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  • Atp Finals: Sinner supera Nole (e Adriano..), adesso l’eterna gloria non è più un miraggio- di Teo Parini

    Atp Finals: Sinner supera Nole (e Adriano..), adesso l’eterna gloria non è più un miraggio- di Teo Parini

    La storia recente di questo sport si fonda su un assioma: battere Djokovic è impresa complessa, farlo sul filo di lana è pressoché impossobile. Ciò, perché quando i serbatoi della benzina si svuotano e nell’economia del gioco la supremazia della testa sui muscoli assume una sproporzione marcata, nessuno ha il fosforo e il killer instinct del serbo. Portarsi Djokovic in volata è come giocarsi lo sprint in bicicletta con van der Poel, una morte (quasi) certa.

    Che Jannik Sinner lo abbia fatto, chiudendo un match spalla a spalla con autorevolezza, assume, pertanto, diversi significati. Innanzitutto, ne certifica il sopraggiunto livello acquisito, più che in termini di gioco, quelli erano evidenti da un pezzo, di blasone. Dei top player, infatti, Jannik fino a ieri era l’unico a non poter vantare in bacheca almeno uno scalpo di Novak e la lacuna, oltre che statistica, era proprio una questione di handicap psicologico. Perché, scendere in campo e pensare di poter battere il numero uno al mondo è una cosa ma farlo sapendo di esserci già riuscito in passato è tutta un’altra. L’aver sfatato il tabù, in tal senso, può rappresentare il turning point decisivo nella carriera dell’azzurro.

    Non che sia un tipo avvezzo alla beneficienza, anzi, ma pur non essendo la consueta partita da dentro o fuori – il Master, infatti, è l’unica eccezione alla regola tennistica del “chi perde va a casa” – Djokovic ha provato in ogni modo, anche ai limiti della correttezza, a fare suo l’incontro. In altre parole, il successo è tutta farina del sacco di Sinner che ha affrontato il serbo nell’unica maniera che portasse con sé una chance di vittoria, quella del maratoneta che esce dai blocchi di partenza col piglio del centometrista. Pochi calcoli e ancora meno fasi interlocutorie, quindi, un martellamento incessante. Panatta, per l’occasione spalla tecnica in cabina di commento, scherzando ma non troppo, alla domanda su cosa dovesse fare Jannik per vincere rispondeva laconico: tirare forte e sulle righe. Vecchio marpione, l’inarrivabile Adriano, perché è quello che ha fatto Sinner per tre ore, contro uno che se gli spari addosso col bazooka dà il meglio di sé.

    Servizio chirurgico da una quindicina di ace, anche se un pelo calante sulla distanza; dritto robusto, sporcato negli effetti il giusto e letale sulla traiettoria anomala, come si chiamava una volta l’inside out; rovescio da PlayStation, piatto e con velocità di crociera ipersonica; smash efficace e, soprattutto, affidabile. Certo, volèe e smorzata restano ancora colpi troppo spesso tremebondi ma, a scavare bene, nemmeno Federer fu immacolato. O forse sì, ma lo svizzero mica giocava a tennis, dipingeva. Insomma, la partita pressoché perfetta. Nonostante il piccolo passaggio a vuoto che, una volta avanti per quattro giochi a due con il servizio a disposizione nel terzo e ultimo parziale, lo ha poi costretto agli straordinari che più straordinari non si può, un tie-break decisivo al cospetto del Djokovic in modalità uno contro tutti. Ma la reazione tutta testa e calma serafica, esibita una volta riacciuffato nel punteggio e sopraffatto nell’inerzia, non è che un altro mattone posato nella costruzione dell’autostima brutale che deve possedere un aspirante dominatore come giustamente Sinner ambisce a diventare.

    Il perché Djokovic sia simpatico ai più come una cartella esattoriale lo ha ribadito in maniera esaustiva il match di ieri. Se rigettare la sconfitta è sempre prerogativa dei grandi campioni, farlo sulle pieghe del regolamento – accentuando, a voler essere comprensivi, una noia fisica per fare ricorso ai servigi del fisioterapista allo scopo di spezzare il ritmo sfavorevole del match, o inscenando la consueta battaglia di rumore contro il pubblico, sempre in chiave di disturbo dell’avversario, e contro l’arbitro, idem come sopra – non è atteggiamento tale da generare, appunto, empatia, oltre che di scarsa limpidezza sportiva.

    Ma si sa, nel sacrosanto principio del winning ugly, teorizzato da un maestro del sotterfugio come Brad Gilbert, vale tutto, anche fuggire in bagno quando non ti scappa. Non è bastato, nonostante una prestazione al servizio degna del suo allenatore, Goran Ivanisevic il miglior battitore di ogni epoca, e la proverbiale capacità di alzare il livello a comando nei momenti topici. Perché, e qui viene il bello, lo ha fatto anche Sinner e pure meglio di lui. Saper innestare le marce alte nel momento del bisogno, senza tremare anche di fronte alla morte, non è aspetto che si allena ma una concessione benevola di madre natura che l’altoatesino si porta in dote e che, ormai da qualche mese, ha imparato a capitalizzare. L’espressione incredula di Djokovic quando si è visto violare la propria comfort zone ha detto tutto.

