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  • Calcio, Eccellenza. Magenta tra poco in campo per continuare a sognare

    Calcio, Eccellenza. Magenta tra poco in campo per continuare a sognare

    Nel giorno di Sant’Ambrogio il Magenta scende in campo tra poco meno di due ore sul terreno amico del ‘Plodari’ contro la temibile Vergiatese per continuare a vincere e perché no, adesso, anche iniziare a sperare in qualcosa di più sostanzioso.

    Già, perché in un campionato dalla classifica cortissima, e dove l’Arconatese sta facendo un campionato a parte, adesso il Magenta che lasciato le sabbie mobili della bassa classifica vede a soli 2 punti la zona Play Off dove si ritrova il Legnano.

    Per sperarci in modo sempre più concreto, i ragazzi di Ganz devono superare l’ostacolo di questa domenica, ossia, la Vergiatese. Avversario scorbutico e che senz’altro darà del filo da torcere alle Aquile.

    Ma l’obiettivo è proseguire a giocare con lo spirito e la voglia delle ultime sei gare che vedono il Magenta tra le squadre più in forma del campionato con 3 pareggi ‘pesanti’ e altrettante vittorie, l’ultima che ha davvero galvanizzato l’ambiente andando a prendersi anche il derby sul terreno della Sedrianese.

    La classifica dice Magenta 19 punti contro Vergiatese 20 dove si ritrova in coabitazione con la Besnatese e la Real Rhodense. Dunque, gara difficile ma non impossibile.

    La 15 esima giornata, intanto, ieri ha vissuto il suo anticipo con l’Arconatese capolista sconfitta sorprendentemente in casa dalla Caronnese per 3a 2. Pareggio tra Saronno e Sestese per 1-1 e vittoria dell’AltaBrianza per 1-0 sul campo dell’Arcellasco Città di Erba.

    Appuntamento dunque al Plodari per le 14,30 per continuare a vincere per proseguire la scalata. Oggi più che mai con il sostegno del Gruppo Storico che per l’occasione sfoggerà anche un nuovo mega bandierone. Avanti Magenta!

    ⚽️ Magenta Vs Vergiatese
    📌 7 Dicembre 2025
    Ore 14.30 | 📍 Stadio Comunale F. Plodari, Viale dello Stadio 27, Magenta

  • Abbiategrasso, blitz dei Carabinieri in una casa: trovati contanti, stupefacenti e una mannaia

    Abbiategrasso, blitz dei Carabinieri in una casa: trovati contanti, stupefacenti e una mannaia

    Circa cinquemila euro in contanti sequestrati, insieme a pochi grammi di hashish, cocaina e marijuana. Ma anche una pistola a salve, diverse cartucce a salve inesplose e una mannaia. È quanto hanno rinvenuto i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Abbiategrasso nel corso di un intervento effettuato la scorsa notte, durante una perquisizione all’interno di un’abitazione situata in via Boccherini.

    I militari, giunti sul posto a seguito di alcune segnalazioni relative a movimenti sospetti, sono entrati nell’appartamento trovando quattro giovani, tutti di origine egiziana e con età compresa tra i 20 e i 27 anni. L’atteggiamento nervoso dei presenti ha indotto gli operatori ad approfondire i controlli, portando rapidamente a una serie di scoperte significative.

    Durante le verifiche personali, uno dei ragazzi è stato trovato in possesso di circa quattromila euro in contanti e di alcuni grammi di hashish. Un ulteriore migliaio di euro è stato rinvenuto nelle tasche di un altro occupante della casa. Proseguendo con la perquisizione degli ambienti, i carabinieri hanno recuperato anche bilancini di precisione, materiale comunemente utilizzato per la suddivisione delle dosi, oltre all’arma a salve e alla mannaia.

    Il complesso dei materiali sequestrati — denaro contante, sostanze stupefacenti e strumenti riconducibili al confezionamento — lascia ipotizzare un’attività di spaccio strutturata e potenzialmente ben organizzata all’interno dell’abitazione. I quattro giovani, attualmente, non sono stati arrestati e risultano a piede libero, ma le indagini proseguono a ritmo serrato.

    Gli investigatori stanno approfondendo la posizione dei quattro egiziani e verificando eventuali collegamenti con altre persone che potrebbero essere coinvolte nella gestione o nel sostegno dell’attività illegale. Ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime ore, mentre il materiale sequestrato è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

  • Franco Mussida, l’ispiratore delle vite più bisognose. A cura di Monica Mazzei

    Franco Mussida, l’ispiratore delle vite più bisognose. A cura di Monica Mazzei

    “LOVE STREET – Gente che la Vita… Non si butta via” è il nuovo brano presentato dal Maestro FRANCO MUSSIDA, che ne è anche l’autore, all’interno del progetto “OLTRE L’ODIO”, in collaborazione con il CPM MUSIC INSTITUTE PER IL SOCIALE.

