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  • Abbiategrasso, professore aggredito dallo studente: parla il preside dell’Istituto Lombardini

    Abbiategrasso, professore aggredito dallo studente: parla il preside dell’Istituto Lombardini

    Ancora tante domande e di nuovo poche risposte. Anche se di proporzioni inferiori rispetto a quello dello scorso anno l’episodio avvenuto l’altro giorno all’interno dell’istituto professionale Lombardini di Abbiategrasso ha lasciato il segno. Un rimprovero ad un alunno di 16 anni. Lui che segue il professore di arte nei corridoi e lo aggredisce colpendolo in pieno volto. Ieri alla scuola di via Vivaldi è stato il giorno delle riflessioni. Il preside, professor Michele Raffaeli è lo stesso che lo scorso anno dovette affrontare un turbine di domande da parte dei media che lo incalzavano sull’aggressione di uno studente armato di coltello ad una professoressa. «Ho parlato con il ragazzo e con i suoi genitori – ha commentato il preside – a mio parere è consapevole della gravità del gesto che ha compiuto».

    Il docente è a casa. I medici hanno stabilito una prognosi di 21 giorni, ma a far più male non saranno i traumi sul corpo. Quelli passeranno. Al Lombardini ci si ritrova ammutoliti di fronte ad un altro caso di violenza senza un perché. Sarà il consiglio dei docenti a stabilire, quando si riunirà, se il sedicenne dovrà essere sospeso. Cosa che appare certa di fronte ad un’aggressione. Ma il lavoro più importante dei docenti comincia proprio adesso. «Il nostro compito è far rimanere i nostri ragazzi a scuola – continua il professor Raffaeli – dobbiamo fare in modo che non la abbandonino. Se questo dovesse accadere allora avremo fallito perché consegneremo questi ragazzi nelle mani delle baby gang, della malavita e di quanto di peggio possa esserci». Per il giovane è scattata una denuncia a piede libero per lesioni e resistenza. Sarà l’iter giudiziario a stabilire come e in che misura dovrà pagare il suo conto con la giustizia. Intanto a scuola si torna a parlare di incontri, perché parlarne può fare solo bene. Il preside continua: «Faremo delle giornate dedicate alla legalità, al rispetto del prossimo e delle regole. Tutti argomenti che abbiamo sempre affrontato, compresa la presenza del supporto psicologico per chi sta vivendo momenti di difficoltà nel suo percorso scolastico». Si guarda avanti con fiducia anche se il presente non è roseo. Manuel Vulcano, sindacalista dei Cub, è anche lui docente in una scuola superiore: «Gli attacchi da parte dei ragazzi a noi professori sono aumentati e parecchio negli ultimi anni, anche solo verbalmente», conferma.

    E al Sindaco Cesare Nai non resta che esprimere solidarietà al corpo docente: «Episodi del genere – ha detto il Sindaco – oltre a suscitare ferma condanna da parte delle istituzioni, vanno a minare la serenità e il buon lavoro all’interno degli istituti scolastici, all’interno dei quali sappiamo con quanto impegno e passione operano gli insegnanti. Accanto al nostro augurio di pronta guarigione esprimiamo gratitudine a tutte quelle figure che quotidianamente svolgono il loro lavoro vicino ai giovani».

  • Milano. Caritas “criticita’ di poverta’ diventano strutturali, e aumenta tra gli occupati”

    Milano. Caritas “criticita’ di poverta’ diventano strutturali, e aumenta tra gli occupati”

    A Milano nel 2023 sono aumentate le richieste di aiuto e intervento registrate (59.354, +24 per cento rispetto al 2022) contro la poverta’: non emergono nuove criticita’ acute, ma quelle rilevate negli anni precedenti non appaiono in ritirata, anzi in molti casi paiono diventare strutturali. Per esempio si consolida la significativa presenza degli occupati che si rivolgono a Caritas: a denunciare infatti problemi di reddito sono ben l’80,9 per cento (erano il 77,5 per cento nel 2022).

