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  • Magenta, Vigili del Fuoco in festa. Don Giuseppe: “Meriterebbero il San Martino d’Oro”

    Magenta, Vigili del Fuoco in festa. Don Giuseppe: “Meriterebbero il San Martino d’Oro”

    Vigili del Fuoco in festa oggi a Magenta. I volontari del distaccamento di via Zara si sono ritrovati nella basilica di San Martino per la santa messa celebrata dal parroco don Giuseppe Marinoni. Alle 11.30, sul sagrato della basilica, sono stati benedetti i mezzi. Hanno partecipato i volontari della Croce Bianca di Magenta, la Protezione Civile, i Carabinieri con il maresciallo Simone al quale è stata donata la giacca dei vigili del fuoco, gli assessori Giampiero Chiodini e Mariarosa Cuciniello, il presidente del consiglio comunale Luca Aloi per il Comune di Magenta e l’on. Umberto Maerna.

    E tanti magentini che hanno ringraziato i volontari per il grande impegno che mettono. Applauditissima la fanfara diretta da Imerio Castiglioni. Non sono mancate le colonne di una volta del distaccamento, come Renato Confalonieri e altri ancora sempre legati alla divisa. “Il San Martino d’Oro? Sarebbe da assegnare a tutti loro. Ci vuole coraggio, tanto coraggio per fare il vigile del fuoco”, ha detto don Giuseppe.

  • Cisliano, condanna a 12 anni per la madre che soffocò la figlia nel 2021

    Cisliano, condanna a 12 anni per la madre che soffocò la figlia nel 2021

    La Corte d’Assise di Pavia ha condannato a 12 anni di carcere (ai quali vanno aggiunti altri 5 in una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) P.C., la donna di 44 anni accusata del delitto della figlia di soli due anni, soffocata con un cuscino. Il drammatico fatto era avvenuto il 7 marzo del 2021 in un appartamento a Cisliano: l’indagine è stata condotta, per competenza territoriale, dalla Procura di Pavia.

    La pubblica accusa aveva chiesto l’assoluzione dell’imputata, basandosi sulla perizia che l’aveva dichiarata incapace di intendere e volere. La Corte d’Assise invece ha ritenuto più attendibile il giudizio dei periti nominati dalla stessa Corte, che hanno dichiarato Patrizia Coluzzi seminferma di mente. L’imputata è stata anche condannata a risarcire i familiari: 650mila euro al padre della bambina, 460mila ai nonni e 800mila agli altri due figli della coppia. Secondo quanto è emerso dal processo, la donna avrebbe ucciso la figlia a causa del profondo disagio emotivo che stava vivendo in quel periodo.

  • Rho, ruba borsa di valore in Fiera: arrestato 62enne peruviano

    Rho, ruba borsa di valore in Fiera: arrestato 62enne peruviano

    Furto con destrezza di una borsa di lusso all’interno dei padiglioni della fiera di Rho, dov’era in corso la manifestazione ‘Milano home’. I fatti risalgono al tardo pomeriggio di giovedì 11 gennaio. La vittima, una 59enne italiana, si è subito accorta e ha dato l’allarme, segnalando il ladro in fuga.

    L’uomo, un 62enne peruviano, è stato bloccato dagli addetti alla vigilanza e poi arrestato in flagranza dai carabinieri della sezione radiomobile di Rho per furto con destrezza. La borsa, che conteneva un portafogli e un paio di occhiali griffati, per un valore totale complessivo di 2.500 euro, è stata restituita alla 59enne. L’arrestato – riferisce la nota dei carabinieri – è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della compagnia di Rho, in attesa del rito direttissimo che si è svolto nella tarda mattinata di venerdì presso il tribunale di Milano. Il giudice ha disposto per l’uomo l’obbligo di firma.

