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  • I Legnanesi tornano al Teatro Manzoni di Milano

    I Legnanesi tornano al Teatro Manzoni di Milano

    Il Teatro Manzoni è lieto di annunciare il grande ritorno dei Legnanesi nella stagione 2025-26. Forse non tutti sanno che quello che verrà annunciato non è un debutto, bensì un attesissimo ritorno! Era infatti il 1965 quando la Compagnia teatrale più longeva d’Italia calcava il palcoscenico del Manzoni con i seguenti spettacoli, all’epoca diretti da Felice Musazzi: “Teresa di Notte” andato in scena dal 27 agosto al 10 ottobre 1965 e “I lenzoeu d’ier e d’incoeu” andato in scena dal 26 agosto al 25 settembre 1966.

    Oggi, a 60 anni da quella data, il Teatro è orgoglioso di annunciare il loro ritorno in scena con il nuovo spettacolo dal titolo I PROMOSSI SPOSI. Un titolo che vuole omaggiare chiaramente il Teatro che li vedrà protagonisti dall’8 gennaio al 22 febbraio 2026.

    Così i Legnanesi commentano questo storico evento: “Per la nostra Compagnia essere in programmazione al Teatro Manzoni di Milano è come poteva essere per Eduardo De Filippo recitare al teatro San Carlo di Napoli”.
    La prevendita sarà aperta a partire da lunedì 14 aprile 2025 c/o la biglietteria del Teatro,
    online sul sito del Teatro www.teatromanzoni.it, telefonicamente allo 027636901 e attraverso il circuito Ticketone.


    I LEGNANESI
    Biografia

    Fondata a Legnano nel 1949 da Felice Musazzi e Tony Barlocco risulta essere la Compagnia più longeva del panorama teatrale Italiano. L’intento dei fondatori fu quello di portare in scena storie quotidiane di cortile riflettendo cultura e tradizioni locali. Ma l’idea innovativa che rende ancora oggi “I LEGNANESI” un fenomeno unico nel suo genere fu quella di rappresentare i loro spettacoli esclusivamente in dialetto lombardo e in formazione completamente maschile.
    Fu così che nacque la famiglia Colombo composta da personaggi iconici come Antonio Provasio nel ruolo di Teresa, la “matriarca” che guida la famiglia con personalità e fermezza; Enrico Dalceri nel ruolo di Mabilia, la figlia zitella e sognatrice e Italo Giglioli nel ruolo di Giovanni, padre e marito costantemente vessato e sottoposto ai rimproveri della moglie.
    Tradizionalmente gli spettacoli vennero e sono a tutt’oggi ambientati in una corte lombarda dove si intrecciano le divertenti e toccanti vicende della famiglia Colombo.
    Nella stagione 2024/2025 la Compagnia ha celebrato i 75 anni di carriera, un percorso costellato di prestigiosi riconoscimenti. Tra i più significativi, nel 2008 il Comune di Milano conferisce loro l’AMBROGINO D’ORO, sottolineando l’importanza della diffusione del patrimonio culturale e locale e il loro impegno nel proporre il teatro comico popolare con rigore scenico e filologico. Queste le parole con cui il Comune di Milano ha accompagnato l’onorevole riconoscimento:
    “Una delle più apprezzate compagnie teatrali italiane, che dal 1949 porta in scena con impareggiabile ironia le evoluzioni sociali e del costume della nostra regione. Attraverso l’uso scenico del dialetto lombardo occidentale ha contribuito alla diffusione di un patrimonio culturale unico, che fonda l’identità di una parte cospicua del nostro territorio. In sessant’anni di teatro la Compagnia ha proposto il teatro comico popolare lombardo, nel Paese e nel mondo, con assoluto rigore scenico e filologico. Sono oggi una parte viva dell’identità culturale lombarda: la loro passione fa onore ad una idea di cultura diffusa e coinvolgente, ed è premiata da un successo che non conosce interruzioni”.
    Nel 2009 è sempre il Comune di Milano nelle vesti del governatore dell’epoca Roberto Formigoni che premia la Compagnia con la ROSA CAMUNA come riconoscimento al lavoro e alla professionalità. E sempre nello stesso anno che la Compagnia riceve anche il PREMIO ISIMBARDI, prestigioso omaggio che la provincia di Milano conferisce a cittadini e associazioni del mondo culturale, sociale, artistico, economico, sportivo, legati al territorio del milanese che si siano distinti nella propria attività a favore della comunità nazionale e internazionale. Sempre in quell’anno il capocomico Antonio Provasio già possessore delle chiavi delle città di Legnano riceve la MARTINELLA D’ORO, riconoscimento della sua città natale per l’impegno lavorativo e divulgativo delle tradizioni culturali lombarde. Nel 2012 li vediamo invece vincitori del Premio alla carriera WALTER CHIARI e nel 2014 Enrico Dalceri riceve come riconoscimento alla sua interpretazione di

