IL RACCONTO DI MASSIMO MOLETTI
LE PAROLE DELL’ASSESSORE ALLA SICUREZZA ALESSANDRO ALBANESE
LE PAROLE DEL SINDACO ANDRE’ VOLPI

IL RACCONTO DI MASSIMO MOLETTI
LE PAROLE DELL’ASSESSORE ALLA SICUREZZA ALESSANDRO ALBANESE
LE PAROLE DEL SINDACO ANDRE’ VOLPI

Tanti anni al servizio dei malati. Questo è stata Silvana Roma, la donna morta dopo un incidente stradale avvenuto a Sedriano mercoledì della scorsa settimana. Un sinistro come tanti. Inizialmente non sembrava che la situazione dovesse degenerare e volgere al peggio. Era successo in via Fagnani di fronte alla farmacia comunale. Lei era in bicicletta, quando è stata urtata da un’auto.
E’ caduta riportando dei traumi su varie parti del corpo. I soccorritori l’hanno trasferita, in codice giallo, all’ospedale San Carlo di Milano. Ma questa settimana le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso. Ad intervenire quel giorno è stata la Polizia locale di Sedriano che ha svolto i normali accertamenti che non hanno portato al sequestro dei veicoli coinvolti perché non c’erano gli estremi. Sembrava un incidente non grave. Silvana aveva 82 anni ed era in pensione da tempo. Svolgeva una vita tranquilla in paese tra le faccende di casa e le normali incombenze di tutti i giorni. Nella sua vita ha svolto un lavoro importante come colf alle dipendenze del Comune.
I suoi compiti erano quelli di assistere gli anziani che ne avevano necessità al loro domicilio aiutandoli nel bagno, nell’igiene personale e nelle altre faccende. Una tragedia che lascia senza parole a Sedriano. Ora si attende la data dei funerali che non è ancora stata decisa. Si aspetta l’esito dell’esame autoptico per capire, con precisione, cosa sia accaduto quel giorno.

