Tag: Prima Pagina

  • Martedì 21 novembre al via UrbanaMenteCultura 2023/24: primo incontro con Mauro Magatti

    Martedì 21 novembre al via UrbanaMenteCultura 2023/24: primo incontro con Mauro Magatti

    Gli incontri seguono un metodo che si arricchisce di anno in anno ed è particolarmente apprezzato dagli studenti: “mettere in relazione giovani e adulti, scuola e città”.

    Sono loro i primi che “cercano il confronto con l’adulto in uno spazio partecipato fuori dalla scuola. La contaminazione tra giovani e adulti incuriosisce, stimola e incoraggia il confronto costruttivo. Gli studenti si aspettano dalle Istituzioni che venga offerta loro la possibilità di sperimentare la cultura civica!”.

    A partire dalle scuole, quest’anno ci interroghiamo su ciò di cui abbiamo essenzialmente bisogno come società, una realtà che non è più solo la città o la nazione che abitiamo, ma un mondo globalizzato dove tutto è in relazione. Come conciliare i bisogni di ciascuno con la necessità di fare, oggi, le scelte indispensabili per tutelare il domani di tutti?

    Apre la rassegna la conferenza del Prof. Mauro Magatti con un intervento dal titolo: Intelligenza artificiale, intelligenza vivente, società umana. Come costruire relazioni e legami sociali oggi? Siamo disposti a “entrare in una dinamica aperta di reciprocità trasformativa”? Sociologo ed economista, Mauro Magatti è professore ordinario all’Università Cattolica di Milano – dove insegna Processi sociali ed economici del capitalismo contemporaneo – ed è editorialista del Corriere della Sera e Avvenire.

    Dedichiamo un particolare ringraziamento al Sindaco Luca Del Gobbo e all’Amministrazione Comunale di Magenta per aver compreso lo spirito di questo progetto e averlo valorizzato decidendo di coorganizzarlo con l’Associazione UrbanaMente.

    Non di meno il nostro ringraziamento è rivolto alla Comunità Pastorale, agli Enti, alle Scuole e alle realtà economiche della città e del territorio che, in diverso modo, hanno contribuito con l’adesione, il patrocinio o con risorse diverse alla realizzazione di una proposta che è già la dimostrazione concreta della disponibilità a riconoscere che solo insieme e “nella convivialità delle differenze e delle culture” (cit. Magatti -Martini) possiamo affrontare costruttivamente le sfide di questo millennio.

    Gli incontri sono partecipati e animati dagli studenti degli Istituti superiori di Magenta e aperti a tutta la città. Il programma completo è disponibile sul sito www.urbanamente.org e i canali social di UrbanaMente.

    Vi aspettiamo martedì 21 novembre, alle ore 21:00, presso l’Aula Consiliare/Biblioteca Oriana Fallaci di Magenta, in via Via Fornaroli, 30.

    Sarà prevista la diretta streaming sul canale YouTube di UrbanaMente al seguente link:
    https://youtube.com/live/OJohcqwf7QI?feature=share

  • Delitto di Turbigo: 17 anni di condanna per l’omicidio del giovane Emanul Rroku

    Delitto di Turbigo: 17 anni di condanna per l’omicidio del giovane Emanul Rroku

    È stato condannato a 17 anni e 4 mesi Gjinaj Rigels per l’omicidio di Emanuel Rroku, ragazzo di 23 anni, ucciso con un colpo di pistola al collo davanti a un bar di via Allea a Turbigo, nel Milanese, il 16 settembre 2022. Lo ha stabilito oggi la Corte d’Assise del Tribunale di Busto Arsizio presieduta da Rossella Ferrazzi (Marco Montanari a latere). La Corte ha rinviato gli atti in procura per falsa testimonianza per cinque testi ascoltati in aula. Il pubblico ministero Ciro Caramore aveva chiesto la condanna all’ergastolo per il 34enne albanese contestando l’aggravante dei futili motivi.

    Aggravante esclusa dal verdetto di oggi, così come la recidiva contestata per possesso illegale di arma da fuoco. L’avvocato Antonio Buondonno, difensore di Rigels, ha parlato di eccesso colposo di legittima difesa o, in subordine, di omicidio preterintenzionale. Secondo quanto ricostruito Rroku, con alcuni amici, sarebbe intervenuto per difendere una donna dall’aggressione del marito violento per strada, amico dell’albanese (e ora indagato per falsa testimonianza). Ne sarebbe nato un acceso diverbio durante il quale, secondo quanto ricostruito dall’accusa, Gjinaj avrebbe estratto una pistola ed esplose almeno tre colpi uccidendo il 22enne e ferendo altre due persone.

