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  • Faccia da Italiano: addio a Totò Cutugno – Di Max Moletti

    La tua Italia non c’è più ma tu non l’hai mai fatto pesare !!! Come non ti hanno mai pesato giustamente anche se avevi vinto San Remo e Eurofestival ..

    Eri il simbolo del paese allegro ma riflessivo e pratico. La perseveranza e la tenacia di una vita da campagna quella dove impari a fare tutto e a ottimizzare ogni cosa ..
    Il simbolo del secondo e del non profeta in patria perché all’Estero eri un Dio.
    Quando la musica italiana dominava il mondo ma non piaceva a quella nazione di complicati semplici nulli ..
    Bello e italico e con una voce potente e quanto amore …
    Hai dedicato canzoni agli innamorati e sfigati ai giovani figli e genitori.
    Ma soprattutto alle mamme che con te sognavano tra un bucato e una partita….
    Perché eri anche simbolo del bravo uomo di casa ..
    Quanti amori e solo tu potevi fare una carriera così Italica e unica.
    L’italiano e altre canzoni scritte per altri.
    Una su tutte; noi ragazzi di oggi
    Perché la tua musica era il fuoco sotto la cenere quello di persone normali che diventano eccezionali sempre restando vicino.
    Come le tue esperienze TV ogni domenica e ogni mattina ; piacere Totò in quel novanta dove un Toto al cinema e nel calcio ci hanno fatto sognare restanti italiani ..
    La tua “Insieme” era un inno dl rispetto e ad un futuro senza barriere ma rispetto.
    Purtroppo, a molti piace dividere e stare soli nel proprio pseudo intellighenzia…

    Ciao Totò quell’Italiano esiste grazie a te anche se non piace al radical chic da salotto bene …
    Per me sarai sempre un gabbiano che volerà più in alto dell’invidia e dell’odio.

  • Incendio nella notte ad Abbiategrasso: distrutte due auto, si indaga per chiarire le cause

    Sono in corso indagini serrate per chiarire le cause dell’incendio che, nella notte appena trascorsa, ha distrutto una Smart e un’altra auto parcheggiata accanto nella città di Abbiategrasso.

    ABBIATEGRASSO – E’ accaduto in via Novara dove sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri per l’avvio delle indagini. Il rogo potrebbe essere partito dalla Smart e le fiamme avrebbero poi attaccato anche il veicolo vicino. Non si esclude nulla, nemmeno la matrice dolosa dell’incendio. Nei giorni scorsi nell’abbiatense si erano verificati altri incendi di auto.

  • Nerone porta grande caldo e 38 gradi (a Milano e Lombardia) fino a sabato

    MILANO I prossimi giorni saranno difficili, caldissimi, afosi. L’anticiclone africano Nerone non ne vuol sapere di abbandonare l’Italia e così sta preparando l’ultima fiammata dell’estate 2023: fino a sabato 26 agosto infuocherà gran parte delle nostre regioni con circa 38°C per almeno 5 giorni consecutivi.

    Sarebbe un record di durata. Per Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, il caldo africano dell’anticiclone Nerone si intensificherà nei prossimi giorni e oltre ad esso aumenterà pure il tasso di umidità rendendo le notti tropicali, ovvero con valori sempre sopra i 22-23°C. L’afa aumenterà. L’aria caldissima proveniente dal deserto del Sahara sta invadendo una gran fetta del Vecchio Continente facendo schizzare le temperature sopra la media del periodo anche di 10-12°C, come in Francia e Germania. In Italia saranno le regioni centro-settentrionali a dover fare i conti con la canicola africana. Fino a sabato 26 quindi i valori massimi diurni raggiungeranno facilmente i 37-39°C in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte con le città principali che diventeranno roventi e irrespirabili come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Padova, Pavia, Alessandria, Torino, Mantova, Bolzano, Terni. Soltanto al Sud il caldo sarà meno intenso e i 36-37°C si toccheranno soltanto su tarantino, casertano, siracusano, agrigentino e coste ioniche della Basilicata, altrove non si andrà oltre i 32-34°C. Non sono attese nemmeno grosse precipitazioni se non qualcuna occasionale sulla Sicilia interna, sul Cilento e sul Pollino e da giovedì anche sui confini alpini. C’è una data per la fine di questa autentica tempesta di caldo? Questa sarà l’ultima fiammata africana della stagione: infatti sembrerebbe che da domenica 27 un ciclone dal Regno Unito scenda rapidamente di latitudine fino a raggiungere il Mar Mediterraneo e quindi l’Italia. Lo scontro di aria fresca atlantica e quella caldissima preesistente darà vita a fortissimi temporali con intense grandinate e forti raffiche di vento. Oltre ai temporali è previsto un importante crollo termico anche di 10-12°C rispetto a questi giorni. Questo radicale cambio di scenario si estenderà nei giorni successivi anche al Centro

