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  • Fagnano Olona: agricoltore incornato dal suo toro

    Fagnano Olona: agricoltore incornato dal suo toro

    Un agricoltore di 54 anni è stato caricato ed incornato dal proprio toro oggi a Fagnano Olona, in provincia di Varese. Il fatto è accaduto poco prima delle 11 su un terreno di via Marsala. Non si conosce il motivo per cui l’animale si è imbizzarrito: il toro era da tempo di proprietà dell’agricoltore e non aveva mai dato segni di irrequietezza.

    Questa mattina ha caricato il 54enne che stava accudendo il bestiame lasciato libero (l’agricoltore è da tempo al centro di lamentele perché lascia liberi i maiali che avrebbero danneggiato le coltivazioni dei vicini) quando il pesante toro, un esemplare adulto pesante centinai di chili, lo ha investito in corsa travolgendolo. Fortunatamente l’incornata non è andata completamente a segno: l’agricoltore non ha riportato ferite da penetrazione. Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia locale, vigili del fuoco e mezzi del 118. Il 54enne è stato trasportato dall’elisoccorso all’ospedale Niguarda di Milano: ha un trauma toracico importante, e fratture. Il toro sarà valutato dall’équipe di veterinari di Ats.

  • Infortunio sul lavoro alla Lindt di Magenta: 20enne trasferito al pronto soccorso in codice giallo

    Infortunio sul lavoro alla Lindt di Magenta: 20enne trasferito al pronto soccorso in codice giallo

    Incidente sul lavoro questa mattina alla Lindt di strada Boffalora a Magenta. Verso le 8.30 sono giunti sul posto i vigili del fuoco di Inveruno e Legnano, insieme ad un equipaggio della Croce Bianca e all’autoinfermieristica con il codice rosso.

    Dalle prime informazioni un ragazzo di 20 anni avrebbe subito un grave trauma al piede. E’ stato stabilizzato per essere trasferito al pronto soccorso con il codice giallo. Purtgroppo, dalle prime informazioni, il piede del ragazzo è stato amputato all’ospedale di Legnano. Seguiranno ulteriori informazioni

    Lo spaccio Lindt ha aperto ufficialmente la realtà aziendale nel dicembre 2015 all’interno dell’area ex Saffa.Qui si possni acquistare più di 1.000 prodotti differenti, sia Lindt che Caffarel, e anche l’inimitabile Gianduia 1865, che proprio nel 2015 ha celebrato il 150° anniversario dalla sua nascita.

  • Magenta, il 2 dicembre ripartono Cooperativa Rinascita ed ex Ideal: ecco i componenti del consiglio direttivo

    Magenta, il 2 dicembre ripartono Cooperativa Rinascita ed ex Ideal: ecco i componenti del consiglio direttivo

    La Cooperativa Rinascita riparte il 2 dicembre. A tutti gli effetti sarà una gestione diretta che il consiglio direttivo si assume in prima persona controllando e gestendo due spazi ben individuati nel locale di viale Piemonte.

    Il piano terra sarà destinato alle feste, sale prove, spettacoli serali e altro ancor. Uno spazio chiamato green house. Al primo piano ci sarà uno spazio che sarà una sala polifunzionale per eventi musicali, concerti, sfilate di moda, eventi esterni.

    “Ognuno di noi ha un compito ben preciso – ha detto il neo presidente Carlo Acri – che dovrà svolgere. Per noi è importante perché questa è una cooperativa storica riconosciuta da Regione Lombardia come attività sociale”. Nata nel 1954 con la fusione di due cooperative l’attività vera e propria è partita il primo giugno 1956. “Noi ci prefiggiamo di essere un punto di riferimento anche culturale – aggiunge – infatti alcuni soci si occuperanno di tale attività. Per le mostre di pittura, per esempio, intendiamo valorizzare gli artisti locali. Ma di questo parleremo in seguito quando predisporremo un apposito programma. Oltre all’aspetto commerciale è l’attività sociale che ci interessa particolarmente. Senza questo locale la zona in cui ci troviamo è morta e noi ci prefiggiamo di farla tornare quello che era, un locale che ha visto fior di artisti esibirsi e non solo a livello locale”.

    Ecco i componenti del direttivo presieduto da Carlo Acri. Natalia Vignati consigliere, Maria Teresa Oldani vice presidente, Giovanni Esposito consigliere, Francesco Anile consigliere, Natalia Iannone consigliere, Pietro Peloso consigliere, Angelo Terraneo vice presidente, Ezio Valisi consigliere.

