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  • Corbetta: auto rubate nel capannone. Un’indagine che ha coinvolto anche Robecco sul Naviglio

    Corbetta: auto rubate nel capannone. Un’indagine che ha coinvolto anche Robecco sul Naviglio

    Auto rubate nei comuni della zona e depositate in un capannone della zona industriale di Corbetta. L’altra sera il comando della Polizia locale corbettese è intervenuto dopo un’intensa attività di indagine che ha coinvolto la Polizia locale di Robecco sul Naviglio e i Carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso.

    In parte l’attività investigativa è partita proprio da Robecco dove era stato inseguito dalla Polizia locale un furgone, risultato rubato, che poi è stato posto sotto sequestro. All’interno c’era la carcassa di un’auto rubata. Da lì sono cominciati una serie di accertamenti, appostamenti, ricerche. Il comandante della Polizia locale di Robecco è stato coinvolto in quanto esperto proprio nella materia dell’identificazione dei veicoli e dei telai contraffatti. E su quel comune era in atto proprio un’intensa attività di monitoraggio del fenomeno.

    Indagini giunte all’epilogo dell’altra sera a Corbetta. Le auto trovate nel capannone dalla Polizia locale di Corbetta, come ha scritto il Sindaco Marco Ballarini, sulla sua pagina social venivano smembrate per poi rivenderne i pezzi.

    “Grazie ai Carabinieri della compagnia di Abbiategrasso per il supporto negli appostamenti e al comandante della Polizia Locale di Robecco, – ha scritto il Sindaco Ballarini – che ha collaborato fattivamente all’attività di identificazione dei veicoli rubati. Complimenti al nostro corpo di Polizia Locale e agli Agenti per l’attento servizio di presidio per la sicurezza sul nostro territorio e l’impegno profuso nella riuscita dell’operazione. I varchi di sorveglianza che controllano ogni accesso alla nostra città, sono stati ancora una volta fondamentali per le attività di verifica e accertamento del via vai della banda sul territorio!”.

  • Ci scrive un lettore: attenzione a via Espinasse, tra Magenta e Marcallo

    Ci scrive un lettore: attenzione a via Espinasse, tra Magenta e Marcallo

    Ci giunge da un lettore la segnalazione circa la potenziale pericolosità in via Espinasse, lungo la strada che da Magenta porta a Marcallo. Ecco il documento integrale. Buona lettura.

    Buongiorno,
    sono Roberto Pesce di Pontenuovo e volevo segnalare la situazione di scarsissima sicurezza che si presenta nell’ attraversamento pedonale della SS11 in corrispondenza della rotonda per Marcallo (fine via Espinasse).

    L’ attraversamento è senza luci e senza segnalazione alcuna, ed ogni volta che un pedone o un ciclista devono attraversare di sera, senza luce naturale, ci sono rischi per l’ incolumità di che attraversa e di chi transita in auto o moto sulla SS11 (ad esempio: tamponamenti a catena causa repentina frenata).
    Ho notato che in via Strada Ponte Vecchio sono state installate delle luci alimentate a pannelli solari per illuminare l’ attraversamento pedonale da poco realizzato.
    Perchè non è possibile installare un impianto simile per il suddetto attraversamento sulla SS11, così da ridurre i rischi di mancata sicurezza ed evitare, prima che accadano, potenziali incidenti per pedoni, ciclisti, motociclisti ed automobilisti ?

    Ringrazio per la solita attenzione.

    R.P.

  • Milano, palpeggia ragazza al parco (8 marzo..): arrestato 29enne somalo

    Milano, palpeggia ragazza al parco (8 marzo..): arrestato 29enne somalo

    I Carabinieri hanno arrestato per il reato di violenza sessuale un somalo 29enne senza fissa dimora.I militari, a seguito di segnalazione al 112, sono intervenuti ieri presso il parco 8 Marzo di Milano, dove una ragazza italiana di 27 anni ha riferito di esser stata poco prima palpeggiata sui glutei da uno sconosciuto, allontanatosi poi a piedi.

