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  • Sicurezza. Operazione SMART: gli esiti dei controlli nel Magentino ed ex Statale 11

    Si è svolta nella notte in tutta la Regione l’operazione S.M.A.R.T, acronimo di Servizio monitoraggio aree a rischio del territorio, che Regione Lombardia promuove, finanzia e coordina da venti anni. All’operazione hanno aderito 12 dei Comandi appartenenti al Patto Locale di Sicurezza Urbana del Magentino, Abbiatense ed ex SS 11.

    MAGENTA – In particolare, presenti Magenta, Abbiategrasso, Ossona, Marcallo, Sedriano, Settimo Milanese, Cornaredo
    Bareggio, Boffalora e Santo Stefano, Arluno e Vanzago per un totale di 43 operatori tra comandanti, agenti ed ufficiali.
    Qualche dato dei controlli effettuati nei territorio del Patto: 140 i veicoli controllati,
    43 i verbali del Codice della Strada, 3 veicoli sottoposti a fermo e sequestro, 230 i conducenti sottoposti a test alcomelico, 2 patenti ritirate.
    ‘Ringrazio tutti gli operatori di Magenta e dei Comandi coinvolti e Regione Lombardia per questa opportunità. Una serata e una notte di controlli di sicurezza
    che sono un’appendice significativa del lavoro importante e del presidio prezioso svolti quotidianamente dalla Polizia Locale e dalle forze dell’ordine”. E’ il commento del Vicesindaco Enzo Tenti.

  • Operazione Smart: ieri sera 4294 controlli, anche a Magenta e Legnano. 57 patenti ritirate

    MILANO MAGENTA Controllati 4294 veicoli, emessi 621 verbali di infrazione al Codice della strada, effettuati 39 tra fermi e sequestri, sottoposti ad alcool test 3354 guidatori (63 positivi), 8 positivi all’uso di sostanze stupefacenti e ritirate 57 patenti.

    Sono questi i numeri dell’operazione Smart 2023 (Servizio monitoraggio aree a rischio del territorio) che si è svolta ieri sera coordinata dall’assessore regionale alla Sicurezza e Polizia locale Romano La Russa, in collaborazione con Prefettura, Carabinieri e Polizia di Stato, che si è svolta sabato sera sulle strade di 126 Comuni delle province di Milano e di Brescia impiegando 450 agenti.

    OLTRE 500 AGENTI IMPEGNATI, SEGNALE PRECISO, PREVENZIONE E PRESENZA SUL TERRITORIO – Il ‘via’ all’operazione è scattato alle 20 da Piazza Gramsci a Cinisello Balsamo per poi proseguire in tutti i 126 Comuni coinvolti. In tutto, sono stati impegnati 260 mezzi operativi della polizia locale e 136 strumentazioni come alcol e drug test. L’operazione Smart, giunta alla 43 esima edizione, è finanziata da Regione Lombardia attraverso l’assessorato alla Sicurezza e andrà avanti per tutto il periodo estivo.

    “Con le operazioni Smart vogliamo dare un segnale preciso della presenza concreta della polizia locale e delle forze dell’ordine sul territorio, sia sul versante della sicurezza stradale che della sicurezza urbana- ha dichiarato l’assessore La Russa – e gli ottimi risultati delle attività di ieri sera ne sono una conferma. La loro presenza svolge già da sola una funzione di deterrenza. I controlli sulle strade sono fondamentali, in modo particolare nei week end quando aumenta il rischio di incidenti legati alla guida in stato di ebrezza e di alterazione da sostanze”.

    RINGRAZIAMENTO AD AGENTI E FFOO PER GRANDE PROFESSIONALITÀ – “Agli agenti delle polizie locali che hanno partecipato alle operazioni e ai rappresentanti delle forze dell’ordine, Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato in particolare, va il mio ringraziamento e quello di Regione Lombardia – sottolinea La Russa -. Si tratta di professionisti che operano sulle strade con tutti i rischi che ciò comporta e questi risultati sono possibili lo dobbiamo, innanzitutto, alla loro preparazione. Ringrazio, inoltre, la Polizia Stradale di Milano per i servizi aggiuntivi effettuati nella notte che hanno portato al controllo di altri 106 veicoli e al ritiro di ulteriori 10 patenti”.

