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  • Sottoscritto l’accordo di programma per l’ospedale unico Busto Arsizio-Gallarate

    Sottoscritto l’accordo di programma per l’ospedale unico Busto Arsizio-Gallarate

    “Ora – ha commentato il presidente Attilio Fontana – inizieranno a lavorare i gruppi di lavoro previsti dall’Accordo. In particolare, auspichiamo che le amministrazioni di Busto Arsizio e Gallarate procedano con la promozione degli accordi di programma riguardanti la rigenerazione urbana dei siti occupati dagli attuali ospedali dei due Comuni”.

    La Provincia di Varese, ha aggiunto il suo presidente Marco Magrini, “sottoscrive convinta l’Accordo sull’ospedale Busto Gallarate in quanto opera strategica per il territorio. Sarà una infrastruttura che potrà fare un reale salto di qualità per la sanità della provincia di Varese.

    Noi ci occuperemo delle criticità legate alla viabilità e saremo puntuali e precisi nel sollevare tutti gli eventuali punti critici del sistema viabilistico incidente sulla struttura proponendo soluzioni realizzabili e in una logica di sistema con le città di Gallarate e Busto Arsizio”.

    “La sottoscrizione dell’accordo di programma rappresenta un ulteriore, importante, passo avanti per la realizzazione di un’opera molto impegnativa, ma assolutamente indispensabile per migliorare i servizi sanitari rivolti ai cittadini del nostro territorio. Entriamo finalmente nella fase operativa di un progetto epocale, purtroppo osteggiato da pochi ‘disinformati’, ma richiesto a gran voce in questi anni da tutti gli operatori della sanità.

    Ringrazio la Regione e tutti gli attori coinvolti per l’impegno e la determinazione con cui stanno perseguendo questo obiettivo: da parte nostra assicuro la massima attenzione non solo per il proseguimento dell’iter di realizzazione, ma anche per il sito dell’attuale ospedale, sia per quanto riguarda il mantenimento della qualità dei servizi fino all’apertura del nuovo ospedale, sia per la sua riqualificazione dopo il 2029” ha detto il sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli.

    “Sono molto contento che si sia arrivati a questa firma, ora mi auguro che si proceda spediti come previsto dal cronoprogramma. Questo è ciò che possiamo augurarci per migliorare la qualità dei servizi sanitari del nostro territorio” è il commento del sindaco di Gallarate, Andrea Cassani.

    Il valore complessivo degli interventi previsti per la realizzazione del nuovo ospedale è di 440 milioni di euro e sarà finanziato con 200 milioni di euro a carico di Regione Lombardia e 240 milioni di euro provenienti dai finanziamenti statali assegnati alla Regione per l’edilizia sanitaria, cui si aggiungono 11 milioni per le infrastrutture.

    Per quanto riguarda le tempistiche i lavori di realizzazione del nuovo ospedale cominceranno entro dicembre 2025 e termineranno entro dicembre 2028, così da consentire l’attivazione della struttura entro giugno 2029.

  • Del Gobbo non ci sta e replica al giochino del PD “L’ho detto prima io…”

    Del Gobbo non ci sta e replica al giochino del PD “L’ho detto prima io…”

    Non ci sta il Sindaco Luca Del Gobbo al ‘giochino’ che questa minoranza ha messo in atto da un po’ di tempo a questa parte.

    “La strategia è chiara: vietato parlare del passato e dei disastri lasciati anche dalla Giunta Invernizzi. Si parla solo del presente e nell’epoca dei social basta fare una bella foto, postarla su Facebook, per prendersi i meriti di qualcosa.

    Peccato che dietro ad un’opera o ad un intervento da parte dell’Amministrazione comunale ci sia molto di più: serve un lavoro di pianificazione e di progettazione. E poi soprattutto servono i soldi che si approvano col bilancio. Allora i chiedo a questi signori ma perché non lo votate questo benedetto bilancio? Perché senza quello poi le cose non si fanno…”.

    E’ tornato Luca Del Gobbo. Quello ‘fumantino’, un po’ ‘incazzoso’ ma che giustamente rivendica il lavoro della sua Giunta. Parte dal tema Case Aler.

    “Anche qui voglio, innanzi tutto, ringraziare l’Aler Milano con la quale è in atto da tempo un percorso di fruttuosa interlocuzione. Abbiamo avuto qui a Magenta di recente, il loro dirigente dottor Domenico Ippolito al quale ho potuto illustrare tutta una serie di problematiche. Senza contare che il nostro Assessore Chiodini ha un filo diretto con loro, un rapporto costante perché sappiamo che le criticità sono parecchie. Siamo sul pezzo”.

    Intanto, però sono partiti i lavori per la rimozione dell’amianto. “Ma dietro a questo – osserva Del Gobbo – c’è un lavoro oscuro. Non basta certo che qualche consigliere regionale insieme a qualche suo amico di partito di Magenta, si facciano un giro alle Aler salvo prima sparare a zero contro il presidente Attilio Fontana…”.

