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  • L’idiozia dilagante e i vandali prevalgono: chiuso il multipiano di Magenta, Asm e Comune corrono ai ripari

    L’idiozia dilagante e i vandali prevalgono: chiuso il multipiano di Magenta, Asm e Comune corrono ai ripari

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Nel tardo pomeriggio di ieri si è verificato al parcheggio multipiano di Via De Gasperi a Magenta l’ennesimo atto vandalico: ignoti hanno dato alle fiamme uno scooter al piano scoperto del parcheggio. Il rogo è stato domato grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco. Su richiesta dell’Amministrazione Comunale di Magenta, ASM ha provveduto immediatamente a chiudere il parcheggio per motivi tecnici.

    La chiusura è stata quindi decisa innanzitutto per tutelare tutti coloro che quotidianamente lo utilizzano. I tecnici di ASM sono al lavoro per ripristinare il parcheggio in modo da poter effettuare la riapertura al più presto. L’Amministrazione Comunale di Magenta e ASM stanno valutando provvedimenti urgenti per contenere al massimo i disagi conseguenti alla chiusura del parcheggio.

    ASM MAGENTA

    Post Scriptum Purtroppo, contro questa ignoranza dilagante, c’è ben poco da fare. Anche i provvedimenti più duri ed emergenziali servono davvero a mitigare, non certo a risolvere. Siamo di fronte a un tasso di imbecillità e di episodi di vandalismo recidivo davvero preoccupanti.

  • Padre Alberto, fratello di Santa Gianna Beretta Molla, è Venerabile

    Padre Alberto, fratello di Santa Gianna Beretta Molla, è Venerabile

    Un nuovo passo importante per la causa di beatificazione di un Cappuccino nato nella nostra Diocesi si è compiuto ieri: papa Francesco ha infatti autorizzato la promulgazione del Decreto sull’eroicità delle virtù di padre Alberto Beretta.

    Giovinezza tra Milano e Bergamo
    Nato a Milano il 28 agosto 1916, Enrico – questo il suo nome di battesimo – è il settimo dei tredici figli, cinque dei quali morti in tenera età, di Alberto Beretta e Maria De Micheli, che hanno casa in piazza Risorgimento 10. Nel 1925 si trasferisce con la famiglia a Bergamo. La sua doppia vocazione nasce grazie all’incontro con padre Adriano da Zanica, cappuccino, missionario in Brasile. S’iscrive quindi a Medicina, continuando gli studi anche nel periodo trascorso a Genova.

    Affianca allo studio la frequentazione del circolo teologico-culturale «Il Ceppo», fondato da padre Genesio da Gallarate nel convento cappuccino di viale Piave 7: lì conosce Marcello Candia (Venerabile dal 2014), del quale diventa amico.

    Cappuccino e medico
    Il giorno del funerale del padre, Enrico comunica alla famiglia la sua decisione: sarà cappuccino e medico a Grajaú, in una vastissima area del tutto sprovvista di assistenza medica. Parte per il noviziato, ma la guerra lo obbliga ad andare a Firenze per il corso allievi ufficiali. Dopo la caduta del fascismo, sceglie di nascondersi nella casa di famiglia a Viggiona, poi raggiunge il fratello Ferdinando in Svizzera.

    Terminata la guerra, inizia la formazione nello studentato teologico di piazzale Velasquez a Milano: veste il saio nel febbraio 1948 e, in onore dei genitori, diventa fra Alberto Maria. Viene ordinato sacerdote dal cardinal Schuster il 13 marzo 1948; arriva a Grajaú, nel Maranhão, il 2 agosto 1949. Sei giorni dopo pronuncia parole che hanno il sapore di un programma di vita: «Il Signore accompagna da vicino qualsiasi anima. È lui il Salvatore di tutti. È lui, il Signore, colui che cura gli ammalati, noi siamo soltanto strumenti nelle sue mani».

    L’attività medica riempie ogni sua giornata: si tiene aggiornato per fornire le migliori cure possibili specialmente ai malati oculistici e ai lebbrosi. Dedica comunque moltissimo tempo alle visite nei villaggi (le desobrigas), per potervi celebrare la Messa almeno una volta l’anno. Il 16 agosto 1964, con la professione perpetua, è accolto definitivamente nell’Ordine cappuccino.

