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  • Magenta, statue sacre nel giardino della villetta occupata abusivamente da una famiglia Rom

    Magenta, statue sacre nel giardino della villetta occupata abusivamente da una famiglia Rom

    Due statue della Madonna e un’altra che raffigura Padre Pio. Le prime nel giardino, l’altra accanto all’uscio di casa. Sono comparse da qualche giorno nella villetta occupata abusivamente da una famiglia rom di origine serba, in via Del Carso a Magenta. Risaputo che i Roim adorino Sara la Nera, dalla pelle scura e originaria dell’Antico Egitto.

    Le statue che abbiamo notato non sono null’altro se non quelle che si vedono in molti giardini. Sembrano quasi un modo per proteggere quell’abitazione che, da un mese è mezzo, è salita alla ribalta della cronaca anche nazionale con ben due servizi di Mediaset, con la trasmissione Fuori dal Coro di Rete 4.

  • Magenta, Lega furiosa con Munib che in tv sgancia la bomba: “Minacciato dai leghisti quando mi sono candidato a Sindaco”. Il Carroccio annuncia querele

    Magenta, Lega furiosa con Munib che in tv sgancia la bomba: “Minacciato dai leghisti quando mi sono candidato a Sindaco”. Il Carroccio annuncia querele

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Giovedì scorso, nella puntata di “Dritto e Rovescio” andata in onda su Rete4, un altro esponente della comunica islamica di Magenta, il cittadino pakistano Munib Ashfaq, si è cimentato in una “interpretazione teatrale” di livello addirittura peggiore rispetto a quella realizzata la settimana precedente da Akhter Ayub Gorraya, presidente dell’Associazione “Moschea Abu Bakar”.

    Il signor Ashfaq ha dichiarato che, quando si è candidò Sindaco a Magenta (nel 2022), ha ricevuto minacce di morte da ex candidati consiglieri della Lega.Affermazione gravissima, falsa e diffamatoria nei confronti del nostro Movimento e di coloro i quali hanno dato la propria disponibilità a candidarsi in rappresentanza della Lega.

    Non tolleriamo più diffamazioni e aberrazioni nei nostri confronti. Invitiamo, perciò, il signor Ashfaq a ritirare quanto affermato e a chiedere pubblicamente scusa alla Lega e a tutti coloro che si sono candidati onestamente per il Bene di Magenta sotto il simbolo del nostro Movimento”.

    GUARDA IL VIDEO DAL UN’ORA E VENTUN MINUTI IN AVANTI

    https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/drittoerovescio/puntata-del-7-marzo_F312803901003601

  • Arluno: investita dall’autoarticolato, donna muore in ospedale

    Arluno: investita dall’autoarticolato, donna muore in ospedale

    Non ce l’ha fatta la donna di Arluno rimasta coinvolta in un grave incidente nel tardo pomeriggio di lunedì. Agnese Bettini di 90 anni è morta dopo essere stata trasferita all’ospedale di Legnano. Troppo gravi le ferite da lei riportate.

    La tragedia è avvenuta alle 16.30 di lunedì nella stessa Arluno. La signora si era recata probabilmente al centro commerciale Famila per fare la spesa. Si stava incamminando con le sue borse e stata attraversando la strada quando è stata investita da un autoarticolato. Il conducente di quest’ultimo mezzo era fermo sulla banchina in via Castiglioni ed è ripartito in direzione Vittuone. La donna è stata urtata riportando ferite gravissime su varie parti del corpo. L’allarme è scattato immediatamente e ha portato sul posto un equipaggio della Rho Soccorso, insieme all’automedica.

    Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. E’ stata trasferita, con il codice rosso, al pronto soccorso dell’ospedale di Legnano. Ma, nonostante il disperato tentativo dei medici di salvarla, non è rimasto altro da fare che constatarne il decesso. Arluno piange la signora che ha perso la vita in maniera assurda e, come sempre accade in questi casi, ci si interroga sulla tragedia. Le strade sono sempre più trafficate e pericolose per pedoni e ciclisti. Percorrere o cercare di attraversare arterie percorse quotidianamente da centinaia di mezzi pesanti rappresenta un grosso rischio. La strada interessata dal sinistro di lunedì è stata bloccata per tutta la durata delle separazioni di soccorso dalla Polizia locale arlunese che ha deviato il traffico in altre direzioni.

