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  • Apprensione per le sorti del 58enne di Robecco sul Naviglio disperso sullo Stelvio

    Apprensione per le sorti del 58enne di Robecco sul Naviglio disperso sullo Stelvio

    Sono ore di apprensione per le sorti di Antonio de Martino. L’uomo, 58 anni è nativo di Rho, ma ha vissuto dapprima a Marcallo con Casone e, negli ultimi tempi a Robecco sul Naviglio. Giovedì si trovava sullo Stelvio, ma da allora non si hanno più notizie.

    L’albergatore, presso il quale alloggiava, non vedendolo rientrare ha lanciato l’allarme. Le ricerche sono scattate venerdì mattina con le squadre del Soccorso Alpino, i vigili del fuoco, i carabinieri e la Protezione Civile. La neve scesa in quota ha reso difficoltose le ricerche, già di per sé complicate.

    In Italia il SSUEM, cioè il servizio di soccorso sanitario di emergenza, si avvale di diversi corpi per il soccorso in aree di montagna e in quelle che sono definite di accesso “impervio” (che possono essere anche al mare, per capirci). In larga parte gli interventi sono svolti con gli uomini e i mezzi del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS), che è una sezione del Club Alpino Italiano (CAI), ma talvolta sono compiuti anche dagli appositi corpi della Guardia di Finanza, dall’Esercito o dai Vigili del Fuoco.

    Il soccorso alpino è pensato per intervenire in aiuto di chi si trova in montagna e si fa così male da non poter più tornare in un centro abitato a valle, oppure perché le condizioni atmosferiche ne mettono in pericolo la vita. In altri casi, poi, il soccorso alpino interviene per cercare persone disperse perché chiamato da familiari o amici che non ne hanno notizie. Vien da sé che la casistica è molto ampia, e non è sempre facile stabilire quando una chiamata al soccorso alpino è giustificata. Si rimane ovviamente in attesa e nella speranza che l’uomo venga ritrovato.

  • 21enne nigeriana minacciata con coltello e violentata da connazionale alla stazione di Lonate

    21enne nigeriana minacciata con coltello e violentata da connazionale alla stazione di Lonate

    Una ragazza di 21 anni è stata aggredita e violentata nella notte tra giovedì e venerdì scorsi alla stazione ferroviaria di Lonate-Ferno, nel varesotto. La giovane, originaria della Nigeria, ma residente a Milano, aveva trascorso la serata con il fidanzato, un giovane coetaneo del posto. Poco prima delle 3 del mattino, dovendo rientrare a casa, la coppia si è recata alla stazione, che in quel momento era chiusa. Il ragazzo, dopo aver accompagnato la fidanzata, l’ha salutata e se n’è andato.

    La ragazza, rimasta da sola ad attendere che la stazione riaprisse, è stata avvicinata poco dopo da un connazionale che, sotto la minaccia di un coltello, l’ha aggredita e violentata. Quindi si è dileguato, facendo perdere le proprie tracce. La ragazza, terrorizzata, ha chiamato il 112 ed ha chiesto aiuto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Busto Arsizio e i sanitari del 118 che l’hanno soccorsa e trasportata all’ospedale Mangiagalli di Milano. I militari sono tuttora al lavoro per rintracciare l’aggressore

  • Furti e truffe ad anziani: 10 arresti dei Carabinieri nel Novarese

    Furti e truffe ad anziani: 10 arresti dei Carabinieri nel Novarese

    Dieci misure cautelari eseguite nel Novarese sono il risultato di una minuziosa attivita’ d’indagine, avviata nel dicembre 2022, dopo innumerevoli denunce di furti in abitazione e truffe ai danni di anziani consumati in provincia di Novara. Tre persone sono agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, sette hanno l’obbligo di dimora, divieto di uscita notturna e obbligo presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e due il divieto di dimora.

    Sono diciannove gli indagati complessivi nell’operazione ‘Ibiza’ dei carabinieri della compagnia di Arona, in provincia di Novara con la collaborazione delle stazioni di Gozzano e Castelletto Sopra Ticino e di altri reparti territoriali del Piemonte, della Liguria e della Lombardia. L’operazione e’ partita con alcuni provvedimenti restrittivi da aprile e si e’ conclusa nelle ultime ore, a seguito della decisione della Corte Suprema di Cassazione. Gli elementi raccolti, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e pedinamento, hanno permesso di disarticolare un sodalizio criminale, composto principalmente da ‘sinti’, dotato di struttura organizzativa stabile, dedito a una serie indefinita di furti in abitazione in orario diurno, e operativo in tutto il Piemonte e la Lombardia.