Oggi viviamo in un mondo veloce, con poca anima e con poca attenzione al bello e nella musica questo ha una delle sue più terribili manifestazioni.
La musica viene chiamata con un termine orribile: “liquida”. Non si presta più attenzione alle parole, ai crediti di chi quella musica l’ha creata, suonata e prodotta e, soprattutto, non si valorizza il lavoro, spesso immane, che sta dietro alla copertina.
Oggi nella musica indipendente, per fortuna, questa arte di creare copertine che hanno qualcosa di magico è tornata prepotentemente anche grazie al ritorno in auge del mio amato vinile, le cui copertine sono la massima espressione di questa arte che rischiava di andare persa per sempre.
Ecco, la copertina del quarto album di una delle band più di culto e amate del Texas, i Flatland Cavalry, ha nella sua copertina meravigliosa tanti significati, ma il sentimento che più ho percepito ascoltando e guardando, è quello di una band che suona canzoni dal sapore antico e “vecchia scuola”.
Un po’ come la copertina dove la “stella errante”, rappresentazione perfetta di una band che ha girato locali e locali senza fermarsi mai, passa sopra ai ricordi di campagna e di deserto del proprio Texas.
La band è un sestetto che non si può paragonare a nessuno, secondo me. Cercare di dirvi assomigliano a questo o quell’altro è inutile. Tantissime influenze e nessuna decisiva.
Sono originali, come la splendida voce del leader Cleto Cordero, uno dei cantautori migliori che il Texas abbia prodotto negli ultimi anni.
Il resto della band è qualità pura: Reid Dillon alla chitarra elettrica, Adam Gallegos alle tastiere, banjo, acustica e mandolino, Jason Albers alla batteria, Jonathan Saenz al basso e Wesley Hall al violino.
Alla naturale e innata vena creativa di Cordero, aggiungetevi che sua moglie è una delle artiste più di talento della musica indipendente, e avrete due menti che si sostengono e si ispirano in una maniera che l’uno migliora l’altro.
Per inciso la moglie è Kaitlin Butts e vi ho parlato del suo meraviglioso disco del 2022 in questo articolo: www.ticinonotizie.it/kaitlin-butts-what-else-can-she-do-2022-by-trex-roads/
Il disco prodotto da Dwight A. Baker è anche il loro esordio con l’etichetta Interscope Records.
C’erano timori sulla band dopo il deflagrante successo dell’essere comparsi nella colonna sonora della serie tv Yellowstone o essere andati in tour con un artista del pop country del mainstream di Nashville.
Questi timori sono stati spazzati via e anzi possiamo dire che questo Wandering Star è uno dei dischi più belli di country texano degli ultimi anni.
Un country che prende un po’ del meglio di tutto il country di ogni decennio e lo declina con abilità, sicurezza dei propri mezzi e originalità, senza mai strafare o cercare di scimmiottare i grandi del passato.
Mettete la puntina sul vinile, restiamo nella bellezza corroborante del passato, e verrete invasi dalla bellissima e scatenata The Provider: chitarre graffianti come in un rock anni ’50 e celebra-zione dell’America che lavora. Si parte alla grande!
The Best Days è un country rock solare dove il violino si intreccia alle chitarre che lascia spazio alla bellissima ballata acustica Only Thing At All.
La prestazione vocale di Cordero è di una bellezza abbagliante e, mai come in questo disco, espressiva ed emozionante.
La splendida canzone d’amore e di maturità in duetto con la moglie Kaitlin, Mornings With You, è perfezione poetica. Scritta assieme ad un’altra artista che era già comparsa in un disco di una band leggendaria fra quelle indipendenti e cioè Ashley Monroe (comparsa in un disco degli Steel Woods, ndr).
Splendida e divertente è Let it Roll, così dannatamente vintage e arrangiata alla grande.
E, ragazzi, l’assolo di violino di Hall intrecciato a quello di chitarra di Dillon è breve, ma talmente bello che ho premuto ripeti solo per quei secondi.
In Spinnin’ c’è il titolo del disco, ma c’è anche la tranquilla semplicità di un songwriting che non teme il passare del tempo, il suono è così sospeso fra le stelle della copertina senza risultare vecchio e nemmeno moderno. E’ semplice bellezza così stordente da lasciarci così sdraiati su di un prato con il naso all’insù cercando la stella errante sopra il cielo del Texas.
Oughta See You (The Way I do) è un gioiello di country rock di livello assoluto con il testo ispirato da una frase dettagli dalla moglie. Quando due menti così piene di idee vivono sotto lo stesso tetto, basta una piccola scintilla per scatenare l’incendio che è questa stupenda canzone.
Gli assoli poi, amici, sono spettacolari e li ascolterei per ore: chitarra e violino, violino e chitarra e poi la ritmica e la voce di Cleto. Magia, come nelle stelle sopra di loro. Un disco dove la magia della copertina avvolge un suono senza tempo, semplice, ma non scontato.
Il ritorno di una band ormai leggendaria che ad ogni disco ci regala un nuovo capolavoro come se fosse la cosa più normale del mondo.
Prestazioni meravigliose di tutti i membri della band, nessuno escluso: la voce che ci guida con un’intensità mai sentita, la chitarra elettrica che sferza come il vento del deserto, la magia del violino che regala assoli mescolando malinconia e gioia, la sezione ritmica che batte come il cuore nel petto dopo una lunga corsa: ecco, questo Wandering Star è tutto questo e anche di più.
Grazie a Dio il successo non ha cambiato di una virgola i Flatland Cavalry e, se non li conoscete, questo album vi farà entrare nel loro mondo e, fidatevi, se amate la musica di qualità non ne uscirete più. Parola di Trex.
Buon ascolto,
Claudio Trezzani by Trex Roads
Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
www.trexroads.com

