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  • Calcio, Magenta corsaro anche a Meda: ad un punto dalla vetta. Il sogno continua

    Calcio, Magenta corsaro anche a Meda: ad un punto dalla vetta. Il sogno continua

    Iniziamo con una nota curiosa: traverse delle porte troppo basse, l’anticipo della 3’ giornata di Eccellenza del sabato pomeriggio, il testa coda fra Meda e Magenta, è iniziato con quaranta minuti di ritardo, alle 15.40 anziché alle 15 come previsto.

    Un fuori programma che ha portato gli addetti del Meda Calcio ad un tocco di creatività per risolvere il problema: così armati di badili e rastrelli hanno riportato al situazione alla normalità.

    I Canarini di Mister Lorenzi anche stavolta hanno offerto una prestazione super anche se la vittoria come racconta nella sua telecronaca il nostro partner Paolo Zerbi https://www.youtube.com/@paolozerbi1121 è stata tutt’altro che semplice.

    I gialloblu, infatti, avanti di due nel finale hanno subito il ritorno del Meda e hanno dovuto stringere i denti per portare a casa un successo pesante. Che li ha proiettati per una notte in testa alla classifica. L’indomani il Pavia è tornato prima ma di un solo punto. Il sogno della D continua così il Sindaco Luca Del Gobbo chiama i Magentini al ‘Plodari’ per la prossima gara casalinga di domenica 5 febbraio.

    GUARDA GLI HIGHLIGHTS Eccellenza Gir. A 23/24 – Meda – Magenta:

    https://www.youtube.com/watch?v=5m6EP0aAyLQ

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  • Magenta, lite nella notte in piazza Liberazione tra giovani ubriachi: intervengono tre pattuglie di Carabinieri e un’ambulanza

    Magenta, lite nella notte in piazza Liberazione tra giovani ubriachi: intervengono tre pattuglie di Carabinieri e un’ambulanza

    Una lite tra giovanissimi fuori da un locale di piazza Liberazione. E’ avvenuta nel week end, nella notte tra sabato e domenica per i soliti futili motivi alimentati dall’abuso di alcol.

    Erano all’incirca le 3 di notte quando è stato allertato il numero unico per le emergenze del 112 che ha dovuto inviare sul posto tre pattuglie dei Carabinieri per placare gli animi e un’ambulanza per soccorrere eventuali feriti. I ragazzi erano visibilmente ubriachi e la lite ormai stava degenerando. Un 35enne è stato valutato sul posto, ma alla fine non è stato nemmeno trasferito in ospedale per i controlli di rito.

  • Rapina e sequestro di persona: due cinesi arrestati dai CC di Abbiategrasso dopo colpo in sala slot a Magenta

    Rapina e sequestro di persona: due cinesi arrestati dai CC di Abbiategrasso dopo colpo in sala slot a Magenta

    Il 20 Gennaio scorso i Carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso hanno arrestato nella flagranza di “sequestro di persona”, “rapina aggravata in concorso” e “lesioni personali” due cittadini cinesi di 43 e 46 anni. Alle ore 12 circa, i due hanno fatto irruzione all’interno di una sala slot di Magenta, di proprieta’ di una 44 enne cinese, sorprendendo alle spalle una dipendente dell’esercizio commerciale, 25 enne italiana, sequestrandola e legandole mani e piedi con nastro adesivo, per poi asportare 1700 Euro in contanti. Durante la rapina, la malcapitata e’ riuscita a inviare un messaggio di aiuto alla madre pregandola di chiamare i Carabinieri.

    Quest’ultima ha contattato un proprio vicino di casa, Appuntato Scelto Q.S. in servizio presso la compagnia Carabinieri di Abbiategrasso, che ha allertato immediatamente la centrale operativa e, libero dal servizio, si e’ recato sul luogo della rapina. Giungendo sul posto, ha avvistato i due soggetti mentre uscivano precipitosamente dal locale per fuggire a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata di colore bianco, della quale il militare e’ riuscito ad annotare il numero di targa, fornendolo ai colleghi. Il Carabiniere ha prestato soccorso alla ragazza sequestrata, assicurandosi delle sue condizioni e liberandola dai nastri adesivi. Successivamente e’ stata visitata da personale medico del 118 e trasportata presso l’ospedale di Magenta da dove e’ stata dimessa con 7 giorni di prognosi.