    A quel punto gli amici del ragazzo avrebbero aggredito il 34enne per bloccarlo. Secondo la difesa, invece, il colpo mortale sarebbe partito durante l’aggressione con pestaggio ai danni di Gjinaj. Di qui la tesi dell’eccesso colposo di legittima difesa: il 34enne avrebbe sparato non per uccidere ma per difendere dal pestaggio in corso. La Corte ha riconosciuto che quello del 22enne fu omicidio volontario.

  • Infortunio sul lavoro al Merlata Bloom: 59enne in codice giallo

    Infortunio sul lavoro al Merlata Bloom: 59enne in codice giallo

    Nuovo incidente sul lavoro al centro commerciale Merlata Bloom il nuovo mall che ha da pochi giorni aperto le porte a Milano nella zona di Cascina Merlata. Ieri, prima domenica di apertura, un operaio di 59 anni è caduto verso le 9:30 mentre stava cambiando una lampadina. Sul posto sono intervenute un’automedica e un’ambulanza che ha portato l’uomo in codice giallo al Policlinico.

    Le condizioni dell’operaio si sono poi aggravate una volta arrivato in ospedale dove è stato colpito da emorragia cranica che ha peggiorato le sue condizioni. Il 59enne è ora ricoverato nella struttura in gravi condizioni ma non sarebbe in pericolo di vita.

    Intanto sempre ieri, prima domenica di apertura, lunghissime code sin dall’autostrada per raggiungere il nuovissimo ‘mall’. La viabilità è completamente andata in tilt. Un lungo serpentone di auto ha iniziato a incolonnarsi in via Gallarate all’altezza dell’entrata principale del cimitero Musocco, praticamente 1,6 chilometri prima della traversa che porta a Merlata Bloom. Traffico paralizzato e interminabile, in questi primi giorni. Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane.

    LA DICHIARAZIONE DI MERLATA BLOOM MILANO SULL’INCIDENTE
    “Vogliamo precisare che l’incidente è avvenuto all’interno di un punto vendita del Lifestyle Center e che ogni unità commerciale è responsabile della sicurezza dei propri lavoratori e fornitori. La squadra di soccorso e di sicurezza a presidio di Merlata Bloom Milano è intervenuta a supporto e ha contribuito al tempestivo soccorso del lavoratore. Siamo in contatto diretto con l’insegna in cui è avvenuto l’incidente alla quale abbiamo chiesto di ricevere aggiornamenti sullo stato di salute del lavoratore.”

  • Atp Finals: Sinner cammina sul cornicione della storia. Di Teo Parini

    Atp Finals: Sinner cammina sul cornicione della storia. Di Teo Parini

    Nemmeno una bestia nera è per sempre. Jannik Sinner aveva inanellato una serie di sconfitte in fila contro Daniil Medvedev al punto da fare pensare che il formidabile gioco di sbarramento del russo fosse per lui definitivamente indigesto. La conferma alla regola mutuata dal calcio per la quale, se gli attacchi fanno vendere i biglietti, alla lunga sono le difese a fare vincere le partite. Invece, dopo sei scoppole pedagogiche, a Pechino non troppe settimane fa, lo studioso Sinner ha invertito la rotta e con due set in fotocopia chiusi al tie-break ha fatto suo match e torneo. Che non fosse un caso isolato lo si è capito da lì a poco quando, questa volta a Vienna, a prevalere è stato ancora una volta l’azzurro. Jannik, al termine di una lunga rincorsa cominciata a Marsiglia tre anni e mezzo prima, dimostrava di aver agguantato il livello del numero tre del mondo, depositario di un tipo di gioco fastidioso come forse nessun altro. Con queste premesse, in aggiunta all’inerzia favorevole che le recenti vittorie gli hanno garantito, Sinner è sceso in campo quest’oggi, ovviamente contro il moscovita, per la partita probabilmente più importante della sua giovane carriera, il lasciapassare per la finale delle ATP Finals. Le condizioni al contorno erano le migliori possibili: campo indoor veloce come il ghiaccio e tifo amico plebiscitario.