    126 COMUNI COINVOLTI E 30 CAPOFILA– I 30 Comuni capofila che hanno aderito allo Smart sono così suddivisi. Quattordici in provincia di Milano: Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni, Milano, Magenta, Legnano, Paderno Dugnano, San Donato milanese, Cormano, Cassina de’ Pecchi, Corsico, Trezzo sull’Adda, Trezzano sul Naviglio, Pieve Emanuele, Rozzano. Altri sedici tra Comuni ed enti in provincia di Brescia: Brescia, Bagnolo Mella, Castenedolo, Chiari, Comunità Montana Valle Sabbia, Gardone Val Trompia, Ghedi, Leno, Palazzolo sull’Oglio, Provincia di Brescia, Prevalle, Rezzato, Rovato, Sirmione, Unione Valtenesi, Iseo.

  • A Boffalora oggi non si naviga per la Cuccagna

    Il tradizionale appuntamento è fissato per le 16,30 di questo pomeriggio

    BOFFALORA SOPRA TICINO – Con ordinanza del Presidente del Consorzio n. 28 del 25 luglio 2023 è stata disposta l’interdizione temporanea della navigazione per qualsiasi tipologia di unità nautica lungo il tratto di Naviglio Grande, ricompreso tra la prog. Km 9+800 e la prog. Km 10+000, all’interno del territorio comunale di Boffalora Sopra Ticino (MI), oggi dalle ore 11.00 alle ore 17.30, per permettere lo svolgimento in sicurezza di una manifestazione folkloristica, la tradizionale Cuccagna sul Naviglio.

  • A Besate in tanti per salutare Gianni Beltrami, che ‘amava le genti del Ticino’

    BESATE- Non è bastata la piccola ma bellissima chiesa di San Michele Arcangelo, a Besate, per contenere tutte le persone venute per rendere l’estremo saluto a Gianni Beltrami, morto a 74 anni da sindaco ed ex Presidente del Parco Ticino.

    C’erano l’eurodeputato Angelo Ciocca, l’onorevole Raffaele Cattaneo, l’assessore regionale Gianluca Comazzi, tantissimi sindaci, ovviamente la presidente del Parco Cristina Chiappa, il consiglio dell’ente, decine di guardiaparco e volontari.+

    Al termine della funzione religiosa sono state lette anche le parole dell’Arcivescovo di Milano, Mario Delpini. Toccanti le parole della figlia lette dall’altare.

    Il Parco del Ticino lo ha voluto ricordare così.

    “Gianni era nel cuore di molti di molti e la cerimonia di oggi ce lo ha dimostrato. Ecco il testo che il direttore del Parco, Claudio De Paola, ha letto al termine della Santa Messa. Gianni ha concluso la sua vita terrena ma continuerà a vivere: per i credenti in Dio, com’era del resto anche lui, nella dimensione ultraterrea. Per tutti col suo indelebile sorriso. Gianni ha compiuto l’ultimo viaggio con la bandiera del Parco sulla propria bara. E’ un modo semplice per significare il legame che ci terrà per sempre uniti a lui.
    Ciao, Gianni

    Gianni Beltrami è una figura di riferimento fondamentale del Parco del Ticino. Ci ha seguito ed accompagnato per moltissimi anni, ben prima di essere nominato Presidente nel 2012, rimanendo in carica fino al 2019. Amava il fiume, i boschi, l’agricoltura, il territorio nel suo complesso e, soprattutto, le genti del Ticino. Le persone sono state sempre importanti per lui: i colleghi del Consiglio di Gestione, il personale del Parco, i residenti o chiunque si rivolgesse a lui per qualsiasi necessità.
    Non ha mai smesso di amare il Parco, di appassionarsi alle sue vicende, di supportare tutti noi nel nostro complesso lavoro. Fino al mese scorso non passava settimana senza che arrivasse una sua telefonata ad uno dei componenti il Consiglio o al sottoscritto. Sempre disponibile, sempre pronto a supportare, sempre focalizzato al risultato, sempre disposto ad accalorarsi per il suo obiettivo: la tutela e la valorizzazione del Parco del Ticino.
    Per ricordarlo e ringraziarlo vorrei citare testualmente un passaggio di uno dei suoi ultimi interventi alla Comunità del Parco, una sorta di testamento morale che ci ha lasciato nel corso di un confronto su una delibera: Da questo punto di vista non posso che condividere e dire e suggerire a voi Consiglieri, la Presidente in primis, gli altri Consiglieri e al Direttore Generale di non demordere neanche di un’ombra, perché mi sentirei anche mortificato, per tutto quello che si è fatto senza poter avere riscontri che fossero oggettivi e dettati dal buon senso. In caso contrario sarebbe un’ipocrisia e io non ho mai preso in giro nessuno in tutta la mia vita. A nome della Presidente, dei componenti il Consiglio di Gestione, dei tecnici, degli amministrativi, dei guardiaparco, dei servizi operativi, dei volontari, del sottoscritto e di tutte le genti del Parco del Ticino ti dico: grazie Gianni!