  • Sedriano, Aler mette i sigilli al locale occupato. Ma i problemi dei residenti restano

    Sedriano, Aler mette i sigilli al locale occupato. Ma i problemi dei residenti restano

    Gli operatori dell’Aler sono intervenuti e hanno messo i sigilli al locale riunioni del complesso di via Fagnani a Sedriano. I residenti non ne potevano più del fracasso che continuava regolarmente fino a notte fonda perché un gruppo di giovani avevano occupato quel locale facendo quello che volevano. Tra musica a tutto volume, consumo di stupefacenti e alcol, la situazione continuava dall’inizio di dicembre.

    Quando con il freddo intenso avevano lasciato i portici, sempre del complesso Aler di via Fagnani, per dirigersi verso quel locale inutilizzato. Gli operatori lo hanno piombato in modo da impedire eventuali ingressi. Lo hanno chiuso solo dopo averlo ripulito dalla sporcizia che hanno lasciato all’interno. Ma quell’intervento, di fatto, non è sufficiente. Il problema, e viene sottolineato dagli stessi residenti, è il cancello che rimane perennemente aperto. “Vero che il locale è stato sigillato – commenta un residente – ma è altrettanto vero che quei ragazzi potranno continuare ad entrare. Tra alcune settimane, probabilmente, non sarà più così freddo e potranno rimanere sotto i portici o in auto a fare i loro comodi”.

    I residenti chiedono ad Aler un passo ulteriore per risolvere definitivamente la situazione, anche se un cancello elettrico ha un costo notevole. “Vorremmo tanto che questi palazzi tornino ad essere una zona tranquilla come lo erano diversi anni fa – concludono i residenti – Oggi abbiamo paura a vivere a casa nostra”.

  • Abbiategrasso, lite in via Cassolnovo: 32enne accoltellato alla gamba trasferito in codice rosso al pronto soccorso

    Abbiategrasso, lite in via Cassolnovo: 32enne accoltellato alla gamba trasferito in codice rosso al pronto soccorso

    Una lite sfociata in accoltellamento questo pomeriggio ad Abbiategrasso. Poco dopo le 17 di oggi in via Cassolnovo i Carabinieri sono stati allertati per una discussione finita in aggressione. Un giovane di 32 anni è rimasto ferito con un fendente alla gamba sinistra da un uomo che è fuggito facendo perdere le tracce.

    Sul posto, oltre ai Carabinieri, è arrivato anche un equipaggio della Ata di Zelo che ha trasferito il 32enne, in codice rosso, al pronto soccorso. Nonostante la situazione critica non è considerato in pericolo di vita. I Carabinieri stanno continuando le indagini per risalire al responsabile.

  • Magenta. Forza Adriano Porta, ti rivogliamo presto al timone di comando!

    Magenta. Forza Adriano Porta, ti rivogliamo presto al timone di comando!

    Pur conoscendolo da anni e pur sapendo del suo carattere a tratti un po’ burbero, ma che nasconde un grande cuore, abbiamo deciso di scrivere queste righe.

    In settimana, infatti, passando lungo la Via Roma ci siamo impensieriti quando abbiamo visto abbassata la saracinesca della sua storica pasticceria. Già perché quella pasticceria è molto più di un negozio.

    E’ luogo di incontro, un luogo di vita. Per Adriano Porta che potrebbe godersi la sua meritata pensione in qualche luogo esotico o, anche semplicemente, nella sua casa in Costa Azzurra, in realtà quel posto vale molto ma molto di più.

    Sarà il legame viscerale che ha con la sua Magenta o semplicemente con ‘al lauraà’ che deve andare avanti.
    Tant’è un giorno, durante le nostre lunghe chiacchiere tra un caffè è l’altro mi ha confessato: “Io mi annoio a star via da Magenta. Mi piace partire al mattino, farmi una passeggiata (a bordo della sua Jaguar ovviamente) e poi la sera rincasare a casa mia”.

    Così ci è parso alquanto strano che per due giorni di fila dopo il martedì che è di riposo, che quella claire fosse rimasta giù. Ma poi da venerdì siamo rimasti rinfrancati dal fatto che tutto fosse tornato alla norma o quasi.