  • Magenta, attenzione: domani passa la Milano Torino a mezzogiorno. Le modifiche alla circolazione

    Magenta, attenzione: domani passa la Milano Torino a mezzogiorno. Le modifiche alla circolazione

    Come già anticipato nei giorni scorsi, anche il territorio magentino sarà interessato, mercoledì 13 marzo, dal passaggio della 105ma Milano-Torino, gara ciclistica internazionale per professionisti organizzata da RCS Sport Spa che quest’anno partirà da Rho e terminerà a Salassa.

    Come richiesto dalla Prefettura, è stato predisposto un piano viabilità che prevede il presidio di tutte le rotonde e intersezioni critiche sulla SS11 a cura della Polizia Locale di Magenta e di equipaggi forniti dalle Forze dell’Ordine.

    Lungo il percorso – a presidio delle intersezioni – saranno presenti volontari delle numerose associazioni di volontariato che hanno aderito all’appello lanciato dal Sindaco e dal Comando di Polizia Locale.

    Il passaggio in Magenta è previsto per le 12.00 circa.

    Si avvisa la cittadinanza che il percorso di gara (SS.11 da Corbetta in direzione Trecate lungo Corso Europa e le diverse rotatorie verso Pontenuovo) verrà chiuso al transito a partire dalle 11.30.

    Chiusure e prescrizioni viabilistiche saranno rese note a mezzo di segnaletica stradale.

  • Magenta, sanità. Allarme medici al “Fornaroli” costretti a turni massacranti. C’è il rischio di nuove fughe

    Magenta, sanità. Allarme medici al “Fornaroli” costretti a turni massacranti. C’è il rischio di nuove fughe

    Qual è lo stato di salute del ‘Fornaroli’ di Magenta? Beh, la testimonianza che abbiamo raccolto stamani dal primario del reparto di Urologia dottor Matteo Maggioni, è senz’altro sintomatica di qual è la condizione del presidio sanitario locale.

    Una situazione che per molto versi rispecchia quanto emerge dalla fotografia che la stampa nazionale mostra della nostra Sanità.

    Una Sanità fatta di medici di grande competenza, ma che si ritrovano a gestire un contesto sempre più problematico, fatto di turni a ritmo serrato, carenza di personale e stress costante.

    Con il rischio che chi ha i numeri per farlo, inizi a guardarsi attorno per cercare opportunità diverse, tornando a mettere al centro il ruolo dell’attività medica da non svolgere dentro ad uno scenario di continua emergenza.

    Ma come detto è stato il dottor Maggioni a darci un’istantanea sul campo che non lascia spazi a fraintendimenti.

    “Guardi pur essendo Primario del reparto, solo nell’ultimo mese, ho accumulato qualcosa come diciotto turni di guardia. In teoria non mi competerebbero, però, vista la situazione mi sono state assegnate e io ho rispettato le consegne come sempre”.

    Questo dato, aggiunto ad un lavoro costante, pressoché in tutte le ultime festività, ci fanno capire come al ‘Fornaroli’ la situazione di emergenzialità sia diventata la regola. Il che, di fatto, non dovrebbe accadere…

    Quello che accade invece – e anche questo è un dato importante su cui riflettere quando ci lamentiamo dei nostri medici o, peggio ancora, leggiamo notizie di cronaca che parlano di aggressione al personale sanitario – e che questi professionisti non hanno di sicuro perso la passione per il loro lavoro (o forse in alcuni casi sarebbe più opportuno parlare di ‘vocazione’) che di fatto li vede in servizio ‘permanente ed effettivo’ h24.

    Questo lo diciamo a ragion veduta, avendo avuto l’occasione di sentire anche in un giorno festivo il dottor Maggioni per una questione personale e avendo avuto la riprova di quanto riportiamo in queste righe.