    Mabilia il Premio WANDA OSIRIS/Etta Limiti. Nel 2016 vengono inoltre assegnati alla Compagnia ulteriori due riconoscimenti alla carriera: il premio NEBBIA e il premio GINO BRAMIERI.
    Qualche anno dopo la famiglia Colombo è protagonista del film “Non è Natale senza panettone” prodotto da Mediaset che lo manda in onda nel Natale 2019 su Rete 4. Ma non è finita: secondo i dati SIAE gli spettacoli della Compagnia risultano essere sempre tra i primi 3 più visti in Italia collezionando mediamente oltre 160.000,00 spettatori in circa 170 repliche teatrali. Tutto ciò rende questa Compagnia teatrale un fenomeno teatrale unico e irripetibile che vuole trasmettere con coinvolgente trasporto tradizioni, usi e costumi di un’Italia che fu.

    ANTONIO PROVASIO
    Nasce a Legnano il 28 giugno 1962 e, giovanissimo, entra a far parte della storica compagnia de I Legnanesi con cui debutta sulle scene nei più importanti teatri di Milano (Odeon, Manzoni, Lirico, Puccini). Alla scomparsa di Felice Musazzi, fondatore della Compagnia e interprete del personaggio principale di Teresa con magistrale presenza scenica, riprende il ruolo di “Teresa” intorno alla quale ruota tutto lo spettacolo; strepitoso nelle sue interpretazioni, sviluppa una “maschera” irresistibile, comunicativa, basata sul ritmo, sui tempi comici e su un patrimonio inestimabile di interiezioni e modi di dire. Attraverso una recitazione sempre spontanea e raffinata, permette al pubblico di interagire e imposta i suoi interventi come una valanga inarrestabile “contro” la vittima prediletta, il marito Giovanni. Della Compagnia ne è regista, autore e capocomico.

    ENRICO DALCERI
    Nasce a Monza il 15 ottobre 1962, di giorno è dirigente presso una nota casa di moda di Milano. La sua passione per la moda lo spinge, nel pieno boom degli anni ’80, a proporsi alla casa di moda Giorgio Armani dove si affermerà come Dirigente stilistico. Dopo aver lavorato al fianco di Musazzi – fino alla sua scomparsa – nel ruolo di attore secondario (inizia sostituendo un attore in servizio militare), diventa uno degli attori protagonisti quando Antonio Provasio lo vuole al suo fianco nel ruolo di Mabilia. Cura inoltre musiche, costumi e scenografie di tutti gli spettacoli. Nel 2020 grazie alla sua duplice carriera nel mondo della moda e dello spettacolo, fuse con rigore e professionalità, è stato investito del titolo di “Cavaliere al lavoro”.

    ITALO GIGLIOLI
    Cappello e baffi d’ordinanza, nel ruolo del marito della Teresa c’è Italo Giglioli, classe 1957 da Varese, che porterà sul palcoscenico, oltre al rispetto della tradizione, una pluriennale esperienza come attore e cabarettista dalla spiccata verve comica (da “Vivere” a “Mai Dire Gol”) il cui fil rouge, proprio come il Giuàn, è il rapporto con le donne di casa, una moglie “ingombrante” e una figlia che lo fa disperare con una serie di fidanzati sbagliati.