    Si tratta di un poetico invito in musica a superare ogni barriera fatta di razzismo e discriminazione di ogni tipo, e si può quindi considerare a tutti gli effetti, un progetto a scopo fortemente umano, per favorire una convivenza fatta di pace e tolleranza in tutta Italia.
    Hanno collaborato anche FONDAZIONE PROGETTO ARCA, FONDAZIONE SAN PATRIGNANO, COMUNITÀ KAYROS, ASSOCIAZIONE AMICI DELLA NAVE, CORO MILLECOLORI e VERO VOLLEY.

    Si ricorda anche che il brano sarà disponibile in digitale da giovedì 4 dicembre (distribuzione La Gloria), e in RADIO, da venerdì 5 dicembre.

    La clip è invece disponibile su YouTube dal 2 dicembre, e ha visto la regia del Maestro Franco Mussida, le riprese video di Greg Production, il montaggio di Nicolò Clerici, e l’importante contributo di Marco Rampoldi e Rara Produzioni.

    Franco Mussida ha voluto presentare personalmente l’idea dalla quale è scaturito questo progetto, con l’appoggio di Riccardo Vitanza e Giulia Orsi.

    Durante la conferenza stampa è stato proiettato il videoclip, il cui messaggio centrale è l’amore universale tra esseri umani che non conosce Stato, religione, colore della pelle.
    Alla realizzazione musicale del brano hanno partecipato i musicisti Pietro Messina al basso, Giacomo Gulino al pianoforte e un gruppo percussivo coordinato da Roberto Gualdi, con Luca Zambelli alla batteria e i percussionisti Beatrice Secco, Francesco Tolu, Ilaria Costagli e Manolo Ducoli.
    Va ricordato che i proventi musicali saranno completamente devoluti alle attività della CPM MUSIC INSTITUTE, nei settori del disagio sociale.

    Durante la conferenza hanno preso la parola Mussida fondatore della già citata scuola, Alberto Sinigallia presidente Progetto Arca, Paolo Foschini direttore del Coro della Nave San Vittore, ed Eliana Onofrio presidente Associazione Amici della Nave; Pietro Bombardelli infine, è uno studente della CPM Institute, voce solista nel brano LOVE STREET.

    MUSSIDA ha esordito precisando che il brano non ha lo scopo di essere venduto ma di essere cantato e accolto, durante questo periodo natalizio. Un brano che possa confortare in un mondo che pare aver perso le sue radici. Prima di tutto, il rapporto con la natura, che è indispensabile perché ne siamo parti integranti.

    Fin dalla sua fondazione, il CPM ha sempre operato come un laboratorio artistico e sociale; e come luogo di scoperta, di incontro, con l’idea che la musica non debba essere destinata ad un solo palcoscenico, ma a più palcoscenici. Quelli delle arti performanti e formative sicuramente, certo, promuovendo la formazione degli strumentisti degli anni Ottanta, sino ad arrivare ad oggi, all’espressione musicale popolare contemporanea, che non ha alcun confine, talmente tanto è il bisogno di raccontarsi dei ragazzi. Abbiamo contribuito a tracciare strade oltre le mode. Siamo da sempre un laboratorio in cui coltivare il talento espressivo, ricordando che il ruolo del musicista è quello di essere uno speciale ‘meterologo dell’umore della gente’. La musica entra nella nostra ‘casa interiore’, ed in questo modo ci rende in modo straordinario consapevoli di essere detentori di un’anima. La musica in questo modo ci può rendere persone migliori, con un amente più aperta e più propensa al sociale, offrendo a tutti calore e speranza. La musica è la sostanza stessa dell’energia della vita, ovvero lo stesso Amore e quest’ultimo unisce tutti al di là delle confessioni religiose, dei partiti, degli Stati e del colore. Questo pensiero ci lega per prima cosa alla volontà di vivere. E vorrei che questo messaggio ci accompagnasse in questo Natale”.

    Sinigallia ha dal conto suo, dichiarato: “La prima volta che l’ho sentita, ho pensato ad una canzone di pace. E di pace abbiamo bisogno non solo tra le nazioni, manche interiore. Ieri parlavo dell’anima e dei sogni, che sono parte della nostra creatività, e il CPM con i suoi laboratori, riesce davvero a dare vita a tanti di questi sogni, il mio Progetto Arca si occupa soprattutto di persone senza dimora, spesso profughi, dando vita a dei laboratori di ‘creazione emotiva’. Qui tante persone ritrovano se stesse, una integrità ed una radice. Trovano così la forza nuova per affrontare tante difficoltà terrene. Una creazione priva di materia, fatta solo d’amore, che ridisegna un cammino. In questo modo nutriamo anche l’anima, e non solo il corpo offrendo panini e un letto”.