    Assertività, disponibilità, capacità di rassicurazione, attenzione immediata per il paziente in chi ha questa professione cucita addosso, non mancano mai.

    Anche quando potrebbe esserci la risposta di riserva, peraltro, più che legittima: ‘Ci sentiamo domani mattina (lunedì ndr) per un consulto’.

    Il caso del dottor Maggioni, affermato urologo ed andrologo milanese, che ha scelto il ‘Fornaroli’ di Magenta per riportare l’Urologia ad essere punto di riferimento per l’Ovest Milano
    (vedi intervista su TN https://www.ticinonotizie.it/magenta-sanita-parla-il-dottor-maggioni-lurologia-del-fornaroli-tornera-ad-essere-uneccellenza-ogni-martedi-sara-presente-anche-al-santa-crescenzia/) e contestualmente, mettere a disposizione del territorio le sue competenze, anche attraverso la sua consulenza presso il Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta, è certamente paradigmatico.

    Perché la storia che vi abbiamo raccontato è la sua ma anche quella di altri colleghi.

    Quello che più preoccupa e che certamente dà motivo di riflessione, è pensare che chi sta alla guida dei nostri Ospedali – di recente ci sono state le nomine per le nuove Direzioni Strategiche delle ASST – non non sia riuscito finora a cambiare coi fatti questo pericoloso trend.

    Perchè medici preparati, appassionati e animati dagli intenti migliori, non possono essere messi nelle condizioni di operare al meglio? E anzi si muovano in un costante “rischio Burnout” ?

    Sono interrogativi a cui chi guida la Sanità e si occupa di organizzazione delle Aziende Socio Sanitarie, dovrebbe dare risposte che possibilmente portino ad azioni concrete.

    Diversamente la ‘fuga di nuove eccellenze’ dal ‘Fornaroli’ (ma non vogliamo focalizzarci solo sul caso Magenta che qui adoperiamo a mo’ di esempio) potrebbe proseguire. Con tutte le ricadute del caso per il cittadino in primis. Certo, si dice ‘mal comune mezzo gaudio…’ guardando come detto al contesto di fondo. Ma a nostro avviso è un detto che poco riguarda la Sanità. Anzi.

    Perchè se ad una sconfitta – la perdita di professionalità mediche che vanno altrove – se ne aggiungono altre alla fine avremo registrato solo un filotto di sconfitte.

    Questo usando una metafora calcistica – considerato che ‘i giocatori buoni da metter in campo la nostra Sanità ce li ha eccome’ – sarebbe davvero un peccato mortale.

  • Il Proust del mese di marzo con Flavio Cislaghi

    Il Proust del mese di marzo con Flavio Cislaghi

    Il tratto principale del suo carattere? La precisione.

    La qualità che preferisce in un uomo? L’onestà.

    E in una donna? La sensualità.

    Il suo principale difetto? Sono polemico.

    Il suo sogno di felicità? Essere amato.

    Il suo rimpianto? Non aver studiato Medicina.

    Il giorno più felice della sua vita? Quando è nato mio figlio Carlo Maria e poi quando è nata mia nipote Alice.

    E il più infelice? Quando è mancata una persona che ho amato tanto.

    L’ultima volta che ha pianto? Mi capita spesso di commuovermi, ma l’ultima volta che ho proprio pianto è stata quando è mancata mia zia Mariantonietta, la mia seconda mamma.

    La sua occupazione preferita? Viaggiare in moto.

    Materia scolastica preferita? Lettere.

    Autori preferiti? Marco Venturino.

    Libro preferito? ‘Cosa sognano i pesci rossi’.

    Attore e attrice preferiti? Robert De Niro e Uma Thurman.

    Film cult? ‘Il cacciatore’ e ‘Pulp Fiction’.

    La canzone che canta sotto la doccia? ‘La canzone del sole’.

    Colore preferito? Il blu.

    Città preferita? Milano.

    Personaggio storico più ammirato? Leonardo da Vinci.

    Personaggio politico più detestato? Giuseppe Conte proprio non mi piace, ma non detesto nessuno.

    Il dono di natura che vorrebbe avere? La sensibilità del musicista.

