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  • Parco del Ticino e superstrada per Malpensa, Comazzi: “Dobbiamo capire quali sono i luoghi da conservare”

    Parco del Ticino e superstrada per Malpensa, Comazzi: “Dobbiamo capire quali sono i luoghi da conservare”

    Come si approccia il Parco del Ticino in merito alla superstrada per Malpensa? Anche martedì, in occasione dei 50 anni del Parco, se ne è parlato a margine della conferenza stampa in Villa Castiglioni a Pontevecchio di Magenta. Cristina Chiappa, la presidente, ha detto che il parco svolge sul territorio un ruolo importante da mediatore.

    “Non abbiamo intenzione di limitare lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio. – ha detto – Quello che dobbiamo far è trovare le soluzioni migliori per consentire lo sviluppo. Questo è il nostro approccio verso le infrastrutture, ovvero valutare le migliori soluzioni. Stiamo lavorando con Anas per trovare soluzioni per alcune criticità. Su alcune ci siamo trovati d’accordo, su altre stiamo svolgendo approfondimenti”.

    Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio, ha aggiunto: “Dobbiamo avere l’intelligenza di capire che il tema della sostenibilità ambientale può significare anche sostenibilità economica. Le infrastrutture rappresentano la possibilità di garantire maggiore libertà di movimento per i cittadini e non dobbiamo pensare di bloccarle perché è necessario conservare dei luoghi.

    Dobbiamo capire, anzitutto, quali sono i luoghi da conservare. Dobbiamo ridurre l’impatto ambientale delle infrastrutture, se queste vanno fatte. Laddove c’è un’infrastruttura dovrà esserci una compensazione. Spesso sento i comitati contrari, ma dobbiamo sempre vedere di cosa si sta parlando. I parchi sono sono eterogenei. Alcuni luoghi vanno conservati, ma ci sono luoghi che ricadono in un parco e sono degradati.

    Dove c’è spaccio e prostituzione. Non dobbiamo pensare che un luogo, solo perché è collocato all’interno di un parco, è un’area di pregio. Se un privato mi sistema quell’area trasformandola, rendendola gradevole e combattendo il degrado, facciamo qualcosa di utile e intelligente per quella comunità Noi con la rigenerazione urbana abbiamo portato 30miliardi di euro di investimenti per recuperare aree intaccate. Questo vuol dire fare sostenibilità portando ricchezza e lavoro facendo girare l’economia”.

  • Tragedia sulla A7 tra i caselli di Binasco e Bereguardo: 59enne si schianta e muore sul colpo

    Tragedia sulla A7 tra i caselli di Binasco e Bereguardo: 59enne si schianta e muore sul colpo

    Un 59enne è morto in un incidente stradale avvenuto ieri sera nel Pavese lungo l’autostrada A7 Milano-Genova, lungo la carreggiata in direzione nord nel tratto compreso tra i caselli di Bereguardo (Pavia) e Binasco (Milano).

    Per cause ancora da chiarire, la vettura sulla quale viaggiava il 59enne ha sbandato schiantandosi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, con un’ambulanza e un’automedica. L’uomo è morto sul colpo. I vigili del fuoco hanno estratto il corpo dall’abitacolo. La polizia stradale sta ricostruendo la dinamica dell’accaduto.

  • Milano: ciclista 37enne investito e ucciso nella notte

    Milano: ciclista 37enne investito e ucciso nella notte

    Un uomo di 37 anni ha perso la vita, nella notte, dopo essere stato investito da un’automobile, guidata da una donna di 25 anni. L’uomo era in sella a una bici elettrica e percorreva viale Umbria quando è stato investito da un’automobile che proveniva dall’opposto senso di marcia. La donna percorreva viale Umbria, a Milano, in direzione viale Piceno quando – per cause ancora in corso di accertamento – all’altezza di via Pistrucci ha urtato in maniera frontale la bicicletta elettrica.

    Secondo i primi accertamenti della Polizia locale il ciclista indossava il casco, che però è saltato via nell’impatto, a causa del quale l’uomo è stato sbalzato lontano subendo gravi traumi alla testa. Sulla vettura, una Peugeot 206, viaggiavano due persone: oltre alla conducente di 25 anni, un suo amico di 22. La macchina transitava nel viale che va verso la zona nord della città, quando si è scontrata con la bicicletta, che invece entrava nell’incrocio da via Maestri Campionesi. L’automobilista è stata trasportata in codice verde al pronto soccorso dell’ospedale Policlinico. Sono in corso le indagini della Polizia locale di Milano per ricostruire la dinamica dell’incidente.