    Il meglio che c’è per far valere il bombardamento, in questo momento, più feroce del circuito. Jannik, istruito alla perfezione dalla lungimiranza di Cahill unita alla vitalità di Vagnozzi, ha svolto così bene il piano assegnato. Medvedev non ha affatto giocato male, anzi, a testimonianza della velocità di crociera che ha impostato Sinner qui a Torino e che per ora nessuno è riuscito a seguire fin sotto allo striscione d’arrivo. Una statistica significativa già a metà del primo parziale vedeva Sinner in un vantaggio schiacciante, quella dei punti vinti negli scambi sotto i cinque colpi. Tradotta, significa che in una corsa impostata con il piede pigiato sull’acceleratore è Jannik quello con le marce più alte. Medvedev, conscio di ciò, ha provato a essere più propositivo del consueto per non farsi aggredire già ad inizio scambio, denotando sagacia tattica, ma ciò non gli è bastato per arginare la valanga azzurra.

    Il primo parziale è volato via piuttosto in fretta. Sinner, avanti per quaranta a zero nel terzo game e con un gioco per parte a referto, si incarta inaspettatamente e quattro punti in fila vinti dal russo gli costano una sanguinosa palla break che annulla con il servizio, prima di mettere in ghiaccio un importantissimo turno di battuta. Al cambio di campo, con gli attori a ruoli invertiti, si ripropone lo stesso identico copione ma in questo frangente un rovescio affossato in rete da Medvedev dà a Sinner il break che, di fatto, decide il primo set. Perché, da lì in poi, il match segue l’ordine dei servizi fino al 6-3 finale senza sussulti degni di nota. Non essendo bravi a vedere tappeti, bisogna riconoscere che, tifo campanilistico a parte, non ci si è divertiti oltre al minimo sindacale, garantito dal ritmo forsennato caratterizzante gli scambi e poco altro.

    Secondo set e niente di nuovo. Match che scorre rapido, scandito dall’efficacia dei servizi e zero concessioni alla fantasia. Medvedev si ostina a rispondere da lontanissimo per la gioia dello slice di Sinner ma, in compenso, la battuta è una sentenza che lo tiene alla larga dai guai. L’impressione è che basti davvero un nonnulla, un piccolo passaggio a vuoto, per indirizzare un parziale decisamente equilibrato. Sinner sbanda un po’ solo nel corso di un estenuante game numero otto, nel quale Medvedev ha anche la palla del 5 a 3, ma, come forse più giusto per quanto visto in campo, si va al tie-break con qualche piccolo rimpianto anche per l’altoatesino, in un paio di occasioni ad un soffio dalla palla break. In una giornata meno brillante di altre volte al servizio, Sinner adesso fatica un po’ a condurre le operazioni, complice anche un vistoso calo di aggressività, e l’allungarsi dei rally comincia a favorire un maratoneta come Daniil che, al contrario, continua a mettere giù servizi deflagranti con la puntualità di una cartella esattoriale. Scontato l’epilogo, 7-6 che parla russo e contesa che sarà quindi decisa dal terzo set.

    Con il dj che malauguratamente imperversa sulle tribune, Medvedev si concede i servigi del fisioterapista, in quella che è una pessima e generalizzata abitudine contemporanea, mentre Sinner, zompettando a bordo campo, prova a riordinare le idee non particolarmente sagaci della fine del secondo parziale, oltre che a non raffreddare troppo il motore. Jannik ha un piccolo vantaggio, è lui a servire per primo. Adriano Panatta, in cabina di commento, è lapidario quanto lucido: per prendersi la finale, a Jannik serve tornare ad essere quello di inizio match: asfissiante e sbrigativo. Fare match di corsa, lapalissiano, può essere un suicidio. Compito eseguito alla perfezione già nel secondo game nel quale Sinner, alla terza occasione utile, strappa il servizio al numero tre del mondo che, per la verità, ci mette molto del suo con un doppio fallo finale. Così, in un amen, è tre a zero Italia. Fiamma rossa dell’ultimo chilometro decisamente vicina.

    Medvedev è furibondo, un po’ con sé stesso e molto col pubblico mai particolarmente scorretto. Il servizio continua ad essere la sua stampella più efficace ma, adesso, il punteggio fa sì che il match si giochi nei turni di un Sinner che in questo momento sembra in controllo, come quelle volte in cui Alain Prost, presa la testa della corsa, si rendeva inattaccabile pur senza strafare. Tanto che, avanti già per quattro giochi a uno, la terza palla break a suo favore ha il profumo del match point. Per quello vero è questione di qualche minuto: Medvedev non c’è più e per Sinner vuole dire finale. La prima di sempre per un azzurro nell’ATP Finals con il titolo di Maestro che, adesso, dista solo un passo. Che maturità, Jannik. E che giocatore.

