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  • Anteprima TN. L’ultimo libro di Emanuele Torreggiani letto e commentato da Franca Galeazzi

    Anteprima TN. L’ultimo libro di Emanuele Torreggiani letto e commentato da Franca Galeazzi

    “Signore e signori, sempre più difficile!!!!”. Ecco l’acrobata, meglio il funambolo, che richiama la platea al momento di iniziare un nuovo esercizio. Sempre più in alto la corda su cui si appresta a camminare. Gli occhi guardano insù, qualche bocca si apre, ai più anziani dorrà il collo per la postura. Seguire chi cammina in alto sopra le teste impegna.

    Fa sospendere ogni altro pensiero, provoca tensione. Ti pare di dovere e non potere far altro che accordare il tuo respiro con quello del funambolo fino da quando appoggia il primo piede sulla corda sospesa … poi l’atro e procede, lo sguardo fisso in avanti, impercettibili attimi di sosta … respiri sospesi … esita, riprende, un piede, l’atro, si bilancia allargando le braccia per ritrovare l’equilibrio e tu lo segui, ti immedesimi – seppure per te sarebbe impossibile camminare su quel filo – e arrivi con lui alla fine del percorso.

    Quei piedi alternati sulla fune, come parole una dietro l’altra, come frasi, a formare le righe di una pagina, i paragrafi, i capitoli di un libro. Non puoi smettere di leggere, se no perdi il filo, la concentrazione, devi procedere lento e attento, se perdi una parola, perdi l’equilibrio e allora allarghi le braccia, fai un passo indietro e riprendi la lettura.

    I punti di sospensione, i rimandi letterari, artistici, il periodare essenziale, evocativo, ti fanno stare con la bocca aperta, i temi ti fanno dolere dentro. Spesso devi sgranare gli occhi e non distoglierli dal filo che scorre in alto e quando il tuo sentire è all’unisono (almeno ti pare) con quello della penna e dell’anima del funambolo … cosa ti può succedere: di cadere in alto pure a te?

  • Magenta. Pregiudicati tentano di rubare alla discarica. Guardie Giurate Sicuritalia fanno saltare il colpo

    Magenta. Pregiudicati tentano di rubare alla discarica. Guardie Giurate Sicuritalia fanno saltare il colpo

    Fallisce il colpo alla discarica di ASM.

    Ieri notte, intorno alle 22:40, tre malviventi si sono introdotti all’interno della proprietà, forzando il cancello esterno dal lato della campagna attigua, probabilmente con l’intento di rubare rame, ferro e oggetti vari.

    I loro movimenti sono stati colti dal sistema di allarme e dalle telecamere di videosorveglianza. Il controllo in tempo reale ha innescato il tempestivo intervento delle Guardie Giurate Sicuritalia che hanno raggiunto la struttura in pochi minuti. Sul posto anche le Forze dell’Ordine, giunte celermente in loco allertate dalla Centrale Operativa Sicuritalia.

    Una volta sul posto gli addetti alla sicurezza hanno notato immediatamente due malviventi darsi alla fuga, e successivamente hanno bloccato una terza persona nei pressi del cancello esterno.

    Il ladro è stato consegnato alle Forze dell’Ordine, che hanno proceduto ad effettuare gli opportuni accertamenti, da cui è emerso che l’individuo, di origine nordafricana, avesse già precedenti penali, tra cui spaccio. A breve distanza temporale è stato fermato e arrestato anche un secondo malvivente, anche lui già con precedenti penali.

    All’esterno della struttura sono stati rinvenuti un televisore, un termosifone e una busta piena di altri materiali rubati dall’interno. Il tutto è stato riconsegnato ai proprietari.

    Il furto è da considerarsi fallito. Due uomini, di origini nordafricane di 25 anni, sono stati denunciati a piede libero all’autorità giudiziaria.