  • Motta Visconti, proseguono le indagini sulla morte di Fabio Friggi

    MOTTA VISCONTI Proseguono le indagini sulla misteriosa morte di Fabio Friggi, 44 anni di Motta Visconti (Milano), trovato senza vita e con il cranio fratturato nel cortile dell’abitazione di una sua amica di 25 anni a Trivolzio (Pavia).

    E’ stata proprio la donna, nel pomeriggio di venerdì, a chiedere l’intervento dei soccorsi. Secondo una prima ipotesi, in attesa di conferma, il 44enne sarebbe caduto dalle scale interne procurandosi le lesioni risultate fatali, trascinandosi poi sino al cortile prima di accasciarsi. All’esame degli investigatori, oltre a due macchie presumibilmente di sangue rinvenute in altre zone della casa, che è stata posto sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti, ci sono anche le immagini della viodeosorveglianza del Comune di Trivolzio (Pavia) che registra i passaggi in entrata e uscita dal paese. La vettura di Friggi è transitata più volte davanti alle telecamere tra il pomeriggio di giovedì 17 agosto e le due della notte successiva: a quell’ora, quindi, l’uomo era ancora vivo. Il 44enne è uscito di casa verso le 17 di giovedì dicendo alla figlia, di 14 anni, che non sarebbe tornato per cena. E’ stata poi la sorella dell’uomo a denunciarne la scomparsa. Nei prossimi giorni, all’istituto di medicina legale dell’Università di Pavia, verrà effettuata l’autopsia per stabilire le cause della morte di Friggi.

  • Faccia da funerale… dopo un mese. La drammatica vicenda di cronaca che ci racconta il Duca di Saronno

    Una storia della solitudine. Habemus funerale o liberazione..

    CERANO NO – Finalmente dopo un mese dalla morte la povera Signora avrà l’ultimo viaggio della sua vita …

    Martedì ore 11 nella chiesa parrocchiale di Cerano (no) avrà il passaggio dalla vita terrena a quella spirituale..
    Brutto morire ma in solitudine è qualcosa di tremendo..

    La Signora Traversoli (ormai la vicenda è nota e non solo in paese) di origine veneta non ha nessuno sul manifesto funebre ; solo una preghiera per la sua dipartita..