  • Principio d’incendio all’ospedale di Luino

    Principio d’incendio all’ospedale di Luino

    Un principio d’incendio si è verificato ieri all’ospedale di Luino, in provincia di Varese. Non si registrano feriti ma la struttura ha riportato danni ad alcuni impianti con disagi che potrebbero protrarsi per alcuni giorni, come ha riferito la stessa struttura sanitaria.

    Le fiamme sono divampate intorno alle 13, per cause ancora da accertare, in un’area esterna del padiglione centrale, in corrispondenza di un serbatoio di biossido di cloro. L’incendio, subito circoscritto e spento dai Vigili del fuoco, ha però comportato danni “ai locali di una vicina sottocentrale termica che serve alcuni servizi dell’ospedale” causando una mancanza di acqua calda nel reparto di Medicina generale, dove i pazienti ricoverati sono stati accolti in altre due aree di degenza libere nello stesso padiglione, e anche al blocco operatorio. In Radiologia, inoltre, manca l’alimentazione elettrica.

    Di conseguenza è stato chiesto al 118 di non trasportare pazienti nel pronto soccorso di Luino fino al ripristino della funzionalità della Radiologia e la direzione sanitaria invita gli abitanti del territorio “a privilegiare altre sedi a cui rivolgersi in questi giorni”. (

  • Rapita a Como e uccisa a Galliate: prosegue il processo Mazzotti

    Rapita a Como e uccisa a Galliate: prosegue il processo Mazzotti

    Nuova udienza, ieri mattina a Como, del processo nei confronti di tre imputati accusati di essere i mandanti del sequestro di Cristina Mazzotti, rapita a Eupilio (Como) la sera del 30 giugno 1975 e ritrovata morta il primo settembre successivo in una discarica di Galliate (Novara).

    In veste di testimoni, la corte d’Assise ha ascoltato i fratelli di Cristina, Vittorio e Marina Mazzotti. “Ricevemmo la notizia della morte di nostra sorella il primo settembre – ha detto Vittorio, faticando a contenere la commozione -. Non posso dimenticarlo anche perché era il compleanno di nostra madre, che proprio il giorno in cui compiva 50 anni venne a sapere che sua figlia non c’era più”.

    Vittorio Mazzotti ha spiegato che “Cristina era la piccola di casa, una ragazza brava e diligente” e “dopo il rapimento mio padre rispose alla prima telefonata. Gli chiesero 5 miliardi di lire di riscatto. Lui rispose che non era in grado di pagare e quelli replicarono minacciandolo di mandargli indietro la figlia a pezzettini. Papà era un uomo giovane e forte che ne aveva vissute e viste di tutti i colori, ma non sopportava quelle minacce. Alle successive telefonate risposi io”.

    Il pagamento del riscatto, ha ricordato ancora Vittorio Mazzotti, alimentò la speranza di rivedere Cristina, ma i giorni passarono senza notizie. “Il primo settembre mio zio andò in questura a Como per chiedere informazioni e, siccome non tornava, anch’io mi misi al volante con un altro zio per sincerarmi di che fine avesse fatto. Per strada incrociammo la sua auto. Ci fermammo. Lui scese e in lacrime ci diede la notizia della morte di Cristina”.

    Del giorno in cui si venne a sapere del ritrovamento del cadavere ha parlato anche Marina Mazzotti: “Ricordo la disperazione dei miei genitori… Si misero a letto, e mio fratello e io ci mettemmo a letto accanto a loro sperando di poterli consolare. Ma c’era poco da consolare”.

    Gli imputati sono Giuseppe Calabrò, 74 anni, reggino di San Luca residente a Bovalino (Reggio Calabria) detto “u’ duttiricchiu”, Antonio Talia, 73 anni, di Africo (Reggio Calabria) e il reggino Demetrio Latella, 71 anni, detto “Luciano”, residente nel Novarese l’uomo una cui impronta digitale fu trovata sulla carrozzeria della Mini sulla quale Cristina viaggiava la sera del rapimento ma che a Latella fu attribuita dal sistema Afis della polizia scientifica di Roma soltanto a fine 2006.

