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  • Arancia Meccanica a Borgomanero: due giovani arrestati dai CC per rapina e violenza sessuale

    Arancia Meccanica a Borgomanero: due giovani arrestati dai CC per rapina e violenza sessuale

    Una violenta aggressione con calci e pugni ai danni di una coppia di cinquantenni, sfociata in violenza sessuale e rapina. Una scena, secondo gli investigatori, da Arancia Meccanica. Tutto e’ accaduto tre settimane fa a Borgomanero, nel Novarese. I dettagli sono stati forniti ieri in una conferenza stampa dal comandante provinciale dei Carabinieri di Novara, colonnello Emilio Palmieri, e dal comandante della tenenza di Borgomanero, tenente Michele Russi. La coppia stava rientrando nella propria casa nel centro storico di Borgomanero quando, poco prima di mezzanotte, vicino all’abitazione, ha notato tre ragazzi che si aggiravano con fare sospetto. Uno dei tre stava entrando nel cortile.

    Fermato il veicolo, l’uomo e’ sceso e ha chiesto se cercassero qualcuno, ma i tre per tutta risposta l’hanno aggredito, prima insultandolo, poi con calci e pugni. La donna allora e’ scesa invitandoli a fermarsi, ma e’ stata anche lei aggredita. I malviventi le hanno strappato un ciondolo d’oro dal collo e l’hanno molestata sessualmente. La coppia si e’ poi rifugiata all’interno dell’autovettura, e nonostante gli aggressori avessero iniziato a colpire il veicolo danneggiandolo pesantemente, sono riusciti a ripartire in auto e hanno raggiunto prima l’ospedale Santissima Trinita’, poi i carabinieri per la denuncia. L’esame delle immagini delle videocamere di sicurezza, presenti nel centro storico, ha permesso ai carabinieri di ricostruire l’identita’ dei tre giovani: sono tre diciottenni da pochi mesi, di origine straniera, con precedenti di polizia. Per due e’ stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre il terzo e’ stato denunciato in stato di liberta’. I reati contestati sono lesioni personali, rapina, violenza sessuale, danneggiamento.

  • Tragedia sulla A 4 all’altezza di Bernate Ticino: 20enne perde la vita in un incidente

    Tragedia sulla A 4 all’altezza di Bernate Ticino: 20enne perde la vita in un incidente

    Tragedia questa mattina lungo la A4 in direzione Torino, all’altezza di Bernate Ticino. Un’auto, con a bordo due persone, per cause in corso di accertamento da parte della Polstrada, ha improvvisamente tamponato violentemente l’angolo di un ” bilico”. Giunti sul posto elisoccorso, Croce Bianca di Sedriano, automedica e vigili del fuoco.

    Il passeggero dell’auto, un giovane di 20 anni originario di Torino ma residente a Biella, è morto per le ferite riportate a seguito dell’impatto. Il conducente è invece ricoverato in codice giallo all’ospedale di Novara. Illeso il conducente dell’autoarticolato. Sul posto i vigili del fuoco del Distaccamento di Inveruno e la Polstrada. L’autostrada è rimasta chiusa in una sola corsia per consentire le operazioni di messa in sicurezza.

  • Volontari del gruppo comunale di Protezione Civile di Magenta in udienza da Papa Francesco

    Volontari del gruppo comunale di Protezione Civile di Magenta in udienza da Papa Francesco

    Grande appuntamento per il gruppo comunale di Protezione Civile di Magenta che ha fatto, nei giorni scorsi, un viaggio speciale nella Città del Vaticano dove i volontari sono stati ricevuti da Papa Francesco. “Congratulazioni alla nostra Protezione Civile – ha commentato l’assessore Simone Gelli – che è stata ricevuta in udienza da Papa Francesco portando un po’ della nostra Magenta in San Pietro e grazie per l’insostituibile lavoro svolto anche per questo 2023 a servizio della nostra Comunità e del territorio”.

    Le parole di Gelli sono rivolte a tutti i volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile che mercoledì a Roma hanno potuto incontrare il Santo Padre, cui hanno lasciato un crest e una bandiera della Città di Magenta.