  • Incidente tra Vittuone e Cisliano blocca la provinciale: ferita una ragazza

    Incidente tra Vittuone e Cisliano blocca la provinciale: ferita una ragazza

    Un incidente stradale, avvenuto questa mattina verso le 6.30, ha letteralmente bloccato la sp227 che collega Cisliano a Vittuone. Sul posto sono giunti i soccorritori della Ata di Zelo, l’automedica e i vigili del fuoco.

    Intervenuti i carabinieri per gestire la viabilità e per i rilievi. Una ragazza di 26 anni è stata accompagnata al pronto soccorso in codice giallo.

  • Capitan Ventosa e ‘Striscia’ alla stazione di Abbiategrasso: ecco il video

    Capitan Ventosa e ‘Striscia’ alla stazione di Abbiategrasso: ecco il video

    E alla fine, come previsto, arrivò anche la messa in onda. Striscia la Notizia ieri sera (col ritorno di Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti alla conduzione) ha diffuso il servizio televisivo realizzato martedì mattina da Capitan Ventosa. Giorno di passione ed enormi disagi per i pendolari, con una giovane capotreno aggredita e ritardi di oltre due ore che di fatto hanno paralizzato la linea.

    “I viaggiatori sono esasperati e hanno ragione – commenta Franco Aggio, presidente dell’associazione dei viaggiatori MiMoAl –. Questi episodi ottengono il solo risultato di creare ulteriori disagi e disservizi con migliaia di persone che non raggiungono il posto di lavoro. La strada però non può essere quella delle aggressioni questo lo ripeterò sino alla noia”.

    “I disservizi – aggiunge Aggio – hanno delle cause precise e i reclami devono essere indirizzati alla Regione Lombardia, Trenord e, in misura minore, a Rfi. Mandiamo i messaggi a loro ma non fermiamo i treni. Il personale non ha alcuna responsabilità anzi le loro condizioni di lavoro, spesso, sono addirittura peggiori di quelle dei viaggiatori”. Sull’accaduto, del quale si stanno occupando i carabinieri, arriva l’attestazione di solidarietà dell’assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile, Franco Lucente.

    Dai primi mesi del 2024 arriveranno lungo la linea i nuovissimi treni promessi da Regione Lombardia, mentre a Roma si gioca al Ministero dei Trasporti la partita per i fondi del raddoppio: i pendolari, nel frattempo, sperano di non rivivere più certe giornate.

    Ecco il video: https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/stazione-abbiategrasso-treni-mortara-milano_517776/

  • Vercelli: “Finirai come Giulia Cecchettin”, arrestato per abusi sulla figlia  della compagna

    Vercelli: “Finirai come Giulia Cecchettin”, arrestato per abusi sulla figlia della compagna

    Un uomo di 65 anni è stato arrestato dalla polizia di Vercelli per maltrattamenti in famiglia in seguito alla denuncia della figlia della compagna, che ai poliziotti della squadra mobile della Questura ha raccontato che subiva abusi dall’età di 12 anni, prima con piccole attenzioni, poi con atti sempre più violenti, divenuti con il tempo quotidianità.

    La polizia riferisce che l’insofferenza della giovane non è passata inosservata all’uomo che, non riuscendo più ad ottenere quanto prima gli veniva concesso senza alcuna resistenza, ha dato più volte in escandescenze colpendo violentemente la donna fino a minacciarla di farle fare la fine di Giulia Cecchettin.

    La polizia di Stato di Vercelli, coordinata dal sostituto procuratore Paternò, ha eseguito nei confronti del 65enne italiano la misura cautelare in carcere, disposta dal gip su richiesta della locale procura della Repubblica.

  • Del Gobbo e il Documento di Piano: “Altro che cementificatori creiamo opportunità di sviluppo per Magenta”

    Del Gobbo e il Documento di Piano: “Altro che cementificatori creiamo opportunità di sviluppo per Magenta”

    L’Amministrazione di Luca Del Gobbo come quella del cemento? L’Amministrazione del centrodestra come quella che decide il futuro dell’Urbanistica nelle segrete stanze del Palazzo?