  • Gli auguri delle classi quinte sono arrivati … in San Pietro. E Papa Francesco ha risposto

    Gli auguri delle classi quinte sono arrivati … in San Pietro. E Papa Francesco ha risposto

    Una busta particolare è arrivata a metà settimana alla scuola primaria “Santa Caterina”, una busta dal colore bianco panna e con il sigillo del Vaticano che ha suscitato fermento ed emozione nelle classi quinte a cui era destinata. Era la risposta di Papa Francesco, attraverso Mons. Roberto Campisi della Segreteria di Stato, agli auguri che gli alunni avevano inviato a dicembre.
    E quando la busta arrivata dalla Città del Vaticano è stata mostrata e aperta, i bambini hanno reagito con stupore e un grande applauso. “E la gioia che traspariva dai loro occhi per essere stati ascoltati è stata grande. Le parole del Santo Padre sono state un messaggio di speranza scritto con la dolcezza che, da sempre, il Papa dimostra nei confronti dei bambini. “Gesù fatto bambino per noi nell’umiltà desidera manifestare il grande amore per l’umanità”, si legge nella lettera.

    “In occasione del compleanno di Papa Francesco e delle festività natalizie, gli alunni delle classi quinte hanno realizzato un biglietto augurale inviato al Santo Padre – spiega l’insegnante di Religione Paola Oldani. – Questa è stata un’occasione importante per coinvolgere le classi in modo da favorire l’approfondimento di una figura, quella di Papa Francesco, che si caratterizza per il costante dialogo accogliente e aperto con il mondo intero”.

    La proposta, come ricorda la maestra Oldani, era stata accolta con entusiasmo: “Ognuno si è espresso liberamente con disegni, decorazioni, semplici saluti e riflessioni personali. Filo conduttore e argomento principale presente in tutti gli elaborati è stato il desiderio di pace”, certamente dettato dalle diverse situazioni di conflitto più o meno vicine a noi, di cui tanto o poco sentono comunque un’eco in casa.

  • Nebbia e ‘galaverna’: l’Est Ticino ai suoi massimi (di Bellezza)

    Nebbia e ‘galaverna’: l’Est Ticino ai suoi massimi (di Bellezza)

    Le previsioni (ancora una volta, diremmo in questo caso) ci hanno preso. Freddo rigido doveva essere, questo fine settimana in Lombarda, e freddo è stato. Se ieri sera le temperature danazavano attorno allo zero, tra stanotte e domattina il termometro è decisamente sceso: tanto che, questa mattina, l’Est Ticino si è risvegliato con uno scenario tipicamente invernale (finalmente..) e decisamente suggestivo. Le foto che mostriamo sono state scattate questa mattina, attorno alle 10, tra Robecco e Cassinetta, lungo l’alzaia del Naviglio. Oltre all’avvolgente nebbia era ben visibile la ‘galaverna’.

    La parola di oggi è proprio questa, “galaverna”. Una parola che, alla sola pronuncia, fa emettere un brivido freddo, poiché il suo significato non è soltanto quello di “brina” leggermente depositata su terreni agricoli, ma piuttosto qualcosa di ben più freddo, ossìa una gelata derivata da una nebbia, talmente fitta che trasforma il suo vapore in ghiaccio (nebia ch’a beuta); quest’ultimo, a forma di aghi e scaglie, non solo si deposita sulla superficie di campi e prati in posizione orizzontale, ma su alberi, siepi e ogni qualsivoglia vegetazione… ormai anche su automobili, tetti, marciapiedi e quant’altro stia a contatto con l’intransigente freddo invernale.

    La galaverna di oggi precede la celebrazione tradizionale di mercoledì 17, coi falò di sant’Antonio, e gli ultimi tre giorni del mese di gennaio, i cosiddetti “giorni della merla”, si chiamano proprio in questo modo? Le versioni di questa leggenda sono svariate, addirittura tre o quattro, ma tutte quante riconducono al fatto che una merla, di colore bianco candido, per ripararsi dal rigido freddo, andò a rifugiarsi nei pressi di un comignolo fumante sopra un tetto. Quando uscì dopo tre giorni, le sue penne bianche, erano divenute nere a causa del fumo e della fuliggine. Si narra che da allora, tutti i merli nacquero con le penne nere. Nel frattempo, godiamoci questo meraviglioso spettacolo della natura.