    Il gruppo Sicuritalia

    · è il leader in Italia del settore della sicurezza, secondo operatore privato in Europa, presente in Svizzera, Germania, Belgio, Olanda, con 750 milioni di euro di ricavi e 17.500 dipendenti;

    · attraverso sette divisioni: Vigilanza Privata, Trasporto Valori, Servizi Fiduciari, Sistemi di Sicurezza, Investigazioni, Travel Security, Cyber Security, offre una gamma di prodotti e servizi che rispondono in maniera integrata alla domanda di sicurezza espressa dal mercato, coniugando l’utilizzo di tecnologie, uomini ed ICT, per garantire soluzioni per la sicurezza dei propri Clienti;

    · ha più di 100.000 clienti, fra i quali annovera la maggior parte delle principali grandi aziende operanti in Italia nei settori industriale, bancario, commerciale e pubblico (Intesa SanPaolo, Unicredit, Carrefour, Esselunga, TIM, Leonardo, Fincantieri, Eni, Enel, …).

  • Abbiategrasso: tra richieste di dimissioni, giustizialismo, il (fu) caso Fossati e il silenzio di Sfondrini- di F.P.

    Abbiategrasso: tra richieste di dimissioni, giustizialismo, il (fu) caso Fossati e il silenzio di Sfondrini- di F.P.

    Siamo ancora lì, inchiodati e tristi, dopo oltre 40 anni. Non è bastato lo scandalo del caso di Enzo Tortora. Non sono bastati gli anni solo apparentemente luminosi di Tangentopoli e le migliaia di vite rovinate (quelle degli assolti). Non sono bastati i casi di Alfreco Celeste a Sedriano, di Mario Mantovani da Arconate, di Pietro Tatarella e Fabio Altitonante. Il giustizialismo, imperterrito, macina e tritura persone e coscienze. L’ultimo caso di specie arriva ad Abbiategrasso.

    Dove abbiamo già cercato di spiegare, appena esplode l’inchiesta Hydra sul crimine organizzato a Milano ed area metropolitana, perché fosse assurdo anche solo pensare a dimissioni del sindaco pro tempore di Abbiategrasso, Cesare Nai. Ma evidentemente certa foga giustizialista permane, nonostante tutto e tutti. Nel caso di specie ci riferiamo alla mozione (che NON sarà discussa, in quanto non iscritta all’ordine del giorno della seduta di Consiglio comunale del 13 dicembre) che il Presidente del CC, Francesco Bottene, ha rigettato, giudicandola improcedibile. Trattasi della mozione di indirizzo avente in oggetto “Richiesta di dimissioni al Sindaco Nai”, mozione presentata dai consiglieri del PD Lacanu, Lovotti e Da Col e dal consigliere di “Ricominciamo Insieme” Maiorana.

    Prima di entrare nel merito ci permettiamo di suggerire (ai lettori ed ovviamente ai consiglieri di cui sopra) la riflessione estratta da un coraggioso corsivo del quotidiano Il Dubbio. “È di gran lunga la forma peggiore di giustizialismo, quella gridata dai “puri” che puntano l’indice contro gli “impuri”; quella dei ricchi che ritengono che i poveri nascano criminali e quella dei poveri che si convincono che solo i ricchi possano delinquere; quella di chi scambia il reato con il peccato, il diritto con la morale, di chi confonde la giustizia penale con la giustizia sociale, il giusto processo con la vendetta pubblica organizzata. Si tratta della più arrogante e della più cieca delle convinzioni: riposa sulla supposta ed autoattribuita superiorità morale di chi considera e definisce ad alta voce il diritto penale “il diritto dei delinquenti”, a volersene distanziare, a sottolineare il divario che esisterebbe tra chi parla e chi ne viene travolto, di chi è convinto che servano leggi più dure, pene più aspre e maggiore severità, convinto che questa violenza lo proteggerà e che da essa non verrà mai colpito. È questo il giustizialismo di chi non si guarda allo specchio, negando la sua umanità, o di chi ci si guarda troppo, dimenticandosi della sua fallibilità. È, in definitiva, l’opposto esatto del garantismo, che è certezza del dubbio, esercizio del limite e fiducia nell’uomo”.