    Nel corso dell’intervento, un’altra ragazza di 32 anni, in stato di agitazione, ha raggiunto i militari segnalando di essere seguita con insistenza da uno sconosciuto che è stato identificato e bloccato dagli operanti e riconosciuto anche dalla prima vittima quale autore del palpeggiamento.Il 29enne è stato arrestato e accompagnato presso la casa circondariale di Milano San Vittore.

  • Magenta, sfruttamento: tre euro l’ora in nero per fare il lavapiatti, cinque come badante

    Magenta, sfruttamento: tre euro l’ora in nero per fare il lavapiatti, cinque come badante

    Meno di tre euro l’ora per lavare i piatti. Cinque euro l’ora per accudire un anziano. Non accade in qualche remoto angolo della regione Calabria agli stagionali che arrivano dall’Africa a raccogliere gli agrumi. Succede a Magenta, e comunque nel territorio. Questa è la storia di un cinquantenne senza qualifiche particolari, ma armato soltanto di buona volontà. Da sei anni a questa parte ha perso il lavoro che gli permetteva di vivere ed è cominciato un calvario che non accenna a diminuire. Ha lavorato sempre in nero, a parte le mansioni durate per pochi mesi da qualche cooperativa. “Mi sono rivolto ai servizi sociali del comune dove risiedevo – racconta – ottenendo la possibilità di frequentare dei corsi. Uno, in particolare, è quello di assistente domiciliare che mi ha consentito di apprendere parecchie cose”.

    Da operaio che era il cinquantenne si è inventato badante. Lavoro di cui ci sarà sempre bisogno. Ma dove lavorare in nero è quasi la regola. E allora è cominciato un lungo iter che lo ha portato a lavorare a casa di un’anziana per quattro notti alla settimana in cambio di 150 euro al mese. Poi altre occasioni lavorative, ma nulla che potesse ritenersi soddisfacente. A distanza di tempo eccolo nuovamente ottenere un lavoro presso un anziano in cambio di pochi soldi. E’ un mondo difficile quello degli assistenti domiciliari. Essere un uomo spesso è uno svantaggio. A pretendere il giusto il cinquantenne ha paura. Teme di perdere anche quel poco che gli danno. “Ultimamente lavoro da un anziano in un comune poco distante da Magenta – continua – prevalentemente la mattina. Ma la paga è scarsissima. Pochi euro l’ora. A questo si è aggiunto un lavoretto presso un ristorante”. In quest’ultimo caso parliamo di condizioni di vero sfruttamento. Centoottanta euro per otto ore di lavoro al giorno per otto giorni dal lunedì alla domenica, quindi week end compreso. Spesso fino a tardissima ora. Meno di tre euro l’ora. Per fare il lavapiatti. “Si viene pagati a servizio – continua – quindi, dopo una settimana potrebbero non avere più bisogno”.

    Si sfruttano le condizioni di fragilità di una persona e questa è la cosa peggiore. Il futuro per il cinquantenne non è roseo, ma non bisogna mai abbattersi. “Si è aperto un altro spiraglio ed è il corso Asa che dovrei cominciare a frequentare a breve – conclude – Con questo avrei la possibilità di vendermi meglio sul mercato del lavoro, prestare servizi in ospedale, per le Rsa, per le stesse famiglie. La vita è veramente difficoltosa in queste condizioni, ma non dobbiamo mollare”.

  • Giovanni D’Agnano di Vittuone ha concluso la prima tappa in Australia, un’impresa che lo porterà da Melbourne al grande nord

    Giovanni D’Agnano di Vittuone ha concluso la prima tappa in Australia, un’impresa che lo porterà da Melbourne al grande nord

    Dopo 150 chilometri, un dislivello di oltre 1000 metri, 8 ore e 30 minuti in sella a pedalare in cambio di 5500 calorie e 4 birre, si è conclusa la prima tappa in terra australiana di Giovanni D’Agnano di Vittuone. E’ atterrato a Melbourne l’altro giorno e, dopo un tour della città, eccolo percorrere le bellissime strade della terra australiana in direzione nord, tutte immerse nella natura.

