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  • Magenta, bando ‘Restiamo Insieme’: arrivano i fondi da Regione Lombardia. E’ la prima volta

    Magenta, bando ‘Restiamo Insieme’: arrivano i fondi da Regione Lombardia. E’ la prima volta

    Il Comune di Magenta ha ottenuto il finanziamento di Regione Lombardia per aver partecipato al Bando ‘Restiamo Insieme’, che prevede la realizzazione di un programma di iniziative rivolte all’infanzia e all’adolescenza (0 -17 anni) per il periodo dal 1 luglio 2023 al 29 febbraio 2024.

    MAGENTA/LOMBARDIA – “E’ la prima volta che il Comune di Magenta accede a questo tipo di finanziamento; un bel risultato che, con il nostro Ente capofila, premia la collaborazione di alcune realtà che operano sul territorio a favore dei minori”, è il commento dell’Assessore alle Politiche Giovanili e alle Politiche per la Famiglia Mariarosa Cuciniello. 

    L’entità del contributo per Magenta per il progetto presentato, dal titolo “Restiamo insieme…se ti va?”, ammonta a 65 mila euro Partner del progetto sono Albatros Coop. Soc. Onlus, la Parrocchia San Martino, l’Azienda Speciale Consortile Servizi alla Persona.

    “Due le azioni specifiche su cui si basa il progetto: la promozione del protagonismo giovanile con laboratori inclusivi ed iniziative di aggregazione e percorsi individualizzati di sostegno e tutoring con l’educativa di strada, curati per noi da Albatros per attività estive e autunnali. Sono previsti interventi a supporto dell’inclusione dei minori (3-17 anni) con disabilità e fragilità nell’ambito delle attività estive e di soggiorni brevi tramite l’assistenza individuale di personale educativo a supporto dell’inserimento dei minori, per consentire loro di vivere le esperienze nei centri estivi oppure in soggiorni brevi in località turistiche organizzati dagli Oratori, tutto questo per consentire maggiore inclusione e superamento degli ostacoli fisici e psicologici che spesso comportano l’esclusione da tali esperienze, che invece possono essere molto significative, in particolar modo durante l’età evolutiva”.

  • Nubifragio nell’Altomilanese: colpite Parabiago, Vanzaghello e Busto Arsizio

    PARABIAGO Un violento nubigrafio si è abbattuto sull’Alto Milanese dove, intorno alle 13.40 è esplosa una bomba d’acqua.

    La zona più colpita è quella tra Rho e Busto Arsizio, al confine con il varesotto. Tra i comuni del circondario danni si sono registrati in particolare a Parabiago, in provincia di Milano, dove le strade si sono completamente allagate, alcuni tetti sono stati divelti e sono caduti diversi alberi: un grosso albero è caduto su una casa dove pare non vi fosse nessuno. Al momento non risultano persone coinvolte. Rami e strade allagate anche tra Gerenzano e Busto Arsizio.

    Danni anche a Vanzaghello, come riporta lo stesso sindaco Arconte Gatti: “Nella giornata di oggi il nostro territorio è stato oggetto di significativi temporali e rovesci di pioggia che, presumibilmente, proseguiranno sino a sera.

    Questo evento meteorologico particolarmente forte ha causato la caduta di alcuni alberi o rami, già rimossi o che saranno a breve rimossi. Gli Amministratori, l’Ufficio Tecnico e la Polizia Locale sono sul posto per verificare eventuali disagi e per intervenire prontamente. Siamo in stretto contatto con i volontari della Protezione Civile di Castano Primo e con i Vigili del Fuoco, consapevoli che dovranno intervenire su un vasto territorio dando priorità alle situazioni più gravose. Raccomandiamo a tutti la massima attenzione e chiediamo di segnalare eventuali situazioni pericolose, al fine di poter prontamente intervenire”

    L’Italia intanto è ancora nella morsa del caldo anche se è spezzata in due, con il maltempo che continua a flagellare tutto il Nord Italia. Domani sono 16 le città da bollino rosso: Bari, Cagliari, Campobasso. Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti e Roma.Bollino giallo per Ancona, Bologna, Bolzano, Trieste e Venezia. Bollino verde, invece, per Verona, Torino, Milano, Genova e Brescia.

