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  • Magenta verso Inter Juve: i “Gobbi” nella notte rispondono a Don Giuseppe

    Magenta verso Inter Juve: i “Gobbi” nella notte rispondono a Don Giuseppe

    Inter Juve, ovvero, il derby d’Italia che potrebbe valere uno scudetto. E così la battuta del Prevosto don Giuseppe Marinoni sul tentativo di furto alle campane di Pontenuovo che è finita sulla stampa nazionale (ma che altro non era che fare il verso al guardia e ladri di di Max Allegri) ha provocato le reazioni dei ‘gobbi magentini’ che al calar delle tenebre hanno piazzato uno striscione dai toni fortemente ironici: “Don per la campana controlli al Var! Giornalista terrorista”.

    Non capiamo perché ci debba andare sempre di mezzo la nostra categoria ma vabbè pazienza… per il resto tentiamo di sdrammatizzare i toni già abbastanza accesi.

    Potremmo scrivere che i gobbi magentini sono usciti con l’oscurità come fanno proprio i ladri o i ratti quando escono dai tombini (ma non andiamo oltre per non offendere oltre chi già deve portare la maglia da carcerato a vita…). Si scherza.

    Quanto al Don, speriamo si sia fatto una sana risata come noi altri malati di ‘interismo’ come il nostro Prevosto.

    Certo ‘oltraggiare’ il Sagrato della Basilica non è il massimo. Ma restiamo nel campo delle battute con i gobbi ormai convinti del complotto e del Var a tinte nerazzurre (peccato che a Firenze il Var sia stato tutt’altro che favorevole all’Inter…).

    Dunque, botta e risposta in attesa di domenica sera. Pari e patta.

  • Incidente a San Martino di Trecate, disagi per gli automobilisti: code dal semaforo di Pontenuovo a Magenta

    Incidente a San Martino di Trecate, disagi per gli automobilisti: code dal semaforo di Pontenuovo a Magenta

    Lunghe code questa mattina tra il Piemonte e la Lombardia a causa di un incidente avvenuto in territorio piemontese. I disagi per gli automobilisti diretti verso il Piemonte sono cominciati già al semaforo della frazione magentina di Pontenuovo con le code che cominciavano a formarsi.

    Nel senso opposto di marcia le code partivano da San Martino di Trecate fin quasi al semaforo della Magnana di Pontenuovo. Sul punto dell’incidente, in corso di valutazione da parte dei Carabinieri, sono rimasti i detriti dei veicoli coinvolti.

  • Arluno, protesta degli agricoltori, tanti i problemi: dalla carne sintetica, al cibo con gli insetti alle difficoltà per i giovani

    Arluno, protesta degli agricoltori, tanti i problemi: dalla carne sintetica, al cibo con gli insetti alle difficoltà per i giovani

    Un centinaio di trattori si sono ritrovati oggi pomeriggio ad Arluno per l’avvio della protesta contro le politiche agricole dalle quali sono fortemente penalizzati. Una manifestazione che continuerà anche venerdì fin dal primo mattino e fino alle 18. Tanti i cartelli per esprimere il malcontento di un’intera categoria. «Se anche oggi hai mangiato ringrazia un agricoltore» e «Giovani agricoltori senza futuro», erano soltanto due degli slogan che capeggiavano. Sono arrivati trattori da tutte le aziende agricole del magentino e dal castanese, qualcuno anche dall’abbiatense e dal legnanese. «Siamo molto preoccupati per la politica agraria europea – sottolinea Sandro Passerini – Dalla carne sintetica ai cibi con gli insetti, alla crisi alimentare causata da tanti fattori. Noi agricoltori abbiamo problemi enormi. Dobbiamo essere incentivati a produrre sempre di più e sempre meglio per la nostra popolazione, ma purtroppo si va verso altre direzioni». La protesta si è svolta senza intoppi alla presenza di molti sostenitori.