    “Dopo qualche chilometro ha iniziato a piovere, pioggia che mi ha seguito per tutta la giornata – racconta – La partenza non è stata delle migliori. Uscire da Melbourne in queste condizioni si è dimostrato più difficile del previsto. L’obbligo di prendere le piste ciclabili, la guida a sinistra, le grandi strade a quattro corsie, il meteo”. Imprevisti che Giovanni conosce bene. Si è svegliato presto, sostenuto dai due compagni di stanza, un ragazzo giapponese e una ragazza cilena che lo hanno aiutato a caricare la bici.

    Ed eccolo ripartire per la seconda tappa percorrendo un rettilineo lungo 30 chilometri. Seguiremo periodicamente l’avventura del vittuonese Giovanni che lo porterà a percorrere oltre 5000 chilometri in terra australiana. In bocca al lupo Giovanni!

  • Tre arresti per narcotraffico da 6 milioni: la base un mobilificio di Cusago

    Tre arresti per narcotraffico da 6 milioni: la base un mobilificio di Cusago

    Tre persone fermate e un sequestro da oltre 6 milioni di euro, ritenuti proventi del narcotraffico: è il risultato di un’operazione a contrasto del riciclaggio connesso al traffico internazionale di stupefacenti, condotta dalla guardia di finanza di Milano, su delega della direzione distrettuale antimafia della procura.I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria, con il supporto del servizio centrale investigazioni criminalità organizzata e l’ausilio di unità cinofile ‘cashdog’, hanno dato esecuzione a tre fermi di indiziato di delitto, al sequestro preventivo d’urgenza dei 6 milioni di euro e condotto perquisizioni presso diverse abitazioni e aziende tra Milano, Novara e Vicenza.

    La complessa attività investigativa, supportata anche dalla rete @on finanziata dalla Commissione Ue, ha permesso di individuare – fa sapere una nota delle fiamme gialle – un gruppo familiare, con base a Cusago , formalmente impegnato nella conduzione di un mobilificio ma, di fatto, dedito al riciclaggio, tramite sistema ‘hawala’, di ingenti somme di denaro provento principalmente del traffico internazionale di sostanze stupefacenti a Milano e nel Nord Italia.Il denaro, contato e confezionato nei sacchetti della spesa in un appartamento milanese che secondo gli investigatori era la base operativa del gruppo, veniva poi trasferito a una società di Vicenza del settore orafo.Gli ‘hawaladar’ – fa sapere la nota della guardia di finanza – si riservavano un margine di profitto dal 2% al 5% e si sono dimostrati “estremamente versatili nelle operazioni di prelievo e consegna del denaro contante, essendo inseriti in un più strutturato e ramificato network di corrieri utilizzato per diverse finalità illecite”.

  • Controllo e prevenzione, queste le parole d’ordine contro gli animali indesiderati, come spiega Stefano Pierrettori a TG Imprese

    Controllo e prevenzione, queste le parole d’ordine contro gli animali indesiderati, come spiega Stefano Pierrettori a TG Imprese

    Ogni stagione ha il suo punto debole e in primavera un occhio va dato a cimici, blatte, scarafaggi e roditori. In questo nuovo appuntamento con l’informazione di TN, con il titolare di DPM Group Stefano Pierrettori, si parla di disinfestazioni, ma anche di catena alimentare e di standard HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points – analisi dei pericoli e punti critici di controllo): cosa sono, a cosa servono? E perché HACCP e disinfestazione sono strettamente correlati?
    Il consiglio degli esperti è comunque quello di non aspettare e di intervenire con competenza e qualità del servizio e dei prodotti.

