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  • Bernate Ticino senza medico di base: cresce la preoccupazione tra i cittadini

    Bernate Ticino senza medico di base: cresce la preoccupazione tra i cittadini

    A Bernate Ticino cresce l’apprensione per una situazione sanitaria che molti residenti definiscono ormai insostenibile. Il 31 marzo 2026 il medico di famiglia Flavio Portaluppi andrà ufficialmente in pensione, lasciando circa 1.400–1.500 pazienti senza un riferimento stabile. Ad oggi, infatti, non risulta disponibile alcun sostituto attraverso il Servizio Sanitario. Dal 1° aprile sarà attivato un ambulatorio provvisorio nel paese, ma senza un nome certo alla guida. Un’incertezza che alimenta timori soprattutto tra anziani e malati cronici, abituati da anni a un rapporto diretto e continuativo con il proprio medico. A farsi portavoce del malcontento è il cittadino bernatese Teresio Garavaglia, che definisce la situazione “di un’assurdità incredibile”:

    “Il medico voleva continuare, ma non è stato possibile e non comprendiamo il motivo. Purtroppo medici di base non ce ne sono: nessuno vuole più fare il medico di famiglia”. Il problema, infatti, non riguarda solo Bernate Ticino ma un territorio più ampio. Nella vicina Inveruno, ad esempio, l’ambulatorio provvisorio è rimasto attivo per oltre un anno dopo il pensionamento di due medici. Solo recentemente è arrivata una nuova dottoressa, già però al completo e impossibilitata ad accogliere nuovi assistiti. Nel frattempo, a Bernate cresce la pressione sull’amministrazione comunale affinché intervenga presso l’ASST competente, anche se restano dubbi concreti sui possibili risultati. “Siamo messi male sulla sanità e su altri fronti, povera Italia – continua Garavaglia –. Quanti pazienti saranno senza medico di base? E i politici locali? Tutti zitti e supini?”. Il nodo centrale resta quello della continuità assistenziale. Il dottor Portalupi, che seguiva circa 1.500 pazienti, si era reso disponibile a proseguire l’attività per un ulteriore anno, garantendo stabilità a centinaia di famiglie. Una possibilità che, secondo i cittadini, non sarebbe stata accolta senza motivazioni chiare. “Si decide di mandare in pensione un medico e non viene assegnato un sostituto? Ma con chi abbiamo a che fare?” prosegue Garavaglia, chiedendo un intervento immediato del sindaco.

    “Se c’era la disponibilità del medico titolare a coprire il servizio, quali criteri ‘superiori’ hanno giustificato il rifiuto della proroga a favore di un ambulatorio di fortuna?”. Dietro ai numeri ci sono persone: anziani che perdono un medico che conosce la loro storia clinica da decenni, pazienti cronici costretti a ricominciare da zero, cittadini che temono di finire in liste d’attesa o in strutture temporanee senza continuità. “La legge parla di continuità assistenziale – conclude Garavaglia –. Interrompere un rapporto fiduciario quando c’era la possibilità di proseguirlo significa violare il benessere dei cittadini. Siamo davanti a una burocrazia cieca che smantella un servizio che funzionava, lasciando oltre 1.400 persone allo sbando”. A Bernate Ticino, oggi, domina l’incertezza. “Non si sa chi arriva” è la frase che circola tra i residenti, diventando simbolo di una gestione percepita come inefficiente. E mentre si attende una soluzione concreta, cresce il timore che il paese resti intrappolato in una lunga fase di precarietà sanitaria.

  • Pavia ricorda le quattro vittime del crollo della Torre Civica

    Pavia ricorda le quattro vittime del crollo della Torre Civica

    Pavia ha ricordato ieri le quattro vittime del crollo della Torre Civica, avvenuto alle 8.55 di venerdì 17 marzo 1989. Alla commemorazione, svoltasi in piazza
    Duomo, erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Pavia
    Michele Lissia, il vicesindaco di San Genesio Massimiliano
    Cadore, il vescovo Corrado Sanguineti, il parroco della
    Cattedrale, don Gian Pietro Maggi, e la deputata pavese Paola
    Chiesa.

    Sotto i mattoni della Torre Civica persero la vita Pia
    Casella Comaschi, 52 anni, edicolante di piazza Duomo, Giulio
    Fontana, 76 anni, titolare di un albergo e ristorante; Adriana
    Uggetti, 18 anni, e Barbara Cassani, 17 anni, due ragazze di San
    Genesio.