    I carabinieri hanno ricostruito l’operativita’ della banda. Nella misura restrittiva, agli indagati oltre il reato associativo sono contestati 20 furti in abitazione – consumati e tentati – che avrebbero portato ad un bottino di circa 300 mila euro, in parte recuperato nel corso indagini.

  • Scuola di Pontevecchio. Tenti: ‘Avanti tutta coi lavori’

    Scuola di Pontevecchio. Tenti: ‘Avanti tutta coi lavori’

    Erano presenti all’incontro il Sindaco Luca Del Gobbo, il Vicesindaco Enzo Tenti, l’Assessore all’Educazione Giampiero Chiodini, la Dirigente Maria Cristina Dressino con una delegazione di insegnati, l’ing. Alberto Lanati, dirigente del Settore Tecnico del Comune di Magenta, e la dott.ssa Elisabetta Alemanni, Dirigente del Settore Servizi al Cittadino.

    Tema dell’incontro lo stato dei lavori presso l’edificio di Pontevecchio, dove era stata rilevata la presenza di tracce di amianto nelle piastrelle della pavimentazione tanto che l’Amministrazione comunale aveva deciso, per cautela e per consentire l’intervento di sostituzione delle piastrelle in sicurezza, di chiudere la scuola e trasferire le classi alle scuole 4 giugno di Via Boccaccio nel quartiere nord. Rispetto agli iniziali 300 mq, dopo successive analisi del mese di maggio, è stato evidente che l’intervento nella struttura sarebbe stato più ingente, di ben 1.800 mq. “Come abbiamo detto da subito e con chiarezza – spiega il Vicesindaco – i lavori sono importanti e massivi, non si tratta della mera sostituzione delle piastrelle, la scuola è stata del tutto svuotata e l’intervento è partito nei tempi previsti e sta proseguendo nel rispetto del cronoprogramma; per questo contiamo di poter consentire il rientro di insegnanti e alunni con l’anno nuovo, dopo le festività natalizie. Il Dirigente Lanati e tutto il settore stanno facendo il massimo e le cose procedono bene: come promesso il progetto è arrivato in tempi rapidi e abbiamo snellito i tempi tecnici di affidamento e burocratici, segno della serietà del nostro Ente”. 

    Durante l’incontro l’ing. Lanati ha illustrato con l’ausilio di immagini lo stato dell’arte e tutte le fasi richieste dal progetto di sistemazione della scuola. “E’ stato importante l’incontro di oggi, cui ne seguirà un altro tra qualche settimana per gli aggiornamenti sulla prosecuzione dei lavori, perché la dottoressa Dressino e il personale scolastico hanno potuto vedere con i propri occhi quanto ingente sia l’intervento e come procede, hanno posto domande e ricevuto risposte chiare nella piena trasparenza e spirito di collaborazione e condivisione”, commenta l’Assessore Chiodini.

  • Addio a Sandra Trezzi, la catechista di quei mitici anni Ottanta. Il saluto di Paolo Razzano

    Addio a Sandra Trezzi, la catechista di quei mitici anni Ottanta. Il saluto di Paolo Razzano

    “Alessandra Trezzi non dimenticherò mai il tuo modo di camminare, durante quei minuti passati spesso insieme, per tornare a casa dopo la Messa.

    Con la schiena curva e un po’ ondeggiante, la falcata lunga, dovuta alla tua altezza.
    Era l’unica cosa “arrogante” di te. Per il resto avevi sempre la capacità di chiedere e domandare con umiltà. Non ti piaceva apparire, ma eri sempre presente. Non volevi essere protagonista, ma eri a conoscenza di tutto. Sapevi spronare, con una gentile durezza, a fare sempre bene il proprio dovere.
    Ci mancherai, mancherà alla nostra comunità la “Sandra”, ma sono certo che ora stai camminando in posti bellissimi, con le tue lunghe gambe…”.