    Lo rivela il Rapporto sulle poverta’ nella diocesi ambrosiana presentato oggi nella sede della Caritas di Milano sottolineando che a chiedere aiuto sono soprattutto donne (anche se gli umonini sono in crescita) e immigrati. A rischio le famiglie con figli minori, anche quelle non numerose. Il documento, prodotto dall’Osservatorio delle poverta’ e delle risorse della Caritas diocesana, restituisce una fotografia di persone che, almeno in parte sfuggono alla statistica, o quantomeno alla conoscenza pubblica, perche’ diverse persone in difficolta’ che si rivolgono a Caritas non entrano nei radar dei servizi sociali o sanitari istituzionali.

    I beneficiari dell’ascolto e dell’aiuto garantiti da Caritas nel 2023 sono aumentati, perche’ aumentato e’ il numero dei centri d’ascolto che partecipano alla rilevazione (168, invece dei 137 del 2022, ovvero +22,6 per cento, cui si aggiungono i tre servizi diocesani Sam, Sai e Siloe).

    Nel dettaglio, coloro che nel 2023 si sono rivolti alla rete Caritas sono stati soprattutto donne (quasi 6 su 10, ma gli uomini erano il 38 per cento nel 2022 e sono diventati il 40,4 per cento), immigrati (63,9 per cento, contro il 60,9 per cento del 2022: ci si riavvicina al rapporto con gli italiani che era “classico” negli anni prepandemici, 7:3), disoccupati (categoria che non e’ pero’ piu’ maggioritaria in termini assoluti, essendo in costante flessione ed essendosi attestata al 49,1 per cento, mentre si consolida la significativa presenza degli occupati che si rivolgono a Caritas, i quali sono ormai il 23,9 per cento del totale).

    Quest’ultimo dato introduce una tra le tendenze piu’ chiare colte dal Rapporto 2023: la conferma della rilevanza del fenomeno del “lavoro povero”. Ai centri d’ascolto e ai servizi Caritas continuano a crescere le richieste di aiuto dettate da insufficienza di reddito, mentre si riducono i casi con problemi di lavoro.

    Se l’incidenza percentuale dei working poor appare stabilizzarsi, l’evidenza e’ che in media si tratti di soggetti sempre piu’ intensamente poveri, cioe’ sempre piu’ lontani dalla disponibilita’ di risorse economiche sufficienti a garantire una dignitosa qualita’ di vita.

  • Bià. Caos raddoppio MI-MO e ritardi. Le Civiche all’attacco. Nai e Albetti sul banco degli imputati

    Bià. Caos raddoppio MI-MO e ritardi. Le Civiche all’attacco. Nai e Albetti sul banco degli imputati

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “In questi giorni ricorre il primo anniversario della gloriosa marcia su Roma meritoriamente compiuta dal Sindaco e da alcuni assessori per perorare avanti il ministro Salvini la causa del raddoppio ferroviario. L’amministrazione dava conto con un video pubblicato sui social dell’esito positivo (almeno a parole) del pellegrinaggio avendo il ministro, in forza della comune appartenenza politica, promesso ed assicurato il massimo impegno per reperire i fondi per la realizzazione del progetto di raddoppio di RFI, che – sebbene inesistente quanto a disegno definitivo – l’amministrazione accoglieva “senza se e senza ma”.

    La fruttuosa trasferta manifestava nei mesi successivi il primo visibile effetto: lo stralcio del progetto di raddoppio dalle opere finanziate con i fondi PNRR ed il suo rinvio sine die. Il Sindaco e l’Assessore Albetti, allora, si premuravano di evidenziare alla cittadinanza la sicura positività della circostanza che avrebbe permesso una più proficua interlocuzione con RFI per il miglioramento del progetto stesso nell’interesse della Città.