    Il quarto imputato, Giuseppe Morabito è deceduto per malattia alla fine dello scorso novembre, a processo già avviato.

    Si torna in aula il 16 aprile quando l’imputato Calabrò dovrebbe sottoporsi all’esame, unico dei tre ad avere accolto l’invito del tribunale.

  • Diventa un professionista del food & beverage: al via il nuovo corso a Magenta!

    Diventa un professionista del food & beverage: al via il nuovo corso a Magenta!

    Magenta

    Hai mai sognato di lavorare in un ambiente dinamico, a contatto con le persone, magari servendo un cappuccino perfetto o allestendo una sala elegante per una cena speciale? Se la risposta è sì, allora c’è una grande opportunità che ti aspetta! A partire dall’anno scolastico 2025-26, la sede di Magenta della FONDAZIONE ENAC LOMBARDIA C.F.P. CANOSSA inaugura il nuovo corso triennale di “Ristorazione- Servizio sala e bar”, un trampolino di lancio per chi vuole entrare nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza.

    Un’occasione per costruire il tuo futuro: scegliere la scuola superiore è una delle decisioni più importanti per il proprio futuro. Se da un lato la passione è fondamentale, dall’altro è possibile puntare su un percorso che offra concrete opportunità di lavoro. Con questo corso, potrai ottenere la qualifica di Operatore della Ristorazione, una figura sempre più richiesta in Italia e all’estero. Il settore dell’ospitalità è in continua crescita e ricerca costantemente giovani professionisti pronti a mettersi in gioco!

    Il programma formativo è studiato per far acquisire competenze pratiche e teoriche fondamentali per lavorare in ristoranti, hotel, bar e catering. Durante il percorso triennale si imparerà a:

    •Preparare e servire cibi e bevande con professionalità; •Gestire l’allestimento della sala e l’accoglienza dei clienti; •Organizzare eventi e banchetti; •Comunicare efficacemente, anche in lingua straniera (italiano e inglese); •Lavorare in team e sotto pressione, sviluppando capacità di problem solving; •Approfondire conoscenze matematiche e scientifiche applicate al settore.

    Al termine dei tre anni, si potrà scegliere se entrare subito nel mondo del lavoro o proseguire con un quarto anno, per ottenere il Diploma Professionale di Tecnico.

    Un aspetto che rende questa opportunità ancora più imperdibile? Il corso è completamente gratuito! Grazie al cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo, del Ministero del Lavoro e della Regione Lombardia, la formazione di qualità è accessibile a tutti, senza costi per le famiglie. Per qualsiasi dubbio, la segreteria della sede di Magenta è a disposizione per supportare le famiglie e fornire tutte le informazioni necessarie; è possibile chiamare lo 0297295501

    Se il tuo sogno è lavorare nella ristorazione, non perdere questa occasione! Il futuro è servito: sei pronto a coglierlo?

  • Falsi bonus edilizi, sequestri per 19 milioni e 90 indagati a Palermo

    Falsi bonus edilizi, sequestri per 19 milioni e 90 indagati a Palermo

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    PALERMO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale Palermo hanno eseguito una misura cautelare reale, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica, con cui è stato disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 19 milioni di euro nei confronti di 107 soggetti, tra imprese e persone fisiche.

    Le indagini hanno riguardato un sodalizio (composto da imprenditori e professionisti) dedito alla realizzazione di frodi in materia di bonus edilizi, a cui è stata ricondotta la gestione di 19 imprese edili, tutte con sede a Palermo, esecutrici di lavori di ristrutturazione fittizi, per oltre 26 milioni di euro.

    In particolare, lo sviluppo delle investigazioni ha consentito di delineare compiutamente l’operatività dell’associazione per delinquere secondo il seguente meccanismo illecito: le società coinvolte nella frode, applicando lo sconto in fattura, emettevano fatture per operazioni inesistenti verso clienti privati per lavori in realtà mai eseguiti, generando il credito d’imposta fittizio, utilizzabile in detrazione o cedibile a terzi; lo stesso veniva ceduto a intermediari finanziari, consentendone un’immediata e consistente monetizzazione;
    i titolari d’impresa distraevano parte delle somme mediante bonifici su conti correnti personali, prelevamenti di contanti, sottoscrizione di buoni fruttiferi postali, acquisto di oro, criptovalute, beni mobili e immobili.