    E’ arrivato anche il sindaco di Corbetta Marco Ballarini che ha commentato: «Il nostro è un comune a forte vocazione agricola con tante aziende che lavorano nel settore. Oggi stanno vivendo un momento di grande difficoltà per molte ragioni. Dall’eliminazione dei sussidi per il gasolio e il carburante, all’introduzione della farina di grillo solo per dirne alcuni. E’ necessario ragionare insieme ai nostri agricoltori sulle scelte da fare e non imporre decisioni calate dall’alto». Domani saranno tanti gli amministratori del territorio che arriveranno ad Arluno per sostenere le ragioni degli agricoltori. A preoccupare è, soprattutto, la condizione dei più giovani. I costi sono troppi e troppo elevati per pensare che un ragazzo possa intraprendere tale attività. «Abbiamo anche il problema della burocrazia, sempre più affannosa – conclude Passerini – Il sistema europeo e nazionale porta via sempre più tempo per il lavoro e, di conseguenza, lo porta via alla famiglia. Non abbiamo un vero sistema pensionistico che ci permetta il ricambio generazionale all’interno delle aziende agricole. Vanno sensibilizzati coloro che non ci conoscono per far comprendere i nostri problemi che sono quelli di tutti».

  • Robecco sul Naviglio: auto con targhe false sequestrata dalla Polizia locale

    Robecco sul Naviglio: auto con targhe false sequestrata dalla Polizia locale

    E’ stato notato dalla Polizia locale di Robecco sul Naviglio mentre si aggirava per le vie del paese a bordo di un’auto con targa francese. Era un veicolo modello Volkswagen Tiguan che, verso le 10 di mercoledì mattina, era impegnata in un normale servizio di controllo del territorio. L’automobilista è stato fermato per gli accertamenti di rito dai quali è emerso che le targhe erano false e il veicolo era stato immatricolato in un altro stato.

    Il conducente è stato identificato, accompagnato al comando per gli ulteriori accertamenti e fotosegnalato per procedere all’ipotesi di reato da trasmettere in Procura. Inoltre il veicolo è stato posto sotto sequestro. La Polizia locale di Robecco sul Naviglio è impegnata da tempo nel controllo del territorio che si manifesta anche nella verifica dei veicoli sospetti, come la Tiguan con targhe false di uno stato straniero di mercoledì mattina.

  • Novara: 30 enne nordafricano muore travolto da treno attraversando passaggio a livello

    Novara: 30 enne nordafricano muore travolto da treno attraversando passaggio a livello

    Un uomo è morto travolto da un treno regionale diretto a Torino al passaggio a livello di Novara poco dopo le 19 di ieri sera. Secondo le prime informazioni, si tratta di una persona intorno ai 30 anni, probabilmente di nazionalità nordafricana, che avrebbe attraversato il passaggio a livello ancora chiuso.

    Il traffico ferroviario della linea convenzionale Torino-Milano è sospeso nel tratto tra Novara e Vercelli per gli accertamenti in corso da parte dell’autorità giudiziaria e il regionale partito alle 18.15 da Milano Centrale con arrivo previsto a Torino Porta Nuova per le 20.11 è rimasto fermo a Novara. Trenitalia avverte che i treni intercity e regionali possono subire ritardi. Non ci sono invece ripercussioni sulla linea ad alta velocità, che ha un altro percorso.

    Il passaggio a livello dov’è avvenuto l’investimento si trova in via Marconi, poco distante da centro storico, e l’uomo, a quanto risulta, è morto sul colpo. L’intervento dei sanitari del 118 non è potuto servire quindi ad altro che a constatare il decesso. Sul posto nell’immediato sono accorsi anche i carabinieri e ora le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto sono in mano alla polizia ferroviaria.

    Il blocco del passaggio a livello per gli accertamenti sta creando ripercussioni anche sul traffico cittadino del capoluogo di provincia.

  • Gli anni di Cristo: chi ridarà indietro la vita a Beniamino Zuncheddu?

    Gli anni di Cristo: chi ridarà indietro la vita a Beniamino Zuncheddu?

    L’uomo, Beniamino Zuncheddu, è rimasto anestetizzato sul tavolaccio della sua cella per trentatré anni con una condanna all’ergastolo per strage. All’epoca, 1991, il Beniamino, pastore di ventisette anni, fu accusato di aver assassinato nel Sinnai 3 persone: Gesuino Fadda, il di lui figlio Giuseppe Fadda ed Ignazio Pusceddu, pastori anch’essi.

    Le famiglie Zuncheddu – Fadda erano in lite per l’abbattimento di alcuni capi di bestiame. Un testimone presente e rimasto ferito durante l’agguato, in un primo interrogatorio dichiarò che non aveva riconosciuto lo sparatore dal volto coperto di passamontagna, poi ritrattò la dichiarazione a accusò direttamente il Benimino. Arresto, processo, condanna.