  • Automobilista finisce nel fosso a Robecco sul Naviglio nella frazione di Cascinazza

    Automobilista finisce nel fosso a Robecco sul Naviglio nella frazione di Cascinazza

    Un automobilista è finito nel fosso adiacente la strada nella frazione di Cascinazza a Robecco sul Naviglio. Il veicolo è stato ritrovato dai passanti, in via fratelli Bandiera, questa mattina verso le 8.

    E’ stato allertato il 118 che ha inviato sul posto un equipaggio della Ata di Zelo, ma nessuno era presente all’interno del veicolo. Giunti sul posto anche i Carabinieri per chiarire l’accaduto. Si presume che il sinistro sia avvenuto nella notte appena trascorsa.

  • Abbiategrasso, l’omicidio irrisolto di Marco Perini: le testimoni ritrattano, Il PM chiede l’archiviazione

    Abbiategrasso, l’omicidio irrisolto di Marco Perini: le testimoni ritrattano, Il PM chiede l’archiviazione

    Era il mese di settembre del 2019 quando gli investigatori che indagavano sul caso irrisolto dell’abbiatense Marco Perini pensavano di essere arrivati, finalmente, alla pista giusta. Assassinato nel mese di maggio del 2000 il responsabile o i responsabili del delitto sono rimasti sempre senza nome. Finchè Giulia S., figlia di Ekrem, famiglia nomade che dimorava nei pressi dell’abitazione di Perini, dichiarava di sapere chi fossero gli assassini. Indicandoli nei tre fratelli del padre. Le indagini successive nei loro confronti (gli indagati sono poi diventati due, Franko S. e Safet. S. bosniaci, per il decesso di uno di loro), purtroppo, non hanno portato a nulla di concreto. Tre fratelli nomadi sono stati sentiti dagli investigatori, così come Chiara Maria S., Giulia S., Walter S. e il loro padre Ekrem.

    Le due donne hanno clamorosamente ritrattato. Giulia ha detto agli investigatori che la sorella aveva mentito facendo crollare così il castello che ormai si era creato. La stessa le aveva confessato di avere raccontato una menzogna, sia a lei che alle forze dell’ordine.
    Anche la stessa Giulia avrebbe all’epoca mentito alla polizia giudiziaria al solo fine di vendicarsi con Safet per avere lo stesso tradito e violentato Chiara e per avere in più occasioni percosso e maltrattato la loro madre.

    Chiara sosteneva di avere inventato tutto di sana pianta al solo fine di vendicarsi con Safet. Tuttavia ora non poteva più reiterare la menzogna perché adesso aveva una figlia e non voleva metterla nei guai. Naturalmente per Chiara è scattato il deferimento per le dichiarazioni false rese nel 2020. Gli inquirenti hanno ascoltato il padre dei tre fratelli che si dichiarava del tutto estraneo ai fatti. Hanno tentato di rintracciare un altro uomo più volte citato nel corso delle sommarie informazioni, ma non è mai stato rintracciato. Ne in Italia ne in Francia dove si pensava si trovasse. Gli investigatori non hanno mollato la presa e hanno cercato un’altra strategia stimolando alcune delle persone più vicine a Safet. Venivano ascoltate quattro persone, ma senza successo. Hanno fatto un ultimo tentativo ascoltando i fratelli S. in qualità di indagati.

    Safet e Franko sono stati convocati nel mese di maggio di quest’anno per essere sottoposti ad interrogatorio. I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e anche quel tentativo è andato a vuoto perché perfino dalle intercettazioni non è emerso nulla. E così considerato che gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentivano di formulare una ragionevole previsione di condanna il sostituto Chiara Giuiusa ha chiesto al gip presso il tribunale di Pavia di disporre l’archiviazione.

  • Discarica abusiva (di rottami auto) scoperta a Canegrate

    Discarica abusiva (di rottami auto) scoperta a Canegrate

    La Guardia di Finanza di Milano e del Reparto Operativo Aeronavale di Como hanno individuato nel Comune di Canegrate una discarica abusiva all’interno della quale erano presenti numerosi veicoli e rottami di autovetture a contatto diretto con il terreno non impermeabilizzato, oltre a fabbricati edificati in assenza di autorizzazione nei quali era stata allestita un’autofficina. Sull’area di oltre 3000 erano presenti rifiuti per 60 tonnellate e fabbricati edificati nei pressi di un corso fluviale.