    IL CASO FOSSATI
    Entrando invece nel merito, tra le tante cose delle quali NON ci stupiamo più, ci sorprende (forse siamo rimasti i soli) pensare a cos’avrebbero fatto, mutatis mutandis, i quattro consiglieri a cavallo dei primi anni 2000, quando il già vicesindaco Alberto Fossati (eletto sindaco nel 2002 al primo turno contro Franco Barbazzi del centrodestra) venne indagato pur non essendo mai allora stato rinviato a giudizio, tanto che in udienza preliminare il Gup aveva accertato e stabilito che il fatto non sussisteva (avevamo erroneamente riportato in precedenza la notizia del rinvio a giudizio di Alberto Fossati, che NON rispondeva al vero: ce ne scusiamo anzitutto con l’interessao ed ovviamente con tutti i lettori). Dacché sappiamo da sempre che Alberto Fossati è persona perbene ed onesta, non ci stupì affatto quell’esito. Ma siccome Giovanni Maiorana, in occasione del dibattito consigliare sul caso Hydra, disse (e giustamente) che la Procura di Milano aveva formalizzato accuse e dipinto scenari di malcostume, si dimenticò tuttavia (e assai colpevolmente) che nell’equilibrio del potere giurisdizionale c’è sì una Procura accusatrice, tuttavia esistono pure (e grazie al Cielo) giudici terzi sia a livello preliminare che di giudizio, cui sono demandate decisioni e sentenze. Se la Procura accusa può accadere (come nel caso dell’inchiesta che ha lambito Abbiategrasso) che un Gip smonti il castello accusatorio. Per fortuna siamo in Italia, non in Cina o Corea del Nord.

    Ma se i consiglieri Dem e Maiorana invocano dimissioni per un sindaco NEPPURE indagato, cos’avrebbero chiesto a carico di un sindaco che arribò fino ad un’udienza preliminare? E siccome l’Alberto Fossati da loro sostenuto alle comunali del 2022 è lo stesso che fu indagato e assolto nel 2002, magari prima di presentare certe mozioni i Fab Four della mozione (li chiamiamo così, simpaticamente…) avrebbero anche potuto chiedere lumi al loro candidato sindaco. Che da avvocato e docente universitario li avrebbe certamente illuminati, e rischiarati, su principi quali la presunzione d’innocenza, gli articoli della Costituzione sul rapporto tra giustizia e cittadino, le guarentigie che ogni persona, indagato o imputato deve vedersi rinonosciute.

    E concludiamo con una simpatica annotazione sfociante in interrogativo: ma come mai in calce a quella mozione (che pure non verrà discussa) NON compare la firma di Alberto Fossati? E perché non risultano esserci né quelle di un altro ex sindaco (Luigi Tarantola) e soprattutto del leader abbiatense di Italia Viva, e consigliere comunale, Andrea Sfondrini? In questo terzo e ultimo caso una risposta, per i consiglieri Lacanu, Lovotti, Da Col e Maiorana, c’è: è contenuta nell’incredibile libro inchiesta che Matteo Renzi ha pubblicato lo scorso anno, Il Mostro. Una summma della incredibile vicenda giudiziaria che ha toccato la famiglia Renzi. Com’è finita lo sapete tutti: la Procura, come detto da qualcuno, ha indagato e accusato (per anni e con sforzo economico ingente). Poi però si è arrivati in aula, davanti a un Giudice, e sono stati tutti assolti. Meditate, giustizialisti di casa nostra. Meditate.

    Ps e se possibile, leggete il libro di Renzi. E’ istruttivo..

    Fabrizio Provera

  • Violenze sessuali in calo: una vittima su tre, in Italia, è minorenne

    Violenze sessuali in calo: una vittima su tre, in Italia, è minorenne

    In calo i reati di violenza sessuale, i maltrattamenti in famiglia e lo stalking in Italia ma una quasi una vittima su tre di stupro (il 29%) è minorenne. È quando emerge ne ‘Il Punto – Il pregiudizio e la violenza contro le donne”, report elaborato dal Servizio Analisi Criminale presentato questa mattina alla Direzione centrale Polizia criminale che esamina la tematica attraverso l’elaborazione dei dati della banca dati delle Forze di polizia.