  • Vigevano, marocchino aggredito col cacciavite: 22enne italiano arrestato

    Vigevano, marocchino aggredito col cacciavite: 22enne italiano arrestato

    I carabinieri hanno arrestato l’uomo accusato di aver aggredito, ieri a Vigevano, un 30enne di origine marocchina e di averlo ferito gravemente con tre fendenti alla schiena sferrati con un cacciavite di 12 centimetri di lunghezza.

    Si tratta di un giovane di 22 anni, di nazionalità italiana, residente nelle cittadina, accusato di tentato omicidio. Secondo quando è stato accertato dai militari l’aggressione è avvenuta al culmine di un litigio, originato probabilmente da un debito non saldato. Il nordafricano ferito resta ricoverato al Policlinico San Matteo di Pavia: è tuttora in osservazione, ma non in pericolo di vita.

  • Alla sua (impareggiabile) maniera, Emanuele Torreggiani ricorda Matteo Pinoli. Era un uomo.

    Alla sua (impareggiabile) maniera, Emanuele Torreggiani ricorda Matteo Pinoli. Era un uomo.

    A Matteo. L’onda d’urto della tua morte, la morte è sempre un fatto personale, mi sbatte ora contro la scogliera di un lustro andato. S’era al tramonto d’un settembrino e mi cogliesti al tavolo di un bar della piazza Formenti. Ero, pur seduto, visibilmente anestetizzato. Il volto rivelava. Ti sei seduto con me, Matteo. Ti sei seduto lì con me. Non hai detto niente. Non mi hai detto niente. Hai acceso una sigaretta e, con un cenno del capo in assenso, un bicchiere di bianco. L’ombria, lassù in Veneto.

    Io piangevo. Vedi, l’indicibile distanza che oggi ci separa, viene frantumata dall’onda d’urto della tua morte. Sono in treno ora, e sto piangendo. Ora come quel pomeriggio tardi. Piangevo. E tu mi hai preso la mano. E sei stato lì con me per tutto il tempo che mi sono preso. E a quelli che vedendomi così si avvicinavano, tu, tenendomi sempre per mano, con un sorriso cortese, fermo, li smistavi altrove. Puoi stare qui tutta la notte, io sto qui. E mi tenevi per mano. Ecco. Ora che sei morto mi ritorna tutto quel tramonto. È arrivato, ch’era sera, il nostro comune amico Giovanni P che ti ha semplicemente detto, adesso sto qui io Matteo. E tu hai annuito dicendogli tu si, va bene. Ora sei in paradiso Matteo Pinoli. Eri un uomo e il tuo posto è lì.

  • PNRR: la firma del protocollo con la Guardia di Finanza di Milano

    PNRR: la firma del protocollo con la Guardia di Finanza di Milano

    L’accordo, firmato dal Sindaco di Parabiago, Raffaele Cucchi, e dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, Gen. B. Francesco Mazzotta, ha lo scopo di instaurare una reciproca collaborazione ed operare sinergicamente per garantire l’uso lecito delle risorse destinate al Comune di Parabiago, per realizzare azioni e interventi previsti dalle missioni del PNRR.

    Nel dettaglio, il Comune si impegna, per il prossimo triennio, a fornire alla Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico-finanziaria a competenza generale specializzata nella tutela della spesa pubblica nazionale e unionale, input informativi qualificati sulla ricorrenza di possibili irregolarità di cui sia venuto a conoscenza in qualità di soggetto attuatore dei progetti e a mettere a disposizione del Corpo dati ed informazioni utili a prevenire o reprimere ogni condotta illecita lesiva dell’interesse pubblico.

    L’intesa prevede, inoltre, lo sviluppo di iniziative di carattere formativo per i dipendenti del Comune e per i militari del Corpo allo scopo di affinare, in chiave sinergica, le procedure di scambio informativo, garantendone tempestività ed efficacia.

    Come sottolineato dal Generale Mazzotta, “le ingenti risorse destinate a finanziare il PNRR impongono la necessità di adottare un adeguato presidio di legalità volto a garantirne il corretto ed efficiente impiego.

    La stipula dell’odierno protocollo è ulteriore conferma della centralità della Guardia di Finanza nel sistema di prevenzione e contrasto alle condotte lesive degli interessi finanziari pubblici.

    Nell’ambito della collaborazione avviata con il Comune di Parabiago saranno, tra l’altro, forniti adeguati strumenti per orientare la valutazione del rischio in ordine all’astratta configurabilità di casi di irregolarità nell’utilizzo delle risorse finanziarie del Piano e all’eventuale invio di segnalazioni qualificate al Corpo”.