    Ulteriore “positivo” risultato è stato l’inserimento a giugno di quest’anno del progetto di raddoppio nel programma pluriennale degli interventi di RFI, senza indicazione alcuna dell’eventuale tempistica.

    Coerente con il suo impegno per lo sconosciuto progetto “senza se e senza ma”, l’Amministrazione non sfruttava neppure l’occasione per presentare osservazioni allo schema di massima proposto nel suo programma da RFI. Solo le Liste Civiche di opposizione presentavano, infatti, rilievi a tale schema progettuale, segnalando la necessità di evitare che l’opera fosse progettata con l’effetto collaterale di dividere la Città in due, pur con “un progetto di disarmante bellezza” (cit.).

    Nel frattempo la mozione adottata all’unanimità in Consiglio Comunale che impegnava l’amministrazione a condividere con le opposizioni tutte le iniziative volte all’interlocuzione con RFI veniva, anche in questo caso, dimenticata da Sindaco e assessore alla partita.

    Nel frattempo, i pendolari abbiatensi continuavano ad essere ostaggi di una linea inadeguata, obsoleta e vergognosamente manutenuta e gestita da RFI come da Trenord. Il tutto nel silenzio e nell’inazione della amministrazione abbiatense, in ciò perfettamente coerente con la propria linea nell’affrontare la maggior parte dei problemi che affliggono la quotidianità dei cittadini e che pare consistere nell’attendere con fiducia che i problemi si risolvano da sé.

    Finalmente, la scorsa settimana, a difesa dei pendolari Abbiatensi interveniva nientemeno che il Presidente Fontana, che si diceva scandalizzato da Trenord, incapace di garantire ai pendolari lombardi un servizio di trasporto, se non efficiente, almeno decoroso. Dimenticandosi purtroppo di avere egli stesso rinnovato la convenzione con Trenord e di ricoprire un ruolo dirimente nella scelta dei vertici di tale società.

    In tutto ciò, nessun segno di vita da parte della amministrazione Nai, che pur non perdendo occasione per vantare lo strettissimo rapporto politico di diversi suoi esponenti sia con il ministro, sia con parlamentari nazionali ed europei, sia con il presidente Fontana, evidentemente preferiscono sfruttare tale vicinanza per altre iniziative politiche, certamente più importanti, come inaugurazioni di fiere o operazioni di polizia locale.

    Fortunatamente, RFI procede da sola, ed infatti è di oggi la comunicazione che ben 100 milioni di euro sono arrivati da Regione Lombardia per finanziare la rete Ferrovie Nord. La giunta regionale molto vicina alla nostra amministrazione ha infatti approvato una delibera ad hoc. Anche in questo caso, tuttavia, la Milano-Mortara non è presa in considerazione se non per la ricerca di visibilità da parte di qualche consigliere regionale della Lega.

    Nel frattempo, da parte dell’amministrazione locale, permane un prudente silenzio, e meno male visto quello che è successo con i proclami e il pellegrinaggio dal ministro.

    Stavolta, se non vedarem, quantomeno sperem…

    Lista Civica “La Città”
    Lista Civica “Ricominciamo Insieme”
    Lista Civica “Giovani Per Abbiategrasso”

  • Abbiategrasso, aggressione al docente: 16enne denunciato

    Abbiategrasso, aggressione al docente: 16enne denunciato

    È stato denunciato per resistenza, lesioni e e violenza a pubblico ufficiale lo studente di 16 anni che ieri mattina ha aggredito un suo professore, 47 anni, all’interno di un istituto di Abbiategrasso in via Vivaldi.

    A quanto emerso la discussione tra professore e studente sarebbe scattata intorno alle 11, per un rimprovero. Lo studente, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, ha poi spinto il docente facendolo cadere a a terra. A quel punto i colleghi hanno chiamato il 112. Il 47 enne è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Magenta per accertamenti, dove gli sono state diagnosticate contusioni lievi.

