. Secondo il sistema di sorveglianza ‘RespiVirNet’, nella settimana dal 1° al 7 dicembre l’incidenza complessiva è stata pari a 14,3 casi ogni 1.000 assistiti, con un aumento degli accessi ai Pronto Soccorso: 78.462 accessi complessivi, rispetto ai 74.148 della settimana precedente, di cui il 13,35% per sindromi respiratorie.

    Alla luce dell’andamento epidemiologico e del maggiore afflusso nei Pronto Soccorso, Regione Lombardia ha avviato la fase di ‘Attivazione PS’ del Piano epidemico regionale, rafforzando la risposta del Servizio sanitario. Avviate inoltre azioni di potenziamento della rete di diagnosi e controllo delle infezioni respiratorie, con il rafforzamento dei laboratori, e riorganizzati i percorsi di dimissione e assistenza territoriale, in particolare per le persone anziane e fragili.

    Anche in Lombardia, tra i virus influenzali circolanti, risulta predominante il ceppo ‘H3N2’. Regione ricorda che la vaccinazione antinfluenzale è gratuita e disponibile per tutta la popolazione. Con l’attivazione del Piano, le strutture sanitarie sono chiamate a rafforzare l’organizzazione dei Pronto Soccorso e ad aggiornare le informazioni sui servizi dedicati sul territorio.
    Entro il 19 dicembre sarà completata l’attivazione degli hotspot infettivologici, punti di riferimento per la gestione delle sindromi respiratorie e influenzali (l’accesso avviene attraverso il contatto con il numero 116117)

    “La vaccinazione – ha ribadito l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – resta uno strumento fondamentale di prevenzione, soprattutto in una fase di incremento stagionale delle infezioni respiratorie. Continuiamo a invitare i cittadini ad aderire alla campagna, in particolare le persone più fragili”.

  • Castano Primo: sospesa per 15 giorni la licenza del bar Kappa

    Castano Primo: sospesa per 15 giorni la licenza del bar Kappa

    È scattata nella giornata odierna la sospensione della licenza per il “Bar Kappa”, esercizio pubblico situato in piazza della Stazione a Castano Primo. Il provvedimento, della durata di 15 giorni, è stato emesso dal Questore di Milano Bruno Megale ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza ed è stato notificato al titolare dai Carabinieri della Stazione di Castano Primo.
    La decisione nasce a seguito di una serie di controlli e interventi condotti nel tempo dai militari dell’Arma e dalla Polizia locale, che hanno evidenziato una situazione di costante degrado e di pericolosità sociale legata alla frequentazione del locale. In particolare, è stata documentata la presenza abituale di persone con precedenti penali per reati quali spaccio di sostanze stupefacenti, possesso di armi o oggetti atti ad offendere e ubriachezza molesta.

    A rafforzare il quadro investigativo ha contribuito un recente controllo congiunto che ha visto impegnati i Carabinieri, il personale della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, gli operatori del Corpo Intercomunale di Polizia locale di Castano Primo e Nosate e i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Milano. Durante l’attività sono emerse gravi violazioni in materia igienico-sanitaria e di autocontrollo alimentare, indicative di una gestione non conforme dell’esercizio.

    Nel corso degli accertamenti sono stati inoltre rinvenuti all’interno del bar sostanze stupefacenti, un bilancino di precisione con tracce di droga e una pistola risultata poi essere a salve, priva del tappo rosso, che sarebbe stata utilizzata per intimidire clienti molesti. Tali elementi hanno portato al deferimento dei gestori all’Autorità Giudiziaria.

    Il complesso degli episodi rilevati ha delineato, secondo le autorità, un contesto di abituale ritrovo di soggetti socialmente pericolosi per la sicurezza pubblica del centro cittadino. Alla luce di queste risultanze, il Questore di Milano ha disposto la sospensione della licenza del locale per 15 giorni, quale misura finalizzata alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

  • Amaga SpA cresce ancora: entra anche il comune di Cassinetta

    Amaga SpA cresce ancora: entra anche il comune di Cassinetta

    E’ di ieri, martedì 16 dicembre, l’ingresso del Comune di Cassinetta di Lugagnano nella compagine societaria di Amaga S.p.A., azienda multiservizi del territorio. L’operazione è stata resa possibile grazie alla cessione di 41 azioni ordinarie (corrispondente allo 0,05% del capitale sociale di AMAGA) da parte del Comune di Abbiategrasso e si è formalizzata davanti a un notaio, alla presenza del Sindaco di Cassinetta di Lugagnano Domenico Finiguerra, del Sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai e del Presidente di Amaga Piero Bonasegale.