    I successivi riscontri, svolti dal Gruppo della Guardia di Finanza di Legnano in stretta sinergia con la componente aereonavale, hanno avvalorato l’ipotesi investigativa che il sito fosse destinato allo stoccaggio e al deposito illecito di rifiuti. Le Fiamme Gialle, avvalendosi peraltro del supporto dei tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Lombardia e della Polizia Locale di Canegrate, hanno proceduto al sequestro dell’area ed al suo affidamento in giudiziale custodia al proprietario, segnalandolo alla Procura di Milano per realizzazione e gestione di discarica non autorizzata, abusivismo edilizio in area di interesse paesaggistico/ambientale e abusivo esercizio di attività di gestione di veicoli fuori uso e di rifiuti.

  • Scomparsa da Busto Arsizio: per gli inquirenti, l’ipotesi è una fuga d’amore

    Scomparsa da Busto Arsizio: per gli inquirenti, l’ipotesi è una fuga d’amore

    E’ quanto si apprende da fonti inquirenti. “L’allontanamento dalla propria abitazione di Kimberly Bonvissuto e’ da ritenersi volontario e non causato da intimidazioni o minacce”, ha riferito con una nota la Procura di Busto Arsizio che ha coordinato le ricerche del commissariato locale di polizia.

    E’ stato dunque un allontanamento volontario quello di Kimberly Bonvissuto, 20 anni, scomparsa da Busto Arsizio (Varese) lunedì scorso.

    Lo mette nero su bianco il procuratore capo Carlo Nocerino in una nota diffusa oggi alla stampa. Kimberly si è allontanata “senza intimidazioni o minacce”. La Procura ha poi fatto sapere che si è trattato di una fuga d’amore, un amore maturato nella cerchia delle frequentazioni della 20enne e dei suoi famigliari.

    A questo punto per gli inquirenti si tratta di una questione privata, senza ipotesi di reato. La ragazza era sparita lunedì scorso ed erano seguiti gli appelli di madre e padre che chiedevano alla figlia di contattarli. Dal momento della scomparsa il cellulare della 20enne è sempre risultato spento. Gli investigatori hanno ricostruito – senza renderlo noto – il percorso fatto dalla 20enne dopo la scomparsa. I famigliari della ragazza, che hanno nominato un legale, al momento non rilasciano dichiarazioni.

  • L’esperienza nel carcere di San Vittore raccontata da un giovane del Magentino: “Luogo terribile, dove emerge anche tanta umanità”

    L’esperienza nel carcere di San Vittore raccontata da un giovane del Magentino: “Luogo terribile, dove emerge anche tanta umanità”

    Sette mesi e mezzo a San Vittore. Lui è un ragazzo del territorio del magentino, che vuole rimanere anonimo e desidera raccontare la sua esperienza nel carcere milanese. Oggi è ai domiciliari. Venne arrestato il 15 novembre dello scorso anno. Di quel giorno i ricordi sono terribili e non potranno mai andarsene. “E’ venuto a prendermi il comandante dei Carabinieri di Magenta, maresciallo Massimo Simone. Sono stato portato dapprima ad Abbiategrasso per le formalità di rito, impronte, foto, altezza per poi tornare a Magenta. Mi dicono che mi dovevano mettere le manette, era la procedura”. Arriva a San Vittore e l’impatto è devastante. Viene messo in una cella di quattro metri per tre con 5 nordafricani.

    “Non c’era dialogo tra di noi. Ricordo che i Carabinieri mi avevano regalato del tabacco e gli altri detenuti me lo hanno rubato tutto”. Cominciano i colloqui con gli educatori e per il magentino si rivelano una fortuna. Ha esperienza a contatto con la gente e viene visto di buon occhio. “Comincio ad entrare in una commissione – racconta – Mi piaceva, mi era stato affidato l’incarico nell’ambito del Cineforum. Insieme al bibliotecario era stata creata una lista di film e io selezionavo i detenuti che potevano assistere alle proiezioni”. Il giovane ha trascorso il Natale e la Pasqua a San Vittore. Un carcere dove si tengono corsi di italiano per stranieri, corsi di inglese, si può persino ottenere il diploma da Oss.