    Paolo Foschini, direttore della Nave di San Vittore, ha aggiunto: “Quando l’Istat fa il paniere dei prezzi di prima necessità, io non sono un antropologo, ma sono certa che già migliaia di anni fa, l’uomo in queste prima necessità che oggi sembrano non venire più considerate, sentisse già il bisogno della musica. Ed è quello che facciamo noi per fare del bene all’anima: riportare la musica come un bene di prima necessità al quale tutti hanno diritto ad avere accesso. Per questi motivi, noi ci ricordiamo delle persone più spesso abbandonate e più bisognose di questa arte: parliamo del carcere di San Vittore, dove Franco ha iniziato a venire negli anni Ottanta. Noi abbiamo un vero e proprio coro, e Franco è venuto a fare da noi la registrazione del suo video. Queste cose non si sono fatte da sole: Franco è venuto da noi personalmente a fare le riprese, con il nostro coro. I ragazzi sanno che un coro non è un insieme di solisti, ma di voci che collaborano e si amalgano in toni e forza. Il coro migliore è dove tutti si ascoltano. In generale, quello dell’ascolto è il valore più importante di tutti anche nella vita e la musica può insegnarcelo. La percezione dell’importanza dell’ascolto, è stata per paradosso compressa dallo strumento con il quale oggi un uomo solo può parlare a tutto il mondo che l’Umanità in milioni di anni, non aveva mai avuto prima.”

    Eliana Onofrio, presidente Associazione Amici della Nave: “Abbiamo abbracciato con entusiasmo il lavoro svolto da Franco, un vero gigante. Le emozioni che noi riusciamo a coltivare con i detenuti dei reparti del carcere, con gli operatori ed i volontari, è di grande commozione e di lacrime liberatorie. Un pianto suscitato dalla bellezza che scopriamo e da un amore che sentiamo nascere e non possiamo trattenere. Di questi cori fanno parte non solo i detenuti ma anche i ragazzi che attualmente si trovano in Comunità e che stanno finendo di scontare la loro pena, ed in questa attività di recupero interiore, c’è anche il coro. Franco arriva di persona e sorprende tutti, e coordina il lavoro artistico da grande maestro quale è. In una sola serata è venuto fuori qualcosa di magico, che poi a vederlo montato qui, mette brividi d’emozione. Io mi auguro che questo video abbia una lunga vita e non si fermi al Natale. A nome di tutti gli associati ed i coristi, non posso far altro che ringraziare per tutto questo Franco ed il CPM”.

    Mussida: “Oggi siamo in un Paese dove si cerca di restringere tutto, di risparmiare. Tutto ciò oggi nelle carceri si vive in modo pesante. Le carceri si chiudono al mondo e chi vi abita, a sua volta è sempre più chiuso, isolato. Il carcere è un luogo terrificante. Chi vi abita rischia di perdere del tutto la sua umanità. In questo modo il carcere di sicuro non permette una nuova capacità di socializzazione dell’individuo, il giorno in cui uscirà. Non per niente, il numero di chi si uccide in carcere è in costante aumento. Manca il coraggio di immaginare qualcosa di diverso. C’è modo e modo di isolare. Nel carcere muore tutto ciò che puoi portarvi. Bisogna continuare ad annaffiare e seminare. Il carcere distrugge ogni cosa. Non è quindi lo scontro ideologico con il governo la soluzione, ma si deve pensare a modalità diverse di contenere persone ospitate in questi luoghi tetri, persone che delinquono ed in qualche modo fanno del male alla società ma anche a sé stesse. A fronte di chi si comporta magari male ai domiciliari, lasciando una brutta luce su chi si comporterebbe invece bene, o che trovano il modo di vivere in modo nuovo la loro esistenza, pur in quella situazione, c’è il caso particolare di Davide, che nel nostro video canta con gli occhi sbarrati ed è davvero un omone. L’avevo conosciuto in carcere nel 2013 e doveva scontare la bellezza di 23 anni per truffe ripetute. Nel 2025, lo ritrovo fuori da lì, e adesso è un formatore di attori come nell’ultimo musical che ha ideato con me. Ci sono persone che vogliono vivere una vita a modo loro ‘normale’, spenderla in qualche modo, e per stare con la gente. La cosa più importante nella vita, non è solo lavorare ma anche trovare un modo di stare bene con sé stessi e con gli altri”.

    È giunto quindi il momento di Bombardelli, il solista del brano e studente CPM: “La cosa che mi ha segnato di più, è che parti sempre dal lasciare qualcosa di tuo, collaborando in queste realtà, e pensando quindi di dare una mano. Invece la scoperta più grande avviene quando torni a casa e capisci che sono stati loro ad aiutare te! Si tratta di un valore nascosto ma gigantesco, che deve essere messo in luce. L’amore di cui parliamo oggi qui è l’arricchimento interiore che tutti ne traiamo. Io non posso non ringraziare il CPM che per me è diventato casa”.

    In collegamento video, ha poi parlato Padre Eraldo Cacchione, del Coro Mille Colori: “Sono ormai sei anni che lavoro in questo coro meraviglioso di bambini, cui collaborano tante persone ed anche una educatrice. I più grandi ormai sono quindicenni”.