    Si tratta di un caso che riporta alla memoria, benché con esiti fortunatamente meno gravi, il caso del giovane arrestato a maggio nel 2023 dopo aver accoltellato la propria insegnante in classe, nell’istituto Emilio Alessandrini ad Abbiategrasso. La docente ferita, Elisabetta Condò, era stata sottoposta a un intervento ricostruttivo durato sei ore.

  • Magenta: domani i funerali di Adele Ferrari, passionaria leghista della prima ora

    Magenta: domani i funerali di Adele Ferrari, passionaria leghista della prima ora

    Si terranno domani mattina alle 11 nella Basilica di San Martino i funerali di Adele Ferrari, mancata in questi giorni all’età di 92 anni.

    Chi ha seguito la vita del Magentino non si dimenticherà di Adele Ferrari, non solo per la sua passione e per la sua grande verve per organizzare iniziative legate alla lirica.
    Perché il primo grande amore della dottoressa Ferrari fu certamente la politica.

    Erano gli anni della “Lega di battaglia e di governo” ma più ancora della Lega che voleva l’indipendenza della PADANIA e di ROMA LADRONA LA LEGA NON PERDONA!.

    Il primo comizio in piazza Liberazione lo fece con l’ex ministro Giancarlo Pagliarini, fu anche firma di Padania e Radio Padania.

    Evocare la parola secessione! in quegli anni ruggenti con la caduta della Prima Repubblica, per i leghisti non era certo una bestemmia. Anzi, era il mantra che aveva fatto fare il pieno di voti ai Lumbard anche nelle plaghe dell’est Ticino.

    Quindi ancora Piazza Liberazione a Magenta stracolma per l’arrivo di Umberto Bossi, quindi, per Roberto Speroni da Busto Arsizio poi diventato euro parlamentare. Che tempi, quei tempi per il mondo leghista! Tant’è che oggi a parlare del ‘Felpa’ (alias Matteo Salvini) al vecchio ‘Capo’ Umberto Bossi provoca più di un mal di pancia…

    Il Carroccio era arrivato con il dottor Franco Bertarelli alla guida della città. Ma fu un’esperienza di governo che terminò anzi tempo.

    Così si affacciò sul palcoscenico della politica magentina Adele Ferrari. Donna molto colta ma anche molto determinata, spesso con anche assai pungente nei suoi commenti. La Lega nel 1996 puntò su di lei per andare a vincere a Palazzo Formenti.

    La rottura del Centrodestra finì per avvantaggiare il centrosinistra che conquistò la vittoria con Giuliana Labria ma rimase nella storia politica locale come l’Amministrazione dei sette cantieri aperti…

    La Lega non altro oltre il 18,7% dei voti. Era un altro mondo e basta guardare la foto che abbiamo pubblicato in evidenza per capire che cosa rappresentasse in quegli anni il Movimento…. come lo chiamava Bossi. Una Lega fatta di gente ‘dura e pura’ molti di loro ormai sono andati avanti.

    Altri avevano i ‘pantaloni corti’ come l’Assessore Simone Gelli che già c’era e che già stava portando avanti il movimento dei giovani padani del Ticino.

    L’impegno politico e per la cosa pubblica hanno sempre affascinato Adele Ferrari.

    Una donna, come abbiamo scritto passionale, ma anche alquanto ‘fumantina’. Senz’altro elegante ma anche istrionica al tempo stesso. Capace di rotture anche in ambito politico, piuttosto clamorose ma sempre connotate dal suo tratto elegante.

    E’ così che l’Adele ce la ritroviamo ancora candidata nel 2001 con la lista civica ‘Costruire il Futuro per Magenta’ con il Senatore Ambrogino Colombo.

    Vederli uno accanto all’altra era davvero curioso. Da una parte il vecchio Leone della Democrazia Cristiana, dall’altra parte, la Tigre (o Leonessa se preferite) che aveva appena lasciato la Lega. Per alcuni erano l’Acqua Santa (lui) e il Diavolo (lei) ovviamente in senso ironico e senza alcuna offesa. Indubbiamente si completavano bene.