    Del Gobbo poi smette i panni del ‘polemico’ per indossare quelli del Mago Otelma: “Ormai so anche predire il futuro. Vedrete che tra poco quando la mia Amministrazione che ha messo a bilancio oltre 60 mila euro per i giochini comunali da sistemare inizierà i lavori, non mancherà qualche consigliere di minoranza che salterà fuori con la solita battuta… ‘l’abbiamo detto noi’”.

    Ma tra il dire e il fare, dice il faccio saggio, c’è di mezzo il mare. O restando nei paraggi magentini (marcalcasonesi), citando il Senatore Massimo Garavaglia, “a ghe il metas a drèe…”.

    Ma non c’è solo l’Aler nell’agenda del Sindaco rispetto alle cose da fare e non ultimo rispetto a quel discorso di chiarezza e di corretta informativa.

    “Ho letto e sentito che si vuol fare un bel calderone confondendo i cittadini, sovrapponendo la questione del Cimitero con quella del Palazzetto dello Sport. Allora lo dico subito: i soldi ci sono per il Cimitero, quella del Palazzetto è un’altra partita che segue un altro percorso tutto suo”.

    E Del Gobbo viene a spiegare nel dettaglio. “Sul Campo Santo più volte ci abbiamo messo la faccia senza problemi dicendo che abbiamo trovato una situazione scandalosa: 30 mila euro investiti negli ultimi anni. Una roba ignobile.
    Noi ne abbiamo messi 300 mila in un anno: 200 mila per i danni e altri 100 mila per gli interventi da fare per i nuovi loculi. Sappiamo bene che non bastano e andremo avanti ancora. Perchè abbiamo trovato le macerie e siamo partiti da zero. Abbiamo anche un Project Financing per proseguire con gli investimenti”.

    Quanto al Palazzetto dello Sport che è lì chiuso da tanto, troppo tempo, l’Amministrazione Del Gobbo ha partecipato ad un bando nazionale ‘Sport e Periferie 2023’ appena chiuso.
    “Abbiamo un progetto – ha detto il Primo cittadino – che cuba circa 810 mila euro. Se le cose dovessero andare bene come Comune andremmo a mettere 260 mila euro e il resto circa 550 mila euro, con i finanziamenti”.

    Il progetto consiste nella realizzazione ex novo di un luogo dove fare sport per tutti, con attenzione ai ragazzi e in particolare modo ai diversamente abili.

    Insomma, il concetto è chiaro: “Per il Cimitero i soldi li abbiamo in tasca mentre per il Palazzetto attendiamo l’esito del bando. Ma non si venga a dire che il Comune ha fatto certe scelte” tuona Del Gobbo.

    E il il ‘Piano B’ nel caso in cui sul Palazzetto dovesse arrivare la fumata nera???

    “Ce l’abbiamo – chiosa il Sindaco – ed è legato agli oneri di urbanizzazione per l’area ex Novaceta. Sta nel documento di piano al Pgt. Siamo consci che è un luogo fondamentale dove fare sport. Sappiamo che serve alla città e a tutto il mondo sportivo magentino, pertanto, una soluzione la troveremo”.

  • Ad Abbiategrasso la mafia non condiziona le decisioni del sindaco o del Comune. Se ne facciano una ragione manettari e giustizialisti, Nai è una persona perbene

    Ad Abbiategrasso la mafia non condiziona le decisioni del sindaco o del Comune. Se ne facciano una ragione manettari e giustizialisti, Nai è una persona perbene

    “Visti i contatti diretti di Zio Paolo con l’attuale sindaco di centrodestra Francesco Nai, con l’assessore al bilancio Flavio Lovati e con un consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Chillico. Allo stato nessun politico risulta indagato”.

    “Così Nai aveva dato il via alla crociata in difesa del buon nome dell’amministrazione, dimenticandosi però che – benché priva di responsabilità penali – la frequentazione con Errante Parrino non è proprio un esempio di politica antimafia”.

    Spesso sono seducenti e si fanno leggere con piacere, le prose incrociate di Davide Milosa e Cesare Giuzzi, giornalisti del Fatto e del Corriere da cui sono estratti i pezzi pubblicati in apertura di questo articolo. Chi scrive predilige temi molto diversi dalla cronaca di mafia e dalla militanza giornalistica antimafiosa, che sicuramente è materia più nobile di quella prediletta dallo scrivente: le storie di paese, delle maschere da bancone, storie di vino e di ristoranti. Ma ci appassiona assai di più il tema del garantismo, molto difforme e distonico rispetto a parecchi dei ben documentati pezzi di Milosa e Giuzzi. Che tuttavia incespicano sempre in poche parole che spesso e volentieri sono lenzuolate: nel caso di specie, ad Abbiategrasso NON E’ STATO COMMESSO ALCUN REATO. Il sindaco Cesare Nai, persona perbene e al di sopra di ogni sospetto, non ha malversato con alcuno. Non ha commesso violazioni di legge, non ha forzato procedure o alterato atti amministrativi. Eppure oggi, e ancor di più domani, il nome di Nai ed Abbiategrasso sarà sottoposto a mascariamento (modo più elegante di dire ‘sputtanamento’) per la consueta, indefessa, continua attività di cucitura e ricucitura di brani provenienti da intercettazioni ed atti giudiziari.