    Con Mussida si conoscono dal 2017, quando il maestro fu inviato a tenere un seminario dal Padre gesuita, seminario al quale parteciparono grandi nomi della musica italiana, come ad esempio, I POOH: “Padre Eraldo ha fondato l’Associazione Cecilia, dedicata alla memoria della sorella, che si è tolta la vita ancora molto giovane. Fu una delle tante giovani che non sono riuscite a trovare una connessione con la propria esistenza, perché anche lei si sentiva priva di una radice. Quest’anno l’associazione ha creato l’occasione di un incontro a Milano, in memoria di Cecilia che era una capoeira. Si tratta di una danza mista alle arti marziali, che abbiamo introdotto anche nel nostro video, e che rappresenta la lotta, portata in Sud America dagli schiavi ai suoi esordi, e poi da lì, è stata presa nel mondo come ricordo e come danza-testimonianza del desiderio di ribellione che gli schiavi, a quei tempi, non potevano esprimere in modo esplicito. È una lotta quasi rito, che non si ferma sempre prima di colpire. Questa lotta io ho immaginato di trasferirla in un ‘habitat interiore’, come simbolo del non farsi mai del male. Così il motto ‘ma lo sai che l’odio è nostalgia d’amore’, nasce da una riflessione scaturita osservando questa danza”.

    L’ultimo messaggio è pervenuto da Alessandra Marzari, ambasciatrice per San Patrignano e presidentessa di Vero Volley: “Conosco Franco dal suo lavoro a San Patrignano con la costituzione delle audioteche ed il bene che ne è scaturito. Il nostro incontro fu da subito straordinario, ed il loro video è straordinario sia per la qualità che per il messaggio che trasmette. È la prova che l’energia della nostra generazione è capace di generare ancora tantissimo e lo sarà sempre. Questo brano è un vero augurio natalizio”.

    La conclusione di tutti gli interventi in conferenza, spetta a Don Claudio Burgio, Fondatore e Presidente della Comunità KAYROS, che si è così espresso: “Il lavoro di Franco acquisisce un valore spirituale, e noi in primis ne abbiamo vissuto e sperimentato l’immensa capacità di trasformazione sulle persone. Siamo certi che i nostri adolescenti ne trarranno beneficio e ringraziamo Franco per averci coinvolto nel suo video”.

    Monica Mazzei
    freelance culturale per
    TicinoNotizie.it

  • Zibido San Giacomo: incidente fra due auto, un morto e quattro donne ferite nel Milanese

    Zibido San Giacomo: incidente fra due auto, un morto e quattro donne ferite nel Milanese

    Un grave incidente stradale si è verificato poco dopo la mezzanotte di ieri lungo via dei Giovi a Zibido San Giacomo, in provincia di Milano. Nel violento scontro tra due automobili ha perso la vita un uomo di 55 anni, deceduto nonostante i tentativi di soccorso.

    La dinamica è ancora al vaglio delle forze dell’ordine, ma l’impatto tra i due veicoli è stato particolarmente violento. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e diversi equipaggi del personale sanitario, allertati dalle numerose segnalazioni dei residenti della zona.

    Nell’incidente sono rimaste ferite altre quattro persone, tutte donne di età compresa tra i 45 e i 54 anni. Le loro condizioni, pur serie, non sarebbero critiche: sono state trasportate in codice giallo in tre differenti ospedali della regione — l’Humanitas di Rozzano, il Policlinico di Milano e il San Matteo di Pavia.

    Le autorità stanno ora ricostruendo con precisione la dinamica dello scontro per chiarire le cause dell’incidente, mentre la comunità locale si stringe nel cordoglio per la vittima.

  • Il Sindaco di Tik Tok oggi in Piazza del Duomo a Milano

    Il Sindaco di Tik Tok oggi in Piazza del Duomo a Milano

    “Oggi è un giorno che non dimenticherò mai… È uscito il mio primo libro: Il Sindaco di TikTok.
    Dentro queste pagine c’è molto più di una storia: ci sono le sfide, le cadute, le sorprese, le emozioni e tutti quei momenti che mi hanno cambiato come Sindaco e come persona.
    È un viaggio sincero, a volte difficile, altre volte entusiasmante… ma sempre vero”.

    Così Marco Ballarini, il Sindaco di Corbetta, per molti (soprattutto le generazioni Z e Alpha) semplicemente ‘Zio Pera’ presenta questo pomeriggio in piazza del Duomo il suo libro.

    E’ la storia di un Primo cittadino che ha saputo – prendendosi anche qualche critica dai colleghi più bacchettoni e istituzionali – senza prendersi troppo sul serio, diventare un Sindaco social a 360′ gradi a tutti gli effetti.

    Oggi Marco Ballarini è un fenomeno mediatico a tutti gli effetti, i suoi post talvolta superano quelli di Giorgia Meloni e Matteo Salvini….

    “Ho cominciato a creare contenuti per TikTok perché i giovani sono lontani e disaffezionati alla politica, non vanno a votare. Succede perché forse non parliamo il loro linguaggio e di cose che non gli interessano. Con il mio staff siamo partiti con i meme e i video umoristici e continueremo ma stiamo cominciando a introdurre video con messaggi politici e di attualità”.