    Una civica che ottenne un risultato sotto al 10% e che si ricorda nella storia della città di Magenta solo perché concorse al suo commissariamento. Già perché in quell’anno il Centro destra con Marco Maerna riuscì a perdere per due voti contro il sindaco uscente Giuliana Labria. Ma in considerazione del fatto che in Consiglio comunale la maggioranza era saldamente in mano al Cdx dopo il primo Consiglio comunale, si andò tutti a casa.

    Un anno dopo con Luca Del Gobbo candidato Sindaco iniziò un decennio di continuità politica e rilancio per Magenta.

    Adele la rossa spesso era ospite nella redazione di Città Oggi, storico giornale di Magenta, dove anche chi scrive ci ha passato un periodo importante nel suo percorso di cronista locale.

    Benché poco alla volta lasciò da parte la politica attiva, non venne mai meno il suo contributo di idee e proposte per il territorio. Una donna che non si fermava mai anche quando iniziò ad occuparsi della vicina Marcallo con Casone dove spesso andava a trovare il suo amico Senatore Massimo Garavaglia, ai tempi primo cittadino della Giunta monocolore lumbard resistita per ben 25 anni.

    E chi poteva star dietro all’Adele così straripante e piena d’idee e voglia di vivere??? Mancherà a tanti.

    Lei che ha lasciato un segno così indelebile nella nostra comunità.

    F.V.

  • Abbiategrasso, Annunciata gremita per Gino Cecchettin

    Abbiategrasso, Annunciata gremita per Gino Cecchettin

    Soltanto posti in piedi, con oltre 350 persone presenti un lunedì sera, alle 18.30, per un’Annunciata gremita. E’ stato un (prevedivile) successo l’incontro-presentazione del libro di Gino Cecchettin dedicato a sua figlia Giulia, barbaramente uccisa dal fidanzato l’11 novembre 2023.

    Iniziattiva Donna, nell’ambito dei suoi periodici incontri letterari, ha perciò voluto dedicare spazio a un fatto di cronaca che ha suscitato enorme scalpore e scosso le coscienze. Quello che segue è un sunto delle parole con cui Gino Cecchettin ha risposto all’intervistatore Ivan Donati.

    “Sto bene quando Giulia mi dà la forza di andare avanti , ho 3 figli e ne ho persa una, ma tengo a Elena e Davide e alle loro vite. Anche il loro è dolore. La vita è saper accettare il dolore, ma anche costruire momenti di bellezza”.

    Mettere il tuo dolore in pubblico ,che scelta è stata ?
    “Ci sono stati momenti in cui ho capito che Giulia non era solo mia. Ora ho intrapreso un percorso , Giulia era diventata figlia di tutti . Quel dolore è stato atroce , Giulia si è sempre spesa per gli altri . Quindi ho deciso di portare Giulia a tutti . Così ho fatto fin dal giorno del suo funerale”.

    Perché ci sono persone che criticano questa scelta ?
    “Forse idipende dal modo in cui siamo cresciuti. Il lutto non presuppone di nascondere il dolore, la vita prosegue e serve cercare attimi di felicità. Perché non impegnarsi e parlare di cosa è accaduto ? Poi è naturale che qualsiasi cosa tu faccia ci sia spazio per le critiche. Sono diverse le forme di patriarcato , si estrinseca in diversi modi. Siamo stati tutti un po’ misogini, siamo nati in determinati contesti . Pensiamo alla cultura cinematografica , pensiamo ai film di James Bond. Ho visto datori di lavoro apostrofare donne in maniera inappropriata.

    La scuola è molto importante , viene subito dopo la scuola. Il tema è anche quello del linguaggio dei libri. Inseguiamo troppo spesso falsi miti”.