    Bello, sincero e profondo il pensiero che Paolo Razzano ha dedicato ad Alessandra per tutti ‘Sandra’ Trezzi scomparsa in queste ore.

    La notizia ci è arrivata come un pugno nello stomaco perché ci ricorda che il tempo passa inesorabilmente e anche quelle figure, meglio dire quei “flash back”, della tua infanzia spensierata poco alla volta se ne vanno.

    Nel caso di ‘Sandra’ un addio doloroso, perché legato a quei ‘brutti mali’ che ti strappano alla vita troppo presto. Provi a lottare, nel caso di ‘Sandra’, abbiamo saputo che era da Pasqua che era venuta a conoscenza della battaglia che avrebbe dovuto condurre, il cui esito spesso è infausto.

    Senz’altro Lei l’avrà combattuta con accanto il Signore, la sua profonda fede in Dio, l’attenzione per gli altri, quell’umanità e quel ‘darsi agli altri’ attraverso quella sua attività oratoriana ed educativa, probabilmente, l’avranno aiutata nelle ore più buie e difficili.

    Come l’amico Paolo, ha voluto ricordarla con quel bel pensiero postato sui social e che con il quale abbiamo voluto aprire questo mesto articolo, anche noi abbiamo un’immagine che è lì scolpita nella memoria e che vi rimarrà nel tempo.

    La Santa Messa delle 10,00 nella Basilica di San Martino, noi bambini del catechismo e Sandra che spesso accompagnava la Messa con la sua immancabile chitarra con cui sapeva rallegrare gli animi e rendere quel momento ancor più festoso. Scena che spesso si ripeteva durante le attività pomeridiane in Oratorio.

    Ricordi che ti tieni stretto perché oltre che legati alla fanciullezza sono un antidoto, o perlomeno uno ci prova ad adoperarlo in tal senso, all’incedere del tempo.

    Chissà quanti ricordi, chissà quanti aneddoti i ragazzi della generazione anni ’70/’80 – chi non l’ha vissuta non potrà mai capire cosa siano stati quegli anni … – di Magenta legati alla ‘Sandra’.

    Questa mattina, in cui scriviamo queste righe è buia e grigia. L’autunno fa cadere le foglie dagli alberi. Nel caso di ‘Sandra’ la sua non è caduta, ma è volata in Paradiso.

    Condoglianze sincere alla famiglia.

    I funerali si terranno lunedì mattina 30 ottobre nella Parrocchiale della Sacra Famiglia

  • Ennesima rissa in piazza Parmigiani a Magenta, due gruppi di giovani che si fronteggiano

    Ennesima rissa in piazza Parmigiani a Magenta, due gruppi di giovani che si fronteggiano

    Due gruppi di ragazzi che si fronteggiano. Tutti giovanissimi. E’ accaduto l’altra sera in piazza Parmigiani a Magenta, luogo non nuovo ai pestaggi. Da una parte gli italiani, dall’altra giovani originari dei paesi dell’est. Sono partiti calci e pugni senza alcun motivo apparente. Forse quei ragazzi, appena usciti dai locali del centro, avevano ecceduto nel bere e se la sono data di santa ragione per motivi che solo loro conoscono.

    Un ragazzo, di origini straniere, ha riportato una ferita alla testa e si è fatto medicare al pronto soccorso dell’ospedale Fornaroli di Magenta. Sono intervenuti i Carabinieri per raccogliere le dichiarazioni delle persone coinvolte e di eventuali testimoni. Ma i problemi sono continuati anche successivamente perché alcuni ragazzi stranieri si sarebbero messi a cercare un giovane italiano con il quale hanno avuto una discussione. Lo avrebbero minacciato pesantemente. Dall’altra parte i residenti del centro sono stanchi di assistere a continue scorribande che mettono a rischio anche l’incolumità dei passanti, oltre al decoro della città stessa.

    Insomma, un copione che si ripete, soprattutto nel centro di Magenta tra piazza Liberazione e piazzetta Parmigiani. Dove basta poco per scatenare risse assurde che diventano incontrollabili. Dove basta una parola fuori posto, lo sguardo ad una ragazza interpretato male ed ecco che può succedere il finimondo. Con tanto di minacce reciproche che si prolungano nel tempo e con la droga e l’alcol che fanno la loro parte.

