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  • Violenza a Sondrio, Ravetto (Lega): “Serve una risposta ferma dello Stato. Nessuna tolleranza verso chi calpesta la dignità delle donne”

    Violenza a Sondrio, Ravetto (Lega): “Serve una risposta ferma dello Stato. Nessuna tolleranza verso chi calpesta la dignità delle donne”

    «Quanto accaduto a Sondrio è un fatto gravissimo e inaccettabile. Nessuna donna deve subire violenza, mai e da nessuno. È un episodio che ci richiama tutti – istituzioni, politica e società – a non abbassare la guardia e a garantire che chi si rende protagonista di simili atrocità venga perseguito con la massima severità prevista dalla legge», dichiara la deputata della Lega Laura Ravetto, responsabile del Dipartimento Pari Opportunità del partito.

    Ravetto sottolinea la necessità di «un impegno concreto e quotidiano contro ogni forma di violenza di genere», ricordando che la tutela della donna deve essere «una priorità assoluta dello Stato».

    «Non possiamo permettere che episodi come questo passino sotto silenzio o vengano minimizzati – aggiunge –. Servono regole chiare, controlli efficaci e una cultura del rispetto che parta dalle scuole e coinvolga tutti i cittadini, italiani e stranieri. La sicurezza e la dignità delle donne non possono conoscere eccezioni».

  • Magenta, ancora un senza tetto nel centro città: cresce il disagio sociale sotto gli occhi di tutti

    Magenta, ancora un senza tetto nel centro città: cresce il disagio sociale sotto gli occhi di tutti

    Un rifugio di fortuna sotto i portici di via San Biagio a Magenta. Appare la sera sul tardi e scompare la mattina presto, prima delle 7. Invisibile come chi ci vive. Una persona senza fissa dimora che, come tanti altri che stanno popolando le nostre città in questi giorni. Come il giovane egiziano che avevamo incontrato su una panchina del parco Pertini pochi giorni fa. Ecco un’altra persona che si è vista costretta a trovare un riparo di fortuna tra le strade della città. Una scena che inevitabilmente colpisce tra sgomento, empatia e senso di impotenza.

    E’ una realtà difficile da ignorare quella dei “nuovi invisibili”, di persone che, per i motivi più diversi, si ritrovano senza una casa, ai margini di una società che spesso non sa come accoglierli. Che spesso finge di non vederli. Sono casi di fragilità in costante aumento legate a motivazioni più diverse: da quella economica, alle situazioni familiari complicate, alle difficoltà legate alla salute mentale o alla perdita di un lavoro, all’immigrazione e ai problemi che ne conseguono. E mentre le istituzioni locali e le associazioni di volontariato fanno il possibile per offrire assistenza, non sempre le risorse bastano a intercettare tutti i bisogni.

    C’è già chi si è prodigato per cercare di intercettare quella persona. Non per violare la sua dignità che va sempre messa al primo posto. Ma, semplicemente, per comunicargli che qualche aiuto è disponibile. Per dargli qualche indirizzo dove poter trovare da mangiare, da vestirsi o da lavarsi. Perché dietro ogni tenda, dietro ogni panchina occupata per la notte, c’è una storia che merita ascolto.

  • “Emergenza giovani, sono quelli della generazione Covid”. Parla il dottor Norman Salvetti

    “Emergenza giovani, sono quelli della generazione Covid”. Parla il dottor Norman Salvetti

    “Stiamo vivendo ancora l’onda lunga del Covid. Perciò i dati sempre più allarmanti che ci giungono rispetto allo stato di salute mentale, al disagio in cui vivono molti adolescenti sono quelli che io definisco come le conseguenze di quel ‘ritiro sociale’ forzato. Senza dubbio la pandemia ha aiutato il proliferare di questa situazione. Tanto che oggi, per alcuni ragazzi, queste forme di relazioni sono diventate la norma”.

    A parlare così analizzando un contesto di assoluta criticità e da prender sempre più con attenzione, è il dottor Norman Salvetti, Psicologo e Psicoterapeuta, collabora da anni con il Poliambulatorio Medico Santa Crescenza di Magenta diretta dal dottor Andrea Rocchitelli.

    Il dottor Salvetti è particolarmente esperto nelle problematiche relative all’età evolutiva, familiari o personali. Si occupa dei rapporti tra genitori e figli e svolge sovente attività di consulenza nelle scuole.

    “Purtroppo, il cosiddetto fenomeno dei ‘ritirati sociali’ meglio conosciuto in Giappone come degli Hikikomori è meno visibile, ma fortemente impattante. Anche perché più difficile da individuare. Poi c’è la piazza virtuale dei social con tutti i rischi del caso, in quanto, qui non c’è il controllo che ci sarebbe nelle piazze fisiche tradizionali”.

    Questo è senz’altro un problema come fatto emergere dal dottor Salvetti, a cui si accompagna il linguaggio. Spesso infatti si parla di bullismo o meglio ancora di cyberbullismo.

    “Qui diventa complicato il controllo – prosegue lo specialista – in un luogo fisico, se qualcuno si comporta male, usa violenza fisica o verbale, normalmente, scatta un sentimento di riprovazione. Dunque, c’è la reazione immediata della collettività. Qui invece spesso vengono reiterati una serie di comportamenti a volte in modo anche preterintenzionale nella comunicazione, ma molto pericolosi”.

    Dentro a questo scenario la casa torna ad essere luogo centrale ma non di relazioni ‘classiche’. “Nelle nostre case c’è molta più elettronica, il genitore spesso è impreparato. Non sa bene come gestire queste dinamiche in cui i figli sono un passo avanti, il che con tutti i pericoli del caso…”.