    In realtà il ‘Balla’ posta di tutto, interviene sulla vita politica nazionale, sapendo che la sua pagina è cliccatissima, l’altro giorno, ha postato anche il ritrovamento di Tatiana Tramacere, la ragazza scomparsa da Nardò e che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso ….

    Per alcuni è semplicemente debordante …. per noi che lo giudichiamo anche per quello che ha fatto nella ‘sua’ Corbetta, lo consideriamo un Sindaco che si è calato nei tempi di oggi. Con coraggio, a volte anche con un po’ di strafottenza, che probabilmente non guasta. Il concetto l’importante è che se ne parli lui lo declina nel quotidiano. Ma non è vero che si ferma solo a questo.

    Probabilmente, ha ragione lui. E vi spiego perché, l’altro giorno, mia figlia che frequenta il secondo anno del liceo Linguistico mi ha chiesto: ‘Papà, voglio andare al concerto di Sfera Ebbasta (penso che si scriva così…)”. La mia prima reazione è stata di imbarazzo e disorientamento totale. Fra me e me ho pensato: ‘Caxxo Sfera quello della discoteca bruciata … ma proprio questo coglioxx…”. Sì, perché associo quel personaggio unicamente a quel fatto tragico di qualche anno fa, riportato dalle cronache nazionali. Sarà per deformazione professionale…Di fatto non ho mai provato nemmeno lontanamente ad ascoltare i suoi testi. Anzi quando l’ho fatto – una sola volta – per gli argomenti che tratta, la situazione è anche peggiorata …

    Poi con ‘vivido schifo’ – lo ammetto – ho dovuto trovare un compromesso…. Tradotto, mi dovrò sacrificare e accompagnarla, quanto meno, per ‘sorvegliarla’. Peggio che una penitenza sui ceci davanti all’altare o se preferite, vista la mia nota fede calcistica nerazzurra, seguire una partita del Milan in mezzo agli ultras della curva sud… Amen.

    Cosa c’entra questo aneddoto personale? Eccome se c’entra. Il Sindaco ‘Tik Tok’ ha fatto una scommessa. Ha provato a mettersi nei panni dei più giovani, sta cercando di interpretarne e conoscerne gusti e passioni. A volte lo fa in modo un po’ goffo, ma lui stesso probabilmente – con ottima autoironia – ne è cosciente.

    Di certo, i giovani e anche i giovanissimi lo conoscono e tutto sommato lo apprezzano. Altro episodio che riguarda l’altra mia più figlia più piccola. ‘Papà ero in piscina a Corbetta, lo sai che c’era ‘Zio Pera’ ? appena ha sentito in sottofondo che lo abbiamo chiamato così si è voltato, ci ha sorriso e ci ha salutato …”.

    Basta questo per avvicinare i più giovani alla cosa pubblica? Non lo sappiamo, è un inizio. Ma lui intanto si sta mettendo in discussione, oggettivamente, seguendo una strada del tutto inconsueta ma per ora a livello di consenso sta avendo ragione lui.

    Un frammento del suo volume forse spiega già molto: “È un racconto sincero, ironico, a volte fragilissimo e altre volte potentissimo. Una storia di errori, vittorie, imprevisti, scelte difficili e scelte sbagliate. La storia vera di un sindaco che ha deciso di buttarsi, rischiare, esporsi, parlare ai giovani dove i giovani sono davvero: social media, meme, TikTok.
    Questo libro è per chi c’era, per chi guardava da lontano, per chi pensava “tanto non mi riguarda”.
    Perché la verità è semplice: La politica non è lontana. È già qui. Ogni volta che scegli di esserci”.

    Dopo il libro che viene presentato oggi alle 16 in Piazza del Duomo, da uno come Ballarini ci aspettiamo ben altro. Intanto vediamo cosa succederà oggi. Le sorprese, di sicuro, non mancheranno.

    Per chi vuole appronfondire …lo trovate qua
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  • Il caso. Fuma cannabis light, poi si lancia dalla finestra e muore

    Il caso. Fuma cannabis light, poi si lancia dalla finestra e muore

    Una doppia inchiesta per far luce sulla morte di un 23enne di origine turca, deceduto tra venerdì e sabato scorsi dopo essere precipitato dal secondo piano di un bed & breakfast a Milano: secondo quanto riporta QN dando la notizia del decesso, il giovane prima di lanciarsi dalla finestra avrebbe fumato marijuana light acquista in un negozio di Firenze.

    Sulla vicenda avviate due indagini, una a Milano, morte come conseguenza di un altro delitto l’ipotesi al momento, l’altra nel capoluogo toscano per presunto spaccio contestato al titolare della rivendita di marijuana ‘legale’ dove sarebbe stata acquistata la sostanza e dove sarebbero anche stati sequestrati circa 10 chili di prodotto, per verificare la presenza di molecole vietate dal Testo unico delle leggi sugli stupefacenti.