    Un mese dopo sembra una eternità ma le procedure hanno bisogno del tempo necessario ma finalmente ecco al traguardo ..Un problema che non è solo suo e in passato ha avuto molti precedenti pure illustri!!! Ma per il futuro in una società sempre più sola e divisa sarà sempre più di attualità.
    Non so che rimedi porre anche perché forse non pensiamo alla nostra volata in cielo o nella terra ma uno stato civile deve velocizzare queste penose pratiche..
    Il dito però lo vorrei puntare non su leggi e procedure che durano da tempo ma al saluto cristiano e laico..
    Brutto morire? Ancora più brutto morire solo ?? Senza nessuno!! Nella religione cattolica esiste il perdono e la redenzione…
    Un pastore lascia le 99 pecorelle salve per prendere quella che si era smarrita o appartata o isolata!!
    La gente non va più in chiesa ma figuriamoci ai funerali ma il senso civico può mettersi fuori per un saluto o passaggio…
    Brutto fare distinzione sul morto!! Molto spesso andiamo per rispetto o stima o per vedere o farci vedere…
    Magari per incontrare specialmente nelle realtà piccole è modo di interscambio…
    Forse meglio non conoscere nessuno che subire hit parade delle partecipazioni o vedere la conoscenza o amicizia solo di facciata perché la gerarchia sociale è un altro passo…
    Quanta gente!!! C’era tanta gente??? Non C’era nessuno…
    Ah che predica lunga mentre per gli umili e non graduati ; era una brava persona …amen ..
    Siamo tutti uguali nel senso che possiamo esprimerci ma chi decide è altro…
    La morte è giusta ?? Quando arriva non guarda in faccia a nessuno!! Ricco e povero e potente …pure nullatenente.
    Semplici soldati all’ altare del pianto ma sono i particolari a fare la grandezza dell’ onnipotenza…incoscienza
    Regole non scritte o consuetudini di usi e costumi magari firmati griffati..
    Bisogna fare le condoglianze!!! Le hai fatte?? Bisogna farsi vedere per mettere in mostra la vicinanza…
    La rabbia quando vedi in prima fila chi da te non è venuto e comprendi che la morte o il dopo non è per tutti uguale…
    Quanta gente a una celebrazione funebre???
    Martedì non dovremo nemmeno fare le condoglianze ma un gesto di saluto e di pietà servirà ad essere più umani….
    Perché siamo tutti uguali??? (sul serio???)

  • Motta Visconti: autopsia e indagine della Procura di Pavia sulla morte di Fabio Friggi

    MOTTA VISCONTI Solo gli esiti dell’autopsia, insieme ai rilievi all’interno della villetta dove ha trascorso le sue ultime ore, potranno far luce sulla morte di Fabio Friggi, il 44enne di Motta Visconti (Milano), trovato privo di vita e con il cranio fratturato a casa di un’amica a Trivolzio, nel Pavese.

    Il giorno prima la sorella ne aveva denunciato la scomparsa con un post su Facebook. I carabinieri, che indagano coordinati dalla Procura di Pavia che ha aperto una inchiesta, lavorano sull’ipotesi che Friggi si sia ferito cadendo dalle scale. Il corpo è stato ritrovato nel cortile esterno della villetta in via delle Orchidee, dove l’uomo potrebbe essersi spostato prima di accasciarsi. La donna di cui era ospite, che ha una ventina d’anni meno di Friggi e vive insieme alla madre, ha raccontato di avere trovato l’amico morto al suo risveglio. Circa 10 anni fa la ragazza aveva denunciato il 44enne per molestie, ma poi i due avevano ripreso i rapporti. La sorella della vittima, Cristina Friggi, ne aveva denunciato la scomparsa su Facebook. “Mi dovevo trovare con mio fratello, ci sentivamo tutti i giorni, per questo ho lanciato subito l’allarme per la sua scomparsa” ha spiegato all’ANSA. Nel post, lei ha scritto che Fabio si era allontanato da Motta Visconti, nel Milanese, con l’auto, una Fiat Panda Bianca intorno alle 17. “Alto 1,75 Peso: 70/75 kg. Rasato con la barba brizzolata incolta, occhi azzurri, occhiali neri. Probabilmente indossa pantaloni bermuda in jeans e canotta nera con righe sui fianchi bianche e rosse o una maglietta nera con fantasia simile a quella della foto” è il testo dell’appello che Cristina aveva chiesto di condividere il più possibile sui social. “Purtroppo mio fratello è stato ritrovato ieri senza vita, ringrazio tutti coloro che hanno condiviso” il triste aggiornamento odierno del post. Per il resto, “non so ancora nulla, i carabinieri non mi hanno ancora detto nulla” ha spiegato ancora Cristina Friggi, aggiungendo di non conoscere l’amica di cui era ospite il fratello: “non sapevo che mio fratello avesse un’amica a Trivolzio”. Il 44enne era separato da anni dalla moglie e aveva una figlia di 14 anni: “non sarebbe sparito – ha concluso la sorella – senza farle sapere nulla”. La casa – dove sono state rinvenute macchie di sangue lontane dal punto dove è stato trovato il cadavere – è stata posta sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti. Il cadavere del 44enne è stato portato all’istituto di medicina legale dell’Università di Pavia: sarà l’autopsia a chiarire se le lesioni al cranio siano compatibili con una caduta dalle scale.