    Macchè tutte “balle” o come si dice oggi “fake news”. A dimostrarlo dati alla mano sono stati oggi in conferenza stampa (la potete rivedere sulla pagina Facebook di Ticino Notizie) il Sindaco Luca Del Gobbo e il suo Assessore alla partita Simone Gelli. Che sono per inciso la “memoria storica” anche del primo decennio del Del Gobbo uno e due (2002/2012).

    “Ancora una volta – ha esordito Del Gobbo – ci siamo trovati con delle ‘patate bollenti’ tra le mani. Sono corsi e ricorsi storici che debbo dire c’erano già stati nel 2002 (ma all’epoca per il buon Luca con i sette cantieri lasciati inusitatamente aperti dalla Giunta Labria le cose erano andate anche peggio…) e per i quali siamo preparati. Non accampiamo scuse. Stavolta, il ‘Del Gobbo Ter’ è partito con un Documento di Piano risalente all’Amministrazione Invernizzi Salvaggio abbondantemente scaduto”.

    “Abbiamo dovuto correte – ha proseguito il Sindaco – e così in cinque mesi anche grazie all’eccellente lavoro dei nostri Uffici (che nel frattempo sono stati adeguatamente implementati con risorse professionali all’altezza) siamo arrivati a conclusione di questo percorso. Forse qualcuno non ci credeva e così questo Centrosinistra è stato preso in contropiede… “.

    Il Documento di Piano, in altre parole, serve per non tenere la città bloccata e far arrivare nelle casse del Comune (il che non guasta mai …) un po’ di oneri di urbanizzazione. Perché i matrimoni coi ficchi secchi non sono mai andati troppo bene….

    “Ciononostante – ha precisato Del Gobbo – anche quest’anno la mia Amministrazione, grazie all’ottimo lavoro del Vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici Enzo Tenti è riuscita a trovare il modo per far arrivare un po’ di ossigeno nelle casse dell’erario comunale”.

    Il primo cittadino ha poi puntualizzato come il lavoro attorno al Documento di Piano – che ricordiamolo ancora si riferisce ad un PGT che non è di questa Giunta – sia stato il frutto di un lavoro all’insegna della concertazione e della condivisione, come dimostrato dalle serate dedicate e dal fatto che l’imprenditore viene sempre visto “come un interlocutore con cui dialogare e mai imporre o vessare”.

    Naturalmente questo Documento di Piano è una sorta di ‘pezza’ per andare avanti ed è in qualche modo propedeutico a quello che sarà il PGT dell’Amministrazione Del Gobbo.

    Il prossimo 20 gennaio – ha annunciato il Sindaco – convocheremo gli ‘Stati Generali’ della Città di Magenta. Una data importante perché segnerà l’altro binario in ambito d’Urbanistica e progettazione del Territorio.

    Da un lato, infatti, questo Documento di Piano che guarda anche avanti ma è una sorta di azione di “pronto soccorso” rispetto a chi avrebbe dovuto fare e non ha fatto, e il nuovo Strumento Urbanistico che, invece, andrà ad incidere in maniera ancora più organica e sostanziale rispetto al futuro disegno di Città.

    Ciò detto, Del Gobbo ha evidenziato alcune ‘linee guida’ che già si evidenziano in questo Documento di Piano: “Il nostro obiettivo è mantenere l’identità di Magenta, quindi, nessuna cementificazione, quanto, piuttosto l’idea di cogliere le opportunità per nuovi insediamenti produttivi. Creare quei posti di lavoro che spiace ancora dirlo mancano a Magenta da un decennio….”.

    E così ecco che il ‘Del Gobbo Ter’ che dopo un inizio compassato è tornato alle origini del primo Del Gobbo più focoso e fumantino, non ha potuto lesinare altre frecciate alle Minoranze: “Dopo l’OBI e la Lindt chi ha portato nuovi posti di lavoro a Magenta?”.

    Stessa puntura di spillo per le aree degradate riconsegnate alla Città: “Dopo il recupero della Laminati Plastici, dell’ex Red, dell’area Fiat, e della Naj Oleari per la parte ovviamente che non è entrata nel fallimento (questione STF), non ho visto grandi progetti con le successive Giunte. Mi ricordo solo di un’Amministrazione Labria che ha progetto la nascita di un intero quartiere (quello in zona Sud) che era inizialmente totalmente sprovvisto di servizi….”.