    Siccome non siamo qua a vedere cianfrusaglie, cercando l’obiettività che una performance meravigliosa potrebbe fare venire a meno, si rendono necessarie un paio di precisazioni. Sinner ha potuto godere delle migliori condizioni possibili ma in futuro non sarà sempre così. Il campo che ha la velocità del ghiaccio, un caso isolato nel circuito, e la sfida al meglio dei tre set, descrivono, infatti, la situazione ideale per portare Sinner al suo acme. Perché, ad oggi, ancora non è acclarata la sua capacità di gestire da top player le energie psico-fisiche sulla lunghissima distanza e, inoltre, su campi meno veloci l’allungarsi degli scambi potrebbe essere un favore a chi controbatte più che a chi, come lui, offende. In merito, una risposta importante l’avremo già dai prossimi Australian Open in gennaio quando, per la prima volta, nessuno potrà escludere a cuore leggero Jannik dal lotto dei favoriti.
    Sempre per essere intellettualmente onesti, occorre dire un’altra cosa.

    Non si può avere la controprova, purtroppo, ma la sensazione è che se questo Djokovic trentaseienne incontrasse la sua versione robotica del 2011 finirebbe con le ossa rotte. Eppure l’altro giorno Rune ci ha comunque perso e ieri Sinner ha prevalso di un millimetro, benché entrambi in formato deluxe. Quindi, il sospetto che il livello globale del tennis sia in questo momento ovviamente alto ma non altissimo è piuttosto fondato. All’uopo, la crisetta di Alcaraz, spedito sulla Terra dagli dèi proprio per non fare rimpiangere il recente passato, desta un principio di preoccupazione. Tornando al Master, il bello (o il brutto) della consolidata formula fa sì che, nonostante una vittoria del genere, per assicurarsi un posto in semifinale senza dover passare per la scure della conta dei set sarà obbligatorio battere Rune, avversario che a definire complicato si rischia di sottovalutarne il pedigree. Ma è giusto così.

    Per aggiudicarsi il titolo di Maestro, Sinner – come tutti i colleghi, del resto – ha il dovere di mettere in fila, uno per uno, i più forti. Ieri sera in tre ore di battaglia abbiamo imparato, il diretto interessato per primo, che è qualcosa di fattibile. Anzi, giunti a questo punto della storia del tennis, di piuttosto probabile.

  • Scontro lungo la A4 tra Arluno e Mesero, auto si ribalta: tratto autostradale bloccato

    Scontro lungo la A4 tra Arluno e Mesero, auto si ribalta: tratto autostradale bloccato

    Un incidente si è verificato questa mattina lungo l’autostrada A4 tra Mesero e Arluno con relativo blocco del tratto. Per cause in corso di chiarimento da parte della Polizia Stradale di Novara Est si è verificato lo scontro tra un’auto e un tir, con ribaltamento del primo veicolo.

    Sul posto sono giunti ambulanza, automedica e vigili del fuoco di Inveruno e Rho. Una persona ha riportato ferite, ma per fortuna non gravi, ed è stata trasferita al pronto soccorso con il codice verde. Le conseguenze peggiori, come detto, si sono avute sul traffico: tra le 7 e le 8, orario di punta, traffico impazzito e come sempre rallentamenti anche sulla direzione opposta dell’A4, a causa dei classici ‘guardoni’ da incidente.

  • Guida Michelin 2024: due nuovi Tre Stelle e 27 neo stellati, tutti i nomi

    Guida Michelin 2024: due nuovi Tre Stelle e 27 neo stellati, tutti i nomi

    Con Atelier Moessmer Norbert Niederkofler, nuova sede per il cuoco delle montagne, e “Quattro passi” a Nerano salgono a 13 i ristoranti tre stelle Michelin in Italia. Oltre alle due new entry nell’Olimpo dei ristoranti che “valgono un viaggio” si confermano tristellati: Villa Crespi a Orta San Giulio (Novara), Piazza Duomo ad Alba (Cuneo), Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo), Le Calandre a Rubano (Padova), Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (Mantova), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (L’Aquila), Uliassi a Senigallia (Ancona) e Enrico Bartolini al Mudec a Milano.

    Nella 69/ma edizione della guida Michelin Italia, presentata a Brescia alle porte della Franciacorta, sono cinque i nuovi due Stelle e 26 i ristoranti che ottengono il riconoscimento “una stella Michelin”. La selezione degli ispettori della “rossa” delinea un nuovo firmamento composto da 395 stelle distribuite in tutta la penisola. E sono 13 i ristoranti che fanno ingresso nella lista “Stella verde Michelin” a testimoniare una ristorazione impegnata, etica e sostenibile radicata in tutta la Penisola. “Si tratta di una edizione da record che da’ la misura di una cucina italiana piena di vitalità e talento. – ha commentato Gwendal Poullennec, direttore internazionale delle guide Michelin – La selezione 2024 contempla 395 ristoranti stellati, tra i quali spiccano due nuovi tre stelle che entrano nell’Olimpo mondiale: i ristoranti Quattro Passi e Atelier Moessmer. Inoltre due ristoranti ricevono la doppia stella in un colpo solo”.