  • Mes, Gentiloni “Parlamento è sovrano ma i trattati si rispettano”

    Mes, Gentiloni “Parlamento è sovrano ma i trattati si rispettano”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Il compromesso sul patto di Stabilità non è l’ideale ma è un passo avanti” E’ il pensiero del commissario Ue Paolo Gentiloni in una intervista al Corriere della Sera.
    “Condivido il rammarico delle istituzioni dell’area euro – afferma – Certo il Parlamento è sovrano, ma è consuetudine che gli accordi sui trattati internazionali contratti dai governi vengano rispettati. Tutti gli altri Paesi l’hanno fatto. I legami tra Mes e patto di Stabilità ci possono essere nel dibattito italiano e nelle dinamiche politiche o parlamentari. Ma a Bruxelles non li ho visti. Il compromesso trovato non è il mio ideale, ma resta un passo avanti. E’ certamente diverso dalla proposta originaria della Commissione. Ma penso che l’Italia abbia fatto bene a sostenerlo: tornare alle vecchie regole sarebbe stata una sconfitta per l’Unione europea e per l’Italia».
    “Non è stata una passeggiata mettere sul tavolo la proposta della Commissione, anche noi abbiamo al nostro interno sensibilità culturali e nazionali diverse. Ma quella proposta è buona e la rivendico. Non c’è dubbio che ora sia stata appesantita da troppi parametri, vincoli numerici ottenuti dalla Germania – prisegue Gentiloni che sul ruolo svolto da Berlino dice: “Non sta a me valutarlo. La Germania ha giocato in modo chiaro, in una prima fase rifiutando la proposta della Commissione in sè ma poi accettando di negoziare, anche in modo molto esigente. L’aggiungersi di vincoli, parametri, controlli, che è anche il riflesso di una mancanza di fiducia tra i Paesi e verso la Commissione, ha modificato la nostra proposta. Ma anche questo sovraccarico non cancella la parte più innovativa del nuovo Patto. Molto dipenderà dall’attuazione».
    «La sfida è avere regole comuni senza tornare all’austerity. Credo sia praticabile. Il rallentamento dell’inflazione e l’effetto dei Pnrr si faranno sentire in positivo. Certo che l’economia tedesca non stia crescendo non è una buona notizia. La Commissione europea rispetta le decisioni della Corte costituzionale tedesca, ma il fatto che la maggiore economia europea non cresca può avere conseguenze negative per molti Paesi, tra cui l’Italia. C’è una contraddizione fra l’esigenza di investire in ambiente, innovazione, riforme sociali e le regole che la Germania si è data sul “freno al debito”. Ma questa questione riguarda la Germania e non certo la Commissione».

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Revocati i domiciliari al presidente di Asm Pavia

    Revocati i domiciliari al presidente di Asm Pavia

    Il Tribunale del Riesame di Milano ha annullato ieri l’ordinanza che, lo scorso 27 novembre, aveva disposto gli arresti domiciliari per Manuel Elleboro, 52 anni, ex presidente di Asm Pavia. Identico provvedimento era stato adottato ieri anche per Giuseppe Maria Chirico, 65 anni, già direttore generale della municipalizzata pavese. Elleboro e Chirico erano due delle quattro persone finite ai domiciliari (le altre due sono l’ingegner Gianluca Di Bartolo e Nausica Donato, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di San Genesio) in seguito all’inchiesta della Procura di Pavia su presunti “appalti irregolari”.

    Un’indagine che ha coinvolto in particolare gli ex vertici di Asm Pavia e l’Amministrazione comunale di San Genesio. “E’ una buona notizia, sono felice – ha commentato oggi l’avvocato Marco Casali, uno dei legali di Elleboro -: un primo passo verso il percorso che ci porterà a ripristinare la verità dei fatti”.

    L’inchiesta, coordinata dai magistrati Andrea Zanoncelli, Alberto Palermo e Chiara Giuiusa, ha coinvolto anche altri dodici indagati, tra cui l’imprenditore Dario Francolino (56 anni), la consigliera di Asm e candidata alla segreteria provinciale di Fratelli d’Italia Elisabetta Fedegari (43 anni), la consulente del Comune di Cigognola Ilaria Nascimbene (31 anni) e l’assessora all’Urbanistica di Cigognola, Barbara Frustagli (40 anni).