    Secondo quanto riporta il quotidiano, quando il 23enne si è lanciato dalla finestra in camera con lui c’era il fratello di due anni più grande. Quest’ultimo alla polizia avrebbe raccontato che poco prima avevano fumato insieme un po’ della marijuana acquistata il giorno prima in un canapa shop di Firenze. All’improvviso, questa la testimonianza del fratello, il ventitreenne avrebbe iniziato a pronunciare frasi senza senso per poi aprire la finestra e lanciarsi nel vuoto. Sul posto è poi intervenuta la polizia e sono scattate le indagini anche a Firenze, coordinate dal pm Alessandro Piscitelli.

    Il titolare del negozio fiorentino, assistito dall’avvocato Iacopo Scaffai, agli inquirenti avrebbe spiegato di aver acquistato, tutto con regolare fattura, il lotto ‘incriminato’ in una fiera a Praga nei mesi scorsi e di essere all’oscuro sulla possibilità che la stessa potesse contenere sostanze illegali. Una risposta su cosa abbia determinato lo stato di alterazione del 23enne è attesa dall’autopsia e dagli esami tossicologici. Da capire tra l’altro se il giovane possa anche aver assunto qualche medicinale che abbia influito sul suo stato.

  • Magenta. Via Novara: la città, almeno qui, si è rimessa in moto

    Magenta. Via Novara: la città, almeno qui, si è rimessa in moto

    Se in questi giorni sui media e sui social continua a fare discutere la situazione del centro cittadino, tanto più dopo la rissa sanguinosa scoppiata, proprio dirimpetto a Palazzo Formenti – e qui a nostro avviso servirebbero scelte radicali e coraggiose per provare, quanto meno, ad invertire questo trend, pur con la consapevolezza che non si può sempre suonare solo la gran cassa che è tutta colpa dell’Amministrazione … – crediamo sia doveroso osservare anche quanto sta accadendo in altre parti della città.

    Magenta è una città in movimento che piaccia o no.

    Il “Piano Asfalti” – a noi piace chiamarlo così – lanciato e promosso dal Vice Sindaco Enzo Tenti è di quelli importanti.

    A memoria non ci ricordiamo interventi così massicci e continuativi. Certo crea disagi. Chi scrive è il primo a rendersene conto ogni mattina quando porta i figli a scuola. Certo Magenta ha una viabilità impazzita che andrebbe sistemata e rivista al più presto. Ma questo poco c’entra con la riqualificazione e il decoro delle nostre strade. Così come con la loro messa in sicurezza. Molti diranno che è ordinaria amministrazione. Forse sì. Però almeno partiamo dall’Abc, visto che nel recente passato mancava anche questo…

    Poi ovviamente c’è un discorso di visione di città, e qui il ragionamento si fa più complesso.

    Ciò detto, almeno per quel che riguarda la zona Ovest di Magenta, tanto per capirci il quadrante che da piazza Kennedy, insiste lungo la Via Novara e da lì verso l’Ipermercato, il dinamismo certo non manca.

    L’Urbanistica fortunatamente, almeno da queste parti, è stata rimessa in moto. I lavori al Parco di Villa Naj Oleari – finalmente ecco spuntare le panchine … non ci voleva un genio, ma solo un po’ di buon senso – ma soprattutto quelli nella vicina ex area Naj Oleari dove la MAPE ha iniziato a pigiare il piede sull’acceleratore. Gru e ruspe all’opera. I primi segni del cantiere che inizia a metter radici e sarà così chissà per quanto. Evviva. Finalmente ! Dopo anni di stasi e di degrado totale si muove qualcosa.

    Le ruspe vanno avanti indietro, per i lavori di sbancamento e per la realizzazione di quella prima opera di pubblica utilità che è compresa nel piano, e a cui il Sindaco Del Gobbo tiene tantissimo: una sorta di ‘teatro a cielo aperto’ che dovrà sorgere al confine con la Villa. C’è fermento.

    Il rumore delle ruspe lo ripetiamo ci mette decisamente più di buon umore, rispetto a quella foresta urbana che per anni prosperava libera dentro a quel pezzo di Magenta fermo dai tempi del crac della STF…

    Certo il cammino è lungo, prima che spuntino i ‘grattacieli’ – come qualcuno li ha definiti, manco ci fosse chissà quale panorama dall’altra parte della stazione da rimirare – ci vorrà tempo. Ma prima o poi arriveranno. L’importante è che la macchina sia partita. Così come arriveranno negozi e spazi pubblici.
    La MAPE di solito quando parte non perde tempo.

    Chi invece è già partito già da un po’ e li iniziano a vedersi i segnali dei primi palazzi è GRUPPO CASA che sta dando vita ad un complesso immobiliare destinato a nobilitare l’area in questione: borgo Leopardi.

    A due passi dall’Ipermercato ma con spazi e verdi che dovrebbero garantire alla costruzione i giusti standard di qualità e di privacy per i futuri residenti.