  • Dopo sette anni d’impegno, Magenta saluta il Primario di Medicina del Fornaroli dottor Nicola Mumoli

    Dopo sette anni d’impegno, Magenta saluta il Primario di Medicina del Fornaroli dottor Nicola Mumoli

    Magenta saluta il primario di Medicina dell’ospedale Fornaroli, dottor Nicola Mumoli. Lo ha fatto questa mattina nel palazzo di piazza Formenti con il Sindaco Luca Del Gobbo, il direttore medico Chiara Radice, vice sindaco, assessori e collaboratori del medico che è arrivato a Magenta sette anni fa distinguendosi per il suo impegno e umanità durante l’emergenza pandemica. Il Sindaco gli ha rilasciato un attestato di riconoscenza e ringraziamento per quanto fatto, il simbolo della città di Magenta e un libro del generale Viviani.

    “Non mi aspettavo tanto clamore. – ha commentato Mumoli – Oggi non è una giornata felice per me, ma devo dire, senza alcuna retorica, che non ho avuto tante giornate tristi. Quando arrivai a Magenta ricordo che si fece anche una conferenza stampa per presentarmi. Con il tempo abbiamo avuto ottimi risultati anche con la ricerca, oltre che per la cura del malato”.

    Il covid è arrivato con una violenza inaspettata e ha trovato nel dottor Mumoli un medico preparato e pronto ad affrontare l’emergenza. “Nel dolore e nella fatica – ricorda – insieme ai miei collaboratori, ci siamo stretti come se fossimo una sola persona. Con la sola passione e senza essere eroi. Sono stati sette anni che sono volati”. Di origini calabresi il dottor Mumoli per 30 anni ha vissuto in Toscana e ha sentito la voglia di tornare a casa. “Ma questo è anche il mio carattere. – aggiunge – Dopo tanti anni ho bisogno di nuovi stimoli per continuare.

    Provo un certo magone, lo stesso che provai quando lasciai l’isola d’Elba per venire in Lombardia. Ringrazio il Sindaco, la direzione, Chiara, i miei collaboratori, tutto il personale. Se il reparto continuerà sulla base di quello che abbiamo creato insieme sarà un successo. Li ringrazio pubblicamente. Ho Magenta nel cuore e continuerò ad averla”. Qual è la situazione che maggiormente rimarrà impressa nella sua memoria? “Gli occhi dei miei collaboratori e quelli dei pazienti che soffrivano – continua – la violenza del dolore, la paura giornaliera di non farcela. Due sono gli episodi che ricorderò per sempre. Una sera mi chiamò la coordinatrice dicendo che non andavano i tubi dell’ossigeno. C’erano 400 pazienti, tutti sotto ossigeno. Pensai alla tragedia. L’altra è quella dei telefonini che mettevamo nei sacchetti dei pazienti deceduti che i parenti non potevano vedere. Telefonini che a volte suonavano. E pi i briefing che facevo con Chiara”.

    In Toscana avrà ancora l’incarico di primario di struttura complessa dell’ospedale Versilia di Camaiore. Non hanno il primario da 5 anni e Mumoli avrà questo incarico. E il modello della sanità lombarda che si porterà in Toscana? “Porterò il modello di una sanità pubblica che funziona. – afferma – L’esperienza è tanta, cercherò di cambiare alcune cose che in Toscana sono più rigide”.

  • Storie a lieto fine. Magenta, Marco il camperista trova lavoro a 64 anni: “Mai abbandonare i sogni”

    Storie a lieto fine. Magenta, Marco il camperista trova lavoro a 64 anni: “Mai abbandonare i sogni”

    E’ finita nel migliore dei modi la storia di Marco, un uomo di 64 anni che da una decina di anni vive nel camper e, dalla metà del mese di dicembre, si era stabilito nel parcheggio del cimitero di Magenta. Marco ha trovato lavoro a Trecate ed è stata una grande vittoria per un uomo che, considerata l’età, poteva benissimo essere considerato completamente fuori dal mercato del lavoro. Marco è piemontese e un paio di anni fa era arrivato a Magenta su un camper malconcio. Venne aiutato da tante persone, soprattutto dai volontari del refettorio di Non di solo Pane. Trovò un’occupazione dalle parti di Bergamo e sembrava che tutto si fosse sistemato. Poi quel lavoro cessò e Marco è tornato a Magenta. Con un camper diverso, più nuovo, e sempre nel parcheggio del cimitero. Ma sembrava avere perso le speranze.