    Al di là di questi aspetti positivi, la casa circondariale di San Vittore è durissima per tutti. Una palestra di criminalità dove si trasmettono le tecniche per commettere una truffa o una rapina. I detenuti vengono sistemati nei vari raggi, ci sono le persone con problemi psichiatrici e i tantissimi che sono finiti dentro per spaccio. Sono quasi tutti marocchini o egiziani. L’ottanta per cento dei detenuti di San Vittore, forse di più, sono nordafricani.

    “E poi abbiamo le nostre spese – continua – in un mese arrivavo a spendere 400 euro, mentre quello che facevo io era tutto volontariato”. Oggi il ragazzo sta continuando a scontare la sua pena ai domiciliari in una città diversa da Magenta. Ma se dovesse dire se è meglio scontarla a casa o in carcere, non ha dubbi: “Meglio in carcere. Lì se hai un mazzo di carte puoi trovare qualcuno che gioca con te. A casa sei da solo”.

  • Busto Arsizio, caso Kimberly: allontamento volontario?

    Busto Arsizio, caso Kimberly: allontamento volontario?

    Sta destando grande clamore il caso di Kimberly Bonvissuto, di cui proseguono le ricerche: la giovane 20enne è scomparsa dalla sua abitazione di via Cellini a Busto Arsizio da lunedì scorso. Il raggio delle ricerche si è esteso ben oltre i confini di Busto Arsizio. Gli inquirenti lavorano nella convinzione che quello della ragazza sia stato un allontanamento volontario e che Kimberly stia bene. Vi sarebbero elementi fondati a supporto di questa ipotesi sui quali, però, chi indaga mantiene il massimo riserbo.

    A Busto è stata passata al setaccio la zona attorno alla via dove vive la ragazza. Sono stati acquisiti i filmati delle telecamere, pubbliche e private. Ma le ricerche si sarebbero spostate anche lontano dalla città. Come spiega Il Giorno, potranno essere fondamentali gli accertamenti sul cellulare della giovane, che risulta spento. Attraverso il codice Imei e l’analisi dei tabulati, gli inquirenti stanno cercando indizi per rintracciare Kimberly.

    Il pubblico ministero della procura di Busto Susanna Molteni, che coordina le ricerche, ha aperto un fascicolo sulla scomparsa: si tratta di un fascicolo per fatto non costituenti reato, non vi sono quindi né capi di imputazione né indagati. Si tratta di un passaggio tecnico necessario per acquisire la denuncia di scomparsa e effettuare tutti gli accertamenti tecnici per rintracciare la ragazza. Il padre di Kimberly, Mariano Bonvissuto, e la madre, Graziana Tucci, intanto da giorni rinnovano l’appello alla figlia a contattarli per fare sapere loro che sta bene: “Qualunque cosa sia accaduta, la supereremo. Dacci notizie”.

  • Tenta di buttarsi dal cavalcavia, agenti della Polizia Stradale di Magenta lo salvano

    Tenta di buttarsi dal cavalcavia, agenti della Polizia Stradale di Magenta lo salvano

    Aveva deciso di togliersi la vita gettandosi dal cavalcavia della SS336 Boffalora Malpensa all’altezza di Gallarate. Ma per fortuna è stato salvato grazie ad un provvidenziale intervento della pattuglia in servizio lungo la superstrada della Polizia Stradale di Magenta. E’ accaduto oggi verso mezzogiorno quando sono giunti sul posto la pattuglia di Magenta composta da due persone, i vigili del fuoco e l’equipaggio di un’ambulanza.

    Dalle testimonianze di persone che hanno assistito all’evento i due poliziotti hanno, prima di tutto, cercato di intrattenere un colloquio con la persona, al fine di farla desistere. Successivamente uno dei due poliziotti ha bloccato il transito dei veicoli posizionando 4 tir sotto il cavalcavia per cercare di attutire un’eventuale caduta dell’uomo di circa 60 anni. L’altro, nel frattempo, sempre stando alle testimonianze raccolte, è salito sulla cabina del camion per arrampicarsi sulla rete metallica. Un’azione che ha messo a rischio la sua stessa incolumità, ma che ha consentito di impedire il gesto estremo del 60enne di nazionalità italiana.

    Quell’uomo è stato così messo in salvo, preso in carico dall’equipaggio dell’ambulanza e trasferito, in codice verde, al pronto soccorso di Gallarate per i controlli di rito. Il traffico, in quel tratto, è rimasto bloccato per circa 20 minuti.