    Il classico tritacarne mediatico in cui questa volta nel frullatore finiscono Nai, Flavio Lovati e Franco Chillico di FDI. Quali reati avrebbero commesso? Nessuno. Hanno ricevuto provvedimenti giudiziari, avvisi di garanzia o notifiche di indagini? Nessuno. C’è un magistrato che li accusa? Nessuno. Niente di niente. Solo brani introiettati qua e là nei peridodici pezzi, spesso coloriti e colorati, che escono a corredo di maxi inchieste di quella odierna. Dove a fianco di arresti di criminali VERI, di reati MANIFESTI E CONSOLIDATI, di presenza REALE del malaffare in Lombardia (che notizia…), s’accompagnano pagine di poveri mascariati..

    LA MAFIA E SARA MANISERA
    Nel pezzo odierno sul Corriere, Cesare Giuzzi ricorda il caso di Sara Manisera (al cui fianco era intervenuto tempo fa in castello, durante un incontro al quale partecipava la stessa cronista poi denunciata dal Comune): “Tanto da creare più di un imbarazzo oggi che il Comune ha deciso di querelare la giornalista Sara Manisera »colpevole» di aver detto in occasione di un evento pubblico di aver visto ad Abbiategrasso «le mafie entrare nel comune, negli appalti pubblici, e soprattutto dentro il cemento, perché alle mafie una cosa che piace tanto è il cemento, i centri commerciali”.

    Ci spiace per Sara Manisera (e Giuzzi, e Milosa): ora ci sarà un processo nel quale Sara Manisera dovrà, e sicuramente vorrà, dimostrare il senso di queste parole, quindi degli appalti pubblici e del cemento infiltrati dalle mafie. Siamo più vecchi di Sara Manisera (è un dato anagrafico, non un merito), e noi questi appalti di mafia, questi padrini con tanto di coppola che sarebbero circolati dalle parti di piazza Marconi, tra il 1994 (da quando facciamo i cronisti locali) ad oggi non li abbiamo mai visti. Abbiamo visto passare i sindaci Ceretti, Fossati, Albetti, Arrara e Nai. Tutte persone oneste e perbene, al di sopra di ogni sospetto. Ma che la mafia ad Abbiategrasso NON CI SIA, oggi come ieri, lo certificano le carte dell’inchiesta e quelle della Procura di Milano. Si rassegnino i fomentatori della cultura del sospetto. La mafia ad Abbiategrasso non c’è. E nessuno, fino ad oggi, è riuscito a confermare il contrario OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO. Non ci sono reati e nemmneno inchieste. Non c’è mafia. C’è solo il mefitico circo mediatico giudiziario. Fatevene una ragione.

  • Abbiategrasso, i professionisti del sospetto ci riprovano: ‘legami tra Comune e mafia’. Ma ovviamente nessun indagato e nessun reato

    Abbiategrasso, i professionisti del sospetto ci riprovano: ‘legami tra Comune e mafia’. Ma ovviamente nessun indagato e nessun reato

    Ci riprovano, ancora una volta. I professionisti del circo mediatico giudiziario, quelli del taglia e cuci (le intercettazioni), i giornali e i giornalisti che da anni si dedicano al rapporto tra politica e malaffare. In certi casi, come abbiamo SEMPRE sostenuto, esondando. Perché oggi, ancora una volta, accade che dei politici- di Abbiategrasso, in questo caso- vengano MASCARIATI. “Mascariare” in siciliano significa tingere con il carbone. Basta un tocco e resta un segno. Quello del sospetto, ovviamente. Quando si parla di mafia vengono in mente sempre scenari e complotti. È una barbara pratica di gogna mediatica al quale da decenni ci hanno abituato. Non ci sarebbe niente di nuovo, se non che stavolta si è usato (e si è osato) mettere nel calderone tutto e tutti.

