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  • Incidente lungo corso Europa tra Magenta e Corbetta: diversi feriti e traffico rallentato

    Incidente lungo corso Europa tra Magenta e Corbetta: diversi feriti e traffico rallentato

    Due auto coinvolte e numerosi feriti nell’incidente di questo pomeriggio alle 14 sulla strada statale 11 a Magenta. Ma, per fortuna, nessuno era in condizioni critiche. Lo scontro è avvenuto sotto la pioggia di quest’oggi poco prima di arrivare a Corbetta, per cause in corso di chiarimento da parte dei Carabinieri.

    MAGENTA – Giunte sul posto tre ambulanze della Croce Bianca di Magenta e Sedriano, oltre all’autoinfermieristica e ai vigili del fuoco. Il traffico ha subito normali rallentamenti, ma corso Europa non è stato bloccato. Le 5 persone che hanno riportato ferite sono state accompagnate, in codice verde, al pronto soccorso.

  • Abbiategrasso: oggi e domani festa con CittaSlow e a Castelletto

    Abbiategrasso: oggi e domani festa con CittaSlow e a Castelletto

    ABBIATEGRASSO Cittaslow International organizza un evento internazionale per promuovere, nel mondo, concetti e progetti che rappresentano la realtà e l’idea di essere Cittaslow e istituisce la Giornata mondiale Cittaslow.

    In questa giornata ogni anno tutte le Cittaslow possono proporre e organizzare una o più iniziative locali per promuovere e diffondere i concetti della nostra azione collettiva.

    Dobbiamo rispettare e amare la Terra, la nostra Madre Terra, come sostiene Carlo Petrini, e questo è possibile se tutti realizzano i progetti Cittaslow, giorno per giorno, tutti noi – sindaci delle Cittaslow, cittadini e visitatori, imprenditori e policy maker – dando il proprio contributo per un mondo più pulito, migliore e più giusto.

    I temi sono gli stessi con cui Cittaslow si confronta: politiche ambientali (energia, trasporti – bici e pedibus, cambiamento climatico, uso e difesa del suolo, valorizzazione del paesaggio, biodiversità, ecc.), politiche sociali (inclusione, responsabilità sociale, educazione , identità, ecc.), agricoltura e prodotti tipici Cittaslow Mercati, ecc.), turismo sostenibile, consapevolezza dei cittadini di essere una controcultura positiva, ancora più necessaria oggi, quando la crisi del sistema dei combustibili, del cibo e della finanza è legata ad un’altra crisi delle relazioni, dei valori e delle prospettive di qualità della vita delle generazioni future.

    Abbiategrasso partecipa attivamente con due iniziative:

    Musica Slow a Castelet – 23 e 24 settembre a Palazzo Stampa
    Immersione nel bosco – 24 settembre in Darsena Bighiani

  • Consulenze immobiliari a Magenta con l’esperienza trentennale di Daniele Bolzonella in via Volta 31

    Consulenze immobiliari a Magenta con l’esperienza trentennale di Daniele Bolzonella in via Volta 31

    Un rapporto di fiducia che possa portare benefici per entrambe le parti. Il dott. Daniele Bolzonella, Laureato in Sociologia della Comunicazione con esperienza trentennale nel settore della consulenza e dell’intermediazione immobiliare, si è spostato da Milano a Magenta. Città che conosce da sempre, e nella quale ha aperto uno studio in via Volta 31. Operativo da alcuni mesi si distingue per svolgere un servizio rivolgendosi alla persona e alle sue esigenze.

    “Quello che riteniamo fondamentale è l’approccio del consulente – spiega – Noi dobbiamo esporre le diverse problematiche che la vendita di un immobile comporta e, una volta chiarito questo discorso, entrare nel vivo dell’eventuale incarico che il cliente ci vorrà affidare. Che può essere anche la proposta di acquisto e dell’assistenza che va fatta per l’ottenimento del mutuo”. Un servizio su misura a seconda delle diverse necessità.