  • Ciao Carletto e quel calcio che non tornerà più – Di Massimo Moletti

    “La morte di Sor Carletto Mazzone mi porta a pensare a quando volevo fare il calciatore per poter andare alle partite gratis !! Una Italia dalle provenienze in bocca e dalla tenacia nel cuore”.

    Un paese semplice e battagliero con uomini e donne con più ore nei campi e nei turni che sui banchi e libri
    Avevano una storia vissuta di piccole vicende e tragedie. Carletto era romano ma anche di Trecate e Palermo
    Univa tutta Italia con le sue sfide ai grandi e sempre a testa alta
    Non ha mai avuto grandi corazzate ma una corazza di cuore … Grandi giocatori a cui lui dava la patente di uomo
    Non aveva un grande stipendio o retribuzione e non era un ruffiano strizzaocchio.
    Lui parlava come mangiava; sano e con rumori digestivi
    Però la sua parola era sacra; la rivalutazione di un genio trattato malissimo dai colletto bianchi del calcio
    Un certo Roberto Baggio che non fece nulla; liberò la fantasia. Ricordiamo anche la sua corsa con grida per difendere la sua dignità. Lui non ha mai offeso nessuno era un uomo semplice e sincero.
    Come quel calcio fatto di campi di fango e duri come il cemento.
    Tribune in piedi e partite con gelo e nebbia.

    I colli del calcio si sono assai alzati e arricchiti perdendo i portieri coi baffi e i capelli col gel a Kili..
    Le partite alla radiolina e la Gazzetta del lunedì mattina ..
    Lui riuscì a sopravvivere anche al calcio spezzatino anche se lui era un arrosto gustoso.
    Calciatori ma prima uomini sempre senza genitori dietro al sedere o procuratori con calcolatrice alla mano.
    Lo spogliatoio era un covo di uomini soli che riposavano per le partite perse o da vincere.
    La panchina vissuta come la vita senza recite e mosse studiate.
    Lui con un fisico non da Ercole ma con le fatiche nascoste dalla semplice tuta ..
    Che bello quel calcio dove la maglia e la gloria erano prima dei soldi e dell’immagine..
    Calciatori depilati e pettinati da star dove la bellezza conta più del succo ..
    Calcio al mattino, pomeriggio e sera poi si riprende.
    Un segno del destino che la sua dipartita cada all’inizio di una nuova stagione senza più anima e spirito.
    I vivai ci sono ancora ? Le nostre nazionali minori fanno bene ma apriamo i cancelli a tutto a volti stranieri
    Inizia un campionato drogato dai soldi arabi e dalle eccessive riprese.

    Ciao Carletto il tuo calcio non tornerà più perché con te si chiude l’epoca dell’ultima innocenza del pallone

  • La lunga corsa di Carletto Mazzone si ferma a 86 anni. “Date la palla a Robbè (Baggio) poi ci pensa lui a far gol…”

    ROMA E’ morto a 86 anni Carlo Mazzone, storico allenatore della Roma e del Brescia. Ne da’ notizia ‘Il Messaggero’. Conosciuto nella Capitale come Sor Carletto, detiene il record di panchine in Serie A: 792 ufficiali, 797 considerando i cinque spareggi.

    Nel 2019 gli è stata intitolata la nuova tribuna Est dello Stadio Cino e Lillo Del Duca di Ascoli Piceno, e nello stesso anno è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano. Amatissimo a Roma, squadra che ha allenato dal 1993 al 1996. I tre anni con i giallorossi furono caratterizzati da un settimo posto e due quinti posti. Durante la sua permanenza, lanciò in prima squadra Francesco Totti, con cui ha conservato nel corso degli anni un rapporto speciale.