    Giustamente il dottor Salvetti si sofferma sulla poca consapevolezza che spesso caratterizza l’azione di adolescenti e giovanissimi. “Pensiamo solo all’effetto che può avere un insulto”.

    Lo psicologo e psicoterapeuta inizia ad introdurre in modo centrale il ruolo della scuola. Che non può e non deve essere necessariamente solo quella dei divieti sull’uso del cellulare. Ma serve una didattica proattiva, coinvolgente che sappia fare ragione, dialogare e, soprattutto che faccia emergere nell’adolescente il bisogno d’incontro.

    “Il corpo intendo dire come fisicità ha necessità di relazionarsi – sottolinea Salvetti – i social al contrario, enfatizzano un’immagine fasulla che può essere anche pericolosa per i modelli ad essa associati”.

    Dunque, la scuola come ultimo baluardo dove ancorarsi. “Perché per fortuna si va ancora a scuola – prosegue il nostro intervistato – e qui si può sul serio lavorare sui temi della prevenzione. Ma in modo più articolato e strutturato. Sono convinto che si potrebbe e si dovrebbe fare di più in questi luoghi. In special modo, lo si dovrebbe fare insieme”.

    A tal proposito, il dottor Salvetti sottolinea i vari sportelli psicologici e strumenti che nei nostri istituti sono diffusi ma ancora molto a macchia di leopardo. “Questi presentano indubbiamente delle lacune: in primis perché non tutte le scuole si sono attrezzate in tal senso. Ma soprattutto perché questi sportelli (che per carità vanno benissimo) fanno presumere che vi sia uno step prima”.

    E qui la spiegazione del medico è molto chiara: “Mi riferisco, appunto, alle attività di gruppo che si possono fare in classe. L’educazione all’affettività piuttosto che all’emotività sono argomenti che riguardano tutti i ragazzi. Partiamo da qui. Poi va bene anche il resto. Ma lavoriamo in primis sull’idea di condivisione che permette l’incontro e il confronto”. Merce oggi rarissima nella nostra società. E non solo tra i giovani e giovanissimi.

    F.V.

  • Debutta “Note in Natura”, il primo festival musicale diffuso del Parco del Ticino

    Debutta “Note in Natura”, il primo festival musicale diffuso del Parco del Ticino

    Con l’autunno 2025 il Parco del Ticino, il primo Parco regionale italiano istituito il 9 gennaio 1974, si trasforma in un palcoscenico “naturale” senza precedenti. Debutta “Note in Natura”, il primo festival musicale diffuso e inclusivo dell’Ente diretto dal Maestro Alessandro Valoti.

    Quattro i concerti in programma, a partire da domenica 12 ottobre in diverse location del Parco, pensati per offrire un’esperienza musicale variegata e coinvolgente, adatta a spettatori di tutte le età, dalla musica classica e lirica al jazz, dal pop e soul alle favole sinfoniche per bambini, unendo arte e paesaggio in un percorso emozionale unico. Il festival vede la partecipazione di musicisti di alto livello, tra interpreti solisti ed ensemble di riconosciuta fama nazionale e internazionale.

    Ogni appuntamento, a ingresso libero e gratuito, avrà luogo in scenari naturali e architettonici di grande suggestione, situati nelle Province di Milano, Pavia e Varese. I concerti, ispirati ai temi della natura, saranno preceduti da un intervento a carattere scientifico a cura del Parco, che permetterà ai partecipanti di entrare in connessione con la tematica a cui ogni evento è dedicato.

    L’invito è a vivere l’arte non solo come spettatori, ma come protagonisti di un viaggio sensoriale che attraversa paesaggi incontaminati, scenari naturalistici e località storiche.

    «E’ con grande orgoglio che presentiamo, per la prima volta nel Parco del Ticino, il festival Note in Natura – dichiara Ismaele Rognoni, Presidente del Parco del Ticino – Dopo l’esperienza positiva vissuta nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, con cui intendiamo costruire un legame ideale e proficuo, portiamo anche qui un progetto che unisce musica, divulgazione scientifica e valorizzazione del territorio. Il nostro Parco, primo parco regionale d’Italia e patrimonio riconosciuto dall’UNESCO, diventa così palcoscenico naturale dove le arti dialogano con paesaggi unici e con una biodiversità straordinaria. Vogliamo offrire al pubblico, in modo libero e inclusivo, un’occasione per vivere la natura in una forma nuova e sorprendente, rafforzando al tempo stesso il legame con le comunità locali e promuovendo una cultura che appartiene a tutti».

    LA RASSEGNA MUSICALE

    “Note in Natura” propone un viaggio musicale che unisce i paesaggi del Parco Ticino alla forza evocativa della musica dal vivo. Ogni concerto diventa un’esperienza immersiva, pensata per spettatori di tutte le età, dove le note dialogano con l’ambiente e la storia dei luoghi.

    Domenica 12 ottobre a Magenta, nella Casa Giacobbe, La Storia Parco di Michela Podera al flauto e Raffaele Mezzanotti alla chitarra accompagnerà il pubblico attraverso epoche e continenti, dalle atmosfere raffinate di Ibert alle trascrizioni operistiche di Giuliani e Carulli, passando per il tango nostalgico di Piazzolla e Pujol, fino alla brillante fantasia su Carmen di Borne.

    Sabato 18 ottobre, al Belvedere di Tornavento a Lonate Pozzolo (in caso di pioggia nella Chiesa di Sant’Eugenio), Greta Caserta alla voce e Michele Gentilini alla chitarra presenteranno Acqua fonte di Vita, un progetto che reinventa il soul e il pop degli anni ’70-’80, alternando brani celebri e composizioni originali per restituire autenticità e profondità al suono.