  • Dato allarmante: il 50% degli italiani risparmia 100 euro al mese

    Dato allarmante: il 50% degli italiani risparmia 100 euro al mese

    La metà degli italiani non riesce a risparmiare più di 100 euro al mese. Lo afferma uno studio della app finanziaria Revolut realizzato in collaborazione con la società di ricerche Dynata. Secondo la ricerca, quasi 1 italiano su 5 (il 19%) afferma di non riuscire a risparmiare nulla, mentre il 32% risparmia meno di 100 euro al mese. Il 9% riesce a mettere da parte invece almeno 500 euro al mese con picchi del 12% tra gli intervistati di età 45-54. Ma la differenza tra uomini e donne è netta: solo il 7% delle donne sono super-risparmiatrici rispetto al 12% degli uomini.

    Il 51% degli intervistati dallo studio, condotto in occasione della giornata mondiale del risparmio, afferma di avere uno o più conti deposito in banche digitali, tradizionali o una combinazione tra le due. Il 14% ha aperto conti deposito esclusivamente in banche digitali. La fascia d’età che più ne fa uso è quella dei Millennial, con il 63% che afferma di averne almeno uno. Anche in questo caso la differenza tra uomini e donne è evidente: solo il 45% delle donne afferma di avere almeno un conto deposito, mentre tra gli uomini la percentuale sale al 57%.

    In appena 15 mesi il risparmio degli italiani è calato di 61 miliardi di euro, da 2.076 a 2.015 miliardi. Da dicembre 2021 a marzo 2023, l’inflazione ha infatti eroso i depositi dalle famiglie e invertito la loro tendenza ad accantonare riserve, che nei primi cinque mesi dello scorso anno si è praticamente azzerata. A fare i conti sul “mix imperfetto” di rialzo dei tassi d’interesse e aumento del carovita è la Federazione autonoma bancari italiani (Fabi), che segnala come nel primo trimestre 2023 la variazione negativa dei risparmi sia stata di oltre 50 miliardi.

    L’analisi targata Fabi mostra chiaramente come, già dai primi mesi del 2022, la fiammata dei prezzi non solo abbia invertito l’attitudine al risparmio ma abbia anche cominciato a erodere le riserve accumulate dal sistema produttivo italiano per 4,4 miliardi di euro (l’1,4%). A fine 2021, le famiglie vantavano depositi sui conti bancari di circa 1.163 miliardi e di 1.174 miliardi di euro a dicembre 2022, mentre la liquidità in conto posseduta dalle imprese si attestava a 428 miliardi e a 423 miliardi.

  • 526 tra Robecco e Magenta, l’ennesimo incidente: danni alle due auto coinvolte

    526 tra Robecco e Magenta, l’ennesimo incidente: danni alle due auto coinvolte

    Non fanno purtroppo più notizia gli incidenti all’incrocio maledetto lungo la ss 562 tra Magenta e Robecco. Stamani dopo le 8 si è verificato l’ennesimo: il consueto ‘salto’ di precedenza ha provocato la collisione tra una Opel bianca proveniente da Magenta e un’auto che invece, come da prassi, marciava in direzione Iper venendo da Robecco sul Naviglio. Non sono state chiamate ambulanze, mentre sul luogo si sono recate le due Polizie Locali, di Robecco e Magenta, per governare il traffico intenso dell’ora. La sorte peggiore l’ha rimediata la parte frontale della Opel, che ha riportato danni rilevanti.

    Non ci sarà nulla da fare finché il progetto della superstrada per Malpensa consentirà di mettere in sicurezza un tratto autenticamente maledetto dell’Est Ticino. A febbraio un altro incidente aveva provocato auto distrutte, traffico deviato e una donna in ospedale. Erano state coinvolte due auto. Paura per un bambino di 6 anni che viaggiava con il papà di 46, ma per fortuna non avea riportato ferite. Sull’altro veicolo c’erano marito e moglie di 57 anni. La donna aveva accusato un trauma ed è stata accompagnata dalla croce bianca, in codice verde, al pronto soccorso del Fornaroli

    Al 2012 risale invece il gravissimo sinistro coi due coniugi robecchesi stimatissimi in tutto il paese che avevano perso la vita. Giunti nel punto in cui strada Robecco si interseca con la statale 526 è avvenuto l’impatto violentissimo con la Lancia condotta da un ventottenne di nazionalità albanese che la percorreva a velocità sostenuta. Nello scontro la Panda era stata proiettata dalla parte opposta della strada provocando la morte dei due anziani.