    A nulla valsero le dichiarazioni dello stesso che asserivano egli fosse da una ragazza a venti chilometri di distanza. Il poliziotto, che indagava, aveva mostrato al testimone una foto del Zuncheddu, la cui famiglia era in lite coi Fadda, e così il destino del Beniamino si è sigillato per trentatré anni. Il Beniamino, sempre dichiaratosi innocente, ha trascorso la sua vita tra le carceri di Badu’e Carros Buoncammino e Uta.

    Tre anni fa, il suo avvocato difensore, un professionista autentico, ha chiesto la revisione del processo producendo motivazioni concrete, ha incocciato in un magistrato autentico, e, pochi giorni or sono il procuratore generale ha sentenziato la libertà allo Zuccheddu per non aver commesso il fatto.

    E Beniamino è stato scarcerato. Si tratta del più grave errore giudiziario nella storia della repubblica italiana. Nessuno pagherà per questa vicenda, né il poliziotto eufemisticamente sbrigativo, né la sciatteria somma dei magistrati che hanno condannato un innocente lungo tre gradi di giudizio.

    Il nostro, entrato in gattabuia a ventisette anni se ne esce a sessanta. Tutta la vita cristallizzata dentro quattro mura ed una grata. Da innocente. Avrà un risarcimento. Forse.

    Ma come quantificare una vita rubata? Non so. Qualche solone saprà. Naturalmente le potenti associazioni di categoria non hanno detto nulla, il guardasigilli non gli ha telefonato e neppure le alte istituzioni di questo basso paese.

    La sua vicenda non polarizza gli shampisti della politica. Pure, ad oggi ch’è fine mese, già tredici detenuti si sono impiccati in cella. Non c’è male come inizio, tutto sommato, tredici problemi in meno.

  • Proteste degli agricoltori nel territorio: oltre 200 trattori arrivati anche a Novara

    Proteste degli agricoltori nel territorio: oltre 200 trattori arrivati anche a Novara

    Sono oltre 200 i trattori provenienti dal Vercellese e dal Novarese che stanno affollando il piazzale dello stadio Piola di Novara, dove si sono dati appuntamento dopo aver percorso a sirene spiegate la Sp 11 entrando a Novara da ovest.

    Sui trattori sventolano bandiere tricolori ma sono apparse anche alcune bandiere nere con il teschio e le tibie incrociate. Numerosi i cartelli che ripropongono gli slogan della protesta: “no farmers no food” “senza agricoltura niente cibo e niente futuro”, “coltiviamo il nostro e vostro futuro”.

    Non mancano anche gli avvisi funerari che annunciano la morte dell’agricoltura. Imponente lo schieramento di Polizia, Carabinieri e polizia locale che ha accompagnato il corteo e che sta cercando di gestire con ordine la disposizione dei mezzi nel piazzale.

  • Incidente a Corbetta sulla statale 11: feriti e disagi per gli automobilisti in transito

    Incidente a Corbetta sulla statale 11: feriti e disagi per gli automobilisti in transito

    Incidente questa mattina verso le 6.30 a Corbetta. E’ accaduto lungo la statale 11, via Simone da Corbetta in zona Sabiana, dove, per cause in corso di chiarimento è avvenuto uno scontro tra auto. Un veicolo è finito fuori strada schiantandosi contro un palo.

    Sul posto sono giunti gli equipaggi della Ata di Zelo e della Padana Emergenza Inter Sos di Magenta. Tre le persone che hanno riportato ferite e sono state trasferite, in codice giallo, al pronto soccorso. Disagi per gli automobilisti che transitavano lungo la statale questa mattina.

  • Gli arresti dei Cc a Magenta: in manette un ricercato da 12 anni

    Gli arresti dei Cc a Magenta: in manette un ricercato da 12 anni

    Sono stati arrestati poco dopo il colpo due presunti rapinatori cinesi che il 20 gennaio scorso hanno legato e imbavagliato una commessa di una sala slot scappando in auto col bottino. A dare l’allarme è stata proprio la ragazza, che ha fatto avvisare dalla madre un carabiniere fuori servizio che, giunto sul posto, li ha visti fuggire e ha allertato la centrale facendoli bloccare poco dopo. Il fatto è stato riferito oggi: i due, di 46 e 43 anni, sono accusati di rapina aggravata in concorso, con il primo che era ricercato per un’evasione da ben 12 anni.