    Domenica 26 ottobre, nella Sala del Duca del Castello Sforzesco a Vigevano, Oreste Castagna, attore, regista, volto conosciuto di Rai Yoyo e voce del celebre pupazzo Dodò della storica trasmissione L’Albero Azzurro, proporrà Il Parco: la casa degli animali, un concerto che intreccia fiaba, poesia e musica, dalla Prima Suite da Peer Gynt di Grieg alla Marcia di Prokofiev, fino a Pierino e il lupo di Prokofiev.

    Domenica 2 novembre, nell’Abbazia di Morimondo, il Trio Adamello (Davide Bresciani, oboe; Stefano Gamba, clarinetto; Beatrice Arizza, violoncello) presenterà Piccoli Giganti: Alla Scoperta di Alberi e Arbusti, un percorso musicale che spazia dall’eleganza del Classicismo di Mozart alle emozioni dell’opera italiana di Rossini, Bellini e Verdi.

    NON SOLO CONCERTI: LA VOCE DELLA NATURA

    Ogni concerto diventa un momento di conoscenza: il Direttore e alcuni dei Responsabili di Settore del Parco guideranno il pubblico nella scoperta della storia del Parco, della fauna, degli alberi, degli arbusti, dei fiumi e della flora endemica. Un’esperienza che unisce musica e divulgazione scientifica, invitando a riflettere sul rapporto tra uomo, ambiente e biodiversità.

    IL COMMENTO DI MAURO DURBANO, PRESIDENTE DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO

    “Come presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso, l’ente parco che per primo ha promosso questo format che unisce la divulgazione scientifica all’intrattenimento musicale, non posso che accogliere con soddisfazione la diffusione di questo tipo di attività in un’altra area protetta. D’altra parte il rapporto fra musica, compositori e natura è profondo e radicato nella storia. Da sempre gli artisti hanno frequentato l’ambiente naturale, con le sue bellezze, quale fonte d’ispirazione per le proprie composizioni. L’unione di due forme di cultura, quella scientifica e quella musicale, rappresenta, a mio parere, un ottimo connubio in grado di unire educazione ambientale e valorizzazione del territorio”.

    LA DIREZIONE ARTISTICA

    Alessandro Valoti è consigliere del CdA della Fondazione Teatro Donizetti. Dal 2006 al 2014 ha svolto un master di specializzazione alla Zürcher Hochschule der Künste, oltre ad aver seguito diversi percorsi di perfezionamento alla School of Management di SDA Bocconi; nel 2024 ha concluso il master universitario di primo livello in “Marketing e Digital Innovation per l’arte e la cultura” al Sole24ore Business School. Nell’estate 2025 ha diretto Musica nel Gran Paradiso, il primo festival diffuso del Parco Gran Paradiso tra Piemonte e Valle d’Aosta, toccando 14 Comuni del territorio. Attualmente sta completando il percorso di studi nell’ambito del Master Executive in Sponsoring e Fundraising per Arte e Spettacolo promosso dall’Accademia Teatro alla Scala e svolge il ruolo di professore d’orchestra e cornista professionista in ensemble di musica da camera.

    «Dopo l’esperienza di Musica nel Gran Paradiso, il primo festival diffuso del Parco Nazionale Gran Paradiso, sento una profonda soddisfazione nel poter presentare Note in Natura, il primo festival musicale diffuso del Parco del Ticino – aggiunge Valoti – . Questa rassegna nasce dal desiderio di coniugare l’arte della musica con la bellezza e la ricchezza dei paesaggi naturali, trasformando ogni concerto in un’esperienza immersiva per il pubblico, dove arte e natura dialogano in armonia.

    L’obiettivo è offrire un’esperienza inclusiva e accessibile a tutti, con concerti a ingresso libero, valorizzando i luoghi simbolo del Parco e creando un ponte tra comunità locali, visitatori e artisti di livello internazionale. Sono certo che Note in Natura saprà portare nuova visibilità ai comuni coinvolti, attrarre turisti e appassionati da tutta Italia e oltre, e contribuire a far conoscere la straordinaria biodiversità e il patrimonio culturale e naturale della Valle del Ticino».

    PATROCINI E COLLABORAZIONI

    Il festival è realizzato con il patrocinio dei comuni di Magenta, Morimondo, Vigevano e Lonate Pozzolo.

  • Magenta: incidente all’incrocio semaforico per Pontevecchio, un ferito

    Magenta: incidente all’incrocio semaforico per Pontevecchio, un ferito

    Un incidente stradale è avvenuto questa mattina, martedì 7 ottobre, a Magenta all’incrocio semaforico per Pontevecchio. Poco dopo le 8 è avvenuto lo scontro tra il conducente di un furgone e un motociclista.

    Sul posto è giunto l’equipaggio di turno della Croce Bianca di Magenta. Ferito un uomo di 39 anni che è stato stabilizzato e trasferito, in codice giallo, al pronto soccorso per le medicazioni del caso. La dinamica è tuttora al vaglio della Polizia locale di Magenta.

  • Il Parco del Ticino vara il progetto “Life Storione”

    Il Parco del Ticino vara il progetto “Life Storione”

    E’ iniziato proprio in questi giorni il nuovo progetto LIFE, denominato RESTORE “Recovery of Endangered Sturgeons Through Optimized Restocking Efforts”, che ha come specie target lo Storione cobice, simbolo del Ticino, del Po e dell’intero bacino del Mediterraneo.