    Ma il fiume in piena non si è fermato qua. Riservando anche qualche importante previsione per il futuro.

    “Nei diversi allegati al Documento di Piano c’è la nuova progettazione di Piazza Kennedy, il che significa un altro fulcro per Magenta, così come i 500 posti auto in zona Nord, una parte di essi nell’area ex Novaceta, il rimanente nei pressi della Stazione (è tornata attiva infatti la concertazione con RFI per il recupero dell’ex Scalo Merci, altro vecchio pallino delle prime Giunta Del Gobbo che poi nessuno ha portato a compimento)”.

    Altre due note. Una sull’Area Saffa. “Leggo post dell’allora Sindaco Invernizzi in cui si parlava nel 2017 che era tutto pronto. Per cosa non si sa. Prendo atto che a Boffalora è arrivata la Vetropack, intanto, mentre a Pontenuovo non è arrivato un bel niente. Noi puntiamo ad ampliare l’area a vocazione produttiva perché pensiamo che qui vada colta un’opportunità per la Frazione, senza dimenticare i servizi commerciali”.

    Quanto alla Novaceta il Sindaco ha detto: “La partita qui riparte zero a zero palla al centro”. Come dire che anche il (poco) per la verità fatto dall’allora Sindaco Calati dovrebbe essere rimesso in discussione cercando di trovare una soluzione migliorativa rispetto alla creazione di nuova occupazione per il territorio.

    Chiosa ancora tutta politica del Sindaco: “In questo Documento di Piano ci sono numeri e fatti. Quindi, capisco il disco rotto del PD e di Progetto Magenta ma quando sono i numeri a parlare c’è poco da dire. Quanto ancora agli amici del PD debbo essere solidale con loro in questo momento. Sono in forte difficoltà a livello di comunicazione politica e non potrebbe che essere così.
    Sono in mezzo al guado, quasi bipolari. Da un lato, sono attratti dalla politica nazionale fatta solo di NO del loro segretario Schlein, dall’altro lato, hanno delle uscite come quella del loro esponente Matteo Di Gregorio che chiede una serie di interventi, salvo poi quando vengono realizzati si ‘dimentica’ che per metterli a terra e realizzarli serve un’Amministrazione in carica e non un’opposizione…”

    Ultimissima nota: “Il bilancio sarà approvato entro il prossimo 21 dicembre senza alcuna deroga. Anche qui la Minoranza se vuole lo può votare e può contribuire a vedere realizzate anche le sue istanze. Perchè sempre più spesso accade che plaudano a cose che poi fa questa Maggioranza. Se vogliamo (battuta finale col sorriso ndr) noi siamo inclusivi e possiamo sempre accogliere nuovi compagni di viaggio…”.

  • Salumificio Venegoni di Boffalora sopra Ticino, perfezionato l’affitto del ramo d’azienda

    Salumificio Venegoni di Boffalora sopra Ticino, perfezionato l’affitto del ramo d’azienda

    Importanti novità per lo storico salumificio Venegoni di Boffalora sopra Ticino.

    L’intento è quello di dare la continuità ad un marchio la cui qualità è apprezzata da tutti e così, lo scorso primo dicembre, è stato perfezionato l’affitto del ramo d’azienda per la produzione e vendita dei prodotti con la società M.P. Srl di Desenzano del Garda.

    In virtù di questo passaggio il marchio Venegoni rimarrà invariato e continuerà a rimanere sul mercato. Si tratta di un passaggio importante per un’azienda locale con oltre un secolo di storia sulle spalle: il Salumificio Venegoni prende infatti origine dalla “Trattoria dei cacciatori, con stallazzo, 2 camere con vista sul Naviglio Grande e produzione di insaccati locali”, gestita da Antonio Venegoni dal 1880 al 1914, come da guida Ufficiale del Touring Club Italiano del 1912.

    Nei mesi estivi si era parlato dell’acquisto del salumificio da parte di un imprenditore campano: vendita che in realtà non era mai avvenuta o quanto meno mai stata perfezionata. La Mp, che ha acquisito la proprietà del ramo d’azienda di Venegoni, è un’azienda agricola attiva nel mercato suinicolo che nel 2022 ha fatto registrare un fatturato da 50 milioni di euro, con un utile di 8.