    Già perché l’Adriano non era là dietro al bancone. Un problema di salute di natura cardiaca, ma fortunatamente niente di allarmante. Adesso si trova al ‘Fornaroli’ di Magenta ma anche da là sovraintende e vuole sapere puntualmente come vanno le cose nella sua Pasticceria. Buon segno e conoscendo il Signor Porta da anni non potrebbe che essere così. “Ci chiama ogni dieci minuti…”.

    Come Ticino Notizie gli mandiamo un grande abbraccio e un grosso un grosso in bocca al lupo e, soprattutto, vogliamo che presto torni al timone di comando che per lui significa esser là su quella poltrona dietro al bancone.

    Per adesso il negozio è in ottime mani e, quindi, vogliamo tranquillizzarlo: “Adriano le ragazze e tutto il tuo staff se la cavano alla grande”.

    Ma naturalmente lo vogliamo al più presto, là dove è sempre stato. Ovviamente, non prima di essersi preso un periodo di meritato riposo. Anche se siamo più che certi che per gente come Adriano Porta ‘al lauraà’ resta la miglior medicina. Sennò si annoiano.

  • Sinner, anatomia di un trionfo che ci ripaga da decenni di pane duro. Di Teo Parini

    Sinner, anatomia di un trionfo che ci ripaga da decenni di pane duro. Di Teo Parini

    E così, siamo stati più fortunati dei bookmakers. Medvedev favorito, ovviamente, ci poteva stare ma, per dirla alla maniera tommasina, i pronostici li sbaglia soltanto chi li fa e questa volta ha detto bene a noi che nella cavalcata di Sinner avevamo intravisto la gloria. È stata dura, anzi durissima. Perché se c’è qualcosa che non si può allenare è proprio l’esperienza che esige sempre il suo tributo e così anche un ragazzo glaciale come Jannik Sinner si è visto costretto a mettere mano al portafoglio. Un obolo lungo e pesante due set, i primi, di fatto non giocati perché, appunto, la finale Slam da debuttante è comprensibile faccia brutti scherzi. Medvedev che, al contrario, da queste parti ci era già passato più volte, dai blocchi di partenza è scattato come una molla; uno squalo che fiuta l’odore del sangue. Le ultime scoppole rimediate con l’azzurro sul finire del 2023, inoltre, devono averlo ben consigliato, del resto Daniil è ragazzo estremamente intelligente, perché alcune correzioni tattiche – la posizione avanzata in risposta su tutte – hanno scompaginato i piani del suo avversario che, complice la tensione, ci ha capito davvero poco per almeno un’ora e mezza. Quella che è servita al russo per incamerare due parziali simmetrici, 6-3 6-3 lo score, senza appello, frutto anche di una concretezza al servizio da scoraggiare qualunque tipo di ambizione.

    In piena tormenta, però, tra prime palle di servizio che non trovano il campo e una diagonale rovescia che incoccia la versione deluxe di Medvedev finendo sbriciolata, c’è qualcosa che fa pensare non sia ancora finita, che ci sia vita dentro Jannik: il body language. Quello di chi ha imparato a rigettare il concetto di sconfitta, almeno finché non finisce fuori l’ultima palla. Non a caso, l’essersi trovato sul cornicione è stato motivo di switch mentale, quello che può sempre aprire una nuova partita. Con Medvedev che ha sciaguratamente dilapidato energie preziose nel corso dei primi turni e che, snaturando un po’ il suo tennis canonico, ha dato fondo alle riserve mentali per fare da lepre in questa finale, il pensierino che deve aver dominato la mente di Sinner in quel frangente è quello di avere come migliore alleato il tempo, quindi un’ultima fiche pesante da giocare. Perché, ragionando lucidamente, il suo tennis non avrebbe potuto che crescere mentre quello del suo avversario avrebbe presto imboccato il ramo discendente della parabola. La pazienza dei forti, un’arma micidiale.