    Sei stato cercato dalle istituzioni e dalla politica ?
    “Ho avviato un percorso parallelo ,indipendentemente dalla politica. La mia azione è essa stessa politica, magari in modo semplice o comunque diverso. Prima o poi ci confronteremo con la politica ,magari coi professionisti impegnati nella Fondazione per Giulia. La prima cosa sarà interagire con le scuole , creando dei team di informazione per dare ai giovani dei decaloghi. Daremo anche delle borse di studio destinate a studentesse, anche per colmare il gap salariale”.

    Il tema della violenza sulle donne : è giunto il momento di superare gli slogan e andare oltre ?

    “Non si può generalizzare la categoria . Le panchine rosse servono finché le violenze accadono, finché manca la libertà in una situazione difficile o opprimente. Devo ‘molto a mia moglie Monica , che ha puntato molto sulla condivisione delle esperienze . Si parlava di temi importanti , senza farsi condizionare da usi e costumi negativi. Quando a tavola 4 persone hanno 4 cellulari e non parlano , manca la comunicazione.

    Oggi essere genitore è molto più difficile , in terza media Giulia era la sola ad essere senza cellulare. È stato difficile ,però usava il tempo risparmiato per leggere”.

    Perché si ha paura a dialogare ?

    “Perché nel dialogo si possono dire cose che non ci piacciono. Giulia voleva fare l’illustratrice, voleva dircelo ma lo temeva. Un giorno venne e me lo disse. Sul suo volto c’era paura di farsi dire no, mia moglie era morta l’anno prima, ma le dissi che la scuola sarebbe dovuta essere un punto di partenza.
    Spesso noi abbiamo paura di non avere una controparte che ci sostiene”.

    La scrittura ti ha aiutato, e come ,e quanto può aiutare un ragazzo o un genitore ?
    “Dopo che mia moglie era morta mi accorsi che raccontare i suoi ultimi istanti mi aiutava. Dopo la morte di Giulia un amico mi spinse a scriverne. Dei nostri viaggi ,dei momenti. Riviverli è l’unico modo che ho per farla rivivere, per rivivere con lei. Scrivere è stato un esercizio utile per riconettermi al mio vissuto. Preferisco aver vissuto 22 anni con lei che non averli vissuti affatto”.

    Quando senti Giulia più vicina e più lontana?
    “La sento lontana da quell’11 novembre , non potrò più abbracciarla e sentire i suoi capelli non asciugati. La sento vicina quando mi dava dei consigli , lei è stata quella che mi ha consigliato di andare a ballare quando morì mia moglie. Ricordo ancora i sorrisi di mia moglie durante una lezione di tango. Fu Giulia che dopo una telefonata mi spinse ad andare a ballare , come ricerca della mia personale felicità , e lei fu la prima spettatrice del primo saggio. Sono felice quando ricordo i modi buffi che aveva per relazionarsi agli oggetti. Lei dava un’anima a a qualsiasi cosa , una volta aiutò una ragazza di prima superiore, lei era in quarta , che era malata di anoressia e che superò l’anno scolastico. La incontrai a 18 anni ,era guarita , e disse che doveva la sua felicità a Giulia”.

  • Fondazione Mantovani, Alzheimer: inaugurata la mostra la persona, oltre la malattia

    Fondazione Mantovani, Alzheimer: inaugurata la mostra la persona, oltre la malattia

    C’è la signora Bruna che, guardando lo specchio vicino al piano, si rivede pronta a divertirsi ballando con il suo compagno; il sig. Bruno invece, seduto su una sedia, vede nello specchio un giovane di ritorno dalla guerra. E ancora, le signore Carla e Dada, maestre di scuola elementare, osservano nello specchio un gruppo di bambini intorno a giovani maestre.

    Sono questi alcuni dei 30 scatti della mostra fotografica “La Persona, oltre la Malattia” inaugurata in occasione della XXXI Giornata Mondiale dell’Alzheimer e che ha visto coinvolti le RSA Casa Famiglia di Fondazione Mantovani, Gruppo Sodalitas, Opera Pia Castiglioni, Project Life.