  • Cassinetta: Bennati, dove il Natale è di casa. Così fai bella figura!

    Cassinetta: Bennati, dove il Natale è di casa. Così fai bella figura!

    Quando arriva il periodo natalizio impossibile non pensare per un regalo allo storico negozio-spaccio di Cassinetta di Lugagnano di Viale Lombardia 7 della famiglia Bennati.

    L’azienda con sede nel piccolo centro tra Magentino e Abbiantese è leader nel settore dei cesti regalo aziendali dal 1984.
    Si tratta di un’equivalenza quasi perfetta (Bennati uguale Natale) che in questi anni si è perpetuata e rafforzata ancor di più, anche grazie ad una cartellonistica di successo ormai diventata a sua volta un cliché intramontabile.
    Così come lo slogan quanto mai azzeccato associato all’immagine del Babbo Natale verde (Babbo Ben): ‘Fai bella figura’.
    Che potete trovare sullo store on line www.bennati.com dove comodamente potrete acquistare cesti natalizi, panettoni, pandori e altri dolci di Natale, oltre a vini, spumanti e altre specialità gastronomiche tipiche.

    Naturalmente sullo shop on line è possibile acquistare i regali e ritirarli in negozio senza spese di spedizione.

    Tutti i cesti sono studiati con attenzione alla sostenibilità: prodotti bio, che valorizzano le eccellenze locali, cesti vegetariani, e soprattutto tutte le confezioni sono realizzate in cartone ecosostenibile certificato FSC, l’ente che certifica l’utilizzo responsabile delle risorse forestali.

    Naturalmente, da parte nostra, consigliamo sempre un salto presso lo store di Viale Lombardia, per vedere e toccare col vivo la varietà di quanto propone quello che è diventato un autentico punto di riferimento commercialmente parlando per tutto l’Est Ticino e non solo. E perché no, anche per farvi consigliare da un personale esperto e sempre disponibile.

    Ogni anno la famiglia Bennati e il suo staff fa attenzione a proporre sempre novità che sappiano cogliere nel segno, ma soprattutto – come recita lo slogan – vi facciano fare bella figura.

    E così eccovi alcuni consigli per gli acquisti andando così sul sicuro e proponendo qualcosa di nuovo e unico: il panettone con amarene e gocce di cioccolato; il panettone con mela, pera e pesca candita; i panettoni solidali, per Banco Alimentare e Opera San Vincenzo o, ancora, il Crunchmas Tree, ossia, un alberello da comporre di cioccolato fondente e frutta secca.

    Naturalmente l’altro pezzo forte da sempre dello store è il vastissimo assortimento dell’Enoteca che quest’anno si è arricchita di oltre trecento novità provenienti da tutta Italia e anche con Champagne ed eleganti grappe per un regalo raffinato.
    Anche qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta: Champagne, Spumanti, Ornellaia, una grande selezione di Magnum, Garden Spritz di Moet Chandon…

    Impossibile citarli tutti è per questo che vi consigliamo di consultare le sezioni dello store on line dedicate: https://www.bennati.com/22-vini-e-grappe-in-confezione e
    https://www.bennati.com/12-spumanti

    Così vi renderete conto da soli di cosa offre Bennati.

    Tra le altre ‘chicche’ che vi consigliamo trovate il Cuore di Pandoro (antenato dell’attuale Pandoro) o la Pasta di Gragnano proposta in cinque confezioni tematiche.

    Anche qui da rimarcare lo sforzo costante nella ricerca della qualità, non è un caso che il pastificio Gragnano sia stato insignito già nel 2012 del riconoscimento IGP.

    Come vi abbiamo già anticipato Bennati è da sempre molto attento anche all’aspetto etico. Quella che si chiama responsabilità sociale d’impresa qui ha radici profonde.

    Non è un caso, infatti, che l’Azienda da anni sia al fianco di associazioni ed enti attivi nel sociale sul territorio locale e nazionale: Banco Alimentare, Fondazione Francesca Rava, AIL, ABIO Milano, L’Albero della Vita, Banco di Solidarietà Como, Società San Vincenzo de Paoli.