    La cerimonia delle “Star Revelation Italia” è stata un susseguirsi di emozioni per i tanti chef, imprenditori, addetti ai lavori e amanti della buona tavola presenti al Teatro Grande di Brescia. Sono 33 le nuove stelle in totale ha precisato il direttore della Guida Michelin Italia Sergio Lovrinovich, che hanno interessato 12 regioni e 5 i nuovi ingressi nella categoria dei due stelle Michelin, ovvero i ristoranti che, durante un viaggio in automobile, valgono la deviazione. Ricevono il riconoscimento doppio d’emblèe: Verso a Milano, con in cucina i fratelli Mario e Remo Capitaneo, e La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti a Serralunga D’Alba (Cuneo), a pochi mesi dall’apertura all’interno dell’albergo Il Boscareto. Entrano inoltre nella schiera dei due stelle Andrea Aprea a Milano con lo chef campano d’origine e milanese di adozione già bi-stellato al ristorante Vun; George Restaurant a Napoli con lo chef Domenico Candela nel roof garden del Grand Hotel Parker’s. che ha dedicato il premio alla famiglia e a Napoli, e ancora in Campania due stelle a Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia col talentuoso chef Maicol Izzo che riceve anche il Michelin Special Award Young Chef 2024, offerto da Lavazza. Lombardia, Campania, Toscana e per la prima volta Umbria sono le regioni più premiate dalla guida Michelin Italia 2024.

    La Lombardia resta saldamente in testa alla classifica delle regioni con il maggior numero di Stelle Michelin: può vantare 60 ristoranti stellati, di cui tre 3 Stelle, sei 2 Stelle e ben 51 premiati con una Stella Michelin. Segue la Campania con 51 ristoranti, (1 tre Stelle, 8 due Stelle, 42 una Stella), mentre sul terzo gradino del podio troviamo la Toscana con 41 ristoranti (1 tre Stelle,5 due Stelle,35 una Stella). Scivola in quarta posizione il Piemonte con 40 ristoranti (2 tre Stelle,4 due Stelle,34 una Stella), mentre conferma il quinto posto il Veneto con 32 ristoranti Stellati (1 tre Stelle, 4 due Stelle, 27 una Stella). Nella classifica delle province tra le Top 5 troviamo due città campane: Napoli che si conferma al vertice con 29 ristoranti (1 tre Stelle, 7 due Stelle, 21 una Stella) e per la prima volta Salerno, in quarta posizione con 18 ristoranti (2 due Stelle, 16 una Stella), preceduta da Bolzano che conquista la seconda posizione con 21 ristoranti (1 tre Stelle, 3 due Stelle, 17 una Stella) e Milano che con 19 ristoranti Stellati (1 tre Stelle, 4 due Stelle, 14 una Stella) scivola in terza posizione. La capitale, Roma, è al quinto posto con 17 ristoranti Stellati (1 tre Stelle, 3 due Stelle, 13 una Stella). Proprio a Roma si trova una delle novità del 2024: il ristorante Orma dello chef Roy Caceres, premiato con una Stella Michelin ad appena 7 mesi dall’apertura. La regione con le novità Stellate più importanti nell’edizione 2024 della Guida Michelin è però la Campania, che ha raccolto un nuovo ristorante insignito delle Stelle Michelin, 2 nuovi due Stelle e 3 nuovi ristoranti con una Stella Michelin. Prima per dinamismo la Lombardia con 7 novità (2 due Stelle, 5 una Stella), mentre al terzo posto troviamo la Toscana con 4 novità una Stella Michelin. Per quanto riguarda i Bib Gourmand, l’edizione 2024 vede 29 novità. Nella classifica complessiva dei Bib Gourmand per regioni, l’Emilia-Romagna si conferma al primo posto con 34 ristoranti. Alle sue spalle la Lombardia (29 ristoranti), seguita dal Piemonte (28 ristoranti) e dalla Toscana (26 Bib Gourmand). Al quinto posto il Veneto con 20.

    I NUOVI NEO STELLATI
    Nella Guida Michelin Italia 2024 sono 26 le nuove insegne che potranno vantare la stella Michelin. Tra queste Bluh Furore in Costiera Amalfitana con il superchef Enrico Bartolini che ne ha definito la linea gastronomica interpretata poi dallo chef Vincenzo Russo, classe 1995, che ha lavorato nella cucina di Antonino Cannavaciuolo. In crescita quest’anno i riconoscimenti (+3) a ristoranti guidati da chef donna: Casa Mazzucchelli a Sasso Marconi (Bolognna) con la chef Aurora Mazzucchelli; Ada (Ada Stifani) a Perugia, e Wood (Armanda Eriksson) alle pendici del monte Cervino. Ecco l’elenco dei ristoranti che hanno ottenuto il riconoscimento di una stella Michelin: Alici ad Amalfi; Bluh Furore a Furore; Un piano nel Cielo a Praiano (Salerno); Casa Mazzucchelli a Sasso Marconi (Bologna); Orma Roma a Roma; Il Marin a Genova; Vignamare ad Andora (Savona); Contrada Bricconi a Oltressenda Alta (Bergamo); Horto a Milano; Il Fagiano a Fasano del Garda (Brescia); La Coldana a Lodi; sui generis a Saronno (Varese); Cortile Spirito Santo a Siracusa; Crocifisso a Noto (Siracusa), Votavota a Marina di Ragusa; Il Visibilio a Castelnuovo Berardenga (Siena); La Magnolia a Forte dei Marmi (Lucca); Osmosi a Montepulciano (Siena); Saporium Firenze a Firenze; Dolomieu a Madonna di Campiglio (Trento); Ada a Perugia; Elementi a Torgiano (Perugia); Une a Capodacqua (Perugia); Wood a Breuil Cervinia (Aosta); Nin a Brenzone sul Garda (Verona); Vite a Lancenigo (Treviso). Tre le 33 novità, sono 11 gli chef con età uguale o inferiore ai 35 anni. E tra i giovani talenti spicca lo chef Fabrizio Mellino, che a 33 anni festeggia oggi le tre stelle del ristorante Quattro Passi, oltre a Maicol Izzo che a 31 anni vince il premio speciale Young Chef by Lavazza.