    Nei primi nove mesi del 2023 diminuiscono del 13% gli atti persecutori (stalking), reato che colpisce le donne nel 74% dei casi; diminuiscono del 12% i maltrattamenti contro familiari e conviventi, che interessano le donne nell’81% dei casi; diminuiscono, soprattutto, del 12% le violenze sessuali che nel 91% dei casi ha come vittime delle donne.Netto l’incremento delle azioni di prevenzione a parte delle Questure con un aumento del 33% degli ammonimenti dei Questori per violenza domestica e del 17% di quelli per stalking. Si registra invece un decremento del 17% dei provvedimenti di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare (236 nei primi nove mesi del 2023 a fronte dei 285 del 2022).

  • Giovanni Rana ‘riporta’ in Italia alcune produzioni: benefici anche a Vigano di Gaggiano

    Giovanni Rana ‘riporta’ in Italia alcune produzioni: benefici anche a Vigano di Gaggiano

    Una buona notizia, sul versante economico ed industriale, per Abbiatense ed Est Ticino. Nei giorni scorsi, infatti, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato un Accordo di sviluppo di 78 milioni di euro con il pastificio Rana, storica grande impresa italiana di San Giovanni Lupatoto (Verona) che opera con otto stabilimenti ed è il principale produttore di pasta fresca ripiena in Europa e negli Stati Uniti d’America. Lo rende noto lo stesso ministero.

    “L’accordo, di particolare rilevanza strategica per i territori delle regioni Piemonte, Lombardia e Veneto, prevede la realizzazione di un programma di sviluppo industriale finalizzato all’aumento della capacità produttiva dell’azienda, che attualmente ommercializza in 52 Paesi, con l’obiettivo di soddisfare la maggiore richiesta sul mercato dei prodotti di punta del gruppo: pasta, sughi e piatti pronti”, spiega il Mimit.

    Il programma coinvolgerà gli stabilimenti di Moretta (Cuneo), Gaggiano (Milano) e San Giovanni Lupatoto, con la realizzazione di opere accessorie e funzionali all’ampliamento, e il “trasferimento nello stabilimento di Moretta della produzione di piatti pronti precedentemente svolta in Belgio”.

    L’azienda, che ha oltre 1600 addetti, con la sottoscrizione dell’accordo prevede un incremento occupazionale di 96 lavoratori e un impatto di oltre 180 milioni di euro sulla filiera produttiva.

    A sostegno dell’investimento, il Ministero “ha concesso oltre 9.6 milioni di euro di agevolazioni a fondo perduto” mentre la “Regione Piemonte comparteciperà economicamente con 350 mila euro”. L’accordo sarà gestito da Invitalia per conto del ministero. Come detto una ottima notizia anche per l’Abbiatense, dove Giovanni Rana è presente da decenni nell’unità produttiva di Vigano, frazione di Gaggiano.

    Una grande storia italiana che comincia il 28 marzo 1962, quando aprono ufficialmente le porte del Pastificio Rana. Un grande traguardo da festeggiare, ma fermarsi ora è fuori discussione. Due mani per impastare i tortellini, infatti, non sono più sufficienti; vengono portate prima a quattro, poi a otto, poi ancora a sedici, finché Giovanni capisce che è il momento di abbracciare una nuova strategia di crescita. La pasta fresca fatta a mano, secondo una tradizione italiana tramandata di generazione in generazione, era già pronta per diventare la pasta fresca da produrre su scala industriale.

  • Vandali danneggiano il presepe sul sagrato della chiesa di San Rocco a Magenta e rompono il Gesù Bambino

    Vandali danneggiano il presepe sul sagrato della chiesa di San Rocco a Magenta e rompono il Gesù Bambino

    Qualcuno ha dato prova della propria idiozia per l’ennesima volta. Questa volta ai danni del presepe posto sul sagrato della Chiesa di San Rocco dove è stato rotto il Gesù Bambino. Così il Sindaco Luca Del Gobbo sull’accaduto. “Un gesto inqualificabile che spero sia stata l’ennesima bravata realizzata da qualche sciocco annoiato e che non nasconda dietro anche un attacco a un simbolo religioso. In ogni caso, un gesto deprecabile, da condannare senza se e senza ma. Ora, dopo gli attacchi al patrimonio pubblico, nei parchi e nelle piazze, anche verso un simbolo importante per la nostra Comunità, il presepe che dovrebbe richiamare per tutti la luce che illumina le nostre vite e la nostra società”.