    E un’altra partita è iniziata davvero, con Sinner che si è messo a fare il Sinner post novembre 2023, quindi ingestibile, imponendo ai rally talvolta infiniti un ritmo forsennato e svuota-polmoni, e con Medvedev, a fare da contraltare, che si è visto rubare progressivamente campo da un rivale che sembrava nutrirsi di fatica per essere sempre più dominante, punto dopo punto, minuto dopo minuto. La sensazione, strappato il terzo set con un break chirurgico in chiusura di esso, era che Jannik avesse messo la freccia e che per tagliare in solitaria il traguardo fosse, appunto, solamente questione di tempo. Detto del linguaggio del corpo dell’italiano, robotico, lo sguardo di Medvedev si è invece fatto cupo, parallelamente alla perdita di aggressività dei colpi che lo ha costretto a subire il cannoneggiamento dell’azzurro e a macinare chilometri alla stregua di un maratoneta. Se il risultato è rimasto comunque in bilico fino alla fine è perché – giusto ribadirlo – il russo è un campione vero. Uno di quelli che con la spia della riserva accesa e senza più frecce nella faretra trova lo stesso il modo di vendere cara la pelle, vada come vada. Aggrappandosi al servizio, Daniil è rimasto lì, stanco ma non disposto a fare regali e dev’essergli riconosciuto.

    Tuttavia, quando dalla metà del quarto set è tornato ad assumere una posizione in risposta al servizio così arretrata da uscire dal campo visivo delle telecamere è stato definitivamente chiaro a tutti che non sarebbe stato lui il nuovo campione dello Slam australiano. Nel gergo rugbistico, Medvedev è arrivato corto alla linea di meta mentre, sempre attingendo dal mondo della palla ovale, le ondate di Sinner hanno spezzato i placcaggi a difesa del fortino. In sostanza, si fosse trattato di boxe, una vittoria per ko tecnico, con lancio dell’asciugamano dall’angolo del russo. L’autorità, infine, con la quale Sinner ha chiuso il match sancisce un’appartenenza, quella al club di chi, in prossimità della fiamma rossa dell’ultimo chilometro, non trema nemmeno di fronte alla morte. Insomma, l’Italia ha per le mani un campione vero. Moderno, che potrà non essere il più spettacolare di tutti nel gioco ma che vincente lo sarà di sicuro.

    In questa giornata di vera gloria, un pensiero va immediatamente al nostro Adriano Panatta che finalmente non è più solo e immaginiamo possa essere felice di condividere il privilegio che spetta ad un vincitore Slam insieme a Jannik. I tempi sono cambiati, con il tennis che sembra non essere nemmeno più un parente di quello reso entusiasmante da Panatta, e noi, inguaribili romantici nonché fanatici della bellezza, fatichiamo un po’ ad entrare in sintonia con l’evoluzione dello sport del diavolo. Jannik Sinner, però, di questo tennis è espressione luminescente e ci ripaga di tanti, troppi anni di pane duro, quando giocoforza ci siamo abituati a vedere vincere sempre gli altri. Per chiudere, un bravo va anche alla coppia di coach Vagnozzi-Cahill e a chi nella peggior diffidenza possibile, quella del post-Piatti, ha creduto con coraggio proprio in Vagnozzi. Uno che da giocatore alla pallina sapeva dare del tu e che qualche aggiustata tecnica a Sinner – il back di rovescio, per esempio – oltre ad un pizzico di fantasia qua e là ha saputo darla. Più che un azzardo un’altra scommessa stravinta dal team.

    Non riusciamo ad aggiungere altro. Oggi, per chi il tennis è sempre meraviglioso paradigma di vita, è una giornata davvero speciale. Quindi, grazie Jannik, ci hai reso davvero felici.

  • “La politica deve decidere per il bene dei cittadini”. Tenti al TG Imprese

    “La politica deve decidere per il bene dei cittadini”. Tenti al TG Imprese

    Gli Stati Generali del Comune di Magenta di sabato 20 gennaio sono il punto di partenza per il vicesindaco Enzo Tenti, che fa anche un aggiornamento dell’organigramma provinciale di Forza Italia.

    Al TG Imprese Tenti parla poi di alcune novità imminenti sul territorio e di quale sarà la ‘Città del futuro’, ma soprattutto del ruolo che l’Amministrazione deve svolgere, ovvero prendere decisioni giuste per i cittadini, anche valorizzando le risorse presenti perché il futuro sia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale.
    Decidere, dunque, “non come a Vittuone”, spiega Tenti, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.

  • 26enne ucciso in provincia di Varese

    26enne ucciso in provincia di Varese

    Un 26enne, Andrea Bossi, e’ stato trovato morto nella tarda mattina di sabato in via Mascheroni a Cairate, nell’appartamento in cui abitava da solo. Il corpo presentava delle ferite da armi da taglio. Sono stati i carabinieri di Fagnano Olona a intervenire per prima su segnalazione dei famigliari del giovane. Le indagini per omicidio coordinate dalla Procura di Busto Arsizio sono condotte dagli investigatori della sezione operativa di Busto Arsizio e del nucleo investigativo di Varese.