    “Dietro a chi è affetto da questa patologia -spiega Ilaria Genoni, curatrice del progetto – c’è una vita intera che non può essere dimenticata e la dignità della persona passa proprio da quella vita. Per questo abbiamo pensato ad un progetto di sensibilizzazione con il supporto accanto ai Residenti di familiari, volontari e Operatori nella realizzazione di questi scatti artistici”.

    “L’obiettivo è quello di utilizzare il canale visivo per sensibilizzare il pubblico alla dignità della persona affetta da demenza e da altre patologie, alla sua storia personale, al suo vissuto, meritevole di attenzione e di rispetto. Solo sforzandoci tutti di vedere oltre, infatti, possiamo raggiungere un nuovo livello nella cura della persona per tutto l’arco della vita. Le RSA –precisa Carla Pettenati, neurologia e geriatria – sono luoghi privilegiati di cura che possono fare anche cultura della salute sul territorio anche a livello di prevenzione, in un dialogo proficuo con le comunità”.

    La mostra, itinerante, è visitabile presso la Casa Famiglia di Arconate fino a fine ottobre e sarà poi itinerante presso le RSA Casa Famiglia di Fondazione Mantovani, Gruppo Sodalitas e Opera Pia Castiglioni che hanno aderito al progetto.

  • Lunedì nero per i pendolari (anche a Magenta): guasto alle linee di Trenord

    Lunedì nero per i pendolari (anche a Magenta): guasto alle linee di Trenord

    La circolazione dei treni nel nodo di Milano e nell’Ovest della Lombardia è fortemente compromessa a causa di un guasto all’infrastruttura nella stazione di Milano Certosa, che si è verificato alle ore 6.40 e si è prolungato per oltre 3 ore. Lo rende noto Trenord la quale spiega che alle 9,40, dopo l’intervento dei tecnici di RFI, la circolazione è stata ripristinata, ma i rallentamenti si protrarranno almeno per l’intera mattinata. Compromesse anche uscite ed entrate dei convogli nel deposito di Milano Fiorenza.

    “Il perdurare del guasto ha impedito a Trenord di garantire i collegamenti regionali da/per Domodossola, Varese/Porto Ceresio, Luino e le linee suburbane S5 Varese-Milano Passante-Treviglio e S6 Novara-Milano Passante-Pioltello. I ritardi sulle linee interessate sono progressivamente aumentati nel corso della prima mattinata, fino a raggiungere i 120 minuti; si registrano inoltre limitazioni di percorso e soppressioni”, spiega l’azienda.

    Pesanti i disagi patiti anche dai pendolari di Magenta, che dalle 7 di questa mattina hanno visto concentrarsi ritardi consistenti e persino cancellazione di treni.

    Trenord sta comunicando in tempo reale gli aggiornamenti di circolazione sull’App, sul sito trenord.it e a bordo treno.

    All’alba si è verificato un investimento di persona a Rescaldina, che ha causato la sospensione della circolazione nella stazione, con impatto sul servizio delle linee Milano-Novara Nord e Malpensa Express. Dopo le ore 8, al termine degli accertamenti delle Autorità, la circolazione è ripresa e sta tornando progressivamente alla normalità.

  • Rescaldina, 38enne travolto e ucciso da un treno

    Rescaldina, 38enne travolto e ucciso da un treno

    Un uomo di 38 anni residente a Busto Arsizio e’ morto stamane intorno alle 6 travolto da un convoglio Trenord diretto a Malpensa all’altezza di Rescaldina.