    Acipenser naccarii, questo il nome scientifico dello Storione dell’Adriatico, ha uno stato di conservazione del tutto insoddisfacente ed è a rischio critico secondo i criteri dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

    Purtroppo, nonostante gli sforzi fino ad ora attuati, le minacce che gravano su questo pesce dalle sembianze preistoriche sono ancora numerose: sbarramenti lungo i fiumi, bracconaggio, specie aliene sono solo alcune criticità.

    Il nuovo progetto Life RESTORE, che avrà una durata di sei anni, svilupperà un’azione coordinata tra istituzioni, enti di ricerca e associazioni per attuare interventi di conservazione innovativi adottando le buone pratiche del Piano Europeo per la Conservazione di questa specie (PanEuAP).

    Il Parco del Ticino, considerata l’esperienza ventennale nell’allevamento e riproduzione degli storioni, sarà uno dei soggetti strategici per il RESTORE. Il capofila dell’iniziativa è l’Università degli Studi di Padova e, insieme al Parco del Ticino, altri otto partner altamente qualificati metteranno in atto azioni concrete di conservazione (l’Università di Ferrara, l’ISPRA, Il Parco del Delta del Po e l’ Ente di Gestione delle aree protette del Po piemontese, l’Istituto Delta Ecologia Applicata srl, GRAIA srl gestione e ricerca ambientale ittica acque, la Società Storione Ticino e l’Ente di Tutela del Patrimonio Ittico del Friuli ).

    Il 3 ottobre scorso a Padova, la Dott.ssa Monica Di Francesco, responsabile del Settore Fauna ha rappresentato l’Ente in occasione del Kick off Meeting di presentazione del LIFE RESTORE alla Stampa e ai portatori d’interesse pubblici e privati.

    “Questo nuovo progetto conferma l’impegno del Parco per la conservazione di questa specie simbolo del Ticino e del bacino del Po – dichiara Francesca Monno, consigliere del Parco del Ticino -. Lo sforzo , ormai ventennale, compiuto dal Parco per la conservazione dello storione Cobice, grazie a questo progetto si coordina in un’azione più ampia e condivisa con altri Enti e Istituzioni” .

  • Sostenibilità. Dieci anni di sharing mobility: al via oggi a Roma la Conferenza Nazionale

    Sostenibilità. Dieci anni di sharing mobility: al via oggi a Roma la Conferenza Nazionale

    Oltre i 50 milioni i noleggi nel 2024, ma se ne prevedono 60 milioni nel 2025. Gli operatori scesi del 24% in tre anni. Vola il bikesharing, +26% dal 2022. Il 95% della flotta a zero emissioni. Solo in 5 città tutti i servizi di sharing: Milano, Roma, Firenze, Bergamo e Torino. Cancellate 16 città dalla mappa della mobilità condivisa. Ancora alto il tasso di motorizzazione privata italiana: 701 auto ogni 1000 abitanti.
    Pichetto Fratin: “La sharing mobility, è certamente una delle leve per la costruzione di un nuovo modello di mobilità, per ridisegnare una città più sostenibile..”

    ROMA – La sharing mobility si è radicata ormai nelle abitudini di mobilità degli italiani. Cresce infatti la domanda con oltre 50 milioni di noleggi nel 2024 e 60 milioni stimati per il 2025, uno per ogni italiano e la flotta è per il 95% a zero emissioni. Prosegue invece il calo dell’offerta con meno veicoli, servizi e operatori. Nel 2024, rispetto al 2022, i veicoli in sharing sono 96.000 (-15%), il numero complessivo dei servizi è di 170 (-26%); gli operatori sono scesi tra il 2022-25 a 35 (-24%). L’offerta si concentra sempre di più nelle grandi città, mercati più redditizi e favorevoli: Roma e Milano, con 13,2 e 12,6 milioni noleggi, generano insieme oltre il 50% del totale nazionale. Ben 16 capoluoghi di provincia, soprattutto medio piccoli, come Catanzaro, Reggio Calabria, Pesaro e Prato, hanno perso invece servizi di sharing. Tendenze queste che indicano la necessità di una nuova rotta: integrazione col trasporto pubblico, incentivi economici alla domanda e supporto all’offerta. Senza nuovi modelli di regolazione e sostegno della mobilità condivisa aumenterà infatti inesorabilmente l’uso dell’auto privata che nel 2024 ha superato 40 milioni di veicoli, 701 ogni mille abitanti.

    Numeri e tendenze della sharing mobility nazionale sono contenuti nel 9° Rapporto nazionale sulla sharing mobility, presentato in occasione della Conferenza Nazionale della sharing mobility, organizzata dall’Osservatorio Nazionale della Sharing Mobility – promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Un appuntamento che da 10 anni tiene sotto osservazione tutto quello che si muove intorno alla mobilità condivisa che oggi è a disposizione di 13 milioni di italiani, in calo però del 7% rispetto al 2022.

    LA CLASSIFICA DELLE CITTA’ DELLA SHARING MOBILITY

    L’Osservatorio ha elaborato, per la prima volta, lo Sharing Mobility Index che, per valutare le performance di sharing mobility nelle città italiane, tiene conto di quattro indicatori: varietà dei servizi disponibili (car, bike, scooter, monopattini); numero di veicoli per abitante; numero di noleggi per abitante; tasso di rotazione giornaliero dei veicoli. Dai dati elaborati emerge che le uniche città che offrono contemporaneamente tutti e quattro i servizi di sharing sono: Milano, Roma, Firenze, Bergamo e Torino. Roma è la prima città per numero di noleggi totali (13,2 milioni nel 2024); Bologna e Firenze sono le città cresciute maggiormente nel 2024 rispetto al 2023; Bologna è la città con più noleggi per abitante, dato significativo, trattandosi di una città in cui non sono presenti i monopattini; Milano è la città con più veicoli a disposizione per abitante; Brescia presenta il migliore tasso di rotazione dei veicoli.