L’indagine trae origine da un complesso di attivita’ ispettive di natura fiscale avviate nel corso del 2022 dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Milano e dall’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Entrate – Settore Contrasto Illeciti, che hanno portato all’emersione di un sofisticato circuito di false fatturazioni nel settore del commercio di Traffico dati internazionale VoIP, dal 2019 al 2021, per circa 250 milioni di euro, da cui un’I.V.A. sottratta per quasi 54 milioni.
Le indagini di natura tributaria e giudiziaria hanno permesso di risalire ad una nota azienda di Faenza, attiva nel trading del gas e dell’energia, che volgendo in uno stato di crisi, attratta dalle promettenti marginalita’ di guadagno prospettate da un broker svizzero, un imprenditore di origine italiana con un’approfondita conoscenza delle dinamiche del mercato VoIP, ha partecipato consapevolmente a una frode all’I.V.A. accertata dagli investigatori per oltre 50 milioni di euro.
Le false fatturazioni, agevolate dall’oggetto delle corrispondenti transazioni commerciali, ossia il traffico dati, che come bene immateriale puo’ essere agevolmente gestito da remoto, transitavano da missing trader estere, cartiere nazionali e societa’ filtro per raggiungere infine la societa’ ravennate, che rivendendo alla prima societa’ estera, attraverso un’operazione non imponibile I.V.A., abbatteva il proprio debito impositivo dando vita a un nuovo carosello.
Parte delle aziende nazionali ed estere, funzionali al carosello di fatturazione, facevano riferimento a un imprenditore residente in svizzera, arrestato dalle fiamme gialle milanesi, a cui la societa’ di Faenza ha demandato l’intero business.

Duello (ovviamente politico) senza esclusione di colpi, quello andato in scena a Castano Primo nei giorni scorsi. Protagonisti da un lato il vulcanico eurodeputato leghista del Pavese Angelo Ciocca, alquanto pirotecnico, dall’altro il sindaco del Pd Giuseppe Pignatiello. Oggetto del contendere, ovviamente, il tena moschea.
Il faccia a faccia si è svolto fuori da Villa Rusconi, sede del municipio e dell’aula consiliare, dopo che Ciocca, insieme ad alcuni sostenitori, era entrato nell’aula dove si stava svolgendo il Consiglio comunale prendendo la parola dalle file del pubblico per contestare l’amministrazione comunale.
In sintesi, da anni si parla di aprire un luogo di culto islamico e ultimamente sembra che potrebbero essere autorizzate due moschee. La Lega si oppone fermamente a questa ipotesi.
Durante il dibattito c’è stato un primo scontro verbale tra la delegazione guidata da Ciocca e il sindaco. I leghisti sono stati poi allontanati dall’aula. Una volta fuori Ciocca, con tanto di megafono, ha chiesto alla Giunta di opporsi alla costruzione della moschea. L’eurodeputato ha anche promesso che, se la maggioranza di centrosinistra rinuncerà alla moschea, non si ricandiderà alle Europee questo per rispondere alle accuse di “essere in cerca di voti”.
«Mi auguro che ci siano dei consiglieri di maggioranza – ha detto fra l’altro Ciocca al megafono – che andando a casa la sera e specchiandosi con la propria coscienza e guardando in faccia le loro famiglie, capiscano che di questi tempi aprire una moschea è qualcosa di insensato».
Attivissimo anche sui propri canali social (pagina Facebook con 315mila like), Ciocca ha immortalato sugli stessi la propria contestazione.
LA REAZIONE DI PIGNATIELLO
A seguito del raid del dinamico europarlamentare pavese non si è fatta attendere la replica di Giuseppe Pignatiello, che ha preso carta e penna scrivendo niente meno che al Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, per segnalare l’accaduto alla reggente della massima assise continentale.
“L’obiettivo è quello di stigmatizzare il comportamento evidentemente scorretto e fuori luogo dell’Eurodeputato Ciocca. Si possono avere anche posizioni differenti ma non è accettabile una tale mancanza di rispetto per le Istituzioni. Dispiace constatare che le opposizioni decidano di non mettersi al nostro fianco in difesa della cittadinanza contro chi prova a prendere in giro i cittadini Castanesi e non solo”, ha chiosato Pignatiello. La lettera, che riportiamo in calce al nostro pezzo, è stata firmata da sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza.