    “Accogliamo con favore questo nuovo ingresso, che rafforza la società e l’intero territorio,” ha dichiarato il Sindaco Cesare Nai. “L’obiettivo è promuovere un sistema di gestione dei servizi pubblici orientato all’innovazione, alla durabilità e alla tutela dell’ambiente.”

    “L’ulteriore allargamento della nostra base societaria al comune di Cassinetta di Lugagnano è per noi motivo di grande soddisfazione. Ma soprattutto, è la chiara conferma della solidità e della validità del percorso che, come Amaga, abbiamo intrapreso da anni – commenta il presidente Bonasegale – Questo importante traguardo è stato possibile attraverso l’impegno costante e quotidiano di tutta la nostra struttura e dei suoi operatori, a cui va il nostro più sentito ringraziamento.”

  • Il Team Vannacci di Busto Arsizio entra nella Legione del Castello.

    Il Team Vannacci di Busto Arsizio entra nella Legione del Castello.

    La Legione del Castello annuncia ufficialmente l’ingresso del Team Vannacci di Busto Arsizio, che da oggi entra a far parte della rete politico-culturale che, dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano, sta ricostruendo un presidio identitario, territoriale e strategico nel Nord produttivo.

    L’adesione del Team di Busto Arsizio, guidato da Vittore Dal Bon, rappresenta un rafforzamento concreto della presenza lombarda della Legione del Castello, in una delle aree più dinamiche, economicamente avanzate e socialmente sensibili del Paese. Busto Arsizio è uno dei luoghi simbolo della Lega Lombarda delle origini – territorio in cui, tra fine anni ’80 e inizio anni ’90, prese forma una ribellione politica e culturale dei territori contro la lontananza dei Palazzi, restituendo voce al Nord che lavorava, produceva, e non si riconosceva più nei partiti tradizionali. Un territorio che conosce bene il valore del lavoro, dell’impresa, dell’ordine e della responsabilità, e che da tempo chiede una rappresentanza politica più autentica, radicata e non subalterna alle liturgie di palazzo.

    «Non stiamo sommando sigle, ma riattivando luoghi fondativi», dichiara Luca Sforzini, ispiratore della Legione del Castello. «Busto Arsizio non è solo un nodo strategico della Lombardia reale: manifattura, comunità, identità. È una culla politica del Nord moderno. L’ingresso del Team Vannacci di Busto Arsizio rafforza una linea chiara: da qui partì una spinta che cambiò per sempre il rapporto tra territori e potere centrale. Oggi quella spinta torna, con rinnovata consapevolezza e visione».

    La Legione del Castello nasce come rete di elaborazione e coordinamento tra realtà territoriali, team civici e soggetti politico-culturali che condividono una visione fondata su identità, merito, sicurezza, libertà economica e valorizzazione delle eccellenze locali. Un laboratorio che lavora lontano dai riflettori, ma con una strategia precisa: ricostruire il rapporto tra popolo, territori ed élite responsabili.

    «L’asse Lombardia–Piemonte si consolida, ma lo sguardo è più ampio, all’intero Nord ed a tutta la Nazione», prosegue Sforzini. «Stiamo costruendo una geografia politica nuova, che parte dai territori e parla al Paese. Chi entra nella Legione del Castello sa che qui si cerca coraggio, disciplina, visione e capacità di incidere».

    Con l’ingresso del Team Vannacci di Busto Arsizio, la Legione del Castello conferma il proprio ruolo di polo aggregatore del Nord che lavora, produce e non si riconosce più nella politica vuota, rafforzando la propria presenza in Lombardia e preparando i prossimi passaggi organizzativi e pubblici.

    Dal Castello di Castellar Ponzano, la linea è tracciata.
    E il Nord, e la Storia, da certi luoghi, sanno sempre ripartire.

    https://www.legionedelcastello.it/

  • Magenta, la protesta di una residente: “In via Leopardi costretti a stare in casa con le tapparelle abbassate’

    Magenta, la protesta di una residente: “In via Leopardi costretti a stare in casa con le tapparelle abbassate’

    E’ quasi l’ora di pranzo, squilla il telefono. Dall’altra parte della cornetta: “Sono la Signora Colombo di via Leopardi, chiamo la redazione di Ticino Notizie perché anche in passato, quando si sono verificati dei problemi, ho fatto prima a chiamare voi che i diretti interessati per trovare soddisfazione…”.