  • La Salernitana frena il Milan, 2-2 all’Arechi

    La Salernitana frena il Milan, 2-2 all’Arechi

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    SALERNO (ITALPRESS) – Finisce 2-2 il match dell’Arechi tra Salernitana e Milan: i rossoneri si salvano nel finale grazie a Jovic. Mezzo passo falso per la squadra di Stefano Pioli, nella prima di Ibra da consulente, adesso a quota 33 in classifica, a -8 dall’Inter, che gioca domani. Buon pari (anche se amaro per come maturato), invece, per i granata, che hanno riabbracciato in settimana Walter Sabatini e che sono tornati a far punti dopo tre sconfitte consecutive.
    Dopo il sonoro ko di Bergamo, Filippo Inzaghi (grande ex di turno) ha deciso di schierare una difesa a quattro, confermato invece l’attacco formato da Candreva e Tchaouna, alle spalle di Dia. Modulo offensivo per Stefano Pioli con Pulisic, Giroud e Leao a comporre il solito tridente: proprio da un’azione personale del portoghese è nato il vantaggio dei rossoneri al 17′, il numero 10 ha messo in mezzo all’area piccola un pallone perfetto per Giroud, il rimpallo ha favorito Tomori che di testa ha superato Costil. La squadra di Inzaghi ha reagito, al 42′ è arrivata la svolta del match: prima Kastanos ha impegnato Maignan, sul corner successivo Fazio è riuscito a pareggiare i conti con un colpo di testa stavolta imprendibile per l’estremo difensore francese.
    Il pari agguantato poco prima del duplice fischio ha dato coraggio a una Salernitana parecchio pimpante nella ripresa. La gara è cambiata nuovamente al 18′ quando Candreva, calciando dalla distanza e da posizione defilata, ha beffato sul primo palo Maignan (chiaro l’errore del portiere rossonero): nella stessa azione Pioli ha perso anche Tomori per un problema ai flessori. La seconda rete è stata una doccia fredda per Giroud e compagni, i granata hanno invece chiuso a doppia mandata la difesa cercando di sfruttare il momento negativo degli ospiti: al 22′ Mazzocchi ha sfiorato il tris con un tiro di prima intenzione dal limite. I padroni di casa hanno avuto il demerito di non chiudere il match, l’ingresso di Jovic ha cambiato nuovamente l’inerzia della gara: l’ex Fiorentina ha fallito il pareggio (doppio intervento di Costil), poi al 45′ si è girato coi tempi giusti trovando il 2-2. Nel prossimo turno il Milan ospiterà il Sassuolo; mentre la gara col Verona assumerà un altro contorno per gli uomini di Filippo Inzaghi.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Una vita da Zio. I primi sessant’anni di Beppe Bergomi. Tanti auguri da TN

    Una vita da Zio. I primi sessant’anni di Beppe Bergomi. Tanti auguri da TN

    Sessant’anni fa a Settala nasceva Beppe Bergomi. Per tutti lo “Zio”. Un’autentica bandiera nerazzurra per chi, come il sottoscritto, ha vissuto gli anni ‘Ottanta come il vero periodo dell’oro per quanto riguarda la passione che è cresciuta come un fiume in piena per quei colori che si tramandano di padre in figlio.

    Per inciso, come canta la Curva Nord tutte le sante partite “Noi siamo sempre qua…” (compreso chi scrive) a distanza di quarant’anni, però, quando pensi al calcio e al fascino che questo sport (per noi molto di piu’ di un semplice gioco) ti sa trasmettere, inevitabilmente, pensi a loro.

    Agli eroi della tua infanzia che ripeti come una filastrocca tutta di un fiato: Zenga, Bergomi, Ferri, Beppe Baresi, Lele Oriali, Il ‘Pirata’ Marini, Evaristo Beccalossi, Spillo Altobelli, “Kalle” Rummenigge….