    Di particolare valore la collaborazione con il Banco Alimentare – per ogni cesto venduto Bennati dona l’equivalente di un pasto – e con la San Vincenzo de Paoli.

    Chi vuole può fare la sua parte e dare un contributo a questa generosità: tant’è che presso il negozio di Cassinetta è possibile acquistare i panettoni solidali che generano una donazione per Banco Alimentare e San Vincenzo De Paoli.

    “In particolare, la collaborazione con Banco Alimentare è molto solida – spiega la famiglia Bennati – Nel 2022 abbiamo donato l’equivalente di 400.000 pasti, e quest’anno abbiamo l’obiettivo di donare 500.000 pasti per arrivare ad un totale di 1,9 milioni di pasti donati in 5 anni di collaborazione.

    Nel nostro negozio sono disponibili i panettoni solidali, la cui vendita genera una donazione a Banco Alimentare o alla Società di San Vincenzo De Paoli, che ogni anno aiuta 100.000 persone in difficoltà a reinserirsi nella società”.

    Bennati, dunque, scende in campo in prima linea per la solidarietà. “Fare impresa per Bennati non significa solo generare profitto, ma anche avere un impatto positivo, inseguendo dal primo giorno di attività il sogno di rendere il mondo migliore, e quale miglior momento per essere più buoni con chi è meno fortunato se non a Natale? Le nostre confezioni regalo sono le più famose in Italia con una storia di 40 anni, segnati da un successo dopo l’altro”.

    Nel 2021 Bennati è stata riconosciuta ufficialmente come Società Benefit, a testimonianza dell’impegno concreto verso la creazione di valore condiviso per i clienti, per i dipendenti e per la comunità in cui opera.

    Bennati è anche al fianco degli Alpini dal 2018 e collabora con molte realtà locali impegnate nell’associazionismo.

    A tal proposito vi ricordiamo l’appuntamento di sabato 16 dicembre quando alle 18 presso lo spaccio aziendale sarà ospite il coro degli Alpini Monte Grappa che canterà in esclusiva prima di dirigersi verso l’Auditorium dell’Annunciata di Abbiategrasso per il tradizionale concerto di Natale. Non mancate!

  • Abbiategrasso, Capitan Ventosa tra i pendolari della MI MO in stazione (e anche oggi.. ritardi)

    Abbiategrasso, Capitan Ventosa tra i pendolari della MI MO in stazione (e anche oggi.. ritardi)

    Chissà se ci riuscirà almeno lui, verrebbe da dire con una battuta.. Questa mattina, tra le migliaia di pendolari giornalieri della linea Milano Mortara, è apparso Capitan Ventosa con al seguito le telecamere di Strizia La Notizia. Il tg satirico dei canali Mediaset è dunque venuto a testimoniare il travaglio quotidiano dei viaggiatori, messi a dura prova anche negli ultimi giorni con ritardi e cancellazioni. Anche stamattina, peraltro, in stazione a Bià i tabelloni degli orari davano almeno due tre in forte ritardo.

    L’auspicio è che l’attenzione di Striscia possa alleviare, almeno in parte, quanto da anni patiscono i pendolai di una delle linee (Trenord canta) che accumula periodicamente i maggiori ritardi. Anche si recente, lungo i convogli degli ignoti avrebbero spaccato i finestrini del treno che poi non è stato più utilizzato nella mattinata di settimana scorsa, quando si sono accumulati altri ritardi sulla linea Milano-Mortara.

    In base a quanto reso noto da Trenord, i ritardi di lunedì sera sono stati causati infatti da problemi al “sistema di controllo della marcia treno”. Inoltre nella stazione di Parona sono stati vandalizzati due totem e un lampione dell’illuminazione pubblica. Non è chiaro se i danneggiamenti sono stati a opera degli stessi viaggiatori, che in precedenza percorrevano la tratta da Milano a Mortara e avrebbero vandalizzato il treno.

    Sta di fatto che l’esasperazione è ormai alle stelle tra i pendolari della linea Milano-Mortara. E arriva il giorno dopo l’annuncio del rinnovo per altri dieci anni del contratto di servizio a Trenord. Tra le novità principali nel nuovo contratto di servizio, che sarà pubblicato nel giro di sessanta giorni, c’è una migliore gestione e comunicazione più tempestiva in caso di anomali e disservizi sulla tratta.