    Il sindaco Lissia ha spiegato di voler valorizzare con maggiore
    cura il luogo del crollo in piazza Duomo, coinvolgendo anche la
    Sovrintendenza e alcune associazioni che si occupano di
    valorizzazione territoriale. “Ancora oggi questo luogo non viene
    considerato e trattato come merita – ha detto Lissia -. È
    necessario prendersene cura con attenzione e restituirgli
    bellezza, per spingere le persone ad avere maggiore rispetto per
    la memoria”. Il sindaco ha definito il crollo della Torre Civica
    un dramma “che squarciò la città e le coscienze”, del quale è
    doveroso fare memoria.

    Vicinanza e cordoglio ai parenti delle vittime sono stati
    espressi anche dal vicesindaco di San Genesio. Alla
    commemorazione hanno preso parte anche delegazioni della Croce
    Rossa e della Croce Verde di Pavia, enti che con le loro
    ambulanze e i loro militi contribuirono a soccorrere diversi
    feriti

  • Celebrata la Giornata dell’Unità Nazionale

    Celebrata la Giornata dell’Unità Nazionale

    Si è svolta questa mattina, martedì 17 marzo, la cerimonia commemorativa in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, presso il monumento ai Carabinieri caduti nell’adempimento del dovere quotidiano in via Boccaccio.

    L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale, ha rappresentato un importante momento di riflessione sui valori fondanti della Repubblica, nel ricordo della proclamazione dell’Unità d’Italia.
    Alla cerimonia hanno partecipato circa 160 alunni della scuola primaria Giovanni XXIII di via Boccaccio, coinvolti in un percorso di educazione civica, in linea con quanto previsto dal Piano per il Diritto allo Studio.

    Presenti gli Assessori Mariarosa Cuciniello, con delega ai Servizi Civici e Politiche Giovanili, e Giampiero Chiodini, Assessore all’Educazione, insieme ai rappresentanti delle Associazioni Carabinieri, Polizia di Stato, Alpini Magenta e Bersaglieri “F. Magna”, che hanno contribuito a rendere ancora più significativa la commemorazione.

    La cerimonia è stata accompagnata dall’esecuzione alla tromba di Egon Castiglioni, studente del liceo musicale “Quasimodo”.

    “Questa giornata – commenta l’Assessore Mariarosa Cuciniello – rappresenta un’occasione preziosa per trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’unità nazionale, della Costituzione e dei simboli della nostra Repubblica. La partecipazione così numerosa degli studenti dimostra quanto sia fondamentale investire nella formazione civica dei più giovani, affinché crescano come cittadini consapevoli e responsabili.

    Oggi è stato davvero emozionante vedere tanti bambini cantare l’Inno italiano”.
    ‘Un ringraziamento a tutte le associazioni cittadine che hanno collaborato alla realizzazione di questa cerimonia e che sono sempre al fianco dell’Amministrazione comunale’, aggiunge l’Assessore Chiodini.

  • Magenta. “Evento Blu – Sotto la superficie: un viaggio nel cuore del Pianeta Blu”

    In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del prossimo 22 marzo, si è svolto questa mattina presso la Sala Consiliare l’evento educativo “Evento Blu – Sotto la superficie: un viaggio nel cuore del Pianeta Blu”, rivolto alle alunne e agli alunni delle scuole secondarie di primo grado del territorio.
    L’iniziativa, voluta dall’Assessorato all’Ecologia del Comune di Magenta insieme a Gruppo CAP, si inserisce nel progetto di educazione ambientale per l’anno scolastico 2025/2026.

    ‘’L’acqua è una risorsa preziosa e insostituibile, che troppo spesso diamo per scontata. Iniziative come questa sono fondamentali per educare i più giovani al rispetto dell’ambiente e alla consapevolezza del ruolo che ciascuno di noi può avere nella sua tutela. Significa investire su di voi, sui cittadini di domani, per costruire insieme un futuro più sostenibile per tutti’’, ha dichiarato l’Assessore all’Ecologia Simone Gelli ai giovani presenti che hanno riempito la Sala consiliare.

    Protagonista dell’incontro in collegamento video è stato Emilio Mancuso, biologo marino, fotografo subacqueo e divulgatore scientifico, che ha guidato gli studenti in un viaggio tra immagini spettacolari e racconti di esperienze reali, mostrando la bellezza e la fragilità dei mari e degli oceani, sempre più minacciati dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici.

    L’evento ha rappresentato un importante momento di sensibilizzazione per le nuove generazioni, chiamate a diventare promotori di comportamenti sostenibili, rafforzando il valore della tutela dell’acqua come bene comune.