    Certo, poi ce ne sono stati moltissimi altri. Ma per chi vive il calcio ancora in modo romantico, andando controcorrente – specie di questi tempi con la Super Lega dei ‘Paperoni’ che sta tornando in auge – quei calciatori ancora oggi emanano una magia speciale.

    Hanno saputo creare un’alchimia tutta particolare perché nonostante quell’Inter non fosse la piu’ titolata, poteva contare su questi splendidi ragazzi che onoravano la maglia ogni domenica e che erano cresciuti con quei colori tatuati sulla pelle.

    Beppe Bergomi, lo Zio d’Italia che oggi spegne le sue prime 60 primavere, insieme all’Uomo Ragno Walter Zenga, al ‘Martello’ Beppe Baresi e a Riky Ferri, sono quelli a cui resto piu’ legato.

    I Quattro Moschettieri, quattro ragazzi che hanno fatto tutta la trafila fino ad indossare la fascia di capitano. Qualcosa, quasi impensabile oggi – la speranza è che Federico Di Marco ragazzo della Nord per tutti #DiMash ne possa almeno in parte ripercorrere le gesta – in un calcio a porte girevoli….

    Il bello o il brutto di tutto questo è che quando ho avuto l’occasione di stare accanto allo Zio ho capito che quei valori e ideali facevano e fanno parte in primis dell’Uomo. Dunque, nessuna patetica retorica, ma la semplice realtà dei fatti.

    Del resto, il mio primo incontro risale al lontano 2002. Era in Regione Lombardia per un’iniziativa pubblica.

    Mi avvicinai e lui con il suo solito tono garbato e affabile – del ragazzo che saliva sul pullman col borsone per andare all’allenamento e rincorrere il suo sogno – stette a sentire il ‘fuoco di fila’ del tifoso interista che in quel momento aveva totalmente dismesso la sua maschera di giornalista.

    Negli occhi dello Zio era ancora fresca la ferita del pensionamento coatto, che aveva un nome e un cognome ben preciso: Marcello Lippi.

    Lo Zio stava bene, con Gigi Simoni era addirittura rinato, ‘scorrazzava’ sulla fascia come quando con quei baffoni nemmeno 18enne fece goal in un derby di Coppa Italia (settembre 1981) condannando all’eliminazione gli odiati cugini praticamente al fotofinish.

    Ma la legge dell’Epuratore ex juventino (?) che volle ‘carta bianca’ fu spietata. Il repulisti riguardò oltre a Beppe Bergomi, Gianluca Pagliuca e il Cholo Simeone, con Roby Baggio che pure salvò le terga al mister di Viareggio in piu’ di un’occasione, condannato all’ostracismo.

    Bergomi per rispetto chiuse anzi tempo la sua carriera. Le offerte non mancavano, ma non si vedeva con un’altra maglia addosso.

    E questo dà già la cifra della Persona. Così come quando negli anni ’80 diede vita insieme ai suoi compagni di squadra al gruppo benefico dei Bindum.

    La carica umana dello ‘Zio’ ha sempre fatto la differenza. L’attenzione per chi ha piu’ bisogno, chi ha avuto meno dalla vita. Così come il ricordo indelebile di un compagno di viaggio sfortunato, andato via troppo presto, come Enrico Cucchi (ma anche Vanni Turconi da Rho preparatore atletico strappato alla vita giovanissimo) che il nostro Inter Club cittadino ricorderà anche l’anno venturo con il Memorial a lui dedicato.

    E’ una figura solo apparentemente schiva lo ‘Zio’. Troppo serio, troppo bravo ragazzo per voler vestire la parte del divo mediatico.

    E’ troppo attento ancora oggi a fare in modo che i ragazzi accanto allo sport portino avanti lo studio. Ovvero, la sostanza e non la forma delle cose.

    Un argomento che venne fuori e che mi colpì parecchio quando ci ritrovammo seduti allo stesso tavolo in una cena per pochi intimi cuori nerazzurri in un gennaio di quattro anni fa….

    Pochi infatti sanno che Bergomi ha sempre affiancato accanto al suo ruolo di commentatore TV di Sky quello di mister delle giovanili. Quella sera parlava dei ‘suoi’ ragazzi con vero trasporto.