    E’ quello che propone Immobiliare Bolzonella che ha scelto uno studio confortevole nel pieno centro di Magenta per avvicinarsi sempre più alla clientela. Al civico 31 di via Volta, a due passi dal liceo Classico Quasimodo e dalla piazza Liberazione. “Invitiamo chi abbia necessità a venire a trovarci – continua – Preferiamo conoscere le persone, basta poco per fissare un appuntamento senza alcun impegno. Cosa che permetterà di chiarire tutte le problematiche”. Per appuntamenti telefonare al numero 0238269771 Mob. 3356285290

  • Denunciato per omicidio stradale l’automobilista che ha investito e ucciso una pensionata a Vermezzo con Zelo

    Denunciato per omicidio stradale l’automobilista che ha investito e ucciso una pensionata a Vermezzo con Zelo

    E’ stato denunciato per omicidio stradale l’agricoltore di 33 anni che questa mattina a Vermezzo con Zelo ha investito e ucciso Maria Vincenza Simone di 68 anni.

    L’auto sulla quale viaggiava è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri che si occupano delle indagini. La pensionata stava probabilmente correndo sulle strisce pedonali diretta verso l’autobus. Il conducente dell’auto non ha fatto in tempo a frenare per evitarla.

    A quanto risulta, l’uomo sarebbe risultato negativo all’alcol test.

  • La storia. Magenta, Giovanni Caso corre il Triathlon di Cervia: “L’ho fatto per Valentina, era la gara che stava preparando”

    La storia. Magenta, Giovanni Caso corre il Triathlon di Cervia: “L’ho fatto per Valentina, era la gara che stava preparando”

    Lo aveva promesso alla sua Valentina che ci avrebbe provato a fare un Triathlon. Ma non uno qualsiasi, quello che avrebbe dovuto fare lei a Cervia. Un Triathlon duro per il quale si stava allenando duramente, come quel maledetto 4 agosto di due anni fa in bicicletta da corsa, quando uscita di casa a Magenta venne investita a Robecco sul Naviglio da un camion. Una tragedia che pose fine al suo sogno. Una tragedia al punto che da quel giorno il papà Giovanni Caso di Magenta, già appassionato runner tesserato per il Tapascione Running Team di Robecco, ha sempre corso nel suo nome.

    MAGENTA – Qualsiasi gara, lunga o corta che fosse, competitiva o non, l’ha sempre fatta nel suo nome. Una in particolare la doveva a Vale. Ed era quel Triathlon di Cervia, mezzo Iron Man, su una distanza forse proibitiva per lui. Quasi due chilometri di nuoto, 90 in bicicletta e 21 di corsa a piedi. Si è affidato a Michele Marzanti che allenava Valentina e si è messo d’impegno. “E’ stata durissima, ma ci sono riuscito – commenta – alla fine mi sono piazzato decimo di categoria togliendomi anche una grande soddisfazione”. L’idea è maturata lo scorso anno ed è aumentata sempre più quando Giovanni ha acquisito consapevolezza nei propri mezzi, atletici e mentali. “Ho chiuso ben al di sotto nelle previsioni – continua – pensavo di finire in sette ore e trenta e ho impiegato quasi un’ora di meno. Mi allenavo sei volte la settimana alternando corsa, bici e nuoto. E, in uno stesso giorno bici e corsa. La frazione più dura? La bicicletta, 90 chilometri erano tantissimi”.

    Giovanni era preoccupato perché fino all’anno scorso nel nuoto non eccelleva. Poi è riuscito a migliorare la tecnica e con l’impegno è riuscito a completare allenamenti anche fino a tremila metri in vasca. “Confesso una cosa – concluse – senza Valentina che mi è sempre stata accanto non ce l’avrei mai fatta. Questa gara la devo a lei. Non ce ne sarà un altro di Triathlon. Andrò a fare la maratona di New York a novembre, ma il Triathlon di Cervia è stato qualcosa di speciale”.

  • Tragedia a Vermezzo con Zelo: donna perde la vita in un incidente

    Tragedia a Vermezzo con Zelo: donna perde la vita in un incidente

    Una tragedia si è verificata, poco prima delle 7 di questa mattina, a Vermezzo con Zelo. Dalle prime informazioni una donna di 68 anni sarebbe stata investita in via Piave. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, tanto che l’equipaggio della Ata di Zelo e l’automedica sono giunti con il codice rosso.

    Purtroppo per la signora non c’è stato nulla da fare. Sono tuttora sul posto i Carabinieri per chiarire l’accaduto. (Seguiranno aggiornamenti)

  • Don Fausto Giacobbe, già Parroco a Magenta, dona un prezioso calice di fine ‘800 a Maristella Bigogno per la missione in Togo

    Don Fausto Giacobbe, già Parroco a Magenta, dona un prezioso calice di fine ‘800 a Maristella Bigogno per la missione in Togo

    Un dono inaspettato e meraviglioso. Don Fausto Giacobbe, già parroco a Magenta, ha voluto donare un calice a Maristella Bigogno per i suoi 25 anni di missione prima che lasciasse l’Italia per fare rientro ad Amakpapè in Togo. Un calice bellissimo e prezioso di fine ‘800. Dono accolto con gioia da Maristella.