    Una notizia che era nell’aria ma accolta con scetticismo dall’associazione dei pendolari MiMoAl.

    “Ci aspettiamo di vedere da Trenord dei passi avanti in breve tempo”, ha spiegato il presidente Franco Aggio, citando l’esperienza recente del servizio che, secondo il portavoce dei pendolari, “non lascia tranquilli”.

    CAPITAN VENTOSA
    Capitan Ventosa alias Fabrizio Fontana è l’inviato di Striscia la notizia diventato il paladino di tutti i cittadini. Intento a esorcizzare i temi di grande attualità con il suo curioso travestimento, Fabrizio Fontana veste i panni di Capitan Ventosa, l’inviato di Striscia la notizia, il Tg satirico di Canale 5. Diventato ben presto il paladino della giustizia, ha una ventosa in testa e indossa una tutina gialla, da qui il nome di Capitan Ventosa. Con i suoi servizi di denuncia, nel format televisivo Mediaset, Fontana riesce a coinvolgere i telespettatori con il tormentone mi stimo e mi incoraggio!. Ha 53 anni ed una Laurea conseguita alla prestigiosa università Bocconi di Milano.

  • Incredibile in Lombardia: al Niguarda primo trapianto a cuore fermo

    Incredibile in Lombardia: al Niguarda primo trapianto a cuore fermo

    Il Sistema Regionale Trapianti lombardo ha raggiunto un altro importante traguardo. All’Ospedale Niguarda di Milano è stato trapiantato un cuore che aveva smesso di battere da 20 minuti. Si tratta di una donazione definita ‘a cuore fermo’. Il prelievo ed il trapianto di cuore sono stati effettuati dall’equipe della Cardiochirurgia e del Trapianto del Cuore dell’Ospedale Niguarda di Milano diretta da Claudio Russo.

    Dall’uomo deceduto sono stati prelevati anche il fegato ed i reni, successivamente trapiantati in altre strutture della Rete Nazionale Trapianti. La donazione è avvenuta all’ospedale di Circolo di Varese dell’ASST Sette Laghi ed ha visto coinvolta l’equipe della Terapia Intensiva Generale e della Cardiorianimazione (che afferisce al dipartimento Cardiovascolare) dirette rispettivamente da Luca Cabrini e da Paolo Severgnini e il Coordinamento Ospedaliero di Procurement diretto da Federica De Min. “Questo risultato – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – consentirà di aumentare il numero dei potenziali donatori ed è stato possibile certamente grazie alla capacità di tutti gli operatori coinvolti di agire in sinergia con professionalità e umanità per il bene dei malati.

    Ma soprattutto grazie alla solidarietà dei familiari del donatore, manifestata attraverso il gesto del dono, nel rispetto della volontà espressa in vita dal proprio caro. La donazione e il trapianto di organi e tessuti stanno crescendo in Lombardia grazie alle azioni di miglioramento adottate nelle strutture sanitarie”. Questa tipologia di donazione e trapianto è innovativa, in quanto il cuore viene fatto ripartire grazie a tecniche di circolazione extracorporea che vengono messe in atto dopo la morte in soggetti in cui i trattamenti intensivi vengono sospesi in seguito a neurolesioni gravissime. La normativa italiana prevede venti minuti di assenza di attività cardiaca per la determinazione della morte del soggetto. Fino ad un anno fa, questo tempo era ritenuto non compatibile con la ripresa dell’attività del cuore. Le procedure messe in atto in questo caso ne hanno consentito invece il trapianto e la ripresa funzionale. La complessa organizzazione del prelievo è stata gestita in loco dal Responsabile del Programma Regionale di donazione organi e tessuti, Marco Sacchi, che grazie alla sinergia con AREU è oggi in grado di rivestire un ruolo operativo a supporto dei processi di donazione complessi.

    La valutazione di compatibilità dei possibili riceventi è stata gestita dalla Struttura Complessa Trapianti Lombardia-NITp diretta da Tullia De Feo che, dalla sede storica del Policlinico di Milano, garantisce h 24 la valutazione di idoneità e l’allocazione degli organi ai riceventi in comunicazione continua con il Centro Nazionale Trapianti operativo.