    Sull’omicidio gli inquirenti mantengono il massimo riserbo: l’impressione è che una pista investigativa ci sia e i carabinieri potrebbero essere vicini a chiudere il cerchio. Bossi risulta essere incensurato e da poco si era trasferito in provincia di Varese. Non è esclusa nemmeno l’ipotesi dell’omicidio passionale.

  • Sinner Medvedev: ok.. ma adesso chi vince? Di Teo Parini

    Sinner Medvedev: ok.. ma adesso chi vince? Di Teo Parini

    Per i bookmakers, il favorito è Daniil Medvedev. Perché? Proviamo a entrare nella loro testa. Gli head-to-head, i precedenti, mandano la bilancia dalla sua parte anche se, per amor di verità, consuntivo escluso non è che le ultime esperienze con Jannik Sinner al di là della rete gli abbiano detto particolarmente bene. Anzi, ci ha lasciato le penne. Ma, sempre i bookmakers che sprovveduti non sono, sempre su quella bilancia potrebbero mettere altri due sassolini non da poco. Il primo: Medvedev ha già vinto uno Slam e fatto altre finali e la questione dell’esperienza può fare tutta la differenza del mondo in uno sport mentalmente diabolico. Il secondo: il tennis al meglio dei cinque set, quello degli Slam, non è lo stesso sport giocato sulla breve distanza. E, almeno, sulla carta è il russo ad essere più rodato.

    Chi di scommesse ci campa, quindi, sembrerebbe preferire Medvedev. Evidentemente non hanno dato molto peso all’andamento del suo torneo nel quale in almeno un paio di circostanze è sembrato in procinto di salutare anzitempo la competizione. E se è ancora qui a giocarsi il titolo è solo perché lo sciagurato Zverev proprio non ce la fa a non regalare partite già in ghiaccio e anche in semifinale non si è smentito, tenendo in corsa l’avversario che probabilmente già pensava alla doccia fino al punto di lasciarlo scappare. Poi hai voglia a parlare di miracolo russo. Medvedev, semmai, è un miracolato perché ci ha messo ben poco del suo per uscire dal pantano, aspettando sornione che il suo avversario si decomponesse dalla tensione per passare all’incasso. Un’arte anche questa ma intrisa di fortuna. E su quest’ultima, si sa, meglio non fare mai troppo affidamento.

    Tutta un’altra musica, invece, il cammino di Sinner che se ha perso un set in sei partite è solo perché Djokovic gode anche nelle giornate peggiori di un rapporto benevolo con la sorte, finendo per strappare a Jannik un parziale dopo aver annullato il consueto match point. Per il resto, quindi, percorso netto per l’azzurro, apparso a tratti fare un altro sport rispetto ai malcapitati avversari; serbo incluso, al quale ha riservato un paio d’ore di brutale mattanza come forse non si era mai visto. Insomma, comprensibili le elucubrazioni dei bookmakers di cui sopra ma, ad aver seguito queste due settimane australiane, noi comuni aficionados non vediamo così nitidamente come Sinner possa essere considerato in difetto di credenziali. Non ci fosse in ballo la scaramanzia, ci verrebbe quasi da dire che la solidità psicofisica esibita, la competenza tecnico-tattica messa a punto col duo Vagnozzi-Cahill al box e la fiducia incamerata negli ultimi strepitosi mesi, siano argomentazioni sufficienti da metterlo al riparo da brutti risvegli. Ma non lo diremo.

    Quello che, al contrario, ci sentiamo di dire è che Medvedev, al di là di tutto, è un giocatore fenomenale ma Sinner è forgiato con lo stesso metallo pregiato e che siamo in procinto di vivere una giornata comunque storica per il tennis azzurro. Riportata a Roma la Coppa Davis lo scorso novembre, potrebbe essere la volta dell’agognato titolo Slam che manca ormai da mezzo secolo, quando fu il leggendario Panatta, tra ‘veroniche’, notti romane e donne meravigliose, a portarci sul tetto del mondo, sollevando nel cielo di Parigi la coppa dei Moschettieri nell’anno di gloria 1976. Nient’altro da aggiungere, per adesso, tanto ci si becca giù in trincea, questione di qualche ora.