  • Il delitto di Senago. La sorella di Giulia Tramontano: “Ergastolo per Impagnatiello”

    Il delitto di Senago. La sorella di Giulia Tramontano: “Ergastolo per Impagnatiello”

    “Chiediamo giustizia, l’ergastolo per l’essere inumano che ci ha privato di una sorella, una figlia, un’amica, un nipote ed una grande donna. Le famiglie che vivono l’ergastolo del dolore hanno diritto a giustizia e pena esemplare”.

    Lo scrive sui social, ad una settimana dall’inizio del processo in Corte d’Assise a Milano per Alessandro Impagnatiello, Chiara Tramontano, sorella di Giulia, la 29enne incinta al settimo mese uccisa dall’ex fidanzato con 37 coltellate nella loro abitazione di Senago, nel Milanese, lo scorso 27 maggio.

    Chiara Tramontano, proprio in vista del processo, chiede di condividere sui social il suo appello “per gridare giustizia per mia sorella e mio nipote, barbaramente uccisi”. La giovane scrive ancora: “Vogliamo sapere di vivere in un Paese giusto. Nulla ci restituirà Giulia, ma la giustizia può alleviare il senso perenne di frustrazione e sconfitta che proviamo dinnanzi alla lapide di mia sorella”. Chiede “giustizia per il nipote (Thiago, ndr) che non culleremo mai, per la nostra vita distrutta, per i silenzi che accompagneranno ogni Natale, ogni compleanno di Giulia, ogni giorno di festa in cui non saremo più in 5 a tavola”.

    I genitori “sono ergastolani del dolore di fronte alla foto della figlia impressa su un pezzo di marmo”. Intanto, davanti alla Corte la difesa dell’ex barman 30enne potrebbe puntare su una richiesta di perizia psichiatrica.

    Una delle possibilità per la difesa del giovane teoricamente è anche quella di far acquisire tutti gli atti, rinunciando a sentire i testi in aula, in una sorta di abbreviato di fatto. Impagnatiello è finito a processo dopo la richiesta di rito immediato avanzata dall’aggiunto Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo nelle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo.

    E’ accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione (avrebbe fatto anche ingerire alla fidanzata veleno per topi per mesi), crudeltà, futili motivi e rapporto di convivenza. E’ anche imputato per interruzione di gravidanza non consensuale e per occultamento del cadavere.

    “Il processo si fa nelle aule dei tribunali non sui social. Posso solo dire che ad ogni azione ci sarà una reazione”. Aggiunge il padre di Giulia Tramontano, Franco Tramontano, commentando la possibilità che i difensori di Alessandro Impagnatiello possano chiedere una perizia psichiatrica per accertare la sua capacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio della fidanzata incinta al settimo mese. Ad una settimana dall’inizio del processo Franco Tramontano conclude dicendo “Siamo pronti”.

  • Il Parco del Ticino compie mezzo secolo di storia: tanti auguri

    Il Parco del Ticino compie mezzo secolo di storia: tanti auguri

    Il Parco del Ticino spegne 50 candeline e festeggia il suo compleanno con la presentazione di un ricco panorama di attività ed eventi. Il calendario che occuperà gran parte del 2024 è stato illustrato Villa Castiglioni di Magenta (Milano) alla presenza dell’assessore al Territorio e Sistemi Verdi della Regione Lombardia Gianluca Comazzi. Presenti anche la presidente del Parco, Cristina Chiappa e il direttore Claudio De Paola.

    Tra gli appuntamenti, la discesa del Ticino in Kayak, partendo da Vigevano e giungendo a Pavia e una ‘tre giorni’ di viaggio in sella ad una bici da gravel che seguirà un percorso di oltre 150 km alla scoperta del parco. Saranno poi organizzati 11 eventi che affronteranno diverse tematiche, dalla biodiversità alla conservazione dell’ambiente; 50 incontri aperti al pubblico sparsi su tutto il territorio del Parco in collaborazione con i Comuni coinvolti e un congresso istituzionale al quale saranno invitate le istituzioni nazionali, regionali e locali.

    “Cinquant’anni anni sono tanti. Questo anniversario – ha sottolineato l’assessore Comazzi – rappresenta un momento di celebrazione e riflessione sull’incredibile patrimonio storico, naturalistico e culturale che il Parco del Ticino rappresenta. Voglio ricordare quelle persone che negli anni ’70, con lungimiranza e in un periodo storico completamente diverso dal nostro, hanno capito quanto potesse essere fondamentale tutelare queste zone bellissime.

    La nascita del Parco ha rappresentato, e tuttora rappresenta, un impegno duraturo nella conservazione della biodiversità e dell’equilibrio tra uomo e ambiente. È un tributo alla dedizione di coloro che hanno lavorato instancabilmente per preservare questo tesoro naturale per le generazioni future”.