  • Rho. Non solo 8 Marzo, festa e cura della donna sempre

    Il 12 marzo presso la sede del Corso di Laurea in Infermieristica di Rho si è parlato di violenza di genere, con proiezione di un film a tema e un dibattito coordinato da Anna Sabatini della Rete consultoriale aziendale ed Emanuela Vona della rete Antiviolenza Nemmeno con un fiore.

    “Il messaggio è univoco: combattere tutte le forme di violenza – sottolinea Annalisa Alberti, direttrice didattica dell’ASST Rhodense – Il rispetto è la guida che deve sostenere le relazioni. E le relazioni vanno coltivate sin da piccoli, all’interno della famiglia e attraverso le istituzioni. Parlare dunque ai giovani studenti, futuri professionisti, fa ben sperare nel raggiungimento di una cultura sempre più rispettosa dell’altro”.

    Il 14 marzo nella sala delle Carrozze di Villa Marazzi a Cesano Boscone si è discusso di “Quali prospettive per la medicina di genere? E’ corretto personalizzare le cure e i farmaci in base al sesso e al genere del paziente?” con le dottoresse Franca Di Nuovo, referente di Regione Lombardia per la Medicina di Genere e Direttore dell’Anatomia Patologica di Garbagnate, e Rosanna Curcio, Direttore Farmacia dell’ASST Rhodense. Nonostante la pioggia la sala era gremita e i presenti, molto interessati all’argomento, sono intervenuti ponendo numerose domande.

    Giovedì 19 marzo alle ore 15 presso la sala Capacchione dell’Ospedale di Rho si svolgerà una tavola rotonda dal titolo “La salute al femminile: prevenzione, diagnosi e cura in ASST Rhodense” per promuovere la cultura della tutela della salute. Relatori: Franca Di Nuovo, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASST Rhodense, Ambrogio Frigerio Direttore di Ginecologia e Ostetricia di Rho, Flavia Musco Responsabile della Chirurgia Senologica dell’ASST Rhodense.

  • Ciao Paki! “La telefonata, mi raccomando mai di mattina!”

    La scomparsa di Paki Canzi, anima dei Nuovi Angeli, mi riporta bruscamente ai giorni sospesi della pandemia. In quel silenzio forzato, senza casting e con i teatri chiusi, decisi di riannodare i fili della mia vita professionale, chiamando i protagonisti di anni di interviste e servizi fotografici.

    Il primo incontro e la “Regola delle 14”

    Ricordo ancora la prima volta: uno studio televisivo nazionale, io che coordinavo il pubblico e lui, l’ospite d’onore. Era un uomo gentile, allegro, il leader di un gruppo che ha segnato un’epoca con canzoni leggere ma dalla struttura impeccabile.

    Ci siamo ritrovati anni dopo nello studio di un noto fotografo per il lancio della loro raccolta. Collaborai al promo di successi immortali come Singapore o Bella da morire. Paki era così: un uomo che camminava sul binario dell’allegria, innamorato della vita e della bellezza. Ma guai a chiamarlo prima di mezzogiorno!

    “Moletti, io dormo… chiamami dopo le 14.”

    Era un ordine impartito con una fermezza intrisa di garbo. Un confine invalicabile che profumava di altri tempi, quando il rispetto per i ritmi dell’artista era sacro.

    Un professionista del dettaglio
    Le nostre interviste non erano mai banali. Paki era schietto, critico, capace di analisi profonde sul settore musicale, ma sempre con un’eleganza rara. Diceva sempre che il lavoro deve essere fatto bene, con professionalità, senza mai lasciarsi andare a una confidenza eccessiva che potesse sporcare il mestiere.

    Ogni chiacchierata regalava una “perla” diversa: non si ripeteva mai, offrendo ogni volta un timbro nuovo, una riflessione di stile, un consiglio di vita.

    L’ultimo saluto alle Colonne
    L’ultima volta che l’ho incrociato è stato alle Colonne di San Lorenzo, a Milano. Era di fretta, diretto a Roma per una trasmissione nazionale, ma non negò un saluto caloroso e la promessa di una nuova intervista. Il tempo, poi, non ha più permesso alle nostre strade di incrociarsi fisicamente.

    Restavano i messaggi su WhatsApp — rigorosamente dopo le 14 — con le sue risposte cordiali e, a tratti, deliziosamente pungenti.