    Ci aggiungiamo anche noi, che gli eravamo amici: a buon rivederci, Gianni.

    ( ? La foto del suo contagioso sorriso è stata scattata da Norino Canovi )

  • Milano, curatrice di persona disabile gli sottrae 2 milioni di euro (e una Ferrari)

    MILANO Ha approfittato del suo ruolo di curatrice di una persona inabile per sottrarle il patrimonio e riutilizzarlo per investimenti e articoli costosi.

    È di questo che sarebbero responsabili una curatrice, suo marito e suo figlio, tutti indagati dalla Procura di Milano per i reati di peculato, autoriciclaggio e frode informatica. In base alle indagini della Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza – tra il 2011 e il 2021 i tre avrebbero sottratto alla persona inabile 1.372.976,68 euro. Tuttavia i sequestri disposti dall’autorità giudiziaria portano l’ammontare complessivo ad oltre due milioni di euro. Tra questi beni figurano denaro contante, 12 immobili nei comuni di Milano e Riccione, 4 auto tra cui una Ferrari 488 Spider e due cassette di sicurezza contenenti 750mila euro e orologi di lusso. La curatrice e il marito avrebbero usato il denaro sottratto per l’acquisto di beni mobili e immobili, trasferendolo su diversi conti correnti anche all’estero. Il figlio della curatrice è un ex campione italiano di pesi massimi di body building, reo confesso dell’omicidio della moglie nel 2009. Per quel reato era stato assolto per vizio totale di mente e sottoposto per 10 anni alla cura presso un ospedale psichiatrico, decisione poi revocata dal magistrato di sorveglianza nell’ottobre 2014. È stato proprio il figlio ad acquistare immobili a Milano e Riccione, oltre alla Ferrari formalmente intestata ad terzo soggetto residente a San Marino ma in realtà acquistata dal padre tramite bonifico

  • Erin Viancourt – “Won’t Die This Way” (2023) – By Trex Roads

    Qualche anno fa vagando in uno dei tanti gruppi di musica indipendente che seguo sui social, mi sono imbattuto in un pezzo che mi ha davvero conquistato.
    Una di quelle canzoni che non puoi ignorare, così dolcemente retrò e dannatamente attuali e poi la voce arriva e cambia tutto. Una voce dall’intensità quasi irreale e con quel calore da cantante soul. Una di quelle che quando arrivano ti accarezzano l’anima e ti fanno sognare.

    Il titolo era tutto un programma: Playin’ Old Records.
    Ovviamente mi sono messo a fare ricerche, ma niente era un’esordiente e quello era il suo primo singolo. Visto che abito dall’altra parte del mondo, non potevo nemmeno cercarla in qualche locale per andare a vederla dal vivo.
    Mi toccava aspettare e dopo qualche altro singolo stupendo, come Cowgirl del 2020, la voglia di ascoltare di più e di vedere come sarebbe stato il suo esordio è cresciuta esponenzialmente.
    I concerti si sono susseguiti a un ritmo elevato, d’altronde chi vuole farcela negli States ha le opportunità, ma la vita di strada per un musicista non è facile, anche se penso che poi possa dare delle soddisfazioni incredibili.

    Sentire l’effetto che la tua voce e le tue canzoni, quelle che hai scritto magari alle 3 di notte sdraiato sul retro di un bus sopra gli strumenti, hanno sul pubblico deve essere incredibile.
    Una sensazione che Erin Viancourt deve aver provato tantissime volte, ma c’è stata una volta che le ha cambiato la vita per sempre.
    Non so quando e non so dove, però la sua meravigliosa voce ha raggiunto le orecchie del “Re degli Indipendenti”, Mr. Cody Jinks e da quel giorno la carriera di Erin ha subito una svolta.
    Una svolta avvenuta grazie al suo talento sopraffino di songwriter e alla sua voce incredibile, nessuno, per me, lo merita più di lei. Un talento da artista consumata, mentre è solo una giovanissima donna, dall’anima così antica da precorrere i tempi.
    Andare in tour con Cody Jinks e l’all star di talenti che lo accompagnano, l’ha migliorata e le ha date l’opportunità di maturare nel sound e soprattutto di diventare la prima artista della “scuderia” del texano: la Late August Records.
    Un investimento che Jinks ha probabilmente fatto senza neanche pensarci un secondo. Avrà pensato che l’avventura di diventare la casa discografica di un artista, non poteva avere una partenza migliore.