    Se dovesse cambiare qualcosa del suo fisico, cosa cambierebbe? Prima mi andava bene tutto, attualmente cambierei addome e fianchi.

    Stato d’animo attuale? Malinconico, ma alterno la tristezza con momenti di felicità.

    Le colpe che le ispirano maggior indulgenza? Se l’attrazione verso la bellezza femminile è una colpa … quella!!!

    Come vorrebbe morire? Velocemente, “un colpo in fronte”…

    Il suo motto? “Memento audere semper”.

  • Magenta, villetta occupata: ottenuto dal Giudice il provvedimento di rilascio immediato

    Magenta, villetta occupata: ottenuto dal Giudice il provvedimento di rilascio immediato

    La vicenda della villetta occupata abusivamente a Magenta segna un grosso passo avanti. E’ di poche ore fa la notizia che il Giudice ha emesso il provvedimento di rilascio immediato dell’immobile. Soddisfazione da parte dell’avvocato Antonella Giola che tutela i diritti della proprietaria. “In caso di inadempimento saremo legittimati ad intervenire con l’ufficiale giudiziario – spiega – per la fase esecutiva dell’ordinanza”. Sarà, probabilmente, quest’ultima la soluzione che si prospetta. A meno che la famiglia rom di origine serba non decida di propria spontanea volontà di andarsene dalla villetta di via Del Carso.

    Il problema riguarda, fondamentalmente, i minori presenti nella casa che dovranno essere sistemati altrove, si pensa a delle soluzioni temporanee. “Siamo felici per questo provvedimento – ha spiegato il legale – Gli abusivi si erano costituiti in giudizio confermando di avere effettuato dei lavori e producendo anche gli scontrini per quanto effettuato. A questo punto seguiremo tutto l’iter per arrivare alla liberazione definitiva della villetta”.

  • Arluno: donna investita da un autoarticolato mentre attraversa la strada, grave in ospedale

    Arluno: donna investita da un autoarticolato mentre attraversa la strada, grave in ospedale

    Un grave incidente stradale si è verificato quest’oggi, verso le 16.30, ad Arluno. Una donna è stata investita da un autoarticolato che le ha procurato gravissime ferite, tanto che è stata trasferita, in codice rosso, al pronto soccorso. Il conducente del mezzo era fermo sulla banchina in via Castiglioni ed è ripartito in direzione Arluno. La donna, di circa 90 anni, stava attraversando la strada con delle borse in mano, essendo probabilmente appena uscita dal centro commerciale Famila.

    L’autista non l’avrebbe vista e l’ha urtata. Sul posto sono giunti la Rho Soccorso insieme all’automedica. E’ stata stabilizzata e trasferita in codice rosso, all’ospedale. Le sue condizioni sono molto gravi. La Polizia locale di Arluno sta continuando gli accertamenti per chiarire la dinamica.

  • Magenta, occupazione abusiva, la rabbia residenti di via Del Carso: “Nessuno fa nulla, è una situazione assurda”

    Magenta, occupazione abusiva, la rabbia residenti di via Del Carso: “Nessuno fa nulla, è una situazione assurda”

    C’è delusione tra i residenti di via Del Carso a Magenta. Questa mattina si è tenuto un presidio contro l’occupazione abusiva di una villetta che perdura da un paio di mesi. Presidio indetto, per la terza volta, dal gruppo di Forza Nuova che però ha partecipato senza striscioni o bandiere.

    “E’ una situazione angosciante – racconta una ragazza – spesso vediamo del fumo e sentiamo odori sgradevoli. Non ne possiamo più di vivere questa situazione accanto alle nostre case e, quel che è peggio, è che cominciamo a pensare che importi poco o nulla che le cose vanno in questo modo”. Il rumore del generatore, utilizzato dalla famiglia abusiva dopo il distacco della corrente, è diminuito. Ma, per chi vive accanto, è comunque fastidioso. I residenti se la prendono con le istituzioni. “Perché non siete ancora intervenuti? – commenta una residente – Perché dobbiamo vivere ancora, sulla nostra pelle, questa situazione caotica e illegale? Ci sentiamo abbandonati a noi stessi e non sappiamo nemmeno a chi dobbiamo rivolgerci”. E un’altra donna aggiunge: “Perché io devo pagare un mutuo per vivere in una casa in maniera onesta e loro no? Perché devo pagare una tassa rifiuti al Comune e organizzarmi per la raccolta differenziata, mentre loro hanno fatto tanti sacchi neri che non si sa nemmeno dove siano finiti?”.