  • Appello del Comitato Pontenuovo: la Variante alla Statale 11 s’ha da fare

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    Lettera aperta variante SS11 in Pontenuovo In questi giorni il consiglio comunale di Boffalora ha votato all’unanimità un ricorso contro la variante di Pontenuovo, inclusa nel progetto di collegamento “Malpensa -Vigevano”.

    E’ l’ennesimo ricorso che mette a rischio un’opera fondamentale per la viabilità della nostra frazione, anzi delle due frazioni in cui è divisa Pontenuovo: Magenta e Boffalora stessa. Sono passati ormai trenta anni dalla prima volta in cui si è iniziato a parlare di quest’opera e fin da subito il “Comitato per Pontenuovo” si è attivato affinché fosse realizzata, tenendo conto delle esigenze di tutti, soprattutto quelle dei residenti ini Pontenuovo di Magenta e di Boffalora. Crediamo, infatti, da sempre che lo scontro e le vie legali non possano essere la soluzione a un tema così delicato, ma che anzi l’unica strada percorribile sia quella del dialogo, in particolare tra le due Amministrazioni comunali di Magenta e Boffalora. La politica locale, di ogni colore e bandiera, in tutti questi anni ha preferito lasciare ad altri l’onere di provare a risolvere il problema di Pontenuovo e di chi lo attraversa. Ci si è trincerati dietro ad altri enti sovracomunali o a secchi “no”. Questo continuare a rimandare, a non prendere sul serio il problema, a non dialogare ha portato oggi a subire un progetto calato dall’alto. Per questo, invitiamo, ancora una volta, i due sindaci a sedersi ad un tavolo, con il commissario Anas, per provare a trovare finalmente una soluzione, per il bene di tutti! O per lo meno per ottenere tutto quello che si può oggi, senza bloccare per altri lunghi anni un’opera così importante per chi, cittadino di Magenta o Boffalora, vive a Pontenuovo e per chi passa su queste strade ogni giorno. Noi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo. Pontenuovo merita una soluzione!

    il Comitato per Pontenuovo

  • Saturnino ‘scippato’ in metropolitana a Milano

    MILANO E’ stato derubato ieri a Milano del suo portacarte di credito Saturnino Celani: il compositore e bassista di Jovanotti ha voluto scrivere su Twitter un messaggio al suo borseggiatore, spiegandogli che “da come ti vesti, non sarai mai in grado di capire nemmeno rinascendo” quello che ha rubato.

    “Ciao #borseggiatore – scrive il musicista nel suo messaggio – che ieri a #Milano verso le 15:30 mentre stavo andando da P.zza Missori in stazione centrale sulla linea gialla della metropolitana poco prima della fermata di Repubblica mi hai sfilato il portafogli dalla tasca!”. “Devo ammetterlo… – prosegue – sei stato bravo ma mi hai solo rubato un bellissimo porta carte di credito che, da come ti vesti, non sarai mai in grado di capire nemmeno rinascendo e che quindi molto probabilmente dopo averlo guardato come la scimmia guarda l’osso nel film “2001 Odissea nello spazio” butterai in un cestino , 15 € e 5 “pezzi di plastica” che riavrò identici tra pochi giorni … tra te e Arsenio Lupin ci sono mondi.. hai lo stesso QI dei rapinatori che forzano il caveau di una banca per rapinarla e non trovando niente mangiano quelli che pensavano essere yogurt… era la banca del seme!”. Il messaggio si conclude con un post scriptum: “Nel portacarte c’era anche una giocata del Superenalotto per questa sera… ti auguro di vincere perché sarebbe per te l’unico modo di smettere di praticare l’autoerotismo”.

  • Ambientalisti cretini avvolgono di nastro giallonero la statua di Montanelli. Che tavan

    MILANO La statua di Indro Montanelli, situata nei Giardini Pubblici, nel centro di Milano, è stata avvolta stamani con nastro giallo e nero dagli attivisti di Extinction Rebellion.