    Ed è così che il primo disco di Erin Viancourt, da Cleveland, Ohio, questo meraviglioso Won’t Die This Way, è anche il primo disco (non di Jinks) della Late August Records.

    Se pensate che questa ragazza ha talento dopo aver ascoltato le 13 canzoni di questo disco, ecco sappiate che ne è anche coproduttrice assieme a Kyle Dreaden e quindi è un talento a 360°gradi. La musica è sua e il sound pure, una vera indipendente d’altronde non poteva che farsi notare dal “capo banda” degli Indipendenti odierni, una coppia annunciata.
    La musica che sentirete uscire dagli speaker già con la prima, Cheap Paradise, è country fuori dal tempo e dalle mode, un sound leggero e solare che la voce suadente e intensa di Erin non banalizzano ed elevano a grandissimo pezzo. Un’ode ai piaceri semplici della vita vera, quella cantata dal country indipendente.

    Crazy in My Mind inizia con quel suono dal sapore honky tonk delle chitarre, un sound suadente di country d’altri tempi, una moderna versione delle grandi del passato. Erin Viancourt ha tutto per diventare, in futuro, anche lei un riferimento.

    Chitarre e movimento e una voce che entra dentro l’anima e non ti molla più. Amici una delle mie preferite del lotto: la country rockeggiante Straight Down the Barrel. Da ballare, da cantare e quanto vorrei essere sotto le assi di un palco e sentirla cantare dal vivo.
    L’assolo di pedal-steel una vera gemma, ma d’altronde la band che sta alle spalle di Erin è qualità assoluta: sentire le tastiere per credere e il sapore quasi soul del sound.
    La ballata Pray è una vetrina per la voce pazzesca della Viancourt, dolce e intensa, il testo non è da meno è si mette in cascina un altro pezzo bellissimo.

    Se però devo scegliere la canzone che dovrebbe convincere un amante della musica cantautoriale di qualità ad ascoltare questo disco, la scelta sicuramente andrebbe su Letters to Waylon.
    Un pezzo country da leccarsi i baffi, semplice e mai banale e che avrebbe certamente reso orgoglioso il Waylon del titolo (Jennings, nda.). Menzione anche qui per la band: il sound è da lode. Fantastici!
    La title track, scritta in collaborazione con Jinks e Kendell Marvel (in pratica due degli autori più leggendari della scena country moderna), è un piccolo capolavoro: intensa, suonata alla grande e una voce incredibilmente espressiva che ci parla della assoluta complessità del cuore umano.
    Una canzone che fa trasparire anche le influenze che la Viancourt ha nel suo modo di scrivere: da Jerry Jeff Walker a Patsy Cline e lo fa sempre con personalità e un carattere che non è comune in un’artista così giovane. Per di più al suo esordio.
    Un altro pezzo da consegnare ai posteri, così come lo stupendo assolo.
    Il primo singolo uscito e cioè Should’ve Known Better ha un incedere quasi epico e diventa poi una splendida canzone fra country e rock americano. Il segreto è sempre la voce, sempre lei: così suadente e allo stesso tempo grintosa, come se in un barattolo di miele aveste aggiunto un peperoncino messicano.
    E l’assolo amici? Rock and roll baby!
    Un esordio che ho atteso per oltre 3 anni e che ha di gran lunga superato tutte le speranze che avevo di aver trovato una delle mie artiste preferite di sempre.
    13 canzoni di una potenza espressiva e poetica senza tempo e cantate con una voce che non può lasciare indifferenti le vostre orecchie e le vostre anime.
    Erin Viancourt è un talento come ne nascono pochi, lo si era capito subito dopo il singolo del 2019, ma oggi con questo esordio abbiamo il certificato di origine controllata, timbrato e firmato da Cody Jinks.

    Signore e signori volete un album di musica di qualità? Bene non esitate e mettete sul piatto questo disco, diventerete così anche voi fan di un’artista di cui sentiremo parlare a lungo.