    Anche questo è un bel colpo, indubbiamente per il rilancio di una zona della città che era finita un po’ nel dimenticatoio. Quindi, l’Iper 2 che è partito in grande spolvero e che a livello di realizzazione ci piace un sacco.

    Quando ci siamo andati a piedi per la prima volta la nostra prima attenzione è caduta su come era stato tutelato quel bellissimo albero monumentale che sorge al limitare della Via Leopardi. Per chi abita nel quartiere era una preoccupazione concreta che questo albero così bello e imponente fosse mantenuto al meglio.

    Dobbiamo dire che è stato fatto davvero un ottimo lavoro. L’Assessore Simone Gelli, occorre ammetterlo, è stato di parola. Fu una delle prime domande che gli ponemmo in conferenza stampa.

    “E l’albero che fine farà?”. E’ stato preservato e probabilmente oggi nel contesto in cui è stato calato, ci appare ancor più bello ed imponente di prima. Questo per dire che l’intervento del cosiddetto ‘Iper 2’ ci pare il giusto mix tra insediamento a completamento della grande distribuzione ma anche verde e servizi per il territorio.

    Il bar caffetteria che ha aperto diventerà presto un punto d’aggregazione per un quartiere che sotto questo punto di vista, ha davvero poco da offrire se non fosse per lo storico e unico bar caffetteria panetteria della famiglia Cannizzo Franchino.

    Insomma, c’è un angolo di Magenta – come traspare da queste righe che per fortuna non dorme- Tutt’altro. C’è chi obietterà che con l’Iper 2 si è data un’altra mazzata al commercio di vicinato. Falso.

    Perchè la gente già ci andava – ormai dal lontano 1985 – all’Iper 1 e non sono certo un Unieuro un po’ più grande, un negozio finalmente adeguato per i Pet e uno spazio per i fiori, i colpevoli del deserto dei tartari che si vive tra piazza Liberazione e dintorni.

    La questione è molto più complessa e la affronteremo in altra sede. Certo lo abbiamo scritto come incipit al pezzo, qui servirebbero anche scelte coraggiose, magari solo all’apparenza impopolari, ma che almeno siano un tentativo per uscire dalla sopravvivenza.

    Il tema è ampio non riguarda solo Magenta e siamo convinti che nessuno possa avere la soluzione in tasca sicura.

    Per adesso godiamoci i risultati concreti come lo sono i palazzi e le opere pubbliche che sorgono giorno dopo giorno nella zona Ovest della città. Sul ‘salotto di Magenta’ attendiamo la nuova piazza. Senza perdere la speranza che qualcosa cambi. Forse…

    F.V.

  • Santo Stefano Ticino: villetta venduta all’asta devastata da ignoti, danni ingenti

    Santo Stefano Ticino: villetta venduta all’asta devastata da ignoti, danni ingenti

    Un grave episodio è avvenuto nei giorni scorsi a Santo Stefano Ticino, rompendo la consueta tranquillità del paese. Una villetta, recentemente finita all’asta, era stata acquistata da una persona residente nella zona. L’operazione si era conclusa senza particolari criticità e nulla lasciava presagire ciò che sarebbe accaduto nelle ore successive.

    La notte seguente, infatti, si è verificato un fatto increscioso sul quale sono in corso accertamenti. La nuova proprietà, recandosi nell’abitazione per un sopralluogo, ha trovato la casa completamente devastata. Qualcuno si era introdotto all’interno approfittando dell’oscurità, mettendo a soqquadro ogni stanza e distruggendo arredi, impianti e strutture. I danni, molto ingenti e stimati in decine di migliaia di euro, sono ancora in fase di quantificazione precisa.

    Sul posto sono subito intervenute le autorità competenti, che hanno effettuato i rilievi e avviato un’indagine per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori non escludono alcuna pista: dal gesto vandalico mirato a possibili ritorsioni, fino a ipotesi legate alla situazione debitoria precedente alla vendita dell’immobile. Ogni elemento è al vaglio per comprendere se l’azione sia stata pianificata e quali siano i motivi che l’hanno scatenata.

    L’episodio ha suscitato sorpresa, sconcerto e preoccupazione tra i residenti di Santo Stefano Ticino, comunità solitamente considerata serena e sicura. Molti cittadini, venuti a conoscenza dell’accaduto, esprimono sgomento per un atto ritenuto tanto grave quanto incomprensibile, auspicando che le indagini portino rapidamente all’individuazione dei responsabili e al ristabilimento del clima di tranquillità che caratterizza il territorio.

  • Magenta. Recuperati gli spazi di via Strada Pontevecchio grazie ai fondi PNRR: nuovi alloggi dedicati alle famiglie più fragili

    Magenta. Recuperati gli spazi di via Strada Pontevecchio grazie ai fondi PNRR: nuovi alloggi dedicati alle famiglie più fragili

    Nell’ambito degli interventi finanziati dal PNRR – Missione 5 “Inclusione e coesione”, finalizzati alla creazione di alloggi destinati a progetti di autonomia abitativa e sostegno alle persone e alle famiglie in condizione di fragilità, si è conclusa infatti la riqualificazione di una porzione di edificio comunale situato in via Strada Pontevecchio, un immobile inserito in un contesto edilizio tradizionale e storicamente dedicato ad attività di accoglienza sociale. L’obiettivo è stato quello di recuperare e rendere pienamente funzionali spazi già esistenti, adattandoli alle nuove destinazioni d’uso previste dai progetti di housing temporaneo finanziati dal PNRR.