    Il Parco del Ticino rappresenta il primo parco regionale mai realizzato in Italia, istituito per tutelare il fiume Ticino e la ricca biodiversità offerta dal suo territorio, fortemente voluto da una raccolta firme presentata a Regione Lombardia.

    Il Parco si estende dal Lago Maggiore alla confluenza del fiume Po, occupando una superficie di 91.631 ettari, proteggendo un’area di grande valore naturalistico situata nel cuore di un territorio densamente popolato. Al suo interno sono compresi anche 47 Comuni facenti parte delle province di Milano, Pavia e Varese.

    La presenza di un ricco e variegato insieme di ecosistemi, in molti casi ben conservati, fa sì che nel Parco sia presente un patrimonio di biodiversità che non ha eguali in Pianura Padana. Le specie sinora censite sono infatti ben 6.235 (3.264 animali, 1.585 vegetali, 1.386 appartenenti al regno dei funghi).

    Tutto ciò ha permesso il riconoscimento nel Parco di ben 14 Zone speciali di conservazioni (Zsc) e 1 Zona di protezione speciale (Zps) ai sensi delle Direttive habitat e uccelli (Rete Natura 2000). Il territorio del Parco è inoltre attraversato da più 750 km di percorsi ciclo-pedonali, di cui oltre 100 km lungo le alzaie dei Navigli. (*comunicato stampa di Lombardia Notizie)

  • Cuggiono, via il film di Ficarra e Picone dalla sala di comunità: la motivazione di don Angelo

    Cuggiono, via il film di Ficarra e Picone dalla sala di comunità: la motivazione di don Angelo

    Polemiche a Cuggiono, in provincia di Milano, dove il parroco don Angelo Sgobbi ha deciso di annullare la proiezione dell’ultimo film di Ficarra e Picone ‘Santocielo’ nella ‘Sala della comunità’, ossia il cinema parrocchiale. Tutto nasce, come ha spiegato il parroco su Facebook, dalla protesta “decisa” di un genitore che don Sgobbi ha accolto. La trama, già oggetto di polemiche e di accuse di “blasfemia”, parla di un angelo inviato da Dio sulla terra visto che il mondo ha bisogno di un nuovo messia. L’angelo, però, invece di toccare il grembo di una donna finisce per toccare quello di un uomo che dovrà affrontare la gravidanza.

    “Sono rimasto stupito e colpito nei miei sentimenti umani e religiosi: per me il fatto della nascita del Signore Gesù dalla Vergine Maria è un motivo di fede e di gioia profonda – ha commentato il parroco in un post su Facebook -. Ho trovato avvilente che si inventasse una sorta di storia parallela, con un secondo messia, con una gestazione maschile, ed altro di pessimo gusto”.

    Il parroco si è sentito “profondamente colpito ed offeso” nella sua “sensibilità di credente” e ha constatato che “è la stessa cosa per quelle persone che, come me, hanno una simile sensibilità, amano il Signore Gesù e soffrono per questa ‘comica’ sgangherata, che usa la religione in questo modo discutibile” facendo notare che questo succede “solo con la religione cristiana, con qualche altra religione sono più che prudenti”. Il parroco ha quindi deciso di sostituire il film nella programmazione dell’oratorio. Sempre su Facebook si è espresso anche lo staff del cinema parrocchiale, prendendo atto della decisione del parroco “seppur non condividendo totalmente le valutazioni – si legge in un altro post – ma in ottica di reciproca collaborazione e rispetto dei ruoli”.

  • Cavo teso a Milano, confessa il terzo complice

    Cavo teso a Milano, confessa il terzo complice

    Ha confessato il terzo complice di Alex Baiocco, il 24enne che nella notte tra il 3 e 4 gennaio scorsi ha teso un cavo d’acciaio in strada a Milano ed è stato poi arrestato. Il giovane complice, che ha 17 anni, si trova invece ricoverato in psichiatria in un ospedale milanese dal 5 gennaio. Il ragazzo ieri sera, davanti ai genitori, avrebbe confessato di essere lui il secondo complice di Baiocco, e il padre e la madre hanno chiamato i Carabinieri, che sono andati in ospedale identificandolo. A breve invieranno gli atti alla Procura della Repubblica per i Minorenni. Il secondo complice, Michele Di Rosa, di 18 anni, si è consegnato ai Carabinieri sabato sera a Monza ed è stato posto in stato di fermo.