    Quasi come un papà che vuole trasmettere valori educativi alle nuove generazioni. E che sovente si trova a lottare contro un mondo dove tutto va troppo di corsa, dove i genitori pensano di avere in casa per forze di cose il nuovo Baggio di turno, e guai se il mister la domenica lo lascia fuori…

    Bergomi piaccia o no – e molti di quelli della sua generazione come lui – è tutto questo. Oggi è considerato all’unisono la miglior seconda voce di Sky come commentatore sportivo, perché come quando era in campo, riusciva sempre a prendere il tempo all’avversario. Anche nelle telecronache non sbaglia mai un inserimento.

    Però al fondo a noi tifosi appassionati interessa la pasta dell’uomo. Quando il rapporto coi giocatori era piu’ diretto, senza filtri.

    Come quando nei primi anni Ottanta a Magenta, potevi veder girare dal Testa Coppe, Spillo Altobelli, il ‘Becca’ o Hansi Muller, senza il ‘crocicchio’ di quelli che oggi ti devono tener a debita distanza….

    Lo ‘Zio’ è l’emblema di quel calcio piu’ genuino. Che ha fatto innamorare quelle generazioni di ragazzi come noi, che poi sono andate avanti nel seguire la loro squadra per la Maglia, prima che per i suoi interpreti.

    Anche in quell’incontro magentino lo ha dimostrato a tutto tondo. Così come quando nell’epoca buia del Covid non esitò, su richiesta di un comune amico, a portare il suo conforto attraverso un video messaggio, al nostro Prevosto Don Giuseppe Marinoni intubato al ‘Fornaroli’ (anche in quell’occasione neanche a farlo apposta gli altri video messaggi d’incoraggiamento arrivarono dai ragazzi degli anni ’80 il Martello Beppe Baresi, il ‘Becca’ e Riky Ferri…).

    Bella Zio! tanti auguri di cuore per i tuoi sessant’anni dalla redazione di Ticino Notizie.

    Per noi resti sempre quello con la maglia numero 2 della Mec Sport e lo sponsor Innohit poi Misura in un San Siro dove esistevano solo parterre, popolari e distinti… (le poltroncine era roba per vip) senza suite private e sky box dove la partita diventa un semplice corollario.

  • Chailly inaugura la stagione 2024 della Filarmonica della Scala

    Chailly inaugura la stagione 2024 della Filarmonica della Scala

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – S’inaugura lunedì 15 gennaio alle ore 20 al Teatro alla Scala la quarantaduesima stagione di concerti 2024 della Filarmonica della Scala, realizzata con il sostegno del main partner UniCredit. Sul podio c’è il direttore principale dell’orchestra Riccardo Chailly, che impagina un raffinato programma, tutto francese: Et exspecto resurrectionem mortuorum di Olivier Messiaen per orchestra di soli fiati e percussioni è incorniciato da due lavori di Maurice Ravel, Une barque sur l’ocèan e le suite n. 1 e n. 2 da Daphnis et Chloè. Chailly e gli scaligeri interpretano lo stesso programma per la prima data in tournèe del 2024, al LAC di Lugano martedì 16 gennaio.
    A proposito dell’imponente brano di Messiaen, cinque sezioni che recano come intestazione altrettante frasi bibliche, il Maestro racconta: «Et exspecto resurrectionem mortuorum è un capolavoro assoluto del ‘900 che non ho mai eseguito con la Filarmonica. In questo momento storico nel quale c’è solo l’incertezza del domani, penso che sia un brano di altissimo valore spirituale. E’ una composizione nata per commemorare le vittime delle due guerre mondiali, e nel finale porta un atto di profonda speranza». Per la prima volta Chailly affronta con la Filarmonica anche le due Suite da Daphnis et Chloè di Maurice Ravel e Une barque sur l’ocèan, uno dei tre Miroirs per pianoforte orchestrati dal compositore. «Anche per Messiaen, infatti, come per Ravel, la musica non è immediata espressione di stati d’animo o raffigurazione di paesaggi. Ma una geometria sonora, con proprie leggi, che suggerisce solo per analogia la realtà che si suppone accennata. Messiaen è una sorta di Machaut del XX secolo. L’esperienza si fa musica assumendo una configurazione geometrica dei suoni, che nei loro intricati rapporti rispecchiano l’intrico del rapporto tra l’animo umano e il mondo, tra il cervello e la percezione del mondo, un abisso insondabile, che le figurazioni musicali possono simbolicamente rappresentare», scrive Dino Villatico nelle note di sala.
    Il secondo appuntamento di lunedì 29 gennaio è con l’attesissimo ritorno di Daniel Barenboim, interprete della Sesta e della Settima sinfonia di Beethoven. Sabato 27 gennaio il Maestro è protagonista anche della Prova Aperta straordinaria al Conservatorio in occasione del Giorno della Memoria, il cui ricavato sarà devoluto all’Associazione Figli della Shoah APS.
    – foto ufficio stampa Associazione Orchestra Filarmonica della Scala –
    (ITALPRESS).