  • Sondrio: bimbo down ferma il traffico, automobilista lo insulta

    Sondrio: bimbo down ferma il traffico, automobilista lo insulta

    Una mamma in difficoltà con il figlio Leo, che ha la sindrome di Down, blocca il traffico per cinque minuti. Un automobilista compie una manovra azzardata e pericolosa per superare il blocco, sfiora il piccolo Leo, insulta entrambi e va via infastidito. A raccontare l’episodio – accaduto a Tirano, in provincia di Sondrio – è stata la stessa madre, Laura Ferrero, con un post pubblicato su Facebook due giorni fa, divenuto virale nelle ultime ore. Ma non è stato un attacco violento all’automobilista impaziente e maleducato, quello della giovane mamma, piuttosto una lettera aperta piena di comprensione e umanità, che ha raccolto quasi settecento ‘like’ e centinaia di commenti e condivisioni.

    “Caro automobilista che oggi, verso le 14 su lungo l’Adda a Tirano, sei stato rallentato da un bimbo piccolo con sindrome di Down mentre andavi al lavoro, ti dico solo mi dispiace” ha scritto Laura. “Sono la sua mamma ed ero in difficoltà a gestire una sua fatica e mio figlio Leo era molto in difficoltà a gestire se stesso e non riusciva a farsi capire. Leo purtroppo ha bloccato il traffico per circa 5 minuti, che possono sembrare pochi, ma per chi va al lavoro possono essere tanti”. “Mi spiace – ha aggiunto Laura – che tu abbia deciso di fare una manovra pericolosa in macchina per superarlo (nessun altro lo ha fatto e saranno stati tutti un po’ infastiditi). Quella manovra è stata non solo pericolosa per il mio bambino, ma irrispettosa. Ci hai anche insultato passandoci accanto e ti assicuro che né io né Leo avevamo voglia di vivere le nostre difficoltà in mezzo alla strada”.

    Infine, un invito a riflettere sul senso della vita, che potrebbe prima o poi metterci tutti dinanzi a una grande difficoltà: “Caro automobilista, oggi tu probabilmente godrai di salute e gioventù, ma la vecchiaia e la malattia ti porta a sperimentare le tue fragilità e ad avere bisogno di comprensione e aiuto. Spero che non incontrerai persone poco tolleranti e indifferenti come sei stato tu con noi, perché fa male. Oggi puoi decidere di cambiare atteggiamento e farlo insieme a chi ti circonda. Mi ricordo della tua macchina aziendale e del tuo viso, se ti incontro avrei piacere di farti conoscere il mio Leo, che oltre a tante fragilità ha anche enormi risorse: è spiritoso, autonomo e ha voglia di fare la sua parte nel mondo”. Tanta la solidarietà con cui la comunità di Facebook ha virtualmente abbracciato Laura e Leo. “Mamma meravigliosa” ha scritto Piera Spini. “Molto spesso le persone mancano di empatia e la frenesia della vita fa dimenticare i veri valori” ha commentato Daniela Quetti. “Un abbraccio da tutti noi a te e al piccolo Leo. Poche righe, ma una grande lezione di umanità a tutti” ha sottolineato Michele Perego. Perché, come ha scritto Cristina Bertolini, le parole di mamma Laura “hanno toccato il cuore”.

  • Magenta dice addio al Cavalier Augusto Balzarotti. Ci mancherà, eccome

    Magenta dice addio al Cavalier Augusto Balzarotti. Ci mancherà, eccome

    “Alura nan ma la va?”. L’intercalare era sempre quello e quando entravi nel negozio di profumeria ed estetica della figlia Nicoletta, immancabile, lo trovavi lì.

    Finché la salute ha retto per l’Augusto era la sua seconda casa. D’altronde, lo aveva visto crescere dai tempi della via Espinasse, poi dentro al grande centro (per l’epoca) Idea Più, infine, nell’attuale sede di via Manzoni.

    Se lui c’era, non potevi non fermarti per una chiacchiera. “Cunta su dem…”. L’incipit significava il trattenersi ancora per un bel po’ (ma era un piacere) tra quelle quattro mura che per tanti, tantissimi Magentini, anche grazie alla presenza dell’Augusto, erano ben di più che un negozio. Un luogo di vita.