    Sul basamento e lungo il muretto che fa da cornice al monumento hanno incollato cartelli con la scritta ‘Aria pericolosa per la salute umana’. Vicino un triangolo che avverte: ‘Nell’aria che stai respirando sono stati rilevati inquinanti oltre la soglia di sicurezza per la salute umana’. “L’area del parco, così come l’intera pianura padana – scrivono gli ecoambientalisti in una nota in cui annunciano il blitz di stamani – viene definita ‘pericolosa per la salute umana’ dalla comunità scientifica, soprattutto per anziani e bambini”. Gli attivisti nei giorni scorsi avevano già “reso inaccessibili” per gli stessi motivi tramite nastro segnaletico le zone gioco in diversi parchi della città. La statua dedicata al giornalista è da tempo oggetto di proteste e tre anni fa è stata imbrattata di vernice. “Indro Montanelli – scrivono i militanti di Extinction Rebellion – è il simbolo di un passato, ma anche di un presente, costruito sul mito della crescita infinita, dello sfruttamento di territori, persone e risorse. Per questo abbiamo scelto questo monumento, per denunciare la miopia del Governo italiano e regionale rispetto alla crisi ecoclimatica e all’inquinamento atmosferico”.

  • Strage di Samarate, ergastolo per Alessandro Maja

    BUSTO ARSIZIO Ergastolo e 18 mesi di isolamento diurno per Alessandro Maja, il 57enne imputato per la strage di Samarate, i provincia di Varese.

    L’uomo nella notte fra il 3 e il 4 maggio 2022 uccise nella casa di famiglia a martellate la moglie Stefania Pivetta e la figlia Giulia, di 16 anni, tentando anche di uccidere il figlio Nicolò, unico sopravvissuto alla furia omicida.I giudici della Corte d’Assise di Busto Arsizio hanno accolto le richieste della procura e delle parti civili riconoscendo anche le richieste di risarcimento per danno morale alle parti offese e per il danno fisico subìto da Nicolò per una cifra di circa 1,6 milioni di euro.

    “Sono tutti molto provati, sia Nicolò che i nonni, perché, pur essendo una sentenza risarcitoria sotto il profilo dell’equità, dal punto di vista morale quella di oggi è stata una giornata molto pesante”, ha spiegato a LaPresse l’avvocato Stefano Bettinelli che rappresenta la famiglia di Nicolò. “Lui oggi era molto provato”, ha detto. Pur ritenendo “giusta” la sentenza “non credo che lo vorrà vedere a breve ma sarà una sua scelta molto personale”, ha aggiunto il legale in merito alla possibilità che il giovane possa rivedere il padre.

    “Mi sento liberato, sento che questa parte della mia vita si è conclusa. L’ergastolo? Me lo aspettavo. Penso che non ci sarà mai una giustizia che possa” far ritornare indietro. Così Nicolò Maja, figlio di Alessandro Maja, condannato oggi all’ergastolo con 18 mesi di isolamento diurno per aver ucciso la moglie moglie Stefania Pivetta e la figlia Giulia, di 16 anni, tentando anche di uccidere il figlio, parlando alla stampa dopo la sentenza dal tribunale di Busto Arsizio. “Perdonarlo? Non credo perché è una cosa che mi rimarrà dentro per tutta la vita”, ha aggiunto il 21enne. “Penso che il pentimento da parte sua ci sia ma non basta, è una cosa che neanche col pensiero doveva esserci”, ha risposto a una domanda il giovane, presente oggi in tribunale. Il 21enne indossava una maglietta con le foto della mamma e della sorella. Il giovane ha mostrato la maglia al padre prima della sentenza, spiegando ai cronisti che l’uomo avrebbe fatto il gesto di mandare un bacio verso di lui. In merito all’ergastolo, “è il minimo che gli potessero dare”, ha concluso raccontando che ora spera di “avere una vita normale, per quello che è possibile

  • Gabe Lee – “Drink the River” (2023) – by Trex Roads

    Adoro i cantastorie, è un fatto. Da sempre mi innamoro degli artisti che non scrivono canzoni banali e nei testi riescono a raccontare storie intense, complesse, che muovono l’anima. Invidio chi riesce in poche righe a condensare dei piccoli film, quella capacità di scrivere testi in cui tutti si possono riconoscere almeno in una fase della loro vita.

    Per questa ragione amavo alla follia il primo Springsteen, le storie vere di Darkness on the Edge of Town o The River (che aggancio involontario con il titolo di questo disco!). Sono pochi i cantautori che ci riescono oggi. Non che i testi degli artisti di cui vi parlo settimanalmente non lo facciano, ma non tutti riescono così bene a dipingere personaggi e paesaggi come fossero dei libri.