    Ma vediamo nel dettaglio cosa scrivono le agenzie di stampa. “Ad Abbiategrasso Paolo Errante Parrino sarebbe stato il “punto di riferimento” per “dirimere problematiche locali” (per esempio nell’assegnazione di una casa popolare) e avrebbe avuto “perduranti e confidenziali rapporti con esponenti della politica locale” fra i quali il sindaco Francesco Cesare Nai. Infine avrebbe partecipato ad alcuni dei summit con esponenti trasversali delle diverse organizzazioni mafiose che costituiscono l’ossatura dell’inchiesta di Dda e carabinieri di Milano e Varese sull’esistenza di un consorzio di mafie in Lombardia. Per il gip Tommaso Perna che, per il 76enne Parrino come per altre 142 persone ha respinto la richiesta di misura cautelare opponendosi alle tesi delle pm, “non è in alcun modo possibile affermare che” Parrino “abbia proseguito, anche dopo la prima condanna del 1997, il suo rapporto di affiliazione al Mandamento di Castelvetrano, né tantomeno all’associazione lombarda ipotizzata”. In particolare il Gip si sofferma sull’assenza di contestazioni da parte dei pm dei cosiddetti “reati fine” ma solo dell’appartenenza all’associazione mafiosa che “dovrebbe ricavarsi unicamente dalla presenza di alcuni indici rilevatori interni al sodalizio stesso”.

    Per il giudice, la Procura su Parrino, come in realtà su decine di altri indagati, ha portato solo “elementi” di tipo “suggestivo” per provare che il 76enne “abbia continuato a far parte del sodalizio” mafioso anche dopo la fine degli anni ’90. Manca, tra le altre cose, la prova “del contenuto degli incontri” tra Parrino e “Bellomo Girolamo”. Secondo l’accusa, Parrino sarebbe stato “intermediario per conto della famiglia trapanese dei Pace nella controversia con Amico Gioacchino”. E, nel novembre 2021, a Castelvetrano avrebbe incontrato anche le sorelle, la nipote e la madre dell’allora superlatitante Messina Denaro. E ancora, sempre secondo la Dda, avrebbe intrattenuto “perduranti e confidenziali rapporti” con il sindaco di Abbiategrasso (Milano) Cesare Nai (non è indagato), che chiamava, scrive la Procura, “Cesarino”, e con altri esponenti del Consiglio comunale. Ma non c’è alcuna prova, secondo il gip, che Parrino abbia messo in pratica la “metodologia mafiosa” nei fatti elencati, definiti dallo stesso giudice anche come “scarsamente rilevanti”, e che addirittura lo avrebbe fatto come presunto appartenente della confederazione delle tre mafie.

    Quindi: nell’ambito della maxi indagine di oggi della quale vi abbiamom già parlato, Parrino NON viene arrestato. Nai non ha commesso alcun reato e non è indagato. Flavio Lovati e Franco Chillico di FDI pure. Però Corriere della Sera e Fatto Quotidiano scrivono lunghe articolesse. Tutto normale, tutto regolare. Tutti mascariati. Come al solito. Reati? Nessuno (ad Abbiategrasso). Per chi ha una voglia smodata di mafia, casomai, consigliamo Il Padrino di Francis Ford Coppola con l’immenso Marlon Brando, alias Vito Corleone.

    F.P.

  • Vetropack, taglio del nastro e solenne parata di vip oggi a Boffalora: comincia una nuova storia sull’ex area Saffa

    Vetropack, taglio del nastro e solenne parata di vip oggi a Boffalora: comincia una nuova storia sull’ex area Saffa

    Innovazione, attenzione alla sostenibilità ed efficienza dei processi. Sono questi i tratti distintivi del nuovo e unico stabilimento di produzione in Italia di Vetropack, tra le maggiori aziende in Europa nella produzione di contenitori in vetro per l’industria alimentare e delle bevande. Inaugurato questa mattina a Boffalora sopra Ticino, si tratta di un impianto high-tech in grado di garantire un aumento produttivo del 70% rispetto alla precedente vetreria, assicurando allo stesso tempo la massima flessibilità e sostenibilità.

    Con un investimento di oltre 400 milioni di franchi svizzeri e una superficie di 347.000mq – di cui circa la metà destinati agli impianti produttivi – la nuova sede di Boffalora sopra Ticino consente all’azienda di consolidare la propria presenza sul territorio italiano, per soddisfare la crescente domanda del mercato e stare al passo con standard qualitativi sempre più rigorosi.

    La cerimonia si è aperta con un messaggio di saluto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha dichiarato “Il settore del vetro sta attraversando un periodo di profonde trasformazioni, accelerate e talvolta indotte da shock esogeni che negli ultimi anni hanno esercitato una pressione significativa: il rialzo del prezzo dell’energia, l’inflazione, la coda pandemica e l’aumentato costo del rottame. Nonostante ciò, l’industria del packaging ha dimostrato grandi capacità di resilienza. Il vetro è un simbolo distintivo del made in Italy, l’involucro per eccellenza di molti prodotti: dalla cosmetica al vino, dall’alimentare alla farmaceutica. Il nuovo stabilimento di contenitori in vetro per il food & beverage, settore in cui Vetropack è tra i leader europei, rappresenta un impegno notevole da parte del Gruppo, con investimenti che superano i 400 milioni di euro: una risposta alle esigenze crescenti del settore, ma anche un impegno verso la sostenibilità, con processi produttivi più efficienti e sostenibili grazie al riciclo dell’acqua e del calore di scarico dei forni”.