  • Guida Michelin 2024: sette nuove Stelle in Lombardia, confermate le Tre Stelle a Bartolini, Vittorio e Pescatore

    Guida Michelin 2024: sette nuove Stelle in Lombardia, confermate le Tre Stelle a Bartolini, Vittorio e Pescatore

    BRESCIA – “Sono 7 i nuovi ristoranti lombardi insigniti delle prestigiose ‘Stelle Michelin’ (2 ‘due Stelle’ e 5 ‘una Stella’), confermando che la nostra Regione è nell’Olimpo della nostra amata e prestigiosa cucina Made in Italy, qui nella meravigliosa Franciacorta”. Così Barbara Mazzali, Assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia questa sera al Teatro Grande di Brescia, commentando la presentazione della ‘Guida Michelin 2024’, con i riconoscimenti assegnati ai nuovi ‘guru’ della ristorazione italiana, con l’assegnazione di un totale di 26 stelle a livello nazionale. Prima per dinamismo è la Lombardia con 7 novità (2 due Stelle, 5 una Stella) e con 4 ‘Stelle Verdi’, un simbolo che contraddistingue i ristoranti in prima linea sul fronte della sostenibilità.

    “La Lombardia si conferma ai vertici dell’enogastronomia nazionale – evidenzia Mazzali -. La nostra Regione è oggi sempre più rinomata, non solo per il suo patrimonio culturale e paesaggistico, ma anche per la sua straordinaria offerta culinaria, straordinaria leva di attrattività turistica “.

    LA LISTA DEI ‘MAGNIFICI 7’ LOMBARDI – Sono ‘Aprea’ e ‘Verso’, entrambi a Milano, i due ristoranti che hanno ricevuto ‘Due Stelle Michelin’. A ottenere una ‘Stella Michelin’ 2024 sono invece altri 5 ristoranti lombardi: Horto di Alberto Toé (Milano); La Coldana di Alessandro Proietti (Lodi); ContradaBricconi di Michele Lazzarini (Oltressenda Alta- Bergamo); Sui Generis di Alfio Nicolosi ( Saronno-Varese); Il Fagiano di Maurizio Bufi (Fasano del Garda – Brescia).

    SOMMELIER AWARD 2024, UN ALTRO VINCITORE DELLA LOMBARDIA – Il Sommelier Award 2024 per la Guida Michelin Italia è invece andato a Marzio Lee Vallio dell’Esplanade di Desenzano del Garda. A conquistare una ‘Stella Verde’ sono stati invece 4 Grow Restaurant ( Albiate); Horto, (Milano); Radici, San Fermo della Battaglia (Como); Dal Pescatore, Canneto sull’Oglio (Mantova)

    “OGNI STELLA FA ONORE ALLA MAESTRIA CULINARIA REGIONALE” – “La Guida Michelin, che da decenni si impegna a riconoscere e celebrare l’eccellenza culinaria in tutto il mondo, rappresenta una finestra unica per esplorare la nostra variegata cucina regionale- continua Mazzali-. Ogni stella assegnata a un ristorante lombardo è un riconoscimento della maestria culinaria e dell’impegno verso l’eccellenza. Milano, dinamico capoluogo regionale, ospita numerose mete gastronomiche stellate, offrendo una miscela di tradizione e innovazione culinaria. Questi risultati sono garanzia che in Lombardia gli amanti del buon cibo possono avventurarsi in un viaggio culinario dai sapori straordinari”.

    TRA CHI SI CONFERMA A ‘TRE STELLE’, 3 LOMBARDI – Oltre alle due new entry nella famiglia dei 3 Stelle MICHELIN, i Ristoranti che “valgono il viaggio” in Italia e confermano le 3 Stelle, sono: Villa Crespi Orta San Giulio (NO), Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ), Uliassi a Senigallia (AN) ed Enrico Bartolini al MUDEC a Milano

  • Apre mercoledì 15 il Merlata Bloom: 70mila metri commerciali (e fino a 2000 posti di lavoro)

    Apre mercoledì 15 il Merlata Bloom: 70mila metri commerciali (e fino a 2000 posti di lavoro)

    “Merlata Bloom Milano è la nuova destinazione per shopping, food, intrattenimento ed eventi di Milano da vivere ogni giorno, per tutto il giorno. Al suo interno troverai non solo marchi inediti per il tuo shopping, ma anche un’ampia offerta food&beverage, concept store sperimentali, un cinema multisala Notorious Cinemas, Decathlon e un superstore Esselunga.
    Questi sono solo alcuni elementi che rendono Merlata Bloom Milano unico, ti aspettiamo dal 15 novembre per svelarvi tutti gli altri”.