    Sul posto i vigili del fuoco del vicino Distaccamento di Legnano che hanno provveduto a rimuovere il corpo e il 118. Al vaglio di Polfer e magistratura le cause legate all’incidente che ha provocato inevitabilmente disagi alla circolazione ferroviaria. Una tragedia analoga, su cui ancora le forze dell’ordine stanno indagando, è accaduto ad Abbiategrasso, dove un uomo di 51 anni è morto nell’impatto con un treno che transitava per la stazione cittadina.

  • Calcio. SerieD. Per il Magenta solo un punticino contro il Ciliverghe

    Calcio. SerieD. Per il Magenta solo un punticino contro il Ciliverghe

    Niente tre punti per il Magenta che contro il Ciliverghe Calcio squadra bresciana non va oltre il punticino sofferto.

    Che per inciso serve a muovere la classifica, ma che non serve più di tanto per uscire dalle zone basse e, soprattutto, non è utile a fare morale. Unica consolazione il fatto che se non ci fosse stato un provvidenziale Pisoni tra i pali, specie con un clamoroso recupero nel secondo tempo sul quale gli ospiti hanno chiesto il rigore, sarebbe potuta finire peggio.

    Primo tempo brutto per gli uomini di Mister Lorenzi che sentono la mancanza di una punta di peso come Koulibaly. I gialloblù stentano a lungo, la squadra copre bene dietro, ma quando arriva a metà campo non sa cosa fare. Attacco praticamente inconsistente e parecchi errori, anche banali, in fase di palleggio.

    Ne esce una prima frazione di gioco in cui il Ciliverghe colleziona calci d’angolo in dose industriale. La difesa del Magenta tutto sommato fa buona guardia e quando non ci arriva il reparto arretrato, ci pensa Pisoni a chiudere la porta agli avversari.

    Malgrado sulle gradinate i tifosi del Magenta provino a farsi sentire grazie ai volenterosi ragazzi del Gruppo Storico in campo non ci sono grossi segnali di risveglio.

    La seconda parte della gara segue il leit motiv della prima. Il Magenta però dalla mezz’ora in poi prova ad essere più incisivo e almeno qualche trama offensiva si vede. Anche il pubblico del ‘Plodari’ prova a crederci.

    C’è spazio anche per un colpo di testa sotto rete che però arriva troppo debole e centrale tra le mani del numero uno avversario. Il Magenta ci mette un po’ più di convinzione ma anche qui emergono alcuni difetti che al momento appaiono strutturali nella squadra di Lorenzi: attacco evanescente, si cercano azioni manovrate ma gli offensivi del Magenta sono troppo leggeri, quindi, imprecisioni talvolta anche clamorose, che costano ripartenze e danno al Ciliverghe la possibilità di andare in porta. Qui Pisoni si dimostra il migliore in campo degli undici di casa. Il finale è comunque concitato c’è anche un’azione sotto rete con contatto dubbio. Le Aquile e il pubblico dalla tribuna chiedere il rigore, l’arbitro non fa una piega. Finisce zero a zero.

    Il Magenta sale a 8 punti e il Ciliverghe va a 10 punti. Avrebbe dovuto esser la domenica giusta per scalzare i bresciani e prendere un po’ di ossigeno. Purtroppo non è così. Il Magenta è ora al quint’ultimo posto in compagnia di Vigasio, Club Milano, e Nuova Sondrio.

    Alle spalle si ritrova il Sangiuliano City a 7 punti, il Chievo Verona e il Fanfulla a 6 e l’Arconatese ultima ma che oggi ha conquistato il suo primo punto.

    Prossima gara in casa della Casatese Merate che si trova a 12 punti. Per il Magenta sarà senz’altro una gara di sofferenza ma l’importante sarà uscire quanto meno imbattuti.

    Beninteso, nessuno si aspettava che la serie D potesse essere una passeggiata per il Magenta ma di questo passo senza vittorie sarà dura salvarsi.

    Serve cambiare passo e, soprattutto, occorre prender coscienza per tempo delle carenze della squadra.

    Comunque sempre FORZA MAGENTA, FORZA AQUILE!

    F.V.