    L’attenzione verso la sostenibilità è stata un aspetto chiave nella realizzazione del nuovo sito, già a partire dalla gestione del cantiere e dalla costruzione della nuova sede italiana. Infatti, questo progetto è nato da un investimento brownfield, per la costruzione di un nuovo impianto industriale su un sito in disuso. Nell’ottica di creare un business responsabile, il nuovo stabilimento abbraccia gli standard di sostenibilità in tre differenti modalità: a livello urbanistico, sociale e ambientale, a tutela del territorio.

    Il Presidente Regione Lombardia, Attilio Fontana ha sottolineato “Il Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile che abbiamo costruito a inizio legislatura va nella direzione che anche Vetropack nella sua vision aziendale e il Comune di Boffalora hanno realizzato. Un investimento nato dalla riqualificazione di un’area già industriale e che quindi non cambia la sua vocazione. Uno stabilimento all’avanguardia, sostenibile, attento al territorio in cui si insedia”.

    Anche il Sindaco di Boffalora sopra Ticino, Sabina Doniselli ha confermato l’importanza che questo nuovo sito rappresenta per il territorio, “L’arrivo di Vetropack già in questi anni di lavori per la costruzione della nuova azienda ha fatto ricadere sul territorio benefici in termini di indotto economico e ha aperto e continuerà ad aprire a Boffalora e al Magentino un ventaglio di opportunità. È un intervento che nasce da una scelta ragionata, una scelta di rigenerazione, un percorso di recupero di un’area dismessa. L’avvio dell’attività di Vetropack è la dimostrazione che una programmazione urbanistica ben fatta è determinante per creare l’ambiente idoneo per lo sviluppo, tanto da renderlo più competitivo di altri per l’insediamento di nuovi siti produttivi”.
    In vista di questa nuova importante sfida, Vetropack ha puntato su Boffalora sopra Ticino e sul Magentino, attraverso la sinergica collaborazione con gli istituti formativi locali e avviando delle “Scuole del Vetro” per creare un’opportunità di riqualificazione professionale rivolta a tutti i membri della comunità, indipendentemente da età o livello di esperienza.

    Grazie al suo approccio sostenibile e alla sua sensibilità verso il territorio e le sue persone, il progetto apre a nuove possibilità future e indica l’importanza che il mercato italiano riveste per l’intera industria e per l’azienda svizzera. A tal proposito, Stefano Lazzarotto, Console generale di Svizzera a Milano ha affermato “Uno dei compiti del Consolato generale di Svizzera a Milano è quello di fungere da supporto alle aziende svizzere attive sul suo vasto circondario consolare, che si estende dal Piemonte al Friuli-Venezia Giulia fino alla Liguria e all’Emilia-Romagna. È pertanto con particolare piacere che partecipo all’inaugurazione del nuovo stabilimento produttivo Vetropack Italia a Boffalora sopra Ticino, alle porte di Milano, segno tangibile della forte presenza svizzera sul mercato italiano ed europeo. Un importante investimento per il potenziamento della capacità produttiva nel segno dell’efficienza e della sostenibilità”.

    In chiusura della conferenza stampa sono intervenute tre cariche importanti del Gruppo Vetropack, a cominciare da Claude Cornaz, Presidente CdA Vetropack Holding che ha sottolineato “Oggi è un giorno speciale per noi e che sicuramente ricorderemo a lungo. È il giorno in cui i progetti che abbiamo perseguito prendono finalmente forma e giungono a una conclusione, almeno temporanea. L’evento di oggi segna, anche se può sembrare ironico, la fine del nostro “Progetto Futuro” e allo stesso tempo il punto di partenza di ciò che abbiamo pianificato qui in Italia per il domani di Vetropack. Il vero “Progetto Futuro” inizia con l’apertura ufficiale di questa sede, qui e ora!”.
    Anche Johann Reiter, CEO Vetropack Group ha ribadito la centralità di questo nuovo stabilimento per le sfide future del Gruppo “Fin dall’inizio, Boffalora si è rivelato un impianto capace di aprirci nuove prospettive e di stabilire una direzione per lo sviluppo del nostro gruppo e dell’industria nel suo complesso. Essendo un vero e proprio progetto per il futuro, la nostra sede italiana esemplifica gli elevati standard che abbiamo per noi stessi come Gruppo, per i nostri processi produttivi e per i nostri prodotti: vogliamo essere leader sia nel mercato che nella tecnologia. Oltre a Boffalora, che occupa indubbiamente una posizione di rilievo, stiamo realizzando progetti analoghi anche nelle altre nostre sedi. Perseguiamo i nostri obiettivi convinti che esista un mercato in crescita per le moderne soluzioni di imballaggio in vetro e che con i nostri prodotti possiamo contribuire allo sviluppo sociale. Un sentito ringraziamento al personale italiano che ha accettato di trasferirsi a Boffalora, dimostrando fiducia e identificazione con l’azienda. Un gesto importante che ci permette di custodire il know-how, fattore per noi indispensabile, perché la più grande fabbrica del futuro non è nulla senza le persone che vi lavorano”.