    Davanti ad un incipit così lusinghiero cosa fai? Ascolti ovviamente. “Mi dica Signora, qual è il problema?”. La donna che si presenta come una ‘Magentina che ha nel cuore Magenta e che farebbe di tutto per vederla rilanciata’ – questa l’altra premessa di metodo – è molto diretta: “Senta la nostra Via è sporca. Capisco che sia stata interessata di recente da lavori di sistemazione però non so da quando che non vedo un mezzo che si occupa delle pulizie delle strade transitare da queste parti”.

    Sommessamente faccio presente alla mia interlocutrice che il problema non è facile da affrontare, specie quando dobbiamo scontrarci con una maleducazione imperante e dilagante.

    Per esempio in via Novara, la presenza degli ‘studenti’ che attendono il pullman allo stato brado provoca più di un problema in termini di igiene ambientale, così come la presenza di qualcuno che probabilmente preferendo non pagare la TARI, preferisce utilizzare i cestini come raccolta ‘indifferenziata’. Salvo poi il passaggio del Sant’uomo di Aemme Linea Ambiente che in questo frangente, dovrebbe stazionare h24 solo lungo questa strada. Cosa impossibile.

    Ma la Signora Colombo è accalorata, ha una passione civica che merita di essere trasmessa attraverso le righe di questo giornale on line: “Guardi io ogni giorno esco in strada e cerco di tenere in una condizione decorosa la parte di via che dà dirimpetto sulla mia abitazione e su quella della mia vicina anziana. Già, perché da queste parti abitano molti anziani e non possono certamente esser loro a sostituirsi a chi di dovere…”.

    E’ un fiume in piena la Nostra: “Con la scopa … posso fare poco. Speriamo che questo articolo serva a qualcosa…”. “A me spiace – prosegue la nostra intervistata – perché nella nostra zona si stanno facendo anche cose importanti, la via Leopardi conduce al nuovo Iper, dunque, è diventata una via di passaggio non secondaria. Non dico che sia il biglietto da visita della città, però, sarebbe bello vederla un po’ più pulita e non essere costretti a tenere anche di giorno le tapparelle abbassate …”.

    Messaggio recepito e che come redazione di TN rendiamo pubblico. L’informazione locale d’altronde serve anche a questo. Poi se riesce a contribuire alla risoluzione di un problema che riguarda i cittadini, meglio ancora.

    (*nella foto l’imbocco della via Leopardi da Piazza Kennedy. La via è al centro di una forte rivalutazione immobiliare con interventi già conclusi e altri in fase di realizzazione)

  • Beatificati 124 martiri spagnoli

    Beatificati 124 martiri spagnoli

    Non conoscevo questa ulteriore beatificazione di 124 tra sacerdoti, religiosi e laici, tutti vittime della guerra civile spagnola (le fonti che ho letto non scrivono chi sono stati a ucciderli, ma si fa riferimento a un generico odio degli atei). Ho appreso la notizia dal Papa Leone XIV, che all’Angelus del 14 dicembre ha ricordato il martirio. “Non eroi, né combattenti per una ideologia, bensì testimoni del vero coraggio, racchiuso nella capacità di soffrire “per amore della verità e della giustizia”.

    (Beatificati 124 martiri spagnoli, Semeraro: testimoni per amore di verità e giustizia, 13.12.25, Vatican News). Così il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha definito i 124 martiri della diocesi spagnola di Jaén, beatificati stamani, sabato 13 dicembre, nella cattedrale cittadina intitolata all’Assunzione di Maria.

    La messa è stata concelebrata dal vescovo Sebastián Chico Martínez, ordinario locale, e dai suoi due predecessori, Ramón del Hoyo López e Amadeo Rodríguez Magro, insieme a numerosi cardinali, presuli e sacerdoti provenienti da diverse regioni del Paese.

    Una storia dolorosa e luminosa. Presiedendo il rito in rappresentanza di Leone XIV, il porporato ha rammentato “la storia al tempo stesso dolorosa e luminosa”, collocata “nelle vicende della guerra civile del secolo passato”, dei nuovi beati, la cui proclamazione è stata accompagnata dal suono delle campane e da un fragoroso applauso dell’assemblea.