    MAGENTA – Il calice, di proprietà dello stesso don Fausto, verrà utilizzato nella chiesa della missione. Don Fausto ha superato i 90 anni di età, ma mantiene una lucidità mentale incredibile. Fu lui a volere, in periodo di Quaresima, la giornata dedicata alla raccolta fondi per la missione in Togo di Maristella. Dotato di grande intelligenza e sensibilità è sempre stato accanto all’opera dei missionari e a Maristella in modo particolare.

    Soltanto il giorno prima del dono aveva fatto messa utilizzando quel calice. L’ultimo dono a Maristella prima che lasciasse l’Italia e consegnato dopo la serata della scorsa settimana, intensa ed emozionante durante la quale il Comune ha omaggiato la magentina di una targa.

  • Bernate, domenica 24 arriva la prima maxi panchina dell’area metropolitana

    Bernate, domenica 24 arriva la prima maxi panchina dell’area metropolitana

    BERNATE TICINO E’ scattato il conto alla rovescia: domenica 24 ci sarà l’inaugurazione Big Bench di Bernate Ticino – La prima “Grande Panchina” ad essere installata nella Città Metropolitana di Milano.
    Ritrovo alle ore 14.30 in Via Vittorio Emanuele – parcheggio Chiesa Parrocchiale – per proseguire insieme verso il luogo suggestivo e incontaminato nel cuore della valle del Ticino dove inaugureremo la Big Bench.

    Un evento nato dallo sforzo di diverse realtà, sottolineato con favore anche dall’ex corridore professionista Andrea Noè: “Domenica 24 Settembre inaugureranno la panchina gigante Big Bench posizionata in un luogo bellissimo su un ramo del Ticino nel Comune Bernate Ticino
    Comune del Parco Lombardo della Valle del Ticino

    Un progetto mondiale che finalmente abbraccia anche noi grazie Milanta ETS Indutex e Marcello Mazzoleni
    Non potendoci essere Domenica siamo andati a vederla, come ne abbiamo viste molte altre( (tante si possono trovare nel Monferrato e nel Novarese). Molte realtà, anche sportive come Gravelland stanno cercando di valorizzare il nostro bellissimo territorio ma è sempre più difficile farlo”.

    “Eccola!!! BB#324 BERNATE TICINO MI
    In attesa dell’inaugurazione di domenica 24 settembre alle ore 14.30 possiamo seguire la sua pagina Facebook Big Bench Bernate Ticino dove sta già incominciando a parlarci di sè…
    E possiamo già farci un giro in anteprima in questo weekend!!! Ecco la sua posizione, direttamente dal sito di Big Bench Community Project : https://bigbenchcommunityproject.org/it/le-panchine-giganti
    La big bench “alla lanca” è posta a dominio di un ramo secondario del fiume Ticino; alle sue spalle si può notare un lembo superstite della foresta planiziale che ricopriva la pianura padana nei secoli scorsi. L’UNESCO ha individuato come “riserva della biosfera” tutto il territorio del Parco Ticino. La panchina è raggiungibile dai sentieri ciclopedonali e dalle alzaie del Naviglio Grande e dal sentiero europeo E1.
    ATTIVITA’ DOVE TROVARE TIMBRI E PASSAPORTI
    (a partire da domenica 24 settembre)
    BAR ROSE
    Via Vittorio Emanuele, 15 – 20010 Bernate Ticino (MI) | Tel.391.3849373 | rosebar15@gmail.com | Aperto lunedì 7:00-19:30, da martedì a giovedì 7:00-21:30, da venerdì a domenica 8:00-22:30
    BAR TRATTORIA ITALIA
    Via Alzaia, 1 – 20010 Bernate Ticino (MI) | Tel. 339.2798612 | marco@bartrattoriaitalia.net | Aperto lunedì 7:00-14:30, da mercoledì a domenica 7:00-24:00 | Chiuso martedì”

    Questo il post di Marcello Mazzoleni, appunto tra i fautori del progetto.