    E’ tutto pronto per l’inaugurazione e l’apertura del centro commerciale tra virgolette più atteso degli ultimi anni: dopo il Centro di Arese, sempre ad ovest di Milano è ormai cont alla rovescia per il Merlata Bloom, che nasce a ridosso della sempre più dinamica zona che ospiterà Mind e che già ha visto l’avvento del nuovo ospedale Galeazzi. Si tratta, come dicono gli addetti ai lavori, di un “lifestyle center” da 70.000 mq, firmato CallisonRKTL per conto di Nhood Services Italy.

    Qui negli ultimi anni sono stati avviati altri due grandi progetti. Si tratta di MIND, il sito in via di sviluppo nell’area dell’Expo ridisegnato da Lendlease, e UpTown, lo smart district realizzato da EuroMilano su un’area di 900.000 mq (di cui 300.000 destinati a parco) progettato per raggiungere 13.000 residenti entro il 2030. Al momento, ne accoglie circa 6.000. Ma l’ufficio vendite, a due passi da Merlata Bloom, è al lavoro per raddoppiare il numero. Prezzi: tra i 5.000 e i 7.000 al metro quadro.

    Lo shopping mall è raggiungibile con la metro. La fermata è Molino Dorino. “È la più vicina a Merlata Bloom”, ci spiega il team di Property Management. “Da lì è possibile raggiungere il centro a piedi, camminando per poco più di un chilometro, oppure con l’autobus n. 35. Per quanto riguarda l’accesso, valuteremo anche l’uso di navette”. In corso di progettazione anche la stazione FS di Milano MIND-Merlata, che si troverà a metà strada tra le stazioni di Milano-Certosa e Rho Fiera Milano. La nuova fermata del passante ferroviario dovrebbe sorgere sotto il cavalcavia pedonale che collega il mall di Cascina Merlata allo smart district di Lendelase.

    A Merlata ci saranno colonnine per la ricarica delle auto elettriche, 4000 posti auto e un sistema di riconoscimento automatico delle targhe per semplificare il parcheggio. Ma ci saranno anche la bellezza di 43 concept food & beverage con metrature diverse, fino a 420 mq. In alcuni spazi, i più ambiti, ci saranno ampie vetrate con vista sul parco e sui grattacieli di Uptown e i dehor”, continua Colombi. Le prime insegne annunciate l’anno scorso sono tutte confermate: RossoPomodoro, Ham Holy Burger, La Piadineria, Bun Burgers, Cioccolati Italiani, Fresco&Cimmino, le insegne del Gruppo Cremonini (RoadHouse, Calavera, Billy Tacos, Smokery), Ichi Station, Kebhouze, Macha Cafè, McDonald’s, Nima Sushi, Panino Giusto, Poke House e Wagamama renderanno attrattiva l’offerta dalla colazione al pranzo fast, fino al dining di fascia alta. Le ultime insegne annunciate sono Magnami, cucina romana reinterpretata in chiave gourmet, la pasticceria di Martinucci Laboratory, il format pugliese Come Vuoi Pane e condimenti (vincitore del Foodservice Award 2023 per la categoria centri commerciali, leggi l’intervista nelle pagine seguenti) e Bomaki Ràpido.

    Superata l’area leisure e food, imbocchiamo una passerella che ci porta nell’edificio della galleria commerciale. Cambiano i materiali e si ammorbidiscono le linee del soffitto (niente più legno, ma tanta luce ovunque: oltre le vetrate c’è lo sky garden dove andremo dopo) e il percorso diventa quasi “cittadino”. Diversi brand hanno già deciso di esserci: Miniso, Guess, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Portobello, mentre nell’area gaming, high tech e innovazione sono confermate le medie superfici occupate da Big Toys e Euronics.

    PIU’ DI 1000 POSTI DI LAVORO
    Si stima che il Centro Commerciale Merlata Mall di Milano creerà posti di lavoro per circa 1000 unità di personale. Considerando anche l’indotto, potranno salire a 2000 le risorse che troveranno opportunità di impiego grazie all’apertura del sito.

    Data l’imminente apertura della galleria commerciale, parte degli inserimenti necessari è già stata effettuata, ma sono ancora numerose le posizioni da coprire nei punti vendita, nei ristoranti e nelle altre attività del nuovo centro, situato nel versante nord ovest della città, nel cuore del quartiere di Casina Merlata: i quotidiani parlavano nei giorni scorsi di quasi 200 opportunità di assunzione.

    DA MC DONALD’S LAVORERANNO 50 PERSONE
    Il nuovo ristorante McDonald’s di Cascina Merlata, situato presso il Lifestyle Center Merlata Bloom Milano, in Via Dailmler 61, aprirà domani, mercoledì 15 novembre alle ore 17.00; nel locale lavoreranno 50 persone.

    Il ristorante è completo di McCafé che, luogo ideale per una colazione o una pausa, offre ai clienti la possibilità di gustare con calma un caffè di qualità e un’offerta varia di soft drink e prodotti da forno.

    Il ristorante ha 70 posti a sedere tra interno ed esterno. È inoltre dotato di kiosk digitali grazie ai quali è possibile ordinare in autonomia, personalizzando alcune ricette e modificando le quantità degli ingredienti. Il nuovo ristorante di Cascina Merlata sarà aperto tutti i giorni, dalle 9:00 alle 23:00. Nel locale, sarà inoltre attivo il servizio di McDelivery.