  • Stellantis, dalla Panda alla Ypsilon, dalla Milano alla C3 tutte le novità 2024

    Stellantis, dalla Panda alla Ypsilon, dalla Milano alla C3 tutte le novità 2024

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    TORINO (ITALPRESS) – Il quarto anno, è quello delle grandi e più attese novità di prodotto per Stellantis: Fiat Panda BEV e 600 Hybrid, Lancia Ypsilon BEV, Alfa Romeo Milano BEV, Abarth 600 BEV, Opel Crossland e Grandland BEV, Peugeot 3008 e 5008 BEV, Citroen C3 BEV e DS 4 BEV. Insomma, le best seller cambieranno radicalmente nei prossimi dodici mesi. Sono questi i pilastri su cui poggiano concretamente tutti i piani di sviluppo del gruppo nato a inizio 2021 dalla fusione tra Fca e Psa, racchiusi nel piano Dare Forward 2030.
    Partiamo da Fiat. L’ultima novità del 2023 che arriverà in forze sulle strade l’anno venturo è la 600. E’ già disponibile nella versione BEV ma in primavera arriverà anche quella ibrida che in Italia dovrebbe garantire volumi molto importanti. Esteticamente riprendere tutti gli stilemi della 500 BEV, un successo quasi assicurato. Tutta ancora da scoprire è invece la nuova Panda, che sarà disponibile per la prima volta anche in versione full electric. Il nuovo modello non soppianterà la vecchia versione, che con continuerà ad essere prodotta a Pomigliano d’Arco.
    Nello stesso segmento, si è già intravista con alcune foto teaser la nuova Lancia Ypsilon. E’ il primo modello interamente Stellantis che segna il Rinascimento della Marca. Nel 2026 sarà la volta del ritorno di un’ammiraglia Lancia, anche se nelle linee assomiglierà più a un crossover che supererà i quattro metri e mezzo di lunghezza. Infine, arriverà la Delta, ma bisognerà aspettare il 2028, termine entro il quale Lancia prevede di realizzare solo auto elettriche.
    Passando ad Alfa Romeo, l’anno prossimo dopo il Tonale sarà la volta della nuova B-SUV che si chiamerà Milano. E’ prodotta su una piattaforma su cui già si realizzano altri modelli del gruppo, Jeep Avenger e Fiat 600, e come le “cugine” avrà sia una versione ibrida che una elettrica, proseguendo il rinnovamento della gamma avviato dal Tonale.
    Guardando a Jeep sono già stati presentati gli aggiornamenti degli attuali modelli ma in futuro potrebbe anche arrivare un’Avenger quattro ruote motrici. Novità assoluta è la Recon, destinata alla commercializzazione prima negli Usa e poi in Europa. Un fuoristrada duro e puro, a rinverdire l’anima della casa americana. Sarà full electric come la Jeep Wagoneer S, altra novità dell’anno venturo.
    Passando ai marchi ex Psa, Peugeot nel completerà l’elettrificazione della gamma. Le nuove versioni di 3008 e 208 presentate tutte già quest’anno, si differenziano a livello estetico, negli interni e a livello tecnico dall’abbandono definitivo dei motori diesel. La nuova 5008 BEV arriverà dopo l’estate, è stata sviluppata sulla piattaforma STLA Medium. Il 2024 di Citroen sarà invece dedicato a C3 e C3 Aircross. Se la prima è già stata svelata, della seconda si conosce ancora poco, se non che dovrebbe avere sette posti e una versione elettrica. Il 2024 di Opel sarà quello delle celebrazioni dei primi 125 anni di storia. Già vista al salone di Monaco, la nuova versione della Corsa nella versione Electric utilizza due propulsori con potenze fino a 156 cavalli e oltre 400 km di autonomia. Dietro l’angolo poi ci sono la Crossland e la Grandland BEV, oltre a Combo Electric e Zafira Electric. Infine Ds, che nel 2024 lancerà la versione 100% elettrica della DS 4 con 700 chilometri di autonomia, oltre ad una nuova vettura prodotta in Italia a Melfi.