    E aggiunge: “Questo ennesimo fatto dimostra che tutti, a partire dalle istituzioni, la scuola e soprattutto le famiglie, dobbiamo ripensare la nostra società, pensare a quale direzione abbiamo imboccato. E per far fermare gli atti più o meno gravi che colpiscono allo stesso modo piccole e grandi città, Magenta e Abbiategrasso come Milano, Roma e Palermo, non penso a qualche telecamera in più. Penso a un ripensamento profondo della nostra società, dove si collabori tutti insieme per fermare questo vuoto educativo e di valori che sta bene ormai diffondendosi e che la dice lunga su dove rischiamo di finire e su quale futuro attende noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli”.

  • Milano-Varese, violenze sessuali alla nipotina: condannato a 14 anni

    Milano-Varese, violenze sessuali alla nipotina: condannato a 14 anni

    La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di condanna a 14 anni di carcere a carico di un uomo, Ulderico C., di 61 anni, responsabile di violenza sessuale ripetuta ai danni della nipotina che all’epoca dei fatti aveva 10 anni. Reato aggravato, appunto, dalla giovanissime età della vittima. Contestualmente, la Suprema Corte ha confermato anche l’assoluzione per il figlio dell’uomo, Giuseppe, padre della piccola, perché il fatto non sussiste. In sostanza, è stata confermata totalmente la sentenza di secondo grado della Corte d’Appello di Milano.

    Al colpevole è stata inflitta anche una provvisionale di 100mila euro e altre somme di danaro come risarcimento per la parte offesa. I fatti sono avvenuti a partire dal 2020 tra la provincia di Milano e quella di Varese. Ulderico, difeso dall’avvocato Alexandro Maria Tirelli, Sovrintendente dell’Osservatorio sul mandato di arresto europeo, e da Chiara Parisi (parte civile assistita da Francesca Cucino), aveva abusato della bimba e, tra l’altro, l’aveva costretta con minacce a lasciarsi fotografare e a girare da sola brevi video con il cellulare.

    A denunciare l’uomo era stato suo figlio Giuseppe, padre della bimba, e la nuora, dopo che la madre di Giuseppe, moglie del pedofilo, aveva notato atteggiamenti strani e raccolto indizi su particolari eventi quando questi restava da solo con la piccola oppure quando andava a prenderla a scuola. Era stato tuttavia lo stesso Giuseppe a chiedere alla bambina di non rivelare per intero ai magistrati gli abusi subiti nel timore che i figli minorenni gli venissero portati via (come è in effetti avvenuto per la vittima). Giuseppe e sua moglie avevano anche depositato alcune delle foto che ritraevano la piccola. In primo grado il 31 marzo 2022 il gip del Tribunale di Milano al termine del giudizio abbreviato aveva condannato sia Ulderico – alla pena di anni 14 di reclusione e 40mila euro di multa – che Giuseppe (alla pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione. Nei confronti della sentenza di primo grado i due imputati avevano presentato ricorso e la Corte d’Appello aveva scagionato Giuseppe lasciando intatta la condanna per Ulderico

  • Maerna (Fdi): chiesta al Ministero urgente messa in sicurezza della  SS 336 tra Magenta e Mesero

    Maerna (Fdi): chiesta al Ministero urgente messa in sicurezza della SS 336 tra Magenta e Mesero

    Il 30 marzo 2008 veniva inaugurata la superstrada SS 336 Malpensa-Boffalora, collegamento fra la statale 527 Bustese e l’ex statale 11 Padana Superiore con il raccordo per l’autostrada Milano-Torino. Un’opera di strategica importanza, lunga 18,6km, che collega l’aeroporto di Malpensa al casello di Marcallo-Mesero della A4 Milano-Torino e all’ex strada statale 11 Padana Superiore a Magenta. Come noto, a causa della mancanza di spartitraffico nella parte iniziale dell’infrastruttura, che insiste sul territorio della Città di Magenta, e più esattamente dal Km 28+050 (Magenta) e fino al km 25+840 (nella Città di Mesero), da diversi anni si verificano gravissimi incidenti (anche mortali) a cadenza ormai tragicamente regolare.