    CARSHARING IN DIFFICOLTA’, MA CRESCE L’ ELETTRICO

    Il carsharing è stato il primo servizio di sharing mobility presente in Italia. Oggi il comparto è quello più in difficoltà: in calo città servite e noleggi, complice anche la micromobilità in aumento per gli spostamenti brevi in città ed eccessivi oneri per gli operatori. Nel 2025 è in corso una corposa riduzione del numero dei veicoli in servizio di Enjoy, un operatore storico di car sharing. I servizi nel 2024 sono 42, -1 rispetto al 2023. Nel 2024 le flotte di auto sono aumentate del 9%, ma i primi mesi del 2025 vedono un drastico calo del 17%. Sempre più ecologica la flotta con 3.000 i veicoli elettrici nel 2024, più 18% rispetto al 2023. Sul totale della flotta le auto ibride arrivano nel 2024 al 38%, superando l’elettrico (34,8%). Milano (3.293) e Roma (2.158) dispongono del maggior numero di auto free floating; Torino (250), Roma (200), Palermo (109) per la flotta station based. In termini di chilometri percorsi, il carsharing conferma nel 2024 una quota pari al 45%, quasi equivalente a quella complessiva della micromobilità.

    BIKESHARING, CONTINUA A “VOLARE”

    Continua anche nel 2024 la crescita dei noleggi del bikesharing free-floating toccando il picco di 12,2 milioni, valore di oltre il 162% superiore a quanto registrato nel 2021 e del 26% più alto del 2022. Complessivamente il bikesharing rappresenta il 32% del totale dei noleggi, con un incremento del 4 % rispetto al 2022. I km percorsi sono stati circa 25 milioni. Più a prova di ambiente la flotta: Il numero di bici elettriche è aumentata del 18% rispetto al 2023 con oltre 4.500 veicoli in più. La prima città per biciclette elettriche è Milano (più di 10mila veicoli), seguita da Roma (circa 7mila) e Bologna (2,7mila).

    MONOPATTINI IN SHARING: IN RIDUZIONE IL NUMERO DI SERVIZI

    Se nel biennio 2020-2022 i monopattini in sharing hanno rappresentato il motore del vehicle sharing, dal 2023 in poi i noleggi si sono stabilizzati appena sotto i 25 milioni. Le stime per il 2025, tuttavia, indicano una possibile ripresa (+27%). I servizi di monopattini hanno registrato un calo rilevante: dai 99 attivi nel 2022 si è passati a 68 nel 2024 e a 62 nei primi mesi del 2025, un fenomeno da attribuirsi ad un riposizionamento degli operatori in più città o all’uscita dal mercato di alcuni player. Diminuisce anche il numero di città capoluogo di provincia in cui è presente un servizio di monopattino in sharing: tra il 2022 e il 2024 ci sono 15 città in meno. La flotta (circa 42.000 veicoli) , cresciuta nel 2024 di 2 mila unità, si prevede in calo del 6% nel 2025. Le città con più monopattini in sharing sono Roma (13.500), Milano (6000) Torino (4.000) Palermo (2.280).

    SCOOTER SHARING, SI CONTRAE LA DOMANDA

    Nel 2024 l’offerta di servizi di scooter sharing, dopo essersi dimezzata tra 2022 e 2024, cresce di tre unità rispetto al 2023 e resta stabile anche a inizio 2025. La domanda mostra segnali di contrazione: dopo il picco del 2023, i noleggi si riducono del 23% nel 2024. La flessione è imputabile in larga parte a Milano, dove la chiusura di un operatore ha fatto perdere circa 1 milione di noleggi. Le città servite sono 9, nel 2024 le flotte più fornite a Milano con 1836 scooter, ma oltre 1000 in meno rispetto al 2023, Roma (1.556), Torino (349), Bari (150).

    GLI INCIDENTI DELLA MICROMOBILITA’ IN DIMINUZIONE

    Pochi incidenti ed anche in diminuzione: in media un incidente ogni 300.000 km percorsi. In diminuzione nel 2024, del 7% per i monopattini, del 54% per gli scooter e del 67% per le biciclette. Il monopattino conferma un dato in linea con lo scooter, con valori rispettivamente pari a 0,6 e 0,4 incidenti ogni 100.000 km. Nel complesso, il calo generalizzato evidenzia un miglioramento significativo della sicurezza.

    CAR POOLING AZIENDALE IN CRESCITA MA ANCORA NON DECOLLA:

    Nel 2024 i viaggi in carpooling aziendale hanno raggiunto 388 mila unità, con la previsione, basata sui dati del primo semestre, di un ulteriore aumento del 40% nel 2025. Siamo però ancora lontani dai numeri della Francia, dove il carpooling aziendale ha raggiunto una scala nettamente superiore, grazie a un quadro normativo chiaro e a politiche di incentivo strutturate: 12,8 milioni di viaggi.

    DIMENSIONE ECONOMICA

    Il fatturato complessivo del comparto vehicle sharing si attesta su una cifra di poco superiore ai 200 milioni di Euro nel 2024, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente, ma inferiore alla crescita dell’11% registrata tra il 2022 e il 2023. I principali driver di questo sviluppo restano i monopattini in sharing e il carsharing free-floating, che incidono rispettivamente per il 36% e il 31% sul totale.