    Tutte le info sul Merlata Bloom al link https://www.merlatabloommilano.com/

  • Delitto di Turbigo: chiesto l’ergastolo per il 34enne albanese accusato dell’omicidio

    Delitto di Turbigo: chiesto l’ergastolo per il 34enne albanese accusato dell’omicidio

    Si torna a parlare della vicenda processuale scaturita da uno dei crimini più efferati commessi nell’est Ticino nel corso degli ultimi anni: il delitto avvenuto a Turbigo, in pieno centro, nel settembre del 2022. Il Pubblico Ministero di Busto Arsizio Ciro Caramore ha chiesto ieri la condanna all’ergastolo per Gjinaj Rigels, albanese di 34 anni accusato dell’omicidio di Emanuel Rroku, 23 anni, ucciso con un colpo di pistola al collo davanti a un bar di via Allea a Turbigo (Milano) il 16 settembre 2022. Il pm ha contestato l’aggravante dei futili motivi e, durante la requisitoria, ha chiesto alla Corte d’Assise del Tribunale di Busto Arsizio presieduta da Rossella Ferrazzi, di non riconoscere le attenuanti generiche all’imputato. Imputato che ha alle spalle (la vittima era incensurata) molti precedenti e una recidiva per porto abusivo di arma da fuoco. Il fatto certo è che quella sera un italiano conosciuto dal 34enne stava aggredendo la moglie per strada. La vittima e alcuni amici sono intervenuti per fermare l’aggressione.

    Un intervento che il Pm ha definito “di alto valore sociale perché ha fermato un episodio di maltrattamenti”. Secondo l’accusa, a quel punto, l’imputato sarebbe arrivato in via Allea armato, forse chiamato in soccorso dal marito violento, aggredendo la vittima e gli amici che stavano cercando di calmare verbalmente il marito autore dell’aggressione. L’imputato a fronte del non cedere dei ragazzi avrebbe estratto la pistola. Diversa la ricostruzione dell’avvocato Antonio Buondonno che ha parlato di eccesso colposo di legittima difesa o, in subordine, di omicidio preterintenzionale. La sentenza è attesa per il 20 novembre, quindi lunedì prossimo: in paese c’è ovviamente molta attesa, dal momento che la vittima era pienamente inserita nella vita comunitaria e associativa di Turbigo.

  • I docenti del liceo Bramante di Magenta scrivono: “Massimo appoggio ai nostri studenti, ma la scuola non cade a pezzi”

    I docenti del liceo Bramante di Magenta scrivono: “Massimo appoggio ai nostri studenti, ma la scuola non cade a pezzi”

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
    I lavoratori del Liceo Bramante che sottoscrivono il presente comunicato stampa intendono esplicitare la propria posizione in merito alle condizioni strutturali dell’edificio e allo stato di agitazione degli studenti. Esprimiamo il nostro appoggio alle legittime richieste dei nostri studenti nel richiamare Città Metropolitana ai propri doveri, a garanzia dei diritti alla sicurezza, alla salute, al benessere e allo studio di chi accede agli edifici scolastici.

    Fatta questa doverosa premessa, vogliamo sottolineare che, a nostro parere, l’affermazione circolata negli ultimi giorni secondo la quale “La scuola cade a pezzi” è un’evidente esagerazione che rischia di dare un’immagine fuorviante alla cittadinanza. Tuttavia, è innegabile la presenza di notevoli problemi strutturali, alcuni di lunga data (ad esempio le infiltrazioni di acqua piovana in vari luoghi dell’Istituto, in particolare in palestra), altre emerse recentemente (quali il malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento dopo l’installazione delle termovalvole). La situazione dei termosifoni è, oggettivamente, insostenibile: il rumore persistente riscontrato a partire dall’accensione degli impianti crea delle condizioni al limite dell’accettabile, sia per i lavoratori, sia per gli studenti; anche gli altri problemi strutturali, comunque, condizionano notevolmente lo svolgimento regolare della didattica. Non spetta a noi valutare da un punto di vista tecnico l’operato dell’Ente proprietario (Città Metropolitana) e non vogliamo suscitare una sterile polemica, né strumentalizzazioni politiche; tuttavia abbiamo l’evidente percezione di una sottovalutazione e una scarsa consapevolezza delle condizioni che si sono venute a creare negli ultimi anni: è evidente, per esempio, che gli interventi sulle strutture, sia quelli di manutenzione, sia quelli di riparazione o ristrutturazione, non avvengono né nei tempi, né nei modi consoni a garantire la regolare attività di un istituto scolastico, né ottengono effetti davvero risolutivi.

    Come esempi citiamo la manutenzione del verde, che viene effettuata spesso in ritardo e durante gli orari di lezione (causando grandi disturbi), oppure gli interventi riguardanti le infiltrazioni di acqua piovana che non hanno mai risolto i problemi. Detto questo, riteniamo importante evidenziare che tutta la comunità scolastica, pur con le attuali difficoltà, sta lavorando con impegno e dedizione per fornire una offerta formativa all’avanguardia (citiamo, ad esempio, i 25 progetti extracurricolari attivati quest’anno o le molteplici proposte sportive). È mortificante constatare che l’immagine dell’Istituzione scolastica sia danneggiata da problematiche strutturali, sempre segnalate tempestivamente all’Ente proprietario, che mettono in ombra quanto di buono e di innovativo i docenti e la Dirigenza stanno, nonostante tutto, proponendo, anche con notevole disponibilità a sostenere ulteriori carichi di lavoro oltre a quelli curricolari.