    Oltre ai 7 membri dell’associazione, allo stato, risultano indagati altri 83 soggetti, tra amministratori di diritto delle imprese inserite nel circuito illecito e committenti compiacenti, concorrenti nei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e truffa aggravata.

    Alcuni tra i titolari delle imprese, inoltre, sono stati segnalati, a vario titolo, per le fattispecie di dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, autoriciclaggio, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Queste ultime due si riferiscono, nello specifico, alla compravendita di 16 immobili fittiziamente intestati a terzi e in parte acquistati con i proventi della frode.

    Le condotte di autoriciclaggio, analogamente, si riferiscono all’impiego del profitto illecito in attività finanziarie e speculative (quali la compravendita di immobili e l’investimento in buoni fruttiferi postali/criptovalute).

    Infine, nell’ambito dell’inchiesta, risultano indagate 10 società di capitali per gli illeciti in materia di responsabilità amministrativa dell’Ente. Sottoporre a vincolo cautelare ingenti crediti d’imposta ancora detenuti nei cassetti fiscali, nonchè decine di rapporti finanziari, oltre 50 immobili, autoveicoli, imbarcazioni e numerose quote societarie. L’intervento si aggiunge a un sequestro di 8 milioni di euro già eseguito nel corso delle indagini.

    – Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza –

    (ITALPRESS).

  • 6 chili di droga in casa, arrestato 23enne di Voghera

    6 chili di droga in casa, arrestato 23enne di Voghera

    I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Voghera, a seguito di una breve attività investigativa, hanno tratto in arresto per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente un 23enne.

    I militari hanno effettuato numerosi servizi di osservazione, notando movimenti sospetti in corrispondenza dell’abitazione del giovane, raccogliendo così numerosi elementi che hanno indotto gli investigatori a sospettare che nella casa vi fosse un ingente quantitativo di droga. Alle prime ore del giorno i carabinieri hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione rinvenendo 6 Kg di hashish; 25 g di cocaina oltre a materiale per il confezionamento. Trovato poi denaro contante, provento dell’attività illecita, per 3770 euro; banconote false per un totale di 3000 euro.

    Il giovane, al fine di occultare la sostanza stupefacente, aveva predisposto delle confezioni che riproducevano fedelmente delle stecche di cioccolata, rendendo ulteriormente complessa l’attività di riscontro dei militari. L’arrestato è stato portato presso la casa circondariale di Voghera.

  • Rutte “Gli Usa hanno un impegno con la Nato, ma l’Europa non indietreggi”

    Rutte “Gli Usa hanno un impegno con la Nato, ma l’Europa non indietreggi”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, alla vigilia del summit dei ministri degli Affari Esteri in programma a Bruxelles, è tornato a parlare dell’allontanamento degli Stati Uniti dall’Europa per concentrarsi sul fronte Indo-Pacifico annunciato da Donald Trump, esortando i Paesi del Vecchio Continente a non indietreggiare. “È comprensibile che gli Stati Uniti vogliano concentrarsi sempre di più su questa parte del mondo – ha dichiarato Rutte -. È quindi logico che l’Europa si faccia avanti ancora di più”. “Gli Stati Uniti sono impegnati nella NATO”, ha ribadito Rutte facendo intendere che Washington non ha intenzione di ritirarsi dall’Europa.

    Resta il fatto che Trump ha messo in crisi gli Stati membri della NATO con le sue aperture verso Mosca e le minacce rivolte a Kiev nel tentativo di porre fine alla guerra in Ucraina. In occasione del meeting di Bruxelles di questi giorni, i ministri degli Esteri dei Paesi NATO, temendo di essere escluse dagli sforzi diplomatici di Trump, cercheranno di inviare alla Casa Bianca messaggi attraverso l’inviato Rubio, tra cui l’approvazione a concedere una posizione neutrale permanente all’Ucraina, il riconoscimento dei territori occupati dalla Russia e i limiti militari imposti a Kiev.