    Foto: ufficio stampa Stellantis

    (ITALPRESS).

  • Faccia da Ferragni atto terzo. Anche i ricchi piangono?

    Faccia da Ferragni atto terzo. Anche i ricchi piangono?

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Negli anni ’80 avevano Albano e Romina come coppia dello spettacolo è che coppia; hanno regalato mitici Festival e ottime canzoni.. Nostalgia canaglia …una vera felicità tenere il loro passo.
    La popolarità passava da radio, tv e settimanali.
    Nella terza e ultima puntata voglio parlare dei soldi e a tempo di cosa …Come va chiedeva Albano; tutto ok.
    Sarebbe una affermazione ma può esser pure una domanda. Anche i ricchi piangono era una storica telenovela anni ’80.
    Io però vorrei fare una domanda; anche i ricchi piangono ?

    La bella Chiara con quel maglione parco, ma ha fatto una vendita astronomica.
    Un milione di euro suona come un milione di dollari nel telefilm cult: Dallas.
    La gente nei telefilm e tv ci perdeva i pomeriggi poi i mariti pure me sere … Vi ricordate le vendite tv o il Postal market; uso la testa. Quanti hanno dato bollette pesanti con 144.

    Il popolo è bue o pecora cambia solo il pastore. Dopo San Remo 1986 aumentarono le vendite di giubbotti di jeans…Ramazzotti adesso tu.

    C’era però sempre un filtro: giornale, radio e tv dovevi passare da una redazione o caro direttore
    Oggi tutti noi possiamo interagire e creare.

    I social media e internet stanno prendendo sempre più piede e la raccolta pubblicitaria sta superando la TV.

    Tutti noi abbiano tentato di fare gli Youtuber, influencer e Tiktoker…in attesa della novità.
    Berlusconi diceva tre cose; l’Italia è un Paese da terza media e fatta pure male.

    Agli italiani piace guardare la TV. Ma ancor piace andare in TV.
    Il Web ti porta, meglio fare i video con un ring light Il mondo in casa??? No. Porta te nel mondo o ti fa credere!!! Di essere importante.

    La TV ti fa sentire un numero ma il Web ti conta. Pensavano tutti che con un telefono e un cavalletto da 19 euro saremmo diventati tutti ricchi
    Sdraiati sul divano o letto… Senza avere nessuna qualità o tutte le qualità.

    Dal “Grande Fratello” a oggi la qualità del famoso è diventata nascosta o troppo esposta. Il tema è che in pochi fanno i soldi col web e in pochissimi diventano; Chiara Ferragni. Perché ci sono investimenti e uno staff degno della migliore TV.

    Un giorno ho fatto un casting per un filmato di un You tuber; lavoravano per lui otto persone…

    Quindi puoi avere più like di me ma per esser Re …ne devi mangiare di seguaci.

    Le tre domande di oggi sono; perderà i suoi followers ???
    Nascerà una nuova Ferragni
    Siamo scemi noi ???
    Credo che una cosa sarebbe da dire; mai chieder se un ricco piange, ma chiedere perché ride ed è soddisfatto il povero.
    Da Al Bano e Romina quante canzoni da cantare e film …

    La domanda: riderà o piangerà ma Chiara cosa ci lascerà?
    Cosa resterà di questi anni di influencer?”.