    “Incidenti, anche mortali per automobilisti e motociclisti, che, in gran parte dei casi, causano anche gravi menomazioni, tali da indurre a condizione di disabilità grave o permanente un numero altrettanto elevato di persone, come riportato puntualmente dai rapporti della Polizia Stradale di Magenta, dei Carabinieri e dei comandi di Polizia Locale chiamati a intervenire allorquando si verificano dei sinistri”, dichiara l’onorevole Umberto Maerna di Fratelli d’Italia, che ha presentato un’interrogazione al Ministero dei Trasporti per sollevare il tema e chiedere un intervento urgente di messa in sicurezza.

    “Nello specifico, ho chiesto ad Anas Spa, società cui è demandata la gestione e la manutenzione della SS 336, di intervenire con urgenza per tutelare- mediante dei lavori di messa in sicurezza del tratto- l’incolumità e la salute delle migliaia di persone che ogni giorno percorrono l’arteria stradale, che negli anni è divenuta la principale linea di comunicazione viaria tra l’Aeroporto di Malpensa- che, tra l’altro, ha recentemente riaperto anche il Terminal 2- l’autostrada Milano Torino e l’area metropolitana di Milano. Sono in contatto col Viceministro Galeazzo Bignami, il quale si sta attivamente interessando al problema. Attendo fiducioso che in un arco temporale ridotto si possa ottenere una risposta, ma soprattutto le opere necessarie a fermare la piaga dell’elevata e inaccettabile incidentalità del tratto”, conclude l’onorevole Maerna.

  • Magenta,  inizio col botto per Il Da Vinci Ensemble: copertina di Amadeus tutta per loro

    Magenta, inizio col botto per Il Da Vinci Ensemble: copertina di Amadeus tutta per loro

    Il Da Vinci Ensemble, nato da pochi mesi, è già sotto le luci di una importante ribalta. Non che a tali luci Marcello Miramonti, violinista, Enrico Graziani, violoncellista, e Francesco Granata, pianista, non fossero abituati, dati i loro percorsi artistico-professionali di prim’ordine.

    Di sicuro, però, non è da tutti avere per sé la copertina di novembre del mensile della grande musica ‘Amadeus’, sei pagine dedicate all’interno e la promozione esclusiva del proprio cd di debutto, cui ha fatto seguito la entusiastica presentazione di un brano tratto dallo stesso nel corso della trasmissione ‘Primo movimento’, il 29 novembre, in onda su Rai Radio 3.

    Sembrano essere partiti proprio con il piede giusto i tre giovani talenti, due dei quali, il ‘nostro’ Marcello ed Enrico, sono legati da tempo da rapporti di amicizia e di collaborazione. Un progetto ambizioso il loro: far conoscere al grande pubblico un repertorio poco noto e poco eseguito, ma ricco di opere pregevoli.

    Il Da Vinci Ensemble ha debuttato, infatti, con I due Trii per violino, violoncello e pianoforte, composti nel 1882 e 1883 da Giuseppe Martucci. Nell’Italia della seconda metà del Diciannovesimo secolo l’opera lirica con Verdi, Mascagni e Puccini era dominante, pur non mancando coloro che si dedicavano a comporre musica strumentale. Uno di questi il campano Martucci, che come pianista fu apprezzato da Franz Liszt e come direttore di orchestra stimato sia in Italia sia all’estero.

    Il motivo dell’inconsueta scelta del neonato Da Vinci Ensemble lo spiega Marcello Miramonti, dal 2022 violino di spalla nell’Orchestra Filarmonica di Marsiglia, città di cui si dichiara innamorato. “Ho scoperto Martucci anni fa.
    Avevo suonato in orchestra la sua Prima Sinfonia che mi aveva affascinato per i temi e la sonorità. Con Enrico e Francesco ci siamo proposti di valorizzare la bellezza della letteratura cameristica italiana, contribuire al suo riscatto, eseguendo repertori di vari musicisti. A breve registreremo il Trio e il Quintetto del compositore Franco Alfano per Brilliant Classics”, un’etichetta discografica olandese, specializzata in dischi di musica classica.
    Vi è poi una sottolineatura che i tre giovani hanno a cuore a proposito della loro formazione, “del concetto di ensemble”, ossia, non un trio chiuso, ma un gruppo aperto ad accogliere altri musicisti, creando formazioni allargate, “coinvolgendo i nostri più cari amici e colleghi, come i violinisti Simona Cappabianca, Margherita Miramonti o Ruggero Mastrolorenzi”.