    E poi ancora: “La signora che ha occupato la casa ha detto che se ne andrebbe solo a patto che le diano un’abitazione. E il diritto di chi lavora e vive onestamente ad avere una casa dove lo mettiamo?”. Il presidio è stato indetto da Forza Nuova invitando cittadini e istituzioni locali. Maria Federico coordinatore per la provincia di Milano ha detto: “Abbiamo preferito non portare bandiere o striscioni proprio per invogliare la gente a venire. Siamo al terzo presidio, ma da parte della Giunta Comunale non è stato dato alcun segnale verso i cittadini. Troviamo scorretto che non si cerchi di fare pressione verso gli enti competenti. Ci chiediamo il perché di una illegalità in atto nella città di Magenta, mentre in altri contesti è andata diversamente. Come a Roma dove, a fronte di un’occupazione, un alloggio comunale dato in assegnazione dalla cooperativa Roma Capitale, è stato sgomberato. Questo vuol dire che la legge, quando si vuole, può essere applicata. Qui ci sono cittadini che stanno vivendo un grande disagio e vanno sostenuti”.

    Il Sindaco Luca Del Gobbo ribatte, anzitutto, di non avere ricevuto alcun invito ufficiale a prendere parte al presidio di questa mattina. “C’è la magistratura che sta facendo il suo lavoro. – commenta – Sono disposto a ricevere i cittadini di Magenta e a parlarne insieme. C’è un avvocato con il quale ho già parlato che sta seguendo la vicenda, dall’altra ci sono le forze dell’ordine. Esprimo naturalmente la mia solidarietà a tutti i cittadini che vivono una situazione di grande preoccupazione. C’è un’azione legale in atto. Aspettiamo l’evolversi di questa azione”.

  • Abbiategrasso, imponente manifestazione antimafia (dove il Comune NON ha commesso alcun reato)

    Abbiategrasso, imponente manifestazione antimafia (dove il Comune NON ha commesso alcun reato)

    Da anni, anzi da decenni, la sinistra abbiatense ha forti ramificazioni ad Abbiategrasso. Non stiamo parlando solo di partiti o politica, per loro definizione transeunti. Parliamo del pre politico o del meta politico, o se vogliamo alzare il tiro delle ‘casematte’ di gramsciana memoria (stiamo parlando di Antonio Gramsci).

    Associazioni, gruppi, movimenti più o meno ufficiali, sono e sono sempre stati numerosi. La dimostrazione, l’ennesima, è arrivata sabato pomeriggio con le oltre 500 persone che hanno partecipato alla manifestazione antimafia. Giunta in coincidenza della chiusura,. disposta dalla Prefettura di Milano confermata dal sindaco Cesare Nai, dell’ormai arcinoto bar Las Vegas di via Legnano. Le tante associazioni organizzatrici hanno certamente ottenuto il risultato che si aspettevano. Con le bandiere rosse della Cgil, don Massimo Mapelli che da anni coordina le attività alla ex Masseria di Cisliano, bene sequestrato al crimine organizzato, i suoi ragazzi, i sindaci, i partiti. Certo, ammette (chi scrive) che vedere un sacerdote mentre le casse irradiano canzoni su Malcolm X o le Pantere Nere fa un certo effetto.. Ci stanno sicuramente i Cento Passi dedicati a Peppino Impastato, altre strofe un po’ meno, ma è un parere del sottoscritto.

    Se la tensione antimafiosa è certamente un buon valore, l’accanimento forcaiolo e mediatico giudiziario è quasi o forse peggio del male che si vuole combattere.