    IL PROGETTO
    Dalle Grandi Panchine di Chris Bangle, ormai un’attrazione simbolo delle Langhe, nasce la Fondazione BIG BENCH COMMUNITY PROJECT (BBCP) che promuove l’installazione dell’oggetto fuori scala e contestualmente contribuisce a sostenere le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane dei paesi in cui vengono posizionate.

    La Fondazione BBCP è un’iniziativa no profit promossa dal designer americano Chris Bangle insieme alla moglie Catherine, cittadini di Clavesana dal 2009, per unire la creatività del team di designer della Chris Bangle Associates S.r.l. alle eccellenze artigiane di quest’area del Piemonte.

    Il design delle Big Bench, protetto da copyright, viene concesso a titolo gratuito per la realizzazione di una panchina gigante a condizione che si rispettino tutti gli elementi che caratterizzano la visione di Chris.

  • San Martino Siccomario: inciampa e finisce su coltello da cucina, morto 63enne

    San Martino Siccomario: inciampa e finisce su coltello da cucina, morto 63enne

    SAN MARTINO SICCOMARIO (Pv) E’ inciampato in cucina nello sportello aperto della lavastoviglie ed è finito su un coltello, posizionato nel cestello con la lama rivolta verso l’alto. Lama che gli ha reciso l’arteria femorale, provocandogli la morte per dissanguamento.

    Il drammatico incidente domestico si è verificato martedì sera in un appartamento di San Martino Siccomario (Pavia), alle porte di Pavia. Vittima un pensionato di 63 anni, che viveva solo. A chiedere aiuto sono stati i vicini, preoccupati dalle urla giunte dall’abitazione. Quando sono giunti sul posto i soccorsi, ormai non c’era più nulla da fare. L’uomo era a terra, in una pozza di sangue, accanto alla lavastoviglie e al coltello. I carabinieri hanno ricostruito la dinamica a partire dalla posizione in cui è stato ritrovato il cadavere. Il magistrato di turno non ha disposto ulteriori accertamenti, restituendo la salma ai familiari e concedendo il via libera alla sepoltura.

  • Italrugby, a Nizza appuntamento con l’Uruguay.. e la storia

    Italrugby, a Nizza appuntamento con l’Uruguay.. e la storia

    A Nizza, nel tardo pomeriggio, è prevista acqua dal cielo e non è quella che si dice una buona notizia. Perché, nel rugby, quando il rettangolo di gioco è ridotto a pantano con la palla scivolosa come una saponetta, il beneficio concesso da Giove Pluvio, che si chiama livellamento dei valori in campo, è ovviamente tutto dalla parte di chi è meno attrezzato per vincere e, per una volta, lo saranno i nostri avversari. Si fanno chiamare Teros, sono gli uruguagi del rugby e oggi contendono all’Italia un traguardo di capitale importanza, il diritto a prendere parte alla prossima edizione dei mondiali. Un meccanismo bizzarro che fa sì che un incontro del girone del mondiale in corso di svolgimento abbia intrinseca una doppia valenza, nell’immediato e a lungo temine: fare strada in questa competizione gettando le basi per quella che si disputerà tra quattro anni.

    Inserita in un girone terribile e stimolate insieme, dove oltre all’Uruguay e alla già battuta Namibia ci sono i padroni di casa della Francia e gli All Blacks neozelandesi – compagini di un altro pianeta con in mano, salvo cataclismi, la prenotazione per i primi due posti che garantiscono l’accesso ai quarti di finale – l’Italia, proprio contro i Teros, mette in palio quel terzo posto che vuole dire, appunto, qualificazione per Australia 2027. Oltre alla conferma di uno status prezioso e niente affatto scontato, quello di squadra di riferimento nella fascia immediatamente a ridosso del gotha della disciplina.