    Mi sono avvicinato a Gabe Lee proprio perchè ne ho sentito parlare in questi termini: uno che raccontava storie e lo faceva mischiando influenze country, folk e blues.
    Gabe è alla sua quarta fatica discografica, ma ci arriva con maturità e coraggio, come si conviene ad un artista che ormai sa cosa può dare e ne è consapevole.
    Nativo di Nashville, ha sfruttato in pieno questa fortuna prendendo spunti e assorbendo influenze e storie da quella che è sempre stata considerata Music City.
    Il suo è un viaggio, nel senso che è un artista che non si è fatto strada con i social media, non ha sbancato Youtube o Tok Tok, ma si è fatto largo con il passaparola e concerti su e giù per gli Stati Uniti. Alla vecchia maniera, possiamo dirlo, come piace a me.
    In questo viaggio che è stata la sua carriera ha raccolto storie e ispirazione per arrivare a questo Drink the River: una raccolta di 8 pezzi autografi più una cover stupenda.
    Gabe Lee ha “asciugato” il suo sound, quello che potete apprezzare nei suoi dischi precedenti e ci regala storie acustiche, dove la potenza sono le parole e la sua voce intensa e incisiva.
    Niente arrangiamenti ricercati o evoluzioni sonore, lo spazio è tutto per i personaggi e i loro viaggi.
    E il disco comincia con la ricerca di qualcosa per staccarsi dalla “gravità” che questa realtà ci impone e che ci grava sulle spalle, The Wild è una ballata acustica che ci mostra subito un grande cantautore e una voce che non si può ignorare.
    Una melodia allegra con il mandolino e gli archi, un’apertura solare mentre il testo di Even Jesus Got The Blues è potente e ci narra dell’epidemia di oppiodi e il tragico viaggio nelle dipendenze di una donna sul “lato oscuro della strada”, anche se il titolo regala ironicamente una speranza alle vite che cadono verso il basso.
    La title track è bellissima. Ecco, non servirebbero altre parole per descriverla: una storia in cui il protagonista antepone l’amore a tutte le sfortune della vita, con ancora una prova maiuscola della voce di Lee, che trova in un arrangiamento essenziale oscillante fra il folk e il country, la sua collocazione perfetta.
    C’è una cover in questo disco ed è una scelta coraggiosa e, se vogliamo, inusuale per un cantautore.


    Una delle canzoni più intense e sottovalutate dell’intera discografia di una delle più grandi band rock di tutti i tempi e, di certo, una delle più sfortunate: i Lynyrd Skynyrd.

    All I Can Do Is Write About it non è solo una canzone stupenda, ma anche un manifesto per tutti i cantautori che vivono la realtà. La resa del pezzo è perfetta e viene regalato un doveroso e fantastico omaggio ad un brano che è meraviglioso, nella sua semplicità.
    Girando in tour in lungo e in largo si ascoltano storie e proprio una di queste storie è alla base di Merigold, una piccola cittadina del Mississippi. Gabe ci narra la storia di un uomo, e l’autore racconta di averla sentita proprio da lui, che deve affrontare la sua vita e il suo futuro dopo aver perso per un cancro, l’amore di tutta la sua vita. Incisiva, potente e dannatamente bella, un blues folk di classe purissima.

    Gli spunti per le sue storie sono i più vari e nella malinconica Lidocaine riporta, anche qui direttamente, la storia di un tassista che riceve una diagnosi di demenza precoce e cerca un modo per anestetizzare la realtà. La voce di Lee è nata per raccontare, così come la sua penna.
    Eveline è la nuova versione della sua canzone più amata del suo disco di esordio Farmland del 2019 e, come nella sua prima, è una splendida canzone d’amore.
    Il lavoro si chiude con una fantastica e solare ballata country, Property Line sulla storia di un uomo che cerca di difendere in maniera testarda la sua proprietà di 100 acri e con essa i suoi valori. Splendido il lavoro del banjo.