La voce è rotta dall’emozione perché per Marco Porta il servizio in ambulanza è stato la sua vita. Ogni giorno diverso dall’altro: gioie, paure, preoccupazioni, tante emozioni messe insieme. Anche per Marco è arrivato il momento di lasciare per la pensione. Ha cominciato come volontario tanti anni fa. Era il 1985 all’allora Croce Oro di Sedriano. Era un ragazzo ed erano in pochi coloro che si avvicinavano al mondo del soccorso in ambulanza ancora sconosciuto. Lui era uno di quei pochi. Non c’era quasi nulla, se non la buona volontà di chi ci metteva l’anima in quello che faceva.
E’ continuata per cinque anni la sua importante esperienza alla Croce Oro, finché arriva la chiamata del dottor Giuliano Sarro, del notaio Pessina e di don Giuseppe Locatelli. Si voleva costituire una realtà del soccorso anche a Magenta dietro la basilica di San Martino. Uno spazio piccolo con un paio di letti a castello per l’equipaggio di turno. Marco era uno di coloro che cominciarono, insieme ad altri. Aurelia Giolla, Massimo Magistroni e altri ancora che fanno parte della storia dell’associazione. Arriva la Croce Bianca sezione di Magenta diventata operativa il 14 febbraio 1991. Marco era uno dei volontari: soccorritore, capo servizio e autista, fino al 2001. Quando è diventato un dipendente fino al 31 ottobre di quest’anno. “Migliaia e migliaia di interventi – ricorda – cose belle come la nascita di bambini. Cose brutte, superate grazie ai colleghi. Tutti, dai vertici dell’associazione a tutti gli altri è impossibile citarli tutti. Il periodo più difficile? Sicuramente il covid. Ma la Croce Bianca è stata una vera palestra di vita, una famiglia allargata”.
Marco è uno di quei soccorritori che hanno dato tutto al soccorso, ma allo stesso tempo non esita ad ammettere: “Ho ricevuto altrettanto, anzi forse più di quello che ho dato. In Croce Bianca abbiamo passato tanti momenti belli insieme, anche divertenti con le feste che venivano organizzate. Una delle cose che non dimenticherò mai è stato il salvataggio degli animaletti. Certo, tutti gli interventi avevano qualcosa di speciale, ma quelli mi davano un qualcosa in più in termini di positività. Arturo, il rapace investito, il cagnolino salvato da un incendio a Mesero, il gattino e tanti altri”. Trentadue anni di servizio, con tanti ricordi: “Qualche volta ho sbagliato, ma è normale sbagliare per chi lavora. Adesso è arrivato il momento di lasciare. Ai chi arriva, ai giovani voglio dare un consiglio. Che ci sia serenità, anche nel dire le cose che non vanno. Spesso si tende a nasconderle per paura, ma è giusto dirle. Sto ricevendo centinaia di messaggi, non solo dalla Croce Bianca di Magenta, ma da Aeru, da tutti i dipendenti e volontari di tante altre associazioni che incontravo al pronto soccorso, piuttosto che su un intervento. Segno che ho lasciato qualcosa di buono e questa è la cosa che mi fa più piacere. Non continuerò perché penso sia giusto dedicarmi ad altro. Il nonno, ecco farò il nonno grazie a mia figlia”.
Marco saluterà tutti alla cena ufficiale della Croce Bianca il prossimo 2 dicembre. “Sarà quello l’atto conclusivo di questa mia lunga parte di vita – conclude – Qualcuno mi ha detto che, con me, è una storia che se ne va, ma anche un soccorritore che non si vedrà più sfrecciare per Magenta”.