    “Ringrazio molto il Generale Mazzotta e la Guardia di Finanzia di Milano per questa iniziativa che pone una garanzia e una responsabilità in termini di spesa pubblica – ha commentato il Sindaco di Parabiago – Per quanto riguarda il nostro Ente, abbiamo sempre cercato di agire in trasparenza attraverso una puntuale informazione verso la cittadinanza e in rispetto della normativa vigente.

    Non solo, da sempre attiviamo progetti di partecipazione attiva della cittadinanza e lo abbiamo fatto anche con progetti complessi finanziati con fondi PNRR. A tal proposito la sottoscrizione di questo protocollo ci aiuta ad aprire una stagione di quattro incontri pubblici per illustrare ai cittadini quanto progettato, realizzato e investito afferendo anche ai finanziamenti dei fondi stanziati dal PNRR. Una firma, quindi, che ci sembra opportuna e significativa”.

  • Medico di base vittima di insulti. La lettera di denuncia del Sindaco di Casorezzo

    Medico di base vittima di insulti. La lettera di denuncia del Sindaco di Casorezzo

    La situazione di un medico di base di Casorezzo è approdata, tramite diverse segnalazioni, sulla scrivania del sindaco Pierluca Oldani che ha deciso di scrivere una lettera aperta per condannare gli episodi di maleducazione e invitare a un comportamento più corretto nell’interesse di tutti.

    “Ho ricevuto – scrive il sindaco casorezzese – diverse segnalazioni da parte della segreteria della dottoressa di pazienti che si pongono in modo aggressivo e maleducato, voglio sperare che si tratti di un’esigua minoranza e in ogni caso si tratta di comportamenti inaccettabili, evitiamo che, per colpa di alcuni, la dottoressa decida di andarsene”.

    A suscitare l’impazienza di alcuni, sfociata poi in comportamenti inopportuni, è stato soprattutto il discorso degli appuntamenti, “Se gli appuntamenti vengono fissati a distanza di qualche giorno – specifica Oldani – significa che prima ci sono già altre persone che hanno prenotato, perciò è inutile insistere o, peggio, pretendere, ci si augura che chi prende appuntamento ne abbia effettivamente bisogno perché altrimenti occuperebbe tempo che potrebbe essere dedicato a chi davvero necessita”.

    Insomma, il concetto di Oldani è chiaro: è un servizio a beneficio di tutti ma ha le sue regole ed esige senso civico da parte di tutti.

    “Confido- conclude- nelle e nei casorezzesi che hanno sempre dimostrato di essere grande esempio di civismo. Appello che giunge anche in considerazione della scarsità di medici di base da cui da tempo è affetto il territorio lombardo, ma più in generale quello italiano”.

  • Finti invalidi ricercati per truffa individuati dalla Polizia locale di Robecco grazie ai varchi

    Finti invalidi ricercati per truffa individuati dalla Polizia locale di Robecco grazie ai varchi

    Ancora ottimi risultati in termini di sicurezza dal sistema di letture targhe “selea” di Robecco sul Naviglio. Nella serata del 15novembre la pattuglia in servizio di controllo terrirorio si è messa alla ricerca di un veicolo romeno segnalato dal varco ed oggetto di ricerca per reati di truffa ed estorsione a Villafranca di Verona.

    La sinergia tra la pattuglia di Robecco e quella di Boffalora ha permesso di individuare i soggetti ricercati alla ricerca di potenziali vittime con falsi tesserini d’invalidità per mancanza di udito. I due soggetti entrambi romeni senza fissa dimora sono stati deferiti all’autorità giudiziaria ed i documenti falsi sequestrati.

    I due soggetti, spacciandosi per non udenti, avvicinavano soggetti vulnerabili (donne sole, adolescenti, anziani etc…) e mostravano loro dei finti tesserini d’invalidità per poi obbligarli a farsi consegnare cifre dai 20 ai 100 euro.

  • Ancora un incidente nel tratto senza spartitraffico della Boffalora Malpensa, tra Magenta e Mesero

    Ancora un incidente nel tratto senza spartitraffico della Boffalora Malpensa, tra Magenta e Mesero

    Ennesimo incidente stradale nel tratto senza spartitraffico della Boffalora Malpensa. Quello tra Magenta e Mesero dove anche oggi due auto sono rimaste coinvolte in un sinistro.

    E’ successo poco dopo le 16 quando sono giunti sul posto gli equipaggi di due ambulanze, la Croce Bianca di Magenta e la Ata di Zelo, oltre alla Polizia Stradale per i rilievi. Tre le persone coinvolte, due uomini e una donna. I feriti stanno per essere evacuati in codice giallo.