  • Ancora una protesta degli studenti: a Corbetta il Mainardi in sciopero, ‘nelle classi 14 gradi’ (VIDEO)

    Ancora una protesta degli studenti: a Corbetta il Mainardi in sciopero, ‘nelle classi 14 gradi’ (VIDEO)

    “Fare lezione con 14 gradi in classe non è accettabile, per gli studenti e per tutto il personale docente e scolastico. Questa mattina i ragazzi del “Mainardi” di #Corbetta hanno deciso di scioperare per far sentire la loro voce, dopo anni di silenzi e problemi irrisolti, e la nostra Assessore all’Istruzione Elisa Baghin ha ascoltato il disagio e le richieste degli studenti. Non li lasceremo soli, come Amministrazione sosterremo le loro richieste supportando le iniziative che porteranno avanti ufficialmente presso Città Metropolitana di Milano e Ministero dell’Istruzione per risolvere i problemi dell’Istituto!”.

    E’ la pagina Facebook del sindaco di Corbetta Marco Ballarini a dar conto della terza protesta, in pochi giorni, degli studenti magentini e dell’est Ticino. Così stamani, dopo le manifestazioni all’Ipsia e al Liceo Bramante di Magenta (giovedì e venerdì scorsi), è toccato a ragazze e ragazzi del Vasco Mainardi di Corbetta. Una realtà importante, sul territorio. Il 1 settembre 2012 l’IIS Vittuone, con l’Ipsia Mainardi di Corbetta, ha dato vita alla nuova istituzione scolastica autonoma IIS Alessandrini Vittuone. Lo storico istituto tecnico Alessandrini nasce nel 1990 come sezione staccata dell’Itis Cannizzaro di Rho, con indirizzo in Elettronica e Telecomunicazioni. Negli ultimi anni la sede di Vittuone ha visto un costante incremento della popolazione scolastica. Si è passati infatti da 287 alunni dell’anno scolastico 1996/97 agli attuali circa 800 alunni.

    Nel video che pubblichiamo, dove bisogna ancora una volta dare atto all’Arma dei Carabinieri di saper gestire con professionalità e spirito di servizio le situazioni più delicate, si vedono gli alunni a rilevare i problemi dovuti principalmente al riscaldamento. O meglio sarebbe dire al NON riscaldamento: a quanto ci hanno scritto alcuni genitori dei ragazzi iscritti e frequentanti all’istituto di Corbetta, “i nostri figli sono ridotti a stare in classe con i giubbotti e i cappelli; c’è persino chi si porta la coperta per stare al caldo da casa propria”. Situazione difficile, e come abbiamo visto non si tratta certo dell’unica. Ad essere chiamata in causa, ancora una volta, è la Città Metropolitana di Milano. Seguiremo l’evolversi della vicenda nei prossimi giorni.

    GUARDA IL VIDEO DELLA PROTESTA
    https://www.youtube.com/watch?v=xRnvXIq1T9I

    -foto tratte dalla pagina Facebook di Marco Ballarini-

  • Scontro auto moto a Inveruno sulla provinciale per Mesero: 59enne trasferito al San Carlo

    Scontro auto moto a Inveruno sulla provinciale per Mesero: 59enne trasferito al San Carlo

    E’ stato trasferito, in codice giallo, all’ospedale San Carlo di Milano un 59enne coinvolto in un grave incidente stradale a Inveruno. E’ accaduto oggi pomeriggio alle 15.30 sulla sp 34 per Mesero. Si è trattato di uno scontro auto moto, il ferito viaggiava in motocicletta.

    Giunti sul posto Croce Bianca Magenta e automedica. Dopo essere stato stabilizzato il 59enne è stato trasferito al San Carlo. Sul posto sono giunti i Carabinieri e la Polizia locale per i rilievi e per la gestione della viabilità.

  • Magenta: Carlo Morani e Natalia Tunesi ‘San Martini d’Oro’ 2023- di Franca Galeazzi

    Magenta: Carlo Morani e Natalia Tunesi ‘San Martini d’Oro’ 2023- di Franca Galeazzi

    Dalle ‘pieghe della veste’ alla metà del mantello. Questione di stoffa, vien da dire, e di stoffa, da parecchi anni a questa parte nella scrittura di opere storiche, Natalia Tunesi e Carlo Morani hanno dimostrato di possederne molta.

    A loro la Pro Loco nella persona di Pietro Pierrettori, l’Amministrazione Comunale nella persona di Luca del Gobbo e la Comunità Pastorale nella persona di don Giuseppe Marinoni hanno attribuito il San Martino d’oro 2023. “Una volta ancora abbiamo condiviso la scelta in piena sintonia”, ha riferito il presidente della Pro Loco nell’avviare la cerimonia di conferimento della prestigiosa onorificenza, ieri sera, in Basilica, nel corso del Concerto in onore del Patrono, a cura di Totem. Oltre al sindaco Luca Del Gobbo, a Pierrettori ed alle autorità militari erano presenti anche l’onorevole Umberto Maerna e il consigliere regionale Silvia Scurati.