    Infine, Sergio Antoci, AD Vetropack Italia ha così concluso “L’Italia è sempre stata considerata un mercato strategico per il Gruppo Vetropack. Un mercato con una grande tradizione vinicola e alimentare, un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale e marchi con decenni di storia alle loro spalle. Quello italiano è un mercato dinamico, certamente competitivo e sempre in crescita. Per noi questo si traduce in grandi opportunità. Siamo tra i maggiori produttori di contenitori in vetro in Europa e vogliamo continuare a crescere e migliorarci. Ed è proprio la Strategia del Gruppo di voler essere presente nel territorio locale, non solo come centro logistico che si limita a importare prodotti dall’estero, ma come polo produttivo. Per questo, ci siamo operati per fare di questo nuovo stabilimento, il fiore all’occhiello del Gruppo in termini di sostenibilità, innovazione ed efficienza produttiva”.

    Gruppo Vetropack
    Vetropack permette alle persone di consumare cibo e bevande nel modo più sicuro possibile, offrendo soluzioni che uniscono raffinata eleganza e massima affidabilità. Per noi il vetro è l’opzione più sostenibile quando si parla di packaging, ed è il materiale perfetto per conservare i prodotti alimentari in maniera sicura. Con il nostro approccio olistico Service plus+ aiutiamo i clienti a ottimizzare la loro filiera e garantire la sicurezza dei consumatori. I rapporti stretti e a lungo termine sono il tratto distintivo delle nostre collaborazioni con i partner. Consapevoli della nostra responsabilità ambientale e dell’importanza dell’efficientamento dei costi, puntiamo a ridurre al minimo la nostra impronta di carbonio in tutta la filiera e consideriamo il riciclo l’elemento chiave per ottimizzare il ciclo di vita dei prodotti. Il Gruppo Vetropack è tra i leader europei nella produzione di contenitori in vetro per il settore food & beverage, con circa 4.000 dipendenti e ricavi netti pari a 899,4 milioni CHF nel 2022. Vetropack ha una rete di stabilimenti all’avanguardia e uffici commerciali e di distribuzione che copre Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Croazia, Slovacchia, Ucraina, Italia, Moldavia e Romania.

  • C’era una volta la Ca’ del Boia. Pioggia, silenzio, senza canti e senza suoni

    C’era una volta la Ca’ del Boia. Pioggia, silenzio, senza canti e senza suoni

    Che tristezza passare un martedì mattina autunnale di pioggia davanti alla ‘Ca’ del Boia’, così ribattezzata dai magentini d’antan e per quasi tutti gli altri già e ben nota come Ideal. Ieri, mentre eravamo in stazione, abbiamo fatto due passi in prossimità dello storico edificio che è stata per decenni la casa della sinistra cittadina, ma non soltanto.

    Al piano terra l’Ideal ha ospitato dagli anni 80 i concerti di Manuel Agnelli, degli Africa Unite, gli spettacoli di Bebo Storti e di Aldo Giovanni e Giacomo. Hanno suonato i Gamba de Legn e ci ha fatto un servizio persino Rick Hutton di Videomusic. In tempi più recenti ha suonato più volte dal vivo anche il grande Gigi Cifarelli. Adesso invece regna soltanto il silenzio. Al piano terra niente bar e ovviamente niente musica. Le gestioni succedutesi sono tante, l’Ideal con diversi nomi e versioni è sopravvissuto persino al Covid. Ma da alcuni mesi, come detto, soltanto un tetro e silente spazio chiuso al pubblico.

    Al primo piano è durata diversi anni la sala da ballo che Franco Palmieri aveva rilanciato riportando ad una delle vocazioni originarie dello stabile: appunto i pomeriggi e le serate danzanti. Un esperimento che stava funzionando ma che nei primi mesi del 2023 ha cessato di esistere, complice (anche) l’incendio della scorsa primavera, quando un fumo denso aveva fatto accorrere diversi mezzi dei Vigili del Fuoco al locale durante la serata di venerdì, 28 aprile 2023. L’incendio aveva coinvolto una zona esterna al locale che non aveva strumenti elettronici. Si trattava di un magazzino posizionato cortile: per fortuna non era stato intaccato lo stabile della Cooperativa e non si erano verificati danni a persone.