Erano tutti giovani tra i 18 e 26 anni e viaggiavano in 6 su una Peugeot i giovani che sono stati coinvolti nel grave tamponamento di ieri mattina in viale Forlanini a Milano con tre auto. Sulla Peugeot c’erano i due ragazzi che sono morti, l’autista di 26 anni deceduto sul colpo per il grave schianto, e il 24enne che era stato trasportato d’urgenza in gravi condizioni all’ospedale San Raffaele e che è morto lì circa un’ora dopo. In quella stessa auto viaggiano altre quattro persone che si trovavano probabilmente sui sedili posteriori e che rientravano a casa dopo un party di Halloween.
Le altre due vetture coinvolte sono una Golf che sarebbe l’auto che ha provocato l’incidente dove viaggiavano l’uomo positivo all’alcol test, su cui si stanno facendo degli accertamenti, e una donna, e ancora non è chiaro se su questa auto c’erano altre persone. La terza auto coinvolta è una Opel dove viaggiava la famiglia rimasta illesa dopo il tamponamento subito dalla Golf che era arrivata a grande velocità, la mamma e il papà di 48 anni e una bimba di 8 anni rimasti illesi.
Secondo le ricostruzioni della Polizia Locale, un primo veicolo, guidato da un giovane sui venticinque anni di Cinisello Balsamo, avrebbe urtato a forte velocità l’auto che lo precedeva, con a bordo una famiglia. Il giovane sarebbe stato in compagnia di una donna. A quanto apprende Adnkronos, il ragazzo sarebbe stato sottoposto all’alcoltest e sarebbe risultato positivo. Dopo qualche minuto dal primo tamponamento, è sopraggiunta un’altra vettura, guidata da due giovani nati tra il 1995 e il 1999. Questa si sarebbe scontrata con l’auto della famiglia, nel frattempo scesa e messa in salvo. I due giovani sono morti: uno sul colpo, l’altro poco dopo al San Raffaele. I feriti dell’incidente sono stati smistati tra gli ospedali Niguarda e il San Raffaele.

Anche oggi, festività di Ognissanti, il servizio di trasporto organi ha svolto il suo prezioso compito. Questa mattina la Polizia locale è partita da Robecco alle 6.37 alla volta dell’ospedale di Monza ricevendo in consegna un rene sinistro che è stato portato a Padova per un trapianto.
Dall’altra parte il rene destro da Gaggiano è stato trasferito all’ospedale di Varese. Un altro servizio salvavita con le conseguenti congratulazioni da parte dei medici. Un servizio che ridona speranze di vita a coloro che le stavano perdendo.

Due trafficanti di droga in manette e 20 chili di cocaina sequestrati. E’ questo il frutto di un’operazione portata a termine della polizia di Stato di Busto Arsizio quando hanno intercettato “il carico” ad Agrate Brianza. I poliziotti del commissariato cittadino, seguendo a ritroso la filiera dello spaccio di cocaina nel circondario di Busto Arsizio, erano arrivati fino a quello che ritenevano un “grossista” di polvere bianca, un marocchino di 44 anni residente nell’hinterland milanese ma notato nella zona del basso varesotto in circostanze sospette.
Ne sono derivati accertamenti e indagini, conclusi appunto dall’intervento di sabato mattina. Gli agenti, appostati nei pressi di un parcheggio nella zona industriale del comune brianzolo, hanno assistito discretamente all’incontro tra il marocchino e l’autista di un autoarticolato con targa tedesca, culminato nella consegna di un sacco al nordafricano. Un breve pedinamento e i due, che si erano separati, sono stati bloccati. Il marocchino aveva in auto, in un nascondiglio artigianalmente ricavato dietro a un sedile e aperto con un sofisticato dispositivo, 8 blocchi di cocaina.
Altri 11 blocchi li aveva l’autista del camion, un tedesco di 49 anni, nell’abitacolo del mezzo. In tutto circa 20 chilogrammi di droga, per un valore “all’ingrosso” di circa 800.000 euro. I due sono stati arrestati e condotti in carcere a disposizione della Procura della Repubblica di Monza

Anche questa volta il sottopasso di via Dante si è allagato. Il temporale della notte ha costretto ad una breve chiusura del passaggio con immediato intervento della Polizia locale e operatori che hanno ripristinato la situazione, tanto che prima delle 9 il sottopasso era già riaperto al transito.
Nel complesso le squadre dei Vigili del fuoco di Milano sono rimaste impegnate per diverse ore per fronteggiare l’ondata di maltempo che dalle 5 di stamattina ha colpito Milano sfociando con l’esibizione del Seveso. Una ventina gli interventi effettuati che hanno riguardato principalmente caduta rami, allagamenti cantine e per il forte vento alcuni cartelloni pubblicitari. Gli interventi sono a “macchia di leopardo”. Tuttavia non si sono registrate grosse criticità e soprattutto non si sono segnalati interventi relativi al soccorso di persone.