    Un disco d’altri tempi, per un autore così anacronistico da essere più attuale di tanti suoi colleghi maggiormente celebrati. Narratore come ne esistono pochi e che racchiude dentro di sé tutte le abilità della grande tradizione americane dei cantautori folk e country.

    E’ un disco con una forte malinconia di fondo, ma con sempre un’apertura di speranza, di un raggio di sole pronto a farsi largo o di un sorriso ironico pronto a cambiare l’umore della storia.
    Drink The River va assaporato e gustato senza la fretta della musica moderna, sedetevi sulle rive del fiume di Gabe Lee e ascoltate le sue storie ne varrà di certo la pena.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.altervista.org

  • Magenta, Consiglio comunale: martedì convocazione fiume. Forza Italia chiede una strada a Magenta per Silvio Berlusconi (buona idea!)

    Magenta, Consiglio comunale: martedì convocazione fiume. Forza Italia chiede una strada a Magenta per Silvio Berlusconi (buona idea!)

    Si annuncia particolarmente intenso il Consiglio comunale di martedì prossimo dove i temi principali saranno quelli legati al bilancio ma in cui ci sarà spazio anche per il PGT con il nuovo Documento di Piano. In evidenza poi (e certamente farà discutere le opposizioni…) la proposta di Forza Italia di intitolare una strada, un parco o un luogo pubblico della nostra città al Cavalier Silvio Berlusconi, recentemente scomparso

    MAGENTA – Il Consiglio Comunale è convocato in prima convocazione, presso la sala consiliare “Mariangela Basile” in Via Fornaroli n. 30, il giorno 25 luglio 2023 alle ore 16.00
    e in seconda convocazione il giorno 26 luglio 2023 alle ore 16.00

    Ordine del Giorno:

    Comunicazione del Presidente del Consiglio Comunale – Variazione del PEG adottata con Deliberazione di Giunta Comunale n. 107 del 05.07.2023.
    Presentazione del Documento Unico di Programmazione per il triennio 2024/2026.
    Variazione di assestamento generale al bilancio di previsione 2023/2025.
    Salvaguardia degli equilibri di bilancio (articolo 193 del decreto legislativo 267/2000).
    Piano di Governo del Territorio. Nuovo Documento di Piano e variante in adeguamento del Piano delle Regole e del Piano dei Servizi. Adozione ai sensi dell’art. 13 della L.R. Lombardia 11/03/2005, n. 12.
    Documento semplificato del rischio idraulico comunale. Approvazione.
    Mozione “Richiesta di denominazione di una strada, parco o luogo pubblico al Sen. Silvio Berlusconi” presentata dal Gruppo Consiliare Forza Italia – Berlusconi per Del Gobbo.

    LA CITTADINANZA E I RAPPRESENTANTI DELLA STAMPA POTRANNO SEGUIRE I LAVORI DEL CONSIGLIO PRESSO LA SALA CONSILIARE O IN DIRETTA STREAMING ACCEDENDO ALLA PIATTAFORMA magenta.consiglicloud.it

  • Parla Arianna Timeto, magentina, tra i migliori 40 talenti italiani under 40 (ma lei ne ha molti di meno…)

    Una magentina brillante, determinata, decisa, intraprendente. Una giovane donna manager inserita di recente dalla prestigiosa rivista Fortune Italia tra i migliori 40 talenti italiani.. under 40. Un traguardo di grande prestigio, soprattutto considerando che Arianna.. ne ha appena 30.

    MAGENTA – Ma leggiamo la sua descrizione ed il suo (già) importante curriculum. Arianna Timeto, classe 1993, è Marketing & Communication Manager di Acer Italia, azienda leader del settore ICT. In Acer dal 2019, coordina le strategie di marketing e comunicazione legate a Acer e Predator Gaming, a livello branding e tramite le principali insegne retail consumer. Ha conseguito la laurea magistrale in Marketing Management e Comunicazione di Impresa presso l’Università Cattolica di Milano e, nel 2014, a 20 anni, è stata una dei più giovani giornalisti in assoluto iscritti all’Albo, maturando esperienze lavorative sia su testate cartacee sia in ambito televisivo.

    Oggi supporta e pruomove attivamente l’empowerment femminile, in particolare nel settore tech e gaming. È ambassador di Women in Games, associazione no profit che si pone l’obiettivo di garantire pari opportunità alle donne che operano nel settore videoludico.