    Dopo il susseguirsi delle gestioni, i tentativi di ripartenza (e le fiamme di primavera) all’Ideal resta davvero poco di quello che fu. Ed è un peccato perché un certo modo di intendere la socialità, di proporre musica dal vivo o spettacoli sembra definitivamente tramontato. La speranza tuttavia non muore di certo, così come la Coop Rinascita che è proprietaria dello stabile: i mesi che passano silenti, tuttavia, di certo non aiutano. Nel frattempo, col passare dei mesi e l’avvento ormai prossimo dei mesi freddi, il grigio pare avvolgere sempre di più la Ca’ del Boia.

    F.P.

  • Ragazza morta sulle giostre a Galliate, oggi udienza a Novara: indagati anche sindaco e comandante PL

    Ragazza morta sulle giostre a Galliate, oggi udienza a Novara: indagati anche sindaco e comandante PL

    Una ragazzina di 15 anni che perde la vita su una giostra del luna park la sera della festa per il suo compleanno, una famiglia distrutta dal dolore, una intera comunita’ che si interroga sui tanti perche’. E’ la storia di Ludovica Visciglia, giovanissima studentessa di Galliate, nel Novarese che il 12 marzo 2022 e’ morta a causa dell’impatto contro un albero accanto al quale la giostra era stata posizionata.

    Troppo vicino, secondo la perizia tecnica. Oggi compaiono davanti al Giudice dell’Udienza preliminare le persone che secondo le risultanze delle indagini della Procura di Novara “ciascuno nell’ambito delle rispettive funzioni” contribuirono “per negligenza, imprudenza, imperizia nonche’ nella violazione delle loro attribuzioni” a causare la morte di Ludovica. Tra loro ci sono anche il sindaco di Galliate Claudiano Di Caprio e il Comandante della Polizia locale Angelo Falcone, oltre a Dario Allegretti, il professionista che aveva firmato l’autorizzazione per l’installazione della giostra, Graziano Minero il professionista che aveva redatto la certificazione di legge della giostra e il proprietario della giostra, Luca Massimiliano Ferri.

    “Cara Ludo, ormai è passato un anno e sono cambiate tante cose. Una nuova classe, nuovi professori, nuovi compagni: ti saresti trovata bene, tu che eri così curiosa e aperta a sfide che ti mettessero a dura prova”. Inizia così la lettera che le avevano scritto i suoi compagni di classe del liceo Carlo Alberto di Novara ad un anno di distanza, la scorsa primavera. “Vogliamo ricordarci in questo giorno speciale di tutte le tue passioni: il tuo amore per la musica, per la lettura (a proposito abbiamo letto Cime tempestose sapendo che è il tuo libero preferito), per le moto e anche per le cose più semplici come il tuo cappuccino con la cannella che a tua detta era sublime. Ma per noi rimane come impegno da portare avanti il tuo attivismo sul fronte dei diritti delle donne; i tuoi interventi ci hanno inizialmente spiazzato, l’entusiasmo che ti animava ci ha coinvolto e ci ha aperto un nuovo modo di guardare le cose, meno privato e più politico.

  • Vetropack pronta a entrare nella storia nell’Est Ticino: inaugurazione col ministro Adolfo Urso e il presidente Attilio Fontana

    Vetropack pronta a entrare nella storia nell’Est Ticino: inaugurazione col ministro Adolfo Urso e il presidente Attilio Fontana

    La più grande opera di reindustrializzazione dell’Est Ticino è ormai compiuta. Vetropack si è insediata a Boffalora sopra Ticino dopo un’imponente opera di bonifica, smaltimento e sistemazione dell’area ex Saffa: il cronoprogramma è stato sostanzialmente rispettato, considerando che la totalità dell’operazione (tra le più importanti compiute negli ultimi anni in Italia) si è concretizzata a ridosso del periodo Covid e post Covid.

    Adesso è venuto il momento di raccogliere i frutti: mercoledì ci sarà la cerimonia di inaugurazione al cospetto di moltissime autorità, dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso al Presidente di Regione Lombardia Attiflio Fontana. Un passaggio fortemente simbolico che sancirà l’ingresso a pieno titolo di Vetropack, player di livello internazionale nel mercato di riferimento, ossia la produzuione di vetro.

    La storia italiana della multinazionale svizzera si rafforza nel luglio 2015, quando Vetropack ha rilevato la vetreria italiana di Trezzano sul Naviglio, fondata nel 1960, annettendola alla propria struttura organizzativa con il nome di Vetropack Italia S.r.l. Con questa mossa Vetropack si è creata una solida posizione a lungo termine nell’importante mercato italiano.

    Successivamente, questo il passaggio che riguarda Boffalora e l’Est Ticino, Vetropack inaugura la nuova vetreria dentro l’ex Saffa nel 2023, in sostituzione di quella di Trezzano. Questo investimento di oltre 400 milioni di franchi svizzeri risponde alla crescente domanda e soddisfa standard di qualità sempre più severi. Occupando una superficie di 347.000 m2 , il nuovo stabilimento garantirà un aumento del 70% della capacità produttiva, assicurando al contempo massima flessibilità, efficienza e sostenibilità.