    COSA SUCCEDE ALL’ESTERO, A PARIGI IL BIKESHARING AL TOP

    In Italia il numero massimo di veicoli condivisi è stato raggiunto nel 2022, mentre in Europa il picco si è avuto nel 2023. Sul fronte dei noleggi, invece, il trend europeo resta in crescita e nel 2024 tocca il record di 617 milioni: a sostenerlo sono le bici, sia free-floating (+27%) sia station-based (+9%), mentre monopattini e scooter registrano valori negativi. Per quanto riguarda le tipologie, in Germania emerge il carsharing, mentre nelle città spagnole e francesi la mobilità condivisa ruota soprattutto intorno alla bici station-based, frutto di politiche amministrative precise ed orientate alla ciclabilità. Il solo servizio di bikesharing station-based di Parigi totalizza quasi quanto l’intero numero di noleggi della sharing mobility italiana. Anche sul fronte carsharing, le città tedesche come Berlino e Amburgo presentano volumi comparabili con l’intero mercato italiano.

    LE DICHIARAZIONI DEI PARTECIPANTI:

    Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha dichiarato: “La sharing mobility, è certamente una delle leve per la costruzione di un nuovo modello di mobilità, per ridisegnare una città più sostenibile, una modalità di movimento ormai divenuta componente stabile della vita quotidiana, un fenomeno che riguarda in profondità il tessuto socio-economico del Paese, da dove parte la domanda di nuova mobilità. Un ruolo importante, in tale contesto è affidato all’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility che coinvolge Ministeri, Enti Locali, associazioni, operatori economici con l’obiettivo comune di raccogliere idee per nuovi progetti concreti, servendoci di un ricco ventaglio di opzioni che abbiamo a disposizione, una mobilità condivisa da connettere sempre di più all’intermodalità e all’integrazione con il trasporto pubblico”.

    Raimondo Orsini, Coordinatore Osservatorio Nazionale sulla sharing mobility: “L’Osservatorio raccoglie i dati dei servizi di sharing in tutte le città italiane da dieci anni. Questi dati ci dicono che la sharing ormai è un’abitudine consolidata ed è qui per restare, ma è giunto il momento di cambiare passo. Attraverso una forte integrazione col trasporto pubblico e l’estensione dei servizi di sharing mobility nelle aree più periferiche delle città e nelle aree più svantaggiate è possibile garantire sempre di più il diritto alla mobilità sostenibile che spetta a tutti i cittadini italiani.”

    Christian Colaneri, Responsabile Strategie di RFI:“La sharing mobility sta assumendo un’importanza crescente nello sviluppo dell’intermodalità delle stazioni ferroviari. Parcheggi dedicati alla mobilità condivisa, come quelli che abbiamo attivato nelle stazioni di Arezzo, Parma e La Spezia rappresentano best practice che intendiamo moltiplicare”.

    Nicoletta Antonias, Responsabile Sostenibilità di Trenitalia: “La costruzione di un ecosistema di trasporto intermodale è l’impegno di Trenitalia per un modello di crescita sostenibile, equa ed inclusiva in cui la sharing mobility diventa la scelta naturale, più comoda e consapevole. Investiamo nella digitalizzazione per offrire nuovi efficaci strumenti di condivisione”.

    Enrico Stefàno, Deputy Regional Head Italy, Lime “Il Rapporto 2025 mostra che la sharing mobility fa ormai parte della vita quotidiana di milioni di persone, ma anche che serve un salto di qualità. La domanda cresce, ma senza infrastrutture adeguate e una reale integrazione con il trasporto pubblico rischiamo di non coglierne tutto il potenziale. Per Lime significa continuare a investire in flotte a zero emissioni e collaborare con le città per offrire un’alternativa semplice e accessibile all’auto privata.”

    Fabrizio Garavaglia, Presidente di Nordcom: “La mobilità condivisa rappresenta una sfida e un’opportunità: serve un approccio a ventaglio, capace di integrare soluzioni diverse e complementari. Come Nordcom siamo impegnati a creare innovazione e soluzioni digitali al servizio della mobilità sostenibile, favorendo connessioni tra operatori, istituzioni e cittadini”.

    Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director, Green & Technology Division, Italian Exhibition Group (IEG): “Dal Rapporto sulla sharing mobility emergono indicazioni interessanti per l’intera community, un patrimonio di idee ed esperienze che ci accompagneranno verso la 12ª edizione di IBE Intermobility future ways organizzata da IEG dal 24 al 26 novembre 2026 al Rimini Expo Centre, in collaborazione con SUSDEF. Lì si incontreranno aziende, Istituzioni e associazioni, in linea con la vocazione di ‘catalizzatore del cambiamento’ di IBE,hub strategico per la mobilità collettiva e condivisa in Italia”.

    L’edizione 2025 è organizzata in collaborazione con:
    IBE Intermobility and Bus Expo e Green City Network e con la Main Partnership di RFI-Rete-Ferroviaria Italiana, Trenitalia, Nordcom, Lime e la Partnership di Zucchetti, Weelo, Corrente-TPER SPA, NATIVA e New Vision Italia. L’evento è patrocinato da: Agens, AN.BTI – CONFCOMMERCIO, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (ANFIA), ANIASA – Confindustria, Assosharing, Asstra – Associazione Trasporti e CDP Cassa Depositi e Prestiti, Commissione Europea, Muoversì, Roma Servizi per la Mobilità e UNRAE

  • Cassinetta, la splendida festa per i 60 anni di matrimonio tra Renata ed Ezio Santin

    Cassinetta, la splendida festa per i 60 anni di matrimonio tra Renata ed Ezio Santin

    Cassinetta di Lugagnano ha reso omaggio, sabato 4 ottobre, a due figure che hanno segnato la storia della ristorazione italiana e dell’identità stessa del paese: Ezio Santin e Renata Fugazzi, che hanno festeggiato le nozze di diamante, 60 anni di vita insieme.