    La ‘menzione’ di Fortune Italia è di quelle che pesano: fondata nel febbraio del 1930 da Henry R. Luce, già co-fondatore di Time, Fortune è universalmente riconosciuta da top-manager e opinion leader come una delle più autorevoli riviste del mondo. Quaranta giovani impegnati a cambiare il loro futuro e quello del nostro Paese. Astronauti, Top manager, comunicatori, sportivi, scienziati, Innovation manager ed esperti di public affairs. Accomunati da sana ambizione, coraggio, passione, sicurezza in sé e creatività, questi giovani hanno saputo acquisire importanti competenze, mettendoli poi a sistema e creando valore ovunque si siano impegnati: questa la ‘ratio’ su cui poggia la classifica stilata dalla rivista.

    Abbiamo intervistato Arianna per chiederle di descriverci la gioia di questo traguardo. In altri tempi si sarebbe potuta definire ‘una ragazza acqua e sapone’, sorridente e cortese, che non fa pesare affatto l’essere stata indicata come una dei migliori talenti nazionali.

    “Sono stata chiamata dalla redazione di Fortune che mi ha preannunciato l’inserimento del mio nome. E’ stato un misto di emozione e soddisfazione, uno di quei momenti che si ricordano. Scherzosamente ho fatto notare che di anni ne ho solo 30…’, dice scherzosamente. Arianna ha cominciato dal gradino più basso: cronista locale a 18 anni, firma di Libera Stampa l’Altomilanese. Ha ottenuto il tesserino di giornalista ad appena 20 anni: già allora un piccolo record, propedeutico all’incoronazione di Fortune.

    “Come sai e sapete il giornalismo è stata la mia prima passione. Assieme a tenacia e intraprendenza: sono state e sono ancora oggi le doti che ritengo più importanti e che cerco di fare mie. Nel percorso universitario ho affinato le mie conoscenze nei settori del marketing e della comunicazione: di recente sono tornata all’Università Cattolica per fare una lezione. E’ stato molto emozionante.. In Acer, che è una multinazionale con sede principale a Taiwan, sono entrata nel 2019, appena prima del Covid e dopo aver concluso il mio percorso di studi”.

    Acer è un brand riconosciuto a livello mondiale: è una società specializzata nella produzione di personal computer con sede a Taiwan. L’azienda ha cominciato a lavorare nel settore dell’informatica di consumo a partire dalla seconda metà degli anni ’70, sviluppando il suo business negli anni ’80 e ’90 e arrivando ad essere, nel 2009, il secondo produttore mondiale di personal computer. Il merito è in parte dovuto all’enorme gamma di prodotti, che spazia dai computer per il mercato consumer, a quelli per il mondo office, passando per dispositivi come cellulari, smartphone, notebook, tablet, netbook, computer desktop e periferiche.

    Benché i tempi stiano cambiando, com’è per una giovane donna lavorare ai vertici italiani di una multinazionale? “Sì hai ragione, le cose stanno subendo un’evoluzione importante, ma ci sono ancora dei gap da colmare. Il cammino per una reale ed effettiva parità uomo donna, anche nei salari, è in pieno corso ma deve ancora compiere dei passi. Io personalmente non ho mai trovato particolari difficoltà: punto molto o quasi tutto sull’intrapredenza, sulla curiosità, ma anche su di una necessaria resilienza”.

    Tra le tante passioni ed impegni di Arianna c’è quello legato all’empowerent femminile connesso a tech e gaming, realtà in grande crescita. “Esatto, il gaming oggi non è più quello di un tempo: è una realtà fortemente dinamica ed in fase di radicale trasformazione. E’ un’attività che mi sta dando molte soddisfazioni, che spero di poter continuare ad esercitare”.

    Ancora oggi del resto, le donne sono spesso ingabbiate in presupposti culturali e sociali e ruoli prefissati. Liberarsi da questi presupposti serve a raggiungere una piena consapevolezza delle proprie capacità. Tutto questo si può riassumere con il concetto di “empowerment femminile”. È talmente importante che ne parla la stessa agenzia delle Nazioni Unite dedicata allo studio della condizione femminile, la UN Women, nel suo rapporto del 2018. “Raggiungere l’uguaglianza di genere non è solo un obiettivo importante in sé e per sé, ma anche un catalizzatore per raggiungere l’Agenda 2030 e un futuro sostenibile per tutti”. L’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di donne e ragazze è, nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il quinto punto di 17 per uno sviluppo sostenibile.