    D’altra parte, chi non conosceva il Cavalier Augusto Balzarotti a Magenta? Nella vita aveva fatto il letturista. Stiamo parlando di un altro periodo rispetto a quello attuale. Un Giurassico dei rapporti umani che oggi sembra preistoria.

    Quando le relazioni tra le persone erano reali (e non virtuali) ci si guardava in faccia e, soprattutto, le facce si conoscevano ed erano amiche. Semplicemente umane…

    Oggi esiste ancora il letturista per luce e gas? Ma soprattutto chi gli apre? Per paura poi magari di essere truffato… Eppure, erano gli anni ’80 e chi scrive si ricorda che più di una volta l’Augusto era passato per le ragioni di lavoro nella vecchia casa di via Marconi, zona Nord. Ovviamente non era la sua unica mansione, ma proprio grazie a quel ‘guardarsi negli occhi’ potevi segnale direttamente a qualcuno un disguido che c’era nella tua via per esempio. Oggi se va bene c’è un call center che non si sa da quale parte del globo ti risponde…

    In questo modo per tanti era uno di famiglia. E ha continuato ad esserlo quando si era messo dietro al bancone per aiutare la ‘Niki’ insieme alla sua inseparabile moglie Emilia, compagna di una vita.

    Stamani abbiamo saputo della sua dipartita e ne siamo rimasti sinceramente rattristati. Perché quando vanno avanti gente come l’Augusto viene meno un altro pezzo della nostra comunità. Non è retorica fine a se stessa. Sono i fatti purtroppo a parlare. Perché l’Augusto per la ‘sua’ Magenta si dava da fare e parecchio.

    La politica intesa come ‘servizio per la comunità’ era qualcosa di vivo, reale. ‘A devi andà su in Comun…”. Era sempre preso per quella ‘cosa pubblica’ verso la quale oggi c’è disattenzione e disinteresse.

    “Galo dì al Sindic…”. Era un vecchio Socialista l’Augusto. Anche se qui questa menzione conta poco o nulla. Conta ben di più la passione per Magenta. Per un periodo era stato anche cerimoniere al corteo del 4 Giugno. Per lui un momento immancabile. Poi c’era l’associazionismo, che era l’altra parte del suo impegno sociale per Magenta.

    L’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Anche qui in tempi che sembrano lontani (ma lo sono relativamente) se lo incontravi non poteva non raccontarti qualcosa della ‘sua’ Associazione e di quello che stavano facendo. E si può dire che finché ha potuto ha cercato di tener in piedi quest’altro pezzo di Magenta.

    Domani mattina, alle 10, presso la Chiesa Parrocchiale della Sacra Famiglia, ci sarà l’estremo saluto all’Augusto. Siamo certi che saranno in tanti quelli che vorranno o con la presenza fisica, o semplicemente con un pensiero, far arrivare un segnale di vicinanza alla famiglia.

    Perché, alla fine così dovrebbe essere in una vera comunità. Un modello dal quale forse ci stiamo distaccando troppo e in modo irreparabile…chissà.

    Resta la memoria storica di figure come l’Augusto che scaldavano con il loro sorriso e la loro grande carica umana la nostra Magenta e la facevano sentire una polis con un cuore pulsante.

    Ciao Augusto, ci mancherai!

  • Centro Missionario Magentino, continuano in Uganda i progetti partiti negli anni ’70 con don Bruno e il dottor Leone

    Centro Missionario Magentino, continuano in Uganda i progetti partiti negli anni ’70 con don Bruno e il dottor Leone

    Continua l’attività a Gulu, in Uganda, del Centro Missionario Magentino. Da circa tre anni il presidente è Paolo Meda, ovvero da quando è morto don Bruno Pegoraro. La sede è a Marcallo con Casone e accoglie all’incirca una trentina di volontari. Il CMM è nato nel 1972 per opera di don Bruno e del dottor Mario Leone ed è un aneddoto anche divertente quello che ci ricorda Paolo Meda su come si formarono i primi volontari per l’Uganda.