    Erin continua a cantarci “vecchie canzoni” e non smettere mai.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.altervista.org

  • Stalking: perseguitava la sua ex anche in vacanza, arrestato a Novara

    Ancora un arresto per stalking a Novara. La polizia ha infatti eseguito l’ordinanza di sostituzione della misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Novara, e ha arrestato un giovane residente in citta’ gia’ condannato per aver perseguitato la ex fidanzata

    NOVARA – Il ragazzo, che era stato sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla donna, e’ ora finito in carcere. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Squadra mobile, il giovane, che non aveva accettato che la ex non avesse piu’ intenzione di avere contatti con lui, avrebbe messo in atto una serie di comportamenti persecutori, arrivando a rintracciare la ex compagna sui social network e di persona, monitorandola costantemente, anche in vacanza, e seguendola nei suoi spostamenti. Nonostante il divieto di avvicinarla, infatti, il ragazzo continuava a cercare la ex, anche tramite i suoi amici, che contattava costantemente per farle sapere che era a conoscenza dei suoi spostamenti e delle sue abitudini. Dopo l’ultima denuncia presentata dalla donna mentre si trovava in vacanza, le indagini della polizia hanno permesso di ricostruire gli episodi di stalking messi in atto dall’uomo, che e’ stato quindi arrestato

  • Stuprata mentre faceva jogging: confessa il 26enne marocchino fermato dai CC

    Abdelfatah Ennakach ha confessato di aver violentato lo scorso 23 dicembre la donna di 40 anni che stava facendo jogging nella zona Cascina Nesporedo, a Locate Triulzi (Milano). Le ammissioni del 26enne, fermato il 25 luglio dai carabinieri a San Donato Milanese, sono state fatte nel corso dell’udienza di convalida davanti alla gip Daniela Cardamone. “Non la conoscevo e sono dispiaciuto per quanto successo”, ha detto Ennakach, difeso dall’avvocato Massimiliano D’Alessio.

    LOCATE TRIULZI MI – La donna ha raccontato che, mentre stava correndo nei pressi della cascina, è stata aggredita “di sorpresa alle spalle” dall’uomo che le ha chiuso “la bocca per impedirle di urlare” e di “chiedere aiuto”. E l’ha, poi, “trascinata con forza nella boscaglia”. La vittima, dopo aver chiamato i carabinieri, è riuscita a fornire una sommaria descrizione del violentatore. Le indagini sono partite da alcuni oggetti sequestrati in quell’area: uno scontrino, una busta e una vaschetta.

    Poi gli investigatori hanno effettuato una serie di appostamenti e raccolto informazioni nella zona, territorio di spaccio. Sono riusciti così a risalire all’utenza telefonica di uno dei pusher più attivi, proprio il 26enne marocchino, e i tabulati hanno confermato che l’utenza quel giorno era nella zona della violenza sessuale. E sono stati sentiti, poi, alcuni ‘clienti’ dello spacciatore, che si faceva chiamare “zio” o “Abdul” e che aveva anche un alias di copertura. Dopo quel fatto del 23 dicembre, ha raccontato una testimone, era “sparito dalla circolazione”. Anche altri testi, sempre suoi clienti, hanno evidenziato il suo “atteggiamento sessualmente molesto”. Una donna ha messo a verbale che nei primi giorni di gennaio sarebbe stata molestata da lui.

    In un caso aveva pure già tentato di “trascinare via” una donna. Poi, gli esiti degli accertamenti scientifici del Ris di Parma sulle impronte trovate sugli oggetti sequestrati, in particolare sulla vaschetta, hanno confermato che un’impronta apparteneva al 26enne. E le analisi delle tracce biologiche, infine, hanno fornito un’ulteriore certezza sull’identificazione. Il giudice nel disporre il carcere spiega che il giovane, irregolare e senza fissa dimora, potrebbe scappare e commettere altri abusi. Ha agito, scrive il gip, con una “modalità rapida” e con una “accurata scelta della vittima”, quando “non c’erano persone presenti” nella zona.

  • Parata di vip per Mario Mantovani, che festeggia il compleanno con Ignazio La Russa e lo stato maggiore di Fdi (e il sindaco di Ozzero..) Auguri all’impenitente visionario

    CUGGIONO “Perché un’esistenza sia felice, è indispensabile che in essa trovi spazio il piacere, e quindi “un pizzico di follia”. Ma anche nell’ambito dei rapporti umani, dal matrimonio all’amicizia, è grazie ala Follia se i vincoli personali resistono felicemente, appunto “nutrendosi di adulazioni, scherzi, di indulgenza, di errori, di dissimulazioni”.

    Ugualmente la tenuta dei rapporti sociali, e quindi l’esistenza stessa della società, dipendono dall’ausilio della Follia.