    Il silenzio dei media e il rumore del cuore
    Oggi Paki vola nel suo cielo, ma resta l’amarezza per un sistema mediatico che dimentica troppo in fretta. Sanremo ignora spesso chi ha fatto la storia del Festival, ma la memoria non appartiene ai grandi network: appartiene a noi. A noi che amiamo la musica e che difendiamo i ricordi che qualcuno vorrebbe mettere da parte.

    Caro Paki, sarai sicuramente tra gli angeli. Come nella vita ci hai regalato canzoni che sembravano ali, ora continua a suonare da lassù. Ma noi, qui, aspetteremo comunque le 14 per rivolgerti un pensiero.

  • Milano-Torino 2026: mercoledì il Magentino si tinge di rosa

    Milano-Torino 2026: mercoledì il Magentino si tinge di rosa

    Il grande ciclismo torna a correre sulle strade del nostro territorio. Mercoledì 18 marzo, la 107ª edizione della Milano-Torino, la classica più antica del mondo, attraverserà Magenta nel suo viaggio da Rho verso la Basilica di Superga. Un evento di prestigio internazionale che, tuttavia, comporterà modifiche temporanee alla viabilità locale.

    Il percorso e l’evento
    La corsa, organizzata da RCS Sport, celebra quest’anno un traguardo storico: i 150 anni dalla sua prima edizione (1876). Dopo la partenza da Rho, la carovana dei professionisti punterà verso il Piemonte, toccando il cuore del Magentino lungo la ex SS11. Il gruppo dei corridori è atteso a Magenta intorno alle ore 12:12.

    Viabilità: strade chiuse dalle 11:30
    Per garantire la sicurezza degli atleti e del pubblico, la Prefettura ha predisposto un piano di viabilità rigoroso. Il percorso di gara sarà completamente chiuso al traffico a partire dalle ore 11:30.

    Le zone interessate dai blocchi a Magenta includono:

    Ex SS11: nel tratto proveniente da Corbetta in direzione Trecate.

    Corso Europa: l’arteria principale sarà interdetta al passaggio dei veicoli non autorizzati.

    Rotatorie verso Pontenuovo: presidiate per gestire il flusso verso la frazione.

    Presidio e sicurezza
    La gestione dell’evento sarà garantita dalla presenza della Polizia Locale di Magenta e delle Forze dell’Ordine, che presidieranno tutte le rotonde e le principali intersezioni lungo la ex SS11. A supporto degli agenti, saranno impegnati sul campo anche numerosi volontari delle associazioni locali, fondamentali per il monitoraggio dei punti critici.

    Consigli per i cittadini
    Si invitano i residenti e i lavoratori che utilizzano abitualmente la ex SS11 a pianificare con anticipo i propri spostamenti, considerando che il blocco totale inizierà circa 45 minuti prima del passaggio dei ciclisti. La riapertura delle strade avverrà gradualmente dopo il passaggio del veicolo “Fine Gara Ciclistica”.

  • Intervento straordinario al Policlinico di Milano: salvata Jasmine, neonata di 40 giorni con un raro tumore al fegato

    Intervento straordinario al Policlinico di Milano: salvata Jasmine, neonata di 40 giorni con un raro tumore al fegato

    Una febbre improvvisa, un sintomo comune nei primi mesi di vita. È iniziato così il percorso clinico di Jasmine (nome di fantasia), una neonata di appena 40 giorni, che non arrivava ancora ai 5 chilogrammi di peso.

    Quello che sembrava un episodio banale ha però rivelato qualcosa di molto più complesso: gli accertamenti hanno evidenziato una voluminosa massa epatica che occupava il lato sinistro del fegato, un quadro eccezionale sia per l’età della piccola paziente sia per le dimensioni della lesione.

    Nonostante numerosi esami diagnostici, non è stato possibile stabilire con certezza la natura della massa prima dell’intervento. Dopo un approfondito confronto multidisciplinare, l’équipe del Policlinico di Milano ha quindi deciso di procedere con un’operazione chirurgica estremamente delicata, resa ancora più complessa dalla tenerissima età della paziente e dal significativo rischio vascolare associato alla lesione.

    L’intervento, durato circa quattro ore, ha consentito l’asportazione completa della massa. Un risultato possibile grazie alla stretta collaborazione tra Chirurgia Generale e dei Trapianti di Fegato e Chirurgia Pediatrica, con il supporto determinante dell’Anestesia Pediatrica e del personale infermieristico specializzato.