    “Venne nella nostra zona il Vescovo di Gulu – ricorda – per celebrare le cresime a Magenta ed era ospite del dottor Leone. Ebbe un banale imprevisto nel senso che si ruppe un bottone della tonaca e la moglie del dottor Leone gliela cucì. E’ in quel momento che al Vescovo venne l’idea della necessità di avere persone che insegnassero alle donne ugandesi lavori come il taglio e cucito”. La donna, soprattutto in quell’epoca, non era considerata in Uganda e l’arrivo dei primi volontari aveva come obiettivo proprio quello di rivalutare le condizioni di vita del mondo femminile. Il dottor Leone e don Bruno costituirono il primo gruppo di volontari che cominciarono a spedire i materiali in Uganda. “Negli anni ‘80 – continua Meda – arrivarono i primi carpentieri, falegnami, muratori, elettricisti per costruire la prima scuola, ovvero la Santa Monica’s Girl Tailoring School. Insieme ad una suora comboniana partirono i primi corsi di taglio e cucito. Un impegno notevole, ma i risultati arrivarono fin da subito. Tanto che nacque anche il Negri College, una scuola professionale maschile”.

    Il CMM continuò la sua attività nel settore agricolo per rendere autonoma la popolazione. Partì il ‘progetto pozzi’ per il recupero dei pozzi non più attivi. “Per scavare un pozzo sono necessari circa 10mila euro – aggiunge Meda – Per recuperare un pozzo già scavato ne bastano 500”. Lorenzo Beretta è un volontario che in questo periodo vive a Gulu e sta seguendo i vari progetti. Negli ultimi quattro anni, ha spiegato, il CMM è arrivato a recuperare circa 800 pozzi, gli ultimi 4 recentemente. “L’attività si è un po’ fermata in periodo covid – conclude Meda – Ma stiamo riprendendo sempre con il discorso agricolo e con i pozzi. Abbiamo collaborato con i Salesiani costruendo una scuola elementare, media e superiore a 15 chilometri da Gulu. Una delle cose più belle è che gli operai che lavoravano con noi sono diventati autonomi e hanno fatto nascere un’impresa”.

  • Magenta: bimba si chiude in casa, la mamma resta fuori. Liberata dai Vigili del Fuoco

    Magenta: bimba si chiude in casa, la mamma resta fuori. Liberata dai Vigili del Fuoco

    Si era chiusa a chiave in casa lasciando fuori la mamma. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco ieri mattina a Magenta per liberare una bimba di nemmeno due anni che aveva girato tutte le mandate della porta di ingresso della sua abitazione di via Santa Teresa, mentre la mamma era rimasta fuori. La donna ha cercato l’aiuto dei vicini per tentare di entrare in casa, ma non era possibile. Non è rimasto altro da fare che chiedere l’intervento dei vigili del fuoco giunti sul posto con l’autopompa e una squadra di volontari.

    I pompieri hanno rotto la porta e consentito alla donna di riabbracciare la piccolina. La sera precedente, sempre a Magenta era accaduto un episodio analogo. Aveva per protagonisti dei ragazzi più grandi, di circa 14 anni. Si erano ritrovati al parco caduti in Russia di via Santa Crescenzia. Verso le 19 è arrivata l’addetta alla chiusura del parco che ha gridato a voce alta di uscire. Sembrava che l’area fosse deserta e, quindi, ha chiuso, andandosene immediatamente. Purtroppo erano rimasti dentro una ragazza e un ragazzo che hanno dovuto chiedere l’intervento della Polizia locale. Gli agenti hanno rotto il catenaccio consentendo ai due ragazzi di uscire.

  • Incidente in viale Giotto ad Abbiategrasso: feriti e danni ai mezzi coinvolti

    Incidente in viale Giotto ad Abbiategrasso: feriti e danni ai mezzi coinvolti

    Incidente ad Abbiategrasso questa mattina poco prima delle 9 in viale Giotto. Per cause in corso di chiarimento da parte della Polizia locale si è verificato uno scontro tra auto. Sono dovuti intervenire gli equipaggi della Croce Rossa di Vigevano e della Ata di Zelo, oltre all’automedica e all’autoinfermieristica per soccorrere i feriti.

    Le persone coinvolte sono state accompagnate, con i codici giallo e verde, negli ospedali di Vigevano e Magenta. La Polizia locale è rimasta impegnata anche per districare il traffico piuttosto intenso lungo la sp 114.