    La cerimonia si è svolta con un contorno di autenutica, grande emozione nella cornice di Cassinetta, dove il sindaco Domenico Finiguerra ha consegnato alla coppia una pergamena che ricorda il loro straordinario percorso umano e professionale. Una celebrazione intima e solenne, arricchita dall’accompagnamento musicale del Corpo Musicale San Carlo e seguita da un rinfresco preparato da Giulia e dallo staff del bar gelateria Bela Tusa, in piazza Negri.

    Il momento più toccante è stato il rinnovo delle promesse, scandito dalle parole del sindaco che hanno fatto rivivere, davanti ai presenti, l’emozione di un cammino condiviso lungo sei decenni.
    La pergamena recitava:

    “Cassinetta di Lugagnano, 04 ottobre 2025 Rinnovo delle Promesse – Nozze di Diamante siamo riuniti oggi per celebrare un traguardo raro e prezioso: 60 anni di matrimonio tra Ezio Santin Ezio e Renata Fugazzi, sessant’anni di amore, complicità, sacrifici e sorrisi. Sessant’anni in cui due cuori hanno camminato insieme, affrontando la vita con coraggio, mano nella mano. Il tempo ha arricchito il loro amore, lo ha temprato come un diamante. E oggi, davanti a tutti noi, sono qui per rinnovare quelle promesse che un giorno lontano si sono scambiati con emozione e speranza. Ezio,sei ancora oggi pronto a scegliere Renata come tua sposa, a rinnovare con lei la promessa di amarla, rispettarla e sostenerla per tutti i giorni che la vita vorrà concedervi ancora insieme? Renata, sei ancora oggi pronta a scegliere Ezio come tuo sposo, a rinnovare con lui la promessa di amarlo, rispettarlo e sostenerlo per tutti i giorni che la vita vorrà concedervi ancora insieme? Con queste parole, avete rinnovato il vostro “sì” davanti a chi vi vuole bene, con la stessa sincerità di un tempo e con la forza dell’amore che solo gli anni sanno consolidare. In nome di questo legame meraviglioso, vi auguriamo altri giorni da vivere insieme, fatti di serenità, piccoli gesti quotidiani e sorrisi condivisi. Che il vostro amore continui a brillare, come il diamante che oggi onoriamo. Auguri per i vostri 60 anni di matrimonio. Auguri per il vostro eterno amore”.

    Ma la cerimonia non è stata solo una festa privata: è stata anche l’occasione per ricordare l’epopea gastronomica di Santin e Fugazzi, che dall’Antica Osteria del Ponte, a Cassinetta, portarono il nome del piccolo comune lombardo sulle più alte vette della cucina internazionale. La loro cucina raffinata e al tempo stesso radicata nel territorio conquistò, negli anni Ottanta, le tre stelle Michelin, rendendo il ristorante un punto di riferimento assoluto nel panorama enogastronomico europeo. I primi, assieme a Gualtiero Marchesi, a fregiarsi dei tre ambiti macaron della Rossa: i Santin sono la storia della cucina, in Italia e nel mondo.

    Un percorso che ha fatto scuola, aprendo la strada a generazioni di cuochi e ristoratori, e che ancora oggi rappresenta un orgoglio per tutta la comunità.

    La festa di sabato, con la semplicità di un brindisi condiviso e la solennità di un amore lungo sessant’anni, ha ricordato a tutti che dietro una grande carriera ci sono sempre due persone, unite da un legame forte e autentico.

    Cassinetta ha applaudito non solo ai 60 anni di matrimonio di Ezio e Renata, ma anche a una storia che ha saputo intrecciare amore, lavoro, passione e bellezza.

    Tantissimi, immensi auguri anche da noi di Ticino Notizie, signora Renata e signor Ezio!

    UNA STORIA ESEMPLARE

    Nella prefazione di Un, due, tre… Stella!, il libro che Ezio e Renata Santin hanno pubblicato nel 2015, Gualtiero Marchesi scrive che i due sono una persona sola, una fusione dettata dall’amore. Ricordava lei, presentando il testo: «Quando l’Ezio diceva che gli avrebbe fatto piacere cucinare una certa cosa, io gli rispondevo “tu falla e io la vendo” e funzionava». I coniugi Santin, col suddetto Marchesi, sono i simboli stessi della prima alta cucina italiana; i secondi in assoluto a conquistare le tre stelle nella Penisola, nel 1990 e fino al 1999.

    Lui, classe 1937, è stato torrefattore di caffè a Corsico, prima di abbracciare la ristorazione: aveva ormai 39 anni e nessuna formazione specifica, se non il palato allenato, qualche spezzone di dna in comune con un avo cuoco sulle navi. Nel 1976 ha così rilevato l’Antica Osteria del Ponte a Cassinetta di Lugagnano con la moglie, sposata nel 1965, appassionandosi sempre più alla cucina sull’onda dell’amicizia con Franco Colombani e delle esperienze gastronomiche presso i grandi francesi.