    Ultimo pensiero: il grazie ai loro Maestri. “Senza di lui, non sarei qui col violino in braccio”, afferma Marcello riferendosi a Daniele Gay, storico insegnante del Conservatorio di Milano. “Con Walter Vestidello ho un prezioso rapporto di stima e amicizia, con lui ho preparato tutti i concorsi più impegnativi”, dice Enrico. “Devo moltissimo a Roberto Plano con cui ho studiato negli Stati Uniti”, conclude Francesco.

  • Liceo Bramante: il Sindaco Del Gobbo scrive a Beppe Sala

    Liceo Bramante: il Sindaco Del Gobbo scrive a Beppe Sala

    Dopo l’approvazione della mozione, presentata dalla maggioranza e approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale e avente per oggetto “Interventi urgenti di manutenzione straordinaria presso il liceo Donato Bramante, il Sindaco Luca Del Gobbo ha scritto al Sindaco di Città Metropolitana Giuseppe Sala per avere risposte su tempi e modalità di un intervento di manutenzione straordinaria sull’edificio che da troppo tempo evidenzia problematiche di natura strutturale e impiantistica.

    Il Primo Cittadino di Magenta chiede inoltre al Sindaco Metropolitano l’istituzione di un tavolo permanente di confronto e collaborazione tra enti, istituti scolastici di secondo grado e rappresentanti degli studenti “per rafforzare l’ascolto dei bisogni e favorire l’attuazione degli interventi necessari”. 

    Nella lettera di invio della mozione il Sindaco richiede infine “di voler procedere tempestivamente ad attivarsi per quanto di competenza al fine di provvedere alla realizzazione degli interventi di manutenzione necessari e di voler addivenire con cortese sollecitudine del summenzionato all’istituzione in tempi brevi del tavolo di lavoro”.

    Come tutte le strutture pubbliche di istruzione secondaria il liceo ‘Bramante’, che può vantare un vasto bacino di utenza dell’hinterland milanese e novarese, è in capo a Città Metropolitana di Milano, un tempo Provincia di Milano.

    Le problematiche di natura strutturale e impiantistica che da tempo affliggono l’edificio rischiano di pregiudicare l’esercizio del diritto allo studio da parte degli studenti e recentemente hanno determinato gravi disagi a studenti e docenti che hanno anche scioperato in segno di protesta. 

    “Mi auguro – commenta il Sindaco a margine della lettera inviata – che Città Metropolitana attivi velocemente il tavolo di confronto perché le problematiche riscontrate al Bramante interessano purtroppo da tempo anche altri edifici di istituti cittadini di istruzione secondaria e occorre garantire l’adeguatezza degli spazi e salubrità dei luoghi dove li studenti possano compiere il proprio percorso formativo.

    Una precisazione che mi sembra doveroso fare: la mozione, il cui primo firmatario è il Consigliere Alessio Cofrancesco, è stata votata all’unanimità e la maggioranza, nello spirito di piena collaborazione, ha accolto un emendamento del Pd Magentino. Spiace vedere come ancora una volta il Pd di Magenta si prenda il merito di un’azione portata avanti da altri sbandierando il proprio successo; purtroppo manca spirito critico e anche trasparenza. 

    Dall’avvio della nostra Amministrazione abbiamo dovuto mettere mano a situazioni critiche e con senso di responsabilità e pragmatismo le stiamo affrontando; troppo facile prendersi meriti di chi amministra cui compete l’onere di risolvere i problemi come stiamo facendo per dare risposte concrete alla Città.

    La mozione è stata proposta dalla maggioranza ed è evidente che, senza la maggioranza, l’emendamento del PD non sarebbe stato accolto. Ormai la linea del PD, ossia di prendersi i meriti non propri, è un mantra che sta portando avanti da tempo ma credo che i cittadini, che sono attenti a quello che succede in città, abbiano capito l’infondatezza di questa posizione politica”