    Secondo i Carabinieri “hanno fatto irruzione all’interno di una sala slot di Magenta, di proprietà di una 44enne cinese – si legge in una nota – sorprendendo alle spalle una dipendente dell’esercizio commerciale, 25enne italiana, sequestrandola e legandole mani e piedi con nastro adesivo, per poi asportare 1.700 Euro in contanti. Durante la rapina, però, lei è riuscita ad inviare un messaggio di aiuto alla madre pregandola di chiamare i Carabinieri. Quest’ultima ha contattato un proprio vicino di casa, Appuntato Scelto in servizio presso la compagnia Carabinieri di Abbiategrasso, che ha allertato immediatamente la centrale operativa e, libero dal servizio, si è recato sul luogo della rapina. Giungendo sul posto, ha avvistato i due soggetti mentre uscivano precipitosamente dal locale per fuggire a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata di colore bianco, della quale il militare è riuscito ad annotare il numero di targa”.

    Poco dopo l’auto è stata bloccata in via Elsa Morante a Magenta, e i due uomini a bordo sono stati trovati in possesso della somma rubata, di due passamontagna, di nastro adesivo, di fascette da elettricista e dell’unità di videoregistrazione asportata dalla sala slot. Il 46enne, in particolare, era ricercato dal 2011 per evasione, e latitante dal 2016 a seguito di un’ordinanza di carcerazione emessa dal Tribunale di Milano a seguito della condanna definitiva per quel reato.

  • Arconate, scritte No Vax sui muri del cimitero

    Arconate, scritte No Vax sui muri del cimitero

    Un copione purtroppo e tristemente noto ormai da tempo. Una prassi del tutto improponibile, nei modi e nei tempi. Questa notte, sui muri del cimitero di Arconate, sono comparse scritte No Vax chiaramente riferite alla recente, drammatica morte della piccola Rebecca Palermo, che aveva soltano 9 anni e di ci cui si sono appena celebrate le esequie funebri.

    Vernice spray rossa, quasi una firma: è la stessa modalità di altre azioni analoghe compiute in Lombardia e non solo. Nella foto che ci è pervenuta da un lettore non compare il nome di Rebecca, ma tutto il resto dell’armamentario e del frasario No Vax appare chiaramente. Vorremo dire altrettanto chiaramente che questo giornale ha dato spazio a diversi eventi che si sono svolti per dubitare sui vaccini Covid e i loro effetti avversi, sui quali ovviamente la scienza si sta interrogando (e giustamente). Nel caso di specie tuttavia non vi sono certezze, pertanto in un momento di così grande dolore un gesto come quello di stanotte ne aggiunge di ulteriore, in un contesto di persone già straziate come i genitori della bambina.

    Il funerale di Rebecca è stato celebrato nel pomeriggio di sabato 27 gennaio nella chiesa parrocchiale di Sant’Eusebio in piazza Libertà, pieno centro del paese. La cerimonia funebre è inziata alle 15 e sarà preceduta dalla recita del Rosario, con inizio alle 14.30. Al termine delle Messa, il corteo funebre a piedi ha accompagnato il feretro al cimitero cittadino dove la bambina sarà tumulata. Venerdì sera, alle 21, il parroco don Alessandro Lucini ha celebrato il Santo Rosario per la piccola Rebecca. Sul caso della morte della bambina si sta muovendo anche la procura che ha disposto l’autopsia sul corpo della piccola. Lunedì 8 gennaio la bambina era stata sottoposta a un intervento chirurgico di rimozione delle adenoidi e delle tonsille. La bambina frequentava la scuola primaria Maestri d’Arconate. Al momento non ci sarebbero indagati.

    “Giada non ha avuto giustizia”. E’ la scritta rossa firmata ‘No Vax’ apparsa sia su un muro del cimitero di Busnago, in Brianza, sia su una vetrata dell’istituto ‘Marisa Belisario’ nel Milanese dove la 14enne, lo scorso 18 ottobre, durante l’ora di educazione, si è accasciata al suolo per un malore ed è poi morta dopo cinque giorni di coma all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Le scritte, anche in quel caso rosse, sono comparse lo scorso novembre. In quel caso il commento del preside della scuola Gustavo Matassa dove è avvenuta la tragedia era stato il seguente: “E’ una forma di sciacallaggio di chi, privo di valori, approfitta della visibilità di un episodio come questo per portare alla ribalta teorie complottiste”. Ora ovviamente si attendono eventuali reazioni della pubblica Amministrazione di Arconate.