    L’edificio si sviluppa su due livelli:
    * al piano superiore si trovano due unità abitative composte da due locali oltre ai servizi;

    * al piano inferiore, dove si è concentrata la maggior parte degli interventi, sono presenti quattro locali comunicanti, ciascuno con accesso autonomo dall’esterno, che sono stati oggetto di lavori di adeguamento strutturale e impiantistico per renderli idonei all’accoglienza.

    “Grazie ai finanziamenti del PNRR – dichiara il Vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici Enzo Tenti – siamo riusciti a recuperare e valorizzare edifici pubblici che rischiavano il degrado, trasformandoli in luoghi di accoglienza e in nuove opportunità per le famiglie più fragili della nostra comunità”.

    Gli interventi hanno compreso la realizzazione del vespaio aerato al piano terra, il rinforzo delle strutture esistenti, il rifacimento completo delle pavimentazioni, la creazione di nuovi servizi igienici, l’installazione di impianti autonomi di riscaldamento e distribuzione dell’acqua, la posa di nuovi serramenti e la sistemazione delle superfici interne ed esterne, mantenendo inalterato l’aspetto architettonico originario.

    Il progetto è stato finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Investimento 1.3 “Housing temporaneo e stazioni di posta”, per un importo complessivo di 237.000 euro.
    “Ora che gli spazi sono pronti – dichiara l’Assessore al Welfare Giampiero Chiodini – nelle prossime settimane presenteremo i progetti e le realtà che saranno chiamate a gestire questi locali. Sarà un passaggio importante per definire come questi ambienti verranno utilizzati e quali servizi offriranno alle persone e alle famiglie che ne avranno bisogno”.

  • Associazione Carabinieri. Tombolata di Natale di Beneficenza: a Magenta un grande successo per la 4ª edizione

    Associazione Carabinieri. Tombolata di Natale di Beneficenza: a Magenta un grande successo per la 4ª edizione

    Dopo la sorprendente edizione dell’anno scorso, quando furono raccolti oltre 9.000 euro poi donati alla Cooperativa del Fiore, anche quest’anno la Tombolata di Natale di Beneficenza dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Magenta ha superato ogni aspettativa.

    L’evento si è svolto domenica 30 novembre 2025 presso gli spazi della Parrocchia Sacra Famiglia, richiamando un pubblico numerosissimo e confermandosi un appuntamento molto atteso dalla comunità.

    A guidare l’iniziativa sono stati il presidente della sezione ANC Renzo Tiberini e l’architetto Luca Barbaglia, promotori instancabili che hanno saputo coinvolgere cittadini, famiglie, istituzioni e attività del territorio in un progetto solidale di grande valore.

    L’edizione 2025 conferma le aspettative: un altro risultato eccezionale che ha permesso di raccogliere quasi 8.250 euro, una cifra importante che è stata interamente devoluta in beneficenza all’associazione I Sogni di Ele, impegnata nel supporto a bambini e famiglie che affrontano percorsi di cura complessi.

    Il clima di festa, unito alla finalità solidale, ha reso la giornata speciale per tutti i partecipanti.

    Ospiti d’eccezione e grande entusiasmo, Tra i momenti più attesi, la presenza del calciatore Daniele Bonera (nella foto con Alberto Zacchello), pilastro della difesa del Milan e della nazionale italiana, che ha contribuito alla raccolta fondi donando un pallone autografato, poi diventato uno dei premi più ambiti della serata.

    Ha partecipato anche il vicesindaco di Magenta Enzo Tenti, portando il saluto dell’amministrazione comunale e sottolineando l’importanza di iniziative che uniscono solidarietà e comunità.

    Come da tradizione, la tombolata è stata ricchissima di premi: giochi, cesti, buoni offerta e tante sorprese pensate soprattutto per i più piccoli, che si sono aggiudicati molti dei premi messi in palio.

    La generosità degli sponsor locali, molto numerosi anche quest’anno, ha giocato un ruolo fondamentale nel garantire premi di qualità e nel sostenere la causa benefica.

    La riuscita dell’evento conferma ancora una volta quanto la comunità magentina sia sensibile ai progetti di solidarietà e vicina alle associazioni che operano sul territorio.

    La Tombolata di Natale dell’Associazione Nazionale Carabinieri si conferma così un appuntamento immancabile, capace di coniugare divertimento, partecipazione e un concreto aiuto a chi ne ha più bisogno.

    L’appuntamento è già rinnovato per il prossimo anno, con l’obiettivo di far crescere ancora un’iniziativa che scalda il cuore della città. Un progetto solidale di grande valore.