    «Invece ho ricevuto ancora una volta tanta solidarietà – ha detto – Ancora una volta mi sono rivolto a Non di solo Pane, ho conosciuto le volontarie della San Vincenzo che mi hanno dato una mano. Se dovessi fare l’elenco delle persone che mi hanno aiutato non riuscirei a completarlo». Fino al lieto fine. Marco ha trovato lavoro proprio nel suo settore a Trecate. «Mi hanno preso come elettromeccanico trasfertista, proprio quello che so fare – conclude – Mi sono integrato bene e ho cominciato a dimostrare il mio valore. Non bisogna mai disperare nella vita. L’ultimo treno è sempre una coincidenza. Ogni tanto, nel week end, passerò ancora da Magenta e mi sistemerò nel solito posto. Chi vuole mi venga pure a trovare».

  • Magenta: stanno arrivando i ‘Doctor bikeDays’. Siete pronti?

    Magenta: stanno arrivando i ‘Doctor bikeDays’. Siete pronti?

    E’ partito ufficialmente il conto alla rovescia in vista della ‘due giorni’ dei prossimi 23 e 24 marzo firmato Doctorbike, presso il negozio di Corso Europa 82 lungo l’ex Statale 11 di Massimo Calcaterra.
    I “Doctor bikeDays” sarà un grande evento interamente gratuito dedicato a tutti gli appassionati di ciclismo.

    “Una sorta di fiera espositiva – ci spiega Calcaterra che porta avanti la sua attività insieme alla compagna nella vita e nel lavoro Giuliana (per tutti ‘Giuly’) – con le novità del mercato bike e grande novità corsi formativi e work shop dedicati pensati per tutti i livelli di esperienza”.
    In altre parole, ci sarà la possibilità di apprendere, scoprire ed essere sempre più dentro al mondo a due ruote, ma al contempo ci sarà anche l’opportunità letteralmente di ‘scendere in pista’ in sella ai migliori marchi nel mercato della bici: Cube, De Rosa, 3T e Giant. Solo per fare alcuni nomi tra i più conosciuti.

    Ma andiamo con ordine ripercorrendo il programma di questi due giorni:

    Sabato 23 marzo sarà dedicato a formazione e workshop e come detto alla possibilità dalla mattina al pomeriggio (9,30 -17,30) di testare il meglio in circolazione nel mercato della bicicletta.
    Domenica 24 marzo al mattino (dalle 9:00 alle 12:00) sarà ancora l’occasione ideale, affiancati dallo staff di Doctorbike per provare tutto l’ampio campionario di bici che propone questo negozio sempre più all’avanguardia: bici da corsa, gravel ed e-bike. Dunque, un’opportunità per tutti.

    Da chi in bici pedala e tanto, ma anche per chi vuole provare l’esperienza di una pedalata assistita e magari trovare in questi nuovi modelli una soluzione comoda per gli spostamenti di tutti i giorni.
    Vi diamo due ultime informazioni di servizio per partecipare al meglio ai “Doctor bikeDays”: prima cosa per partecipare alle attività è obbligatoria la prenotazione (tel 02 97255461) , seconda non meno importante per i test bike è richiesto l’abbigliamento specifico da bici, il casco e un documento d’identità.

    A questo punto vi abbiamo dato tutte le anticipazioni del caso. Adesso tocca a voi chiamare e salire in sella !!! Massimo insieme a ‘Giuly’ e a tutto lo staff di Doctorbike vi aspettano con la consueta competenza, professionalità e disponibilità di chi ha saputo trasformare una grande passione in un lavoro.

    Un valore aggiunto fondamentale per chi ha l’ambizione di eccellere e di migliorarsi costantemente giorno dopo giorno con impegno e sacrificio.

    L’esatta metafora dello sport e, più ancora del ciclismo, che Massimo con la sua squadra hanno saputo trasformare in un’impresa. Sotto tutti i punti di vista.

    Per essere aggiornati sulle novità dell’evento seguiteci su https://www.instagram.com/doctorbike.store/