    Si tratta di centodieci sacerdoti, una religiosa dell’ordine di Santa Chiara e tredici laici. Essi possono essere racchiusi principalmente in due gruppi: il primo, guidato da don Manuel Izquierdo Izquierdo, conta 58 compagni; il secondo, legato alla figura di don Antonio Montañés Chiquero, ne comprende 64. Tutti furono vittime di una guerra alla quale andarono incontro con un’unica arma: l’amore. Tanto che morirono perdonando i loro carnefici. E questi testimoni e martiri che “si sono donati totalmente” per amore, aiutano a scegliere, “anche nelle piccole alternative della quotidianità, il bene alla comodità, sapendo che proprio così viviamo veramente la vita”, ha commentato Semeraro.

    I nuovi beati spagnoli, invece, sono “la testimonianza più alta della fede cristiana”, quella che “incarna l’amore totale per Cristo e per i fratelli, trasformando la sofferenza in redenzione e il sangue in seme di evangelizzazione”. Il loro esempio, ha messo in luce il porporato, non è un qualcosa da ritenere concluso nei secoli scorsi.

    Anzi: “Oggi ci sono più martiri che nei primi tempi della Chiesa”, come osservato da Papa Francesco in più occasioni. L’evento ecclesiale riporta alla memoria un capitolo doloroso della storia della Chiesa spagnola durante la persecuzione religiosa degli anni Trenta del XX secolo. La persecuzione non risparmiò quasi nessun angolo della diocesi: l’intero territorio fu attraversato da una spirale di violenze che colpì soprattutto il capoluogo, Martos, Linares e Mancha Real. Nicola Gori, il postulatore, ha descritto l’ambiente dove i religiosi sono stati martirizzati. Nemmeno i paesi più piccoli o le comunità rurali più isolate sfuggirono a questa ondata di violenza, che spesso si manifestò in incendi, distruzioni di chiese, devastazioni di archivi parrocchiali, profanazioni di immagini sacre. A ciò si aggiunsero esecuzioni rapide e crudeli, prive di qualsiasi parvenza di legalità o giustizia.

    I sacerdoti venivano uccisi perché considerati simboli dell’identità cristiana; i laici, perché incarnavano nelle loro comunità la forza viva della fede che si voleva cancellare. (Nicola Gori, con la forza disarmata della fede, 12.12.25, Osservatore Romano) Nonostante il clima di terrore crescente, è significativo osservare come molti di questi sacerdoti e laici scelsero deliberatamente di rimanere accanto alla propria gente. Non fuggirono, pur avendone la possibilità. Preferirono condividere le ore più difficili, continuando il ministero, visitando i malati, offrendo conforto spirituale e sostegno morale. In questa prossimità, così rischiosa ma così profondamente evangelica, la loro testimonianza acquista una forza particolare. Non fu solo un martirio improvviso, ma una fedeltà quotidiana che si fece, giorno dopo giorno, dono totale. La coerenza, la serenità interiore, la capacità di perdonare e di non venire meno ai propri doveri pastorali o cristiani costituiscono un modello che ancora oggi ispira credenti e comunità.

    La loro morte continua a produrre frutti, ricordando che il sacrificio, quando è unito alla carità, diventa seme fecondo di speranza. Non è la prima volta che la Chiesa beatifica gruppi così numerosi di religiosi spagnoli, praticamente finora ne ha riconosciuti quasi duemila, c’è da chiedersi, come si fa a rimanere insensibili di fronte alla beatificazione più estesa della Storia della Chiesa. Martiri vittime sempre degli stessi gruppi anarco-comunisti. In totale, tra religiosi e laici cattolici, sono stati quasi settemila sempre assassinati dai rivoluzionari anarco-comunisti. Qualche anno fa ho letto e presentato due volumi ben documentati dove si inquadra la feroce persecuzione in Spagna tra il 1931 e il 1939 nei confronti della Chiesa spagnola.

    In Italia sono rari i libri su questo argomento. Il primo è di Arturo Iannaccone, “Persecuzione. La repressione della Chiesa in Spagna fra Seconda Repubblica e Guerra Civile (1931-1939)”, Lindau (2015). Certamente lo studio più completo in lingua italiana sull’argomento. Il secondo è di Giovanni Formicola, “Difesero la fede, fermarono il comunismo”, sottotitolo: “La Cristiada, Messico 1926-1929; la Cruzada, Spagna 1936-1939”. Nei libri si sostiene che la Chiesa tardivamente, forse per non apparire troppo filo franchista, riconosce tutti questi martiri. A proposito dell’alzamiento del generale Franco, nei testi si afferma che la Chiesa spagnola alla fine fu costretta ad appoggiare i nazionalisti per sfuggire alla furia omicida dei rivoluzionari comunisti.