  • Magenta celebra San Martino e i 120 anni della Basilica: presentato il denso programma dal 4 al 12 novembre

    Magenta celebra San Martino e i 120 anni della Basilica: presentato il denso programma dal 4 al 12 novembre

    Un programma denso per la festività di San Martino che, quest’anno, celebra anche i 120 anni della
    basilica. Come di consueto preparato dal Comune insieme alla Pro loco presieduta da Pietro Pierrettori e alla Parrocchia con il parroco don Giuseppe Marinoni. E’ stato proprio quest’ultimo a tratteggiare la figura di San Martino considerandolo un esempio seguito da chi vive la rete della Carità che a Magenta conta su diverse realtà: San Vincenzo, Caritas, refettorio di Non di solo Pane. Ma San Martino, aggiunge ancora il parroco è, in generale, un modello per la donna e l’uomo che vivono nel terzo millennio.

    “Il gesto del mantello spezzato è un segno di carità – ha detto il parroco – Oggi abbiamo un grande bisogno di pace e Martino diventa un punto di riferimento. Così come il fatto di professare una fede religiosa in un mondo in cui si ha paura a dire che si crede in Dio. Martino lo vediamo come migrante, come pellegrino. Oggi più che mai dobbiamo celebrarlo”.

    La figura di San Martino è legata alla Perdonanza con l’apertura della Porta Santa in Basilica il 4 novembre e la chiusura la sera dell’11. Domenica 5 novembre alle 10.30 ci sarà la santa messa internazionale per ricordare che a Magenta ci sono Cristiani Cattolici di 15 nazioni. E, dopo la benedizione dei mezzi agricoli, si continuerà con il pranzo per la Pace e la Fratellanza.

    “Ricambiamo l’invito alla comunità musulmana – continua – che lo ha organizzato nel mese di giugno. Alcuni mi hanno suggerito di non farlo visto il periodo, ma io credo sia importante dare un segnale forte di amicizia”.

    Il sindaco Luca Del Gobbo ha sottolineato alcuni eventi di rilievo, come quello venerdì 10 al cineteatro nuovo che tratterà della vita di San Martino, una rievocazione con strumenti medioevali e rinascimentali. Sabato 11 edizione straordinaria del mercatino dalle 8 alle 19 con annullo filatelico. Santa Messa solenne alle 10 che sarà seguita dalla deposizione di una corona sulla statua della basilica grazie ai vigili del fuoco.
    Naturalmente il concerto chiuderà la serata con l’assegnazione del San Martino d’oro che, come ha detto Pierrettori “vorrà semplicemente segnalare un magentino che ha tenuto alto il nome della città”.

    Il programma si chiuderà domenica 12 con l’esposizione pittorica “fantasie autunnali” in piazza Liberazione, e distribuzione di castagne calde e vin brulè grazie ad Alpini e Bersaglieri. “A Magenta – conclude Pierrettori – la ricorrenza di San Martino passava in secondo piano rispetto a quelle più rinomate di San Rocco e San Biagio. Uno degli obiettivi che, come Pro loco, abbiamo raggiunto è stato di ridare lustro a questa figura”.

  • Cassinetta: addio al dottor Oscar Pinaroli, uomo che veniva da lontano

    Cassinetta: addio al dottor Oscar Pinaroli, uomo che veniva da lontano

    “Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea e per tutti gli Dei e le Dee, chiamandoli a testimoni, che adempirò secondo le mie forze e il mio giudizio questo giuramento e questo patto scritto. Terrò chi mi ha insegnato quest’arte in conto di genitore e dividerò con Lui i miei beni, e se avrà bisogno lo metterò a parte dei miei averi in cambio del debito contratto con Lui, e considerò i suoi figli come fratelli, e insegnerò loro quest’arte se vorranno apprenderla, senza richiedere compensi né patti scritti.