    Intanto l’avvicinamento dell’amministrazione Trump a Mosca ha già messo in pausa un piano di revisione della strategia della NATO sulla Russia per quest’anno. Gli Stati Uniti hanno segnalato una certa cautela nel parlare della Russia per timore che possa ostacolare i negoziati. A proposito di Ucraina, il Segretario Rutte ha dichiarato che gli alleati della NATO hanno stanziato più di 20 miliardi di euro (21,65 miliardi di dollari) in sostegni militari nei primi tre mesi dell’anno e che dalla riunione di Bruxelles si stabilirà un ulteriore aiuto.

    – foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Milano, sgominate le baby gang delle rapine: 18 i minori coinvolti

    Milano, sgominate le baby gang delle rapine: 18 i minori coinvolti

    Con il tempo erano diventati il terrore dei coetanei, ma in un caso avevano anche rapinato un’anziana. A piccoli gruppi, in tre o quattro, in strada ma soprattutto nelle metropolitane milanesi, avvicinavano la vittima, la colpivano con calci e pugni, in qualche occasione le spruzzavano in faccia dello spray urticante e le strappavano la collanina d’oro oppure l’orologio.

    Dopo le indagini della Squadra mobile basate soprattutto sulle immagini delle telecamere di sorveglianza e intercettazioni telefoniche, per 18 minorenni è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre per altri 32 maggiorenni la Procura ordinaria, con il pm Rosaria Stagnaro, ha emesso un fermo per 25 colpi accertati. Tutti italiani di seconda generazione, per la maggior parte egiziani, sono “i ‘maranza’ e ne sono stati presi tanti”, come ha sintetizzato il sindaco di Milano Giuseppe Sala aggiungendo che “questi ragazzi da un lato vanno seguiti, educati, però dall’altro, quando sbagliano ripetutamente, e quelli fermati oggi hanno sbagliato ripetutamente, devono scontare la pena”.

    I poliziotti hanno scoperto che, dopo le rapine, portavano le collanine e altri preziosi a una coppia di romeni residente in via Ricciarelli, in zona San Siro, che provvedeva a riciclare l’oro in Romania. Ai romeni e a due minori, tra cui una ragazza, è contestata l’associazione a delinquere; ad altri i reati di ricettazione, riciclaggio e rapina.

    Le indagini condotte in modo “sistematico”, prendendo quindi in esame tutti i 25 colpi, sono cominciate il 9 luglio del 2024 quando l’equipaggio di una Volante aveva controllato tre ragazzi. Non avevano documenti e in uno dei loro telefoni era stata trovata una foto scattata alcuni giorni prima di un orologio Cartier Pasha, inoltrata a tale “Niko”. L’orologio era quello rapinato a un uomo e la visione delle immagini di sorveglianza aveva stabilito che uno dei tre era tra gli aggressori.

    Sono seguite intercettazioni e pedinamenti che hanno documentato come l’appartamento di via Ricciarelli fosse frequentato da ragazzi nordafricani che portavano la merce che veniva pesata e poi comperata dai romeni che in un’occasione, all’aeroporto di Orio al Serio, erano stati trovati con 60 pezzi di gioielli in oro e quindi denunciati per ricettazione. All’inizio i giovani andavano direttamente dai romeni ma, nel tempo, avevano cominciato ad avvalersi di due intermediari, tra cui una ragazza minore, per organizzare in modo ordinato gli scambi.