    Come accade da ben ventiquattro anni, l’atteso evento ha visto buona partecipazione di pubblico e di un nutrito numero di autorità, cui ha regalato la grande emozione della musica grazie all’ottima prestazione dell’Orchestra Città di Magenta, dell’Orchestra Antonio Vivaldi, del Coro San Gregorio Magno, del soprano Anna Delfino e del contralto Giorgia Gazzola diretti dai Maestri Mauro Trombetta ed Ernesto Colombo in brani di Bach, Torelli e Vivaldi.

    In aggiunta, ci auguriamo che abbia regalato loro un salutare sussulto di identità e quel sentirsi parte di una comunità che ha una storia, tradizioni, un passato fatto di vicende e persone da tenere vive nella memoria di ciascuno e di tutti, perché siamo nati e cresciuti da semi di cui non possiamo e non dobbiamo ignorare o dimenticare le radici, pena la minor consapevolezza di noi stessi. “Il che non significa essere vecchi ‘nostalgici’ – ha precisato non senza un pizzico di autoironia Morani -, conoscere la storia mi ha aiutato a sentirmi attrezzato per vivere il presente”.

    A lui e a Natalia Tunesi il Sindaco ha espresso un sincero caloroso ringraziamento per il significativo contributo alla conoscenza della storia della città, di interessanti personaggi che qui hanno vissuto e operato, figure eccezionali che l’hanno “fatta grande”.
    “Uno che ti costruisce ai primi del Novecento una imponente Basilica e non solo, uno che ti restaura l’Assunta … uno che ricostruisce Magenta nel secondo dopoguerra … uomini forti, carismatici che, seppure in momenti storici differenti, hanno coinvolto il popolo in progetti, lo hanno elevato, dato dignità … sono belle pagine, perché belle sono le loro vite; si sono spesi, Magenta ha ricevuto da loro straordinari doni”, ci aveva anticipato Natalia, riferendosi ai tre protagonisti delle opere di cui è autrice insieme a Morani, ovvero, “Le stagioni di un prete. Storia di don Cesare Tragella. Prevosto di Magenta (1852-1934)” pubblicato nell’ottobre del 1993, “Carlo Fontana. Pioniere del socialismo maestro antifascista primo sindaco di Magenta nell’Italia Repubblicana” del novembre del 2016 e “Tra le pieghe della veste. Don Luigi Crespi, parroco di Magenta (1878-1961)” del novembre 2022, senza dimenticare la monografia sul Forno Cooperativo Ambrosiano,“L’albero del pane”, nel 2011, a firma anche di Alessandro Colombo.

    Un sodalizio trentennale e una profonda amicizia. Carlo e Natalia hanno iniziato il loro cammino collaborando in una trasmissione di Radio Magenta, hanno condiviso esperienze presso il Forno Cooperativo ambrosiano, “in occasione di un anniversario di quella realtà, ci era stato chiesto di scrivere una paginetta sul fondatore, don Tragella”.

    Ecco la molla che ha fatto scattare nell’ex-assessore ai Servizi Sociali, con esperienza lavorativa nella cooperazione sociale di matrice cattolica, la voglia di ampliare la conoscenza del personaggio e, a seguire, di altri, perlustrando archivi, a cominciare da quello parrocchiale, catalogato da Ambrogio Cislaghi, quello diocesano, per spaziare quindi in quelli di altre città. Sua soprattutto la instancabile ricerca delle fonti scritte e orali, la ricostruzione dei contesti. “Mi ha trasmesso il gusto del colore locale, il valore della trasmissione delle tradizioni, delle radici”, ha chiosato Natalia.

    A lei il compito prezioso di cucire (per tornare all’elemento stoffa) i documenti, riordinare le carte, spesso sudate, tratteggiare con penna inappuntabile i profili dei protagonisti della nostra storia. “La dimensione locale può essere vista come una porta di accesso alla conoscenza storica. Partire dal territorio può suggerire importanti riflessioni sul passaggio dal vicino al lontano, dal famigliare all’ignoto, dal concreto all’astratto”, ha affermato, sottolineando “la dimensione pedagogica dello studio della storia, di quella locale in particolare per la formazione personale, per il radicamento, per l’integrazione in un determinato contesto sociale”.

    Il San Martino d’oro li ha sorpresi. “Non me lo aspettavo, ma sono riconoscente, per l’apprezzamento del nostro lavoro”, ci ha detto Morani. Sorpresi, ma pure gratificati. “Provo un sentimento di gratitudine per la consapevolezza di riconoscere il valore della narrazione e della trasmissione di realtà del passato, che consentono di creare un ponte con il presente, quindi anche un riconoscimento della scrittura narrativa come momento di ricostruzione di una comunità”. Piace parecchio a loro l’idea che vengano ‘premiati’ i libri, che si guardi al locale invece che al globale. “Mi piace questa controtendenza”, ha osservato la scrittrice, pronta, pare, insieme al proprio sodale a intraprendere un nuova ricerca e scrittura storica che dovrebbe vedere il coinvolgimento di giovani.
    In conclusione, è doveroso rammentare che il primo riconoscimento all’impegno di chi narra di storia locale fu assegnato Alessandro Colombo, ‘San Martino d’oro’ nel 2007.

    Franca Galeazzi