    Nato a Roma il 19 marzo 1937, Mazzone è costretto a interrompere anticipatamente la sua carriera da calciatore per un grave infortunio.

    “Io non ho avuto maestri, – sottolinea in un’intervista ad ‘Avvenire’ del 2017 – la mia maestra è stata la sfortuna che mi ha troncato la carriera di calciatore dell’Ascoli. In un derby Ascoli e Sambenedettese mi sono fratturato la tibia in un contrasto, perché non portavo i parastinchi. Ho dovuto cambiare mestiere restando nel mondo che amavo. Il male fisico mi ha insegnato tanto, da uomo e da calciatore. Ma nella sfortuna la mia fortuna fu Costantino Rozzi. Il presidente era un uomo meraviglioso, esuberante, intelligente e buono, che fermò la mia disperazione dicendo: ‘Carlo, non ti preoccupare, guarito o no starai sempre con me’. Io, la mia famiglia, i miei figli e i miei nipoti gli saremo sempre grati”.

    Rozzi gli affida inizialmente le Giovanili per poi farlo debuttare il 24 novembre 1968 in Serie C. Per due stagioni fa capolino alla guida della Prima squadra, finché nel 1970/71 è promosso allenatore dall’inizio della stagione e in 4 anni riesce a portare l’Ascoli dalla Serie C alla Serie A.

  • 44enne di Motta Visconti trovato ucciso a Trivolzio

    44enne di Motta Visconti trovato ucciso a Trivolzio

    MOTTA VISCONTI I carabinieri di Pavia hanno avviato un’indagine sulla morte di Fabio Friggi, 44 anni di Motta Visconti (Milano), trovato privo di vita e con il cranio fratturato in casa di una sua amica a Trivolzio (Pavia), nel Pavese. Il ritrovamento del cadavere è avvenuto nel pomeriggio di ieri, ma la notizia è stata diffusa solo oggi. La donna, che vive nella casa insieme alla madre, ha riferito di avere trovato l’amico morto al suo risveglio. Il corpo si trovava ai piedi delle scale interne dell’appartamento. La sorella della vittima ne aveva denunciato la scomparsa su Facebook, poche ore prima.

  • Cinisello Balsamo: pizzicato ubricato due volte.. nella stessa notte

    CINISELLO BALSAMO Singolare record, per un automobilista ubriaco che, nella notte tra sabato 12 e domenica 13 agosto scorsi, è stato fermato due volte a distanza di due ore dalla stessa pattuglia della polizia stradale di Monza e della Brianza lungo la strada statale 36, da Sesto San Giovanni a Lecco, in località Cinisello Balsamo, nel milanese.

    Gli agenti, impegnati nel servizio di vigilanza stradale lungo la statale, hanno notato l’auto in circolazione intorno alle 3.30 del mattino e hanno deciso di procedere a un controllo. Il conducente è stato sottoposto ad alcoltest ed è risultato positivo, con valori di circa sei volte oltre il limite consentito dalla legge. Così è stato denunciato all’autorità giudiziaria competente per guida in stato d’ebbrezza, con l’ipotesi di reato più grave. La patente gli è stata ritirata ed il veicolo è stato affidato a una persona di sua conoscenza. Circa due ore dopo, alle 5.10, gli operatori dello stesso equipaggio hanno notato la stessa auto, ancora in circolazione, a circa un chilometro dal luogo dove l’avevano fermata. Così si sono affiancati, appurando con sorpresa che alla guida vi era ancora l’uomo precedentemente sanzionato. Invitato a scendere immediatamente dal veicolo, il conducente è sottoposto agli stessi accertamenti risultando, questa volta, con il tasso di oltre cinque volte il limite consentito dalla legge. I poliziotti, quindi, oltre alla doppia contestazione dell’ipotesi penale più grave per la guida in stato d’ebbrezza, hanno sanzionato l’uomo per guida con patente sospesa ed hanno disposto il fermo del veicolo per 3 mesi. Oltre al procedimento penale, quindi, ora l’automobilista andrà incontro alla revoca della patente di guida e all’applicazione di sanzioni amministrative fino a oltre ottomila euro.