    I fatti sono definiti agli atti dell’inchiesta “particolarmente gravi” in quanto riguardo le rapine gli autori non hanno esitato “a esercitare una forza brutale fisica sulle vittime”. Secondo il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, “l’operazione condotta a Milano, con lo smantellamento di un’intera rete criminale, é l’ennesima dimostrazione dell’impegno che le Forze di Polizia stanno profondendo nel contrasto alla delinquenza e all’illegalità sulle nostre strade”

  • Delitto Garlasco: genetista pm, su unghie di Chiara c’è dna di Sempio

    Delitto Garlasco: genetista pm, su unghie di Chiara c’è dna di Sempio

    Un dna maschile trovato sui frammenti delle unghie di Chiara Poggi “è risultato perfettamente sovrapponibile” a quello attribuito dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 per l’omicidio, ad Andrea Sempio, il 37enne nuovamente indagato per il delitto di Garlasco dopo essere già stato archiviato nel 2017.

    Lo scrivono i consulenti della Procura di Pavia Carlo Previderè e Pierangela Grignani nelle conclusione di una consulenza di 60 pagine, visionate da LaPresse, depositata ai pm di Pavia Valentina De Stefano e l’aggiunto Stefano Civardi che indagano sull’omicidio del 13 agosto 2007. Risultati che saranno oggetto dell’incidente probatorio per cui il 9 aprile il gip conferirà l’incarico.

    Nella relazione del 5 febbraio 2024, mesi prima che la Procura di Pavia ottenesse dalla Corte di Cassazione la riapertura delle indagini a carico di Sempio negate per due volte dal gip, si legge che sui “numerosi reperti” consegnati dai carabinieri di Milano “sono emersi cinque differenti aplotipi Y, riconducibili a cinque differenti linee maschili”. Quattro di questi sono stati esclusi dalla comparazione con i dna ricavati dai frammenti di unghie della 26enne uccisa. Uno invece è “compatibile” con quello ricavato dal quinto dito della mano destra e il primo della mano sinistra di Chiara Poggi e “perfettamente sovrapponibile” con il cosiddetto “campione CT28112016”. Si tratta dei “profili genetici relativi ai polimorfismi del cromosoma Y” ottenuti nel dicembre 2016 dal consulente dei difensori di Stasi, avvocati Giada Bocellari e il professore Angelo Giarda (oggi defunto), dottor Matteo Fabbri su un cucchiaio e su una bottiglia d’acqua da 50 cl prelevati all’insaputa di Andrea Sempio da alcuni investigatori privati della società SKP.

    Episodio per il quale sono anche finiti indagati e archiviati a Milano. Sempre nel 2016 il dottor Pasquale Linarello ha ricevuto l’incarico dai difensori dell’allora fidanzato di Poggi di effettuare un “confronto” tra il dna ottenuto da Fabbri su cucchiaio e bottiglia con quelli ottenuti dal perito della Corte d’assise d’appello di Milano che condannò Stasi, Francesco De Stefano. La consulenza depositata alla Procura di Pavia ricalca per molti versi le conclusioni di Linarello che parlò di “perfetta compatibilità genetica” con i profili estratti da De Stefano sul quinto dito della mano destra e il primo della mano sinistra di Poggi.

  • Novara, senzatetto aggredito a martellate: arrestato per tentato omicidio

    Novara, senzatetto aggredito a martellate: arrestato per tentato omicidio

    È in carcere con l’accusa di tentato omicidio l’uomo ritenuto responsabile del violento pestaggio avvenuto lo scorso 24 marzo all’interno dell’ex caserma Passalacqua di Novara. La vittima, un senzatetto di 71 anni, è stata brutalmente colpita alla testa con un martello e si trova ancora ricoverata in prognosi riservata.

    L’aggressore, anch’egli senza fissa dimora, è stato identificato dai carabinieri nel corso delle indagini. Secondo quanto ricostruito, il gesto sarebbe scaturito da una banale discussione legata a questioni di soldi e debiti pregressi tra i due. Dopo aver inizialmente negato ogni coinvolgimento durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, Roberta Gentile, l’uomo avrebbe successivamente ammesso i fatti.

    L’episodio ha suscitato grande preoccupazione tra i cittadini di Novara, ponendo l’attenzione sulle condizioni di degrado e pericolo che persistono in alcune aree abbandonate della città. Nel frattempo, le autorità continuano a monitorare la situazione per evitare ulteriori episodi di violenza e garantire maggiore sicurezza alla comunità.