    Tutto ciò ch’io vedrò e ascolterò nell’esercizio della mia professione, o anche al di fuori della professione nei miei contatti con gli uomini, e che non dev’essere riferito ad altri, lo tacerò considerando la cosa segreta. Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei frutti della vita e dell’arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini; se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario”.

    Queste parole, tratte dalla versione antica del giuramento di Ippocrate, quello che lega la vita del medico ad un impegno solenne per tutta la vita, furono pronunciate in anni lontani, che oggi paiono lontanissimi, dal dottor Oscar Pinaroli, per una vita intera medico condotto ed odontoiatra a Cassinetta di Lugagnano. Oscar- al termine di un’esistenza terrena oltremodo ricca, piena, vissuta, spesa con intensità a fianco della sua sposa Mariuccia, dei cinque figli Paola, Gianni, Giuseppe, Matteo e Chiara, di otto nipoti- è tornato alla casa di Dio martedì. Oggi, alle 15, si svolgono nella chiesa parrocchiale di Cassinetta di Lugagnano le sue esequie.

    Chi scrive conosce la famiglia Pinaroli dalla fine degli anni Settanta, quando insieme frequentavamo lo Sporting Peralza di Pontevecchio, dov’era in uso incontrare quella borghesia dell’est Ticino capace di possedere beni materiali e denaro e NON di esserne posseduta. Tornano alla mente i ricordi di volti e uomini iconici (molti dei quali, appunto, medici: il professor Maggi, Gianni Galeazzi da Magenta) che come Oscar Pinaroli hanno segnato nel profondo una lunga, intensa stagione.

    Sono passati pochi giorni dalla cerimonia- di cui ha dato conto la nostra Arabella Biscaro su queste colonne- che ha portato alla premiazione di Oscar per i 60 anni (60!) di iscrizione all’Albo Professionale di riferimento. “Oscar Pinaroli, medico condotto di Cassinetta di Lugagnano e odontoiatra (nella foto con la moglie), una passione per la medicina ricevuta dal padre Abelardo veterinario durante la guerra e tramandata al figlio Matteo radiologo all’Ospedale Fornaroli di Magenta”.

    Poche righe a significare una tradizione (traditio, un moto pertetuo) che dal padre di Oscar passa oggi, come ideale testimone, al figlio Matteo. Eravamo bambini quando scorazzavamo per i vialetti della Peralza mentre assistevamo alle partite di tennis degli adulti e dei genitori. Un Oscar perennemente sorridente, in maglia e calzoncini bianchi, è uno dei tanti ricordi di quegli anni così remoti e così belli, forse perché diametralmente opposti all’odore, non propriamente gradevole, di quelli che ci tocca vivere da adulti.

    Senza dubbio Oscar Pinaroli, i suoi 91 anni, li ha spesi tutti ‘spendendosi’, appunto, con entusiasmo e passione. Con un lascito d’imperitura importanza, una famiglia che condurrà ancora per generazioni la sua traccia e la sua esperienza umana e professionale.

    “Oggi viviamo in un tempo senza giuramenti. Come nota Paolo Prodi in apertura del suo “Sacramento del potere”, noi siamo le prime generazioni che vivono nella collettività senza il vincolo del giuramento. Vincolo che, un tempo, sostituiva i dispositivi legislativi. Nel diritto romano, ad esempio, gli sponsali erano una sorta di contratto tra due persone con un valore ufficiale agli occhi della società. Una splendida sintesi di questo concetto è fatta da Ugo Foscolo in un verso de I Sepolcri: “e fu temuto su la polve degli avi il giuramento”.

    Eccolo, il ‘tempo’ e la sua qualità vissuti dagli uomini come Oscar Pinaroli. Che ora, ne siamo certi, vive già la dimensione ultraterrena nella pace e nella consapevolezza di aver seminato, tanto, e di aver raccolto e distribuito ancora di più.

    Alla moglie Mariuccia, ai figli ed ai nipoti, le sincere condoglianze di Ticino Notizie. Nella consapevolezza, distillata molto tempo fa dalla prosa di Indro Montanelli, Principe del giornalismo, che quelli come Oscar Pinaroli appartengono alla schiera degli “uomini che vengono da lontano”.

    Fab. Pro.