    Pio XI a due mesi dell’alzamiento, ricevendo dei pellegrini spagnoli, denuncia, «[…] quella fiamma di odio e di più feroce persecuzione confessatamente riserbata alla Chiesa ed alla Religione Cattolica […] la Nostra benedizione s’indirizza, in maniera speciale, a quanti si sono assunti il pericoloso compito di difendere e restaurare i diritti e l’onore di Dio e della religione […]».

    I vescovi spagnoli collettivamente si esprimono poi un anno dopo l’alzamiento, il 1° luglio 1937, a favore della cruzada dei nazionalisti. Successivamente Pio XII, appena eletto, con un telegramma, esprime felicitazioni al generale Franco dopo la proclamazione della vittoria. E quindici giorni dopo un Radiomessaggio al popolo spagnolo, così si esprime: «con immensa gioia […] per il dono della pace e della vittoria”.

    Nel libro di Iannaccone ciò che colpisce più di ogni altro elemento è il lunghissimo elenco, pubblicato in appendice, ben 66 fitte pagine di nomi di preti, monaci, suore, religiosi, laici cattolici uccisi violentemente dai miliziani repubblicani anarco-comunisti prima e durante la cosiddetta Guerra Civile spagnola. Una pagina di Storia volutamente a lungo omessa o trascurata dalla storiografia, perlomeno fuori dalla Spagna franchista. Per troppi anni si è nascosto il sacrificio immane cui furono sottoposti i cattolici, in una delle più feroci persecuzioni del cristianesimo.

  • Facce sospette nei nostri paesi

    Facce sospette nei nostri paesi

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, vorrei raccontare un episodio insolito accaduto in un pomeriggio feriale, davanti al cancello della mia abitazione in via Vigevano a Cerano (NO).

    Una Mini Cooper nera si ferma. Due ragazzi corpulenti mi salutano e si presentano come “nipoti di…”, sostenendo di aprire un negozio di salumi a Magenta. Alla mia richiesta di un volantino o biglietto da visita, non hanno nulla da mostrare.

    Con tono confidenziale mi chiedono dei miei genitori, ai quali rispondo con la triste verità della loro scomparsa. Offrono vino e salami “della terra campana”. Accetto due salami dolci come “regalo”, ma subito dopo arriva la richiesta: “Mi dai 20 euro per le spese?”. Al mio rifiuto, motivato anche da problemi di salute, uno dei due inizia a insultarmi e minaccia persino di prendermi a calci nel suo presunto negozio.

    Un negozio senza insegna, senza biglietti da visita, senza alcuna credibilità. Solo facce sospette che girano per le vie secondarie dei nostri paesi.

    Tre consigli utili
    Non accettare mai nulla: nessuno regala niente.

    Non dare confidenza a chi la prende con troppa facilità: spesso è segno di mala fede.

    Avvisare subito forze dell’ordine e vicini: la solitudine e l’ingenuità sono terreno fertile per i raggiri.

    Inoltre, sarebbe opportuno:

    installare telecamere private,

    creare piani di supporto per persone sole e fragili,

    mantenere sempre un contatto con un vicino o un conoscente.

    Ho sbagliato ad accettare e a dare confidenza, ma almeno ho avvisato subito le autorità. È un’ingenuità che non si deve ripetere. I metodi cambiano, ma le facce sospette restano”.

  • Famiglia Legnanese: tessera d’oro per il ‘mitico’ Jody Testa

    Famiglia Legnanese: tessera d’oro per il ‘mitico’ Jody Testa

    Domenica 14 dicembre nella cornice di Villa Jucker in sala Giare durante la Cena degli Auguri di Natale della Famiglia Legnanese è stata conferita la Tessera D’Oro 2025 al consigliere e socio Gian Piero Edilio (Jody) Testa.

    Il presidente Gianfranco Bononi ha consegnato il prestigioso riconoscimento a Jody Testa per il suo impegno e per la sua dedizione alla città di Legnano e nel sociale.