    Dopo un anno e mezzo di lavori, la multinazionale del vetro ha quindi avviato il processo di riscaldamento dei due forni nel nuovo stabilimento di Boffalora. I forni sono stati gradualmente portati a temperatura e riempiti nell’arco di alcuni giorni, in vista dell’avvio della produzione. Al momento dell’inaugurazione ufficiale, quini dalla fine del corrente mese, il nuovo impianto high-tech di Vetropack arriverà al raggiungimento dell’obiettivo di produzione. Ma è il valore simbolico ad essere parimenti importante rispetto a quello economico: dopo decenni di deindustrializzazione, torna la produzione in uno spazio che ha segnato la storia (non solo industriale) del ventesimo secolo nell’Est Ticino. Dopo la gloriosa storia di Saffa, icona che rimarrà per sempre scolpita, ora inizia ufficialmente la stagione di Vetropack.

  • Tensione all’hub Esselunga di Novara

    Tensione all’hub Esselunga di Novara

    Tensione ieri all’hub logistico della catena di grande distribuzione Esselunga, che ha sede a Biandrate, alle porte di Novara. Nello stabilimento dove si lavorano pesce, ortofrutta e altri prodotti freschi destinati a tutti i punti vendita nel nord Italia, e’ in corso una vertenza che vede contrapposti l’azienda che gestisce per conto di Esselunga i magazzini novaresi, la “Brivio e Vigano’”, e i sindacati dei lavoratori, in particolare i sindacati autonomi UL Cobas e Slai Cobas.

    La protesta ha avuto origine dopo la sospensione – che i sindacati definiscono “immotivata” – da tutte le mansioni di almeno 35 lavoratori, tutti over 50, che, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, si sono trovati nell’impossibilita’ di recuperare gli effetti personali lasciati in azienda. Tra venerdi’ e sabato i lavoratori – che sono in tutto 560 – hanno bloccato l’entrata e l’uscita dei camion, creando una vera e propria paralisi che ha avuto conseguenze sulle consegne: in gran parte dei negozi Esselunga gli scaffali del fresco sono rimasti vuoti. Solo l’intervento della forza pubblica ha convinto – senza la necessita’ di cariche – i manifestati a rimuovere il blocco.

    A Biandrate, nel momento piu’ teso della protesta, e’ arrivata anche l’amministratore delegato di Esselunga Marina Caprotti. La rimozione del blocco non ha comunque determinato la fine dello sciopero, che continua anche in queste ore. A tentare una mediazione e’ il Prefetto di Novara Francesco Garsia, che in giornata dovrebbe incontrare i sindacalisti dei Cobas. L’orario dell’incontro non e’ stato ancora fissato. La tensione resta comunque alta.

  • Silvia Sardone e la sua famiglia messe sotto scorta: minacce di morte  dai fanatici di Allah

    Silvia Sardone e la sua famiglia messe sotto scorta: minacce di morte dai fanatici di Allah

    “Visto il mio modo di fare politica – spiega a Libero – vuol dire avere delle compressioni della mia liberta’, ma va bene cosi’, io di certo non mi fermo, non ho paura e vado avanti a testa alta. Dal 2021 a oggi ho depositato sei denunce collettive verso chi mi ha minacciato e altre ne presentero’”.

    “Da qualche giorno sono stata messa sotto scorta a causa dell’aumento considerevole delle minacce di morte a me e ai miei figli da parte di utenti di fede islamica per le mie posizioni sul velo islamico, sull’islamizzazione dell’Europa e sulle moschee abusive. Evidentemente per questi estremisti e’ particolarmente fastidioso che a esprimere certe idee sia una donna libera e non sottomessa e in silenzio come piacerebbe a tanti di loro.
    Anche recentemente ho segnalato agli organi competenti le nuove minacce di morte che mi sono state inviate sui social e via mail”, spiega Sardone in una nota.

    “Nonostante le ovvie preoccupazioni in famiglia – prosegue – continuerò a esprimere liberamente le mie opinioni, non arretro sui nostri valori messi in pericolo dall’estremismo: e’ una battaglia che vale la pena combattere! Credo fermamente che in Europa e anche in Italia ci siano pericoli di radicalismo e di un’islamizzazione crescente delle nostre città: di fronte a un islamismo che prende forza e’ preoccupante che ci sia un atteggiamento debole, in particolare delle istituzioni europee, che rispondono con il buonismo e il politicamente corretto a imposizioni, come quella sul velo islamico, che ledono i diritti delle donne”.

    “Difendere la nostra identita’ e i nostri valori e’ una lotta che voglio continuare a portare avanti, con orgoglio e passione. Per questo e’ importante essere presenti alla manifestazione di sabato 4 novembre a Milano dove saremo in tanto per ribadire i valori delle liberta’ e della democrazia, della lotta al terrorismo, all’antisemitismo e al fanatismo islamista”, conclude.