    La fune era stata presa da un vicino cantiere e i tre l’avevano tesa tra un albero e una pensilina dell’Azienda Trasporti. Il 18enne, anch’egli complice, come detto si è presentato sabato notte in Questura a Monza accompagnato dal suo legale, l’avvocato Giamboi, dopo aver saputo dai media di essere stato identificato. Secondo la ricostruzione il 18enne, nei cui confronti c’è un provvedimento di fermo che dovrà essere convalidato dai gip, avrebbe noleggiato uno scooter elettrico della Cooltra con cui, dopo aver teso il cavo, si è allontanato assieme all’altro ragazzo. La Procura di Milano inizialmente aveva contestato i reati di strage, attentato alla sicurezza dei trasporti e blocco stradale.

  • Corbetta: lasciato in condizioni terribili l’appartamento di via Pascoli dalla donna che terrorizzava tutti

    Corbetta: lasciato in condizioni terribili l’appartamento di via Pascoli dalla donna che terrorizzava tutti

    Ha lasciato l’appartamento di via Pascoli, nella frazione di Castellazzo dè Stampi a Corbetta. Tra il sollievo dei vicini di casa perché quella donna, di nazionalità americana, stava creando problemi a non finire nell’indifferenza delle autorità. Urla e schiamazzi, cartelli volgari sulla porta di ingresso, spesso inneggianti a famiglia mafiose italiane conosciute negli Stati Uniti. Era arrivata perfino a minacciare di morte il proprietario di casa che aveva concesso a quella donna l’appartamento.

    Appartamento che è stato lasciato quest’oggi in condizioni terribili, devastato. Scritte ovunque, in bagno, nella cucina, sul pavimento, sui muri. Ha perfino acceso un falò nel bidet. Il proprietario non se sapeva nulla di quello che succedeva all’interno, ma dai vicini di casa ha appreso che le urla e gli schiamazzi continuavano anche in orario notturno e da un fugace sguardo nelle camere si era accorto che aveva verniciato di rosso parecchi oggetti custoditi all’interno. Naturalmente dopo la querela presentata nel mese di dicembre il proprietario continuerà le azioni contro l’ex inquilina per ottenere il risarcimento dei danni e quest’oggi ha presentato una ulteriore integrazione di querela per quanto accertato nell’appartamento che aveva concesso come B&B.

    Una vicenda che ha dell’assurdo, anche e soprattutto perché la richiesta di aiuto alle autorità, Carabinieri e Polizia locale, è stata lanciata più volte. Ma senza che si sia mai arrivati a qualcosa di concreto.

  • Husky siberiano infila la testa nella griglia di ventilazione di un appartamento a Corsico, salvato dai Vigili del Fuoco

    Husky siberiano infila la testa nella griglia di ventilazione di un appartamento a Corsico, salvato dai Vigili del Fuoco

    Si chiama Trishi ed è una femmina di tre anni. Stamattina questo splendido esemplare di Husky siberiano, sfuggendo al controllo dei proprietari, ha pensato bene di mettersi nei guai infilando la testa nella griglia di ventilazione in un appartamento di via Sant’Adele a Corsico, zona sud del capoluogo lombardo.

    Dopo un primo tentativo andato a vuoto, sono scattati immediatamente i soccorsi con l’arrivo di una squadra di vigili del fuoco del vicino distaccamento di via Darwin. Con molta attenzione e sagacia, i soccorritori hanno allargato il foro fino a liberare la testa di Trishi per altro molto collaborativa. Alla fine un piccolo rimprovero ma soprattutto la gioia di salutare i suoi “salvatori”. Nel coacervo di interventi che affrontano quotidianamente, i vigili del fuoco mostrano sempre amore e cura anche verso gli animali.

  • Recupero delle corti e spazi per i giovani: la Magenta di Daniele Bolzonella a TG Imprese

    Recupero delle corti e spazi per i giovani: la Magenta di Daniele Bolzonella a TG Imprese

    “Sarà un’occasione per ascoltare la città su come rilanciarla”, aveva detto il sindaco di Magenta Luca Del Gobbo poco più di un mese fa quando annunciava gli “stati generali” del Comune per la mattina di sabato 20 gennaio. L’appuntamento, che prevede la partecipazione delle voci più rappresentative, dai comitati di quartiere ai sindacati, dalle associazioni di categoria ai singoli cittadini, sarà in Sala Consiliare.
    A Tg Imprese, Daniele Bolzonella, con una lunga e significativa esperienza nel settore immobiliare e nell’associazionismo magentino, dopo un’analisi del mercato con un bilancio del 2023, interviene sulle attuali prospettive e possibilità di crescita della città. Nella sua Magenta vede un recupero delle corti e la realizzazione di spazi per i giovani, per tornare a far crescere anche le relazioni personali.