    In soldoni, ci aspetta la classica partita appiccicosa nella quale si ha tutto da perdere, con l’avversario che, al contrario, può affrontare la medesima sfida con la serenità di chi, male che vada, il suo dovere l’avrà fatto comunque. Quella che, se si parlasse di tennis, Rino Tommasi chiamerebbe prova del nove, l’esame di maturità, la necessità inderogabile di saper vincere le partite da vincere. Psicologicamente, il peggio che ci si possa trovare a dover gestire. Ma ci tocca farlo, è un privilegio e, per quanto di buono fatto vedere negli ultimi mesi, un appuntamento da prendere per le corna con tutta l’umiltà del caso perché nel rugby nessuno è mai disposto a regalare niente. Figuriamoci gli eredi dei Tupamaros, gente fatta di muscoli e garra charrua che sprizza da tutti i pori.
    Per l’occasione, Kieran Crowley, allenatore azzurro dalle chiare origini neozelandesi, si affida al meglio che il nostro movimento è in grado di assicurare oggi, apportando qualche significativa correzione al quindici che ha travolto la Namibia all’esordio. Ange Capuozzo, scheggia impazzita e instancabile manifestazione di fantasia che viaggia alla velocità del suono, lascia l’ala e torna all’estremo, la sua comfort zone, ruolo che gli assicura più coinvolgimento palla in mano e, quindi, una maggiore possibilità di spaccare in due le partite. Ange è un fenomeno, genialità purissima, quello che nel soccer sarebbe stato uno come Savicevic se avesse avuto anche il piglio del centometrista. Tommaso Allan, deputato a lasciare il posto al largo proprio al napoletano di Francia, migra all’apertura che, anche per lui, significa una collocazione più confortevole, in un ruolo tutto fosforo e lucidità che a definire chiave di sbaglia per difetto.

    L’esordio mondiale di Pani all’ala, con Ioane confermatissimo dal lato opposto, è la vera scommessa di Crowley che ci sentiamo di appoggiare senza riserve stante la qualità del ragazzo delle Zebre. Fischetti, Nicotera e Riccioni compongono la consueta prima linea che avrà il compito di tenere a bada quella uruguaiana, ostinata e abrasiva, in un confronto di spinte a baricentro basso che dirà molto delle sorti della partita. La curiosità forse più intrigante, però, è la presenza in campo già dall’inizio di due coppie di fratelli: Lorenzo e Niccolò Cannone, rispettivamente terza e seconda linea; Alessandro e Paolo Garbisi, rispettivamente mediano di mischia e tre quarti centro. Affiatamento cromosomico, DNA comune nel nostro doppio affare di famiglia. A chiudere la formazione titolare, infine, sono Ruzza in seconda linea, Negri e capitan Lamaro in terza e Brex tre quarti centro. Zero esperimenti, si bada al sodo, vincere è l’unica cosa che conta.

    Tra Italia e Uruguay sono quattro i precedenti, tutti appannaggio degli azzurri ma non sempre ciò ha significato vita facile. Come l’ultima volta, quando ai Teros è mancato davvero un pelo per inchiodarci ad un pareggio che, peraltro, avrebbero meritato di portarsi a casa. Il risultato striminzito di 17 a 10, quindi sotto il fatidico break di distanza, certificò la sofferenza quale costante di tutti gli ottanta minuti nei quali furono solo due le mete messe a referto a testimonianza delle difficoltà offensive incontrate dagli azzurri. Anche il match d’esordio in questo mondiale, disputato dai latinoamericani al cospetto della Francia, deve essere considerato un motivo di grande attenzione. Perché, se è vero che i transalpini hanno rinunciato a gran parte delle loro prime scelte, l’Uruguay si è comunque reso protagonista di una partita eccellente, impedendo agli avversari di siglare le quattro mete che per regolamento significano punto di bonus. Una sconfitta più che onorevole costata alla Francia una bordata di fischi dagli spalti e il fuoco incrociato della critica.

    Di cosa sono capace i Teros è dunque cosa nota, sta all’Italia, che ne ha ovviamente tutte le possibilità, adottare le opportune contromisure per certificare sul campo una superiorità tecnico-tattica che non deve restare solo sulla carta. Anche sotto il probabile diluvio battente fatto apposta per acuire ancora di più la battaglia casa per casa che esalta le qualità dei nostri rivali. Tre sono i requisiti che non devono mai latitare nel corso del match, anche per i più bravi: umiltà, concentrazione, intensità. Quando questi fattori vengono garantiti, difficilmente il rugby – sport crudo semmai ce ne fosse uno e nel quale è impossibile inventarsi alcunché – regala sorprese. In altri termini, scientificamente vince il più forte. Oggi, non possiamo certo nasconderci, qualunque risultato finale che non corrisponda ad una convincente vittoria sarebbe, sportivamente parlando, tragico.
    Forza ragazzi, c’è una pagina di storia rugbistica da scrivere. Facciamolo in stampatello, con un inchiostro indelebile. Senza paura.

    di Teo Parini