    Il decorso post-operatorio è stato regolare e privo di complicanze. L’esame istologico ha poi confermato la natura benigna della lesione, rendendo non necessaria alcuna terapia aggiuntiva. Jasmine oggi sta bene e potrà crescere senza limitazioni, anche grazie alla straordinaria capacità rigenerativa del fegato.

    “Ogni riscontro di lesioni epatiche genera comprensibile apprensione, soprattutto quando le dimensioni sono importanti e non è possibile stabilire con certezza la diagnosi senza ricorrere a procedure invasive come la biopsia, che in questo caso avrebbe comportato rischi rilevanti di sanguinamento o rottura della massa”, spiega il prof. Cristiano Quintini, Direttore della Chirurgia Generale e dei Trapianti di Fegato.

    “I tumori maligni epatici in epoca neonatale sono estremamente rari ma possibili e spesso aggressivi. In situazioni selezionate, un’asportazione tempestiva e completa rappresenta l’unica soluzione. Per fortuna, in questo caso, l’esame istologico ha confermato che si trattava di una lesione benigna: un elemento che ci consente oggi di guardare con grande serenità al futuro di Jasmine.”

    “Operare una neonata di appena quaranta giorni significa lavorare su equilibri fisiologici estremamente delicati”, aggiunge Ernesto Leva, Direttore della Chirurgia Pediatrica.

    “La decisione chirurgica è stata il risultato di un confronto collegiale approfondito e di una diagnosi costruita con grande attenzione, basata sull’ampia esperienza del nostro gruppo in chirurgia neonatale. La Chirurgia Pediatrica del Policlinico vanta numeri tra i più alti in Europa per il trattamento di patologie complesse: questa esperienza ci consente di affrontare anche i casi più rari con competenza e sicurezza.”

    “Questa storia rappresenta molto bene il senso più profondo del nostro lavoro: mettere insieme competenze diverse per affrontare anche le situazioni più delicate, soprattutto quando riguardano i pazienti più fragili”, sottolinea Matteo Stocco, Direttore Generale del Policlinico di Milano.

    “Nel caso di Jasmine abbiamo visto all’opera una squadra multidisciplinare di altissimo livello, capace di coniugare esperienza clinica, tecnologia e grande umanità. È proprio questa integrazione tra professionalità diverse che rende il Policlinico di Milano un punto di riferimento nazionale ed europeo nella cura delle patologie più complesse, anche in età neonatale.”

    Accanto alla piccola Jasmine, durante tutto il percorso, sono rimasti sempre i suoi genitori. Oggi esprimono una profonda gratitudine verso l’équipe che ha curato la loro bambina, riconoscendo nel Policlinico di Milano non solo un centro di eccellenza clinica, ma anche un luogo di accoglienza, competenza e speranza.

    (nella foto in evidenza l’equipe del Policlinico di Milano che ha operato la neonata)

  • Il Gimbe lancia l’allarme: mancano oltre 5.700 medici di famiglia e carenze in 18 regioni

    In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, “le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia”.

    Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d’Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12).

    Lo evidenzia l’analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac.

    Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti.

    Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise.

    Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d’Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407),
    Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384).

    Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153).

    “Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta”, commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.

    Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, “non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti”

  • Pedopornografia: 3 arresti e 5 indagati in Piemonte

    Pedopornografia: 3 arresti e 5 indagati in Piemonte

    Nell’ambito delle attività di contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori online, la Polizia di Stato ha concluso una operazione che ha portato all’arresto di 3 persone per detenzione di materiale di pornografia minorile e alla denuncia di altre 5, a carico dei quali è stato sequestrato cospicuo materiale informatico utilizzato per le attività illecite.

    L’attività, avviata dal COSC della Polizia Postale piemontese sotto la direzione della Procura della Repubblica di Torino, si è svolta in modalità undercover all’interno di ambienti di scambio dediti alla condivisione di immagini e video di pornografia minorile. Gli arrestati – due residenti nel capoluogo torinese ed uno in provincia di Asti – di età ricompresa tra i 42 ed i 61 anni, sono stati trovati in possesso di una ingente quantità di materiale di sfruttamento minorile con contenuto violento, cosiddetto “gore”, raffiguranti anche bambini in tenera età. Copioso il materiale informatico sequestrato durante le attività di perquisizione, che sarà oggetto di successivi approfondimenti.

    L’operazione, alla cui fase esecutiva hanno collaborato le Sezioni Operative di Aosta, Asti, Cuneo e Novara, nasce dal costante monitoraggio della rete svolto dal personale della Polizia Postale a tutela dei minori.