    Perché la disposizione della Prefettura sul bar Las Vegas va benissimo, ma andrà letta e compulsata con attenzione. Per la semplice ragione che nel Comune di Abbiategrasso nessun politico o amministratore è neppure indagato. Nessun atto, determina o delibera, viene contestato. Questo purtroppo non impedisce al consigliere comunale Andrei Lacanu, del Pd, di proseguire su una strada a nostro avviso non solo impervia, ma inaccettabile: “Ieri sera abbiamo sfilato, assieme ad associazioni, Sindaci e Sindache per ribadire un secco no alle mafie. Ho incontrato una città ferita dall’aver bisogno di queste manifestazioni, scossa da quanto emerso negli ultimi mesi ma anche pronta a rispondere ed erigere un muro. Per la mafia e gli ammiccamenti, in qualsiasi loro forma, non ci deve essere spazio. Noi l’abbiamo detto e lo ribadiamo: Nai deve dimettersi e ad Abbiategrasso serve una Commissione Territoriale Antimafia. Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione si è espressa e ha dato la direzione affinché Abbiategrasso non fosse estromessa dalla rete: monitoreremo sui passi realizzati o meno dalla maggioranza”. Così Lacanu su Facebook, al che noi ribadiamo l’assoluta insensatezza del chiedere le dimissioni di un sindaco NEPPURE indagato… Con buona pace del garantismo, valore che a sinistra e dintorni rimane un quasi perfetto sconosciuto. Perché, lo ribadiamo, se la tensione antimafiosa è senza dubbio bene, brandirla come clava giustizialista contro gli avversari politici è un pericolo manicheo ed una deriva da staterello sudamericano para golpista. E ad Abbiategrasso, da mesi, osssia da ottobre, assistiamo esattamente a questo spettacolo (a tratti inderocoroso).

    QUELLO CHE LA CAROVANA ANTIMAFIA NON DICE

    Sabato ovviamente c’erano striscione e aderenti alla Carovana Antimafia dell’Ovest Milanese. Per la volta numero N, abbiamo rimosso l’esatta statistica, ci domandiamo con quale coerenza questi signori intendano dare lezioni o patenti di legalità quando il loro storico portavoce, Piero Sebri (buonanima), sia stato condannato a Vigevano per diffamazione nei contronti di Ermenegildo Scalera, ex tecnico comunale accusato appunto (ingiustamente, in nome del Popolo Italiano) di essere connivente con la mafia. Tra l’altro, nessuno ha mai riflettuto sul fatto che la sentenza di Vigevano sia al momento L’UNICA capace di dare una risposta al ricorrente tema sulla presenza mafiosa ad Abbiategrasso.. Rimarremo gli unici, ma ce lo chiediamo ancora una volta..

    L’UDIENZA AL RIESAME
    Sul fronte giudiziario il Tribunale del Riesame ha fissato le date delle udienze per la revisione della posizione di ottanta dei 153 indagati, tra i quali anche l’abbiatense Parrino. Il 15 marzo sarà la prima di circa una decina di udienze per discutere l’appello presentato dalla Procura contro l’ordinanza del GIP che lo scorso ottobre negò l’arresto di 142 persone su 153 indagati nell’ambito del cosiddetto sistema mafioso Lombardo, una sorta di consorzio fra Cosa Nostra, Ndrangheta e Camorra in Lombardia. Tra i nomi più noti citati dall’antimafia quelli di esponenti di vertice delle locali di Lonate Pozzolo e Desio ma anche i trapanesi vicini a Matteo Messina Denaro. Coinvolgimenti giudicati per ora come non finalizzati all’edificazione di un consorzio mafioso. Poggiandosi su questo convincimento il gip ha smentito anche il ruolo del presunto uomo di Matteo Messina Denaro al nord, Paolo Errante Parrino, il 77enne di Abbiategrasso, condannato a fine anni 90 per mafia. Secondo il gip non è in alcun modo possibile affermare che Parrino abbia proseguito il suo rapporto anche dopo la prima condanna del 1997. Proprio su questo punto verterà la difesa guidata dall’avvocato Roberto Grittini, che presenterà le memorie difensive del suo assistito il prossimo 20 marzo.

    Fab. Pro.