    Le motivazioni: “Jody Testa ha dimostrato per Legnano un attaccamento e una dedizione speciale, impegnandosi in prima persona affinché la nostra città ottenesse riconoscimenti e apprezzamento presso le più alte istituzioni provinciali, regionali e nazionali. Sempre attento al mondo del Palio ha sempre lavorato dietro le quinte con discrezione per dare lustro alla nostra manifestazione, come l’ottenimento del Francobollo celebrativo il Palio di Legnano e la risoluzione del problema dell’ammissione dei cavalli purosangue al Palio 2025, attivando i contatti fra amministrazione comunale e Ministeri competenti a Roma. Nell’impegno per il sociale, attento ai bisogni della città, Jody si prodiga in atti e iniziative di solidarietà come la raccolta fondi a favore dell’Ospedale di Legnano, della Fondazione Sant’Erasmo, della parrocchia di San Magno. Con la Spesa Solidale ha coinvolto tutto il mondo del Palio sollecitando la generosità di enti e imprenditori nei confronti di quelle persone che versano in condizioni di povertà”.

    Durante la serata Il presidente Bononi con il Ragiù Giuseppe Colombo hanno spillato i nuovi soci: Paola Biggiogera, Paolo Bo, Massimo Bononi, Paola Francesca Colombo, Massimo Dell’Acqua, Marco Garantola, Roberto Garbagnati e Lorenzo Piccione.

    Dopo aver ricordato le molteplici iniziative che hanno contraddistinto l’attività associativa nel corso del 2025, l’auspicio della Famiglia Legnanese è stato quello di una crescita ulteriore, forte di un calendario di attività e di incontri di qualità e in grado di coinvolgere sempre più persone avvicinandole al mondo della Famiglia e ai suoi valori.

    Ospiti della Famiglia Legnanese erano il Sindaco Lorenzo Radice, il prevosto monsignor Angelo Cairati, il presidente della Fondazione Palio Luca Roveda con il Consiglio di Amministrazione (presenti Alberto Romanò e Giuseppe Scarpa), il Gran Maestro del Collegio dei Capitani e delle Contrade Alessandro Airoldi, Marco Bianchi assessore alla Città Funzionale, il Maggiore Pietro Francesco Laghezza (Comandante della Compagnia Carabinieri di Legnano) il Tenente Lorenzo Fravolini (gruppo Guardia di Finanza di Legnano), Maira Cacucci (Consigliere Regione Lombardia), Alberto Fedeli (Presidente Fondazione Sant’Erasmo), Alberto Tirinnanzi (Presidente Fondazione Tirinnanzi).

    Al termine della serata conviviale il presidente Bononi ha ricordato i prossimi appuntamenti: mercoledì 24 dicembre la S. Messa della Vigilia Natale alle 21.40 nella Chiesa del S. Redentore, mentre per il 2026 giovedì 8 gennaio al Teatro Tirinnanzi alle 20.45 partirà il progetto Scuola Genitori con il primo incontro con il pedagogista Daniele Novara dal titolo “L’avventura di essere genitori – come organizzare l’educazione dei figli”

  • In viaggio verso Gaza: una serata per la pace a Legnano

    In viaggio verso Gaza: una serata per la pace a Legnano

    Venerdì 19 dicembre 2025, il Centro Pertini – Il Salice di Legnano aprirà le sue porte a una serata speciale: un incontro che unisce convivialità, riflessione e solidarietà.

    La cena non sarà soltanto un momento di condivisione attorno a un tavolo, ma il preludio a un dibattito intenso e necessario. Il tema è la Striscia di Gaza, terra ferita e resiliente, raccontata attraverso la voce di chi ha intrapreso un viaggio verso di essa.

    Una tavola che diventa ponte
    Alle ore 19:00 gli ospiti si ritroveranno, e alle 20:00 la cena darà inizio alla serata. Non sarà un pasto qualunque: nel prezzo di 30€, 20€ saranno destinati a Emergency, organizzazione che da anni lavora instancabilmente per garantire cure e supporto alla popolazione civile. Mangiare insieme, in questo contesto, significa trasformare un gesto quotidiano in un atto di solidarietà concreta.

    La voce del viaggio
    Alle 21:30 il dibattito prenderà vita. Sarà il momento in cui le parole diventeranno testimonianza, in cui il racconto di un viaggio verso Gaza offrirà prospettive nuove e intime. Non un semplice resoconto, ma un invito a guardare oltre le cronache, a sentire la realtà attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta.

    Perché esserci
    Partecipare a questa serata significa scegliere di non restare indifferenti. Significa credere che la pace non sia un concetto astratto, ma un percorso che si costruisce insieme, passo dopo passo, gesto dopo gesto. Ogni presenza sarà un mattone in più nel ponte che unisce Legnano a Gaza, un segno che la solidarietà può attraversare confini e arrivare là dove c’è più bisogno.

    📞 Prenotazioni: 349 786 9039