    Lei, nata Fugazzi, gli è sempre stata accanto, registrando la sala sugli stessi livelli d’eccellenza: «Ricordo che all’inizio della nostra attività io ed Ezio ci recammo a pranzo nel ristorante di Roger Vergé e la cosa che più apprezzai, pur essendo un luogo elegantissimo e con tre stelle, fu un servizio attento, preciso ma non maniacale, anzi quasi allegro. Questo mi colpì perché, in definitiva, era anche la mia idea di servizio». E ancora, sul periodo precedente: «Vivevamo e lavoravamo a Corsico, lui in una torrefazione e io in una orologeria, una bottega accanto all’altra. Il nostro amore è nato ritrovandoci sulla via a filarci. Si lavorava bene. Però, prima metà anni Settanta, l’Ezio iniziò a cambiare. Un giorno lo cercai nel retrobottega che prendeva a calci i sacchi del caffè e capii che voleva altro. Ci ritrovammo alla Cassinetta, in un locale con 100 milioni di lire di allora investiti nella cantina e un mestiere tutto nuovo. Fu la sola volta che tentennai».

    I dubbi durarono poco. La prima stella sarebbe arrivata nel 1978/79.

  • No Ranteghetta, sabato tutti in bici col Comitato del NO

    No Ranteghetta, sabato tutti in bici col Comitato del NO

    Un gesto semplice ma carico di significato: sabato mattina a Santo Stefano Ticino decine di persone hanno pedalato insieme per dire no al progetto del campo fotovoltaico di Sorgenia Renewables, che prevede anche un sistema di accumulo elettrochimico.

    La manifestazione, promossa dal Comitato No Ranteghetta, ha voluto rifocalizzare l’attenzione su una vicenda che preoccupa cittadini e amministrazioni locali, in attesa di notizie dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Tra i partecipanti anche i sindaci Dario Tunesi (Santo Stefano Ticino) e Fausto Coatti (Marcallo), il consigliere metropolitano Christian Cattaneo e rappresentanti dei Comuni vicini.

    «Pedaliamo lungo le strade che conosciamo a memoria e che pure ogni volta ci sorprendono. Pedaliamo tra campi, cascine e filari, sotto lo stesso cielo che ci unisce. Non è solo una biciclettata: è un gesto per dire che il nostro territorio conta, anche se non appare nelle cartoline. Non siamo disposti a restare in silenzio mentre il cuore agricolo di queste terre viene cancellato», hanno dichiarato i promotori.

    Il sindaco di Santo Stefano, Dario Tunesi, ha ricordato che il nuovo impianto andrebbe a occupare il 50% della superficie agricola del Comune, pari al 15% del territorio complessivo: «Un progetto del genere cambierebbe radicalmente il volto di Santo Stefano. Già in agosto, al Ministero, abbiamo fatto presente con fermezza la nostra contrarietà, supportata dalle osservazioni puntuali dei cittadini».

    Sulla stessa linea il sindaco di Marcallo, Fausto Coatti: «Chi ha legiferato in materia di fotovoltaico non ha considerato i danni ambientali ed economici che tali impianti possono causare in aree fertili e produttive, come questa. Ora si cerca di correre ai ripari, ma speriamo non sia troppo tardi».

    Intanto Sorgenia sta elaborando una nuova proposta, che dovrà essere integrata entro metà dicembre con i documenti richiesti dal Ministero. Nel frattempo, le biciclette che hanno percorso il perimetro dei campi rappresentano un segnale forte e chiaro: la comunità non si arrende e difende il suo territorio.

  • “La Pace va costruita ogni giorno”. Il Quirinale ringrazia la scuola primaria “Santa Caterina”

    “La Pace va costruita ogni giorno”. Il Quirinale ringrazia la scuola primaria “Santa Caterina”

    Sorpresa ed emozione hanno caratterizzato l’inizio di una tranquilla mattina di ottobre dell’IC “Carlo Fontana”: mercoledì mattina è arrivata al Dirigente Scolastico una importante e inaspettata telefonata dalla segreteria del Quirinale. “Una telefonata che ho voluto subito condividere con tutti i 400 alunni e i docenti della scuola primaria “Santa Caterina – ha raccontato il Prof. Davide Basano – perché mi ha fatto commuovere: esprimeva l’apprezzamento e il ringraziamento da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i messaggi di Pace ricevuti dai bambini la scorsa primavera”.

    “In un momento in cui nel mondo c’è proprio bisogno di pace, è ancora più significativa l’azione dei bambini e degli insegnanti impegnati in questo progetto, che sottolinea la necessità di promuovere un valore da vivere tutti i giorni”, è stato il ringraziamento del Quirinale.
    Laura Cerotti, la coordinatrice del progetto, ha spiegato che “gli alunni della primaria hanno inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella numerose cartoline ricche di messaggi di pace. Parole e disegni significativi”. Un lavoro coordinato nell’IC “C. Fontana” insieme ai colleghi Luisa Labria, Arianna Marzani, Clara Oldani, Marta Spano, Cinzia Valassina, Flavio Versetti.

    Tutte le classi erano state infatti coinvolte sul valore della pace e della legalità, conoscendo e scoprendo figure rappresentative dell’impegno civile, come i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Decine di cartoline con poesie, frasi significative, ritratti, riflessioni, disegni erano state inviate a Roma in una busta.

    Oltre ad essere un arricchimento del bagaglio fatto di responsabilità e impegno, personale e professionale, la pace e la convivenza civile e rispettosa delle differenze del singolo rappresentano uno dei principali obiettivi condivisi dai docenti di tutto l’Istituto. “La telefonata da parte del Quirinale rappresenta un motivo in più per riflettere su questo valore e il lavoro dei docenti in questo periodo storico”, ha concluso il prof. Basano.