    E cosa resta del rapporto tra Arianna, manager in carriera, ed il suo territorio di provenienza, Magenta e l’Est Ticino? “Ovviamente permane, anche se il tempo che mi resta è poco. Ma essendo nata come cronista locale il legame resta ed è indussolubile. Del resto faccio sport a Corbetta, quindi ci sono…”

    Cosa richiede l’essere un manager, assumere decisioni importanti, quindi lavorare molto? “Richiede ovviamente.. molto. Ma se si riesce trasformare una grande passione in quello che è il proprio lavoro, il peso si riduce e di molto. Io mi ritengo molto fortunata: faccio un lavoro impegnativo, che mi chiede ogni giorno moltissimo. Restituendomi tuttavia ancora di più”.

    E da grande (visto che di tempo ne ha ancora, a iosa..) cosa vorrebbe fare, Arianna Timeto? “Quello che faccio mi appaga parecchio, quindi ti rispondo che vorrei proseguire a lavorare e crescere, quindi migliorare e migliorarmi, nel settore del marketing e della comunicazione”.

    Cosa consiglieresti a un ragazzo o ragazza di 20 anni che vorrebbe intraprendere un cammino come il tuo? “Consiglierei loro di essere intraprendenti, decisi, di porsi degli obiettivi. E di avere pazienza, perché non tutto arriva subito”. Ancora qualcosa? “Sì: nel lavoro in quello che faccio occupa una posizione preminente, per me, il poter fare qualcosa che arreca beneficio ad altri. La dimensione sociale dell’impresa è qualcosa di essenziale, per me”.

    Donna, decisa, libera, sorridente e talentuosa. Vai avanti così, buona vita Arianna.

  • Caso di pedofilia nel Magentino: condannato a 10 anni in via definitiva. Eppure l’avvocato Grittini contesta…

    Magentino condannato per pedofilia a 10 anni in via definitiva

    MAGENTA – E’ arrivata anche la condanna definitiva della Corte di Cassazione per il magentino che era finito a processo per violenza sessuale aggravata dal fatto di essere stata commessa su una minorenne.
    Il 45enne si era visto ridurre la pena di due anni in Appello lo scorso mese di marzo passando da 12 a 10 anni, cosa che i giudici della legittimità hanno confermato. Ovvia la soddisfazione dell’avvocato di parte civile che tutela gli interessi della vittima. Ragazza, quest’ultima, oggi 22enne che denunciò di avere subito gli abusi da quando aveva 10 anni fino ai 15. Ad agire fu un parente che aveva la possibilità di incontrare la bambina. Soprattutto nel week end presso la sua abitazione di Magenta.

    Le violenze sono state numerose e tutte in luoghi diversi, perfino in automobile. Le indagini hanno portato al sequestro dei pc, smartphone e tablet che potevano contenere materiale importante per ricostruire la verità. Dopo una prima sentenza di condanna che l’avvocato Grittini ha aspramente contestato è arrivata anche quella in appello e la definitiva dalla Corte di Cassazione.

    L’avvocato Federica Liparoti, che ha tutelato gli interessi della vittima parte civile, ha sempre elogiato il gran coraggio della giovane che ha affrontato un trauma indicibile riuscendo a ricostruirsi una vita. Ora siamo arrivati davvero alla parola fine e per il 45enne di Magenta si potrebbero aprire le porte del carcere. Occorre, infatti, usare il condizionale, perché il suo legale, l’avvocato Roberto Grittini, ammonisce: «Stiamo lavorando per evitarlo».

    Occorrerà capire se le condizioni di salute del condannato siano compatibili con un regime carcerario. Verrà disposta una perizia medica che dovrà appurare le condizioni di salute in cui versa il magentino. L’avvocato Grittini aggiunge il suo commento all’intera vicenda. «Siamo in un sistema giustizia che ha sempre più la g minuscola. Basta una prova contraddittoria e paradossale e si giunge ad un giudizio di condanna. Sono molto preoccupato».