    La Follia, soprattutto, rappresenta l’unica guida per accedere alla vera sapienza: poiché tutte le passioni, tutti gli umani errori e tutte le umane debolezze, rientrano nella sfera della Follia, il vero saggio è chi che si lascia guidare dalle passioni. Precisa l’autore che questi elementi emotivi “non solo assolvono la funzione di guide per chi si affretta verso il porto della sapienza, ma nell’esercizio della virtù vengono sempre in aiuto spronando e stimolando, come forze che esortano al bene”.

    Erasmo Da Rotterdam scrisse l’Elogio della Follia per gli uomini della foggia di Mario Mantovani, che oggi compie 73 anni. Ha voluto festeggiare come usa ormai da anni, avvolto, cinto, abbracciato da quel popolo variegato, variopinto e per alcuni versi eccentrico che lo segue (o insegue) da decenni. Bagno di folla politico e centinaia di amici e amiche ieri sera in villa Clerici a Cuggiono, dove Mario Mantovani ha riunito lo stato maggiore di Fratelli d’Italia.

    Il Presidente del Senato, il Ministro del Turismo, parlamentati, senatori, assessori e consiglieri regionali; il palco li reggeva tutti, dal più grande per importanza- Ignazio La Russa- al sindaco della piccola Ozzero, Guglielmo Villani. Tutti importanti, per Mantovani, giacché espressione della volontà popolare. Eletti, amministratori, persone animate da quello stesso sacro fuoco che lui fa ardere senza sosta, e senza che neppure la lunga vicenda giudiziaria ne abbia scalfito la forza e l’imponente, assoluto desiderio di essere parte viva di quell’organismo che per alcuni è una corrente, ma che uno sguardo meno disattento ‘decritta’ come qualcosa di molto diverso.

    Festa della libertà c’è scritto, e libertà deve e dovrà essere, ora e sempre. Altrimenti semplicemente non esiste, la politica di e con Mantovani.

    E così, archiviata l’ennesima surata di successo, sorrisi, strette di mano e applaui fragorosi, si va in vacanza con la mente rivolta al 9 giugno 2024, quando ci saranno le Elezioni Europee. E tutti, benché per ovvie ragioni l’argomento sia ancora tabù, sanno quanto il popolo di Mario Mantovani si aspetta. Come hanno sostanzialmente detto ieri sera sia Daniela Santanché sia Ignazio La Russa.

    Avanti con coraggio, verso un tempo nuovo (il copyright è il suo).

    C’è solo una cosa che non cambia: la politica, il consenso, l’espressione della volontà popolare. Tertium non datur. E’ tutta una questione di lucida follia.. Tanti auguri anche da noi, senatore.

    F.P.

    Qualsiasi cosa siano soliti dire di me i mortali, e infatti non sono così sciocca da non sapere quanto si parli male della follia anche da parte dei più folli, tuttavia sono io, io sola, ve lo posso garantire, che ho il dono di riuscire a rallegrare gli dèi e gli uomini. Eccone la prova: non appena mi sono presentata a parlare dinanzi a questa numerosa assemblea, tutti i volti si sono improvvisamente illuminati di una certa nuova e insolita letizia; subito le vostre fronti si sono spianate, subito mi avete applaudito con una risata così lieta e amabile che mi sembra di trovarmi dinanzi a un consesso degli dèi di Omero, come loro tutti ubriachi di nettare e nepente, mentre prima ve ne stavate lì seduti tutti imbronciati e tristi, come se foste appena usciti dall’antro di Trofonio.

  • Boffalora, incidente frontale: 4 feriti

    BOFFALORA Incidente a Boffalora sopra Ticino verso le 17.30 di ieri. Due i veicoli coinvolti provenienti in senso opposto che si sono scontrati frontalmente all’altezza di via Circonvallazione incrocio con via San Defendente. La dinamica è ancora da chiarire.

    Dalle prime informazioni uno dei due veicoli avrebbe svoltato a sinistra senza accorgersi che arrivata un’altra auto. L’impatto frontale è stato praticamente inevitabile. Tre gli equipaggi dei vigili del fuoco intervenuti, oltre all’autoinfermieristica e agli equipaggi della Croce Azzurra di Buscate e della Croce Bianca di Magenta. I rilievi sono stati effettuati dalla Polizia locale di Boffalora sopra Ticino. Quattro le persone che hanno riportato ferite. Due sono stati trasferiti all’ospedale di Legnano in codice giallo e gli altri due a Magenta.